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Charles Baudelaire
L’uomo e il mare

Sempre il mare, uomo libero, amerai!
perché il mare è il tuo specchio; tu contempli
nell’infinito svolgersi dell’onda
l’anima tua, e un abisso è il tuo spirito
non meno amaro. Godi nel tuffarti
in seno alla tua immagine; l’abbracci
con gli occhi e con le braccia, e a volte il cuore
si distrae dal tuo suono al suon di questo
selvaggio ed indomabile lamento.
Discreti e tenebrosi ambedue siete:
uomo, nessuno ha mai sondato il fondo
dei tuoi abissi; nessuno ha conosciuto,
mare, le tue più intime ricchezze,
tanto gelosi siete d’ogni vostro
segreto. Ma da secoli infiniti
senza rimorso né pietà lottate
fra voi, talmente grande è il vostro amore
per la strage e la morte, o lottatori
eterni, o implacabili fratelli!










Una sera, nelle bottiglie, cantava l’anima del vino.
[Charles Baudelaire]






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domenica 3 agosto 2008 - ore 15:24


9 morti sul K2
(categoria: " Vita Quotidiana ")




GILGIT, Pakistan (Reuters) - Sale ad almeno nove morti il bilancio di un tragico week-end sul K2, la seconda vetta più alta del mondo, dove una lastra di ghiaccio si è staccata venerdì sera complicando la già difficile discesa di numerosi alpinisti.
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Lo hanno riferito gli organizzatori delle spedizioni pakistani.

"Stavano scendendo quando una lastra di ghiaccio al Collo di bottiglia li ha colpiti", ha detto a Reuters Ghulam Mohammad, proprietario di Blue Sky Travels and Tours.

A un primo bilancio accertato di sei vittime -- tre coreani, due nepalesi e un serbo -- si sono aggiunti un olandese, un norvegese e un francese, ha detto a Reuters il brigadiere Mohammad Akram, vicepresidente della pakistana Adventure Foundation.

"Non abbiamo i nomi degli scalatori morti ma è stato confermato che un olandese, un norvegese e un francese sono nel bilancio delle vittime", ha detto Akram.

Si teme che altri alpinisti siano rimasti in difficoltà a quota 8.000 metri dopo che il crollo di un seracco, un enorme pezzo di ghiaccio, ha spazzato via gran parte delle corde fissate per la discesa.

Dall’Italia il responsabile del gruppo Ev-K2-Cnr Agostino Da Polenza, ha detto che vi potrebbero essere ancora dispersi.

Quello di oggi è il più alto bilancio di morti nella storia del K2, dopo che il 13 agosto 1995 sei persone furono inghiottite da una tempesta, tra le quali la britannica Alison Hargreaves.

LA "ZONA DELLA MORTE"

Della dozzina di alpinisti rimasti bloccati al Collo di bottiglia, ad un’altitudine nota come "zona della morte" per la mancanza di ossigeno, alcuni stanno lentamente facendo ritorno ai campi, che si trovano più in alto rispetto al campo base.

"Ci hanno detto che alcuni alpinisti stanno tornando ai campi", ha detto il maggiore Farook Firoz, un portavoce dell’esercito.

Salvo, oltre all’italiano Marco Confortola atteso al campo base nelle prossime ore, anche il capospedizione olandese della Norit K2 Wilco Van Rooijen di cui in un primo momento si erano perse le tracce. Con lui altri due alpinisti olandesi stanno facendo ritorno al campo 3, a 7.350 metri, secondo il sito della spedizione www.noritk2.nl.

Dalla centrale operativa di soccorso giungono frammentarie le notizie su chi è disperso e chi invece è morto sulla montagna.

L’esercito pakistano non ha ancora deciso se mandare un elicottero di soccorso per i rischi elevati, nonostante il tempo sia buono.

Più di 70 alpinisti hanno perso la vita sul K2, un buon numero dei quali al Collo di bottiglia.

Il K2 si trova nel gruppo del Karakorum che appartiene alla catena dell’Himalaya ed è, con i suoi 8611 metri, la seconda montagna più alta della Terra dopo l’Everest.

