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I don’t want to sell anything, buy anything, or process anything as a career. I don’t want to sell anything bought or processed, or buy anything sold or processed, or process anything sold, bought, or processed, or repair anything sold, bought, or processed. You know, as a career, I don’t want to do that.
Lloyd Dobler








giovedì 4 maggio 2006 - ore 19:39


cuore di ciccia
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Dio quanto burzona che sono diventata adesso che sono in tesi. Mi sono provata un vestito nero per il concerto. Avevo su le mutande rosa salmone con l’elastico. Praticamente subito sotto dove stringeva l’elastico partiva un rotolo che rientrava poco sotto le anche, a mo’ di salvagente di ciccia (si, esatto, proprio come gli uomini...). Adesso vado a fare un po’ di addominali, in una settimana o due annichilirò i trigliceridi, lo giuro!

di che colore è il cuoricino?

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mercoledì 26 aprile 2006 - ore 11:15



(categoria: " Vita Quotidiana ")


lungo le sponde del mio torrente voglio veder scendere i lucci argentati, non i cadaveri dei soldati portati in braccio dalla corrente

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lunedì 24 aprile 2006 - ore 08:32


25 aprile
(categoria: " Vita Quotidiana ")


gli uomini si dividono in due categorie: quelli che non mi piacciono, e quelli che si vergognano di me

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domenica 16 aprile 2006 - ore 13:01


Pasqua
(categoria: " Vita Quotidiana ")


A pochi metri dal suolo la quercia si diramava, e in quel punto c’era uno spiazzo, come una piccola piattaforma; al di sopra la quercia allargava la sua corona come un grande tetto verde. <<Quì si potrebbe bere il Caffè >> disse Pippi; <<ora mi calo e ne metto a bollire qualche tazzina>>.
<<Bravissima!>> esclamarono Tommy ed Annika battendo le mani.
Poco dopo il caffè di Pippi era pronto; v’erano anche delle morbide brioches che aveva impastato il giorno prima. Pippi tornò sotto la quercia e prese a lanciare verso l’alto le tazzine da caffè: Tommy ed Annika le afferravano al volo. Veramente, talvolta era la quercia, ad afferrarle; così due tazzine si ruppero. Ma subito Pippi corse in casa a cercarne altre due. Poi fu la volta dei dolci, e per un po’ fu un gran volare di dolci...


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giovedì 13 aprile 2006 - ore 09:59



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Classe e casta (sia laica che ecclesiastica) furono gli istituti sociali che permisero un flusso costante di persone stupide in posizioni di potere nella maggior parte delle società preindustriali. Nel mondo industriale moderno, classe e casta vanno perdendo sempre più rilievo. Ma, al posto di classe e casta, ci sono i partiti politici, burocrazia e democrazia. All’interno di un sistema democratico, le elezioni generali sono uno strumento di grande efficacia per assicurare il mantenimento stabile della frazione "sigma"(nota 1) fra i potenti. Va ricordato che, in base alla Seconda Legge, la frazione "sigma" di persone che votano sono stupide e le elezioni offrono loro una magnifica occasione per danneggiare tutti gli altri, senza ottenere alcun guadagno dalla loro azione (nota 2). Esse realizzano questo obbiettivo, contribuendo al mantenimento del livello "sigma" di stupidi tra le persone al potere.

(da "le leggi fondamentali della stupidità umana" di C. Cipolla)

nota 1: "sigma" è la frequenza relativa di stupidi, che secondo Cipolla è una quantita costante in qualunque gruppo umano (per qualunque dimensione, ceto, livello culturale e nazionalità analizzati), infatti la probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona (enunciato noto come Seconda legge della stupidità umana)

nota 2: Cipolla definisce la persona stupida come la persona che causa un danno ad un’altra persona o gruppo di persone senza al contempo realizzare alcun vantaggio per sè o addirittura subendo una perdita.

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martedì 11 aprile 2006 - ore 13:11



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Viva la fuga di cervelli all’estero!

grazie, ci avete salvato!


