Dalle braccia di un amore
-Charles Bukowski
dalle braccia di un amore
nelle braccia di un altro
m’ha salvato dal morire sulla croce
una signora che fuma marijuana
e scrive canzoni e storie,
ed è molto più gentile dell’ultima,
molto molto più gentile,
e a letto è altrettanto brava o addirittura migliore.
non è piacevole essere messi in croce e lasciati là,
è molto più piacevole dimenticare un amore che
non funziona
come ogni amore
alla fine
non funziona...
è molto più piacevole far l’amore
davanti alla spiaggia di Del Mar
nella camera 42, e dopo
stare a letto, seduti,
e bere del buon vino, chiacchierare e toccarsi
fumare
ascoltare il rumore delle onde...
sono motro troppe volte
credendo e aspettando, aspettando
in una stanza
fissando il soffitto scalcinato
aspettando il telefono, una lettera, un colpo all’uscio, un squillo...
impazzendo
mentre lei ballava con sconosciuti nei locali notturni...
dalle braccia di un amore
nelle braccia di un altro
non è piacevole morire sulla croce
è molto più piacevole sentire il tuo nome sussurrato
nel buio.
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sabato 4 dicembre 2004 - ore 15:15
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Prossimamente nelle librerie di tutto il mondo
“non c’è posto per due galli nel pollaio:la sfida al vertice”
“il miglior romanzo di cappa e spada degli ultimi vent’anni”
Camminare Insieme S.V.
“una grande storia d’amore; forse ancora più grande de “Il Grande Gatsby” di Fitzgerald”
S.V. Chronicle
“il talento di Cockstar è naturale come il disegno fatto dalla polvere sulle ali di una farfalla”
S.V. Times
trama:
thriller passionale ambientato nella S.V. di fine millennio in cui un inguaribile romantico, Paul Paulaner, si innamora di una giovane contessa, lady “ Lorella Sbardella della scopa in culo” (“della scopa in culo” non è il titolo nobiliare ma è un soprannome dovuto alla sua caratteristica andatura), promessa al sanguinario boss della malavita locale Don Ciak de Simon.
Paul è ormai l’ultimo dei grandi seduttori rimasti nella città. Amante passionale che conquista con lo sguardo intenso e profondo! Ha però il brutto vizio di scegliere sempre la donna sbagliata: quella degli altri (i suoi compagni di classe rammentano ancora una certa Valentine coscia corta; dovette poi sparire dalla circolazione quando fu ritratto da un paparazzo mentre si era appartato in auto con due donne contemporaneamente, la Ele e la Vane: fino a qui viva la lussuria! I problemi erano dovuti al fatto che le due libertine erano le compagne degli Starsky & Hutch della polizia locale, un certo Turk-Icc ed un certo Michel-In, famosi per i loro metodi non del tutto ortodossi nel trattare con i delinquenti.
Nonostante tutte queste vicissitudini, essendo Paul uno dei maggiori fautori del proverbio “il lupo non perde né il pelo né il vizio, i suoi occhi si erano posati sulla sopra-citata (e super eccitata! Dato che l’unico uomo che il padre le aveva permesso di vedere da vicino era un certo Big Jim): in lui il gusto per la sfide sentimentali degenerava in quel particolare tipo di patologia che Freud aveva definito “voler vincere coi cuori quando vale di picche”.
Oltre alla ben nota ritrosia della ragazza ad avere rapporti con persone dell’altro sesso, a sfavore di Paul giocava il fatto che il padre per mantenere il lignaggio dei suoi discendenti la aveva promessa in sposa fin dalla nascita ad un giovane rampollo della casata dei de Simòn, il Ciak, che si guadagnò in seguito l’appellativo di Don per le sue commistioni con la mala locale (era a capo del dipartimento che gestiva lo sfruttamento della prostituzione (DSP) e di quello che si occupava dei furti agli autogrill (DFA)). Sulla faccenda si era creata una sorta di leggenda popolare in cui fantasia e realtà si fondono senza che i loro confini si possano ben distinguere: si dice infatti che fin dalla nascita il Ciak si distinguesse per la caratteristica “pupola” che gli faceva da ornamento al capo. “Pupola” che era il simbolo della casata degli Sbardella. La leggenda narra inoltre, rimaniamo nella leggenda perché quanto si dice non è mai stato comprovato da degli scritti scientifici ufficiali, che tutti gli Sbardella avessero quella caratteristica andatura detta “della scopa in culo” perché anch’essi dotati di caratteristica “pupola”, anche se in una zona ben più intima.
L’immediato consulto tra i due capifaglia portò Valdo Sbardella alla decisione di promettere la sua futura primogenita al Ciak: nacque Lorella e così fu.
