"Se vuoi una cosa fatta bene, fattela da solo... ma nonostante ciò, non siamo nati per vivere da soli."
"Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all’essenza.
I profumi d’amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d’agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto." (Battiato, LA CURA)
-----
"La luce che arde col doppio di splendore brucia in metà tempo. E tu hai sempre bruciato la tua candela da tutte e due le parti." (Eldon Tyrell)
Per sopravvivere un po’ di follia è fondamentale.
--------
"I’ll protect you from the hooded claw
Keep the vampires from your door"
(FGTH)
-----
"...e sommersi soprattutto da immondizie musicali."
"Com’è difficile restare calmi e indifferenti
mentre tutti intorno fanno rumore" (Battiato)
--
"Love...like a screaming flower" (U2)
"Nati non fummo a viver come bruti, ma per seguire virtu’ e conoscenza" Alghieri Dante (Div.Comm Inf.XXVI)
(questo BLOG è stato visitato 3149 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
lunedì 18 agosto 2008 - ore 21:35
Sound of silence -SIMON & GARFUNKEL-
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Il Suono del Silenzio
Salve oscurità, mia vecchia amica
ho ripreso a parlarti ancora
perché una visione che fa dolcemente rabbrividire
ha lasciato in me i suoi semi mentre dormivo
e la visione che è stata piantata nel mio cervello
ancora persiste nel suono del silenzio
Nei sogni agitati io camminavo solo
attraverso strade strette e ciottolose
nell’alone della luce dei lampioni
sollevando il bavero contro il freddo e l’umidità
quando i miei occhi furono colpiti dal flash di una luce al neon
che attraversò la notte... e toccò il suono del silenzio
E nella luce pura vidi
migliaia di persone, o forse più
persone che parlavano senza emettere suoni
persone che ascoltavano senza udire
persone che scrivevano canzoni che le voci non avrebbero mai cantato
e nessuno osava, disturbare il suono del silenzio
"Stupidi" io dissi, "voi non sapete
che il silenzio cresce come un cancro
ascoltate le mie parole che io posso insegnarvi,
aggrappatevi alle mie braccia che io posso raggiungervi"
Ma le mie parole caddero come gocce di pioggia,
e riecheggiarono, nei pozzi del silenzio
e la gente si inchinava e pregava
al Dio neon che avevano creato.
e l’insegna proiettò il suo avvertimento,
tra le parole che stava delineando.
e l’insegna disse "le parole dei profeti
sono scritte sui muri delle metropolitane
e sui muri delle case popolari."
E sussurrò nel suono del silenzio
COMMENTA (0 commenti presenti)
-
PERMALINK
lunedì 14 luglio 2008 - ore 09:37
Reflex..
(categoria: " Fotografia e arte.. ")
E alla fine, entro pure io nel mondo delle reflex digitali!
Con una scelta ponderata, ho preso questa ottima entry level

PENTAX *ist DL
A corredo ci sono un 18-55 ed un 80-210!
COMMENTA (0 commenti presenti)
-
PERMALINK
sabato 5 luglio 2008 - ore 14:01
Duran Druan Tour 2008...
(categoria: " Musica e Canzoni ")
20 Luglio 2008, Jesolo, concerto dei Duran Duran... io ci sarò!!!
COMMENTA (0 commenti presenti)
-
PERMALINK
domenica 27 aprile 2008 - ore 19:21
No comment -2-
(categoria: " Vita Quotidiana ")
COMMENTA (0 commenti presenti)
-
PERMALINK
mercoledì 16 aprile 2008 - ore 13:48
No comment -1-
(categoria: " Vita Quotidiana ")
COMMENTA (0 commenti presenti)
-
PERMALINK
giovedì 10 aprile 2008 - ore 14:21
Radio Berlusca
(categoria: " Accadde Domani ")
Radio solo io
Non ci viene risparmiato niente, per la gioia di quelli che erano stufi di una campagna elettorale noiosa. Ecco Berlusconi che parla alla radio, con la sua cuffietta di pelame scuro. Si potrebbe almeno evitare di vederlo, ma ci viene riproposto da tutti i tg mentre dice quello che dice, sfiatato come un ambulante negli ultimi minuti di mercato. E non possiamo fare a meno di pensare che, forse, se in passato fosse stato preso il grande vecchio, ora non avremmo questo piccolo vecchio al suo quinto assalto, che, se gli riuscisse, sarebbe definitivo; ma se perdesse, sarebbe finalmente fuori gioco. Se ce la farà, sarà magari per poco, ma col rischio di ritrovarcelo poi presidente della Repubblica, garante della Costituzione che minaccia di stracciare e capo dei magistrati che vuole spedire al manicomio. Soprattutto quelli antimafia, non disposti a riabilitare lo stalliere Mangano, il pluriomicida che non ha testimoniato contro Dell’Utri e Berlusconi. Un eroe della mafia da mettere nei nuovi libri di storia, quelli in cui i partigiani saranno «banditi».
