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venerdì 3 febbraio 2006 - ore 11:55


Lettera al prof. Daniel Pennac
(categoria: " Pensieri ")




Stanotte ho terminato la lettura de “La lunga notte del dottor Galvan”.
Caro professor Daniel Pennac La ringrazio per sua penna così leggera e frizzante da ingerire in un sol boccone.
Ho cercato di trattenermi. Mia moglie mugugnava nel sonno, poverina, ma sono ugualmente scoppiato a ridere.

Stamane sono rincoglionito da chissà quali droghe oniriche. Capita.
Ma pur fissando il monitor al lavoro, sto ghignando. E questo capita meno.
Penso alla Sua scrittura da sparviero, non è il primo Suo libro che leggo.
Penso al dottor Gerard Galvan, medicina interna.

Ora Lei deve capire...
Oggi, come ogni giorno, sono al Policlinico Universitario di Padova.
Oggi, come ogni giorno, sono al lavoro circondato da medici chirurghi.
E oggi, finalmente, me la sto ridendo.

Grazie a Lei.

Alessandro

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giovedì 2 febbraio 2006 - ore 12:13


Profilon’
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Dopo una prima bevuta di parole, dediche ed incubi, ho l’ebbrezza da scrittura e il mal di testa.
Mi bevo un bicchiere del migliore, rosso sangue.
Aggiorno il profilone che non si aggiorna da se’.
Risulto così “sistemato”, parola che mi ricorda lo scatolone in soffitta.
Ma per voi, che leggete o fate finta, dirò “sposato”.



Improvvisamente sono più vecchio di 3 anni.
PUF! Ne ho 35, non 32.

E’ la fretta di riparare gli errori di gioventù...
E’ l’invidia che provo per la saggezza dei vecchi...
...che mi fa maturare così in fretta...

Alessandro


Dietroallequinte.

Visto che sto aggiornando la silhouette,
visto che mi sta tornando una arrugginita voglia di scrivere
visto che internet è potente
colgo l’occasione per ringraziare madame Biankaneve
che mi ha dato il rompiballe input di perdere il mio tempo qui.

Trovo proficuo perdere tempo così.
Quindi grazie e per quel che riguarda il tuo blog/percorso, continua così.
Lungavita!

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mercoledì 1 febbraio 2006 - ore 12:51


Psiconauta cercasi
(categoria: " Accadde Domani ")


Mia cugina A. è scomparsa in un incidente stradale nel febbraio di 2 anni fa. Questa notte ho sognato di lei.
Abbiamo 10 anni e sto andando a trovarla presso la stazione di servizio di suo padre. Gioca sul piazzale accanto alle pompe di benzina, seduta su un triciclo colorato.
Non mi risulta che suo padre, mio zio, sia mai stato benzinaio ma la stazione di servizio è precisamente quella smantellata 15-20 anni fa in via Sorio, angolo via Crimea. Come cazzo faccio a ricordarmela, i sogni sono così bizzarri....
Mi dirigo verso mia cugina, lei mi vede, mi sorride e mi saluta con allegria.
Buio.
Il sogno si sposta in campagna lungo una ferrovia. C’è un solo binario sul quale sferraglia un treno merci troppo piccolo per essere vero. Il treno esegue movimenti a scarti veloci e improvvisi esattamente come un modellino ma dalle proporzioni sembrerebbe un trenino di Gardaland. Un trenino merci di Gardaland....
Mi guardo attorno: campi, colline. E’ tutto grigio e rosso. Credo sia inverno. Tramonto infuocato.
Sto passeggiando in compagnia di due dei miei zii e mio cugino L.. Sembra la classica passeggiata campestre di dopo pranzo di un qualche giorno di festa.
Il sogno ci porta in un largo e ordinato viale alberato di cipressi tutti in fila, sembra l’ingresso di un cimitero. Davanti a noi, sul viale, c’è la botola in ghisa di un tombino simile a quello degli acquedotti cittadini.
“E’ il mio blog! - dico io – se trovo l’indirizzo giusto, ve lo mostro”.
Dopo un paio di tentativi recito a voce alta la formula corretta: “Spritz.it/regina lia-margherita/alez”.
Chi cazzo sia e che c’entri “regina lia margherita” non saprei dirvelo. E credo di essermelo pure domandato.
Ma il blog si apre e, con un monotono rumore di motorino elettrico, la botola si solleva verso l’altro esattamente come ci si aspetta da un coperchio. Apertosi del tutto, una luce giallastra posta al suo interno si accende automaticamente.
Mi avvicino, mi inginocchio e dall’alto mi affaccio nel blog. I miei parenti mi seguono e, primo fra tutti, si china mio padre, sbucato dal nulla.
L’interno del blog sembra una piccola stanza sotterranea. Ha la forma di una minuscola piramide con la base quadrata dilatata. La botola è il vertice della piramide. E’ un sottotetto, non più profondo di un metro e mezzo, fatto di mattoni forati rossi.
Puzza di umidità e la spartana luce giallastra illumina degli oggetti. Una motosega posta pericolosamente in bilico su un rastrello di ferro. Una cassetta di legno per la raccolta della frutta. Un tosaerba a motore rosso e arrugginito. Altri oggetti alla rinfusa: corde, zappe, attrezzi ad contadino.
E poi... un ragno!

Peloso, nero, enorme come una mano aperta, sta camminando agganciato alla parete obliqua del sottotetto.
E’ velocissimo e non faccio in tempo a urlare “attenti!” che il ragno balza fuori, aggressivo, sembra affamato.

Mi sono svegliato, sudato e terrorizzato, ed ho pensato che, se me lo fossi ricordato, avrei raccontato il mio sogno sul blog, quello vero però.
Ora spero solo che un qualche divertito navigatore della psiche abbia voglia di spiegarmelo.


