Sono un normalissimo imprenditore-pasticcere-scacchista-rocker-salsero-netgamer-girovago come ce ne sono tanti al mondo.
"Tra tre persone, c’è sicuramente il mio maestro." (Confucio)
"Non date fede ai vecchi manoscritti, non credete una cosa perché il vostro popolo ci crede o perché ve l’hanno fatto credere dalla vostra infanzia.
Ad ogni cosa applicate la vostra ragione; quando l’avrete analizzata, se pensate che sia buona per tutti e per ciascuno, allora credetela, vivetela, e aiutate il vostro prossimo a viverla a sua volta." (Gauthama Siddharta Buddha)Se sei qui vuol dire che hai sbagliato indirizzo, ma potrebbe essere un inatteso colpo di fortuna.
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martedì 5 dicembre 2006 - ore 10:03
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La coerenza è una cosa difficile. Esistono moltissime belle teorie sulla vita, quando le leggi puntualmente sei lì a dire "cazzo sì, quanto ha ragione!".
Ci sono anche teorie che uno elabora personalmente, che sovente snocciola davanti a chi sembra aver bisogno di un consiglio o di un po’ di saggezza a buon mercato.
Alla fine, si delineano 2 tipi di persone: quelle che non seguono le proprie linee guida ma che se ne dimenticano facilmente, salvo poi tornare all’ovile nei momenti più "passivi", e quelle che non le seguono ma che si accorgono di predicare bene e razzolare male.
Si vocifera di una terza categoria, la gente che segue le proprie teorie, ma a tutt’oggi non ho trovato prove della sua esistenza nel mondo reale.
Una di queste teorie è la storia del karma-controkarma positivo/negativo che ormai il grande pubblico conosce a grandi linee grazie alla simpatica serie My Name Is Earl. Nella sua versione commerciale implica che se fai qualcosa di buono ti capiterà qualcosa di buono. Il mondo è un continuo cambiamento e un’azione positiva produce una contro-azione altrettanto positiva. Da una parte si può affermare che i buddhisti avessero scoperto la legge della conservazione della materia millenni prima di Lavoisier, e visto che ancora oggi c’è chi crede alla creazione, direi che di lavoro da fare ne hanno ancora. La teoria dell’azione-controazione positiva è affascinante ma un po’ priva di fondamento, del resto il cattivo è una persona che ha capito qualcosa a cui il buono ancora non è arrivato, e mentre quest’ultimo può dire con fierezza di dormire sereno la notte, il cattivo può vantarsi di spassarsela durante il giorno. E siccome si passano più ore da svegli, la conclusione si traccia da sè.
Però in linea generale è una teoria che spinge chi la adotta a comportarsi bene, quindi non è da buttare.
Ma a volte è possibile prendersi una vacanza dalle proprie convinzioni. Pensare che tutto quanto dipenda esclusivamente da se stessi, e, pur restandone convinti, compiere comunque azioni che trasudano negatività, che si *SA* porteranno conseguenze negative in un futuro prossimo. E non interessarsene. Perchè il futuro prossimo è la tua più grande incognita e non sei sicuro che le tue azioni odierne possano in qualche modo influenzarlo. E se anche lo facessero, sai che quando hai i tuoi momenti di lucido ottimismo sei capace di aggiustare qualunque cosa. La morale è: quando fanno le patate saltate, non ne fanno mai abbastanza, e ti dicono sempre "credevo fossero sufficienti". Odio questa cosa, la odio! Perchè succedeva anche quando ero io a fare le patate saltate!
"io penso che a volte non ci siano abbastanza sassi" (Forrest Gump)
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sabato 2 dicembre 2006 - ore 14:16
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Da dove cominciare per descrivere la serata Beatles di Treviso.... anzi no, non ho voglia di fare il post chilometrico, per stavolta sintetizzo.
