Sempre il mare, uomo libero, amerai! perché il mare è il tuo specchio; tu contempli nell’infinito svolgersi dell’onda l’anima tua, e un abisso è il tuo spirito non meno amaro. Godi nel tuffarti in seno alla tua immagine; l’abbracci con gli occhi e con le braccia, e a volte il cuore si distrae dal tuo suono al suon di questo selvaggio ed indomabile lamento. Discreti e tenebrosi ambedue siete: uomo, nessuno ha mai sondato il fondo dei tuoi abissi; nessuno ha conosciuto, mare, le tue più intime ricchezze, tanto gelosi siete d’ogni vostro segreto. Ma da secoli infiniti senza rimorso né pietà lottate fra voi, talmente grande è il vostro amore per la strage e la morte, o lottatori eterni, o implacabili fratelli!
Una sera, nelle bottiglie, cantava l’anima del vino. [Charles Baudelaire]
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sabato 29 settembre 2007 - ore 17:43
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Lutto nellalpinismo: è morto René Desmaison
GRENOBLE, Francia -- Di lui resterà il ricordo di grandi imprese, come quella del 1968 sulla nord delle Gran Jorasses. E morto ieri mattina, alletà di 77 anni, il celebre alpinista francese René Desmaison.
Leroe dellalpinismo transalpino si è spento allospedale Timone, a Marsiglia, dopo una lunga lotta contro una grave malattia che lo affliggeva da tempo.
Desmaison è stata uno degli alpinisti più famosi del trentennio 50-70. Nato a Perigord, nella sua carriera alpinistica è stato autore di 114 prime assolute e di numerosi libri tra cui "La montagna a mani nude" (1971).
Il francese è stato uno dei primi a praticare la scalata invernale dei Drus nel 1957, poi la nord dellOlan nel 1960. Nel 1968 ha compiuto la prima scalata invernale sulla parete nord delle Grandes Jorasses, e infine ha realizzato della prima trasmissione radiofonica in diretta da una cima in estate.
E stato il presidente Nicolas Sarkozy a rendere "personalmente omaggio al grande alpinista francese", rivolgendo "le sue sincere condoglianze alla "moglie, ai suoi bimbi, alla grande famiglia dellalpinista e della montagna in lutto".
Da qualche anno Desmaison viveva a Aspres-sur-Buech (Hautes-Alpes), vicino al massiccio del Devoluy, dove saranno disperse le sue ceneri.
La lettera del presidente della Uefa a Prodi e agli altri premier "Corriamo il rischio di unera in cui vale solo il successo finanziario"
Platini scrive ai capi di governo "Liberate il calcio dal troppo denaro" E chiede norme per garantire "equità ed equilibrio nelle competizioni"
Michel Platini MILANO - "Signor Presidente, decine di milioni di cittadini europei vivono la passione per il calcio quotidianamente: in campo, in tribuna, allo stadio e davanti al piccolo schermo. In un momento in cui lEuropa sta cercando di ridefinirsi, nulla può contribuire più dellamore per il nostro sport".
Michel Platini, ex fuoriclasse della Juventus e della nazionale francese, ora ai vertici della Uefa, ha inviato una lettera ai Capi di Stato e di Governo europei, per denunciare i rischi cui va incontro il calcio, minacciato dallonnipresenza del denaro. "I valori difesi dal calcio sono un potente fattore dintegrazione sociale e di educazione civica. La lotta contro la violenza - prosegue nella lettera Platini - contro il razzismo e le discriminazioni, la lotta contro il doping a favore del fair play, collocano il nostro sport allavanguardia negli sforzi per creare una coscienza europea radiosa"
E Platini attacca pesantemente: "Tuttavia cè una grave minaccia per il calcio europeo: la nefasta onnipresenza del denaro. Mi rammarico di constatare che questo inquinamento di valori sportivi non susciti risposte adeguate dalle nostre istituzioni europee che si rifiutano ostinatamente di riconoscere la specificità dello sport e la necessità di avere norme sportive che garantiscano equità ed equilibrio nelle competizioni...".
"Mi rivolgo a tutti i Capi di Stato e di Governo perchè rappresentano lultima speranza per un futuro sano ed equilibrato del calcio europeo. Lasciate prevalere la gloriosa imprevedibilità dello sport sulla tetra certezza del denaro. Il calcio unisce e trascende lEuropa, lEuropa deve aiutare il calcio".
Give me one reason to stay here and I’ll turn right back around Give me one reason to stay here and I’ll turn right back around Because I don’t want leave you lonely But you got to make me change my mind Baby I got your number and I know that you got mine But you know that I called you I called too many times You can call me baby you can call me anytime But you got to call me
Give me one reason to stay here - and I’ll turn right back around Give me one reason to stay here - and I’ll turn right back around Because I don’t want leave you lonely But you got to make me change my mind
I don’t want no one to squeeze me - they might take away my life I don’t want no one to squeeze me - they might take away my life I just want someone to hold me and rock me through the night
This youthful heart can love you and give you what you need This youthful heart can love you and give you what you need But I’m too old to go chasing you around Wasting my precious energy
Give me one reason to stay here - and I’ll turn right back around Give me one reason to stay here - and I’ll turn right back around Because I don’t want leave you lonely But you got to make me change my mind
Baby just give me one reason - Give me just one reason why Baby just give me one reason - Give me just one reason why I should stay Because I told you that I loved you And there ain’t no more to say
ieri ed oggi cera un cielo, delle nuvole insoliti per le nostre latitudini una coltre stratificata e nuole sfilacciate veramente una formazione nuvolosa particolare
che ne facciamo di questi, comunità? centro di accoglienza?
Mercoledì, 5 Settembre 2007
Il duplice delitto compiuto sotto l’effetto della cocaina. Resta alto l’allarme criminalità. Un coro unanime: pene esemplari, nessuna pietà Presi i mostri di Gorgo, uno era fuori per indulto Arrestati nel Veneziano e nel Trevigiano tre immigrati accusati del massacro dei coniugi Pelliciardi
Sono due albanesi gli spietati assassini di di Guido Pelliciardi e Lucia Comin, i coniugi massacrati due settimane fa a Gorgo al Monticano. Artur Lleshi e Naim Stafa, entrambi di 33 anni, sono stati presi dai carabinieri laltra sera, uno a San Donà di Piave, laltro in un residence sulla statale Pontebbana, nei pressi del casello autostradale di Treviso Nord. Uno di loro Lleshi, ha anche confessato, inchiodato dal suo Dna trovato ritrovato nella villa degli orrori. La svolta alle indagini è stata data da un ventenne romeno, il basista che lavorava nellazienda della famiglia proprietaria della dimora padronale di Gorgo. Da lui si è arrivati ai reponsabili del massacro. La notte del 20 agosto i due albanesi hanno agito sotto leffetto della cocaina, infierendo senza pietà sui coniugi. Il fronte polemico è stato aperto dal passato recente di Lleshi. Luomo, che era finito in galera per sequestro di persona e violenza sessuale, era tornato in libertà grazie allindulto. Un particolare che ha riaperto il confronto politico sul provvedimento di clemenza approvato un anno fa dal parlamento.