BLOG MENU:
STO LEGGENDO

LA STORIA DELLA MIA VITA...



HO VISTO

* NATALE A RIO
* MISSION
* DAVANTI AGLI OCCHI
* IL COSMO SUL COMO’
* DEFIANCE : I GIORNI DEL CORAGGIO
* IL PIANISTA
* OPERAZIONE "VALCHIRIA"
* EX
* L’AMORE GIOVANE
* GIULIA NON ESCE LA SERA
* E SE DOMANI ...
* TI STRAMO
* ROBIN HOOD

CAMPO MEDIE ’04

CAMPO SUPERIORI ’06

CAMPO ’05

CAMPO ’05

BELLUNO
CAMPO SCOUT ’07

MARCO ...

MARE ESTATE ’08

CAMPO ’06

CAMPO ’06

CAMPO EL-MED ’08

CAMPO SPAGNA ’08

CAMPO SPAGNA ’08

CAMPO SCOUT ’07

BELLUNO ’07



STO ASCOLTANDO

IL RUMORE DEI MIEI PENSIERI CHE A VOLTE E’ DAVVERO ASSORDANTE...

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

INFRADITO, JEANS, POLO

ORA VORREI TANTO...

CHE I MIEI SOGNI SI TRASFORMASSERO IN REALTA’ PER DARMI ANCORA IL CORAGGIO DI GRIDARE:"CHE FANTASTICA STORIA E’ LA VITA!"

RIUSCIRE AD ESSERE FELICE ANCHE SENZA DI TE.

BELLUNO’07

BELLUNO’07

SCOUT ’07

CAMPO ’08

CAMPO ’08

CAMPO ’08


STO STUDIANDO...

QUALCOSA CHE NON CAPISCO...

OGGI IL MIO UMORE E'...

APERTO ALLE IMPREVEDIBILI SORPRESE CHE LA VITA QUOTIDIANAMENTE MI RISEVA ...


ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) quando le uniche risposte ai tuoi sms sono gli addebiti...
2) Litigare con le persone... soprattutto con chi consideri tuo amico!!
3) vedere tradita la mia fiducia
4) essere dimenticato da tutti
5) la cosa che odio di più...pensare di aver già perso in partenza... non provare a reagire e arrendersi....

MERAVIGLIE


1) sapere che le tue giornate sono cambiate nel giro di poco e che il sole finalmente è tornato e splendere dentro di te perchè nel tuo cuore hai scoperto di amare come mai prima d'ora
2) Passeggiare in un bella giornata di sole ascoltando la tua canzone preferita
3) guardare il cielo stellato con a fianco qualcuno di speciale...
4) Capire che ti basta un sorriso per essere felice
5) ...Essere se stessi,nella situazione più difficile come in quella più banale... e notare che in ogni circostanza le persone che valgono davvero,che ci stimano e apprezzano per ciò che realmente siamo sono sempre li... accanto a noi..pronti ad accoglierci con un sorriso.


Solo in questo BLOG
in tutti i BLOG

BLOG che SEGUO:




BOOKMARKS


giovani
(da PC e Internet / Computer Grafica )
crocerossachepassione
(da Pagine Personali / Siti creati da voi )
Nati Scalzi
(da Sport / Vari )
Mauro Corona
(da Arte e Cultura / Narrativa )
Per chi ama gli aquiloni
(da Sport / Vari )
ANSA
(da Informazione / Notizie del Giorno )
Artisti Di Strada
(da Arte e Cultura / Poesia )


UTENTI ONLINE:






(questo BLOG è stato visitato 8851 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]



