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Charles Baudelaire
L’uomo e il mare

Sempre il mare, uomo libero, amerai!
perché il mare è il tuo specchio; tu contempli
nell’infinito svolgersi dell’onda
l’anima tua, e un abisso è il tuo spirito
non meno amaro. Godi nel tuffarti
in seno alla tua immagine; l’abbracci
con gli occhi e con le braccia, e a volte il cuore
si distrae dal tuo suono al suon di questo
selvaggio ed indomabile lamento.
Discreti e tenebrosi ambedue siete:
uomo, nessuno ha mai sondato il fondo
dei tuoi abissi; nessuno ha conosciuto,
mare, le tue più intime ricchezze,
tanto gelosi siete d’ogni vostro
segreto. Ma da secoli infiniti
senza rimorso né pietà lottate
fra voi, talmente grande è il vostro amore
per la strage e la morte, o lottatori
eterni, o implacabili fratelli!










Una sera, nelle bottiglie, cantava l’anima del vino.
[Charles Baudelaire]






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venerdì 18 luglio 2008 - ore 10:34



(categoria: " Vita Quotidiana ")



Promemoria nucleare

di Paolo De Gregorio


- 439 sono i reattori nucleari funzionanti nel mondo (104 USA, 59 Francia, 55 Giappone, 31 Russia)
- questa produzione copre il 6,4% di tutta la energia prodotta nel mondo, e il 15% dell´energia elettrica mondiale
- il fotovoltaico copre il 6,4 della produzione globale di elettricità (fonte European Photovoltaic Industry Association), cresce del 40% annuo
- nel 2006 l´eolico copriva l´1% della produzione globale, cresce del 25% annuo
- dal 1978 negli Usa e dal 1991 in Francia non sono state più costruite nuove centrali nucleari
- secondo AIEA (agenzia internazionale energia atomica) le riserve di uranio sono di 4,7 milioni di tonnellate e si trovano in Australia (28% ) , Kazakistan (18% ) e Canada (12% )
- l´uranio andrà in esaurimento a consumo attuale, nel 2055, con nuove centrali molto prima. Il costo dal 2005 al 2008 si è quadruplicato (da 20 a 85 dollari)
- problema irrisolto: lo stoccaggio delle scorie. Solo gli USA hanno realizzato una soluzione, ma soltanto per lo stoccaggio delle scorie di 2° grado, mentre resta incerto il destino delle scorie di 3° grado (ad alta radioattività), che restano accantonate all´interno delle centrali
- nessuna persona onesta è in grado di definire il costo del kilowattora nucleare, perché al prezzo di costruzione della centrale, quelle di ultima generazione costano 4/5miliardi di dollari (fonte Rubbia), si deve aggiungere, dopo circa 40 anni di esercizio, il costo dello smantellamento e lo stoccaggio delle scorie, processo che costa più della costruzione della centrale nuova, a cui si deve aggiungere il costo della sorveglianza dei siti di stoccaggio per centinaia di anni.
- per costruire la centrale Usa di Maine Yankee negli anni 60 sono stati spesi 231 milioni di dollari, recentemente ha finito il suo ciclo produttivo e per smantellarla sono stati stanziati 635milioni di dollari (Ecoage.com)

in Italia la cosa si complica. Nel 2006 (19 anni dopo la chiusura di tutte le centrali nucleari per il referendum) l´effettivo smantellamento aveva interessato solo il 6% delle strutture, ...

... mentre la maggior parte delle spese (che paghiamo noi in bolletta elettrica) è stata dedicata a mantenere in sicurezza l´esistente. La stima più recente, contenuta nel piano industriale della Sogin (la società costituita per risolvere il problema nucleare) è di circa 4,3 miliardi di Euro, la data di fine bonifica sarebbe il 2024, se nel frattempo fosse operativo il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi (che si tentò di fare a Scanzano, in Basilicata, ma fu bocciato dalla insurrezione popolare).
-
Per fermare per sempre il nucleare, basterebbe chiedere che i lavori iniziassero appena demolite le vecchie centrali e messe in sicurezza le scorie radioattive, anche perché, senza terminare questa operazione non si può stabilire con esattezza quanto ci costa un kilowatt creato col nucleare

- gli impegni internazionali presi dall´Italia di ridurre le emissioni dei gas-serra prevedono pesanti sanzioni se questi impegni non verranno onorati. Il fotovoltaico e il solare termodinamico hanno brevi tempi di realizzazione, mentre il lungo ciclo di costruzione del nucleare (15 anni) farebbe aumentare le spese per le multe che andrebbero conteggiate nel costo della scelta nucleare.

