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D R A G O
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m
ETA': 25
CITTA': Padova
COSA COMBINO: Sollazzo il Pianeta con la mia modesta presenza
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STO LEGGENDO
Non ve lo dico neanche se mi pagate. Però se mi pagate davvero magari ci ripenso.
HO VISTO
...cose che voi umani non potete neanche immaginare.
STO ASCOLTANDO
Il rumore di ingranaggi che per troppo tempo non ho fatto girare e non ho oliato. E pertanto stridono un po’, ma sento che iniziano a smuoversi, lenti...
ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
Quello che capita. E grazi al cielo capita sempre qualcosa.
ORA VORREI TANTO...
Vorrei tante cose. Me ne basterebbe una. Ma non si può. E allora mi faccio bastare il resto.
IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
diversi piani per conquistare il mondo, o in alternativa per digerire la peperonata della signora del piano di sotto che mi vede una volta ogni 3 mesi e mi invita a pranzo... e io ancora maledico il giorno in cui le dissi che mi piaceva da matti la sua peperonata. Fa un caldo che mi evaporano pure ’sti due maroni e lei mi fa la peperonata!!!
OGGI IL MIO UMORE E'...
Random. Perchè l’umore random è quello giusto. Quello che si adatta a tutte le situazioni.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

PARANOIE
1)
2)
3)

MERAVIGLIE
1)
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Io scrivo, perchè mi piace scrivere, perchè mi piace essere letto, perchè mi piace parlare di me in questo modo. E quelli a cui sarà gradito leggere le mie riflessioni, i miei pensieri, i miei racconti, i miei deliri e le mie cagate... beh, loro saranno la mia benzina.
Benvenuti nel Blog di Sir D R A G O della Cadrega Ribaltada, Cavaliere dell’Ordine della Porketta e Grande Ubriacone di Corte
Una Storia Come Tante:
Premessa & Brandello N°1 LINK Brandello N°2 LINK Brandello N°3 LINK Brandello N°4 LINK Brandello N°5 LINK Brandello N°6 LINK Brandello N°7 LINK Brandello N°8 LINK Brandello N°9 LINK Brandello N°10 LINK Brandello N°11 LINK Brandello N°12 LINK Brandello N°13 LINK Brandello N°14 LINK
A grande richiesta riesumo dagli albori del mio blog... Tales Of The Fall In Love With The Elf!! Parte Prima:LINK Parte Seconda:LINK Parte Terza:LINK Parte Quarta:LINK Parte Quinta:LINK Parte Sesta:LINK Parte Settima:LINK Parte Ottava:LINK Parte Nona:LINK Parte Decima:LINK Parte Undicesima:LINK Parte Dodicesima:LINK Parte Tredicesima:LINK Parte Quattordicesima:LINK Parte Quindicesima:LINK

Uhm...Porn-Groove. Allora non si involve solo la tv. Fa piacere. Fa paura. LINK


Che mi si coccardi, io dico.
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venerdì 29 ottobre 2004
ore 22:49 (categoria:
"Riflessioni")
Ciao! Allora, come va?
E mi confondi tutto di nuovo. Mi fai perdere una certezza che ormai davo per assodata. Non che fosse una bella certezza quella di aver ricevuto un due di picche... ma vedersi togliere una certezza da una che non si conosce nemmeno non è mica bello. Chi è che te l'ha dato tutto 'sto potere??
Scena: io sono lì che cazzeggio con i miei amici, poi mi viene la voglia di comportarmi da studente e tornare sui libri e mi decido a rientrare in aula studio. Prima di sedermi decido di prendermi un bel the caldo al limone e mi avvicino alla macchinetta. E tu sei lì che pure tu vuoi un the al limone.
Ok, mica posso fuggire via solo perchè quando ti vedo mi avvengono fusioni atomiche nel petto. Sta male... anche se tu mi hai ignorato da quando ti avevo offerto io il the qualche giorno fa. Potrei offrirtelo adesso. Ma anche no. Pagatelo tu, simpaticona. Io aspetto che finisci e poi vai via e non ti cago, così non te la do la soddisfazione di morirti dietro pure se mi piacerebbe.
E allora metti i tuoi 35 centesimi nella macchinetta, digiti sulla tastira il numero 34, il codice per il the al limone (mi sembra quasi che mi sia sfottendo... potevi prendere qualcos'altro, no? Proprio il the al limone...) e aspetti.
Anzi aspettiamo. Perchè ci sono pure io; che ti ignoro, però. Ma mi sembrava troppo facile... infatti mi guardi e: "Ciao! Allora, come va?"
