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venerdì 30 gennaio 2009 - ore 18:08
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Prendi un sorriso,
regalalo a chi non l’ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole,
fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente,
fa bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima,
posala sul volto di chi non ha pianto.
Prendi il coraggio,
mettilo nell’animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita,
raccontala a chi non sa capirla.
Prendi la speranza,
e vivi nella sua luce.
Prendi la bontà,
e donala a chi non sa donare.
Scopri l’amore,
e fallo conoscere al mondo.
[M. Gandhi]
Con affetto

Aly
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lunedì 5 gennaio 2009 - ore 18:37
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Se non potete essere un pino sulla vetta del monte
Siate un cespuglio nella valle,
ma siate il miglior piccolo cespuglio sulla sponda del ruscello.
Siate un cespuglio se non potete essere un albero.
Se non potete essere una via maestra, siate un sentiero.
Se non potete essere il sole siate una stella piccina;
non con la mole vincete o fallite.
Siate il meglio di qualunque cosa siate.
Cercate ardentemente di scoprire
A cosa siete chiamati,
e poi mettetevi a farlo appassionatamente.
Martin Luther King
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sabato 3 gennaio 2009 - ore 09:25
... TI AUGURO TEMPO...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Non ti auguro un dono qualsiasi
Ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo per divertirti e ridere,
se lo impiegherai bene potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo per il tuo Fare e il tuo Pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo non per affettarti a correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo non soltanto per trascorrerlo.
Ti auguro tempo perchè te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo all’orologio.
Ti auguro tempo per toccare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita!
Poesia indiana
BUON 2009
Con Affetto

Aly
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giovedì 25 dicembre 2008 - ore 20:13
...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"QUANDO CI SONO NEL MONDO TROPPE COSE CHE NON VORRESTI VEDERE, E’ IL MOMENTO DI APRIRE GLI OCCHI".
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mercoledì 24 dicembre 2008 - ore 18:30
CARO GESU’
(categoria: " Riflessioni ")
Caro Gesù, questa è la mia lettera di Natale x te. E anche a te auguro Buon Natale perché già più di duemila anni fa nn hai trovato un posto dove nascere. In questo Natale spero che tu un posto possa trovarlo nella greppia, anche se a volte fredda, del mio cuore.
Carissimi amici, in questa giorno di Natale, nn mi rivolgo a voi: di discorsi + o - azzeccati e di prediche chissà quante ne avete sentite! Mi rivolgo invece a Gesù con una lettera perché in questo giorno sono tante le cose che vorrei dirgli… In questo giorno nn posso tacere…
Caro Gesù, in questo giorno di Natale voglio scrivere a te x tanti motivi, così come facevo una volta… Prima di tt, perché so che tu mi leggerai di sicuro e la mia lettera nn rischierà di finire come le tue ammassate in qualche angolo della camera tra maglie e vestiti o in qualche cestino della casa. Tu me ne hai scritte tante di lettere: le persone, tanti fatti, gli affetti, le difficoltà e le prove, i santi… sono tutte lettere d’amore, ma io nn le ho neppure aperte; anzi alcune sono rimaste addirittura nella buca delle lettere. E nel migliore dei casi le ho sfogliate frettolosamente quasi x dovere e con aria annoiata. Ti scrivo Gesù, perché so ke tu nn ti fermi a fare l’analisi estetica di ciò che ti dico. Tu vai sempre al nocciolo delle questioni e sei preciso nel cogliere tra le righe la bellezza e le verità ke cerco, e ke in parte già vivo, nonostante gli errori grammaticali della vita. E anche stavolta, ne sono certa, tra le righe saprai scorgere il mio cuore gonfio di gioie e delusioni, di paure e di speranze, di preoccupazioni e di tenerezze, di inquietudini e desideri, di conquiste e disfatte, di nostalgie e di