Yavanna
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NICK: Yavanna
SESSO: w
ETA': 20
CITTA': annone veneto (VE)
COSA COMBINO: cerco di districarmi nel caos
STATUS: single

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MERAVIGLIE

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i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )


mercoledì 29 novembre 2006
ore 21:23
(categoria: "Vita Quotidiana")


What’s wrong with this picture?
E non sono finite... restate in attesa!

PLACEBO -25 NOVEMBRE 2006, PALAZZO DEL TURISMO, JESOLO






[size3]Ecco la scaletta:

INFRA RED
MEDS
BECAUSE I WANT YOU
DRAG
SPACE MONKEY
I KNOW
SONG 2 SAY GOODBYE
FOLLOW TH COPS BACK HOME
EVERY U EVERY ME
SPECIAL NEEDS
ONE OF A KIND
WITHOUT YOU I’M NOTHING
BIONIC
BLIND
SPECIAL K
BITTER END

RUNNING UP THAT HILL

TASTE IN MEN
20 YEARS



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domenica 26 novembre 2006
ore 13:33
(categoria: "Vita Quotidiana")


25 novembre 2006


Someone call the ambulance....

... there is gonna be a concert!!!!!!!!!!!!!!!

Alla fine il giorno del giudizio è arrivato e anche passato. E ora sono qui per enarrarvi l evento più sconvolgente, assurdo, emozionante, intenso, pazzesco, meraviglioso, unico e indimenticabile di questa mia vita del cazzo che ieri si è illuminata d’immenso!!
Ore 18.15: Rachele e Giulio passano a prendermi sotto casa, ladrenalina inizia a scorrere.
Ore 19.00: tappa al supermercato per prendere qualche birra che dia uno slancio in più all arrivo.
Ore 19.20: arrivo a Jesolo, parcheggio(trovato con facilità, absurd!).
Ore 19.30: ci si prepara ad entrare; batterie nelle macchinette, biglietti in tasca, vestiti di troppo nelle borse e si va.
Ore 19.35: il Palazzo del Turismo si erge meraviglioso davanti ai nostri occhi, e già una gran quantità di gente si accinge ad entrare.
Ore 19.40: si compra la felpa e la maglietta firmata placebo.
L’adrenalina è già a buon livello.
Ore 19.45: i nostri biglietti vengono convalidati ed ENTRIAMO.
Ore 19.47: tappa al bagno delle signore(quello degli uomini aveva una fila eterna e il nostro era vuoto, absurd).
Ore 19.50: raggiungiamo la sala concerto. Il mio sguardo inizia a perdersi e la percezione di quel che sta per accadere comincia a prendere piede su di me.
Ore 20.00: Dario(alias Marcoalb) mi raggiunge e si fanno due presentazioni e quattro ciaccole pre concerto.
Ore 20.30: siamo appostati in decima fila e io inizio a rompere il cazzo perchè devo stare davanti a tutti i costi.
Ore 20.45: i miei nervi stanno davvero per cedere, quelli di Giulio e Rachele lo erano già da un po’, ma per il mio scassamento di palle.
Ore 20.50: si spengono le luci e tra il delirio generale i Big Bubble, come noi li abbiamo soprannominati, iniziano la loro degradante performance. Ma dove cazzo li han trovati quelli? Super Elastic Bubble Plastic prima di Placebo.... ti credo che non sopportano l’Italia, finchè mettono a supporto certa gentaglia.
Comunque dopo mezz ora di agonia, i Big Bubble se ne vanno e ci sono 30 fottuti interminabili minuti di cambio palco...
Ore22.10: LE LUCI SI SPENGONO.
I FARI SI ACCENDONO SULLA PLATEA. IL PALCO E’ AL BUIO.
DAL NULLA SI SENTE UNA VOCE CHE INIZIA A CANTARE. E’ LA SUA VOCE. LA LORO VOCE!!!!!
In mezzo al delirio cerco di guadagnare almeno la quinta fila per vedere meglio, ma sebbene sento la voce di Brian non riesco a vedere nessuno di loro. All’improvviso dal niente salta fuori Stefan col suo charme e lì la tensione esplode in un urlo che credo abbia reso irreversibilmente sordo il tizio che mi stava davanti. Dopo Stefan riesco a intravedere, nel fumo, Steve alla batteria e infine... come una rivelazione, un Nirvana, appare Brian Molko in tutta la sua grandezza, in tutto il suo senso, il senso che lui ha dato alla mia esistenza da otto anni a questa parte. Non mi rendevo bene conto di quello che stavo vivendo, ma la certezza era una: i Placebo erano davanti a me a meno di 10 metri e io ero viva. Lo spettacolo inizia sulle note di Infrared e prosegue, tra pogo, sballottamenti e cadute di massa(devo ringraziare un anonimo angelo custode che mi ha tirato su per un braccio quando sono caduta in mezzo alla ressa, se non fosse stato per lui ora non sarei qui a raccontarlo). E’ un delirio assurdo, una cosa indicibile, tutti saltano, spingono, urlano e ad ogni minimo accenno da parte loro di avvicinarsi a bordo palco un’ondata pressante verso le transenne. La follia esplode con Special K e dopo la grandiosità di The bitter end, la prima finta. Molko saluta e se ne vanno. Non ci posso credere e mi metto ad urlare. Poi di nuovo fuori per Running up that hill. Grazie a Dio. Poi un’altra finta. Voglio morire. Poi fuori, per l’ultima volta, per l’ultimo saluto con Twenty years. Riesco a guadagnare la terza fila e per 4 volte, per quattro assurde e indefinibili volte, Brian Molko mi ha guardato negli occhi. I nostro occhi si sono incrociati e io ero viva. Non sono ancora abbastanza lucida per capire bene la serata di ieri, ma la cosa certa è che non ho mai vissuto qualcosa di così grande, importante e stupendo. Grazie Placebo.