Ma cazzo, dico io, come fai a chiedermi come va? Che ti devo dire? "Bene grazie e tu?" E no... invece sbuffo e dico: "Mah... sono perennemente assonnato." E poi via con una discussione banale, come se nulla fosse. E per concludere mi auuri un buon weekend, mi saluti con un sorriso che faccio fatica ad ammettere che mi ha steso di nuovo e vai via.
E io resto lì con i miei 35 centesimi in mano, che finalmente posso prendermi il mio the al limone. Ma prima mi fermo qualche secondo a pensare.
Che cazzo vuol dire ora "Ciao! Allora, come va?"?? Me lo spieghi? Vuol dire che se io ti vedo domani e i chiedo se ti va un the al limone non mi prendi per il culo e poi mi ignori? Vuol dire che magari non mi tocca poi passare una serata a farmi le pare perchè magari ti ho messa in difficoltà? Vuol dire che se la metto su una Supermossa come si deve, mi permetti di farla senza che me ne debba pentire?
No, perchè io per quel visino che ti ritrovi, quegli occhi che ci riuscirei a nuotare dentro e quel sorriso che se non è uno spaccato di Paradiso, allora il Paradiso non esiste... in virtù di questi motivi io di Supermosse da fare per te ne ho un bel po' in mente... posso? O mi ringrazi con un'altra settimana di indifferenza?
E intanto guardo i miei 35 centesimi e ricordo che ero lì per un the al limone. Li metto nella macchinetta e digito il codice: 14. Un cappuccino. Sarà un gesto scaramantico, sarà che sono lunatico, sarà che mi hai confuso le idee, sarà per tutti questi motivi contemporaneamente...ma il the al limone proprio non mi andava più.
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I COMMENTI (26)
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venerdì 29 ottobre 2004
ore 22:01 (categoria:
"Pensieri")
Un Due di Picche al Limone
Massì… sarà che non le piace il the al limone. Sarà che anche se l’ho vista berlo un sacco di volte ora non le piace più. Sarà sicuramente questo il motivo.
E’ evidente che c’è qualcosa di offensivo nell’offrire un the al limone. Per questo se l’è presa e non mi caga più. Di certo il the al limone richiama l’idea di una proposta oscena o un qualche tipo di offesa gravissima.
E’ sicuramente per questo che da quando gliel’ho offerto lei non mi calcola più e mi ha congelato la mia voglia di essere tenero a metà, che ancora per qualche motivo che non capisco trabocca e cerca di trovare insulse giustificazioni per non ammettere fino in fondo la verità: che a lei il the al limone della macchinetta della Jappelli piace un botto.
Eppure sono ancora qui a convincermi che tutto dipenda da un suo imbarazzo, da un suo pudore che non è che abbia molto senso in realtà.
Sono ancora qui, dopo aver sorseggiato proprio un the al limone, cercando qualche pessimo retrogusto che giustifichi il fatto che lei mi ignora.
Solo che il the è proprio buono, cazzo.
E non ha alcun pessimo retrogusto. A meno che non consideriamo il retrogusto emozionale: in tal caso posso dire che sa un po’ di tristezza. Un retrogusto che ci mette un po’ ad andar via.
Bah, un the che simbolizza un due di picche. Un the che sa di limone, come tutti i the al limone. Un due di picche che sa di tristezza, come tutti i due di picche. E da qualche giorno il the al limone sa anche un po’ di tristezza. E quindi? E quindi il due di picche è al limone. Sillogismo offerto a soli 35 centesimi di Euro.
Che culo.
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giovedì 28 ottobre 2004
ore 23:15 (categoria:
"Vita Quotidiana")
. della situazione
Sto scrivendo un sacco in questi giorni. Su carta, però, perchè stare connesso mi riesce sempre più difficile, sia per problemi tecnici che pratici.
Sto scrivendo comunque un bel po'. E mi piace anche molto quello che ho scritto, lo ammetto senza falsa modestia. Però... penso che non pubblicherò niente di quel che ho prodotto.
Perchè? Beh, perchè sono tutti pezzi tendenti al malinconico, a volte un po' con tinte tristi. Sono il prodotto di un periodo in cui sono pensieroso, in cui mi sto mettendo parecchio in discussione per vari motivi. E sono dei pezzi veri... solo che... moltissime persone stanno interpretando questo mio stato un po'... come dire... sospeso, come se io fossi depresso, come se stessi male.
Non è così, gente, davvero. E' tutto ok, è solo un priodo un po' così... e mi sa che mi terrò i pezzi che ho scritto perchè ora verrebbero fraintesi.
In quei pezzi ho dipinto un po' di emozioni; e mi piace come sono dipinte. Ma ora verrebbero fraintese. Perchè ora può sembrare che in quei pezzi non ci sia il mio consueto amore per la vita, mentre non è così. La vita, la mia vita, è fatta anche di quelle emozioni tristi e malinconiche.