domenica 22 aprile 2007 - ore 00:57


SE NON L’AMORE...ALMENO L’AMICIZIA
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Gesù è risorto, ma quanta fatica gli Apostoli ( e noi) fanno a digerire questa notizia! Gesù è presente, vivo, incontrabile,ma la fatica del credere paralizza la fede, la delusione brucia e l’esperienza negativa della propria fragilità comporta una lunga strada di conversione che gli apostoli devono percorrere.... CHE RIDERE! Tre anni con Gesù, tre anni di discepolato, per trovarsi da capo, a dover ricominciare,.... Ma con un cuore diverso, ora. Il riconoscimento avviene solo dopo un gesto, un segno... la voce per Maria,le bende per Giovanni, il pane spezzato per i discepoli di Emmaus, le ferite per Tommaso, la rete piena nel vangelo di oggi... In queste scene del Vangelo troviamo stanchezza,fragilità,disillusione e rabbia.... sconforto di chi crede senza risultato...qualcuno che misura la sua debolezza sotto la croce.... SOTTO LA CROCE! E li all’ombra del loro fallimento c’è una sorpresa: Gesù li aspetta....Gesù mi aspetta....Gesù ci aspetta!... In riva al lago, uno dei dialoghi più affascinanti della storia di Dio che cerca l’uomo. Gesù si rivolge a Pietro con tre domande, ogni volta diverse, come tre tappe attraverso le quali guarire in radice il suo tradimento. Simone di Giovanni, mi ami più di costoro? A Gesù non interessa nè giudicare, nè assolvere; per lui nessun uomo coincide con i suoi peccati, nè con le tante notti senza frutto, ma un uomo vale quanto vale il suo cuore. Che lui vuole ravvivare adesso. Misera è la santità pensata solo come assenza di peccato. Santità è rinnovare la passione per Cristo, adesso! Gesù usa un verbo raro, quello dell’agàpe, dell’amore grande, del massimo possibile; Pietro risponde con il verbo umile dell’amicizia; lui, abituato a primeggiare esce dalla competizione, dice solo: Signore,si, tu sai che ti sono amico. Gesù domanda una prova a Pietro, prova d’amicizia: pascola i miei agnelli. Pascolare cosa significa? significa procurare alimenti per loro... ma cominciando dai più piccoli,dai più deboli, porsi al servizio di chi è inferiore a te. Proprio ciò che Pietro ha contestato a Gesù nella lavanda dei piedi. Seconda domanda: Simone di Giovanni, mi ami? Rimane il grande verbo dell’amore assoluto, ma non compare più il confronto con gli altri discepoli. Pietro sa di non poter rispondere con lo stesso verbo, è cosa da Dio, e allora si aggrappa all’amicizia, umana, rassicurante: Signore, io ti sono amico, lo sai. Prova d’amicizia sarà pascolare il suo gregge, abbandonare ogni superiorità, vivere per gli altri. Nella terza domanda, Gesù si avvicina ancora di più al suo discepolo.... Simone di Giovanni, mi sei amico? L’affetto almeno, se l’amore è troppo; l’amicizia almeno se l’amore mette paura... semplicemente un pò di bene. Gesù dimostra il suo amore abbassando per tre volte l’esigenze dell’amore. Gesù mendicante d’amore, mendicante senza pretese, che assicura: Pietro, il tuo desiderio di amore è già amore.... E quando interroga Pietro, interroga me: si, Signore, tu lo sai che un pò di bene te lo voglio, un pò d’amicizia tra tanta indifferenza, un pò d’attenzione tra tanta freddezza; non oso dire che ti amo, però come Pietro, ti sono amico.... Sarò anch’io pastore di un piccolo gregge: familiari, amici, di poveri affidati alla mia amicizia. Chiamami, se non cerchi gente infallibile, ma solo appassionata. Chiamami e ti seguirò....

COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



sabato 21 aprile 2007 - ore 09:31


IL CUORE PIù BELLO DEL MONDO
(categoria: " Vita Quotidiana ")


C’era una volta un giovane in mezzo a una piazza gremita di persone: diceva di avere il cuore più bello del mondo, o quantomeno della vallata. Tutti quanti glielo ammiravano: era davvero perfetto, senza alcun minimo difetto. Erano tutti concordi nell’ammettere che quello era proprio il cuore più bello che avessero mai visto in vita loro, e più lo dicevano, più il giovane s’insuperbiva e si vantava di quel suo cuore meraviglioso. All’improvviso spuntò fuori dal nulla un vecchio, che emergendo dalla folla disse: «Beh, a dire il vero... il tuo cuore è molto meno bello del mio». Quando lo mostrò, aveva puntati addosso gli occhi di tutti: della folla e del ragazzo. Certo, quel cuore batteva forte, ma era ricoperto di cicatrici. C’erano zone dalle quali erano stati asportati dei pezzi e rimpiazzati con altri, ma non combaciavano bene, così il cuore risultava tutto bitorzoluto. Per giunta, era pieno di grossi buchi dove mancavano interi pezzi. Così tutti quanti osservano il vecchio, colmi di perplessità, domandandosi come potesse affermare che il suo cuore fosse bello. Il giovane guardò com’era ridotto quel vecchio e scoppiò a ridere: «Starai scherzando! - disse - Confronta il tuo cuore col mio: il mio è perfetto, mentre il tuo è un rattoppo di ferite e lacrime». «È vero!», ammise il vecchio. «Il tuo ha un aspetto assolutamente perfetto ma non farei mai a cambio col mio. Vedi, ciascuna ferita rappresenta una persona alla quale ho donato il mio amore: ho staccato un pezzo del mio cuore e gliel’ho dato, e spesso ho ricevuto in cambio un pezzo del loro cuore, a colmare il vuoto lasciato nel mio cuore. Ma, certo, ciò che dai non è mai esattamente uguale a ciò che ricevi e così ho qualche bitorzolo, a cui però sono affezionato: ciascuno mi ricorda l’amore che ho condiviso. Altre volte invece ho dato via pezzi del mio cuore a persone che non mi hanno corrisposto: questo ti spiega le voragini. Amare è rischioso, certo, ma per quanto dolorose siano queste voragini che rimangono aperte nel mio cuore, mi ricordano sempre l’amore che ho provato anche per queste persone...e chissà? Forse un giorno ritorneranno e magari colmeranno lo spazio che ho riservato per loro. Comprendi, adesso, che cosa sia il vero amore?». Il giovane era rimasto senza parole, e lacrime copiose gli rigavano il volto. Prese un pezzo del proprio cuore, andò incontro al vecchio, e gliel’offrì con le mani che tremavano. Il vecchio lo accettò, lo mise nel suo cuore, poi prese un pezzo del suo vecchio cuore rattoppato e con esso colmò la ferita rimasta aperta nel cuore del giovane. Ci entrava, ma non combaciava perfettamente, faceva un piccolo bitorzolo. Poi il vecchio aggiunse: «Se la nota musicale dicesse: "Non è la nota che fa la musica... "Non ci sarebbero le sinfonie. Se la parola dicesse: "Non è una parola che può fare una pagina..." Non ci sarebbero i libri. Se la pietra dicesse: "Non è una pietra che può alzare un muro..." Non ci sarebbero case. Se la goccia d’acqua dicesse: "Non è una goccia d’acqua che può fare un fiume..." Non ci sarebbero gli oceani. Se l’uomo dicesse: "Non è un gesto d’amore che può rendere felici e cambiare il destino del mondo..." Non ci sarebbero mai né giustizia, né pace, né felicità sulla terra degli uomini». Dopo aver ascoltato, il giovane guardò il suo cuore, che non era più il cuore più bello del mondo, eppure lo trovava più meraviglioso che mai: perché l’amore del vecchio ora scorreva dentro di lui.