Chiamata la "montagna delle montagne" dal noto scalatore Reinhold Messner, il K2 non è tuttavia la prima delle cime per numero di vittime, sebbene i rischi durante la discesa sono più elevati che per altre vette.

Lo scorso mese l’Italia è rimasta con il fiato sospeso per la sorte di due alpinisti italiani che erano rimasti per una decina di giorni sul Nanga Parbat, in Pakistan, dopo la caduta in un crepaccio del loro compagno di scalata Karl Unterkircher.

I due, Walter Nones e Simon Kehrer, erano poi stati recuperati dagli elicotteri di soccorso dopo aver raggiunto tra enormi difficoltà un pianoro ghiacciato a 5.700 metri.

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domenica 3 agosto 2008 - ore 12:41



(categoria: " Vita Quotidiana ")


arrivo a tra poco



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venerdì 1 agosto 2008 - ore 15:56


uno che si è fatto da solo
(categoria: " Vita Quotidiana ")






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giovedì 31 luglio 2008 - ore 12:17



(categoria: " Vita Quotidiana ")


povera università italiana, sempre più allo sbando..


Matera, scandalo all’università: ricattate centinaia di stuentesse
Il docente è anche riuscito a far ripetere la prova per alzare il voto

Sesso in cambio di esami
professore inchiodato dalle foto


dal nostro inviato GIULIANO FOSCHINI
la Repubblica

MATERA - Signore e signorine bussano alla Questura: "Mi scusi, sa, non vorrei che il mio nome venisse fuori in questa storia del professor Giordano". I mariti, i fidanzati si informano: "Vorrei sapere se nell’elenco c’è anche per caso questo nominativo". La gente mormora, l’università è in subbuglio, i professori si difendono, "non generalizziamo, per favore, questo è un posto sano", gli studenti confessano: "Con Giordano lo sapevano tutti che era così". Subbuglio a Matera: in mezzo ai Sassi, è spuntato il sesso. Non si tratta però di un banale gioco di vocali, ma di uno scandalo giudiziario che sta scatenando da una parte il pettegolezzo becero di città. E dall’altra sta lanciando ombre inquietanti su come possono andare le cose nell’università italiana.

Lo scandalo parte quindici giorni fa quando il gip di Matera, Angelo Onorati - dopo una lunga inchiesta della squadra mobile - ordina l’arresto (ai domiciliari) del professor Emanuele Giordano, docente di storia della Lingua italiana all’Università degli studi della Basilicata. È accusato di concussione sessuale, falso in atto pubblico: con lui sono indagati altri due docenti, accusati in qualche modo di averlo aiutato.
Giordano usava infatti chiedere alle sue studentesse piaceri sessuali. In cambio offriva buoni voti all’esame ma anche piaceri di altro genere. Da quello che è stato accertato, non ostacolava però più di tanto chi rifiutava le sue avance. Dagli atti risulta inoltre che in più casi, con la complicità dei colleghi, il professore è riuscito a far rifare esami già sostenuti ad alcune studentesse. Lo scopo era avere un voto più alto in modo tale da far alzare la media in vista della laurea.

L’inchiesta è nata dopo la denuncia di una studentessa e si è concentrata su quattro, cinque casi. Gli uomini del capo della Mobile, Luigi Fucarino, avevano piazzato una serie di telecamere nella stanza di Giordano: era lì che il professore riceveva le studentesse. Lì sono stati ripresi vari incontri che non lasciano molti dubbi. "Le indagini però non sono concluse" spiegano gli investigatori. Significa che, indagando, si è scoperto che il professore utilizzava da tempo sempre la stessa tecnica. E che in questi anni tante, tantissime ragazze erano state molestate e in alcuni casi avevano anche accettato le avances: si stanno valutando per il momento un centinaio di casi, "una decina di ragazze sono venute a raccontarci loro stesse quello che le era accaduto negli anni scorsi. Il fenomeno è molto più esteso di quello che pensavamo".

