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Ziggy
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martedì 7 ottobre 2003
ore 09:13 (categoria:
"Musica e Canzoni")
Non è nel cuore (FINARDI)
La prima volta che ho fatto l'amore non è stato un granché divertente ero teso ero spaventato era un momento troppo importante da troppo tempo l'aspettavo e ora che era arrivato non era come nelle canzoni mi avevano ingannato...
Ma l'amore non è nel cuore, nel riconoscersi dall'odore.
E non può esistere l'affetto senza un minimo di rispetto e siccome non si può farne senza devi avere un po' di pazienza perché l'amore è vivere insieme l'amore è si volersi bene ma l'amore è fatto di gioia ma anche di noia.
E dopo un po' mi sono rilassato e con l'andar del tempo ho anche imparato che non serve esser sempre perfetti che di te amo anche i difetti
che mi piace svegliarmi la mattina al tuo fianco e di fare l'amore con te non mi stanco ci vuole anche del tempo ma lo scopo è conoscersi dentro.
E l'amore non è nel cuore ma è riconoscersi dall'odore.
E non può esistere l'affetto senza un minimo di rispetto e siccome non si può farne senza devi avere un po' di pazienza perché l'amore è vivere insieme l'amore è si volersi bene ma l'amore è fatto di gioia ma anche di noia.
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giovedì 25 settembre 2003
ore 10:55 (categoria:
"Musica e Canzoni")
Uomini persi (Claudio Baglioni)
Anche chi dorme in un angolo pulcioso coperto dai giornali le mani a cuscino ha avuto un letto bianco da scalare e un filo di luce accesa dalla stanza accanto due piedi svelti e ballerini a dare calci al mare nell' ultima estate da bambino piccole giostre con tanta luce e poca gente e un giro soltanto
anche questi altri strangolati da cravatte che dentro la ventiquattrore portano la guerra sono tornati con la cartella in braccio al vento che spazza via le foglie del primo giorno di scuola raggi di sole che allungavano i colori sugli ultimi giochi tra i montarozzi di terra e al davanzale di una casa senza balconi due dita a pistola
anche quei pazzi che hanno sparato alle persone bucandole come biglietti da annullare hanno pensato che i morti li coprissero perche' non prendessero freddo e il sonno fosse lieve hanno guardato l' areoplano e poi l' imboccano e son rimasti così senza inghiottire e ne' sputare su una stradina e quattro case in una palla di vetro che a girarla viene giu' la neve
anche questi cristi caduti giu' senza nome e senza croci son stati marinai dietro gli occhiali storti e tristi sulle barchette coi gusci delle noci e dove sono i giorni di domani le caramelle ciucciate nelle mani di tutti gli uomini persi dal mondo di tutti i cuori dispersi nel mondo
quelli che comprano la vita degli altri vendndogli bustine e la peggiore delle vite hanno scambiato figurine e segreti con uno piu' grande ma prima doveva giurare teste crollate nel sedile di dietro sulle vie lunghe e clacksonanti del ritorno dalle gite e un po' di febbre nei capelli ed una maglia che non vuole passare
e i disperati che seminano bombe tra poveri corpi come fossero vuoti a perdere comne se fossero pupazzi seduti sui calcagni han rovesciato sassi e un mondo di formiche che scappava le voci aspre delle madri che li chiamavano sotto un quadrato di stelle dentro i cortili dei palazzi e la famiglia a comprare il cappotto nuovo e tutti intorno a dire come gli stava
anche questi occhi fame di nascere per morir di fame si son passati un dito di saliva sui ginocchi e tutti dietro a un pallone in uno sciame leggeri come stracci e dove fanno a botte dov'e' che caccia via la notte di tutti gli uomini persi nel mondo di tutti i cuori dispersi nel mondo
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I COMMENTI (1)
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lunedì 15 settembre 2003
ore 11:49 (categoria:
"Riflessioni")
La cura

Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie, dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via. Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo, dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai. Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore, dalle ossessioni delle tue manie. Supererò le correnti gravitazionali, lo spazio e la luce per non farti invecchiare. E guarirai da tutte le malattie, perché sei un essere speciale, ed io, avrò cura di te. Vagavo per i campi del Tennessee (come vi ero arrivato, chissà). Non hai fiori bianchi per me? Più veloci di aquile i miei sogni attraversano il mare. Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza. Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza. I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi, la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi. Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto. Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono. Supererò le correnti gravitazionali, lo spazio e la luce per non farti invecchiare. Ti salverò da ogni malinconia, perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te... io sì, che avrò cura di te
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I COMMENTI (4)
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venerdì 12 settembre 2003
ore 12:02 (categoria:
"Poesia")
La ninna-nanna de la guerra
Ninna nanna, nanna ninna, er pupetto vò la zinna : dormi, dormi, cocco bello, sennò chiamo Farfarello Farfarello e Gujermone Che se mette a pecorone, Gujermone e Ceccopeppe Che se regge co’ le zeppe, co’ le zeppe d’un impero mezzo giallo e mezzo nero.