... l’uomo guarda l’apparenza; il Signore guarda il cuore!

COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



giovedì 19 aprile 2007 - ore 13:21


1800 SCOUT PREGANO ASSIEME AL VESCOVO ANTONIO
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E’ quello che è successo martedì 17 aprile a padova... per festeggiare il centenario dello scoutismo....! Siamo stati chiamati assieme al Vescovo Antonio alla veglia di San Giorgio per riflettere sulla dimensione della generosità, delal prossimo, dell’aiuto. Un incontro svolto nel parco cittadino (zona biri) a partire dalle 20.30. Baden Powell nel suo ultimo discorso agli scout scriveva:" Credo che il Signore ci abbia messo in questo mondo meraviglioso per essere felici e godere la vita. La felicità non dipende dalle ricchezze, nè dal successo nella carriera [...] Il vero modo di essere felici è quello di procurare la felicità agli altri. [...] "Siate pronti"così, a vivere felici e a morire felici, [...]e Dio vi aiuti in questo".
In un mondo dove il ritmo del tempo scandisce l’opera dell’uomo e lo getta nel vortice senza fine delle sue azioni, la parola servizio ha perso il suo valore. Quante volte noi uomini ci sentiamo bloccati e crediamo di non poter aiutare nessuno? Basta veramente un niente per cambiare il nostro mondo: prepararsi a servire. Io ci credo.

COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



martedì 17 aprile 2007 - ore 11:01


LA VITA COME UNA RISPOSTA
(categoria: " Vita Quotidiana ")


È un po’ il mio pallino fisso. La vita si apre come un grande dono, come il frutto di un amore esclusivo. Questo dono è così importante che racchiude in germe un senso personalissimo, come stato di vita, per compiere una missione, ciò che da sempre Dio ha pensato per me e vuole farmi capire. Per questo abbiamo bisogno di un "programma di vita", San Paolo ne accenna uno che fa proprio al caso nostro.Chiamati per essere

Spesso la nostra vita si presenta come una grande scelta. Scegliamo i colori più belli, le opportunità migliori, le condizioni più convenienti. Costruiamo poco a poco le nostre realizzazioni personali, decidiamo il tipo di amicizie da frequentare, il modo di comportarci, i valori importanti. La vita risulta una grande e sorprendente potenzialità.

Ma più che come una scelta la vita si apre come una risposta. Meglio, la nostra esistenza è anche una risposta. La vita è, infatti, un dono magnifico frutto di un amore grande, speciale ed esclusivo. La vita ci viene data senza aver neppure dimostrato di meritarla. La prima vocazione è, dunque, la chiamata alla vita. Ciascuno di noi è chiamato da Dio a vivere.

Questa realtà è pregna di conseguenze ed impegni. Mi piace sottolinearne uno: da un lato c’è un Qualcuno, con la "Q" maiuscola, che ci ha dato la vita come un dono, gratuitamente. Dall’altro, questo Qualcuno sta facendo il "tifo" per noi, affinché la viviamo nel miglior modo possibile.

