Sempre il mare, uomo libero, amerai! perché il mare è il tuo specchio; tu contempli nell’infinito svolgersi dell’onda l’anima tua, e un abisso è il tuo spirito non meno amaro. Godi nel tuffarti in seno alla tua immagine; l’abbracci con gli occhi e con le braccia, e a volte il cuore si distrae dal tuo suono al suon di questo selvaggio ed indomabile lamento. Discreti e tenebrosi ambedue siete: uomo, nessuno ha mai sondato il fondo dei tuoi abissi; nessuno ha conosciuto, mare, le tue più intime ricchezze, tanto gelosi siete d’ogni vostro segreto. Ma da secoli infiniti senza rimorso né pietà lottate fra voi, talmente grande è il vostro amore per la strage e la morte, o lottatori eterni, o implacabili fratelli!
Una sera, nelle bottiglie, cantava l’anima del vino. [Charles Baudelaire]
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sabato 10 maggio 2008 - ore 10:51
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il ministro studia la possibilità di porre limiti alla libera circolazione scritta nei trattati L’Europarlamento prepara una legge per portare a 18 mesi la detenzione nei Cpt
Maroni, un piano anti-romeni "Ridiscuteremo le regole Ue" Misure per ripristinare i controlli alle frontiere
di ALBERTO CUSTODERO
ROMA - Roberto Maroni sta studiando se e come ripristinare i controlli di frontiera nazionali per limitare l’ingresso dei nomadi, la gran parte di nazionalità romena. Ad appena 24 ore dal suo insediamento al Viminale, il nuovo ministro dell’Interno leghista ieri, al suo primo giorno di lavoro, ha voluto subito affrontare il nodo più spinoso della politica di sicurezza del centrodestra, quello che riguarda l’immigrazione.
A proposito di clandestini, le misure per rendere più efficaci le espulsioni saranno agevolate non appena il Parlamento europeo approverà una direttiva sulle espulsioni che estende fino a 18 mesi la possibilità di trattenere in un centro di permanenza temporaneo gli stranieri non identificati. Direttiva che sarà subito recepita dal governo.
Maroni, che porterà già al prossimo Consiglio dei ministri le sue prime proposte, qualche giorno fa aveva annunciato che, in caso di necessità, avrebbe "rinegoziato con la Commissione Ue le regole sulla libera circolazione, ponendo dei limiti quando in gioco c’è la sicurezza nazionale". Una risposta forte sull’immigrazione è la prova più difficile che lo attende, se si pensa che durante il governo Prodi il decreto espulsioni - fatto per allontanare dall’Italia definitivamente cittadini comunitari che delinquono, rom in testa - è caduto due volte.
Non è affatto facile, comunque, andare a dire alla Romania, il cui ingresso nell’Unione europea nel gennaio del 2007 è stato fortemente voluto dal terzo governo Berlusconi, che alcuni dei loro cittadini, in particolare i nomadi, non potranno più, come ora, entrare liberamente nel nostro Paese. E che dovrà riprendersi le decine di migliaia di Rom immigrati in Italia negli ultimi 15 mesi.
Da quando ha avuto la certezza di essere nominato ministro, trovare una soluzione a questo dilemma è stato, per Maroni, il pensiero fisso. Al punto che s’è attivato nei giorni scorsi, già prima del suo incarico, per acquisire alla Camera e al Senato, e soprattutto all’Europarlamento, una ricca documentazione per verificare ogni possibilità di sospensione di Schengen.
Questo trattato, che ha abolito i controlli alle frontiere all’interno della Ue dal ’95, non è stato ancora esteso a Romania e Bulgaria. Ma il problema è superato dal fatto che i romeni e i bulgari possono entrare liberamente nel nostro Paese perché vi giungono da stati membri come, ad esempio, la Francia. Ebbene, la convenzione sulla libera circolazione dei cittadini comunitari prevede che, "per esigenze di ordine pubblico o di sicurezza nazionale", uno Stato possa, previa consultazione con gli altri Paesi interessati, "decidere che per un periodo limitato alle frontiere siano effettuati controlli".
In questi anni in Europa questa clausola è stata richiamata più volte, non solo per problemi di sicurezza, ma anche per avvenimenti di carattere sportivo e perfino per un matrimonio reale. La Francia ha già sospeso gli accordi sei volte. Il Belgio lo ha fatto in occasione del campionato europeo di calcio del 2000 per prevenire l’arrivo degli hooligan. E lo stesso ha fatto il Portogallo che ha ospitato la manifestazione quattro anni dopo. L’Italia ha sospeso Schengen in occasione della riunione del G8 a Genova, ed a seguito di quei controlli reintrodotti alle frontiere numerose persone furono bloccate ed espulse. La Spagna è ricorsa a questa possibilità per il matrimonio del principe ereditario Felipe.