E io le adoro quelle emozioni tristi e malinconiche. Perchè... beh, perchè sono emozioni. Perchè mi fanno sentire umano, perchè mi fanno riflettere, perchè mi ricordo che la felicità è bella proprio perchè è l'opposto della tristezza; e la tristezza, se non sai cos'è, non puoi sapere neanche cos'è la felicità!
Riuscire a descrivere la tristezza e la malinconia, senza cadere in vittimismi, in autocompatimenti, ma farlo con serenità... per me è un qualcosa di stupendo. E' una gioia che non so come condividere con gli altri, perchè forse è troppo intima per essere compresa... ma la sto provando... non se ne accorge nessuno?
Allora lo dico io. E' un periodo un po' così... e io me lo sto davvero godendo, benchè possa non sembrare.
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martedì 26 ottobre 2004
ore 23:22 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Mi spurgo un po'
Stavo salutando tutti e andando a nanna. Perchè il sonno mi stava beccando pure mentre chattavo. Mi sta ancora braccando, il sonno. Mi marca stretto, mi tiene il fiato sul collo.
E tra poco gliela do vinta.
Ma prima... spurgo. Ho bisogno di eiettare un flusso di coscienza, uno di quei pezzi che scrivo senza avere ancora un cavolo in mente su cosa verrà fuori. Solo... uno spurgo.
Una ripulitura di cervello da pensieri che mi avrebbero comunque impedito di addormentarmi subito perchè hanno una particolare intensità di questi tempi.
Che cazzata. Hanno sempre una particolare intensità i miei pensieri. Per me, intendo. Per tutti quanti i propri pensieri sono intensi. Dire che sono intensi solo in certi periodi è una bella cagata.
Piuttosto... sono io che mi abbandono più facilmente a pensare. Più facilmente... o più volentieri? Non è la stessa cosa... e non so pensare alla risposta, onestamente. E allora tiro dritto.
Tiro sempre dritto io, quando diventa dura pensare.
Ma tiriamo dritto anche su questo argomento. Eccomi qui che mi do a scrivere uno di quei pezzi che butto giù senza eanche guardare lo schermo e sperando di non fare troppi errori di battitura... certo, potrei alzare lo sguardo ogni tanto... ma i pensieri qui mi corrono avanti e poi chi li acchiappa più?
Se mi fermo un attimo li perdo e poi inizio a scadere nella banalità... e io la odio la banalità. Tutti odiamo la banalità. Penso che sia una cosa veramente terribile quella di sentirsi banali. Se uno mi da del banale io mi offendo davvero un frego.
Ci sono certe occasioni che tipo si dice: "A volte mi emoziono per una cosa banale... ad esempio un sorriso dell'Elfa, o una risata in compagnia e sono felice...".
Ho fatto degli esempi assai personali, ma sicuramente tutti avetepresente delle cose che quando le raccontate ci mettete sempre vicino la parola "banale" perchè un po' gli altri attenuino il loro giudizio nei vostri confronti. Però io quando dico che mi emoziono per cose banali... non sono affatto cose banali! Sono cose piene di significati! Di ricordi, sensazioni... di robe importanti!! Banali un par di balle!!
Se fossero banali non le racconterei! Sarebbero banali, no? Possono essere ritenute tali, da chi non le capisce... ma non lo sono!
Questione di punti di vista. E' sempre questione di punti di vista, in finale.
L'unica cosa che di questo discorso penso sia oggettiva e condivisibile da tutti è l'accezione prettamente negativa della Banalità.
Ed eccomi qui che ancora le dita mi battono sulla tastiera e provo ad impegnarmi in discorsi con me stesso come se però parlassi ad una platea. Bella forma di egocentrismo la mia. Mi fa sentire un protagonista parlare ad una platea, un oratore. Figo.
L'Egocentrismo. Vogliamo parlarne? No, non mi va.
Ho sonno, gente. E mi volevo solo liberare di un po' di artrosi alle dita e al cervello. Bene così allora. E spero a prestissimo.
D R A G O V A A N A N N A
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martedì 26 ottobre 2004
ore 21:42 (categoria:
"Pensieri")
Rieccomi!
Sono tornato. Per la gioia di alcuni. Per l'indifferenza di altri. E va bene così, come sempre.
Ho avuto ancora un sacco da vivere in questi giorni. Non tanto come impegni, parlo piuttosto di vita cerebrale.
E non mi andava di stare qui a scrivere i miei pensieri, perchè erano pensieri molto privati, stavolta.