Perciò, di fronte a questo "dono" stupendo, ci troviamo a dover dare una risposta. La vita è una risposta verso Qualcuno che da sempre ci ha pensati ed amati, ed amandoci noi siamo.

D’altra parte, c’è anche il cammino inverso di fronte alla realtà della nostra esistenza. Ciascuno di noi, magari contemplando un panorama suggestivo, si chiede che cosa ci stia a fare in questo mondo, e nascono tante domande e tanti perché. Nel cuore di ogni uomo cè la volontà di dare un senso alla propria vita che oltrepassa le frontiere dell’uomo stesso.

Di più: nel cuore di ogni uomo sono presenti, fondamentalmente, due tipi di domande. Quelle alla sua portata più o meno facili da scoprire, che riguardano il come le cose funzionano e quelle più profonde, le chiamiamo trascendentali, che lo oltrepassano e hanno a che fare con il perché delle cose stesse. Di fronte a queste domande ci sono vari atteggiamenti. Alcuni non ci pensano proprio e, spesso sentiamo dire: «non ho tempo per queste cose». Sono persone troppo affannate nel vivere in superficie si lasciano vivere dalla vita senza fermarsi un momento per cercare di scoprirne i segreti più profondi. Altri, invece, cercano una risposta nella sfera dei valori umani. Concetti elevati, degni, importanti come quelli della famiglia, della giustizia e della pace. Pilastri di cui oggi si sente persino la mancanza. Ma, allo stesso tempo, questo non basta ancora per la nostra ricerca. Il cuore di ogni uomo, la sua costituzione, racchiude in un finito di spazio e di tempo una capacità spirituale che ci trascende e che fa si che l’uomo sia aperto all’infinito. Lo possa toccare ed essere toccato.

L’intelligenza e la volontà ci svelano queste capacità spirituali che, convogliandosi nella capacità di amare, ci muovono a cercare valori più eccelsi, quasi una voglia di eternità. Qui, dove arriva la forza della nostra ragione, qui siamo raggiunti dall’alto dalla mano tesa della fede che ci fa credere nella Rivelazione di Dio.

La nostra risulta essere una esistenza abitata da Dio. E Lui, cercandoci, ci parla.

Ma ancora non basta. Ogni azione implica sempre una causa, un perché e conduce a un risultato. Inscindibile dalla nostra vita appartiene anche una ragione dessere. Se vogliamo usare un parolone possiamo dire che accanto al dono della vita ciascuno porta nel proprio cuore il dono di una missione che è personale ed intrasferibile. L intimo perché in cui si incrociano una linea orizzontale e una verticale.

Per ciascuno di noi è urgente trovare la risposta più giusta da dare con la propria vita. Ci si può attardare, si può far fatica. Spesso si può sbagliare strada e magari dover tornare sui propri passi. Ma sapere se ciò che sto vivendo è quello per il quale sono stato creato è fondamentale. Ne va non soltanto della mia più piena realizzazione ma anche della mia stessa felicità personale e di quella delle persone che sono accanto a me.

Intendere la vita come una risposta è, quindi, l’attenzione costante con la quale cerco di scoprire il senso delle mie azioni, dare alla vita il volto giusto, il volto di Dio. È lattenzione del cuore di un giovane che vuole saper amare, abbattendo le barriere dell’egoismo e della autorealizzazione sterile. Un cammino talvolta in salita ma che porta ad una vetta dalla quale poter ammirare un panorama sublime.

Signore, «che cosa devo fare?». Ci hai fatto il dono dell’esistenza, insegnaci a trovare il cammino di quella missione che ci hai voluto affidare e che fa della mia vita la realtà più esclusiva ed unica di questo mondo. Non è cercare ciò che Tu vuoi da me ma quello che tu hai pensato per me. Questa dovrebbe essere la nostra preghiera.


nfine, concepire la vita come una risposta vuole sottolineare che ogni uomo è chiamato alla vita come un dialogo con il Signore in cui Lui si impegna a farci capire questa chiamata concreta e distinta per farcela vivere pienamente. Al dono della scoperta chiediamo anche quello dell’azione. Contemplare la bellezza di una cima e poi non determinarci mai per la scalata risulterebbe ancor peggio di rimanere ciechi di fronte a tanto splendore.

Spesso sento dire: «Ma padre, non faccio niente di male!». Dovremo capire che, con questo dono meraviglioso della vita, non dovrei soltanto evitare il male, ma sfruttare tutte le opportunità per fare il bene e farlo nel miglior modo possibile. La vita è meravigliosa ed è per dare il meglio di sé stessi.

