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PARANOIE
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MERAVIGLIE
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ô Mort, vieux capitaine, iI est temps! levons l'ancre! Ce pays nous ennuie, ô Mort! Appareillons!
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giovedì 15 gennaio 2004
ore 02:07 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Miele
Ero in linea col legionario quotidiano, col mio fratello saggio che inietta nelle mie vene forza, sangue nero come la bocca dell'inferno, e il potere di distruggere... Ero lucido e limpido, ero il sole di settembre che spinge poco oltre l'argine la luce della feroce bella stagione, che striscia per dominare... La notte, grazie a Dio, ha le sue leggi, le sue regole disinteressate. Ci tiene a me, sa che odio la massa, i luoghi affollati, e allora esacerba le presenze di carne che mi disgustano. Recedo, lascio ad altri momenti i souvenirs Napoleoniènnes... Mi sento come il condannato a morte x squartamento, e la cosa che desiderei di +, ora come ora, è di essere un pezzo di carne fatto in quattro. Ora come ora. L'estremismo mi affascina, stanotte. Stanotte solco, vergo, maledico, cado, poco a poco, senza speranza... Non ho neppure la preghiera della maledizione, stanotte... Si tratta solo di un gioco un poco più violento... miele ti porto il lampo, miele dolce crespo e cattivo Minsk mi ama, io amo lei, ma so che non potrà esserci nulla tra noi... Ma mi basterà una frase vissuta lì, o un "nasdrovje" con l'ombra di una lacrima affogata nella vodka e nel tuo sguardo passato e dannato, per fare la mia seconda casa... La prima vorrei fosse a Parigi, e dubbiosamente spererei anche la tomba... Non badarci piccola, quello sopra è un mondo infero, mi ha riempito di tagli, di squarci profondi, e il sangue che esce ancora, appena sulla lingua strega...sono solo visioni, perdite temporanee di coscienza, fiori d'oppio... Siano quel che siano, lucido, hic et nunc, 6 l'unica cosa x cui mi metterei in gioco...se vuoi è così, altrimenti, voglio affondare davvero senza senso... Da quel punto di vista sono immortale, no way out...inietto il mio veleno nel sistema che mi nutre...
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mercoledì 14 gennaio 2004
ore 14:51 (categoria:
"Fotografia e arte..")
Le penseur
"È seduto, perso e muto, pesante d'immagini e di pensieri in tutta la sua forza - che è la forza di qualcuno che agisce - pensa. Il suo intero corpo si è fatto cranio, e il sangue nelle sue vene, cervello."
R. M. Rilke