Però ho scritto qualcosa in questi giorni, non sono rimasto inattivo. Per ora è solo in forma cartacea. Ho scritto di un piccolo sogno. Ho scritto come se parlassi direttamente ad una persona. Ho scritto a lei senza averla di fronte. Ho scritto... ma penso che stavolta non lo pubblicherò qui. Ho scritto abbastanza sull'Elfa. Penso che basti così.
Ci saranno altre storie da raccontare. Ci sono sempre. Forse troppo spesso.
Ho scritto anche una cosetta un po' triste. Che però mi piace molto. Perchè lì c'è una mia emozione, ed la trovo ben rappresentata. Penso che quel pezzo lo metterò su tra un po', appena mi va di copiarlo.
E' un po' il mio vissuto del 2 di picche che mi è stato rifilato la scorsa settimana e che insospettabilmente mi ha lasciato un pochino il segno. Non credevo. Non mi ha depresso, ma mi ha fatto un po' riflettere su certe cose... e qui si ricade nel privato per cui mi fermo.
Oggi non sono stato molto socievole con due persone con cui forse avrei potuto esserlo... anzi, avrei voluto, in condizioni normali. Ma ero pensieroso, sono pensieroso, e non mi andava di farmene accorgere.
Sono criptico, oggi, vero? Sono giorni un po' così, che non riesco a organizzare i miei pensieri e a renderli lucidamente. Giorni confusi. Perchè c'è troppo movimento nella mia testolina e bisogna fare un po' di pulizia. Anzi, non pulizia... basta mettere in ordine. Non è un cazzo facile, ma mi sto atrezzando... pazientate... 
D R A G O C O N F U S O
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martedì 26 ottobre 2004
ore 20:52 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Parte Quattordicesima - Emozioni Inattese
“Va bene, Dhamon. Spero solo di non essermi sbagliato nel giudicare Karn. Domani lo sottoporremo alla prova.” “Ce la farà. Se non ce la facesse, non avremmo comunque speranze.” “Vero. Bene, abbiamo un paio d’ore per riposarci… sfruttiamole.”
Karn si svegliò da solo. Nella baracca non c’era nessuno. “Aerie si starà già esercitando con Dhamon, mentre Aton mi starà preparando qualche scherzo…” Disse così a voce alta, un po’ per scongiurare un’insospettabile sensazione di nervosismo che stava provando. Non ne afferrava il motivo, ma era teso. Uscì all’aperto e si accorse di avere una visuale limitata a pochi metri a causa di una fitta coltre di nebbia che era calata fino a terra nonostante gli alberi fitti del bosco. Karn si stupì nell’accorgersi che il ritmo del suo cuore andava accelerando. Non capiva come fosse possibile provare certe sensazioni in una situazione tanto banale. Pochi giorni prima non se ne sarebbe stupito, ma allora pensava di essere solo un insulso essere umano e non chi era in realtà. Interpretò quelle fastidiose sensazioni come gli strascichi di un periodo in cui aveva vissuto da umano e iniziò a farsi avanti. “Pistolero! Allora, come posso stupirti quest’oggi?” Ma rimase infastidito dalla nota tremula che aveva assunto la sua voce. Stava iniziando a capire… non voleva ammetterlo, ma proprio lui, con tutte le sue immense potenzialità, con tutta la sua forza… aveva paura. Paura che stesse succedendo qualcosa, paura di non riuscire a utilizzare la sua potenza, che in fondo non sentiva ancora sua, la sentiva lontana.
Spazientito da questa nuova presa di coscienza, si sentì ribollire dalla rabbia quando la paura crebbe non essendo arrivata la risposta del pistolero. “Allora, Aton, dove ti sei cacciato? Devo forse venirti a cercare? Questo è lo scherzetto che mi hai organizzato?” Quanto si sentì ridicolo nel parlare così, come un bambino impaurito. E quanto odiò Aton per avergli provocato quella sensazione. Ricacciò la paura pensando a come gliel’avrebbe fatta pagare a quell’umano insolente. Iniziò ad addentrarsi nel bosco.
Un odore pungente (o che tale risultava al suo olfatto finissimo) lo colpì dopo pochi passi: l’odore del sangue. E contemporaneamente sentì la paura divenire terrore. Prese a camminare più cautamente, sapendo ormai con certezza che qualcosa non andava. Non potette accorgersi degli occhi che lo fissavano dal ramo di un albero e del sorriso dell’uomo lì appollaiato.