La complicità di pupole era per Massimo de Simon un segno del destino incontrovertibile, un segno di buon auspicio per il futuro, un segno che significava castità fino al matrimonio e rispetto delle tradizioni di famiglia. La tradizione di casa de Simon voleva infatti che tutti i suoi discendenti maschi rimanessero illibati fino alla prima notte di matrimonio attraverso apposite cinture di castità (le De Franceschi per la precisione:le migliori in commercio!); la prima notte si svolgeva poi il rito del “Prime Blow Job Nocti” attraverso il quale finalmente era concesso il privilegio di perpetuare la dinastia dei de Simon.
La vicenda si svolge in un crescendo di suspence ed erotismo che porterà alla sfida al vertice tra i due galli per la pupolo-munita contessa.Ma alla fine, colpo di scena, i due dovranno fare i conti con l’innominato, un uomo proveniente da terre lontane, un vero cacciatore di papere ,uno dalla taglia molto, ma molto grossa!!!!!!
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giovedì 2 dicembre 2004 - ore 14:15
(categoria: " Poesia ")
Del romanzo di Hemingway "The sun also rises" mi piace soprattutto il sottotitolo birbante "like your cock if you have one".
A proposito avete visto il film "the butterfly effect". per un nostro amico l'esistenza di realtà parallele sarebbe un motivo in più per smetterla con certe "tradizioni" - come dice lui - e cambiare vita.
ciò nonostante ti vogliamo bene "gonfio"
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mercoledì 1 dicembre 2004 - ore 18:34
(categoria: " Amore & Eros ")
The Night chase of Paul Paulaner and John John Checcano
A Paul Paulaner per tutte le bellissime serate organizzate in discoteca
Alla dj J.T. Nardelli che ci ha inebriato con i suoi dischi e con le sue curve
Prologo
Era una delle solite noiose serate della City, il cuore pompante della nostra S.V., durante le quali si era soliti ritrovarsi a bere cocktails e long drinks e a sparare cazzate in attesa che arrivasse l’ora di ritornare tristemente alle nostre case, alle nostre vite insoddisfatte. Turkish, alla moda barista-skinhead del Folletto Cafè; Marino 1934, cacciatore di papere (famose sono le sue scorribande nel triangolo nero: Tavo-Terraglione-Saletto); Ciak 83, importante membro del jet set e noto industriale nel campo della ristorazione; Paulaner, l’organizzatore dei più bei party della City; Jighen, giocatore d’azzardo e latin lover (famosa è stata la sua turbolenta relazione con una attrice, di film non proprio casti, soprannominata come la “leonessa”

; Cockstar, che sarei io, di professione Havana cola lover ma improvvisatosi scrittore per l’occasione; questi gli involontari protagonisti della sospetta vicenda che sono chiamato qui a raccontare per amor di cronaca.
Il fatto o meglio il misfatto
Era circa mezzanotte quando il nostro Paul Paulaner ci salutò frettolosamente adducendo come pretesto la stanchezza causata dalla sua frenetica attività; preso il suo potente coupè sgommò via velocemente in direzione di Brother deer street dove risiedeva.
La sgommata (ma anche il frettoloso commiato) sollevò, oltre la polvere, anche i nostri sospetti.
L’anteffatto
In realtà era da qualche tempo che i comportamenti di Paul destavano qualche sospetto all’interno del gruppo, e le nostre convinzioni erano poi state rafforzate da alcuni chiari indizi: da un po’ di tempo Paul sembrava essere entrato in buoni rapporti con un tipo non troppo rassicurante e dalla personalità ambigua: un certo John John Checcano. La loro conoscenza, negli ultimi mesi, si era rinsaldata fino a diventare amicizia; mesi nei quali Paul aveva accettato di collaborare con una famosa discoteca gay della zona nella quale, guarda caso, prestava servizio di sicurezza il nostro bello e aitante John John. Complice il loro sodalizio operativo, i loro incontri al Folletto avevano subito una evoluzione costante: dalla più totale indifferenza, al saluto, ad una birra fino ad arrivare a lunghe chiacchierate in cui i due sembravano amici di vecchia data.
Fino a qua nulla di strano, certo. Ma le coincidenze, a ben vedere sembravano sempre meno frutto del caso e sempre più frutto della deliberata volontà e di un turpe desiderio. La cosa iniziò a divenire preoccupante quando riuscii tramite comuni conoscenze a sapere qualche cosa sulle abitudini del nostro caro John John: il nerboruto aveva un debole per il sesso, ma quello sbagliato, a quanto pare. I dubbi continuavano ad aggiungersi uno all’altro:
1 Paul sembrava aver quasi perso volontariamente quel magnetico fascino che lo rendeva
irresistibile ad ogni donna di qualsiasi età, estrazione e stato civile. Alla chiassosa presenza
machistica e taurina che lo aveva contraddistinto fin dalle elementari, quando anche le maestre
venivano sedotte dalle sue capacità linguistiche, si erano sostituiti una generale indolenza e
disinteresse nei confronti del gentil sesso.
