ATTENZIONE: molte immagini contenute qui dentro sono linkate
Blog Ottimizzato per Internet Explorer (qualsiasi versione)
Ultime Modifiche Particolari: STO LEGGENDO 23/02/2008 12.33 WWW.ILREPORTER.COM STO STUDIANDO 15/1208 19.47 ALTA BADIA AL DI QUA 09/12/08 23.59 VENEZIA
VISITATORE 1000: Alexy VISITATORE 2000: ospite
(questo BLOG è stato visitato 3231 volte) ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
venerdì 4 aprile 2008 - ore 21:27
Nati in barca 2
(categoria: " Riflessioni ")
Circa un mese fa’ (o poco più) è venuto a mancare uno degli artigiani veneziani più cari a chi possiede una tipica imbarcazione lagunare in legno, in particolare a chi è proprietario di una "sampierota".
Adesso non ho voglia di spiegare cos’è una sampierota, ci sono i motori di ricerca. Non ho neanche voglia di scrivere come si fa manutenzione ad una barca o cosa vuol dire essere appassionati di certe cose, anche perché forse non ne sarei capace. E’ una di quelle cose che ho dentro di me, da quando sono nato, nel bene e nel male. Insomma, credo che avere una barca in fasciame sia paragonabile all’essere sposati. Bisogna stare attenti che non si secchi troppo, ma che non prenda neanche troppa acqua; ogni anno, come per le persone, invecchia e cambia il modo di reagire in acqua, diventando sempre meno rigida, fino a che non è necessario sostituire qualche pezzo. Se si va via per lunghi periodi bisogna lasciarla a persone fidate, ma che non la conoscono nei minimi dettagli e quindi, in buona fede, qualcosa di male gliela faranno sicuramente. E tutto questo a volte stressa!! Anche se senza ci si sente un po’ più soli...
Ma torniamo all’artigiano morto poco tempo fa, il signor Piero Menetto di Pellestrina. A descriverlo in modo abbastanza esauriente (e anche un po’ troppo di parte) ci pensa il ricordo delle persone che l’hanno conosciuto. Ecco 2 testimonianze diverse, ma che coincidono nel descrivere quello che voleva dire andare a trovarlo mentre lavorava (cliccate qui, poi andate su "In ricordo a un amico" e "E’ morto Piero Menetto"). Personalmente l’ho conosciuto quando nel 2004 ho portato a fare manutenzione la mia barca (che allora aveva 37 anni) e alla quale sono morbosamente affezionato (era la barca del nonno, con la quale ho imparato tutto quello che so sull’andare per la laguna).
Prima di tutto devo dire che ho deciso di portare lì la barca perché dovevo controllarla personalmente raschiando tutta la vernice, da tutte le parti, per poter vedere se necessitava di interventi straordinaria di manutenzione. E proprio per poter eventualmente fare la manutenzione pesante mi serviva un artigiano esperto. La mia barca era stata costruita nella patria delle "Sampierote" a San pietro in Volta nel 1967. Purtroppo quel cantiere ormai non esisteva più, ma la persona che ne aveva ereditato l’esperienza era Piero Menetto che il suo cantiere ce l’aveva poco distante (ma non mischiate Pellestrina con San Pietro in Volta, si offenderebbero a morte). Da subito mi era stato detto che era difficile convincere Piero a farsi fare un lavoro; nonostante questo mi ha dato la possibilità di farmi da solo tutti i lavori che volevo. Raschiando tutta la barca, ho trovato dei pezzi che andavano sostituiti. Ho cercato quindi di convicerlo a farmi il lavoro. Mi ha lasciato di stucco la sua risposta, con quell’accento tutto particolare che hanno a Pellestrina: (traduco)"I pezzi te li faccio, ma grossolani; in questi giorni ti ho visto lavorare e sei bravo, puoi tranquillamente montarli tu, poi io controllo come li hai messi, e se proprio non ci riesci, ti do una mano".
Nei giorni successivi mi ha insegnato anche come richiodare il fondo e mi ha svelato qualche piccolo trucco sull’uso del martello (che pensavo già di saper adoperare) e mi ha fatto i complimenti per come mi dipingevo la barca: "E più bella di un mobile..." (ma è un complimento?!).
Il problema, pensavo, sarebbe arrivato alla presentazione del conto. In fondo ho occupato il suo cantiere per 2 mesi (eh, non potevo mica andare tutti i giorni, tra andata e ritorno ci volevano 3 ore), mi ha fatto 4 ordinate nuove e altre piccole-grandi riparazioni; facendo un po’ di conti in un cantiere più vicino a Venezia avrei speso sui 3000 € più la verniciatura che non avrei potuto fare da solo, insomma sui 5000 €.