Dopo pochi passi Karn trasalì dalla sorpresa, dal terrore e anche da un’altra emozione che non avrebbe mai sospettato di poter provare: il dolore. Per terra, davanti a lui, c’era un cadavere straziato, con gli arti mutilati: era Aerie. Karn si inginocchiò, e si ritrovò ad asciugare i suoi occhi diventati lucidi per le lacrime che volevano sgorgare. Paura, poi terrore, poi ancora dolore. Emozioni inspiegabili. E dolore per chi? Per la perdita di una stupida umana incapace di controllare i propri sentimenti? Di mettere da parte un amore vano? Sì, era questo il dolore che provava. E ad esso si aggiunse dell’odio. Ma un odio che non aveva mai provato prima: l’odio verso sé stesso. Si odiava per essersi accorto solo ora di poter provare emozioni pur non essendo umano. Si era accorto solo ora della forza delle emozioni. Anzi, non se ne era accorto. Se ne era solo ricordato; perché un tempo lui provava emozioni e ne andava fiero. Adorava emozionarsi, godere delle sue emozioni. E si ricordò della sua donna, di Lamia. Pianse, senza potersi né volersi più trattenere. Aveva compreso che la sua incapacità di provare emozioni era solo una difesa che si era costruito per evitare di patire il dolore della perdita. Aveva capito che lui, come Aerie, non poteva dominare le sue emozioni. Però… però ricordava che le emozioni, per quanto non fossero dominabili… le si poteva sfruttare… stava iniziando a portare alla luce qualcosa dalla sua memoria.
Ma proprio in quel momento un albero crollò lì vicino e quando si voltò, vide un’enorme figura squamata accanto a lui: era un Drago. Erano stati trovati… era sicuramente uno degli Anziani. Aerie era morta combattendolo e probabilmente Aton e Dhamon avevano fatto la sua stessa fine. Era solo. Solo contro una delle creature più potenti mai esistite.
Cosa poteva fare?
1-Attendere di vedere cosa avrebbe fatto il Drago?
2-Scappare via?
3-Chiamare aiuto sperando che Dhamon o Aton fossero ancor vivi e lo sentissero?
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venerdì 22 ottobre 2004
ore 19:45 (categoria:
"Pensieri")
Sul Tenere il Tempo
Che palata. E' arrivata subito: non son passate neanche 24 ore da che l'ho conosciuta. Palata rapida. Ma era in conto, quindi quasi nessun problema.
Quasi. Perchè è capitato che mi arrivasse proprio mentre sul libro di Psichiatria stavo studiando un capitolo sulle depressioni. E pur non essendo depresso, è facile identificarsi in certi sintomi dopo una palata.
Quasi. Anche perchè un po' i miei amici mi avevano aiutato a viaggiare alto con la fantasia e un po' da sempre fastidio quando le fantasie si dissolvono.
Quasi, quindi. Ma un po' rode sempre... perchè alle palate, di esserci abituato, puoi solo fingerlo.
Ed è un po' facendo finta che ho iniziato la mia serata di ieri. Giretto in piazza e poi concertino dei Positiva al City Hall: questo il programma.
Un paio di piacevoli nuove conoscenze, un desiderato incontro con una persona che non si faceva viva da un po', un po' di amici che l'abitudine non ha comunque mai reso banali o poco intressanti e questa è la cosa più bella.
Poi via al locale. E lì la Giorgia. Una nuova conoscenza pure lei. E dopo 5 minuti io ero "Il suo Nuovo Amico Riccardo". Avete presente quelle persone che quando attaccate a parlare non la finite più? Che bella cosa.
"Scusa, ma c'eri anche tu giovedì scorso?" "Sì, ci siamo anche visti e quando parlavo con la Barbara tu eri vicina..." "Cavolo non mi ricordo... ero anche ubriaca..." "Ma tranqui... e poi io non mi ero mica presentato... ti vedevo presa..." "Essì, avevo un po' di cose per la testa... e allora mi avrai preso per una pazza." "Ma no... era simpatia. E proprio per questo non mi sono presentato. Ti avrei distolta con una presentazione banale. E allora ho pensato: ci saranno altre occasioni." "Ti segni la mia e-mail e mi scrivi? Ti va?" "Ma ben volentieri!"
E giù a parlare. Che splendido attacco di logorrea. Fa bene al cervello, un incontro così. Nutrimento per i neuroni.
Poi ho conosciuto un uomo. Ho conosciuto un Uomo-Polipo. MetronomoMan. Un essere i cui arti si sanno muovere autonomamente l'uno dall'altro in modo impressionante: il batterista dei Positiva.