"Hush...It’s okay... Dry your eye."



GRAZIE PLACEBO!


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mercoledì 22 novembre 2006
ore 20:54
(categoria: "Riflessioni")


Voglio essere come Kate ( - 3)
Dopo i numerosi casi di morti avvenute per anoressia mi sono ritrovata a considerare la cosa.
Non riesco francamente a concepire come una ragazza possa giungere a distorcere la realtà a tal punto da esser convinta che magrezza=bellezza fino al punto da poter morire per questo assurdo ideale.
Confesso che anch io, che mi trovo molto bene nella mia 42, ho spesso paura di "buttare su" quei kili che potrebbero negarmi lo sguardo dei ragazzi per strada, per fare un esempio, ma credo che per arrivare a rifiutare il cibo per apparire più belle(belle? Con le ossa che sporgono da tutte le parti?) sia necessario avere qualcosa nella testa che funziona male. E sinceramente non so se questo qualcosa dipenda dai media, dalla società, dai modelli di vita e bellezza assurdi che ci vengono proposti, o magari da più vicino, all’interno della famiglia, dove spesso è la madre a inculcare nella testa della figlia che se mangi troppo ingrassi e poi i ragazzi non ti cagano.
Questo è l’aspetto più grave in assoluto. Conosco alcune ragazze che hanno candidamente confessato che le loro madri le hanno spesso derise perchè mangiavano un secondo piatto d pasta o un dolcetto in più. Ma siamo impazziti? Non si arriva a capire che la bella Cocaine Kate è malata e la sua bellezza è corrotta e malsana?
Mah.... sono sempre più sconcertata da questa realtà...

"...Since I was born I started to decay..."


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lunedì 20 novembre 2006
ore 22:57
(categoria: "Musica e Canzoni")


Primal Scream


Emersi nella seconda metà degli anni Ottanta come una delle band portabandiera dell’acid-rock in salsa britannica, insieme a monumenti del rock d’oltremanica come Jesus and Mary Chain e My Bloody Valentine, i Primal Scream di Bobbie Gillespie hanno poi sterzato verso un personalissimo ibrido di rock, techno e musica dance, cavalcando prima l’era della darkwave, poi del revival psichedelico degli shoegazer e approdando infine all’era della "chemical generation".

Formatisi a Glasgow, Scozia, intorno al 1985 da Jim Beattie e da Bobbie Gillespie, quest’ultimo già apparso come batterista nel seminale "Psychocandy" dei Jesus and Mary Chain, i Primal Scream esordiscono come una miriade di altri gruppi britannici con una trafila di singoli che, come ad esempio le contemporanee opere dei primi My Bloody Valentine, traggono spunto dai Sixties, in particolare da gruppi come Stooges e Rolling Stones sul versante più "caldo" e dai maestri Byrds, oltre naturalmente ai Beatles, su quello più lieve e melodico.

Sono la scoperta del giorno. Enjoy them.