Auguste Rodin, nel periodo più fortunato e prolifico della sua vita, avviò e in parte realizzò una monumentale rappresentazione dell'Inferno dantesco. La "Divina Commedia" era amatissima dal grande scultore francese che, accanto ai personaggi raccontati da Dante, come il Conte Ugolino, Paolo e Francesca, raffigurò, nella sua opera più celebre, il poeta stesso.
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mercoledì 14 gennaio 2004
ore 08:55 (categoria:
"Musica e Canzoni")
Nei deserti
Questa è una delle canzone che amo molto. In certi momenti, come ieri notte, preda dell'insonnia, assolutamente.
Nei deserti Estra
Nei deserti di un cervello che non va... Nei deserti di un cervello che non va...
Quanto tempo ho? Io di tempo non ne ho
Nei deserti, nei deserti eccomi qua Nei deserti, col cervello che non va
Vuoi tenermi qua? Non tenermi, non ci sto
Io vedo un mare di ombre scure Vengono, vogliono me
Me - sentire il mio peso Me - cercavo il mio cielo Me - sentire che volo Me - sapere che cado
Nei deserti ho perso la serenità Nei deserti con medicine a volontà
Quanto tempo ho? Io di tempo non ne ho Ho solo un mare di ombre scure Vengono sempre da me
Me - sentire il mio peso Me - cercavo il mio cielo Me - sentire che volo Me - sapere che cado
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martedì 13 gennaio 2004
ore 16:41 (categoria:
"Vita Quotidiana")
épée
Non possiamo attendere, un'altra volta, che l'inverno passi. Che l'alba getti ombre di sangue squarciando quel che resta della notte. Il peccato è lasciare che la strada venga rischiarata, per procedere nella luce. Dobbiamo fendere l'oscurità e riempircene i polmoni. Negli ultimi giorni soffro di deliri di onnipotenza, ma mi sento lucido come la lama di una spada. Non so quanto reggerò questo stato di grazia. Se davvero di grazia si tratta.
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martedì 13 gennaio 2004
ore 13:43 (categoria:
"Riflessioni")
Consiglio
Non lavatevi i denti col sapone.
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martedì 13 gennaio 2004
ore 10:59 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Evanescenze
oggi è un buon giorno per morire
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lunedì 12 gennaio 2004
ore 22:12 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Willard
...non è un caso che io divenni il curatore del ricordo del colonnello Walter E. Kurtz, così come non era un caso che fossi tornato a Saigon. Non c'è modo di raccontare la sua storia senza raccontare la mia, e se la sua storia è in realtà una confessione, allora lo è anche la mia...
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lunedì 12 gennaio 2004
ore 16:45 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Ritrovamenti, parte II
Questa mattina non ero di ottimo umore. Come impone il lunedì. Avevo un appuntamento alle 9:00, in un posto che non conosco, quindi mi sono armato di pazienza, e in mezzo alla nebbia mi sono perso un po' in giro, finché sono riuscito a portare a termine la missione. Oltretutto, l'idea di non essere al lavoro alle 10, e il piacevole effetto del sole che cerca di filtrare dalla nebbia, rendeva il lunedì migliore...non dico come un venerdì, ma un mercoledì alle 16 rende bene l'idea... Da alcuni giorni mi interrogo sulla data del prossimo tagliando: la macchina, oltre ad essere sporchissima, dà segni di squilibrio, per quanto lievi. Quasi per ispirazione divina, certo che il mio interrogarmi sporadico e ingenuo non avrebbe reso alcun beneficio, mi sono fermato per consultare il manuale di manutenzione della vettura. Cercavo il calendario dei tagliandi, e aprendolo a metà, ho visto due rettangoli di carta gialli. Al momento non li ho riconosciuti x quello che erano, perché lì in mezzo erano assolutamente fuori contesto. Ripeto, amo le cose fuori contesto. Qualche frazione di secondo, e i due rettangolini sono apparsi per quello che erano: 2 BANCONOTE DA 50€, per un totale di 100€. L'euforia, la stessa euforia che provavo da bambino trovando le millelire nella vecchia giaccavento mi ha sopraffatto. La stessa euforia ma con un maggiore potere d'acquisto.

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lunedì 12 gennaio 2004
ore 12:01 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Ritrovamenti, parte I
I soldi, si dice, non fanno la felicità. D'accordissimo. Qualcuno ha aggiunto la postilla "però aiutano molto". E in effetti anche su questo non si può non concordare. Da bambino avevo una giaccavento ereditata da un cugino. Penso risalisse ai primissimi anni '70. Azzurra e bianca, imbottita. Assomigliava molto ai giubbotti da motociclista, ma era proprio una giaccavento. Aveva qualcosa come 8 tasche. Mia madre la toglieva dall'armadio ai primi freddi e me la consegnava. Era la giacca "da battaglia", che usavo quando stavo fuori fino all'imbrunire a rotolarmi nella neve o a esplorare i cantieri circostanti, o quando ci spingevamo sulle nostre biciclettine fino ai confini del mondo conosciuto. Arrivava poi la primavera e la giacca, dopo una pulita, ritornava umilmente nell'armadio. L'inverno successivo, una volta uscita dall'armadio, arrivava puntuale quanto inattesa la felice scoperta: mille o addirittura cinquemila lire in una delle tasche interne. Non posso ricordare se quello che provavo fosse felicità, ma ad ogni modo qualcosa di molto simile. Euforia, questo sì, euforia purissima. Senza dubbio...l'euforia è un ottimo succedaneo della felicità...anche da qui parte la ricerca umana dei paradisi artificiali...

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domenica 11 gennaio 2004
ore 12:25 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Sparizione
Uno dei miei animali di pezza è scomparso. Una lucertola bianca e grigia, per l'esattezza. Credo non sopportasse più il cigolio della piastra rotta dello stereo mentre girano i CD. Esco a cercarla, il mondo lì fuori può essere molto pericoloso per una lucertola di pezza.
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