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domenica 21 novembre 2004 - ore 18:09
Le gesta del giovane Cuchulain - Numero 1
(categoria: " Vita Quotidiana ")
In questo modo egli procedette fino a quando arrivò al prato a Emain Macha, e lì egli vide tre quinti dei figlî di re praticare l’hurling e apprendere le azioni militari. Egli si parò innanzi a loro, e quando la palla gli capitò vicino la prese tra i piedi e la battè in avanti nonostante loro gli si opponessero fino a mandarla vicina alla meta. Quando videro ciò che aveva fatto si sorpresero e si arrabbiarono furiosamente, e Follaman, figlio di re Conchubar, che era loro capo, gridò loro di accorrere e cacciare fuori lo straniero e fargli fare una brutta fine. "Non ha diritto", egli disse, "di venire nel bel mezzo del nostro gioco senza chiedere il permesso, e senza mettere la sua vita sotto la nostra protezione. E potere stare certi", disse, "che è il figlio di un qualche semplice guerriero, e non può proprio partecipare al nostro gioco". Con ciò, tutti sferrarono un attacco contro di lui, e iniziarono a lanciargli le loro mazze da hurling, e le loro palle e i giavellotti, ma egli le schivò tutte, e poi si avventò contro di loro, e cominciò a cacciarne a terra parecchî. Fergus usciva proprio allora dal palazzo, e appena si accorse di quello che stava combinando quel ragazzino, lo portò dentro dove Conchubar stava giocando a scacchi, e raccontò al re quello che era successo. "Non è un gioco corretto quello che stavi giocando", egli disse. "È stata colpa loro", rispose il ragazzo; "venivo come straniero, e non ho ricevuto un benvenuto degno di uno straniero". "Allora non sapevi", disse Conchubar, "che nessuno può giocare insieme al gruppo dei ragazzi di Emain senza prima avere il loro permesso e la loro protezione". "Non lo sapevo, ma avrei dovuto domandarlo", disse. "Quali sono il tuo nome e la tua famiglia?", disse Conchubar. "Mi chiamo Setanta, figlio di Sualtim e Dechtire", disse. Quando Conchubar sentì che era suo nipote gli diede un caloroso benvenuto e ordinò al gruppo di ragazzi di accettarlo nella loro compagnia. "Lo faremo", essi risposero. Ma quando essi uscirono a giocare, Setanta cominciò a farsi largo tra loro con la forza, e a buttarli a terra, tanto che essi non furono in grado di resistergli. "Cosa vuoi da loro, adesso?", disse Conchubar. "Giuro sugli dèi cui crede il mio popolo", disse il ragazzo, "che non alzerò più le mani su di loro dal momento in cui essi si porranno sotto la mia protezione, nello stesso modo in cui io mi sono posto sotto la loro". Allora tutti i ragazzi accettarono quella proposta; e Setanta rimase presso la casa del re a Emain Macha, e tutti i comandanti degli uomini dell’Ulster collaborarono nel farlo crescere.
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domenica 21 novembre 2004 - ore 01:39
Le gesta del giovane Cuchulain - Numero 0 per collezionisti
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Accadde un giorno, quando Setanta aveva circa sette anni, che egli ascoltò alcuni dei suoi parenti da parte di madre parlare della corte del re Conchubar a Emain Macha, e dei figlî dei re e dei nobili che vivevano lì, e di come essi passassero gran parte del loro tempo in giochi e a praticare l’hurling. "Lasciami andare lì a giocare con loro", disse a sua madre. "È troppo presto perché tu possa farlo", gli rispose quella, "ma aspetta fino a quando sarai in grado di viaggiare così lontano e fino a che ti potrò far portare da qualcuno che vada alla corte, che ti metta sotto la protezione di Conchubar". "L’attesa potrebbe essere troppo lunga", egli disse, "ma ci andrò da solo, se mi indicherai la strada". "È troppo lontano per te", disse Dechtire, "dal momento che Emain Macha si trova oltre Slieve Fuad", "È a est o a ovest di Slieve Fuad?", domandò. E quando ella gli ebbe risposto, egli uscì e se ne andò, senza portare null’altro con sè che la sua mazza da hurling, e la sua palla d’argento, e il suo piccolo giavellotto e la lancia; e sembra che per alleggerirsi il viaggio abbia dato un colpo alla palla e dopo averla battuta abbia lanciato innanzi la sua mazza da hurling, e poi ancora il giavellotto, e dopo abbia fatto una corsa tale da arrivare ad acchiappare tutto con le mani prima che una sola cosa toccasse terra.
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sabato 20 novembre 2004 - ore 23:50
(categoria: " Vita Quotidiana ")
ennesimo sabato sera a casa... ne approfitto per studiare un pò (omeopatici permettendo)
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sabato 20 novembre 2004 - ore 13:09
(categoria: " Lavoro ")
Ho notizie straordinarie che non posso rivelare

... al tempo
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lunedì 15 novembre 2004 - ore 10:07
Linux
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Posso ritenermi soddisfatto del prodotto
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giovedì 4 novembre 2004 - ore 22:57
Haiku
(categoria: " Pensieri ")
quando il sogno svanisce
attendere
concepire d'inverno
un'aurora di metallo
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giovedì 4 novembre 2004 - ore 22:51
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E' appurato che il mio cane è attratto morbosamente dai cacatoni. E l'unica volta che il suo interesse è rapito da una signorina con minigonna giro clitoride si ritrova completamente legato ed incapace di muoversi. Il primo che ridicolizzerà ancora i miei capelli se la vedrà con la diarrea pelosa.
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martedì 26 ottobre 2004 - ore 19:00
Dilemma
(categoria: " Vita Quotidiana ")
non so quale delle due fa più ridere

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lunedì 25 ottobre 2004 - ore 00:03
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Perché la gente si sconvolge se lavoro di domenica? E' tanto terribile?
Non sarebbe più terribile starsene a casa a vedere le tre pappine che ha beccato la Lazio?
Rivoglio la mia Lazio, quella del patron che pagava i giocatori con le 50.000 del monopoli e che ha lasciato buffi in tutto il mondo...
Viva il calcio malato
Smettiamola coi torti alle romane!
E' ora di cominciare a proteggere le romane!
Il calcio non sta solo a nord!
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domenica 24 ottobre 2004 - ore 18:57
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Osserviamo "Der UtterWasche der Herr Schuson", di Klinsmann, un vecchio mediometraggio vietnamita del 1351 d.C, che si propone come una fredda parodia dell'ancien regime di un gelido sintetismo. "Der UtterWasche der Herr Schuson" viene reso da Klinsmann come un'unione anabasica di presenze sceniche.
In effetti mi sembra che Dudsoix non sia in torto quando dice che "Der UtterWasche der Herr Schuson" sia solo un calderone di citazioni.
Indubbiamente, paragonando "Der UtterWasche der Herr Schuson" a "Un fleur tarabiscoté", osserviamo che e' presente in "Der UtterWasche der Herr Schuson" una sensazione di sensualita' che non abbiamo trovato in lungometraggi come "Das UtterWasche".
Indubbiamente in un ambiente di catarsi dovuto a casualita' probabilmente retro', il contenuto emozionale potrebbe essere visto kafkianamente.
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