Bravissimi tutti e tre i componenti del gruppo. Ma il batterista è energia pura. Dinamite in due stuzzicadenti, le sue braccia. Lui è lì, mingherlino, anche un po' brutto, nascosto dietro i piatti... che però si fa sentire e se non te ne accorgi può essere solo che sei sordo. Lui è lì che picchia con una forza e con una resistenza che scommetteresti grosse somme sul fatto che non siano sue. Eppure lo sono. Lui è lì che tiene tempi assurdi, difficilissimi, pieni di stacchi e ripartenze. Lui è lì sena metronomo, perchè il metronomo è lui stesso: lui Tiene il Tempo.
E non puoi non esserne affascinato. Perchè uno così, uno che tiene il tempo così... controlla tutto. E un po' lo si invidia. Ma soprattutto lo si ammira. Perchè mentre ti godi certi pezzi storici che il gruppo suona, lo guardi e capisci tante cose.
Capisci come vanno tante cose, come devono andare. Ma capisci soprattutto come farle andare. O nel peggiore dei casi capisci come far sì che vadano senzalasciare troppo profondamente il segno.
E Io? Io cosa ho capito? Io, con tutte le amicizie che sto facendo ultimamente. Io, con le palate che fingo di incassare con serenità. Io, con la mia altalenante voglia di fare. Io, con un po' di sensi di colpa. Io, che mi emoziono per certe cazzate. Io, che alle volte vorrei essere un altro però poi mi accontento sempre. Io... beh, Io...
Io Tengo il Tempo.
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mercoledì 20 ottobre 2004
ore 21:17 (categoria:
"Pensieri")
Una robetta facile facile...
Facilissimo. Una puttanata praticamente. Cosa? Andiamo con ordine...
Stamattina ero seduto fuori alla Jappelli che chiacchieravo con la mia amica Dani e l'argomento verteva su dove potevo trovare il coraggio di andare dall'attuale ragazza dei miei sogni che era seduta dentro a studiare, mentre la sua amica era fuori a pochi metri da noi che parlava al telefono.
"Oh, Dani! Com faccio ad andare?" "Ma dai! Vai e basta. E' facile." "Giusto, è facile. E' una cazzata." "Appunto, vai." "E' facile, facilissimo." "Sì, è facile..." "Aiutami ad autoconvincermene..." "Dai che è facile!! Devi andare!" "Giusto, devo. E' facilissimo. Una puttanata."
L'amica che parlava al telefono intanto si era accesa una cicca e ormai era arrivata già a metà...
"Cavolo... l'amica tra poco finisce la cicca e allora anche io sarò finito percè entrerà di certo. Quindi devo andare. E' ancora facile, vero Dani?" "Sì è facile. VAI!!!!" "Giusto, è facile e non fa male!" "Non fa male!" "No, non fa male, cazzo! Ed è facile!"
Mi alzo e cammino a passo deciso fino all'ingresso. Lì mi fermo e torno indietro: "Dani, ok, sarà facile, ma non facilissimo, ammettilo..." "Vai, cazzo!!" "Vado." E sono andato. Studiava sul serio la ragazza. Concentratissima. E io lì che la disturbo: "Ciao..." E sorrido. E lei, sicuramente educata: "Ciao..." "Ti va di venir fuori due minuti?" "Sì... ma ora sto andando a lezione..." "Beh, tranquilla... tanto oggi pomeriggio sei qui, no?" "Sì sì..." "Allora ci vediamo dopo..."
Era vero. Dopo un attimo è uscita ed è andata via. E poi è tornata nel pomeriggio.
Si era tutti fuori a parlare e tutti che mi dicevano di andar da lei, inconsapevoli del fatto che vicino a noi c'era un suo amico che sapeva tutto e se la rideva sotto i baffi... dopo un po' esce anche lei con un'amica e il tipo che se la rideva sotto i baffi le raggiunge. Ogni tanto mi guardano e sorridono tutti. Che vergogna disumana...
Vabbè basta. Il D R A G O mica ci sta a far ste figure da lobotomizzato emotivo al 150%. Ecchecchezzo!
E allora sguardo minaccioso sui miei amici, voce da duro incazzato e determinato: "E ora fatemi lo stracazzo di favore di non voltarvi da quella parte a guardare!"
E via che parto sapendo invero di essere osservatissimo. Via, con il fatidico Passo Tremante da Supermossa in Atto: la tipica andatura che assumo quando non sono io che comando il mio corpo, ma qualche ente supremo.
Mi avvicino con simulatissima disinvoltura al gruppetto dei tre: "Ciao!" E poi l'inizio del dialogo, molto imbarazzato... praticamente parlavo quasi solo con l'amico e l'amica... poi piano piano ho corretto il tiro, l'atmosfera si è rasserenata... forse sono addirittura riuscito a risultare simpatico in un paio di circostanze...
E quando più o meno sembrava che potessi parlare senza più sentirmi in imbarazzo, i suoi amici hanno avuto il buon cuore di lasciarmi solo con lei.