Ad un certo punto, cercando di trovare o ritrovare il senso della nostra vita, consiglio ad ogni giovane di applicare alle proprie azioni queste domande: perché e per chi. Quasi fossero i due pilastri per fissare il nostro agire nel quadro delle cose che valgono. Perché e per chi mi alzo, studio, lavoro, esco con gli amici, ecc... Queste due coordinate ci aiutano a farci prendere coscienza del motivo delle cose che realizziamo. A volte, pensiamo di vivere pienamente la nostra vita soltanto perché siamo riusciti a riempire le nostre giornate di mille cose da fare e ci sentiamo così molto impegnati.



www.vocazione.org

COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



domenica 15 aprile 2007 - ore 13:38


LA TUA VITA E’ PREZIOSA....e quella degli altri?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mamma… sono uscita con amici. Sono andata ad una festa e mi sono ricordata quello che mi avevi detto: di non bere alcolici. Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare, cosi ho bevuto una Sprite. Mi sono sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver ascoltato il modo in cui, dolcemente, mi hai suggerito di non bere se dovevo guidare,al contrario di quello che mi dicono alcuni amici. Ho fatto una scelta sana ed il tuo consiglio è stato giusto. Quando la festa è finita, la gente ha iniziato a guidare senza essere in condizioni di farlo. Io ho preso la mia macchina con la certezza che ero sobria. Non potevo immaginare, mamma, ciò che mi aspettava... Qualcosa di inaspettato! Ora sono qui sdraiata sull’asfalto e sento un poliziotto che dice: "il ragazzo che ha provocato l’incidente era ubriaco". Mamma, la sua voce sembra cosi lontana... Il mio sangue è sparso dappertutto e sto cercando, con tutte le mie forze, di non piangere. Posso sentire i medici che dicono: "questa ragazza non ce la farà". Sono certa che il ragazzo alla guida dell’altra macchina non se lo immaginava neanche, mentre andava a tutta velocità. Alla fine lui ha deciso di bere ed io adesso devo morire... Perchè le persone fanno tutto questo, mamma? Sapendo che distruggeranno delle vite? Il dolore è come se mi pugnalasse con un centinaio di coltelli contemporaneamente. Dì a mia sorella di non spaventarsi, mamma, dì a papa di essere forte. Qualcuno doveva dire a quel ragazzo che non si deve bere e guidare... Forse, se i suoi glielo avessero detto, io adesso sarei viva... La mia respirazione si fa sempre più debole e incomincio ad avere veramente paura... Questi sono i miei ultimi momenti, e mi sento cosi disperata... Mi piacerebbe poterti abbracciare mamma, mentre sono sdraiata, qui, morente. Mi piacerebbe dirti che ti voglio bene per questo... Ti voglio bene e... addio".

Queste parole sono state scritte da un giornalista che era presente all’incidente. La ragazza, mentre moriva, sussurrava queste parole ed il giornalista scriveva... scioccato. Questo giornalista ha iniziato una campagna contro la guida in stato di ebbrezza. Se questo intervento è arrivato fino a te e lo cancelli... potresti perdere l’opportunità, anche se non bevi, di far capire a molte persone che la tua Stessa vita è in pericolo. Questo piccolo gesto puo fare la differenza. Aggiungi questo intervento nel tuo blog e fallo girare.

"...la vita è preziosa..."

COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



sabato 14 aprile 2007 - ore 10:41


QUELLA VOCE CHE MI FA ARRENDERE
(categoria: " Riflessioni ")


II DOMENICA DI PASQUA ANNO C
Gv 20,19-31
Tommaso non tocca Gesù, crede alla sua parola di pace. L’amore ha scritto il suo racconto nel corpo di Gesù con l’alfabeto delle ferite, ormai indelebili come l’amore. C’è un foro nelle sue mani, dove il dito di Tommaso può entrare; c’è un colpo di lancia nel fianco dove tutta la mano può stare. E nella mano di Tommaso ci sono tutte le nostre mani.
Mi emoziona il fatto che Cristo capisca il desiderio di Tommaso, la sua voglia e la sua fatica di credere, e allora è lui stesso che si fa avanti, si propone, tende ancora le mani. E così farà anche per me: nei miei dubbi ancora mi verrà incontro. La lentezza a credere di tutti i testimoni, il loro lungo dubitare mi consolano, perché mi salvano da quella tenaglia che sembra stritolare l’uomo d’oggi: da un lato l’indifferenza religiosa senza profondità e senza ricerca, dall’altro il fanatismo e il fondamentalismo senza il beneficio della ragione.
Alla fine Tommaso si arrende. E non è scritto che abbia toccato il corpo del Risorto. Si arrende non al toccare, ma a Cristo che si fa incontro; si arrende non ai suoi sensi, ma alla pace, la prima parola che da otto giorni accompagna il Risorto e che ora dilaga: Pace a voi! Non un augurio, non una semplice promessa, ma una affermazione: la pace è qui, è in voi, è iniziata. La pace è una voce silenziosa, non grida, non si impone, si propone, come il Risorto; con piccoli segni umili, un brivido nell’anima, una gioia che cresce, sogni senza più lacrime. Quella sua pace scende sui nostri cuori stanchi e paurosi, scende sulla nostra vicenda di dubbi e di sconfitte, sulle nostre guerre. A essa ci consegniamo, anche se appare insignificante a chi adora lo spettacolo, perché «se in noi non c’è pace non daremo pace, se in noi non è ordine non creeremo ordine» (G.Vannucci). Bellissima la professione di fede di Tommaso: mio Signore e mio Dio. In essa è riassunta tutta l’esperienza pasquale: il Gesù dalla morte fallimentare è ora il vincitore, ma il vincitore porta le ferite del giustiziato. Il Crocifisso è risorto, ma il Risorto è il Crocifisso. Croce senza Pasqua è cieca, Pasqua senza croce è vuota. Paradosso della fede cristiana. A me che cerco Dio è data una sola risposta: Gesù. Quella vicenda accaduta sotto Ponzio Pilato lascia la Palestina, naufraga nel cielo, nell’eterno, nel "in principio" delle cose. Io so di Dio solo ciò che so di Gesù di Nazaret.

