è come un murales ...
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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
mercoledì 29 novembre 2006 - ore 22:57
ora vorrei essere ...!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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giovedì 23 novembre 2006 - ore 21:52
ma chi l’avrebbe mai detto ?’?
(categoria: " Scienza e Tecnica ")

Estratti da una miniera in Canada sono certificati per quanto riguarda: sicurezza dei lavoratori e rispetto dei loro diritti, minimo impatto ambientale. Ogni pietra e segnata con un micro-codice per il riconoscimento.
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giovedì 23 novembre 2006 - ore 21:36
my dog
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ciao, vi presento il mio cane, ovvero l’amore eterno della mia vita, l’unico!
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mercoledì 22 novembre 2006 - ore 18:15
love love love
(categoria: " Amore & Eros ")
San Francisco, "orgasmo globale" per la pace
«Un orgasmo planetario potrà far avanzare la causa della pace»: tutti invitati a partecipare (tra le propria mura domestiche)
SAN FRANCISCO - Due pacifisti storici di San Francisco, la città della California più ’liberal’ degli Stati Uniti, hanno indetto per il 22 dicembre prossimo, all’inizio dell’inverno, una manifestazione di «orgasmo globale per la pace». I due - Donna Sheehan, 76 anni e Paul Refell, 55 anni - sostengono che un orgasmo planetario potrà far avanzare la causa della pace, e chiedono a tutti i pacifisti del mondo (all’interno beninteso delle mura domestiche), di partecipare alla maggiore manifestazione di questo tipo mai organizzata. Secondo Refell, «l’orgasmo offre una incredibile sensazione di pace durante e dopo, creando un vuoto nel cervello, come se si trattasse di uno stato meditativo. E le meditazioni di massa sono in grado di cambiare le cose».
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martedì 21 novembre 2006 - ore 17:56
il mio primo dipinto...ad olio !
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il mio primo dipinto ad olio...devo studiare molto ma ne sono fiera...
Insomma ho iniziato ora devo solo avere pazienza !
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lunedì 20 novembre 2006 - ore 22:26
ti sto aspettando...
(categoria: " Fotografia e arte.. ")
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lunedì 20 novembre 2006 - ore 21:48
cd per natale...
(categoria: " Musica e Canzoni ")
ALTROMERCATO, UN CD DI MUSICA ARGENTINA PER SOSTENERE "TESSERE IL FUTURO"
“Indie Argentine” è questo il titolo del CD di musica indipendente argentina, proposto da Altromercato per donare musica equosolidale in occasione del Natale e per accompagnare tutti gli altri periodi dell’anno con le armonie di un’altra colonna sonora. Il disco vuole essere un omaggio agli “operai del suono” argentini- come la Union de Musicos Independientes e il Club del Disco – che lavorano per lo scambio e la contaminazione tra culture e sensibilità di Nord e Sud del Mondo. In gergo, infatti, si usa il termine “musicista indie” per indicare un artista indipendente, che ha un approccio personale alla musica e non lavora grazie alle grandi case discografiche. La produzione di questo CD sostiene Tessere il Futuro, la campagna con cui Altromercato solleva il problema dell’impatto, su ambiente e lavoratori, della produzione tessile tradizionale e propone l’alternativa della filiera tessile solidale e tracciabile, realizzata in Argentina. Per ogni CD acquistato, un Euro è destinato a finanziare l’acquisto di una macchina sgranatrice del cotone, che contribuirà a migliorare le condizioni di lavoro dei contadini del Chaco: sul filo delle note e dell’universo musicale degli artisti argentini viaggia anche il suono della sperimentazione di una diversa modalità produttiva del cotone, che può tornare ad essere un prodotto pulito, anche dal punto di vista dei diritti. Ritmi sudamericani, musiche tradizionali, canzoni pop, folk argentino: il CD “Indie Argentine” di Altromercato è un’istantanea rappresentativa dell’anima artistica di un paese che ha vissuto in maniera drammatica il fallimento dell’economia senza regole e che ha saputo ricostruire, dal basso, un tessuto economico e sociale gravemente compromesso. A Natale o in ogni altro momento particolare, il CD “Indie Argentine” consentirà di vivere la gioia dell’incontro con storie di uomini, paesaggi e spazi appassionati ed originali.Questo viaggio fra suoni e generi musicali sarà anche una preziosa occasione per contribuire al lavoro della Union Campesina, che nel Chaco sta piantando i semi di un cotone equo solidale da cui ripartire per la costruzione di un futuro diverso per l’economia argentina e di un modello economico più equo nel settore tessile.
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lunedì 20 novembre 2006 - ore 18:07
coca cola
(categoria: " Riflessioni ")
Cultura & Società ( 16 Nov 2006 )
VANDANA SHIVA: "COCA E PEPSI, UN VELENO PER LINDIA"
Nel paese per produrre un solo litro di bevande se ne inquinano circa dieci di acqua potabile.