Alessandro

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martedì 31 gennaio 2006 - ore 12:47


Terza dedica
(categoria: " Pensieri ")


Sono in difficoltà.
Questo post vorrebbe essere una dedica-sfogo del rancore che ho nutrito verso i miei genitori. Non sapendo usare pc internet tecnologie varie, non correrei il rischio di essere da loro letto, contraddetto, non ferire e chi di spada ferisce.... La classica marachella non scoperta. No? Uno sfogo, aaahhhhh...!!! un prendersi la ragione mai da loro ammessa e concessa (teloavevodettoio..., perché è così puntoebasta..., mai ascoltare i vecchi che...).
Potrei sfogarmi per...
......le mille cose mai dette
......le carezze non fatte
......il tempo non concesso.
Potrei inveire contro il provincialismo veneto, il perbenismo cattolico, il troppo lavoro lavoro lavoro poco tempo poco poco. Maledire il dopoguerra, gli anni sessanta, la cultura di chiesa, la casta borghese....
Ne potrei dire, ho lo spazio per farlo.
Ne potrei dire.

Invece...
...invece eccomi qui a celebrare...
......i mille silenzi pieni di ascolto
......i letti rimboccati e i pranzi pronti
......il sudore trasformato in denaro denaro trasformato in giocattolo, cibo, tetto, libro, bicicletta...
(e qui, seppiatelo, la vedo bene l’alchimia dell’Amore)
offrendo in cambio troppi pochi grazie.
Ebbene, lo dico una volta per tutte, a bassa voce...
Grazie.

Cari papà e mamma, deve essere di un difficile essere genitori...
E certo che, cazzo, essere figli e sentirsi ogni volta in colpa per qualcosa...
e certo che però...
...ma vaffanculo, va.......!!!

E certo che però...
...ma vaffanculo va...
...e certo che però...
...ma vaffanculo va...
...e certo che però...
...ma vaffanculo va...
...e certo che però...
...ma vaff...

(ad libitum)

Alessandro

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lunedì 30 gennaio 2006 - ore 11:21


Seconda dedica
(categoria: " Pensieri ")


E’ perché mi sono sposato che mi hai regalato per Natale “Change of Season”. Vero?
Un Cambio di Stagione: la mia e la tua, di Stagione.
La Stagione de Lisboa.
La Stagione del “te lo dico io”.
La Stagione del Kamasutra in Val di Rabbi, mio Amante.
La Stagione del Capodanno a Napoli Sarajevo.
La Stagione delle Gnocche, di Loreto, delle Ferrate, del Biliardo, degli Augh!…
La Stagione delle Stagioni, e sai quante ce ne sono…

No, mio caro Amante.
E’ un cambio di binario, semplicemente.
Tu vai di là che io vado di qua.
Tanto poi ci incontriamo nuovamente.
Alla prossima ESTACAO.
All’ estacao della via Crucis e sai quante ce ne sono.

Faremo ancora un po’ di strada insieme.
Unpo’ unpo’...
Unpo’ unpo’...
Unpo’ unpo’...
unpo’ un po’ che dura una vita.
Emmaus, Ti Voglio Bene e tu sai quanti beni ci sono
Ma tu sai anche di che Bene parlo.

E stavolta lo diciamo a tutti, che non c’è segreto,
... è il Bene del Cristo “Sconto”.

“Mi ghe so’.
Sempre.”

Alessandro


Dietroallequinte.


Change of Season, Dream Theater. Comprende un omaggio ai Queen, Pink Floyd, Deep Purple e quant’altro. Comprende un glorioso “Funeral for a friend” che quando ho letto il titolo mi sono toccato i coglioni, brutto omosessuale di un Emmaus!
Il Cristo “Sconto”, per chi avesse voglia di andarlo a trovare, è situato sulla via ferrata del Carlo Gazzella che dalla valle San Liberale si arrampica su una goduriosa cresta fino alla cima del Monte Grappa. Non è necessario partire dalla valle San Liberale. La ferrata attraversa la vecchia strada militare, percorribile in auto, all’altezza della terza galleria. Fermate la macchina. Mettetevi l’imbrago. Il Cristo “Sconto” è appena lì sopra, nascosto in una nicchia, come un piccolo cuore pulsante nascosto nel cuore della Montagna. Si tratta di una statuetta cementata abusivamente da ... e da ....

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venerdì 27 gennaio 2006 - ore 13:51


Prima dedica
(categoria: " Pensieri ")


Perché perché perchéperché perché perché perché perché perchéperchéperché perchéperché perché perché perché perché...
...sin da bambini quante volte perché,
una vaga risposta qua e là,
ma oggi ancora tanti perché mai risolti
volatili come moscerini
che se ti casca un perché nell’occhio...

...mammammia dove vai a cercare così orbo
la risposta del perché con quel perché dentro all’occhio?

Allora... dedico il primo post a LEI...

al perché del mio perché
perché è l’Amore, innanzitutto
perché è sempre lì, senza dubbio
perché dopo tante principesse, finalmente la regina
perché non son più solo
perché mi fa godere come un maiale
ma anche...
perché non son più alcoolizzato
perché non son quasi più drogato
perché ho così tanta voglia di vivere
eppoi...
perché è la cuccia
perché io son suo
perché mi legge
perché la ascolto
ed infine...
perché mi spacco le ossa e son felice
perché mi succhio il sangue e sono in estasi
perché mi uccido e mi riconosco.

Perché è il mio SI’ eterno.

E la domanda?
Perché...?
Perché perché perchéperchéperchéperché perché perché perché perchéperchéperché perchéperché perché perché perché perché...?

perché non ricordo la domanda....

... ma conosco la risposta.

A te, mia Sposa.

Alessandro


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