Sempre il mare, uomo libero, amerai! perché il mare è il tuo specchio; tu contempli nell’infinito svolgersi dell’onda l’anima tua, e un abisso è il tuo spirito non meno amaro. Godi nel tuffarti in seno alla tua immagine; l’abbracci con gli occhi e con le braccia, e a volte il cuore si distrae dal tuo suono al suon di questo selvaggio ed indomabile lamento. Discreti e tenebrosi ambedue siete: uomo, nessuno ha mai sondato il fondo dei tuoi abissi; nessuno ha conosciuto, mare, le tue più intime ricchezze, tanto gelosi siete d’ogni vostro segreto. Ma da secoli infiniti senza rimorso né pietà lottate fra voi, talmente grande è il vostro amore per la strage e la morte, o lottatori eterni, o implacabili fratelli!
Una sera, nelle bottiglie, cantava l’anima del vino. [Charles Baudelaire]
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giovedì 23 ottobre 2008 - ore 13:52
(categoria: " Vita Quotidiana ")
LAPS perde 4 milioni avendo investito con Lehman Brothers 6 mln €
Peccato che il socio di maggioranza sia il Comune di Padova
Complimenti Zanonato, vi siete messi a fare finanza creativa coi soldi dei cittadini!
Beh sarebbe giusto che rimborsaste voi il Comune!
Ma andrà a finire che lunica cosa che vinventerete sarà tagliare i servizi, aumentare le tasse o mettere qualche autovelox in giro
La ricerca e l’Università italiane sono da sempre notevolmente sottofinanziate: l’Italia con lo 0.9% è ultima tra i paesi OCSE come percentuale di PIL speso per la formazione terziaria. Eppure, la legge 133 del 6 agosto 2008, invece di aumentare il sostegno ad una moderna Università pubblica, prevede che:
* nei prossimi anni venga assunto un solo dipendente ogni 5 che vanno in pensione, * il finanziamento pubblico venga ridotto di circa un miliardo e mezzo di euro in cinque anni, * le Università possano deliberare la loro trasformazione in fondazioni private, alle quali vengono ceduti gratuitamente tutti i beni (mobili ed immobili) degli atenei.
E’ evidente che questi provvedimenti non risolveranno nessuno dei problemi delle Università, mai seriamente affrontati dalla classe politica. In compenso, assesteranno un colpo mortale a coloro che riescono (nonostante tutto) a fare ricerca di alto livello scientifico e a fornire agli studenti una preparazione all’altezza dei migliori atenei internazionali. Infatti:
* solo pochissimi giovani potranno entrare nel mondo della docenza e della ricerca (universitaria e non: per gli Enti Pubblici di Ricerca e’ prevista una riduzione del personale del 10%, con ulteriore aggravamento della precarietà; * professori, ricercatori, tecnici e amministrativi diminuiranno di numero e la loro età media aumenterà. Sarà quindi impossibile mantenere gli attuali livelli di ricerca e dei servizi e si dovrà ridurre l’offerta formativa (inclusi corsi di laurea, laboratori e dottorato) in quantità e qualità, con conseguenze a medio termine disastrose per l’innovazione e la crescita del Paese; * con l’abbassamento della qualità didattica e l’impossibilità di assegnare tesi di ricerca, la preparazione degli studenti scenderà al di sotto degli standard degli altri Paesi e li renderà meno competitivi sul mercato del lavoro; * la privatizzazione (tramite un provvedimento senza precedenti nel mondo) comporterà forti condizionamenti sia della didattica che della ricerca e naturalmente determinerà un forte aumento delle tasse universitarie.
Per questi motivi, studenti, dottorandi, precari, tecnici/amministrativi, professori e ricercatori dell’Università di Torino sono in agitazione contro i provvedimenti governativi contenuti nella legge 133, e hanno deciso di intraprendere una serie di iniziative tese a informare e sensibilizzare sulla questione tutti coloro che hanno a cuore il futuro del nostro Paese.
io però farò molti strappi in questo periodo speriamo resti qualcosa...
Troppi drink restringono il cervello
Il consumo abituale di bevande alcoliche riduce le dimensioni della massa cerebrale. Lo suggerisce uno studio su Neurology
Più beviamo più il nostro cervello si rimpicciolisce. A suggerirlo è un rapporto del Wellesley College del Massachusetts, apparso sulla rivista Archives of Neurology (una pubblicazione di Jama) e presentato questa settimana all’American Academy of Neurology.
Si sa che il volume del cervello diminuisce con l’avanzare dell’età (circa l’1,9 per cento ogni dieci anni). Questa riduzione fisiologica è accompagnata da un aumento delle lesioni della materia bianca ed entrambi i fattori - ricordano gli autori dell’articolo - sono correlati a problemi cognitivi, come quelli della memoria.
Se alcuni studiosi avevano ipotizzato un possibile effetto positivo dell’alcol sulla normale riduzione del volume della massa cerebrale, questo nuovo studio suggerisce esattamente il contrario. I dati sono stati raccolti su un campione di oltre 1.800 individui di età compresa tra i 55 e i 64 anni, per la maggior parte consumatori abituali di alcool o ex-bevitori, sui quali è stata effettuata una risonanza magnetica (i partecipanti rientrano nel Framingham Offspring Study, uno studio sui problemi cardiovascolari partito nel 1971, per il quale sono state raccolte informazioni sul consumo settimanale di alcol, sesso, indice di massa corporea e su altri parametri fisiologici). I risultati mostrano che c’è una correlazione significativa tra l’assunzione di alcol e la riduzione del volume cerebrale, soprattutto nelle donne, sebbene consumino meno alcolici degli uomini. Il rapporto tra il volume del cranio e la dimensioni del cervello di chi consumava drink in gioventù, inoltre, è inferiore dell’1,6 per cento in media rispetto a chi dichiara di essere astemio. Altri studi dovranno ora essere condotti per confermare quanto osservato. (ga.c.)