Invece sorpresa 180 €!! Invano ho cercato di lasciarne almeno 500, non ha voluto.
Di quel periodo passato nel suo cantiere ho i ricordi un po’ anche contrastanti della vita che trascorreva lontana apparentemente da tutto. Di una vita (la sua) semplice e senza fronzoli, ma non per questo insensibile alle cose belle e piccole. Con la stessa cura e decisione tagliava le tavole, impiatava i chiodi o dava da mangiare ai gattini, figli della sua gatta. Riceveva in continuazione visite, quasi a scandire le ore al posto dell’orologio, da parte di persone di qualsiasi tipo (dal vecchio pescatore all’ingegnere ancora in attività, dai pescatori agli appassionati di vela al terzo, amici d’infanzia e parenti. Sembrava di essere in un’isola a sua volta all’interno di una piu grande (Pellestrina). Venendo via, da una parte ero contento di "tornare alla civiltà", dall’altra mi sembrava di lasciare un pezzettino di me in quel posto...
Credo che Piero fosse uno di quelli che aveva in sè la filosofia del "TOGLIERE", ma questo è un altro discorso. Sarà per un’altra volta.
Non è che ho smaltito la rabbia e il nervoso, però ho ridotto il numero di emoticons.
Ecco, adesso capisco perché stanotte (passata) ho sognato Britney Spears. Avevo il sospetto fosse un incubo, invece era una sorta di presagio, tipo carta dei tarocchi: DISASTRO TOTALE !!!
Sto solo cercando di smaltire un po di tensione....
Fatta anche questa
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Oggi finalmente cè stata la regata Memorial Luigi Seno (alla valesana). Dico finalmente perché era stata rinviata e stava diventando un incubo!
So bene che pochi conoscono la voga alla veneta e se volete, qua a fianco nei Bookmarks, cè la lista delle principali società di voga a Venezia, dove è possibile imparare a vogare (diciamo con la stessa tecnica di voga della gondola, più o meno). La regata fatta oggi era alla "valesana". Ovvero con una particolare tecnica di voga, tipica delle valli da pesca (o caccia). Tanto per capirci ho messo delle foto esplicative.
Tecnica di voga alla valesana (foto di una regata sociale, primi anni 90, Associazione Canottieri Giudecca)
Tecnica di voga classica alla veneta (in questo caso: gondolino a 2 remi durante la regata storica, una delle ultime edizioni. Lequipaggio in questione è la fortissima coppia Giampaolo DEste - Ivo Redolfi Tezzat)
Cosa aveva di speciale la regata di oggi? La lunghezza e il numero di partecipanti. Rispetto alle classiche regate (compresa la regata storica) lunghe circa 5 km, o poco più, questa era da 11,20 Km. Come fatica si potrebbe paragonare ad una sorta di mezzofondo, forse un po meno rispetto ad una gara marathon lunga in mtb (come i quasi 120 km della Dolomiti Superbike). I partecipanti solitamente (da regolamento) sono 9, in questo caso eravamo 19!
In che posizione sono arrivato?... Non lo so con precisione! (magari aggiornerò il post quando me lo dicono). Avevo fretta e finita la gara sono scappato saltando la premiazione (e la mangiata e le chiacchierate di rito che in verità, in questo ambiente, odio). Comunque dovrei essere arrivato 8o o 9o (azz! potevo fare meglio... non primo, ma 6o o 7o sì).
La cosa certa (e non me ne vanto troppo) e che sicuramente ho il premio come più giovane partecipante. E sapere che uno della mia età è il più giovane da una parte mi fa sperare per la possibilità di continuare in futuro, ma deprime a pensare che a Venezia, giovani che vogano ce ne siano veramente pochi...
Geometrie made in USA
(categoria: " Scienza e Tecnica ")
Guardando vari blog qui di spritz, vedendo una foto nel negozio di una mia amica, mi è venuta una curiosità: cercare che forma ha la cittadina americana di Key West. Presto fatto e con Google Earth...
Poi mi ha incuriosito quel particolare cerchiato nella foto.
Cosa non sconosciuta è che negli Stati Uniti vengono spesso creati villaggetti residenziali con forme per noi inusuali. Ecco per esempio a Miami (per restare nelle vicinanze di Key West) una serie di isole artificiali e un agglomerato urbano.
Comunque basta cercare un po a casaccio nel territorio Americano per trovare moltissime altre geometrie simili.
Siccome non vado matto per le canzoni di Tiziano Ferro (per colpa di un vicino di casa che attacca tutto l’anno a tutte le ore Tiziano Ferro e Celentano)....