- Esordisce un mentecatto che canta Imagine, Stand by me e Let it be in stile pelù.... "immoegin oooouuul de pffipppfffool". Poi cominciare con pezzi di Lennon solista è scelta quantomeno discutibile. Penoso
- Oneste cover band che propongono bei pezzi senza scostarsi dalloriginale
- Lunghe e interminabili jam session di jazz/blues in occasione di Shes so heavy e Oh Darling
- Un gruppo di sedicenti sedicenni o sedicenni sedicenti che, saputo che lo show andava in onda su sky, decidono di andare sotto il palco a saltare un po a caso. Che non siano fan veri si capisce quando su I am the walrus non fanno il rituale salto da fermo
- Un solitario ballerino che stava cercando lHollywood di Milano e invece è finito lì. La cosa non ha rappresentato un problema, perchè forse sotto effetto di allucinogeni ha creduto di sentire musica house e si è piazzato davanti al palco a ballarla. Qui attendiamo filmati eimarini che aiuteranno a chiarire la cosa.
- Grandiosa interpretazione da parte della Magical Mystery Orchestra di A day in the life e dellultima medley di Abbey Road, da Golden Slumbers a The End. Brai brai.
- Agghiacciante rifacimento di Eleanor Rigby in chiave semi-pseudo-rap.
- Curiosa versione di Hey Jude con le strofe mischiate, soppresse e ripetute. Evabbè....
- Ringraziamenti. "Ringraziamo anche il pavimento che ha tenuto. Ringraziamo il tempo, anche se siamo al chiuso, perchè comunque è bello uscire e non trovare pioggia. Ringraziamo mia mamma perchè domani fa gli gnocchi. E devo presentare una persona, fantocci lei conosce il nostro ambasciatore di Germania?"
- Una Daisychain in formissima che conosce la sua macchina come il palmo della mano. Della mia.
Alla fine, vari generi e vari tipi di arrangiamenti, e pensi che un tempo cè stato davvero un gruppo che ha veramente fatto tutto questo. Ogni canzone poco conosciuta sarebbe per un altro gruppo il singolo più famoso, a volte non ci si rende conto di cosa fossero veramente i Beatles e di quanto sia inutile qualsiasi paragone. Ci sono state band che hanno cambiato la musica per sempre, ma solo una può dire di aver cambiato anche il mondo. E lorchestra era lì per tutti quelli che parlano di un gruppo che faceva canzonette.
.... e alla fine di tutto, PAPPA!!!!!!! Anche se la cazzuola di cioccolata no, veramente no.
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sabato 2 dicembre 2006 - ore 02:49
Inquisiamo allegramente Ikea
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Per la serie: in Italia non ci sono fondamentalisti: stanno tutti in Medio Oriente!
ROMA - Boicottaggio. Questa la parola d’ordine lanciata dalla Cdl contro i grandi magazzini che, quest’anno, non venderanno il presepe natalizio. Nel mirino di alcuni prestigiosi esponenti del centrodestra catene come Ikea, Rinascente, Standa, Oviesse colpevoli di aver abbandonato la tradizione in nome delle vendite.
L’invito è rivolto ai "cattolici" e alle "persone di buon senso" e il più agguerrito sostenitore della campagna-contro è Luca Volontè, capogruppo Udc alla Camera: "L’esclusione della vendita del presepe in Italia, da parte di Ikea, Rinascente, Standa, Oviesse e di altri gruppi multinazionali, è il risultato di una vergognosa colonizzazione messa in atto per sradicare l’identità cristiana e per togliere a un paese cattolico come il nostro un simbolo secolare che rappresenta il natale".
Secondo l’esponente centrista "siamo di fronte all’ennesima prova di un relativismo laicista che finisce per spianare la strada all’estremismo islamico". Quindi il monito: "I consumatori sappiano che, insieme ai prodotti a basso costo, da queste aziende si acquista anche l’eutanasia culturale del paese".
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mercoledì 29 novembre 2006 - ore 10:30
Oggetti dal triste destino
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Oggi sento come se avessi dimenticato il PIN per accendermi.
Provo a svegliarmi con una riflessione su molti oggetti con cui la vita è stata ingrata.
Innanzitutto:
la pila zinco-carbone. Il suo ruolo nella vita è metro di paragone per le pile con più prestazioni. Un po’ come conviene sempre andare alle feste con un amico più brutto di te per sembrare più bello, la pila zinco-carbone è l’amico brutto della duracell. Destino ingrato, nessuno andrà in tabaccheria a chiedere "un pacchetto di normali pile zinco-carbone, grazie".