"Mi ha invitato nella sua stanza - ha raccontato una di loro - e mi abbracciava alzandomi la maglietta". O ancora: racconti di scene di sesso orale sulla scrivania, "ho sempre cercato di dissuaderlo ma sapevo che se non lo avessi fatto non avrei ottenuto quegli aiuti" dice una donna sposata, con due bambini. "Questo è tutto da dimostrare" risponde però l’avvocato di Giordano, Michele Porcari. Il professore è ancora ai domiciliari e nei colloqui con il gip si è avvalso della facoltà di non rispondere. "La situazione è delicata, il professore è separato ma ha figli. Attendiamo - continua il suo legale - di vedere tutte le carte e di capire esattamente cosa sta comportando questo proseguo delle indagini preliminari, queste nuove deposizioni di cui si parla". Mormora, Matera.

(31 luglio 2008)

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martedì 29 luglio 2008 - ore 15:20



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Bere nove bicchieri di vino rosso e non sentirli.




Difficile per un uomo ma non per questo ptilocerco dalla coda a piuma, un piccolo muride che vive nelle foreste del sud est asiatico. Gli scienziati hanno stabilito che è lui il più grande bevitore al mondo. Questo animale ricava la sua dose di alcol bevendo il nettare di una palma che cresce nella giungla della Malesia occidentale. Ne può bere una quantità equivalente a nove bicchieri di vino per un uomo senza che i suoi riflessi e la sua lucidità ne sono scalfiti. Per ubriacarlo ci vuole molto di più. Ma il topo dalla coda piumata è particolarmente ghiotto del nettare alcolico e gli scienziati hanno dimostrato che spesso alza il gomito. Un bevitore cronico, insomma, che però ha una resistenza all’alcol unica tra i mammiferi: "se un uomo o un qualsiasi altro animale si trovasse a bere regolarmente le stesse quantità di alcol, in proporzione alle proprie dimensioni, certamente ne morirebbe". Secondo i ricercatori l’animale è dotato di un meccanismo biologico che lo blocca dal raggiungere stati di ebbrezza.

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giovedì 24 luglio 2008 - ore 21:38



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il sonno della ragione
genera mostri


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martedì 22 luglio 2008 - ore 14:36


Addio SSIS
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Approvato dalla Commissione l’emendamento del Governo
Le scuole di specializzazione vicine alla chiusura definitiva

Scuola, blocco per le nuove entrate
Stop alle Ssis, 12mila posti a rischio

A giugno l’esecutivo aveva annunciato 130mila tagli nell’istruzione


ROMA - Nessun futuro per le Ssis. Le scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario, dopo dieci anni di onorato servizio, sono a un passo dalla chiusura. Durante la giornata di ieri la Commissione Cultura del Senato ha approvato l’emendamento del Governo al decreto legislativo n. 112 che prevede per l’appunto la sospensione del decimo corso, che avrebbe preso il via dopo l’estate.

Prima di diventare definitivo, l’emendamento dovrà superare la discussione in aula ma, visti i numeri della maggioranza, non sembrano esserci dubbi sulla sua approvazione finale.
Sono adesso fortemente a rischio i 12.389 posti banditi in extremis dall’ex ministro Mussi, le cui procedure di attribuizione agli atenei erano già state avviate nel mese di maggio.

La sospensione dell’attività delle Ssis si ricollega al recente annuncio del governo di tagliare 130 mila posti tra docenti e personale amministrativo nelle scuole, a cui si aggiunge il rallentamento dello scatto di anzianità per i docenti universitari. Il messaggio è molto chiaro: il personale è in esubero, quindi è meglio bloccare il meccanismo delle assunzioni sin dalla radice.
Cancellato l’attuale sistema di ingresso, alla Commissione Cultura della Camera si discute il decreto legge presentato dall’onorevole Aprea per la completa ridefinizione del sistema di reclutamento dei docenti. L’attivazione dei nuovi corsi dovrebbe comunque essere legata all’arrivo della riforma della scuola secondaria annunciata dal ministro Gelmini.

L’attuale metodo di assunzione del personale docente, in vigore dal 1999, prevede l’avvio di corsi su base regionale, calcolando l’entità di posti disponibili. Dopo due anni e 1200 ore di lezione, gli specializzati accedono alle graduatorie, attraverso cui viene stabilita l’assegnazione delle supplenze e delle cattedre.