Articolo di Maria Novella Oppo, tratto da
Unità ONLINEPensateci bene quando andrete a votare...
COMMENTA (0 commenti presenti)
-
PERMALINK
giovedì 13 marzo 2008 - ore 11:56
La Belle Epoque
(categoria: " Poesia ")
La Belle Epoque
Arte in Italia 1880 - 1915
Rovigo - PALAZZO ROVERELLA -
10 Febbraio 2008
13 Luglio 2008
"“La Belle Epoque”: poco meno di quarant’anni di storia europea connotati da un tumultuoso sviluppo, da una incrollabile fede nel progresso, dalla spensieratezza e da…tante, belle donne.
La luce elettrica annullava le differenze tra il giorno e la notte, facendo sfavillare vetrine ricolme di ogni ben di Dio, caffè, teatri, cabaret e cinema dove vorticavano gli incontri.
Tutto sembrava permesso e possibile. Denaro e ottimismo parevano destinati a non finire mai, accendevano i sensi e garantivano l’appagamento di ogni voglia. Persino le malattie facevano meno paura. A tenerle a bada intervenivano le continue scoperte della scienza.
A Parigi si innalzava la Tour Eiffel e si vivevano i fasti dell’Esposizione Universale, si celebrava il ritorno delle Olimpiadi. Un milione di chilometri di binari attendeva merci e viaggiatori, nuovi e lussuosi modelli di automobili sfrecciavano lungo strade piene di vita, rese ancora più colorate dai grandi manifesti che affermavano il nuovo modo di vendere e di vivere.
Euforia e frivolezza dominavano, anche se sotto la superficie serpeggiavano i virus di un malessere che sfociò nel dramma della Grande Guerra.
L’arte seppe farsi specchio di questi tempi. Registrando il trionfo del “beau monde”, un Paradiso in terra apparentemente inesauribile, minato, o forse solo sottolineato, dai più diversi eccessi.
Così in Francia, ma anche in Italia. Paese, il nostro, che visse i “bei tempi” forse in modo un po’ meno splendente, rilucente e intenso che nella capitale d’oltralpe. Tuttavia, “bei tempi” magici e unici.
Boldini, De Nittis, Zandomeneghi, Corcos, Gioli, Mariani e Chini vivendo tra l’una e l’altra capitale mutuarono l’allure parigina coniugandola ai fermenti italiani.
Altri artisti, da Casorati, Mancini, Innocenti, Bonzagni, Bocchi sino allo stesso Cavaglieri, hanno reso eterni quei momenti, quei protagonisti, quelle atmosfere.
Proprio dell’arte in Italia tra 1880 e 1915 darà conto, per la prima volta in modo veramente compiuto, la grande rassegna che aprirà i battenti il 10 febbraio 2008 a Palazzo Roverella di Rovigo. A volerla, quasi a ideale seguito della recente, fortunata esposizione monografica su Mario Cavaglieri, sono la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e l’Accademia dei Concordi con gli Enti locali. A curarla sono stati chiamati Dario Matteoni e Francesca Cagianelli che, coadiuvati da un comitato scientifico di prim’ordine, condurranno in porto questo grande progetto.
La mostra concentrerà a Palazzo Roverella circa 130 dipinti e una ventina di affiches. Per raccontare, lungo il fil rouge del ritratto femminile, ma non solo, le mode e le pose, le pause dell’intimità e della ricreazione, i momenti pubblici con le escursioni al parco o alle riviere, le promenade e i rendez-vous, le sfilate di moda, le gite al lago o al mare, la vita notturna nei teatri e nei tabarin, i veglioni, i casinò, le passeggiate a cavallo, i riti mondani, le galanterie ma anche i vizi e gli eccessi di quest’epoca.
Al centro sempre lei, la donna. Tra vanità e seduzione, tra l’autoreferenzialità del lusso, fantasie e vanità senza freno e gli estremi dell’alcol e della morfina.
Specchio di un tempo nel quale l’obbligo della felicità, imprescindibile, diventava sempre più emotivamente oneroso.
Alla divulgazione e alla formazione di miti e modelli provvedevano gli affichistes, in primis quel Leonetto Cappiello che come pochi altri seppe connotare la pubblicità di quegli “anni belli”.
Quei colorati cartelloni per molti rappresentavano l’irragiungibilità di un miraggio, per altri la certezza dell’oggi.
All’orizzonte, tensioni sociali, scontenti, rivolgimenti che portarono a offuscare le melodie delle orchestre con il cupo rombo dei cannoni."