aspirazioni. Inoltre, caro Gesù, ti scrivo xkè tu rispondi sempre, e nn passi mai nulla sotto silenzio. Con gli altri, lo sai, nn sempre è così. Ma, soprattutto, scrivo direttamente a te, perché è Natale ovvero il tuo compleanno. E so che in questo giorno ti incontrerai con tante persone ke verranno a salutarti rimirandoti nel presepio della Chiesa semivuota o di qualche bancone dei centri commerciali così affollati di gente e di cose ke nn c’è più spazio neanche x venderti a pochi soldi. Qualcuno ti visiterà x tradizione, altri x nostalgia di quei natali vissuti da bambino, qualcun altro x curiosità e qualcun altro, con fare smarrito, si domanderà: «Chi è quel bambino?». Nn importa. Tu le conosci ad una ad una queste persone ke in questo giorno sembrano disperse e come i pastori si avvicinano a te senza capire bene cosa sta succedendo. Beato te, che le puoi chiamare tutte x nome. Dal momento, però, ke passeranno a trovarti, se nn nell’Eucaristia e nella confessione almeno nel presepe, perché nn suggerisci loro, discretamente, ke sono davvero poche le cose ke contano nella vita e ke lo smarrimento ke tante volte le mette con le spalle al muro nn è altro che il frutto del desiderio inascoltato di incontrare te? Perché nn suggerisci alle persone ke verranno a vederti nel presepio (e ke a Natale cercano di essere un po’ + buone) ke la tristezza e l’inquietudine ke tante volte le attanaglia nn è altro ke il risultato di una vita basata sull’egoismo e sull’avere? Gesù, diglielo ke è + preziosa la povertà della stalla puzzolente di Betlemme ke lo sfarzo profumato delle nostre case, ke è + prezioso morire in croce a 33 anni x amore ke campare fino a 100 x accumulare i tesori del mondo di cui nn ce ne faremo niente in paradiso e ke nella bara neanche ci stanno. Diglielo ke è meglio una vita spesa amando ke una vita spesa inimicandosi le persone x quattro soldi o x essere i primi nella classifica del prestigio sociale. Diglielo Gesù, che nn serve far le code x andare sulla neve se poi a casa nn ci si vuole bene. Caro Gesù, mi raccomando: converti il mio cuore in questo Natale. Fallo: nn aspettare oltre! In questi giorni ci facciamo tanti regali inutili x riempire la nostra sete di felicità. Gesù, aiutaci a comprendere che nn abbiamo bisogno di questi regali o di girare all’impazzata per i centri commerciali con carrelli così pieni che i bambini nn li riescono neanche a spingere. Aiutaci a comprendere ke abbiamo bisogno di silenzio, di quel silenzio ke c’era a Betlemme quando tu sei nato e che oggi neanche a Betlemme c’è più. Facci capire, ke abbiamo bisogno di un cuore ke sappia amare, ke sappia piangere con ki soffre e sorridere con ki è nella gioia. Abbiamo bisogno di un cuore ke nn rimane indifferente di fronte alle tragedie dell’umanità, ma ke sa invece rimboccarsi le maniche. Fa’ ke la smettiamo di dire “poverini…” quando in televisione vediamo ki soffre e fa’ invece ke abbiamo il coraggio di andare in agenzia di viaggi a comprarci un biglietto d’aereo di sola andata per condividere la povertà e la tristezza di tanti uomini. Sotto l’albero di Natale fammi trovare un cuore nuovo capace di sanare col perdono le baruffe e i conflitti che ci sono in casa e in comunità, un cuore capace di donare gioia vera con un sorriso, un cuore capace di sognare in grande. Sotto l’albero fammi trovare un cuore ke sa mettere la famiglia prima della ricerca del prestigio, ke sa distinguere tra il bene e il male, ke sa denunciare come omicidio l’aborto e come ipocrita ogni tipo di guerra. È questo ciò di cui ho e abbiamo bisogno. È questo ciò per cui siamo fatti. Caro Gesù, dona alla nostra gente, alle nostre parrocchie, alle nostre comunità la gioia di te. Ispira in noi i brividi e il fervore della Chiesa degli inizi, la passione e la radicalità evangelica di quei cristiani che vivono in trincea nella persecuzione per testimoniare la propria fede. Risveglia in ogni uomo il desiderio di salvare il mondo! Per questo Gesù, fa’ ke se un giorno ci dovessero arrestare perké siamo cristiani, trovino le prove della nostra fede. È per qualcosa di grande ke siamo fatti, per orizzonti immensi in cui vive ki si dona fino in fondo: è