Dal prossimo anno non ci saranno nuovi specializzati in coda alle liste, mentre resta ancora da definire il destino degli specializzati del nono ciclo.
Nel corso del 2007 infatti le graduatorie sono state trasformate da "permanenti" a "ad esaurimento", impedendo di fatto l’accesso dei nuovi abilitati che, visto l’arrivo della sospensione delle Ssis, si limitano ai circa 11mila specializzati del 2008.
(18 luglio 2008)

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sabato 19 luglio 2008 - ore 01:35



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Affermazioni tipiche e frasi celebri rivolte
dai genitori (veneti) ai figli durante la loro
fase adolescenziale...


Bocia, gambe in spàea e caminare!

Vara che te scavesso e gambe sora i zenoci...

Vara che te cambio i conotati!

Vara che quea xè ea porta...

Mi a to età saltavo i fossi par longo!

Mi a to età jero xà stufo de lavorare

Desso ti te ve farte el libreto de laoro!

Tajate i caveji che te fe afàno!

Tajate i caveji che te ghe i peoci co a patente ormai...

Te vorìa on poca de russia a ti...

Xè mejo che te scampi co tute e gambe che te ghe...

Te poi piansare in greco, tanto no teo compro.

No sta strassinare i piè.

No sta savatàre.

No sta fare che vegna là to pare!

Omo avisà ......TUTO salvà!

Vara che te sì in oro...

Vara che te riva na man roersa!

Vara che te meto in coèjio!!!

Questa xè a casa dea asagna.... Chi che no laora no magna!

Gheto proprio ciapare esempio dai pì stupidi.......

Bon da gnente come el paltan!

Varda el trio paloma: 2 inseminii e uno in coma!

Magna e tasi!

Vergognate che xè ora!

No te te vergogni mia!!!

Dai, disi qualcosa!!!!!.. Prova parlare se te ghe corajo!!!

Ma sito inseminio!

Stame distante...

Vàrdama co te parlo!

Va via prima che te copa!

Gheto sentio queo che te go dito!!!!

Xè soeo che i criminai che sta in giro a note...

I to amissi no ga mia na fameja?

Ma mi credito che fabbrica i schei de note?

Gheto fumà ea droga?

Jèrea aranciata quea che te ghe vomità sta note?

A te me pari spirità!

Varda che luni xè un giorno lavorativo.

Va in stramona!

Varda che giro el manego dea scoa

Come che te gò fato te desfo

Varda che me cavo nà savata

Gheto bisogno de un moreto che te staga drio e chel rancura e strasse ?

Te sito petenà?

Varda che te tendo

Te pare e ore de rivare ?

Te vedarè quando che no ghè sarà più ea serva

Cò moro mì te mori dala fame

Và pian co chea moto

Vèstate che te ciapi el snaro

Cavate e scarpe prima de n’dare sù pae scae

Ancora te te cambi ?

Almanco ea roba onta butea lavare te ghè strasse dapartuto in camara

Come che te vè fora dala porta a buto un fuminante in te chea camara

N’antro paro de scarpe te te sì comprà ?

Faremo nà camara solo pae scarpe Non stà bevare vin a stomego vodo
(riferio al
spriss in bar)

Cossa veto fare in te chel bar pien de onti semrpe coa cica in boca?

Te pari bon ala to età farte vèdare là da tuti quei che me conosse....

Co te passi là davanti te senti sempre nà spussa..ma cossa fùmei?

Cò chee quatro sbuderate coj fioi all’asìo e ore in bar co goto da nà
parte e cica da staltra

Co vien casa to pare gheo digo

Non xè miga ora che te vaghi lavorare?

Sbassa chea teevision senò fasso dò tochi A gò un fiolo solo e anca
ebete!!!



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venerdì 18 luglio 2008 - ore 15:27


SHY
(categoria: " Vita Quotidiana ")







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venerdì 18 luglio 2008 - ore 15:12



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Venduta la piccola,
ciao FJ


da oggi navigherai in acque trentine

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