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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
giovedì 1 dicembre 2005 - ore 01:24
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sò che non è una novità, ma mi rendo conto di essere sempre più rincoglionito!!!
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mercoledì 23 novembre 2005 - ore 16:34
UN UOMO UN PERCHE
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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lunedì 21 novembre 2005 - ore 16:44
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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martedì 15 novembre 2005 - ore 22:11
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Oggi sono andato all

Devo dire che non è niente male!!!
Consiglio di farci un giro! Ha parecchie cose carine a ottimi prezzi!
Certo non tutto, ma non è male!!!
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lunedì 7 novembre 2005 - ore 22:05
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Da vedere ASSOLUTAMENTE!!!
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lunedì 7 novembre 2005 - ore 16:31
AUGURI GHIRA!!!!!!!!!
(categoria: " Vita Quotidiana ")

SUPER SSSMAKKKKK
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venerdì 4 novembre 2005 - ore 16:30
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Berlusconi: si resti al lavoro fino a 68 anni
«Grazie alla medicina e ai sistemi di vita si invecchia più tardi: ci sono settantenni che mantengono ritmi di 14 ore al giorno»
Guardate lui: altroché se a settantanni - e, a giudicare dalle sue aspirazioni, anche per molti anni ancora - si può continuare a lavorare! Il miglioramento delle condizioni di vita permette di di «lavorare di più e più a lungo» e dunque, dice il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, non si vede perché letà della pensione non dovrebbe essere spostata «più in alto», a 68 anni, seguendo lesempio della Germania. Berlusconi parla della situazione economica del Paese nel corso dellassemblea della Federazione dei tabaccai e assicura che «non siamo sullorlo del baratro». Certo, «potremmo lavorare di più» e «potremmo lavorare più a lungo»: grazie ai progressi della medicina «chi ha 70 anni può lavorare. Parlo - insiste Berlusconi - anche del mio caso. E se cè qualcuno che anche a questa età può lavorare 13-14 ore al giorno, non vedo perchè non si possa spostare letà lavorativa verso anni maggiori». Il premier cita il modello tedesco: «In Germania si sta discutendo su una proposta di arrivare a 68 anni. Non si tratta solo di lavoro in più, ma anche di vitalità e giovinezza. Credo che sia un orizzonte da non precluderci ma a cui guardare per migliorare la condizione generale di benessere». I sindacati, naturalmente, insorgono: «Una proposta che si commenta da sola, una stupidaggine», dicono Cgil, Cisl e Uil.
Il premier torna poi ripetere che la nostra situazione economica non è poi così disastrosa: «Io - dice - vengo deriso quando dico che lItalia è tra i paesi più ricchi ed industrializzati. Mi accusano di dare una fotografia del Paese che è solo mia. Ma abbiamo dati che ci fanno pensare che la nostra non è una situazione di cui dobbiamo essere eccessivamente preoccupati. Quattro milioni di imprenditori sono una cosa che ci invidiano tutti». Quindi, bisogna «avere fiducia»: Berlusconi respinge ancora una volta le «profezie di sventura, il pessimismo e il catastrofismo» diffuso dalla sinistra. Il premier cita alcuni dati: «Penso che il nostro paese potrebbe anche aumentare il numero dei cittadini che lavorano. Oggi gli italiani al lavoro sono poco più di 4 su 10 ma, comunque, siamo al numero massimo nella storia della Repubblica. La disoccupazione è scesa intorno al 7 per cento, ma sappiamo che il 60 per cento di coloro che si dichiarano disoccupati lavorano in nero. Evidentemente questo è un male per la nostra economia. E leconomia sommersa in certe zone del sud arriva al 40 per cento».
Quindi, Berlusconi torna su uno dei cavalli di battaglia contro lopposizione: leuro «di Prodi». La «debolezza» del governo Prodi, dovuta alla poca credibilità internazionale, afferma, ha portato lItalia ad accettare un cambio lira-euro che è risultato sfavorevole per le tasche degli italiani: «Al momento di decidere il cambio lira-euro - dice - non avevamo la credibilità internazionale che il nostro governo è riuscito ad acquisire. Quindi, abbiamo trattato in posizione di debolezza e abbiamo ottenuto un cambio a 1936 lire per un euro, invece che una cifra per noi molto più conveniente». Un livello di cambio, aggiunge, che ha inciso nei bilanci dei cittadini italiani: «Questo spiega la difficoltà per certe famiglie di far quadrare i conti fino alla fine del mese, anche se cè da dire che la qualità della vita è aumentata e ci sono certi bisogni che prima non esistevano». Infine, il premier ribadisce quelli che sono a suo giudizio i tre problemi delleconomia non solo italiana, ma europea: lipervalutazione delleuro sul dollaro (che reso «meno convenienti del 50 per cento i prodotti italiani»), laumento del prezzo del petrolio e la concorrenza dei prodotti dei Paesi emergenti, come la Cina: più che dazi, bisogna cercare di «imporre a quel continente di esportare in Europa quanto lEuropa riesce ad esportare in Cina».
In effetti... perchè non lavorare addirittura fino agli 80 anni... tanto cosa facciamo a casa senza fare niente....
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mercoledì 2 novembre 2005 - ore 18:22
(categoria: " Vita Quotidiana ")

RAFFEDDORE DI MERDA!!!
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giovedì 27 ottobre 2005 - ore 15:48
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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domenica 16 ottobre 2005 - ore 17:26
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Prima lezione di eskimo... BELLISSIMO!!!
Ma devastante fisicamente!!!
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