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![]() biondyno, 33 anni spritzino di Mestre CHE FACCIO? tutto e niente!! Sono single [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO ...ora posso cominciare con astrofisica! HO VISTO ......la felicità! STO ASCOLTANDO elio ABBIGLIAMENTO del GIORNO glammoso ORA VORREI TANTO... fluttuare... STO STUDIANDO... lo spazio infinito...! OGGI IL MIO UMORE E'... metafisico ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) Avere in testa una vecchia canzone che ci riporta alla mente bellissimi ricordi e non sapere nè il titolo nè l'interprete....quindi non poter ripescare l'mp3 su internet! MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
A grande richiesta, ho deciso di inaugurare il mio blog! Che senso penso di dare al mio blog?? Puro nonsense!! Cosa penso di scriverci?? Sarà banale, ma ci scriverò tutto quello che mi passa per la testa, se ne avrò voglia!!!!
martedì 29 marzo 2005 - ore 11:19 Lavoro nuovo... ...vita nuova!!! Ammazza quante cose che succedono ultimamente! E quante cose che bollono in pentola! Pasqua tranquilla in compagnia dei propri cari! E oggi nel mio nuovo ruolo di responsabile informatico..a risolvere le solite rogne del post-vacanze! ma è normale! ![]() LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK sabato 26 marzo 2005 - ore 20:31 Happy Easter... ...to all!!! ![]() Buona Pasqua e Pasquetta a tutti! LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK sabato 26 marzo 2005 - ore 20:27 6000! Il fortunato 6000esimo è Biomelo!! Sono contento che sia un interista! LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK venerdì 25 marzo 2005 - ore 00:07 Spazio Cartoons: GLI IMPOSSIBILI Tra la marea di cartoni animati giapponesi che ci siamo sorbiti, vi ricorderete anche che le tv ci propinavano un certo numero di cartoni animati di produzione americana. I più significativi a mio parere, sono quelli di HANNA&BARBERA !!! ![]() William Hanna (a destra, scomparso nel 2001) e Joseph Barbera sono i due creatori di innumerevoli serie di cartoni animati conosciuti in tutto il mondo! La principale caratteristica delle loro produzioni era il basso budget: lavorando in economia dovevano tirare fuori il massimo. E così fecero, tant'è che i personaggi che hanno creato sono celeberrimi in ogni parte del globo. Chi non ricorda i Flintstones, Braccobaldo, l'Orso Yoghi, gli Impossibili, Dick Dastardly e Muttley, Pixie e Dixie e Scooby Doo? E dire che i 2 si erano incontrati per la prima volta alla Warner, ed avevano creato niente meno che "Tom e Jerry", (altri due personaggi che avranno una gran fortuna) e per questo cartone hanno vinto anche 7 oscar. Nel 1957 fondano la "Hanna e Barbera": con delle strisce animate molto semplici e povere (ricordo che in molte occasioni lo sfondo dietro ai personaggi si ripeteva ciclicamente, specie quando scappavano!) riescono ad ottenere un successo senza precedenti, e a creare un numero incredibile di personaggi. Già, era un epoca in cui trionfava la fantasia, e Joseph e William ne avevano da vendere! Le loro storie non erano per nulla impegnative, ma mai scontate, i personaggi simpatici e divertenti, le ambientazioni molto varie. Addirittura personaggi di cartoni differenti in alcune serie interagivano tra di loro! I loro personaggi godono tuttora di un'enorme popolarità e questo è la conferma di quello che sostengo da sempre: il vero genio lo si vede quando riesce a ricavare il massimo da materiale povero, e i nostri due amici, che con le loro matite hanno allietato molti pomeriggi della nostra infanzia, sono stati dei grandi, William se n'è andato, ma finchè le avventure che ha creato continueranno a vivere nella nostra fantasia, nei nostri cuori ci sarà sempre. Ed ho pensato di iniziare la carrellata di cartoni di Hanna&Barbera con: GLI IMPOSSIBILI!!! Per la prima volta sui teleschermi nel 1966 negli Usa (CBS) per un totale di 47 episodi, era associato ad un altro cartone tant'è che il titolo vero era "Frankestein Jr. e gli Impossibili" (tra i due cartoni c'erano degli intermezzi in cui i personaggi interagivano). Gli Impossibili (CoilMan, Multi-Man e FluidMan) sono un gruppo rock, che all'occorrenza diventa una squadra anticrimine. Lo schema degli episodi è il seguente: all'inizio i 3 eroi suonano allegramente le loro chitarre, ma ad un certo punto il loro capo Big D li contatta via video in uno schermo situato in fondo al manico della chitarra di Coilman: un crimine è stato commesso! I tre abbandonano quello che stavano facendo (il più delle volte un concerto) e