Poi:
il detersivo tradizionale. Un monumento alla cecità imprenditoriale! Un detersivo dalle prestazioni mediocri, ma il suo fustino bianco come la neve ha fatto sognare intere generazioni. Ha fatto sognare di avere un detersivo migliore. Disponibile anche in edizione limitata col fustino dalla scritta "detersivo tradizionale". La cosa bella è che costa anche di più dei detersivi di marca! Alla fine abbiamo un prodotto mediocre che costa tanto! Ma che razza di manager hanno assunto alla Tradizionale S.p.A.? E soprattutto, come fanno a continuare a venderlo se ovviamente nessuno lo comprerà?
Ancora:
i rasoi normali. A differenza del nuovissimo rasoio reclamizzato, quelli normali tagliano la pelle, e danno una rasatura stile lametta arrugginita pluriricilata vecchia di 20 anni. Se li usi, automaticamente diventi un ometto dal mediocre aspetto fisico, il tuo bagno sarà spartano e disordinato, e sicuramente non puoi avere donne. Il rasoio nuovo invece ti fa diventare un modello, riordina il tuo bagno e sostituisce le sue superfici in plastica con del marmo di carrara, e inoltre attira le donne. Di più, le attira prima di entrare in azione, perchè quando hai finito di raderti trovi già la donna a letto che dice "ieri sera è stato sublime".
Infine:
le pirofile. Per dimostrare la potenza del detersivo per piatti, una coppia puntualmente fa una cena all’insegna del grasso. Si prepara un arrosto di maiale con pancetta croccante e guanciale, poi si lascia lì il sugo, e entro la sera si è formata sulla pirofila una crosta di grasso che normalmente richiederebbe più o meno 2 mesi di essiccaggio al sole. Puntualmente arriva una spugnetta che sembra imbevuta di acido solforico, che se la strofini addosso a una persona gli pulisci pure la coscienza. Altrimenti si mette in lavastoviglie, senza sciacquarla. Grazie a speciali telecamere, buttate dentro l’elettrodomestico, possiamo ammirare il grasso sciogliersi come neve. Poi bisogna chiamare il direttore del museo di storia naturale, dicendo che i fossili a cui era interessato non ci sono più.
Perchè è vera una cosa: Mozart sarebbe forse stato lo stesso senza Salieri?
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lunedì 27 novembre 2006 - ore 10:37
Ostie anatoliche e falafel vaticani
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Una richiesta più o meno esplicita agli amici turchi da parte del sottoscritto: niente attentati, niente uccidereilpapa. Ho ancora bisogno di quel simpatico teutone, e mi serve vivo -niente disintegrazione.
Dopo complicatissimi calcoli statistici, ho elaborato una previsione attendibile di come andranno le cose.
28 novembre - ore 13. L’aereo del papa atterra nella capitale della Turchia. Primo incidente diplomatico quando ai microfoni dichiara "Me l’immaginafo difersa Istanbul". Dopo aver scoperto che la capitale è Ankara, chiede scusa con una simpatica battuta:"Zi è fero, qvi non fedo moschea plu, cretefo moschea plu abbattuta kaputt, invece è a istanpul!". Altro incidente diplomatico, e il papa prontamente chiede scusa con una simpatica battuta:"Zi peh, non abbiamo fatto kaputt moschea plu neanche in crocciatte, zapevo che moschea plu ancora in piedi". Le scuse provocano un altro incidente diplomatico, mentre iniziano a circolare i pupazzi del papa che se premi il petto dice "chieto umilmente scuza". Per rimediare all’incidente, il papa risponde con una simpatica battuta "Ma comunque tempo ti crocciatte finitto, ora non usiamo più spada". A Ratisbona si interpreta male la battuta del papa, e i fedeli, convinti che il messaggio sia "dobbiamo modernizzare gli arsenali" iniziano a munirsi di mitragliatrici e mortai. Il pubblico turco apprezza la battuta e ride, nessun incidente diplomatico, ma il papa chiede comunque scusa prima di andare a dormire.
29 novembre, a Efeso il papa pronuncia un discorso in cui rivendica le radici cristiane della Turchia e ne auspica un riconoscimento nella costituzione del paese. Dopo una breve sosta per ripararsi da una scarica di Kalashnikov, rialzatosi, pronuncia una simpatica battuta sulla mira dei turchi, dicendo "Eh ma si sa che serfizi secreti bulgari sparano meglio ti foi". Incidente diplomatico con la Bulgaria, che minaccia ritorsioni. Minacce subito rientrate poichè il massimo di visibilità che hanno avuto è stato un servizio di 30 secondi su studio aperto dopo il servizio sul cane Peppo che parla e sa dire la frase "bau".