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venerdì 17 novembre 2006
ore 15:16
(categoria: "Pensieri")



Non avrei mai creduto che mi avresti fatto sudare
Non avrei mai creduto di poterti dare lo stesso effetto
Non avrei mai creduto che mi sarei riempito di desiderio
Non avrei mai creduto che mi sarei vergognato tanto
Io e il dragone , possiamo allontanare tutto il dolore
Quindi , prima che finisca I miei giorni
Tu sappi…
Mio dolce principe ,
Tu sei l’unico
Non avrei mai creduto che mi sarei ritirato
Non avrei mai creduto di dovermi astenere
Non avrei mai creduto che tutto mi si sarebbe rivoltato contro
E chiudesse il buco nella mia vena
Io e il mio prezioso amico
Possiamo allontanare tutto il dolore
Quindi , prima che io finisca I miei giorni ,
Ricorda :
Mio dolce principe ,
Tu sei l’unico
Non avrei mai creduto che sarei volato cosi’ in alto
Non avrei mai creduto che avresti scopato col mio cervello
Non avrei mai creduto che tutto questo sarebbe svanito
Non avrei mai creduto che avresti spezzato la catena
Io e te , amore
Cacciamo sempre lontano il dolore
Ma prima che finisca I miei giorni ,
Sappi
Mio dolce principe ,
Sei l’unico.


My Sweet Prince


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venerdì 17 novembre 2006
ore 14:42
(categoria: "Vita Quotidiana")


Love is in the air... ( - 8 cazzo)
Alla fine è accaduto.
Me lo aspettavo che sarebbe successo, prima o poi pure a me doveva toccare.
Avevo giurato che non lo avrei mai più permesso ma non credo proprio che sia una cosa che si possa sottomettere al libero arbitrio.
Cupido ha scoccato la sua freccia e mi ha colpito in pieno.
E’ stato un vero proprio colpo di fulmine che non mi ha lasciato scampo... ebbene si, mi sono innamorata!!!!
Vi presento il mio amore, miei piccoli motherfuckers, per condividere con voi questo mnomento di gioia immensa!



Non è adorabile?

E la dedica del giorno va alla dolcissima Naomi, meravigliosa gattina di Samarta, che si sta riprendendo da un brutto incidente. Siamo tutti con te Naomi!

"Love is in the air..."


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mercoledì 15 novembre 2006
ore 17:00
(categoria: "Musica e Canzoni")


Protege moi
Ovvero il lato più oscuro dei Placebo.
La versione inedita e super censurata del video di questa stupenda canzone.
Godetevelo, che vi piacciano i Placebo o no...


Vietato ai minori di 18


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martedì 14 novembre 2006
ore 23:34
(categoria: "Vita Quotidiana")


- 11

"...Since I was born I started to decay..."


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domenica 12 novembre 2006
ore 14:49
(categoria: "Vita Quotidiana")


Andiamo a raccogliere le margherite. E fumiamocele.
Buongiorno a voi, miei piccoli adorati motherfuckers, come state oggi?
Io un po’ meglio. Pwah.




"...Since I was born I started to decay..."



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sabato 11 novembre 2006
ore 18:09
(categoria: "Riflessioni")


Post Blue ( - 14)
Questo è il titolo di una canzone dei Placebo.
Ed è anche il termine inglese con cui di solito si vuole indicare un post-sbornia, un post-trip da droghe di varia natura e qualsiasi tipo di postumi da sballo o sbattimento.
Con questo termine in neurologia/psichiatria si designa la fase post-depressiva.
Ora io ci sto dentro fino al collo da ieri sera.
Abbandono per sempre la vena romantica da tramonto fuori dalla finestra per tornare alla più consona vena d’odio.
Oggi non sono molto in vena di scherzi, cinismo e cazzate.
Oggi sto male.
Lo scrivo perchè tutti sappiano che lo schifo che prima mi circondava e che io fingevo di non vedere per godermi la vita, ora è entrato dentro di me e mi sta intaccando l’anima.
Non so di chi sia la colpa, ma fa male da togliere il respiro.
Quello che sento dentro non si può dire.
Rendersi conto della verità così di colpo è una cosa devastante.
Restare accecati dalla sua potenza e frustrati dalla nostra impotenza nell’affrontarla è ancora peggio.
E alla fine, quando sei accasciato sul tavolo senza forze, restano solo gli amici che capiscono il tuo schifo interiore e non dicono nulla, perchè non c’è niente da dire.

"...Since I was born I started to decay..."




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