per questo ke ci hai creati. Facci capire ke il nostro destino nn è solo amare ma addirittura divenire amore, così come hai fatto tu nascendo. Caro Gesù, metti allora nel cuore di chi è lontano dall’amore una profonda nostalgia di te. Fa’ che tutti noi sentiamo una profonda nostalgia di te. Asciuga le lacrime segrete di tanta gente, che nn ha il coraggio di piangere davanti agli altri. Entra nelle case di chi è solo, di chi non attende nessuno, di chi a Natale nn riceverà neppure un biglietto d’auguri e, a mezzogiorno, nn avrà commensali, di quella persona che mi ha detto che a Natale farà il brindisi con il Crocifisso xké neanche a Natale i suoi figli si ricordano ke esiste. Ricordati dei ragazzi che nn andranno a casa perché nessuno li vuole. Ricordati di quelle famiglie in cui c’è divisione, gelosia e discordia anke a Natale. Ricordati di quelle famiglie in cui è più importante l’alcool che la pace. Ricordati di quelli ke dormono col cartone al posto dei vetri alla finestra. Ricordati soprattutto dei giovani, di quelli ke stanno puntando la loro vita sulla futilità delle cose del mondo e nn sui loro desideri + profondi e pregiati ke tante volte neanche conoscono. Ricordati, Signore, di ki ha tutto, e nn sa che farsene xké gli manchi Tu. Caro Gesù, quando ero piccola nn vedevo l’ora che venisse Natale xké mi avevano insegnato ke la notte di Natale sarebbe passato Gesù Bambino a portare i doni. E mi avevano insegnato che Gesù Bambino portava doni in più a ki si comportava bene durante l’anno. Ma ad ogni Natale rimanevo meravigliata nel vedere ke i doni arrivavano a tt in misura + o - uguale. E mi dicevo: Deve essere veramente buono questo Gesù Bambino se nn fa differenze tra i bambini buoni e quelli meno buoni. E mi dicevo ancora: deve essere veramente buono questo Gesù Bambino se ogni anno ritorna anche se siamo sempre meno buoni. Caro Gesù, oggi, come allora, mi piace pensare che tu vieni ancora a portare i tuoi doni a tt nn facendo alcuna differenza, ma guardando alla bontà e alle speranze di ogni cuore. Caro Gesù, questa è la mia lettera di Natale x te. E anche a te auguro Buon Natale xkè già più di duemila anni fa nn hai trovato un posto dove nascere. Infine caro Gesù, spero ke il prossimo anno tu nn venga a portare la pace perché vorrei ke la pace ci fosse già. Spero che tu nn venga a portare la gioia perché vorrei che la gioia ci fosse già. Spero che tu nn venga a portare l’amore perché vorrei che l’amore ci fosse già.

Grazie perchè questo giorno mi dice che sarà così....
"QUESTO PER VOI IL SEGNO: TROVERETE UN BAMBINO AVVOLTO IN FASCE CHE GIACE IN UNA MANGIATOIA" (Lc 1,12)
AUGURI A TUTTI
Con affetto

Aly
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giovedì 18 dicembre 2008 - ore 12:16
COME VIVERE CRISTIANAMENTE IL NATALE ?
(categoria: " Riflessioni ")
Anzitutto ricordando che il Natale è "la grande festa della nostra fede", la festa dei semplici e degli umili di cuore, che sanno inginocchiarsi davanti al Presepio e pregare il Figlio di Dio che s’è fatto uomo per salvarci.
Molti fanno festa ma non sanno nemmeno perché. Il 25 dicembre dell’anno scorso sono andato a comperare un giornale. Il giornalaio mi ha detto: "Buon Natale!". "Grazie – gli ho risposto – ma che auguri mi fa?". Mi ha guardato interdetto: "Mah, non so, che lei sia felice, che abbia lunga vita, che le vada tutto bene...". Gli dico: "Anch’io le auguro Buon Natale, cioè che Dio sia con lei, l’unica cosa che conta davvero nella nostra vita". Mi ha ringraziato ma non sembrava troppo convinto. Crede anche lui alla nascita del Figlio di Dio, forse non è abituato a pensarci.
Il Natale rischia di diventare, anche per noi che ci crediamo, una festa pagana: un tempo di vacanza, un gran pranzo, star bene, incontrare la famiglia e gli amici, divertirsi, avere tanti soldi da spendere per fare e ricevere regali. In un dicembre di anni lontani ero in Germania, il manifesto di una chiesa protestante rappresentava un Presepio con un fumetto che usciva dalla bocca del piccolo Gesù: "Per favore, nessuna orgia di cibi, di alcolici e di regali nella ricorrenza della mia nascita. Ricordatevi dei poveri. Firmato: il Bambino Gesù".
