1) Sentirsi esplodere di gioia, di furore, sentirsi onnipotenti, essere sospesi in aria a venti centimetri dal suolo e avere così la conferma di essere VIVI PER UN MOMENTO.... 2) Sentire che per qualcuno tu conti davvero 3) Realizzarsi nella vita. Riuscire a essere indipendenti e saper contare solo sulle proprie forze. 4) essere in una zona affollatissima.. salire in un punto dove chiunque ti può vedere e mandare tutti affanculo! ps: con sorriso sulle labbra e entrambe le dita medie alzate al cielo! 5) l'odore del vento fresco appena prima di un temporale, e poi sentire la pioggia che cade su tutto, e per un attimo riesce a lavar via ogni dolore
"La natura è indifferente al bene e al male, al dolore e alla giustizia." Però l’uomo, anche se appartiene alla natura e segue le sue leggi biologiche, aspira a un mondo diverso in cui ci siano anche giustizia, amore, felicità e bellezza. A un mondo ideale. E, in base a questo ideale, giudica se stesso e la natura. --> leggi di più
Qui c’è sempre qualche spunto su cui poter riflettere: Alberoni
" Mi piace molto vivere , morire proprio no ... penso sarà l’ultima cosa che farò"
"La droga modifica i rapporti fra maschi e femmine, altera il processo di innamoramento."
very funny cats! look at min 3:06 and 3:28
pochi Pensieri sfusi in divenire
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martedì 2 agosto 2005 - ore 18:37
e...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
era tanto tanto tanto tempo che non facevo un giro in bici per il mio quartiere... Pochissime macchine, strade pulite, strade nuove... ma... tanti vecchi... i ragazzi della mia età dove sono? tutti al mare credo... oppure in parrocchia a giocare a basket/calcio/pallavolo... mi ha fatto piacere rivedere i posti dove giocavo da bambino ehhhhhh bei tempi... insomma...
giornata grigia... senza sole... tante nuvole... son qui da solo... schiatto di caldo... lei è lontana... si prende pure la pioggia... uffa... lì dov'è non c'è nemmeno internet... ma uffa.... che palle...
mi rimetto a studiare... prima però faccio pausa pranzo.
il Limbo... non il ballo...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Un piccolo (mica tanto) dubbio che mi era sorto durante la lettura della Divina Commedia è legato alla questione delle anime che Dante pone nel Limbo, ovvero una zona "esterna" all'inferno dove sono confinate le anime di coloro che sono vissuti prima della venuta di Cristo e quindi non potevano essere salvati. D'altro canto non potevano nemmeno finire all'inferno, dato che in fondo non hanno fatto nulla di male (c'è gente come Platone, Aristotele, Pericle, insomma tutto sommato dei bravi guaglioni) e quindi Dante non sapendo bene che farsene li piazza in questa "zona franca" dove non subiscono nessuna punizione ma nemmeno possono ricongiugersi a Dio.
Ora, questa ovviamente è una soluzione artificiosa a un dilemma mica da ridere. Dante, con spirito tipicamente medioevale, non può ammettere che esistano dei casi che sfuggono alla giustizia divina e quindi si inventa questa soluzione.
Mi sono sempre chiesto se invece i teologi abbiano elaborato una spiegazione più convincente per questo problema. Da una parte, tutti quelli vissuti prima di Cristo erano pagani (ebrei a parte) e quindi peccatori che veneravano falsi idoli. Dall'altra, non avevano alternative. Quindi vedo solo due possibilità:
a) Dio li condanna tutti all'inferno o al limbo o a quello che volete. Comunque li esclude dal paradiso. Ma in questo caso sarebbe un dio atrocemente crudele uno che condanna milioni di anime alla dannazione eterna senza alcuna colpa (e senza alcuna possibilità di scelta - alla faccia del libero arbitrio!!). E' vero che in quanto uomini erano tutti portatori del peccato originale, ma non è comunque nelle loro possibilità il liberarsi di questo peccato, e quindi ancora sono condannati senza speranza.
b) Dio li giudica ugualmente in base alle azioni compiute in vita e sulla base di un suo codice morale li accoglie in paradiso o li condanna all'inferno. Questa è un'alternativa più ragionevole e compatibile con l'infinita misericordia attribuita a Dio, ma implica che ci possa essere salvezza anche al di fuori del cristianesimo o comunque della fede in Dio. Sarebbe sufficiente che la nostra vita sia condotta all'interno di questi canoni che Dio riconosce come buoni. Ovviamente noi al giorno d'oggi abbiamo la possibilità di scegliere, ma il principio resta valido (oppure si dovrebbe ammettere che Dio nel tempo ha "ristretto" le sue regole, cosa incompatibile con la sua natura immanente).
La perdita della memoria è il disastro di una civiltà
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ho assistito agli esami di recitazione del Centro sperimentale di cinematografia. I partecipanti erano già stati selezionati in modo rigoroso fra centinaia di aspiranti e l'esame veniva condotto da grandi maestri del cinema italiano. A un certo punto un esaminatore domandava al candidato di recitargli una poesia, un monologo, qualsiasi cosa. La stragrande maggioranza non poteva farlo, non sapeva a memoria niente. Niente di niente, neanche la «Vispa Teresa». Nella nostra scuola i pedagogisti hanno imposto che gli studenti non imparino più nulla a memoria. Non domandatemi perché, credo sia l'espressione della volontà di oblio che si diffonde nei periodi di crisi di una civiltà. Gli insegnanti del Centro mi dicevano che le conseguenze sono disastrose perché chi fin da piccolo non ha mai imparato a mandare a memoria nulla ne perde la capacità e i nostri giovani impazziscono letteralmente per poi mandare a memoria un copione, magari in inglese. Ma questa volontà di oblio è alla base di un altro disastro della scuola, la dimenticanza della storia. Oggi la storia viene insegnata senza date, cioè senza successione cronologica. Se chiedete a uno studente di mettervi in ordine cronologico Cristoforo Colombo, Maometto, Buddha, Carlo Magno, Giulio Cesare e Garibaldi non sa farlo. Figuratevi a dire il secolo in cui sono vissuti! Sono convinto che l'ignoranza della storia è stata una della cause principali degli errori politici dell’Occidente. Se gli americani avessero conosciuto la storia avrebbero saputo che l'Iran moderno è nato da una rivolta religiosa guidata da Shah Ismail che ha cacciato i mongoli. E che gli ayatollah (e quindi Khomeini) sono i successori del capi guerrieri che hanno edificato il nuovo Stato. E avrebbero anche saputo che l'11 settembre è la data in cui nel 1684 l'armata guidata da Giovanni Sobiesky, innalzando lo stendardo della Madonna di Czestochowa, ha annientato l'esercito di 300 mila turchi che stava per conquistare Vienna. E, in tal modo, ha dato inizio allo sfacelo dell'impero ottomano. Loro non lo sapevano, ma Bin Laden sì, e quel giorno, distruggendo le Torri gemelle, voleva vendicare quella disfatta. Solo due esempi ma che indicano quanti altri errori faremo nel futuro nei rapporti con civiltà come l'Islam, la Cina, l'India che si risvegliano e che ricordano perfettamente la loro storia mentre noi dimentichiamo la nostra. Signori pedagogisti, signori insegnanti, signori politici, signori strateghi, vogliamo ricominciare a studiare?
beh... nella notte è saltata la corrente quindi niente climatizzatore... cazzo... Ma la corrente non poteva saltare di giorno?!... beh... a quanto pare no!!
dormito male... cazzo!
c'era un corto circuito su una spina che si è bruciata... quindi finchè non si è sistemata quella niente corrente...