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E NON DIMENTICHIAMO I PREFERITI IN ASSOLUTO:














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OVVIAMENTE NON SI POTREBBE STARE SENZA QUEST’UOMO:



E SENZA QUESTO PARGOLO:


"userò il vasino quando mi sentirò pronto! fino ad allora continuerete ad igienizzare il mio crepaccio sentendovi onorati dell’opportunità!!"

E NATURALMENTE, L’UNICA FAMIGLIA CHE SI PUO’ DEFINIRE UN’ISTITUZIONE:



E NON DIMENTICHIAMO MAI QUELLI CHE PREFERISCO:

































































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si...hem...scusate? da dove si passa per...? dov’è che devo andare? per di qua dove vado a finire? scusate?...qualcuno!


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ORA VORREI TANTO...



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giovedì 17 maggio 2007 - ore 12:31


Work in progress
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Hey ci sono eh… viva e vegeta. Settimana di cambiamenti questa. Tanto per cominciare ho cominciato a lavorare. Lavoro in un aeroporto, il che, mi calza a pennello direi…Il luogo di transito per eccellenza, gente che va gente che viene, gente che parla in lingue diverse, senso di cambiamento e spostamento continuo. Mi piace. Finalmente sono di nuovo in casa da sola. E questo gente mi mancava. I miei coinquilini sono tre bei ragazzi che mi parlano con un sexyssimo accento meridionale e, unica donzella della casa, mi coccolano di già. Per quello che riguarda Firenze che vi dico? Firenze è sempre Firenze: un affascinate caos. Io e il mio motorino abbiamo già percorso 1000 chilometri in tre giorni, ma non perché ci piace andare a giro, è che ci perdiamo. Ci perdiamo in continuazione. Ma perdersi in una città nuova fa parte del gioco no? I poveri fiorentini non sono d’accordo con me. Visto che importuno ogni povero passante ad ogni angolo di strada urlando “Ma dove sono?” “Ma dove devo andare?” E loro mi guardano come per dire “Bella! Lo vorrei tanto sapere anch’io…ma non rompo mica le palle al prossimo?”. Che devo fare? Le strade mi sembrano tutte uguali e io e il mio noto senso dell’orientamento non ce la gestiamo granchè. Sono già diventata la zimbella dell’aeroporto, ormai sono quella-che-si-è-ritrovata-con-il-motorino-in-piazza-della-Signoria. Comunque una cosa buona in tutto questo trambusto c’è: ho smesso di pensare. Ho troppo da fare per pensare. E infondo il da fare cos’è se non un modo per non pensare? Sono ancora io eh…mi conosco…datemi qualche giorno per stabilizzarmi e il mio cervello annoiato ricomincerà a darsi da fare lui. Eh si…bello partire e andare e costruirsi una vita a misura di te…ma la tua vita di prima ti segue come un pulcino, è la regola. Il passato bussa. E se tieni la porta chiusa finisce che la sfonda a pedate. Le situazioni in sospeso sono sempre lì che ti oscillano sulla testa. Il passato arriverà con l’autobus dell’una questo sabato. E io c’ho già la nausea. Nelle mie lenzuola viola ci sarà una meravigliosa invasione gringa e io so già che perderò molte ore di sonno. Per guardarla dormire e sentirla respirare. Per adesso, sigaretta in una mano e cartina della città nell’altra, vi saluto.

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venerdì 11 maggio 2007 - ore 03:01


Dejavu
(categoria: " Accadde Domani ")


Sono arrivata a Edimburgo tutta incasinata e ho trovato te Tony.
Adesso arrivo a Firenze ancora tutta incasinata e trovo ancora te Tony.
Il mondo e il tempo sono abbastanza grandi per tutti e due, eppure a quanto pare sono entrata in un universo incasinato dove il destino dispettoso continua a metterti sulla mia strada.
E oggi come un anno fa non sono pronta a trovarti...
E ora come un anno fa non sono in grado di vederti andare via...
E adesso ancora meno di un anno fa sono capace di dimenticarti.


