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ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...




PARANOIE
1)

 


MERAVIGLIE

1)





“ô Mort, vieux capitaine, iI est temps! levons l'ancre!
Ce pays nous ennuie, ô Mort! Appareillons! ”

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sabato 4 ottobre 2003
ore 03:39
(categoria: "Vita Quotidiana")


No way

Scrivo x raccontare quello che, senza valore, ci vede e cerca umilmente di capirci. Noi non lo meritiamo, perché non viviamo, leggeri, delicati, umbratili...cazzo, uso parole che amo x giustificare quello in cui credo...
Che vorrebbe portarmi via...ultima via della fottuta salvezza...
Se non è così, come so essere, aspetto il destino x tagliare le vene....
Manca davvero tanto tempo..."live and let die..."

'notte!


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venerdì 3 ottobre 2003
ore 15:45
(categoria: "Vita Quotidiana")


Favola edificante

Siccome oggi sono di buon umore, proverò a cimentarmi nella narrazione di una favola a lieto fine, contrariamente ai miei gusti.
Ah, niente a che fare con l'ottimismo, sia chiaro...

Una mattina di ottobre, un piccolo cane di pezza prese coscienza del suo essere. Aprì gli occhi di vetro e ciò che vide gli piacque. Dopo un paio di giorni, tuttavia, ciò che vedeva non gli procurava altro che un angoscioso senso di vuoto.
Così decise di abbandonare la stanza dei giochi e di scoprire il mondo. Attese l'oscurità, quando il suo piccolo padrone dormiva, con passi malfermi si avvicinò alla finestra e si lasciò cadere, atterrando sul morbido prato disotto.
Vide luci infinite sull'alto soffitto, che ancora non conosceva come cielo, sentì la pelle di pezza rabbrividire al lambire del vento, colse altri e altri odori, che ignorava dal giorno del risveglio...dopo un attimo di stordita contemplazione, riprese il suo lehrjahre, percorrendo il vialetto di ghiaia bianca, fino all'ingresso in legno.
Il piccolo cane di pezza, vergine delle insidie del mondo moderno, sconosciuto il suo declino, proseguì deciso alla scoperta di quel nulla che apriva le braccia per accoglierlo. Scese il marciapiede e si mosse incauto e felice sulla strada nera della notte.
Il tremore improvviso sotto i suoi piccoli piedi di pezza lo riempì di stupore, e non percepì il pericolo se non come una nuova curiosità da soddisfare. L'auto in corsa, in palese violazione dei limiti di velocità, lo investì scagliandolo sul bordo del marciapiede, dalla parte opposta della strada.
Un cane normale sarebbe morto, ma il piccolo cane di pezza era tenace, ferocemente affamato di vita, e soprattutto, la sua carne era pezza, le sue ossa erano pezza (e non gommapiuma come i cani di pezza scadenti), il suo sangue era pezza, il suo cuore era pezza. Il piccolo cane di pezza si scosse, guardò il vello di pezza sporco, scrollò le spalle di pezza e riprese il viaggio verso l'ignoto.


FINE

Questa storia ha un lieto fine: l'eroe non muore ma parte verso nuove avventure.

Questa storia ha una morale: l'essere di pezza anziché di carne ed ossa, hai suoi vantaggi.


Qualcuno potrà avere l'impressione di avere già sentito questa storia. È normale, questa storia, come l'idea platonica, è in noi dalla nascita. In essa è celato il senso stesso dell'esistenza terrena..

P.S.: a proposito, anche i cani di pezza, come gli insetti, chiedono insistentemente il nostro rispetto. Si nota di meno perché al mondo esistono molti + insetti che cani di pezza.



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giovedì 2 ottobre 2003
ore 15:38
(categoria: "Vita Quotidiana")


Punti di rottura

C'è un dialogo in Apocalypse Now dove, x spiegare al capitano Willard chi sarà "l'oggetto" della sua missione, uno dei committenti afferma:"...ogni uomo ha un suo punto di rottura, io e lei lo abbiamo, Water Kurtz ha raggiunto il suo...".
Ovviamente qui è inteso "punto di rottura" in senso assoluto.
In realtà, oltre a questo limite, esistono altri pressoché infiniti punti di rottura. La stanchezza x esempio: quando si è stanchi, estremamente bisognosi di riposo, se si riesce a resistere senza altri ausili che la propria forza di volontà, si supera un punto dopo il quale la stanchezza sembra scomparire, mentre si accumula silenziosamente, in uno stato simile all'ebbrezza.
Oggi ho raggiunto un punto di rottura che potremmo definire "di responsabilità". Nonostante il mio parere contrario, mi sono trovato a dover rispettare diverse scadenze concomitanti. Dopo aver lavorato come un deficiente, mi ritrovo ad essere naturalmente in ritardo su tutti i fronti. Ma se nellla fase di avvicinamento a questa condizione pressoché definitiva, mi sentivo inquieto e quasi angosciato, ora che l'evidenza è manifesta, non me ne frega praticamente un cazzo.