2 nelle loro ormai abituali e lunghe conversazioni il caro Turkish aveva notato ambigui ammiccamenti, amorevoli buffetti intrisi di sensualità e desiderio
3 La mancanza dell’uno era sempre accompagnata, o quasi, dalla mancanza dell’altro.
Lo scopo
L’occasione era dunque più che propizia per scoprire qualche cosa sulla vita sempre più segreta di quello che una volta era il nostro Paulaner, il Paulaner superbamente descritto dal Walt Whitman
Paulaner, un cosmo, di S.V. il figlio,
turbolento, carnale, sensuale, che mangia, che beve e procrea,
non un sentimentale, non uno che si sente superiore agli uomini
e alle donne o che sta lontano da loro,
non più modesto che immodesto.
Donne, finalmente , grazie a lui, potete togliervi le voglie!!!!
L’inseguimento
Il nostro intuito e le nostre membra frementi ci dicevano che quella era la serata giusta, la serata dello sgamo, in cui indicibili verità sarebbero venute finalmente a galla, in cui gli uomini cervo avrebbero potuto finalmente capire se erano più cervi o più uomini, la serata in cui Giuda avrebbe finalmente pagato il suo millenario debito con la giustizia e il buon senso ed in cui, soprattutto, avremmo potuto finalmente confortare il nostro amico perso ed ora ritrovato. Quando il turco ebbe buttato fuori l’ultimo ubriacone dal locale, che ancora si lamentava del fatto che non era ancora arrivato l’orario di chiusura, fu tutto in bolla per partire all’inseguimento del fuggitivo……
Compagnia attenti!!!!!!!
Cockstar: addetto alla guida per le impareggiabili doti di controllo della vettura in freno a mano!
Marino 1934: tiratore scelto;posto anteriore, lato passeggero.
Sul retro da sx:
Jighen: armi pesanti nelle retrovie
Turkish: catarifrangente umano (nome di battaglia:testone lustro) per assalti frontali
Ciak 83: comunicazioni radio
Tutto andava a bomba : la radio suonava White light/White Heat di Lou Reed quando passammo per casa di Paul. L’assenza della vettura e la visione della luce antiladro ancora accesa in cucina era il segnale che cercavamo e i “diavolo porco te ghemo sgamà” erano la colonna sonora che accompagnava i nostri visi ghingnanti di soddisfazione
Subito ci rendemmo conto della difficoltà di ritrovare la vettura di Paul date le sue elevate capacità di imboscarsi (si era formato all’accademia del Real Capriccio ottenendo la specializzazione in camporella notturna senza bussola) e dato che i pascoli di insaccaggio erano differenti a seconda del tipo di insaccato: scrofe su fondi fangosi, vacche su radure ecc.ecc.
Epilogo
Dopo una perlustrazione di circa una quindicina di chilometri, le speranze erano ormai scemate lasciando il posto ad una generale stanchezza esacerbata sicuramente dal fallimento della nostra missione . Dopo un veloce briefing decidemmo, per quella serata, di abortire il tentativo rimandandolo a data da definire e di fare mestamente ritorno alle nostre case anche se in realtà c’erano dei punti ancora non del tutto chiari. Il ritorno a casa passando nuovamente per casa di Paul non fu affatto chiarificatore, anzi, creò nuove situazioni da analizzare e da concordare: l’assenza della macchina era da imputare al fatto che essa fosse in garage o da qualche altra parte, chissa dove? Inoltre che significato si doveva dare alla luce accesa al nostro primo passaggio e spenta, poi, al momento del ritorno? Questi e molti altri ancora sono i misteri che avvolgono la vita del nostro ex-amico Paul Paulaner, misteri che una persona qualunque non indagherebbe per il timore di fare terribili scoperte ma dalla quale Noi non possiamo sottrarci dato il sottile e indissolubile filo rosso che unisce le nostre vite.
