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Vivir con miedo, es como vivir a medias!

A life lived in fear is a life half lived.


mercoledì 5 novembre 2008 - ore 08:57


Obama
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Speranzosi che finalmente qualcosa possa realmente cambiare nel mondo

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sabato 1 novembre 2008 - ore 15:52


Libero
(categoria: " Vita Quotidiana ")




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sabato 1 novembre 2008 - ore 11:59


francesco vai via vai via
(categoria: " Vita Quotidiana ")






nessun infiltrato...

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venerdì 31 ottobre 2008 - ore 15:53


Un pò in ritardo
(categoria: " Vita Quotidiana ")


L’ennesima manipolazione inutile... a che serve ora ? Bisognava farlo prima che la legge passasse...
Vero signor Presidente della Repubblica che NON C’E’ !



MILANO (Reuters) - Giorgio Napolitano riceverà una delegazione di studenti per ascoltare le loro ragioni. Lo ha annunciato stamattina lo stesso presidente della Repubblica.

"Riceverò una rappresentanza di studenti che mi esporrà più ampiamente le loro posizioni", ha detto Napolitano ai giornalisti arrivando all’inaugurazione del nuovo anno accademico dell’Università Bocconi a Milano.

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venerdì 31 ottobre 2008 - ore 14:18


Antonio ...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


« La verità genera odio; per questo alcuni, per non incorrere nell’odio degli ascoltatori, velano la bocca con il manto del silenzio. Se predicassero la verità, come verità stessa esige e la divina Scrittura apertamente impone, essi incorrerebbero nell’odio delle persone mondane, che finirebbero per estrometterli dai loro ambienti. Ma siccome camminano secondo la mentalità dei mondani, temono di scandalizzarli, mentre non si deve mai venir meno alla verità, neppure a costo di scandalo »

Sant’Antonio da Padova

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giovedì 30 ottobre 2008 - ore 16:36


questo non lo sapevate
(categoria: " Vita Quotidiana ")


questo non ve l’hanno detto....
chiedetevi come mai...





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giovedì 30 ottobre 2008 - ore 00:40


lineare.. semplice
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Seguitemi un attimo e capirete tutto..

Questo è quello che oggi vi hanno detto al telegiornale




Questo è quello che NON vi hanno detto




Questo è quello che NON vi diranno





Mentre questo è quello che Francesco Cossiga ha detto giorni fà

"Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno. In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perchè pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito...
Lasciarli fare (gli universitari, ndr).
Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città.
Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri.
Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti.
Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì... questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio".

Intervista a Francesco Cossiga. Presidente emerito della Repubblica Italiana e senatore a vita.


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mercoledì 29 ottobre 2008 - ore 20:25


NO
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Noi NON siamo comunisti manovrati dalla sinistra, come qualcuno vi vuol far credere,
NOI siamo STUDENTI che lottano per il proprio FUTURO e per il futuro delle nuove generazioni


Inutile negare i problemi della scuola e dell’università, ci sono, ma non si risolveranno tagliando i fondi !!

..... vergogna !!.....

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mercoledì 29 ottobre 2008 - ore 19:20


TH
(categoria: " Vita Quotidiana ")






..la Gelmini ci fa un baffo... w i Tokio Hotel .. tutto va beneeeeeeeeeeeee....

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martedì 28 ottobre 2008 - ore 22:30


D’istruzione
(categoria: " Vita Quotidiana ")


“Signor Presidente, sono rimasto un po’ perplesso quando lei, in apertura di seduta, ci ha rammentato i tempi che dobbiamo rispettare per l’approvazione di questo decreto-legge. Non vorrei che a lei sfuggisse che la società italiana vive un momento particolare e se la scuola è un tema centrale della vita di questo Paese, probabilmente una riflessione che possa portare anche ad una calendarizzazione notturna dei nostri lavori, se serve ad approfondire e a ragionare sull’argomento, ce la deve consentire, senza voler cadere in tattiche ostruzionistiche che pure, come lei sa, sono ammissibili e possibili.
Vorrei ricordare, a me per primo, che il rapporto che passa tra la società e il Parlamento non si esaurisce soltanto nel giorno delle elezioni. La società italiana, e la società in genere, è in evoluzione continua nella sua complessità, va ascoltata, seguita, non solo accantonata, bisogna capirne fino in fondo le drammatiche vicissitudini. Il Paese, infatti, protesta dal Nord, al Sud, al Centro: non si tratta di poche persone, e anche se lo fossero meriterebbero di essere ascoltate comunque perché sono una componente di questa società. Ho l’impressione, invece, che noi tendiamo a trasferire il meccanismo maggioritario anche nei fenomeni complessi aggregativi e associativi della società.
Noi parliamo di fenomeni in evoluzione e li dobbiamo seguire. Per questo chiediamo al ministro Gelmini di soprassedere. Non ci è venuta neppure l’idea di trasformare il decreto&#8209;legge in itinere in un disegno di legge che potesse avere dei tempi più lunghi per essere approfondito? No! Abbiamo davanti la chiusura, direi quasi l’incivile arroganza della maggioranza che si trincera dietro i numeri e la necessità di approvare il decreto.
Per quanto riguarda la conservazione e l’innovazione, nessuno di noi pensa che la scuola non meriti interventi, ma le abbiamo chiesto e le chiediamo ancora, signor Ministro, che riconosca la necessità di consultare preventivamente i soggetti in campo, senza prenderli in giro e incontrarli nel momento in cui è stato già avviato un percorso accelerato. Lei deve avere la voglia del confronto, la voglia di essere messa anche in discussione dai ragazzi, dagli studenti e dalle famiglie, senza trincerarsi dietro ai numeri, ed è per questo che x chiede, come hanno chiesto i Presidenti dei Gruppi che mi hanno preceduto, una riflessione ulteriore. Noi non abbiamo intenzione di arroccarci ma di migliorare un provvedimento che per noi è assolutamente inaccettabile. Le chiediamo un atto, mi consenta, di ravvedimento operoso, cercando di trovare un punto d’intesa che possa favorire e tranquillizzare famiglie studenti e docenti.


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