(questo BLOG è stato visitato 8851 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
venerdì 27 luglio 2007 - ore 13:23
14-26 LUGLIO COMUNITA’ PAPA GIOVANNI XXIII
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Coraggio... prendi il largo!
Immagina la tua vita come una antica barca, al posto della vela il tuo cuore, al posto dell’albero la Croce diCristo e poi lo Spirito che soffia con forza gonfiando la vela e il tuo cuore.
Immagina poi di avere un coraggio imbattibile, come le funi che legano la vela alla nave e con tutto questo...
Coraggio... prendi il largo!
Coraggio vuol dire tuffarsi nel mare della vita e non sentirsi soli, ma parte di un oceano. Coraggio è VIVERE alla grande... un’estate? ... non solo, ma tutta la vita!
Prendi il largo è vivere il tempo libero come tempo "pieno", il tempo estivo come tempo condiviso INSIEME, dove c’è posto per tutti.
Perchè ognuno è importante e diventa nel nostro cuore, per noi, fratello, sorella, figlio, figlia...
Prendi il largo significa non restare "pieno" e gonfio del mio, ma alzare le vele per gli altri e condividere, con chi è più in difficoltà di me, la mia ricchezza. Perchè la mia vita non resti sterile e chiusa nel mio piccolo mondo.
Coraggio significa, nella sobrietà e nella essenzialità del quotidiano, allargare i propri orizzonti per "fare spazio" agli ultimi nella nostra società.
Questo invito è solo per persone coraggiose che non si accontentano, ma vogliono vivere pieni di "senso" al di là delle paure, come nella storia di George Gray, un uomo che non era riuscito a vivere pienamente la propria vita:
"L’amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura;
l’ambizione mi chiamò, ma io temetti gli imprevisti.
Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino,
dovunque spingano la barca.
Dare un senso alla vita può condurre a follia.
Ma una vita senza senso è una tortura
nell’inquietudine del vano desiderio
è una barca che anela al mare eppure lo teme".
Il coraggio non è degli incoscienti, ma di chi sceglie di vincere la paura per Qualcuno di più grande!
(don Oreste Benzi)
COMMENTA (0 commenti presenti)
-
PERMALINK
venerdì 13 luglio 2007 - ore 12:01
... L’AMICIZIA.... ( Gibran Kahlil)
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E un giovane disse: Parlaci dell’Amicizia.
Ed egli rispose, dicendo:
Il vostro amico è i vostri bisogni esauditi. È il vostro campo, che seminate con amore e che mietete con gratitudine.
Egli è la vostra mensa e l’angolino accanto al fuoco. Perché vi recate da lui con la fame, e lo cercate per avere pace. Se il vostro amico vi apre la mente, non temete il "no" nella vostra, né trattenete il vostro "sì". E se lo vedrete silenzioso, il vostro cuore non cessi d’ascoltare il
suo cuore; Perché senza parlare, nell’amicizia, tutti i pensieri, tutti i desideri, tutte le aspettazioni, nascono e sono condivisi con una gioia priva di clamori.
Non vi rattristate, quando vi dividete dall’amico; Perché le cose che amate di più in lui saranno più evidenti durante l’assenza, come la montagna a chi sale, che è più nitida dal piano. E non vi sia altro scopo nell’amicizia che l’approfondimento dello spirito.
Perché l’amore che non cerca unicamente lo schiudersi del proprio
mistero, non è amore, ma una rete che pesca soltanto cose inutili. La parte migliore di voi sia per l’amico.
Se egli deve conoscere il deflusso della vostra marea, fate in modo
che ne conosca anche il flusso. Perché cos’è il vostro amico, se andate in cerca di lui per uccidere il tempo? Cercatelo invece avendo tempo da vivere. Perch’egli è lì per servire al vostro bisogno, non per riempire il
vostro vuoto. E nella soavità dell’amicizia fate che abbondino risa, e piaceri condivisi. Perché è nella rugiada delle piccole cose che il cuore trova il suo mattino e si ristora.
LEGGI I COMMENTI (1)
-
PERMALINK
mercoledì 30 maggio 2007 - ore 22:28
... E CRESCENDO IMPARI ...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Dal blog di dpa
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E crescendo impari che la felicità non e’ quella delle grandi cose. Non e’ quella che si insegue a vent’anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi. La felicità non e’ quella che affanosamente si insegue credendo che l’amore sia tutto o niente, non e’ quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e che esplodono fuori con tuoni spettacolari, la felicità non e’ quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.
Crescendo impari che la felicità e’ fatta di cose piccole ma preziose e impari che il profumo del caffe’ al mattino e’ un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.