si trasformano. Ognuno dei tre ha un superpotere : Fluidman si trasforma in liquido, Multiman può moltiplicarsi, Coilman diventa una molla umana. Alla fine catturano il criminale di turno, e ritornano trionfanti alla loro attività musicale! ![]() ![]() ![]() ![]() LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK giovedì 24 marzo 2005 - ore 01:07 Dove sono finite le ragazze di "Non è la Rai" ?? Ve la ricordate Maria Teresa? E' qui su spritz!!! ![]() Vediamo chi indovina chi è in realtà!! LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK sabato 19 marzo 2005 - ore 00:08 Mi sono messo in testa... ...di imparare la Teoria delle Stringhe! Nelle intenzioni di coloro che l'hanno formulata, dovrebbe essere una sorta di "Teoria del Tutto" che unisce la relatività di Einstein con la Meccanica Quantistica. E devo dire che su Internet oggi si trova davvero di tutto! Con EMULE infatti ho trovato moltissimi libri in formato .pdf sull'argomento! Mi accingo allo studio di questo libro: "A first course in string theory" di B. Zwiebach. Auguratemi buona fortuna!! Comunque...Internet è davvero una risorsa infinita! Ho trovato di quei testi universitari in inglese che costerebbero minimo un centinaio di euro l'uno!!! Così si che ci si ripaga l'ADSL! Mi sto facendo una biblioteca...DA PAURA!! ![]() Grazie EMULE!!! ![]() ![]() ![]() LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK mercoledì 16 marzo 2005 - ore 13:21 Risolto il mistero! Ho trovato su un sito giapponese la soluzione al mistero! I primi "Microman" della Takara non somigliavano a Jeeg robot, nel 1976 sono usciti Jeeg e Gackeen, ispirati alle serie TV! I vari Force Commander e Baron Karza non sono mai usciti in Giappone, ma sono creazioni della MEGO americana, poi importati in Italia! LINK LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK mercoledì 16 marzo 2005 - ore 00:39 Un altro pezzo dell'infanzia!!! I MICRONAUTI ![]() 1976, Giappone. La Takara, nota industria nel settore dei giocattoli, commercializza il personaggio di Jeeg Robot d'acciaio, figlio di Go Nagai, gia' artefice di Mazinger Z. La figura di Jeeg , rivoluzionario perche' "magnetico" robot d'acciaio nell'anime, viene incarnata in un giocattolo altrettanto innovativo, che sfrutta appunto l'idea delle calamite per l'unione degli arti e l'assemblaggio dei vari componenti al suo corpo. ![]() 1977, Stati Uniti. Sulla scia di questo successo la Mego, ditta americana nel settore delle action-figures, acquista dalla Takara i diritti per creare un nuovo prodotto sulle basi del Jeeg, da affiancare ai prodotti gia' esistenti della serie giapponese Microman, quali Giant Acroyear, Biotron, ecc ecc....Da Microman a "Micronauts"il passo fu breve:i primi due personaggi furono creati unendo i corpi del Jeeg con due nuovi volti, ispirati dal successo cinematografico-fantascientifico dell'epoca, Star Wars - Guerre Stellari...ed ecco cosi apparire il nero Baron Karza, ispirato dal personaggio di Darth Vader, e il bianco Force Commander, ispirato in volto dai caschi delle guardie imperiali viste sempre in Guerre Stellari.Le prime mandate furono marchiate "made in Japan", le successive "made in Hong Kong"...probabilmente nessuno si aspettava un successo simile e le catene di produzione furono spostate ad Hong Kong per limitare i costi. ![]() 1978, Italia. Anche qui sbarcarono i Micronauti, grazie all'importatore Linea Gig: i primi due personaggi furono seguiti da altri, realizzati solamente per il mercato italiano, quali il rosso King Atlas e il verde Green Baron, per poi passare al "principe dei Micronauti", Red Falcon ( figura in realta' "a se' " perche' tratta dalla serie "Death Cross" in voga in Giappone all'epoca, sfruttava lo stesso concetto delle calamite per l'unione degli arti e dei componenti al corpo per la trasformazione), e per finire Emperor, imperatore dei micronauti, caratterizzato da una livrea nera-oro e da alcuni componenti di colore verde fosforescente, cioe' visibili anche al buio. Tutti i Micronauti, ad eccezione di Red Falcon, erano combinabili con il rispettivo cavallo, anch'esso magnetico, per formare la figura di centauro...proprio come nel 1976 faceva il Jeeg nell'anime... I Micronauti ebbero, hanno e avranno sempre una scia di appassionati a livello planetario, al contrario di altre serie che riscossero successo solo in certi paesi del mondo ![]() C'E' PERO' ANCHE UN'ALTRA TEORIA, che antepone i Micronauti a Jeeg Robot! ![]() Partoriti dalla società americana MEGO, si distinsero da tutto il resto della produzione della casa madre