A Istanbul incontro col patriarca bartolomeo I, che chiede gentilmente al papa a che punto sia il riconoscimento degli ortodossi ucraini. Il papa guarda incuriosito uno dei suoi collaboratori, che gli fa cenno che gli spiegherà tutta la faccenda una volta in camera. Nel frattempo il papa prende tempo, facendo i complimenti al patriarca per la barba. Il patriarca viene intervistato in uscita da una troupe del tg5 che chiede com’è la libertà religiosa in Turchia. Non contenti della risposta, i giornalisti prendono 2 ostaggi e promettono di rilasciarli non appena Bartolomeo dichiarerà ai microfoni che la situazione è insostenibile e che a ogni messa ci sono almeno 4 attentati.
il 30 visita alla moschea blu. Sotto un intenso fuoco di sbarramento, il papa pronuncia il suo discorso, che inneggia alla pace:"Turchia e Oiropa tefono confifere pacificamente, cristiani und muzulmani pozzono stare fianco a fianco, cretono tutti in ztezzo tio, und prima o poi muzulmani si confertiranno a lucce di cristo.". Dopo quest’ultima frase, i collaboratori del papa scappano urlando "non è con noi, non lo conosciamo, non c’entriamo", incidente diplomatico con tutto il mondo islamico, scatta il piano di fuga, il papa chiede di andare un secondo al bagno, e lì lo aspetta un sommergibile che lo riporterà in vaticano. Al posto del papa viene messo don marco, che tenta invano di far capire ai turchi che cristiano è meglio, per gli uomini e per le donnine.
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domenica 26 novembre 2006 - ore 14:51
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ci si aspettava un po di 60es rock, e al Wah Wah è stato dato molto sixties e poco rock, ma le cose si sono molto risollevate verso la fine, grazie a un volenteroso che ha fatto una piccola escursione 70es (con 3-4 cose che avevo sentito mettere solo da me prima dora) e al checco che subentra. Posso dire che il look dandy non è andato proprio sprecatissimo.
Alla fine cè però la sensazione che una serata come la auspicherei io la potrò vivere solo dallaltra parte della consolle. Petty but true, sembra che gli Yardbirds, i Move, gli Strawberry Alarm Clock & so on siano decisamente snobbati nei dj set. Troppo famosi per essere messi dai cultori, troppo sconosciuti per essere messi da chi cultore non lo è.
Ma quando si torna a casa con 2 titoli che ti hanno conquistato -titoli che farai prontamenta tuoi- il bilancio non può che essere positivo!
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venerdì 24 novembre 2006 - ore 22:16
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Finalmente anchio ho occasione di visitare questo simpatico H&M.
La prima cosa che noto, ma era previsto, è che in vendita ci sono i vestiti che cerano allh&m di londra... 1 anno fa! 2 dei quali li avevo pure presi, tra laltro.
Alla fine qualcosa di simpatico salta fuori, e arriva il fatidico momento di provare il sushi bar.
Allora, NON è un sushi bar. Il sushi wok è un ristorante "fusion orientale" in cui non esistono bacchette (e già il fatto che ti facciano mangiare il sushi con la forchetta.... beh). Sushi pessimo, veramente. Qualità di riso completamente sbagliata (chicci piccoli e appuntiti... vanno bene per un pulao indiano casomai!) e poco pesce.
In compenso i piatti cucinati sul wok erano gradevoli e abbondanti. Prezzi abbordabili, ma si può fare di meglio.
E poi gran cosa potersi gustare un mug dal Linos Coffee Shop, di cui abusavo quando possibile a milano.
Altra gran cosa una mini pompa di benzina stile anni 20 riempibile con un litro di birra che fa da spillatore. Una buona idea per eventuali regali di natale.
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martedì 21 novembre 2006 - ore 11:20
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"Teniamo in considerazione il fatto che mentre noi ci impegniamo a educare i ragazzi al rispetto delle regole e degli altri, esce un videogioco con un messaggio contrastante, che rischia di vanificare i nostri sforzi.