E impari che la felicità e’ fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi, e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall’inverno, e che sederti a leggere all’ombra di un albero rilassa e libera i pensieri. E impari che l’amore e’ fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore, e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami. E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccolo attimi felici. E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi. E impari che tenere in braccio un bimbo e’ una deliziosa felicità. E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami. E impari che c’e’ felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c’e’ qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia. E impari che nonostante le tue difese, nonostante il tuo volere o il tuo destino, in ogni gabbiano che vola c’e’ nel cuore un piccolo-grande Jonathan Livingston.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.
COMMENTA (0 commenti presenti)
-
PERMALINK
mercoledì 30 maggio 2007 - ore 14:11
...DOVE FINISCONO I SOGNI SPEZZATI?... ESERCIZI SPIRITUALI. VILLA SACRO CUORE.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ho chiesto a Dio insistentemente luce grande e intensa per mesi perchè capissi cosa fare e dentro di me il pensiero diventava ogni giorno più lucido. Pregavo visceralmente con le mie energie migliori perchè non mi lasciasse in eterno confusa, perchè portasse a compimento l’opera delle sue mani... in fondo è sempre mio Padre, da chi sarei dovuta andare a chiedere consiglio!? "Cosa vuoi da me, per la mia felicità e la tua gloria?" questa è la domanda....!
Ora mi trovo a mani vuote, con un buco nel cuore e la coscienza di aver fatto l’unica cosa possibile, fermare una storia d’amore, ormai troppo compromessa, difficile e complicata, durata mesi. Ho raccolto i cocci dei miei sogni ai piedi di Cristo. Lui si che sa cosa vuol dire essere crocifissi, sentire i chiodi che ti trapassano la carne e non poter fare altro che stringere i denti. Lui può capire quello che provo... sarebbe bello che prima o poi la Pasqua arrivi anche per me. E’ una grande consolazione sapere che mio Padre sa leggere dentro me ciò che nemmeno le mie lacrime o parole possono esprimere, Lui capisce cosa voglia dire cambiare vita per una persona, fare delle scelte coraggiose, che costano, pur di arrivare a concretizzare il più in fretta possibile un futuro insieme.... cosa significa vedere...sognare.... e poi un bel giorno veder finire tutto!.... Punto. Anni, sforzi,sogni,gioie,dolori,pianti,sorrisi, tutto va a finire nel cestino... DOVE VANNO A FINIRE I SOGNI QUANDO SI SPEZZANO?
Io ho un solo desiderio.....che è quello di imparare ad amare... ed è un desiderio che mi hai messo nel cuore tu... allora cosa aspetti a darmi una mano? Cosa te ne fai di tutto quello che c’è dentro di me....se non mi aiuti a decidere....a scegliere.... cosa te ne fai dei tanti valori, immagini, desideri, gioie,dolori, pianti,lacrime,amori,gioie,ferite.... ma cosa te ne fai?
Ho sete di te, di pace e di serenità... ecco perchè sto chiamando a raccolta il mondo intero attorno a me, sto cercando il più possibile di parlare con le persone che so che mi vogliono bene... so che ci vuole tempo e coraggio, che ora a botta calda sembra tutto insormontabile e difficile.... la speranza scarseggia..... ma sto cercando di dare il meglio.. si tratta per me di cancellare, o comunque, mettere da parte delle persone intere dai miei sogni e dalle mie abitudini e si tratta di riorganizzarmi la vita.... per raggiungere la vetta della felicità!......
Grazie amici, grazie don Federico, don Nicola, don Giuseppe, don Giuliano, Lorenzo, Sr Anna.... che ci avete, e mi avete permesso di vivere un’esperienza speciale!.....
GRAZIE.
COMMENTA (0 commenti presenti)
-
PERMALINK
giovedì 24 maggio 2007 - ore 10:17
...ultimo incontro di catechismo...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E’ stata dura oggi.
Abbracci, addi, lacrime, promesse...occhi che ti guardano quasi a volerti trattenere un altro po’...
Grazie ragazzi.
Vi porterò nel cuore.
LEGGI I COMMENTI (1)
-
PERMALINK
martedì 22 maggio 2007 - ore 13:45
...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Un giorno, un uomo non vedente stava seduto sui gradini di un edificio
con un cappello ai suoi piedi ed un cartello recante la scritta:
"Sono cieco, aiutatemi per favore".
Un pubblicitario che passeggiava lì vicino si fermò e notò che aveva solo pochi centesimi nel suo cappello. Si chinò e versò altre monete, poi, senza chiedere il permesso dell’uomo, prese il cartello, lo girò e scrisseun’altra frase.