Per due volte Tommaso ripete quel piccolo aggettivo "mio", che cambia tutto, che viene dal Cantico dei Cantici («Il mio amato è per me e io per lui» 6, 3), che non indica possesso geloso, ma ciò che mi ha rubato il cuore; designa ciò che mi fa vivere, la parte migliore di me, le cose care che fanno la mia identità e la mia gioia. "Mio", come lo è il cuore. E, senza, non sarei. "Mio", come lo è il respiro. E, senza, non vivrei.

LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK



venerdì 13 aprile 2007 - ore 13:53


...MVB....PER FORTUNA CHE MI SONO ACCORTO
(categoria: " Vita Quotidiana ")


PICCOLA MEDITAZIONE DI UN GIOVANE ALLO SPECCHIO, TRA ABBAGLI E RIFLESSI(oni). Tratto dal best-seller...E’ una vita che MI aspetto.

PER FORTUNA CHE MI SONO ACCORTO....
Tra me e lo specchio è guerra aperta, senza esclusione di colpi. Lui mi bombarda di difetti ed io rispondo con cocciuta intolleranza:non ti sopporta, mi fai schifo. Incasso una sconfitta dopo l’altra. Fino a quando mi sono accorto che per risollevare le sorti l’unica possibilità era arrendersi, e solo così ho vinto. Ho deciso di firmare un armistizio con tutto ciò che di me non mi piaceva; piano piano mi sono riavvicinato allo specchio, e quel riflesso dopotutto non mi sembrava più così insopportabile, certo non sono Brad Pitt, ma sono IO. Lo specchio sta dalla mia parte, è un alleato in fin dei conti,ora riesco a vedere bene come lui mi mostri quali sono le armi mie, quelle che possiedo io, ed io solo. Riappacificarmi mi ha dato modo di vedere che aspetto aveva il mio corpo sbozzato dalla puerizie, levigato dal tempo e modellato secondo quel "me stesso" che scorgo sempre più nitido allo specchio. Mi guardo ed ho imparato a ricooscermi,si, quegli occhi mezzi verdi e mezzi fango sono miei, le lentiggini che si accendono in estate e sfumano in inverno, capelli lisci non proprio, e ricci nemmeno,si, questo sono io. Poi so fare cose strambe, tipo alzare una sola sopracciglia o muovere le orecchie senza alterare il viso; per toccare la punta del naso con la lingua devo ancora allenarmi, mentre ho abbandonato ogni speranza di potermi baciare i gomiti. Fatto sta che una sera mi sono messo davanti allo specchio e mi sono fissato per un pò. Poi, usando tutti i muscoli del viso, ho fatto una serie di smorfie e di espressioni. Facce strane: buono, cattivo,triste, felice.
Poi mi sono guardato dritto negli occhi. E ad un certo punto ho detto: "mi voglio bene". Nel pronunciare ad alta voce queste parole, mi è venuto da ridere, perchè la cosa strana è che per un attimo ho provato un pò di imbarazzo. Come se lo stessi dicendo ad un altra persona. Come se fossi ad un primo appuntamento con qualcuno. Mi guardavo e poi abassavo un poco lo sguardo, imbarazzato, vergognoso. Eppure ero io. Faccia a faccia con me stesso ho osservato come sono fatto, quali componenti ho dentro...tipo fare una scansione per vedere il fuori ed una radiografia per il dentro. Ho preso confidenza con i miei difetti per poter puntare sui pregi: conoscere il tendine debole, ma anche vedere i punti di forza... Allo specchio ho sussurrato:"MVB". Chiaramente mi sentivo un pazzo, e per un pizzico di pudore o modestia non volevo dirlo ... ed invece no! L’ho detto: "mi voglio bene!". E quasi quasi mi sentivo di dire come Francesco: "è una vita che ti aspetto": alla fine però mi ero simpatico.Mi ero simpatico perchè io, quello li nello specchio, lo sapeva cosa aveva passato nella vita. Sofferenze, dolori,pianti, gioie, risate, silenzi. E anche se non era perfetto, non potevo che volergli bene, tutto sommato. La mia compagnia mi piaceva, il viaggio alla scoperta di me stesso era diventato un gioco divertente. Incontrarmi veramente per la prima volta. Mi ascoltavo e mi parlavo. Più giocavo dentro di me, più avevo l’impressione che quel gioco fosse infinito. Un pozzo senza fondo. Un universo.
Ragazzi...fortuna che mi sono accorto - DI ME - .