Ricordatevi dei poveri! E’ ancora di moda l’educazione alla solidarietà verso i poveri? Oppure nelle famiglie si propongono solo mete come la carriera, i soldi, i divertimenti? Quand’ero piccolo, il pomeriggio di Natale la mamma prendeva noi tre bambini e ci portava da una famiglia con tanti figli, per donar loro qualche regalo e un po’ di dolci. Eravamo poveri anche noi, ma qualcosa potevamo darlo agli altri e questo capitava anche in altre feste nel corso dell’anno.
Nel tempo natalizio si celebra nelle Filippine un’antica usanza spagnola, la "misa de gallo", quando il gallo canta. Ci si ritrova alle quattro del mattino nella grande chiesa parrocchiale con migliaia di fedeli, oppure in una povera casa di legno su palafitte, tra il piagnucolare dei piccoli e il grugnire dei maiali sotto i piedi: a dicembre i missionari visitano i gruppi di fedeli a questo modo, andando sul posto la sera prima. Tutti portano qualcosa, un dono in natura, un regalo, un po’ di soldi e chi ha molto deve dare di più. La Messa natalizia ricorda che siamo tutti fratelli: al termine si distribuiscono i doni ai più poveri. Il Natale senza bontà, senza generosità, senza l’entusiasmo del bene, non è più un Natale né cristiano né umano.
Però la nascita di Gesù è qualcosa di più e di diverso. "Col Natale entra in scena – ha scritto don Giussani – una cosa assolutamente occulta a tutti, vale a dire il reale, la realtà. La grande Presenza". L’Avvenimento del Natale ha cambiato il corso della storia e la nostra vita personale: non è una favola o un mito, ma un fatto storico che la fede rende di nuovo presente nel mondo d’oggi, dove però, nella mentalità e nei comportamenti comuni, esiste solo quello che si vede e si tocca. Ecco perché il cristiano, per vivere bene il Natale, deve andare contro-corrente.
Allora, in concreto, come vivere da cristiani il Santo Natale?
Gesù porta nel nostro quotidiano la Presenza di Dio che ci ama e vuole salvarci: a Natale dobbiamo ritornare a Dio, convertirci a Dio, interrogarci su come rispondiamo all’amore del Figlio di Dio che è nato per noi. Siamo cristiani perché vogliamo vivere "la vita nuova in Cristo". La nascita di Gesù rinnova, se vogliamo, la nostra esistenza, ci invita a coltivare questo ideale: voglio vivere una vita nuova nell’amore a Cristo e ai fratelli.
Una delle aspirazioni comuni oggi è quella di non invecchiare: creme, medicine, diete, fisioterapie, interventi chirurgici e via dicendo. Vorrei gridarlo a tutti: la vera ricetta per rimanere giovani è vivere nella Grazia di Dio e amare Gesù Cristo e il nostro prossimo! Fisicamente il nostro corpo decade e non è male tentare di rallentare questo processo fisiologico. Ma dobbiamo rimanere sempre giovani nello spirito e anche saper ritornare bambini: coscienti come il bambino che tutto ci viene da Dio, pronti a ricevere i doni di Gesù.
Questo il senso del Natale, festa religiosa da vivere ricuperando le radici della nostra fede con la preghiera e i Sacramenti, partecipando alle cerimonie che in questi giorni si svolgono nelle chiese. Spesso, nel tempo natalizio, mi sono reso conto di quante persone si confessano e comunicano da un Natale all’altro, da una Pasqua all’altra! Per una vita decisamente orientata a Dio non basta.
In nessuna religione Dio si è fatto uomo. Gli dei pagani sono troppo lontani, non si interessano degli uomini. L’originalità del cristianesimo è questa: avvicinare Dio agli uomini e gli uomini a Dio. Altrimenti basterebbe osservare la legge, la tradizione, i riti. Invece il cristianesimo chiede l’amore e l’imitazione di Cristo, la conversione del cuore. Dobbiamo tornare alla fede e alla vita cristiana, per liberarci dall’egoismo, dall’indifferenza, dal pessimismo a cui spesso ci portano i fatti dell’esistenza quotidiana. Se lo viviamo bene, il Natale è un forte segno di speranza e di ottimismo, in un mondo che uccide tutte le speranze.