Quello stesso pomeriggio il pubblicitario tornò dal non vedente e notò che il suo cappello era pieno di monete e banconote. Il non vedente riconobbe il passo dell’uomo: chiese se non fosse stato lui ad aver riscritto il suo cartello e cosa avesse scritto.
Il pubblicitario rispose : "Niente che non fosse vero ! ho solo riscritto il tuo in maniera diversa", sorrise e andò via. Il non vedente non seppe mai che ora sul suo cartello c’era scritto: "Oggi è primavera... ed io non la posso vedere".
Cambia la tua strategia quando le cose non vanno bene e vedrai che sarà per il meglio.
Racconta questa storia a tutte le persone che, secondo te, meritano di vedere la primavera, anche se a volte è dura... a tutte le persone che
vorresti vedere sorridere sempre, perché con il loro sorriso rendono migliore il mondo.
COMMENTA (0 commenti presenti)
-
PERMALINK
giovedì 10 maggio 2007 - ore 09:48
...DA OGGI IN POI...
(categoria: " Riflessioni ")
Da oggi in poi, tutti i giorni, quando mi sveglio, dirò: Oggi io sono felice! Mi ricorderò di ringraziare il sole, per il suo caldo e la sua luminosità... Sentirò che sto vivendo, respirando... Posso sfruttare tutte le risorse della natura, gratuitamente... Non avrò bisogno di comperare il canto degli uccelli, neanche il mormorio della riva del mare...

Ricorderò di sentire la bellezza degli alberi e dei fiori, e le sublimi ore della mattina... Sorriderò sempre quando è possibile... Cercherò di coltivare più amicizie e neutralizzare le inimicizie... Non giudicherò gli altri, i compagni e gli amici... Ricorderò di telefonare ad una persona
per fargli capire che sento la sua nostalgia, riserverò minuti di silenzio
per avere l’opportunità di ascoltare... Non mi lamenterò... avrò sempre in mente che un minuto passato non ritorna più... Approffitterò meglio di tutti i minuti della vita. Non soffrirò in anticipo, pensando al futuro incerto, o ricordando le cose passate. Non penserò a ciò che non ho, e mi piacerebbe avere. Come posso essere felice con quello che ho? (il dono più grande è la propria vita). Voglio ricordare di leggere una poesia e dedicarla a qualcuno. Non mi aspetto niente in contraccambio, soltanto il piacere di vedere il sorriso di un amico. Voglio ricordare che esiste qualcuno che mi vuole bene. E, quando la notte arriva, guarderò il cielo, le stelle, la luna e ringrazierò gli angeli
e Dio perchè E’ POSSIBILE ESSERE FELICI...
LEGGI I COMMENTI (1)
-
PERMALINK
martedì 8 maggio 2007 - ore 09:31
DALLA DROGA ALLA CONSACRAZIONE
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Per ventidue anni ho vissuto nellinferno della droga, della solitudine, della malattia, della morte... Mio padre è morto quando avevo cinque anni, mia madre faceva la prostituta, due fratelli più grandi si bucavano, così io a tredici anni ho cominciato a bucarmi, a 14 anni mi hanno detto che ero sieropositivo... un trauma!
Le cose sono andate sempre peggio. In carcere ho dovuto crescere in fretta, per difendermi dai grandi, e si è creata in me una grande rabbia, cattiveria. Qualche anno dopo mia madre è morta ed io sono rimasto solo, dopo tre anni muore anche mio fratello di AIDS... allora sono crollato, mi sono lasciato andare definitivamente alla droga ed a tutto ciò che mi addormentava il cervello. Sono andato avanti così per anni, senza capire che senso avesse per me vivere; ho incominciato a stare male fisicamente, a vedere tanti amici morire per overdose, per malattia, ad essere sempre più solo e ad odiare tutti. Per schivare il carcere sono entrato in una comunità, ci sono rimasto per sedici mesi, ma non è cambiato nulla, come sono uscito sono ricaduto subito, ho riprovato qualche anno dopo presso unaltra struttura, ma ci sono rimasto ancora meno, solo quattro mesi, e così mi sono arreso.
Nel 2000 sono stato ricoverato in ospedale per una polmonite, ho subito un piccolo intervento per introdurre una vena artificiale, e per uno sbaglio ho contratto unepatite Delta fulminante. Dopo una settimana, appena uscito dal coma, mi sono trovato di fronte un prete, che mi ha dato lestrema unzione; non potevo muovermi, e sono scoppiato a piangere, COSA CHE CREDEVO DI NON SAPER PIU FARE... Avrei dovuto capire tante cose, in quel momento, invece sono ritornato subito al mio "mondo".