Quello dei videogiochi violenti che diffondono messaggi pericolosi - ha poi aggiunto Fioroni a Repubblica.it - è un problema che non investe solo l’ambito educativo, ma in generale quello sociale. E’ opportuna una riflessione su norme e controlli per la commercializzazione dei videogiochi". Innanzitutto, per tutti quelli che ora considerano questa cosa un problema, consiglio un modo che ho trovato per rendere tutto divertente: sostituire negli articoli "atti di bullismo" con "atti di buddismo", così da immaginarsi studenti pelati che fanno ruotare dei rotoli e gli insegnanti che si preoccupano.
"Secondo un’indagine di Telefono Azzurro del 2002 un ragazzo su 2 dice di aver minacciato o picchiato uno dei suoi compagni e il 33% degli studenti delle superiori è vittima ricorrente di atti di buddismo. "
Insomma, è divertente essere vittima ricorrente di atti di buddismo.
Venendo alla parte seria: io sono uno di quei ragazzi su 2: dalle elementari al liceo ho picchiato in tutto 7 volte. Le motivazioni erano tutte validissime. Nel senso, validissime per quell’età. Ho iniziato falciando lo stinco a un bambino che mi aveva placcato a rubabandiera. L’ultima volta è stata in 1° liceo quando i miei compagni mi hanno fermato mentre stavo facendo sì che il muro e la testa di uno di 2° diventassero un tuttuno. La sua colpa era essersi lamentato di un gavettone tentando di far valere la sua anzianità contro il mio essere matricola.
Quindi, io faccio parte di quella statistica. Eppure nella mia infinita presunzione non ritengo di aver rovinato la vita a nessuno (stavo dall’altra parte della barricata, figurasi). E come me penso molti, molti altri.
Diciamolo, il bullo fa parte dell’esistenza del genietto o del secchione di turno (che sono cose diverse). Il genietto impara fin da subito che il mondo della massa gli è ostile, Impara a convivere col l’avversione del mondo nei suoi confronti, e si forma ancora di più. Il secchione beh, dovrebbe imparare che prima o poi dovrà darsi una svegliata, quindi ben venga.
E i videoggggggiochi violenti? Beh quando avevo 10-11 anni in sala giochi c’era Mortal Kombat 2, se dopo aver finito il tuo avversario completavi un’infinita sequenza di pulsanti potevi goderti il tuo personaggio che si dilettava con l’avversario stordito, facendo cose carine tipo estrarre la sua spina dorsale prendendolo per il collo, bruciarlo vivo, mutilarlo in vari modi, decapitarlo, farlo esplodere.... se lo facevi esplodere potevi vedere il suo intestino che quasi usciva dallo schermo. E in quel momento diventavi il bambino più popolare della sala giochi.

E’ abbastanza violento come messaggio? strazia il corpo del tuo avversario e sarai un eroe.
Tres bien, io adoravo quel gioco. Sono cresciuto deviato? Ai poster l’ardua sentenza. Siccome i poster non parlano, lo dico io: no. Non troppo insomma
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domenica 19 novembre 2006 - ore 17:43
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Riassunto della serata di ieri:
2 euro ma che è sto posto locale da ballo o bar oddio tunz tunz tunz via via reggae o banale banale oe ciao tunz tunz tunz ancora eh no basta ballo di san vito e sex pistols e ti pagano pure 105 e lode evabbè io non ancora cosa posso dirti.
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giovedì 16 novembre 2006 - ore 16:27
(categoria: " Vita Quotidiana ")
All the leaves are brown - and the sky is grey
Id leave for a walk - if I was in L.A.
Beh a dire il vero non è certo lì che vorrei essere, ma ogni tanto è cosa buona e giusta mettere in ordine le proprie idee e ricordarsi dei posti che avrebbero la priorità nelleventuale viaggio post-laurea per il quale sono già da parte più o meno il 10% dei soldi che servono.
Per queste mete esistono comitive organizzate, ragion per cui anche andare allo sbaraglio ha un senso.
Opzione 1: Via della seta

Classico, è da 2 anni che lo voglio fare. DallAsia centrale a Pechino, cè poco da dire.
Opzione 2: Ande

E da poco che mi sono accorto di voler vedere questi posti, ma meglio tardi che mai.
Opzione 3: Giappone

Visti i costi il tempo sarebbe più o meno dimezzato... ma potrebbe valerne la pena!
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