Tratto dal best-seller "è una vita che MI aspetto" soggetto di Fabio Volo su libera interpretazione di Io Valgo.

LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK



lunedì 9 aprile 2007 - ore 22:16


GIORNATE INDIMENTICABILI
(categoria: " Vita Quotidiana ")


....un gruppo di 13 ragazzi che decidono di partecipare ad un triduo a vicenza, appuntamento alle 14.00 con meta convento san pancrazio di barbarano vicentino....
Arrivo e sistemazione delle tende.... presentazione...davanti agli altri 120 scout arrivati da tutto il veneto.... e qualcuno anche da fuori regione....
arrivati qui perchè?

HO DESIDERATO ARDENTEMENTE DI MANGIARE QUESTA PASQUA CON TE....! questo è stato lo "slogan" che ha accompagnato la nostra route pasquale.

GIOVEDI’ SANTO: il comandamento dell’amore (il servizio).
Dio è amore e l’amore si è manifestato in Gesù. Egli ci ha amati tanto da dare la vita per noi, per me, per te. In una notte come questa, Gesù donò il suo corpo e il suo sangue per noi. E come segno permanente della sua presenza ci lasciò l’Eucaristia.
Es 12,1-8. 11-14 S.Paolo ai Corinzi 11,23-26 Gv 13,1-15
Lavanda dei piedi

Adorazione eucaristica...durante tutta la notte......
L’AMORE E’ UMILE E NON HA LIMITI
L’AMORE E’ CAPACE DI CURVARSI
L’orgoglio gonfia, isola, causa la rovina di molti doni...l’amore vero è capace di abbassarsi.
Che idea hai di umiltà? E’ debolezza o fortezza?

L’AMORE VERO E’ TOTALE E DEFINITIVO
Oggi è tempo in cui si fanno esperienze lampo, scelte provvisorie!
Ti senti pronto ad amare in modo serio e definitivo?

NON PADRONI MA SERVI
Chi ama è capace di farsi carico delle difficoltà degli altri. Ci si realizza non nell’affermazione di sè, ma nella donazione di sè!
Che significato dai alla parola "servire"?

LASCIARSI AMARE
Pietro voleva fare l’eroe, Gesù lo invita a lasciarsi lavare i piedi. E’ più difficile amare o lasciarsi amare?
Ritieni importante riconoscere di aver bisogno degli altri?

"GLI UNI GLI ALTRI" CIOE’: L’AMORE E’ RECIPROCITA’
Non è importante essere in gamba da soli. Ha molto più valore ciò che si fa insieme. Ci tieni a "fare famiglia" con gli altri?


VENERDI’ SANTO :
Is 52,13 - 53, 12
Eb 4,14-16; 5,7-9
Gv 18,1-19,42

Adorazione della croce
Via crucis

SE MI DOMANDI PERCHE’...
se mi domandi perchè io abbia compiuto quel gesto, è segno che tu, forse, non hai ancora conosciuto, nel più profondo della tua anima, cos’è l’amore vero, cos’è quell’impeto di gratitudine che ti spinge a donare alla persona che ami tutto ciò che hai di più prezioso, mentre ti senti incapace di esprimere con le parole tutto ciò che vorresti dire. [...] Tu puoi capirmi? In quei momenti avevo la netta sensazione che era iniziato per me qualcosa di nuovo, e che nulla, nella mia vita, poteva d’ora in poi, tornare ad essere come prima.


SABATO SANTO:
Gn 1,1-2,2
Es 14,15-15,1
Is 55,1-11
Ez 36,16-28
S.Paolo romani 6,3-11
Lc 24,1-12

Benedizione del fuoco, liturgia battesimale...

Mah, cosa ha voluto dire a me...la croce....la lavanda dei piedi...la benedizone del fuoco e il rinnovo delle promesse battesimali...a 19 anni ? Cosa ha voluto dirmi una tenda....l’andare a dormire su uno semplice stuoino....al freddo....ma in compagnia e con la gioia nel cuore per la convinzione che Cristo ha vinto la morte.... è morto per me....a causa mia, dei miei peccati... cosa significa per me, restare senza computer e senza telefonino per 3 giorni....cosa significa dovermi alzare alle 6 della mattina per le Lodi.....? cosa mi dice quando una persona che conosci da un giorno....ti guarda e ti fa un sorriso che va da un estremità all’altra del suo viso? ....