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sabato 8 aprile 2006 - ore 18:30


vigilia
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il presidente, in particolare, è soltanto un prestanome: non esercità in effetti il benchè minimo potere. E’ sì scelto dal governo, ma le qualità che deve dimostrare non sono quelle tipiche del leader: la sua principale qualità è saper provocare scandali. Per questa ragione scegliere un presidente non è facile: bisogna poter scegliere una persona che sappia provocare il furore della gente, ma che sia anche in grado di affascinarla. Il suo compito non è esercitare il potere, ma stornare l’attenzione della gente dal potere stesso. In questo senso Zaphod Beeblebrox è uno dei migliori presidenti che la galassia abbia mai avuto: ha già passato in carcere per truffa due dei dieci anni della presidenza...

(guida galattica per autostoppisti)

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martedì 28 marzo 2006 - ore 21:18



(categoria: " Vita Quotidiana ")



mi piace fumare

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giovedì 16 marzo 2006 - ore 10:07



(categoria: " Vita Quotidiana ")




Dalla parte di Spessotto


Siamo dalla parte di Spessotto,
da appena nati dalla parte di sotto,
senza colletto, senza la scrima, senza il riguardo delle bambine.
Dalla parte di Spessotto il tè di ieri riscaldato alle otto,
i compiti fatti in cucina nella luce bassa della sera prima.
Dalla parte di Spessotto con la palla dentro il canotto,
col doppiofondo nella giacchetta, e col grembiule senza il fiocco.
Timorati del domani, timorati dello sbocco,
siamo dalla parte di Spessotto.
Siamo la stirpe di Zoquastro, i perenni votati all’impiastro,
sulla stufa asciuga l’inchiostro dei fogli caduti nel fosso salmastro.
Dalla parte della colletta, dell’acqua riusata nella vaschetta,
il telefono col lucchetto e per Natale niente bicicletta.
Dalla parte di Spessotto e se non funziona vuol dire che è rotto,
dalla parte del porcavacca e se non lo capisci allora lo spacchi.

L’oscurità come un gendarme già mi afferra l’anima,
attardàti qui in mezzo alla via,
non siamo per Davide, siamo per Golia.

Non per Davide e la sua scriva,
non per i primi anche alla dottrina,
con il tarlo dentro all’orecchio
la flanellosi che ci mangia il letto,
con i peccati da regolare le penitenze da sistemare,
sei anni e sei già perduto
e quando t’interrogano rimani muto, muto.
Dalla parte di spessotto,
che non la dicono chiara non la dicono vera
che non la dicono sincera, tieniti i guai nei salvadanai,
se resti zitto, mai mentirai.
Adamo nobile, Carmine equivoco,
Rocco Crocco e la banda Spessotto,
imboscati in fondo alla stiva,
negli ultimi banchi della fila.
Abbagliati dalla balena, nella pancia della falena,
clandestini sopra alla schiena,
gettati al mare delle anime in pena,
evasi dal compito, evasi dall’ordine,
imbrandati sotto un trastino,
a giocarcela a nascondino di soppiatto allo sguardo divino.

E va il paradiso nostro è questo qua,
fuori dalla grazia, fuori dal giardino.
Fino alla notte che verrà non siamo più figli del ciel,
figli del ciel, figli del cielo,
ma di quei farabutti di Adamo e di Eva.

L’oscurità come un gendarme già mi afferra l’anima,
attardato qui in mezzo alla via, già mi prende e mi porta...

Dalla parte di Spessotto, dalla parte finita di sotto,
ma siamo tutti finiti per terra, tutti a reggerci le budella,
gli ubriachi, i brutti dannati, ma pure i sobri, belli fortunati.
E quando verrà il giorno che avrò il giudizio,
dirò da che parte è intricato il mio vizio,
per che pena pagherò il dazio, in che risma sono dall’inizio.
Da che giorno ho levato il mio canto
da che pietra dato fuoco al pianto
perchè cielo ho sparso il mio botto
non da Davide solo da Spessotto..

E va il paradiso nostro è questo quà, fino alla notte che verrà
non siamo più figli del ciel, figli del cielo non di Davide
solo di Spessotto!


Vinicio Capossela

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mercoledì 8 marzo 2006 - ore 09:54



(categoria: " Vita Quotidiana ")




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