Piero Gheddo
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Aly
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PERMALINK
mercoledì 17 dicembre 2008 - ore 11:31
La vita nn è una questione di come sopravvivere alla tempesta...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Era una mattinata movimentata, quando un anziano gentiluomo di un’ottantina di anni arrivó per farsi rimuovere dei punti da una ferita al pollice. Disse che aveva molta fretta perché aveva un appuntamento alle 9:00. Rilevai la pressione e lo feci sedere, sapendo che sarebbe passata oltre un’ora prima che qualcuno potesse vederlo. Lo vedevo guardare continuamente il suo orologio e decisi, dal momento che non avevo impegni con altri pazienti, che mi sarei occupato io della ferita. Ad un primo esame, la ferita sembrava guarita: andai a prendere gli strumenti necessari per rimuovere la sutura e rimedicargli la ferita. Mentre mi prendevo cura di lui, gli chiesi se per caso avesse un altro appuntamento medico dato che aveva tanta fretta. L’anziano signore mi rispose che doveva andare alla casa di cura per far colazione con sua moglie. Mi informai della sua salute e lui mi raccontó che era affetta da tempo dall’Alzheimer. Gli chiesi se per caso la moglie si preoccupasse nel caso facesse un po’ tardi. Lui mi rispose che lei non lo riconosceva giá da 5 anni. Ne fui sorpreso, e gli chiesi. ’E va ancora ogni mattina a trovarla anche se non sa chi é lei’? L’uomo sorrise e mi batté la mano sulla spalla dicendo: ’’Lei non sa chi sono, ma io so ancora perfettamente chi é lei" Dovetti trattenere le lacrime...Avevo la pelle d’oca e pensai: "Questo é il genere di amore che voglio nella mia vita". Il vero amore non é né fisico né romantico. Il vero amore é l’accettazione di tutto ció che é, é stato, sará e non sará. Le persone piú felici non sono necessariamente coloro che hanno il meglio di tutto, ma coloro che traggono il meglio da ció che hanno. La vita non é una questione di come sopravvivere alla tempesta, ma di come danzare nella pioggia.
Rubato dal blog di violavale...

Aly
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PERMALINK
venerdì 12 dicembre 2008 - ore 09:42
CITTADINO DEL MONDO ...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il tuo Cristo è ebreo
e la tua democrazia è greca
la tua scrittura è latina
e i tuoi numeri sono arabi
la tua auto è giapponese
e il tuo caffé è brasiliano
il tuo orologio è svizzero
e il tuo walkman è coreano
la tua pizza è italiana
e la tua camicia è hawaiana
le tue vacanze sono turche,
tunisine o marocchine.
Cittadino del mondo
non rimproverare il tuo vicino
di essere...
straniero
Con affetto

Aly
Recuperato dal blog di Charless
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PERMALINK
lunedì 24 novembre 2008 - ore 10:47
DA DOVE COMINCIARE PER CONOSCERE LA VERITA’ ?
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Un re andò nel suo giardino e trovò alcuni alberi e delle piante morenti. Diversi fiori erano già appassiti. La quercia disse che stava morendo perché non poteva essere alta come il pino. Osservando il pino il re lo trovò sofferente perché si riteneva incapace di produrre grappoli come la vite. E la vite credeva di morire perché non riusciva a fiorire come la rosa. Infine scoprì una pianta, la viola, fresca e vivace come sempre. Il re, piacevolmente sorpreso, le chiese: "Perché tu stai così bene mentre gli altri soffrono?" La viola rispose: "Mi è sembrato scontato che quando mi hai piantato tu desiderassi una viola. Se avessi voluto una quercia, un pino o una rosa avresti piantato quelle. Allora ho pensato. Visto e considerato che non posso vivere diversamente cercherò di essere me stessa al meglio possibile".
Con affetto

Aly
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PERMALINK
domenica 23 novembre 2008 - ore 17:55
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"HO AVUTO FAME E NON MI AVETE DATO DA MANGIARE, HO AVUTO SETE E NON MI AVETE DATO DA BERE" (Mt 25, 42)
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PERMALINK
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