Ninna nanna, pija sonno ché se dormi nun vedrai tante infamie e tanti guai che succedeno ner monno fra le spade e li fucili de li popoli civili…
Ninna nanna, tu nun senti li sospiri e li lamenti de la gente che se scanna per un matto che commanna; che se scanna e che s’ammazza a vantaggio de la razza… o a vantaggio d’una fede per un Dio che nun se vede, ma che serve da riparo ar Sovrano macellaro.
Ché quer covo d’assassini che c’insanguina la terra sa benone che la guerra è un gran giro de quatrini che prepara le risorse pe’ li ladri de le Borse.
Fa’ la ninna, cocco bello, finché dura ‘sto macello: fa’ la ninna, ché domani rivedremo li sovrani che se scambieno la stima boni amichi come prima. So’ cuggini e fra parenti nun se fanno comprimenti: torneranno più cordiali li rapporti personali.
E riuniti fra de loro senza l’ombra d’un rimorso, ce faranno un ber discorso su la Pace e sul Lavoro pe’ quer popolo cojone risparmiato dar cannone!
Trilussa
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martedì 9 settembre 2003
ore 11:48 (categoria:
"Poesia")
PROMEMORIA
Ci sono cose da fare ogni giorno: lavarsi, studiare, giocare preparare la tavola, a mezzogiorno.
Ci sono cose da fare di notte: chiudere gli occhi, dormire, avere sogni da sognare, orecchie per sentire.
Ci sono cose da non fare mai, né di giorno né di notte né per mare né per terra: per esempio, LA GUERRA (G. Rodari)
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lunedì 8 settembre 2003
ore 14:40 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Sono tornato!
"Sono gli amori insensati a dare un senso alla vita..."
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I COMMENTI (2)
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giovedì 21 agosto 2003
ore 10:09 (categoria:
"Pensieri")
Bambina impertinente
Mi lasci perplessa ma è un modo elegante per dirti ti amo
Non ho padronanza dei termini adatti ma godo al contatto
Trattami come se fossi una dea
Trattami come se fossi una dea
Sfiorami lentamente
Sfiorami lentamente
Ah…Ah…Ah…Ah….
Lasciami il fiato per dirtelo ancora Lasciami il fiato per fartelo ora
Lasciami il fiato per dirtelo ancora Lasciami il fiato per fartelo ora
Mi piace giocare sembrarti indecente parlarti all'orecchio dicendoti niente
In fondo hai intuito che sono bigotta
Una suora mancata una piccola donna
Trattami come se fossi una dea
Trattami come se fossi una dea
Una bambina impertinente
Una bambina impertinente
Ah…Ah…Ah…Ah….
Lasciami il fiato per dirtelo ancora Lasciami il fiato per fartelo ora
Lasciami il fiato per dirtelo ancora Lasciami il fiato per fartelo ora
Ah…Ah…Ah…Ah….