Qualche riflessione etica. E´ immorale fare la scelta nucleare considerando che si lascia alla TERRA una eredità di inquinamento molto pericoloso per decine di migliaia di anni e che il ciclo del nucleare civile serve anche a quello militare e quindi questa tecnologia, se adottata massicciamente, aumenta i pericoli di proliferazione di armi atomiche.

E´ stupido fare centrali costosissime che dipendono dall´uranio, che è in esaurimento, controllato da pochi, e significa passare dalla dipendenza dal petrolio a quella dall´uranio, mentre il sole è democratico e gratis e brilla su tutti gli uomini.

Nel deserto del Nevada è stato realizzato un impianto solare termodinamico del costo di 200 milioni di dollari, 64 megawatt di potenza, realizzato in 18 mesi. Questo tipo di centrali è realizzabile in quasi ogni parte del mondo, decentra la produzione di energia, porta lavoro e l´energia diffusamente sul territorio, non produce scorie e non ci sono pericoli per incidenti. E´ in grado di produrre tutta l´energia di cui un paese ha bisogno, basta scegliere di finanziarle e costruirle.

Ma la caratteristica più importante della scelta solare è quella della microgenerazione diffusa sul territorio, dai tetti dei capannoni industriali a quelli delle case, alla costruzione di centrali termodinamiche non gigantesche legate e utili al territorio cittadino, senza monopoli né multinazionali a dettare legge sui prezzi, come accadrebbe sicuramente con il nucleare.

Molto positiva è il progetto dell´ATM di Milano che prevede di alimentare la linea 1 della metropolitana con pannelli fotovoltaici installati sui tetti del deposito di Precotto (fonte l´Espresso 12.6.08 pag.141).

La lobby del nucleare è legata agli Usa, che probabilmente ci venderebbero i reattori Westinghuose chiavi in mano, e ai paesi produttori di uranio.

Sono tali e tanti i pericoli e le assurdità del nucleare che i suoi sostenitori prezzolati hanno senza altro un profilo cinico e criminale, ben sapendo che la tecnologia solare può produrre la stessa quantità di energia a parità di denaro investito (smantellamento compreso) e non lascia eredità radioattive alla nostra terra.

Paolo De Gregorio

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giovedì 17 luglio 2008 - ore 16:39



(categoria: " Vita Quotidiana ")




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giovedì 17 luglio 2008 - ore 13:20


What is past...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


la Giò





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giovedì 17 luglio 2008 - ore 11:20



(categoria: " Vita Quotidiana ")


postumi da birra rendono la mia prodttività prossima allo zero
ora reciterò il mio mantra segreto e vediamo di concludere qualcosa ’st a mattina

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lunedì 14 luglio 2008 - ore 17:01



(categoria: " Vita Quotidiana ")


siccome mi perdo sempre ho deciso di comprarmi anch’io il navigatore GPS , però con la cartografia completa
avrei optato per questo modellino qui




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lunedì 14 luglio 2008 - ore 12:06



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Breathe in the air





sempre magica la Rosinha dei Nossa Alma

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sabato 12 luglio 2008 - ore 01:25



(categoria: " Vita Quotidiana ")




guerra all’ignoranza

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venerdì 11 luglio 2008 - ore 19:08



(categoria: " Vita Quotidiana ")



Sweet home






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venerdì 11 luglio 2008 - ore 18:41


FERMATA CENTRALE NUCLEARE FRANCESE PER INCIDENTE
(categoria: " Vita Quotidiana ")



LIONE (Reuters) - L’Autorità francese per la sicurezza nucleare (Asn) ha ordinato oggi alla società Socatri di sospendere una parte delle attività nella sua centrale atomica Tricastin, nel sud della Francia, dove lunedì scorso era avvenuto una perdita accidentale di liquido contaminato da uranio.
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Asn ha anche accusato Socatri, società satellite del grande gestore dell’energia nucleare Areva, di gravi mancanze dopo l’incidente che ha visto 74 chilogrammi di uranio versati per errore in un corso d’acqua che passa nei pressi della centrale.

La Socatri ha annunciato l’intenzione di chiudere una parte della centrale in conformità alla richiesta di Asn.

"Prendiamo atto dell’ingiunzione e ci adeguiamo", ha detto il responsabile della comunicazione di Socatri, Catherine Dalverny. "L’ingiunzione non riguarda la chiusura della stazione, ma solamente di quella parte dell’installazione all’origine dell’incidente", ha precisato.