Un sentimento di sgomento aleggiava per la periferia,
un sentimento che è difficile mandar via,
C’è chi dice:
“Secondo me Paul è ancor li fuori nella prateria”
C’è chi dice invece che quella notte “rimase in segheria”
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lunedì 29 novembre 2004 - ore 17:16
ai miei amici
(categoria: " Riflessioni ")
Ai mieì amici, perché possano redimere le loro colpe e spezzare le loro catene:
The Dawn of a New Day
Succede allora qualcosa di……. curioso. Anche se, lì per lì, S. non se ne rende subito conto…. Tuttavia, in seguito avrebbe avuto l’impressione – può sembrare incredibile, ma è così – di essere…..sì, insomma, di essere dentro al proprio cazzo. Sempre che si possa immaginare una cosa simile. Si, completamente dentro il suo organo metropolitano, dimenticando tutti gli altri tessuti coloniali, lasciando che si arrangino, le braccia e le gambe sembrano intessute ai vasi e ai dotti, il suo sperma romba sempre più forte, da qualche parte sotto i suoi piedi, sul punto di erompere…..la luce della figa, una luce rossastra, crepuscolare, arriva come un raggio dalla fessura in alto, rifrangendosi attraverso i succhi limpidi che fluiscono attorno a lui. È completamente avvolto in sé stesso. Tutto sta per venire, in un orgasmo incredibile, e lui si sente indifeso in quella emprise esplodente….. in quella carne rossa eccheggiante….una sensazione straordinaria, nell’attesa di salire in superficie……
T. Pynchon, Gravity’s Rainbow, 1973, pp. 601.
Chissà cosa frullava in testa al mio caro amico Thomas quando, ormai superati i trenta da qualche anno, scrisse questa strana cosa. Sforzandomi di capire ho concentrato l’attenzione sul significato dell’espressione essere dentro il proprio cazzo quale estremo simbolismo di una esistenza gretta e animalesca, orientata al semplice soddisfacimento dei piaceri sessuali. Simbolismo estremo che raffigura la condizione del pussicat slave (che nello spazio tempo della S.V. Post Cold War si presenta nella variante indigena peculiare di Slaves to Moroccan) ossia di un essere che ha abbandonato i fini concordanti con la sua ontologia (la riflessione, lo studio, la ricerca……dopotutto anche il più grande testa di cazzo esistente sulla terra, nei suoi pochi momenti di lucidità, si sarà posto il problema della natura e dello scopo della sua esistenza!?), i soli fini che possono dare tranquillità e felicità, nello schopenaueriano senso di mancanza di dolore. La conseguenza è il rombare dello sperma….del motorino, della moto, macchina, music tunzi tunzi….fino ad arrivare al supremo rombo aerofagico della contemporanea civiltà industriale…..La conseguenza è quella di tradire la fiducia di chi ci è più caro, di chi è cresciuto con noi ed è parte imprescindibile della nostra vita….. si abbandonarlo al freddo di una scura notte veneta perché avidi di carezze, di strusci, di giochi di mano in cui le dita si incrociano libidinose, perché desiderosi unicamente di guardare labbra carnose e burrose che si vorrebbero spalmare su una fetta biscottatata per poi degustare per poi sciacquarci i denti e rinfrescarci la gola con un bicchiere di acqua (e che acqua!!!!!),si!!!!!!!!!
Il costume è ormai pronto,
non resta che infilarlo,
sono quasi come rocket man
ma in realtà I’m dick man
…………si abbandonarli perché, ormai, frequentano nuove scuole, serali, ubicate in zone industriali, in cui alunni e maestre socializzano linguisticamente come mai prima d’ora si era visto
“Maestra vuole provare il mio
nuovo razzo supplementare di spinta….”
Giù i sedili, pronta la pista di lancio….
3,2,1…………è fatta: l’estate prossima
avremo più ombra di cui godere!
……….. perchè i calzini a rete sono il nuovo feticcio, perché
ormai il tacco a spillo è il nostro sigillo.
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venerdì 10 settembre 2004 - ore 22:43
(categoria: " Vita Quotidiana ")
C'è QUALCOSA IN un giorno d'estate
mentre lente le sue fiaccole ardono
che mirende solenne.
c'è qualcosa in un mezzogiorno d'estate-
una profondità-un azzurro-un profumo-
che trascende l'estasi.
e ancora nella notte d'estate
c'è qualcosa di così rapito e luminoso che batto le mani nel vederlo-
poi velo la mia faccia troppo scrutatrice perchè una grazia così sottile-scintillante-
non tremoli troppo lontana per me-
le dita magiche non riposano mai-
il ruscello purpureo nel petto
erode sempre il suo piccolo letto-
l'est innalza sempre la sua bandiera d'ambra-il sole guida sempre lungo il crinale la sua carovana di rosso-
così proseguendo la notte-il mattino conclude l'allegra sfilata-
e vedo venirmi incontro nella rugiada
un altro giorno d'estate!
emily dickinson
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