Lasciami il fiato per dirtelo ancora Lasciami il fiato per fartelo ora
Lasciami il fiato per dirtelo ancora Lasciami il fiato per fartelo ora
Una bambina impertinente
Una bambina impertinente
Una bambina impertinente
Una bambina impertinente
Ah…Ah…Ah…Ah…
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martedì 19 agosto 2003
ore 21:26 (categoria:
"Poesia")
Un giorno
A te, amore, questo giorno lo consacro a te. Nacque azzurro, con un'ala bianca in mezzo al cielo. Giunse la luce all'immobilità dei cipressi. Esseri minuscoli sbucarono sull'orlo di una foglia o sulla chiazza del sole su una pietra. E il giorno rimarrà azzurro finché entrerà la notte come un fiume e farà tremare l'ombra con le sue acque azzurre. A te, amore, questo giorno. Non appena, da lontano, dal sogno, l'ho presagito e non appena mi ha sfiorato il suo tessuto di rete incalcolabile ho pensato: è per lei. Fu un battito d'argento, fu un pesce azzurro che volava sul mare, fu un contatto di sabbie abbaglianti, fu il volo d'una freccia che tra il cielo e la terra attraversò il mio sangue e come un raggio accolsi nel mio corpo lo straripante splendore del giorno. E' per te, amore mio. Io dissi: è per lei. Questa veste è sua. Il lampo azzurro che si fermò sufl'acqua e sulla terra lo consacro a te. A te, amore, questo giorno. Come una coppa elettrica o una corolla d'acqua tremante, alzalo nelle tue mani, bevilo con gli occhi e con la bocca, riversalo nelle tue vene perché arda la stessa luce nel tuo sangue e nel mio. Io ti do questo giorno con tutto quel che potrà portare: le uve trasparenti di zaffiro e la ventata rotta che porta alla tua finestra le sofferenze del mondo. Io ti do tutto il giorno. Con lo splendore e la sofferenza faremo il pane della nostra vita, senza rifiutare quanto porterà il vento e non coglieremo solo la luce del cielo ma anche le aspre cifre dell'ombra sulla terra. Tutto ti appartiene. Tutto questo giorno con il suo grappolo azzurro e la lacrima segreta di sangue che tu troverai sulla terra. E non ti accecherà il buio né la luce abbagliante: di questo intrigo umano sono fatte le vite e di questo pane dell'uomo mangeremo. E il nostro amore fatto di luce oscura e d'ombra raggiante sarà come questo giorno vincitore che entrerà come un fiume di splendore nel cuore della notte. Prendi questo giorno, amata. Tutto questo giorno è tuo. Lo do ai tuoi occhi, amore mio, lo do al tuo petto; te lo lascio tra le mani e tra i capelli, come un ramo celeste. Te lo do perché ti faccia una veste d'argento azzurro e d'acqua. Quando arriverà la notte che questo giorno inonderà con la sua sete tremante, stenditi accanto a me, toccami e coprimi con tutti i tessuti stellati della luce e dell'ombra e chiudi i tuoi occhi allora perché io dorma.
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lunedì 18 agosto 2003
ore 14:51 (categoria:
"Cinema")
Serendipity

Serendipity è un vocabolo coniato dallo scrittore inglese Horace Walpole (1717-1797) per indicare la capacità di scoprire, in maniera del tutto casuale, qualcosa di inatteso che non ha nulla a che vedere con quanto si stava cercando.
L'origine del nome si deve ad una leggenda, secondo la quale il sultano di Serendip (antico nome arabo dell'isola di Ceylon), essendo partito in cerca di oro, dopo aver attraversato monti e vallate con esito negativo, trovò del té di ottima qualità, che risultò essere ben più prezioso dell'oro.
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sabato 16 agosto 2003
ore 11:00 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Un uomo
Lei non lo sapeva ma aspettava un uomo che la scuotesse proprio come un tuono che la calmasse come un perdono che la possedesse come se fosse un dono
era tanto tempo che aspettava l'uomo che la ipnotizzasse solo con il suono di quella sua voce dolce e impertinente che proprio non ci poteva fare niente
che la fa sentire intelligente bella, porca ed elegante come se fosse nuda tra la gente ma pure e santa come un diamante
un uomo dolce e duro nell'amore che sa come prendere e poi dare con cui scopare, parlare, mangiare e poi di nuovo farsi far l'amore
per seppellirsi tutta nell'odore che le rimane addosso delle ore che non si vuole mai più lavare per non rischiare di dimenticare
che le ricordi che sa amare un uomo che sappia rassicurare che la faccia osare di sognarsi come non è mai riuscita ad immaginarsi
un uomo pieno di tramonti di stelle, di racconti e di orizzonti che ti guarda e dice cosa senti come se leggesse nei tuoi sentimenti
un uomo senza senso anche un po' fragile ma così intenso con quel suo odore di fumo denso di tabacco e vino e anche d'incenso
impresentabile ai tuoi genitori così coerente anche negli errori proprio te che fino all'altro ieri ti controllavi anche nei desideri
tu che vivevi nell'illusione di dominare ogni tua passione tu che disprezzavi la troppa emozione come nemica della ragione
non sei mai stata così rilassata così serena ed abbandonata o così viva e così perduta come se ti fossi appena ritrovata
con un uomo senza senso anche un po' fragile ma così intenso con quel suo odore di fumo denso di tabacco e vino e anche d'incenso
un uomo dolce e duro nell'amore che sa come prendere e poi dare con cui scopare, parlare, mangiare e poi di nuovo farsi far l'amore.
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