Auguro anche a te, caro amico che leggi questo post di poter provare la stessa gioia che ho provato io vivendo questi giorni assieme a 130 scout.... a 3 frati stupendi....e all’amore di un Dio che sempre mi ha tenuto per mano!....
Grazie ragazzi!




COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



domenica 8 aprile 2007 - ore 14:17


IL MESSAGGIO: RISORGIAMO CON CRISTO
(categoria: " Vita Quotidiana ")


QUANDO I CILIEGI FIORISCONO, E DI VERDE RITORNA A VESTIRSI IL MANTELLO DEI PRATI E LA CHIOMA DEGLI ALBERI. QUANDO LA LUCE DEL GIORNO PROLUNGA IL SUO CORSO E LA NOTTE S’INCHINA VINTA DAL SOLE D’ORIENTE. QUANDO LA VITA E’ PIU’ FORTE DELLA ZOLLA CHE COPRE IL SEPOLCRO, DELLA PIETRA CHE PESA SULL’INGRESSO E SUL CUORE.... ALLORA E’ PASQUA E IL RISORTO TI PRECEDE E TI ACCOMPAGNA....
BUONA PASQUA

COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



domenica 8 aprile 2007 - ore 13:56


"MATTEO, LA TUA STORIA MERITAVA PIU’ ASCOLTO"...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


IL DOLORE DEI COMPAGNI AL FUNERALE DELLO STUDENTE CHE SI E’ SUICIDATO A TORINO.
Di Stefano Caselli
TORINO. Tante lacrime, molto silenzio. Quel che si addice all’ultimo saluto per un amico che se ne va. La piccola chiesa di San Martino a Buttigliaera d’Asti, dove vive il padre, contiene a stento le oltre cento persone che hanno partecipato ai funerali di Matteo, il sedicenne morto suicida a Torino, martedì scorso.

Ci sono tutti i compagni della II B dell’istituto tecnico Sommelier, ragazzini poco più che adolescenti costretti brutalmente a fare i conti con la morte di un compagno, per di più con l’insonstenibile sospetto di essere stati - in qualche modo - responsabili di aver peggiorato il disagio di Matteo. Da giorni i media parlano di "bullismo", un giornale cittadino strilla di "caccia ai colpevoli". In realtà dalla lettera lasciata da Matteo, non si fa nessun riferimento diretto nè al "bullismo"che tanto piace ai media, ne a questioni legate all’omosessualità. Le uniche cose vere sono una bara chiara ricoperta di fiori, il dolore straziante di una madre e di un padre e quello inesprimibile dei compagni di classe. Don Luigi Ciotti concelebra la messa accanto al parroco e ai due zii sacerdoti di Matteo. Il pensiero va proprio a questi ragazzi:"C’è un abuso fastidioso del termine bullismo. Oggi ho camminato con questi ragazzi, splendidi,per far capire loro che non sono soli...hanno bisogno di qualcuno che intercetti le loro emozioni e i loro vissuti. E invece, i modelli culturali di riferimento esaltano la semplificazione, l’apparenza a oltranza. Abbiamo tutti un gran bisogno di conoscenza." Un grosso cartellone si trova all’ingresso della chiesa....."LA TUA STORIA MERITAVA PIU’ ASCOLTO...E MAGARI CHISSA’ SE AVESSIMO POTUTO DARTI UNA MANO...!" Non mancano neanche i biglietti e messaggi di chi promette di "far sentire peggio che vermi tutti quelli che ti hanno fatto star male". Se qualcuno ha sbagliato, dice don Ciotti, sia aiutato ad assumersi le proprie responsabilità e a pagare. Ma attenzione, non scarichiamo la colpa solo sui "bulli" che sono ragazzi come tutti gli altri. La società si interroghi piuttosto sul motivo per cui la terza causa di morte tra i 15 e i 24 anni è il suicidio. Demonizzare non serve, ci vuole attenzione.

CIAO MATTEO...DA LASSU’ RICORDATI DI NOI....E PUNGI LE PERSONE AFFINCHE’ NON ASPETTINO DOMANI PER FARE QUELLO CHE POTREBBERO FARE OGGI....



COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK




> > > MESSAGGI PRECEDENTI


ali87, 26 anni
spritzina di padova
CHE FACCIO? Facoltà di Psicologia
Sono sistemato

[ SONO OFFLINE ]
[ PROFILONE ]
[ SCRIVIMI ]
APRILE 2026
<--Prec.     Succ.-->
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30