Sic transit gloria mundi.



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mercoledì 1 ottobre 2003
ore 16:29
(categoria: "Poesia")


HAIKU

" Scrivo piccoli HAIKU e li FAXO a questo e quello"

Chuck Palahniuk "Fight Club"



Oggi voglio provare anch'io (cn qualche licenza metrica..)

"Nel mattino radioso
tra passi veloci
un oscuro scrutare
"

"Tra ombre di seta
dita protese
infrangono specchi
"

"Bimbi di pezza
traversano muti
strade scomparse
"


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mercoledì 1 ottobre 2003
ore 10:22
(categoria: "Riflessioni")


Piccole vite

Ogni insetto attende dalla breve esistenza una sola cosa:
ricevere il nostro rispetto, per poterci tendere le ruvide
elitre e condividere con noi la sua piccola felicità.



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martedì 30 settembre 2003
ore 22:06
(categoria: "Vita Quotidiana")


Ipocrisia

Sono incapace di provare odio verso qualcuno, riesco a odiare solo delle idee. L'odio è un sentimento puro, e solo le idee lo sono a sufficienza per poterlo meritare.
Odio profondamente l'ipocrisia.
L'ipocrisia elevata a codice, l'ipocrisia in giacca e cravatta, che osserva sprezzante magliette e pantaloni sdruciti.
L'ipocrisia che pretende di regolare, con l'inganno che le è proprio, esistenze e destini.
In questo periodo beneficio del logorante privilegio di affrontare quotidianamente l'ipocrisia e le sue ipostasi.
Questo non fa che accrescere il mio disprezzo e il mio odio.



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martedì 30 settembre 2003
ore 11:09
(categoria: "Vita Quotidiana")


Ritrovamenti

Ieri ho inaspettatamente ritrovato il libro che ero convinto di avere perso. In realtà faceva bella mostra di sé ed io lo avevo ignorato. O forse, + probabilmente, lui si era reso invisibile ai miei occhi. Se anche non fuggito in senso stretto, non possiamo affermare che ciò che si occulta alla nostra percezione è in certo qual modo prodigo? Ma niente vitello grasso x questa volta, solo una compiaciuta scorsa alle pagine...


Labirinto

Mai ci sarà una porta. Tu sei dentro
e la fortezza è pari all'universo
dove non è diritto né rovescio
né muro esterno né segreto centro.
Non sperare che l'aspro tuo cammino
che ciecamente si biforca in due,
che ciecamente si biforca in due,
abbia fine. È di ferro il tuo destino,
così il giudice. Non attender l'urto
del toro umano la cui strana forma
plurima colma d'orrore il groviglio
dell'infinita pietra che s'intreccia.
Non esiste. Non apettarti nulla.
Neanche nel nero annottare la fiera.


Jorge Luis Borges


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lunedì 29 settembre 2003
ore 16:06
(categoria: "Riflessioni")


Sylvia Plath

La sconcertante e tagliente lucidità di questi versi:

"Dying
Is an art, like everything else,
I do it exceptionally well.


Sylvia Plath da "Lady Lazarus"




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lunedì 29 settembre 2003
ore 11:31
(categoria: "Viaggi")


Istantanea

Nella fabbrica dove ho lavorato a Istanbul, spalancata la porta del laboratorio, mi sono trovato davanti il rimpianto di non poter fotografare: una rete appesa all'alto soffitto, la classica rete del "dietro la casa", quella che si scavalcava da bambini mettendo un bastone nelle maglie, adoperandolo poi come scaletta...ma senza la plastica asettica verde. Ocra in realtà, colore di chissà quanti anni passati aggrappata là sopra...e tra le maglie, sottili e sghembi fili di ferro, ganci delicati, e legati a loro, coperchi, decine di coperchi oscillanti ciascuno per proprio conto, appena verniciati, grigi, sullo sfondo di quarant'anni fa in pavimenti e camici smunti, odore di solventi e luce che iniziava a declinare...


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domenica 28 settembre 2003
ore 17:16
(categoria: "Vita Quotidiana")


Orologio

Oggi l'orologio ha deliberatamente cambiato la propria data, spostandosi in un giorno indefinito dell'anno 1984...mi vengono in mente il romanzo di Orwell e l'album dei Van Halen, i primi 2 anni a PD, con l'angosciante sensazione della pianura...forse tutto questo ha un significato, forse ce l'hanno gli strani sogni di questi giorni, oppure si tratta di un umbratile inganno...poco male, il tempo non evita di scorrere x così poco...



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