Essendo io un cavaliere e non volendo infastidirla, le ho chiesto se per caso non dovesse anche lei andare a studiare... ma sono stato troppo rassicurato dal suo "Sì, ma tra un po', magari..." Ottimo. Si parte. Forse qualche punticino sparso qua e là l'ho raccimolato... ho sputtanato i miei amici che hanno reso questa storia un reality show osservando tutto... ho sputtanato l'uomo che a sua volta mi aveva sputtanato all'amica della tipa... insomma, mi sono preso qualche piccola vendetta simpatica. E lei era divertita dalla cosa!
Abbiamo chiacchierato parecchio... ma non sono mica riuscito a scoprire se ha il moroso!! Cavolo! Le ho tirato un paio di tranelli per farglielo rivelare.. ma niente! Vabbè, vedremo...
Dopo un po' ci salutiamo, torniamo dentro e si studia un po'... poi ognuno a casa sua e ora io sono qui che scrivo, sospeso, non voglio dire contento, ma sereno, incuriosito, forse impaziente... il solito calderone di emozioni post-supermossa.
Me la godo questa sensazione e attendo gli sviluppi... la stagione ha avuto inizio, il D R A G O è stato sciolto...
E cmq... era proprio una robetta facile facile. E' sempre una robetta facile facile. Ed è facile facile dirlo... dopo che lo hai fatto, oppure se non devi farlo tu.
Portate rispetto per le supermosse, perchè se sono fatte con i sentimenti, se le si fa vivendo a pieno tutte le emozioni che provocano, se le si fa quando si è davvero colpiti al cuore dallo sguardo di qualcuno come io lo sono dalla ragazza bellissima che ho conosciuto oggi... beh, se le si fa in queste condizioni, non sono facili neanche per il cazzo.
Non ci metto nulla a presentarmi ad una che è figa, non ho problemi. Non sarebbe una supermossa. Ma quando una è bella, è carina, sembra tenera... quando una mi colpisce... è lì che la supermossa chiama, è lì che tutto si fa complicato... anche dire solo un "Ciao".
Ed è così che a me piace emozionarmi ogni volta... mi piace godermele queste sensazioni... perchè quando provi certe cose, hai la conferma di essere vivo, di essere umano. Ed è una figata essere umani, parola di D R A G O.
D R A G O I N A Z I O N E
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martedì 19 ottobre 2004
ore 22:55 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Una buona azione al giorno...
Dimenticavo di raccontare la piccola vicenda che ha coinvolto
D R A G O & I S U P E R A M I C I C I con gli spazi tra le lettere pure loro!!!
Eravamo lì davanti alla Jappelli, la nostra Base Segreta (che di segreto ha il fatto che nessuno la utilizzerebbe come base segreta, dato l'affollamento del luogo in questione), quando l'umanità, rappresentata dalla figura di un uomo sulla cinquantina, ha richiesto il nostro intervento.
Questo umano cinquantenne era disperato perchè la sua autovettura si opponeva accanitamente all'accensione e lui non poteva lasciarla lì dove era parcheggiata in quanto aveva indebitamente occupato un posto riservato agli invalidi.
Allora ecco che D R A G O & I S U P E R A M I C I C I, ancor prima di interrogarsi sul fatto che magari se passava un vigile, quell'umano la multa se la meritava pure, si sono subito resi disponibili ad aiutare il malcapitato.
Solo SuperSciugaman si è mostrato sconfortato e pessimista riguardo le possibilità di riuscita dell'impresa, raccontando di un passato dramma in cui non riuscì a far ripartire la macchina di un suo amico nonostante l'avessero spinta a lungo. Ma con pochi e ben mirati insulti del resto del team, anche lui si è diretto con noi alla volta della recalcitrante quattro ruote.
L'umano è saltato a bordo e noi abbiamo spinto il mezzo fuori dal parcheggio con un'abile lavoro di equipe di cui solo team con lunghissimi secondi di collaborazione alle spalle possono essere capaci.
Poi il D R A G O, sprezzante del rischio di rovinare la sua caviglia danneggiata nell'affrontare innumerevoli altre minacce per l'umanità, si è posizionato dietro la macchina infernale con i S U P E R A M I C I C I (SuperSciugaman, Desfider, ZorroBoboman e Refoscolo l'ottavo nano gigante) e tutti insieme hanno iniziato a spingere con tutta la loro superfora incitati da Kattiverik che intanto dava il meglio in ciò che meglio sa fare: un cazzo.
