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ademarki, 35 anni spritzino di candiana CHE FACCIO? Ingegnere musicante Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO L’OSPITE INQUIETO - di U. Galimberti.. sì, ancora oggi, dopo 5 anni.. HO VISTO gente sprecarsi STO ASCOLTANDO MUSICA in ogni forma ABBIGLIAMENTO del GIORNO lo mismo que 30 anos ORA VORREI TANTO... giorni da 1 settimana STO STUDIANDO... come realizzare il mio piano OGGI IL MIO UMORE E'... alto, come al solito ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata BLOG che SEGUO: SQUALONOIR LAH MIKNESIAC BAJI VITTO EMILY uèuè TATASUX SIRIASUN CANINA SYST3M SQUEENSY M.ORGAN CARAVITA DEMIAN JOHNTRENT MALAKA DrBenWay CHIACHIARA ELFA CATEYE MORETTA GUITARGIRL MAESTRON SAEUDO TRIXIE BOOKMARKS Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti! UTENTI ONLINE: |
![]() ~ ![]() ____________________________________ WWW.MYSPACE.COM/DEMASOUND martedì 3 febbraio 2009 - ore 23:39 CHIUDITI, SÉSAMO! La nostra vita si intreccia con altre storie. Alcune solo solo storie e ci attraversano come acqua su acqua, altre sono eccezionali e, dopo di loro, nulla è come prima. Altre portano luce o velocità al nostro incedere in questo pianeta. E poi, ci sono le brutte storie. Di queste, io odio la capacità eccezionale che hanno quando, finalmente, volgendo al loro termine, riaprirono ferite antiche e fanno riemergere tutto il loro bagaglio di sofferenza. Mi ha sempre impressionato l’efficacia di questo meccanismo: poche cose riescono bene in natura come questa. Il male che nel momento del suo cessare si ripropone per intero, senza sconti, a ricordarti quello che hai dovuto passare prima di questo momento liberatorio. Ed effimero. "Ricordati: questo è quello che hai dovuto passare, goccia dopo goccia. Guardalo. Pesalo." Ed è un mare, nero, che ti si specchia dentro. Ora che si avvicina la fine di questo triste archivio, so già che la cicatrice sarà un grande buco, che si unirà ad altri, preferibilmente più piccoli. Dalla mia, ho la fortuna di un magma vitale con ancora tanti spazi bianchi, tutti da riempire. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 2 febbraio 2009 - ore 17:29 ORSONO Sono uscito dal letargo. Ma nevica. LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK venerdì 30 gennaio 2009 - ore 03:14 NESSUN DORMA COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK sabato 24 gennaio 2009 - ore 10:07 MEMINI Il mio è un piccolo paese. Pertanto, tutto risulta importante: è una questione geometrica, direi. Ieri, così, non saprei dirvi perchè, mentre guidavo, mi sono venuti in mente due personaggi, dei tempi di quando ero ragazzetto. IGNAZIO, il gentiluomo-barbiere-ballerino di origini siciliane, col suo negozio vecchio stile: le poltroncine in similpelle marrone dai bordi celestini ed il telaio metallico a vista, le riviste per uomini che furono il mio primo approccio al vietatissimo universo del sesso (motivo per cui mi tagliavo i capelli cortissimi), il mangiacassette con sempre qualche evergreen in rotazione (SINATRA, AZNAVOUR, CALLAS). E lui ci ballava, mentre eseguiva un taglio certamente perfetto, danzando intorno alla poltrona, facendo fare un giretto pure a te, ogni tanto, a seconda del ritmo. Ci ero affezionato, diciamolo. A fianco della sua bottega c’era quella di RICCARDO, "el scarparo", noto per le sue millanta incursioni giornaliere nelle tre osterie del paese, che facevano sì che la gente gli portasse al bar le scarpe da riparare. Noi ragazzetti lo soprannominavamo FE’ FE’ per via della sua parlata incomprensibile che si riduceva ad un continuum di " Fè fe, fe fefe fe fè, fefefefè feè fefefè, fe. ". Così diversi, eppure, RICCARDO ed IGNAZIO erano amici: se andavi in bottega dall’uno, eri certo che l’altro avrebbe messo la testa dentro per salutarti. Poi, di solito, i due si bestemmiavano dietro, ognuno col suo idioma. E’ sempre stato così. Erano certezze. Oggi che ne scrivo, senza una particolare ragione, mi commuovo e penso a come era bello (sì: bello) il mio paese 25 anni fa, che poi era il mondo, e penso anche a come fossimo tutti distratti, rapiti dalle promesse di un futuro migliore che stava arrivando, dalla novità dei supermercati e dalla facilità con cui si poteva finalmente andare da un calzolaio migliore, magari a Conselve. Solo oggi, che siamo più poveri dentro che fuori, posso apprezzare cosa fossero queste cose e quanto bello fosse avere questi personaggi, questi mondi ricchi e tutti originalissimi a portata di bicicletta. Ma mi ritengo fortunato per saperli ancora ricordare con affetto e limpidezza: lo auguro a tutti. Non ricordo chi dei due morì prima, ma se ne andarono a breve distanza, vicini così come lo erano stati negli ultimi 20 anni, con le loro botteghe. Mi piace immaginarli ancora seduti sullo scalino delle proprie vetrine a chiaccherare, insultarsi ed offrirsi sigarette. LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK venerdì 23 gennaio 2009 - ore 12:46 CHE SE NE PARLI Da anni smazzocco i coglioni di tanti di voi con sta cosa, ma ora che che si sta aprendo la voragine forse è il caso che di parlarne, spesso, con tutti, al lavoro, in casa. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK martedì 20 gennaio 2009 - ore 03:27 Gong.Oh Per Voi che vi voglio bene: COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK domenica 18 gennaio 2009 - ore 12:59 mmm anch.e_og.gi_nov-al.gina. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK venerdì 16 gennaio 2009 - ore 16:23 Nebbie La verità è che non cè niente come la Musica, per me. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK giovedì 15 gennaio 2009 - ore 01:06 Parallelismi Astroganga fu per i cartoni animati quello che Jovannotti è per la musica: purtroppo ne rimangono delle tracce. COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK mercoledì 14 gennaio 2009 - ore 04:44 Inutile. Non è vero che cè un Dio padre di tutti. LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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