In una democrazia, la messa al bando di prodotti o attività pericolose è una delle fondamentali espressioni della libertà e della tutela dei diritti dei cittadini
. Alcuni divieti, infatti, sono strumenti indispensabili per proteggere la popolazione dai rischi che minacciano la salute pubblica e lambiente. È per questo, ad esempio, che è stato proibito il fumo nei locali pubblici. È per questo che il Protocollo di Montreal ha messo al bando i gas che danneggiavano la fascia stratosferica dellozono. Ed è per questo che la Convenzione di Barcellona ha bandito il commercio di rifiuti tossici e pericolosi.
La Coca e la Pepsi rientrano a pieno titolo nellinsieme di prodotti tossici o pericolosi che dovrebbero essere banditi per tutelare la salute dei cittadini e dellambiente. Il 22 agosto scorso la campagna Coke Pepsi quit India (Coca e Pepsi lascino lIndia) ha intensificato le attività per la messa al bando di queste due bevande con una speciale giornata di mobilitazione. Lo stato del Kerala ha messo in pratica il divieto. Gli stati di Karnataka, Madhya Pradesh, Gujarat e Rajasthan hanno proibito queste bevande nelle scuole e nelle mense del governo. In India, insomma, si stanno creando delle zone "libere" da Coca e Pepsi.
Ma perché mettere al bando queste bevande? In India, per una serie di ragioni di ordine ambientale e sanitario molto consistenti. Ogni impianto di Coca o di Pepsi "beve" tra uno e due milioni di litri dacqua al giorno, e nel nostro paese di questi impianti ce ne sono 90, con un prelievo idrico quotidiano tra i 90 e i 180 milioni di litri. Con tali quantità di acqua si potrebbero soddisfare le esigenze idriche di milioni di persone. Per produrre un solo litro di bevande come la Coca e la Pepsi, invece, vengono inquinati circa dieci litri di acqua potabile. Nei reflui di questi impianti il Pollution control board del Kerala ha rilevato alte concentrazioni di cadmio e piombo. È scientificamente dimostrato che esposizioni al cadmio protratte nel tempo possono causare disfunzioni renali, danni alle ossa, al fegato e al sangue. Il piombo invece danneggia il sistema nervoso centrale, i reni, il sangue e il sistema cardiovascolare. Le donne di un piccolo borgo del Kerala sono riuscite a far chiudere un impianto della Coca Cola. «Quando bevi Coca Cola, stai bevendo il sangue delle persone» ha dichiarato Mylamma, fondatrice del movimento anti Coca Cola a Plachimada.
Limpianto di Plachimada rappresenta un caso ormai storico ed emblematico. Era stato progettato nel marzo del 2000 con lobiettivo di produrre ogni giorno 1.224.000 bottiglie di Coca Cola e ottenne la licenza per installare una pompa. Ma iniziò, anche, a estrarre illegalmente milioni di litri di acqua potabile. Secondo la gente del luogo, limpianto pompava almeno un milione e mezzo di litri al giorno. Il livello della falda iniziò ad abbassarsi vertiginosamente, passando da 150 a 500 metri di profondità. I contadini e gli abitanti dei villaggi denunciarono il fatto che non riuscivano più a mettere da parte lacqua necessaria perché continuavano a spuntare nuovi pozzi, con gravi impatti sul raccolto agricolo. Quando le accuse furono confermate dal fatto che lazienda non era in grado di fornire un rapporto dettagliato richiesto dalle autorità locali, fu mandata uningiunzione a comparire in tribunale e la licenza fu revocata. A quel punto la Coca Cola provò, senza riuscirci, a corrompere il presidente del Panchayat, A. Krishnan, offrendogli 300 milioni di rupie.
Ma la Coca Cola non si limitava a rubare lacqua alla comunità locale: quella che non prendeva, la inquinava. Lazienda infatti ha depositato del materiale di scarto nei pressi dellimpianto che, durante la stagione delle piogge, si è disperso nei campi, nei canali e nei pozzi. Dopo che ben 260 pozzi messi a disposizione dalla pubblica autorità come sorgenti di acqua potabile per la popolazione si erano esauriti, la Coca Cola li ha utilizzati come deposito per le sue acque di scarto di lavorazione. Nel 2003, lufficiale medico distrettuale ha informato la popolazione di Plachimada del fatto che la loro acqua non era più potabile. Le donne, che già avevano notato che lacqua della zona non era più sana, dovevano quindi camminare per miglia per raggiungere fonti di acqua potabile.
Insomma, la Coca Cola aveva creato una penuria di acqua in una zona tradizionalmente ricca di risorse idriche, scaricando acque reflue che contenevano alte concentrazioni di piombo, cromo e cadmio. Esiste solo ununica è chiarissima regola per quanto riguarda la questione dellutilizzo delle risorse idriche: il fondamentale diritto umano allacqua potabile, pulita e sicura non può essere violato. Mentre la Coca Cola e la Pepsi lo stanno violando.
Vandana Shiva
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sabato 18 novembre 2006 - ore 23:24
crema di zucca ovviamente bio
(categoria: " Ricette ")
Mettere la zucca in forno, scaldarla , quindi mettere la polpa in un tegame dove avete fatto rosolare una cipolla , per 5 minuti.
okkio a non bruciare il soffritto...cucinare la zucca e poi passarla con il braun finchè diventa cremosa, aggiungere un cucchiaio di latte, un pizzico di sale e mescolarla bene.Per chi volesse nel soffritto può aggiungere della pancetta.
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