LINKVenite a vederla, VALE !!!
COMMENTA (0 commenti presenti)
-
PERMALINK
domenica 2 marzo 2008 - ore 14:47
Gli anni Sessanta...
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Mrs. Robinson
De de de de
And here’s to you, Mrs. Robinson,
Jesus loves you more than you will know
(Wo wo wo).
God bless you, please, Mrs. Robinson,
Heaven holds a place for those who pray
(Hey hey hey, hey hey hey).
We’d like to know a
little bit about you
for our files.
We’d like to help you learn
to help yourself.
Look around you.
All you see are sympathetic eyes.
Stroll around the grounds
until you feel at home.
And here’s to you, Mrs. Robinson,
Jesus loves you more than you will know
(Wo wo wo).
God bless you, please, Mrs. Robinson,
Heaven holds a place for those who pray
(Hey hey hey, hey hey hey).
Hide it in a hiding place
where no one ever goes.
Put it in your pantry
with your cupcakes.
It’s a little secret,
just the Robinsons’ affair.
Most of all, you’ve got to hide
it from the kids.
Coo coo ca-choo, Mrs. Robinson,
Jesus loves you more than you will know
(Wo wo wo).
God bless you, please, Mrs. Robinson,
Heaven holds a place for those who pray
(Hey hey hey).
Sitting on a sofa on a Sunday afternoon,
Going to the candidates’ debate,
Laugh about it, shout about it,
when you’ve got to choose,
Every way you look at it you lose.
Where have you gone, Joe DiMaggio?
A nation turns it’s lonely eyes to you
(Ooo ooo ooo).
What’s that you say, Mrs. Robinson?
Joltin’ Joe has left and gone away
(Hey hey hey, hey hey hey).
(Hey hey hey, hey hey hey).
----
Simon & Garfunkel
COMMENTA (0 commenti presenti)
-
PERMALINK
mercoledì 27 febbraio 2008 - ore 10:03
Ultimo arrivato in famiglia ...
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Direttamente da eBay USA il mio ultimo iPod!

30 Gbyte di capacità, connessione Firewire o USB, autonomia notevole, robusto ed elegante come piace a me...
Preso ad un super prezzo, la metà delle quotazioni di eBay EU
COMMENTA (0 commenti presenti)
-
PERMALINK
lunedì 18 febbraio 2008 - ore 13:57
Moratoria sulle morti bianche (appello a Ferrara)
(categoria: " Lavoro ")
Arrivano le elezioni e arrivano anche i soloni che dispensano ai politici suggerimenti sul che fare a proposito di lavoro. Tutti vanno al bar o pontificano dai giornali per insegnare. È come per le partite di calcio. Tutti si travestono da allenatori. Pardon, in questo caso da sindacalisti. E dettano le formazioni, le tattiche, le strategie.
Una ricetta di successo la troviamo nelle pagine de lEspresso, in una bella inchiesta del coraggioso giornalista Fabrizio Gatti. Sono infatti riportate dichiarazioni di presidenti di Associazioni di imprenditori artigiani veneti. Parlano a proposito di operai morti a Marghera in diversi luoghi di lavoro. E individuano le precise cause di tali, si fa per dire, “incidenti”. Uno osserva acutamente: «Gli eccessi in discoteca incidono sui livelli di attenzione dei lavoratori». Un altro ironizza: «La stanchezza dopo le notti a ballare può fare brutti scherzi».
Ecco dunque la possibile proposta: sbarrare gli ingressi agli operai nelle discoteche. Anche se il giornalista dell’inchiesta osa sostenere che alle volte è proprio la rincorsa alla mitica produttività a provocare stragi. Cita il caso di Mauro Calzavara di 46 anni, travolto da una bobina di alluminio rovente. Nella sua fabbrica, la Akoa di Marghera, i rotoli sfilano come in una gara di Formula uno. La produzione è di 80 tonnellate di alluminio all’anno, come dieci anni fa. Ma allora c’erano 980 dipendenti. Oggi sono 530. La produttività è raddoppiata. E magari non è stata nemmeno contrattata. E magari non è stata nemmeno contrattata.
Il reportage de lEspresso è intitolato “Lavoro da morire”. Simile al titolo dell’’ultimo bel film di Daniele Segre: “Morire di lavoro”. Le denuncie sono tante, le proposte rallentano.
Vien voglia di invocare l’intervento di Giuliano Ferrara. Fondi un partito per chiedere la moratoria nei morti sul lavoro. Sono creature già formate, in carne ed ossa, hanno addirittura alle spalle mogli, bambini.
BRUNO UGOLINI -LUnità online-
COMMENTA (0 commenti presenti)
-
PERMALINK
> > > MESSAGGI PRECEDENTI