Inutile dire che dopo neanche 10 metri il male era stato sconfitto e ancora una volta il bene e la giustizia hanno trionfato. Grazie al provvidenziale intervento di D R A G O & i S U P E R A M I C I C I, una macchina ha potuto tornare ad inquinare la città e l'umano suo proprietario si è salvato dalla multa che gli sarebbe toccata per aver parcheggiato in un posto riservato agli invalidi.
Quali minacce ora si annidano dietro l'angolo? Cosa aspetta i nostri eroi?
Nulla, probabilmente. Ma cmq non siete voi a poter dare una risposta, quindi interrogherò qualcun altro in merito.
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martedì 19 ottobre 2004
ore 21:51 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Temporeggiare... e comunque a me i reality show mi stan sulle palle
Che ho fatto oggi? Tutti ve lo chiederete, immagino. Beh, io... io ho temporeggiato.
Che non vuol dire semplicemente che ho cazzeggiato. Vuol dire anche quello. Ma non solo.
Vuol dire anche che ero in attesa. In attesa di capire quanto sono mona; di capire fino a che punto si estende la mia idiozia e dove comincia il mio Io coraggioso che certe volte si decide a far capolino e mi salva la faccia. O mi salva il culo. O mi salva la faccia da culo.
Ma oggi niente. Oggi non si è fatto vedere, pure se ho temporeggiato due ore e passa fuori dall'aula studio a chiacchierare con improbabili quando adorabili personaggi del calibro di ZorroBobo, Spiderr, squalo, Refosco, DemoMan, Kattiveria, ValeVally, Beax, J k D...
Praticamente è passata mezza community dalla Jappelli oggi pomeriggio e io ero lì ad accogliere tutti mentre temporeggiavo.
Ero lì, mentre avrei dovuto andare a conoscere la mia nuova fiamma di zecca. No aspè... la mia fiamma nuova di zecca. Son confuso. Molto confuso. Temporeggiare fa male.
Insomma son lì che temporeggio in preda a un ingiustificato terrrore pudico-adolescenziale con la tipa che ogni tanto mi guarda e ho avuto diverse occasioni di andare da lei. Ma niente.
Ho temporeggiato e basta. Poi mentre rientravo in aula studio, ormai abbandonato da tutti e quindi senza più compagni di temporeggiamento, sentendomi ormai vincolato a farmi avanti, lei non c'era più. Era andata a casa.
Prima però mi aveva sputtanato ad un suo amico che mi guardava in continuazione facendomi sentire ancora più imbecille.
Ho temporeggiato. E mi sa che non temporeggerò più, tanto fa schifo. Domani vedrò di raccattare le mie palle da qualche parte e vedo di farla 'sta supermossa soffertissima anche e soprattutto a causa del fatto che mi sembra di farla sotto i riflettori... cavolo! C'ho un pubblico di quasi 20 persone che mi guardano mentre cerco di essere tenero... mi sa che se vado al Grande Fratello mi sento meno osservato!! Che merda i reality show!
Ma ve l'immaginate il
D R A G O F R A T E L L O ?????????
Una ventina di telecamere nella Jappelli e la mia vita viene sputtanata a tutti!! Come se non fosse già sputtanata abbastanza!! E no!! La prossima volta che devo fare una supermossa, col cazzo che lo dico! Prima d r a g a g i s c o (neologismo frammentato che indica il modo tipico di agire di D R A G O, ossia magari intervallato da spazi tra le lettere, ma comunque di sicuro effetto: una figata) e poi mi sputtano da solo che è tanto più divertente!! E anche più produttivo, credo.
Ma qualcosa questa giornata la ha sfornata... una perla di Spiderr. Si era al bar a divorare un paninazzo ed entra una tipa di quelle che ti giri a guardare pure se sei omosessuale. Ross la vede e le sue labbra si muovono da sole: "Dio devv'essere un porco per farle così..." Blasfemooooooooooooooooooo!!!!!
Poi ci son state un altro paio di chicche... una delle quali prodotta dal sottoscritto... solo che non so se scriverla... mi vergogno... vabbè dai, speriamo che non ci sia nessuno che sta ancora leggendo le mie cagate. Allora, si era lì che tutti mi incoraggiavano ad andare dalla tipa, golosi di una mia succulenta supermossa che non è arrivata e io per sdrammatizzare la tensione ho detto:
"Dato che la tipa fa medicina, ora vado e le faccio: scusa... ho le emorroidi... che, vuoi fare tirocinio??"
Mmh... è meglio che me ne vado a nanna e domani vedo di riprendermi e fare le mie solite D R A G A Z I O N I. Le so fare, le posso fare, la supermossa posso sfoderarla a piacimento. Perchè non fa male, non fa male, cazzo!!
D R A G O S I C R E D E D E T E R M I N A T O
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