Quattro ispettori e due tecnici di Asn hanno giudicato che la "messa in sicurezza" computa dalla società che gestisce la centrale "non era completamente soddisfacente".

"Le condizioni di gestione in seguito all’incidente presentano delle irregolarità in rapporto alle disposizioni applicabili secondo il regolamento", ha detto Louet, sottolineando inoltre che "la gestione della crisi da parte della società responsabile ha mostrato lacune per quanto riguarda il flusso di informazioni fornite alle autorità pubbliche".

L’allarme per l’incidente è scattato alle ore 19 all’interno della centrale ma le autorità sono state messe in allerta solo alle 5 della mattina successiva.

"Fino alle 3 del mattina hanno cercato di capire dove fosse l’origine della contaminazione. Tra le 4 e le 5, il responsabile della centrale ha constatato il passaggio del liquido contenente uranio nelle falde acquifere che alimentano i fiumi e in un canale. Alle cinque hanno dato l’allarme". ha detto Louet.

Secondo l’Asn, inoltre, una perdita notata in un serbatoio è stata ignorata per una settimana.

Philippe Ledenvic, delegato dell’Asn, ha sottolineato che simili disfunzioni sono "rare" e "inaccettabili".

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giovedì 10 luglio 2008 - ore 16:26



(categoria: " Vita Quotidiana ")


La radiochimica: in Olanda mi pagano il triplo

di Valentina Arcovio

ROMA (5 luglio) - «In Italia per me non c’è posto. L’unica soluzione per poter lavorare è stata quella di trasferirmi in pianta stabile in Olanda. Qui guadagno per ben 3 volte lo stipendio medio di un mio collega in Italia». Raffaella Rossin, 36 anni di Monselice, un piccolo comune di Padova, lavora a Eindhoven da circa sei mesi come radiochimica alla Philips. Il suo lavoro consiste nel sintetizzare composti radioattivi per diagnosi e per il trattamento di tumori. Si è laureata a pieni voti in Chimica e ha poi concluso il suo dottorato all’Università di Padova. La sua professionalità è molto apprezzata nella città olandese e la sua busta paga lo dimostra pienamente.

Quando ha deciso di lasciare l’Italia?
«Appena ho concluso il mio dottorato sono andata in America, dove ho lavorato per cinque anni presso la Washington University di St. Louis. All’inizio il mio progetto era quello di fare un po’ di esperienza all’estero, di conoscere altri scienziati in modo da arricchire sempre di più il mio bagaglio di conoscenze. Ho sempre pensato che un giorno sarei riuscita a ritornare in Italia e a svolgere lì la mia carriera. Invece, non è stato così».

Cosa è successo?
«Tutte le volte che ho provato a cercare lavoro in Italia o mi venivano proposti lavori sottopagati, con uno stipendio annuo pari a quello che guadagno oggi mensilmente, oppure mi sono state chiuse le porte in faccia. Allora, con grande difficoltà, ho deciso di trasferirmi definitivamente in Olanda. Mi manca la mia famiglia, mi mancano i miei amici e le mie abitudini italiane. Ma non ho avuto alternative»

Qual è l’offerta più allettante che le hanno fatto in Italia?
«Un contratto da libera professionista con 20 mila euro all’anno. Inaccettabile, considerati i sacrifici che ho fatto per studiare e approfondire le mie conoscenze all’estero. Un’altra volta un piccolo industriale mi ha chiesto “ma a te non interessa tornare in Italia?” e io ho risposto “certo, ma alla mia età e con la mia esperienza non accetto una assegno di ricerca”. Da allora non l’ho più sentito».

Cosa pensa dei suoi colleghi che lavorano in Italia?
«Sono degli eroi. Non saprei come altro definirli. Le università italiane sono altamente qualificate e vedere dei cervelli sfruttati per pochi quattrini mi dispiace tanto. Mio fratello ne è una vera e propria dimostrazione. Ha 38 anni ed è un biologo marino. Va avanti con miseri contratti di durata non superiore ai 6 mesi. Vive con altri ragazzi come lui. Se non possono essere chiamati loro eroi…».

Ritornerebbe in Italia se le venissero assicurate le stesse condizioni lavorative?
«Certo. Io sono italiana. Il mio paese mi piace e mi manca tantissimo. Ma sono davvero molto scettica. Credo che difficilmente le cose cambieranno. O quantomeno, quando miglioreranno non avrò più l’età per rimettermi in gioco».

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