Questa strada, al vaglio del ministro Maroni, non è affatto una linea politica nuova all’interno del Pdl. La sospensione Schengen l’aveva invocata con un ordine del giorno, durante la scorsa legislatura, l’ex vicepresidente del Senato Roberto Calderoli. Ma già in quell’occasione erano emerse difficoltà operative (il periodo di sospensione deve comunque essere limitato), giuridiche (per evitare che i controlli riguardino anche gli altri cittadini comunitari). E, infine, diplomatiche, per evitare crisi fra Italia e Romania visti gli importanti rapporti commerciali che legano i due paesi.
Sabato 10 Maggio, ore 22 The Smartset Italian Lounge Music!
Le vecchie sigle televisive degli anni 70, i jingle pubblicitari, le colonne sonore dei mitici film poliziotteschi e delle commedie sexy allitaliana. La band padovana ha calcato i palchi dei maggiori lounge festival italiani. Le loro sonorità seventies sono finite nei solchi delle compilation, rigorosamente in vinile, della Irma Records. Gli Smart Set dal vivo garantiscono una serata allinsegna dei sound più vintage e del look più stiloso!
Cafè au Livre, via degli Zabarella 23, Padova Info: tel. 049 8765669 Ingresso libero
Trenino va, trenino va cerca un prato qui in città Portaci i bambini con i vagoncini e gioca gioca
Abracadì abracadà guarda le magie che fa Come un aeroplano sullarcobaleno vola, vola
Rit. Viaggia senza orario, senza itinerario, va trenino va Chissà se va a carbone, a gas o a cherosene o a elettricità Ma cè chi dice che va a caffè, a lecca lecca, crème caramel, a noccioline, a gomma americana!
Trenino va, trenino va nel paese dello sport Tuffati in piscina, fa il sottomarino nuota vola Tra serafì e cherubì che gran partita cè lassù Sole terra e luna sono tre palloni in rete, rete
Rit. Viaggia senza orario, senza itinerario, va trenino va Chissà se va a carbone, a gas o a cherosene o a elettricità Ma cè chi dice che va a caffè, a lecca lecca, crème caramel, a noccioline, a gomma americana!
Col karaté sai caro mio tu sei più grosso e vinco io Con un dito solo ti faccio fare un volo fino in cielo Trenino va Trenino va Trenino va Trenino va
Trenino va, trenino va nel paese che non cè Dove puoi inventare quello che ti pare bere, fare Scintile qui scintille là in testa ti si accenderà una lampadina e il pensiero vola, vola, vola
Rit. Viaggia senza orario, senza itinerario, va trenino va Chissà se va a carbone, a gas o a cherosene o a elettricità Ma cè chi dice che va a caffè, a lecca lecca, crème caramel, a noccioline, a gomma americana!
In Africa e in Asia poi Europa, Astralia, America tutti per la mano come vagoncini in fila andiamo Trenino va, trenino va e ninnao e ninnaa nel buio della notte va Dentro le cuccette dei vagoni letto in sogno vola e ninnao e ninnaa Trenino va
Il film racconta la storia vera di Christopher McCandless, un giovane benestante che, subito dopo la laurea, ottenuta nel 1990, abbandona amici e famiglia per sfuggire ad una società consumista e capitalista in cui non riesce più a vivere. La sua inquietudine, in parte dovuta al pessimo rapporto con la famiglia e in parte alle letture di autori anticonformisti come Thoreau e London, lo porta a viaggiare per due anni negli Stati Uniti e nel Messico del nord, con lo pseudonimo Alexander Supertramp. Durante il suo lungo viaggio verso lAlaska, incontrerà sulla sua strada diverse persone, una coppia hippie, un giovane trebbiatore del Dakota, una giovane cantautrice hippie ed un anziano veterano chiuso nei suoi ricordi, a cui cambierà la vita con il suo messaggio di libertà e amore fraterno e dai quali riceverà la formazione necessaria per affrontare le immense terre dellAlaska. Qui trova la natura selvaggia ed incontaminata che, con il passare del tempo, gli fa comprendere che la felicità non è nelle cose materiali che circondano luomo o nelle esperienze intese come eventi indipendenti e fini a se stessi, ma nella piena condivisione e nellincontro incondizionato con laltro. A conferma di questo Christopher, poco tempo prima di morire, scriverà su uno dei libri che era solito leggere "Happiness is real only when shared": la felicità è reale solo se condivisa. Morirà, infine, di stenti o di freddo (le cause sono tuttora incerte, ma è probabile che la morte sia dovuta ad intossicazione alimentare, come mostrato nel film) in Alaska nel 1992. Nel suo cuore, prima di morire, riuscirà a vedere la luce del perdono per i suoi genitori e riconoscere la sua vera identità in quanto Christopher McCandless. La luce della verità e della redenzione di un uomo che ha sperimentato la libertà più estrema alla ricerca di una risposta al concetto di felicità terrena.