per la particolare bellezza della serie, che li rende tra i migliori e più originali giocattoli della storia! In Italia vennero distribuiti dalla GIG. Americani, quindi, ma con sangue giapponese nelle loro vene!!! Infatti non tutti sanno che l’origine di questi giocattoli è in realtà nipponica, essendo derivati dai (qui sconosciuti) “Microman” della Takara. La linea di giocattoli giapponese iniziò la produzione dei suoi personaggi nel 1974, sostenuta anche dalla pubblicazione di un manga con le loro avventure (ricordiamo che Jeeg è del 1975, forse Go Nagai si ispirò a questi giocattoli per creare la serie!). Nel 1976 la MEGO comprò la licenza per distribuire in America i Microman, cambiando il nome in “Micronauts”, producendoli fino al 1980. Quasi tutti i personaggi vennero importati apportando semplici ritocchi qui e là, mentre alcuni altri (ad esempio Phobos, Repto o Kronos) furono invece interamente realizzati dalla casa americana. La caratteristica peculiare fu fin dall’inizio lo strepitoso design avveniristico, dove alla fantasicenza si mescolava un gusto particolarmente cyberpunk. Alcuni personaggi sembrano infatti usciti da incubi Cronenberghiani o Kafkiani, dove parti anatomiche si fondono con macchinari tecnologici, astronavi prendono le forme di enormi insetti mostruosi e via delirando! E del resto la filosofia della fusione, dell’interscambio corporeo-tecnologico è la caratteristica-chiave di tutto l’universo dei Micronauti, che si potrebbero addirittura considerare una versione cyberpunk del lego!!! Cinque furono le serie che si succedettero dal 1976 al 1980: una per anno. All’interno di ognuna di esse trovavano posto personaggi diversissimi tra loro, sia in dimensioni che in caratteristiche morfologiche; si andava dai piccoli Time Traveler, alti neanche una decina di centimetri, agli enormi Biotron e Phobos, che raggiungevano i 33 centimetri di altezza! Naturalmente c’erano i buoni e i cattivi. I buoni erano tutti i Micronauti “antropomorfi”, quindi i vari Time Traveler, Galaxy Defender e Galaxy Warrior, Pharaoid ecc…I cattivi erano gli Acroyear (Acroyear I, Acroyear II e Giant Acroyear), gli alieni (i vari Membros, Kronos, Antron, Repto ecc…), completamente inventati dalla MEGO, più alcuni altri personaggi nati da modifiche apportate dalla MEGO ai personaggi della serie dei buoni, come ad esempio Phobos (derivato da Biotron, e differente nella testa e nei colori) o Nemesis (derivato da Microtron). Sia i buoni che i cattivi potevano contare su di una vastissima gamma di accessori, che andavano anche in questo caso dalle più piccole moto agli enormi veicoli da combattimento (possiamo citare tra i più incredibili l’entomologico Hornetroid e il cyberpunkissimo Mobile Exploration Lab), fino ad arrivare a futuristiche città interamente costruibili che fanno pensare ad un incrocio tra il lego ed il meccano. Particolarmente importante fu la seconda serie, del 1977, quella che (perlomeno qui in Italia) ha più lasciato il segno, perché comprendeva i micronauti magnetici! Ovvero tutti quei personaggi che hanno preso ispirazione diretta dalla serie animata giapponese Kotetsu Jeeg (“Jeeg Robot D’Acciaio” in Italia) opera di quel geniaccio di Go Nagai! Qui la caratteristica dell’interscambiabilità raggiungeva il suo apice…Un semplicissimo meccanismo di calamite faceva sì che le estremità del corpo (gambe, braccia e testa) non rimanessero fissate al tronco, ma fossero anzi facilmente staccabili! In questo modo i bambini potevano sbizzarrirsi a creare delle composizioni grottesche con una semplicità assoluta. Al posto della testa una gamba, al posto delle gambe le braccia e così via! I più popolari micronauti magnetici erano BARON KARZA ("quello nero") e FORCE COMMANDER ("quello bianco"), ma c’erano anche GREEN BARON (verde) e KING ATLAS (rosso). Ogni personaggio aveva poi il rispettivo cavallo (proprio come Jeeg robot!). Naturalmente più Micronauti si possedevano, più erano le possibilità di creare delle combinazioni pluricromatiche e polimorfe! Il bambino che avesse posseduto l’intera gamma dei personaggi prodotti fino al 1980 avrebbe avuto per sé un universo fantascientifico con possibilità di variazioni quasi infinite!!! Come ogni oggetto da culto che si rispetti, infine, anche i Micronauti hanno i loro pezzi rari. La produzione fu senza dubbio consistente…nei pochi anni di vita della serie, i vari personaggi, forti anche del fatto che alcuni (ad esempio i Galactic Warrior) fossero disponibili in diversi colori, arrivarono a formare una popolazione di circa 70 unità (!), ed è ovvio che certi siano stati prodotti in quantità maggiore di altri. Qui in Italia ad esempio pezzi come il famigerato AMPZILLA non si sono praticamente mai visti, mentre cose tipo il RED FALCON, da noi abbastanza comune, in America è quotato a peso d'oro....e così via!!! Un po’ di confusione si genera anche dalle differenti distribuzioni che i giocattoli hanno avuto…Ad esempio su un sito internet dedicato ai Micronauti, per “Emperor” viene riportato, come anno di uscita, il 1980. In realtà, prendendo in mano il giocattolo vero e proprio e guardando dietro la schiena (tutti i giocattoli mego riportano la data di nascita impressa dietro la schiena), si legge l’anno 1977 Chi dei due avrà ragione?? Mah!!! LEGGI I COMMENTI (7) - PERMALINK martedì 15 marzo 2005 - ore 22:43 Un solo grido... ![]() .....ADRIANOOOOOOOOO!!!!! COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK lunedì 14 marzo 2005 - ore 01:01 Viaggi nel subspazio In molti cartoni e telefilm fantascientifici (ad esempio Baldios e Star Trek) si parla del cosiddetto "subspazio" o di "viaggi nel subspazio". Vi siete mai chiesti cosa si intende per subspazio? E' più semplice di quello che si potrebbe pensare! Secondo la Teoria della Relativita' Generale, nessun corpo in movimento puo' raggiungere una velocita' maggiore di quella della luce nel vuoto (circa 300.000 Km al secondo). I viaggi nel subspazio, compiuti utilizzando un ipotetico "motore a curvatura" pur consentendo di raggiungere destinazioni lontane innumerevoli anni-luce in periodi molto brevi non contravvengono di fatto a tale teoria in quanto tale motore appartiene alla classe dei propulsori "non newtoniani ". In pratica il motore a curvatura non opera seguendo i normali schemi "azione-reazione" e quindi non da' luogo ad emissioni energetiche atte a sospingere un vascello fluttuante nello spazio; cio' che invece sta alla base del funzionamento di questo tipo di motore e', come dice il nome stesso, la Curvatura Spaziale : si provi a pensare all'universo come se questo fosse soltanto di un semplice foglio di carta; si immagini poi di prendere una matita e di segnare con essa due punti sul foglio, uno in prossimita' del margine inferiore (punto di partenza) e l'altro nelle vicinanze del margine superiore (punto d'arrivo); si uniscano i due punti con una linea che sia piu' corta possibile (vale a dire una retta) e si sara' arrivati a creare la rappresentazione del percorso piu'breve che un vascello potrebbe compiere viaggiando "su di un foglio piano" vale a dire in cio' che si definisce "Spazio Normale ". Tenendo presente il fatto che, per le ragioni relativistiche citate in precedenza, un corpo viaggiante nello spazio normale non puo' mai superare la velocita' della luce, si capisce facilmente che un vascello spaziale che tentasse di raggiungere il famoso "Punto d' Arrivo " seguendo un percorso rettilineo all' interno dello spazio normale non potrebbe, per forza di cose, compiere piu' di un anno-luce per anno di viaggio . Ora, dato che una galassia ha un diametro medio di alcune decine di migliaia di anni-luce, risulta subito chiaro che raggiungere una stella muovendosi nello spazio normale e' un impresa a dir poco ardua. Torniamo ora al nostro foglio di carta, pieghiamolo a meta' in senso trasversale e misuriamo adesso la distanza tra il punto di partenza e il punto d'arrivo: essendo in questo caso coincidenti, i due punti sono separati da una distanza pari a zero e quindi pari a zero risulta essere anche il tempo necessario per compiere il tragitto fra i due punti stessi. Il motore a curvatura agisce esattamente in modo analogo, curvando lo spazio attorno al vascello spaziale in modo da diminuire la distanza esistente fra questo e il punto d'arrivo . Durante i viaggi a curvatura la nave abbandona lo spazio normale e si trasferisce in una sorta di "spazio curvo" denominato subspazio , riconiscibile perche' le stelle al suo interno non appaiono piu' come dei punti luminosi bensi' assumono la caratteristica forma di "striscia luminosa ". Di fatto, il grado di curvatura dello spazio e' direttamente proporzionale al livello di potenza cheil motore a curvatura puo' sviluppare: cio' significa che a differenza di quanto spiegato usando l'esempio del foglio piegato, nella realta' il punto di partenza e quello d'arrivo non giungono mai a toccarsi ma ci si limita a ridurre la distanza fra di essi realizzando curvature spaziali piu' o meno accentuate. LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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