Due anni fa la mia compagna, con cui vivevo da diversi anni, anche lei tossicodipendente sieropositiva, si è suicidata.
Non ho mai desiderato morire come in quei giorni.
E allora che qualcuno mi ha parlato di Nuovi Orizzonti, ma non ne volevo sapere, poi per fare un favore a qualcuno ci sono entrato; non è stato facile, ma non posso dimenticarmi lamore che mi ha dato Lolli (Loredana, che insieme a Giulio e la figlioletta Miriam sono ora in Brasile, ndr), tutto ciò che mi ha insegnato, poi Alessandra, che non si è mai arresa, ed è riuscita a farmi abbandonare a Dio ed a far sì che Lui potesse cambiarmi.
Ora, nonostante tutti i problemi che ho, mi sento felice, vivo, amato; questa casa la sento la mia famiglia, ho deciso di fare le promesse di consacrazione, perché sento di voler donare questa mia vita a tutte le persone che soffrono come ho sofferto io e non sanno che cè Qualcuno che ci ama infinitamente.
Non so perché mi mette nel cuore tutte queste cose, ma voglio testimoniarle a tutti.
Grazie!
orizzonti news 10/2003
LEGGI I COMMENTI (1)
-
PERMALINK
giovedì 26 aprile 2007 - ore 11:55
UN RACCONTO ... PER LA VITA
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"ACCENDI LA LAMPADA"
Un tale aveva un alloggio al pian terreno che dava su un vicolo stretto e buio. Annottava quando, per un guasto al suo impianto elettrico, rimase avvolto dalle tenebre. Allora cominciò ad annaspare incespicando. Fu preso dal panico e gridava: «Aiuto! Aiuto!». Proprio in quel momento passava di lì un amico. Sentì e s’affacciò alla finestrella di quel monolocale. Aveva acceso, intanto, il suo “accendino”. Rendendosi conto dell’accaduto, disse: «Ti faccio luce io. Mi ricordo che hai un’antica lampada a petrolio lì in mezzo, sul camino. Sta’ calmo, va al centro della tua casa». All’uomo non sembrò vero di potersi muovere pur con quella fioca luce, e subito trovò la lampada. L’amico gli prestò l’accendino allungando il braccio dalla finestra. La fiamma divampò sullo stoppino e ci fu una calda luce in tutto il monolocale… Non importa da dove ti viene l’accendino. Forse da un libro, da un amico, da altro. Ricorda però che la lampada puoi accenderla solo tu, se vai con calma al centro del tuo cuore. La luce che conta è Dio-Amore, Dio-luce che abita il tuo cuore profondo. Credilo e vivrai.
LEGGI I COMMENTI (1)
-
PERMALINK
mercoledì 25 aprile 2007 - ore 22:52
....DIPENDE...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Un pallone da Basket nelle mie mani vale 20 Euro. Nelle mani di Michael Jordan vale circa 30 milioni di Euro. Dipende dalle mani in cui si trova.
Una palla da baseball nelle mie mani vale 4 Euro. Nelle mani di Mark McGuire vale circa 17 milioni di Euro. Dipende dalle mani in cui si trova.
Una racchetta da Tennis nelle mie mani è praticamente inutile. Nelle mani di Venus Williams, è la vittoria in un torneo. Dipende dalle mani in cui si trova.
Un bastone nelle mie mani tiene lontano un animale selvatico. Un bastone, nelle mani di Mosè divide il Mar Rosso. Dipende dalle mani in cui si trova.
Una fionda nelle mie mani è un giocattolo per bambini. Una fionda nelle mani di Davide è unarma straordinaria. Dipende dalle mani in cui si trova.
Due pesci e cinque panini nelle mie mani sono una buona merenda. Due pesci e cinque panini nelle mani di Dio sfamano le moltitudini. Dipende dalle mani in cui si trovano.
I chiodi nelle mie mani possono produrre una cuccia per cani. Nelle mani di Gesù Cristo producono salvezza per il mondo intero. Dipende dalle mani in cui si trovano.
Come vedi, tutto dipende dalle mani in cui gli oggetti si trovano. Allora, metti i tuoi ragionamenti, le tue preoccupazioni, le tue paure le tue speranze, i tuoi sogni, la tua famiglia e i tuoi rapporti con gli altri nelle mani di Dio, perché...
..dipende dalle mani in cui si trovano.
LEGGI I COMMENTI (2)
-
PERMALINK
> > > MESSAGGI PRECEDENTI