Christopher Johnson McCandless o Alexander Supertramp
Nasce il 12 Febbraio dellanno 1968 nel West Virginia, e nel 1990 si laurea con il massimo dei voti in Storia e Antropologia alla Emory University. Benestante di famiglia, decise di attraversare lOvest Americano da solo, dopo aver donato i suoi 24.000 dollari di risparmi alla Oxfam.
Intraprese inizialmente il suo viaggio con la sua vecchia auto. In seguito proseguì a piedi, facendo autostop per gli spostamenti. Per alcune settimane sostò in una comune. Trascorse gli ultimi 112 giorni della sua vita nei boschi dellAlaska, avendo come unico rifugio un vecchio autobus abbandonato. Fu ritrovato morto dentro lautobus in un sacco a pelo nellagosto del 1992 da due cacciatori, i quali scoprirono il corpo a due settimane dal decesso. Ufficialmente è morto di fame (al momento del ritrovamento pesava 30 Kg), ma altre possibili cause sono il freddo o laver ingerito accidentalmente alcune piante velenose. Nel vecchio autobus furono ritrovati numerosi appunti da lui scritti e una macchina fotografica con cui aveva effettuato degli autoscatti.
Il libro sulla sua vita pubblicato nel 1996 si basa sui racconti di tutti coloro che conobbero Chris durante il suo lungo viaggio solitario durato 2 anni. Di particolare importanza il racconto di un anziano (che nel libro viene nominato tramite pseudonimo) che, ottantenne, conobbe Chris e lo ospitò alcune settimane nella sua casa. Il legame tra i due fu così forte che lanziano in seguito vendette la sua casa, comprò una roulotte e cominciò a viaggiare per lAmerica occidentale.
Un laureato guadagna più di un diplomato? Nonostante il tasso di disoccupazione risulti in crescita, le statistiche universitarie ci forniscono notizie confortanti: l’88% dei laureati trova lavoro. Naturalmente, leggendo queste cifre molti neolaureati si meraviglieranno di appartenere a quella fascia di poveri sfigati che non è riuscita laddove la maggior parte ha avuto successo, ma tant’è: la statistica è ufficiale e va presa per buona e nonostante sia stata redatta da un organo legato alle strutture universitarie è, fino a prova contraria, da considerarsi una fonte più che attendibile. laureati feliciVuol dire che su cento studenti universitari di secondo livello, solo dodici di voi si ritroveranno a spasso: andate sul tetto della facoltà con nove amici e buttatene giù uno, scegliete democraticamente il più antipatico; assieme agli otto che rimangono rassegnatevi a campare con uno stipendio mensile medio tra i 1220 ed i 1370 euro: una bella soddisfazione, rispetto ai 1000 guadagnati mensilmente da un semplice diplomato (lo so che a molti laureati paiono troppi); ora calcolate il tempo che vi ci vorrà, con quei trecento euro, ad ammortizzare il costo delle tasse universitarie e recuperare gli anni di stipendio rinviato “per motivi di studio”. Ad esempio, secondo una ricerca dal titolo “Laurea e Lavoro” (in riferimento ai dati Istat del 2003), considerando anche il mancato guadagno una laurea costa in media tra i 106.000,00 ed 136.000,00 euro a seconda se il laureato è stato o meno uno studente fuorisede. Nella migliore delle ipotesi, se vi impegnate a svolgere una “carriera lampo” nell’ateneo da voi scelto, faticando soli quindici o vent’anni vi rimetterete al passo del compagno che copiava da voi il compito di matematica, però voi avete preso una laurea: son soddisfazioni!
Dopo la laurea troverete lavoro? Nel punto precedente: ho omesso alcune informazioni importanti, anche se da come si potrebbe evincere guardando alcune statistiche proposte da organi parauniversitari, la cosa in sé non rappresenta una manipolazione dell’informazione poi tanto grave (altrimenti non si verificherebbe puntualmente). La statistica citata nel punto uno, l’occupazione dei Laureati pari all’88%, si riferisce ad individui laureati da oltre 5 anni, e non prende in considerazione il tipo di lavoro. La statistica completa afferma che nel 2004, il tasso di disoccupazione dei laureati vecchio ordinamento è pari a al 54,5%; a tre anni dalla laurea il dato passa al 75% e solo dopo cinque anni arriva al suddetto 88%. Auguri!
