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Beltane, 31 anni spritzina di arcella city CHE FACCIO? l’elementari Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO STO ASCOLTANDO ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE 1) Il gelato di Bepi nelle sere d'estate. BLOG che SEGUO: una maestra d’arte: sharaz-de un astronomo: rigel una moracciona: xstarlight cuoco preferito: tientela! il nemico: Belele ancora arte: maestron BOOKMARKS test (da Tempo Libero / Umorismo e Satira ) concentus musicus patavinus (da Musica / Cantanti e Musicisti ) UTENTI ONLINE: |
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Vito e non mi passa La desolazione ch’era nella sera S’è soffiata via col vento S’è soffiata via col rhum S’è soffiata via da dove era ammorsata Vecchi e giovani pizzicati Vecchie e giovani pizzicati Dalla taranta, dalla taranta Dalla tarantolata Cerchio che chiude, cerchio che apre Cerchio che stringe, cerchio che spinge Cerchio che abbraccia e poi ti scaccia Ho il ballo di S. Vito e non mi passa Ho il ballo di S. Vito e non mi passa Dentro il cerchio del voodoo mi scaravento E lì vedo che la vita è quel momento Scaccia, scaccia satanassa Scaccia il diavolo che ti passa Scaccia il male che ci ho dentro e non stò fermo Scaccia il male che ci ho dentro e non stò fermo A noi due balliamo la danza delle spade Fino allo squarcio rosso d’alba Nessuno che m’aspetta, nessuno che m’aspetta Nessuno che mi aspetta o mi sospetta Il cerusico ci ha gli occhi ribaltati Il curato non se ne cura Il ragioniere non ragiona Santo Paolo non perdona Ho il ballo di S. Vito e non mi passa Ho il ballo di S. Vito e non mi passa Questo è il male che mi porto da Trent’anni addosso Fermo non so stare in nessuno posto Rotola rotola rotola il masso Rotola addosso, rotola in basso E il muschio non si cresce sopra il sasso E il muschio non si cresce sopra il sasso Scaccia scaccia statanassa Scaccia il diavolo che ti passa Le nocche si consumano Ecco iniziano i tremori Della taranta, della taranta Della tarantolata… (Capossela) COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK martedì 4 luglio 2006 - ore 13:56 Seghe mentali Glenn è rappresentato come uno storpio e come un debole, come l’uomo tutto spirito per eccellenza, al quale non si può attribuire altro che la deformità e con questa deformità, poichè con essa fa tutt’uno, una grande ipersensibilità, mentre Glenn in effetti era un tipo atletico, assai più forte di Wertheimer e di me messi insieme, ciò che avevamo potuto constatare una volta di più non appena egli si accinse a tagliare via con le proprie mani un frassino davanti alla finestra della stanza, che come lui stesso diceva, gli impediva di suonare il pianoforte. Segò da solo il frassino, che aveva il diametro di almeno mezzo metro, a noi non permise neppure di avvicinarci a quel frassino, lo segò in breve tempo in piccoli pezzi che accatastò contro il muro della casa, è il tipico uomo americano, avevo pensato allora, pensai. Glenn aveva appena finito di segare quel frassino che a suo dire gli impediva di suonare il pianoforte quando gli venne in mente di fare una cosa semplicissima, e cioè di tirare le tende e abbassare le serrande della sua stanza. Avrei potuto risparmiarmi di segare quel frassino, così disse, pensai. Noi di frassini come quello ne seghiamo di continuo, ne seghiamo moltissimi di frassini mentali come quello, disse , e pensare che usando qualche ridicolo accorgimento potremmo benissimo evitare di segarli, così disse, pensai. Il frassino davanti alla finestra lo aveva disturbato fin dalla prima volta in cui a Leopolodskron si era seduto sullo Stenway. Senza neanche interpellare i proprietari, andò al capannone degli attrezzi, prese ascia e sega e abbattè quel frassino. Se sto lì a chiedere, così lui, non faccio altro che perdere tempo ed energia, questo frassino lo abbatto subito, disse, ed in effetti così fece, pensai. Non appena il frassino giaque sul terreno, a Glenn venne in mente che avrebbe potuto limitarsi a tirare le tende, ad abbassare le serrande. Il frassino abbattuto lo segò in piccoli pezzi senza il nostro aiuto, pensai, e là dove prima sorgeva il frassino Glenn stabilì quell’ordine assoluto che a lui si confaceva. Se una cosa ci ostacola dobbiamo eliminarla, aveva detto Glenn, anche si tratta solamente di un frassino. E non dobbiamo domandare se quel frassino abbiamo il permesso di abbatterlo, poichè già questa domanda ci indebolisce. Se prima domandiamo una cosa simile, la debolezza che da ciò consegue ci danneggia, forse addirittura ci distrugge, così lui, pensai. Il soccombente LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK domenica 4 giugno 2006 - ore 00:11 Fondamentalmente ho il cervello pieno di merda, e questo blog ne è la dimostrazione. E con un cervello ridotto a crema di riso muller (ed il fatto che io mi esprima a mezzo di prodotti pubblicitare ne è la riprova) non si va proprio da nessuna parte. Anzi, si potrebbe fors’anche dire che la mia testa è piena di vuoto, o come dicono a NewYork (o Caorle) is full of voda. LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK venerdì 2 giugno 2006 - ore 22:38 spavento fino alle 22 alba abbraccio sotto le coperte ravioli misti succo alla pera caffè e caricature seduta sulle ginocchia non piangere assieme libro nel fragore del vagone erano proprio tempi matti, il re del Belgio era padrone del Congo... occhi parlano addio ritorno blu stenografia di un giorno LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK domenica 21 maggio 2006 - ore 22:50 LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK domenica 21 maggio 2006 - ore 09:12 la stazione è come una mano chiamami ora che la tua pelle non mi consola ne la tua pelle ne ’l tuo viso diviso e un’ombra scura è scesa, lunga su di noi Un treno è passato nel treno nero e pieno corre il soldato corre la strada sulla terra bruciata corre la notte e dice che non tornerà per me COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK sabato 20 maggio 2006 - ore 00:54 il campo dei vecchietti col carrello (o con le borse del Billa) La vita è triste... bella, ma fondamentalmente triste, fatta soprattutto di cose tristi, come di notti trascorse ad attendere qualcuno che non è arrivato, ed addolcite allalba da un sogno. Infine lunghi baci seduti sullo scalino del primo angolo appartato che sanno di separazione. Perciò bisogna imparare a godere della tristezza. LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK mercoledì 17 maggio 2006 - ore 16:38 Vinicio lo è Prima di fare i fighi è meglio essere veramente fighi ...e questo è il riassunto del concerto di ieri sera al Goldoni COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 15 maggio 2006 - ore 18:18 Fine SE Pirlo a Brescia. Conosciuto uno degli unici quattro Cinesi simpatici di tutto il triveneto, cazzo, era veramente simpatico quel Cinese... COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK domenica 7 maggio 2006 - ore 21:49 Domenica Giocare a briscola con i tarocchi sopra il letto su di un olio su tela rovesciato ascoltando Celentano COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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