Farete il lavoro per il quale avete studiato? Mentre scompaiono le previsioni di una bella vita, guidando auto sportive di lusso verso esclusive mete turistiche, fatevi una domanda. Avete ottantotto possibilità su cento di trovare lavoro: ma quante reali di fare un mestiere degno di un laureato? La statistica stavolta non ce lo dice: prende in considerazione soltanto che abbiate un lavoro, non importa quale o di che tipo. Inoltre chi vi “vende” l’università, come sistema per assicurarsi una carriera, non ha alcun interesse a farvi conoscere il dato che vi riguarda davvero. Quanti di voi avranno un contratto a termine? Quanti saranno assunti a progetto? Volete davvero saperlo? Il “posto fisso” od il “lavoro autonomo” riguardano solo 2 laureati su 10. Ritornate coi vostri otto amici sul tetto della facoltà dove tempo prima avete “giustiziato” quello più antipatico e fate la stessa cosa con altri sette: rimarrete solo voi ed una altro tipo. Avete ottanta possibilità su cento di essere sfruttati, vedendo spacciate le vostre assunzioni come “periodo di tirocinio”? La parola “stage di formazione” vi dice niente? Esattamente per cosa vi formeranno? A questo punto potreste obiettare: Cosa c’entra il tasso di occupazione con un’analisi del sistema scolastico? Nulla: sono d’accordo con voi. Per motivi diversi.
Con una laurea sarete più competitivi? Il mondo del lavoro non ha niente a che spartire con quello accademico, triste ma sicuro. Le aziende si sono rese conto da tempo che i laureati costano di più ma rendono allo stesso modo, quindi preferiscono assumere giovani diplomati. Stando alle ultime previsioni di assunzione su 100 assunzioni solo 9 sono destinate a soggetti in possesso di un titolo di studio universitario. I laureati devono essere inquadrati, secondo gli accordi sindacali, in una fascia di retribuzione più elevata rispetto ai semplici diplomati, dal momento che hanno maggiori competenze. Pur tuttavia un’azienda non sa che farsene di quelle competenze perché il rendimento di un diplomato alla prima esperienza e quello di un laureato appena assunto è lo stesso e alla lunga non cambia. Questa deviazione schizofrenica è avvalorata e spiega un paradosso tutto italiano, paese che vanta solo il 12% di laureati tra i 25 ed i 34 anni (contro il 22% della Germania, il 33% del Regno Unito il 37% della Francia ed il 38% della Spagna) ma che al contempo vanta un tasso di disoccupazione dei propri laureati superiore rispetto a quello dei propri colleghi dei paesi europei (3,9% dei maschi e 6,1% delle femmine tra i 30 ed i 44 anni).
L’equiparazione academica europea? Un Laureato italiano guadagna in media il 37% in più di un diplomato, rispetto al 44% della Germania, al 50% della Francia ed al 63% del Regno Unito. Precisiamo però una particolarità tutta Italiana: in Germania se vuoi fare il portiere nella tua palazzina hanno un corso per portieri di palazzine (…o per altre specializzazioni professionali, si chiamano “Fachhochschulen”) che costa denaro e va pagato di tasca propria, ma garantisce l’assunzione.
La specializzazione e i master sono la risposta? Tutta questa situazione sarebbe insostenibile, se non ci fosse la complice connivenza dei diretti interessati: diciamoci la verità, noi studenti ce la mettiamo davvero tutta, per non cambiare le cose. Il problema è nel sistema scolastico? Quale soluzione abbiamo trovato in quanto giovane intellighenzia? Come abbiamo saputo rispondere noi, la classe dei neolaureati, a questo dilemma sociale? Prendendo una seconda laurea, ecco come! Ingrassando il maiale; pagare è più facile che trovare una soluzione: tanto i soldi sono di papà… Dal 2002 al 2006 i Master di specializzazione universitaria sono più che raddoppiati: un business da miliardi di euro! I laureati non trovano lavoro perché la preparazione che gli fornisce l’università per l’azienda rappresenta più un costo che un vantaggio e loro ritornano da “mamma università” con l’illusione che spezzandogli anche il braccio lo zoppo guarisca? Siamo assuefatti! Schiere di 110 e lode terrorizzati all’idea di diventare adulti lottano per rimanere i voti su uno statino.
E intanto l’economia va allo sfacelo. A scuola conta il sapere. Nel mondo reale il saper fare. E questa cosa l’università non sa come insegnarvela: siete spacciati!
(tratto da “30 e Lode Senza Studiare” Castelvecchi 2007) da STUDENTI.