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lunedì 7 maggio 2007 - ore 19:57


La mia Sindrome di Stendhal
(categoria: " Accadde Domani ")


"La sindrome di Stendhal, detta anche sindrome di Firenze, è un’affezione psicosomatica che provoca tachicardia, capogiro, vertigini, confusione e anche allucinazioni in soggetti messi al cospetto di opere d’arte di straordinaria bellezza, specialmente se sono comprese in spazi limitati"

Ecco, la sensazione più o meno è questa. Ma non è dovuta solo alla presanza di opere d’arte. No. Magari...
Tempi di cambiamenti.
E io mi sento in piena sindrome da Firenze.
Poi mi sento un po’ scema perché in effetti via…non sto andando in Nuova Zelanda…lo so. Ma che ci posso fare? Cambiare città, cambiare lavoro, cambiare casa, allontanarsi da coloro di cui abbiamo bisogno…sono cose che mi trasportano in un universo parallelo di paranoie e seghe mentali. Camminare con la mappa in mano per non perdersi mi fa sentire un’idiota. E’ la curiosità di vedere ciò che arriva che mi fa andare a vedere cosa c’è dietro la curva. E’ il fatto che comunque io sarò con me che mi tiene ancora su un livello socialmente accettabile di sanità mentale. E’ sapere che chi mi ama è con me in ogni caso che non mi fa sentire una bimba sperduta.

Firenze col suo David che accetta la sfida.
Firenze con la sua C.
Firenze che ha cresciuto dei geni.
Firenze con la sua arte.
Firenze con i suoi chiassi che odorano di cibo e pelle.
Firenze patrimonio dell’umanità.
Firenze che speriamo mi accolga a braccia aperte.

Non si sa da che parte girerà il tagadà, l’importante è essere ponti ad assecondare i suoi movimenti, per non finire col culo per terra...
Non si sa contro quale sconosciuto andremo a sbattere una volta girato l’angolo...
Non si sa cosa porterà l’ora successiva...
Né tanto meno dove cacchio sono quelli di Lost!!!
Ma staremo a vedere, no?



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mercoledì 2 maggio 2007 - ore 16:05


IN AN AMAZING MAZE
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Le decisioni. Io se c’è una cosa che non sopporto sono le decisioni. Io non mi ricordo di aver preso una decisione giusta in vita mia. Una che sia una. Ognuna delle decisioni prese ha trovato una sua maniera artificiosa e subdola per ritorcermisi contro in un modo o nell’altro. Piantandomi il primo oggetto metaforicamente affusolato capitato a tiro in quel metaforico posto.
Cavolo! Ma davvero…non sono brava a prendere decisioni io. Per niente.
Quando sono andata al liceo, ho sbagliato liceo. Quando sono andata all’Università, ho sbagliato università. Quando compro qualcosa sbaglio taglia la maggior parte delle volte. E solo per citarne alcune. Io sono una di quelle che in gelateria ci sta un’ora per scegliere due gusti da mettere in un cazzo di coppetta da 1,50 e quando ha la coppetta in mano capisce che in realtà voleva altri gusti e non quelli. Io sono quella che dal videonoleggio ci può tranquillamente passare 2 ore per scegliere un film. Perché vedere un film brutto mi mette di malumore e uno deve evitare i malumori. E una volta scelto il film, pagato, ha già cambiato idea. Se mi taglio i capelli, andate tranquilli che il giorno dopo sono lì che piango perché m’è venuta voglia di farmi le trecce. A me tutta questa vastità di scelta mi piace un sacco, però mi mette addosso una paranoia che mi fa venire….comincio a parlare e a gesticolare come Woody Allen insomma.
Ora di solito come affronto tutto questo? Di solito pesco a caso. Poi se non funziona si cambia. Ok qualche volta c’ho azzeccato. Dei miei tatuaggi per esempio non mi sono pentita.
Nelle relazioni interpersonali è già più un casino la situazione. Non ci azzecco quasi mai. Mollo quelli giusti che mi vogliono e voglio quelli sbagliati che mi mollano. Sono impulsiva e faccio e dico cose insensate. Niente di irreparabile per carità, anche se a volte mi chiedo quanto tarderà ad arrivare L’ERRORE. Quello da cui non si torna più indietro. Ma ora non ho voglia di pensare a questo…
Allora dico io come vorrei che funzionasse.
Io vorrei che esistesse una figura professionale apposita per le decisioni. Il personal decisioner. Voglio dire…esistono i personal trainer, i personal shopper, i personal assistant, i personal life-coach, i personal computer, i personal staminchia e non esistono i personal decisioner? Ma in che mondo si vive? Ma che società è?
Io vorrei fare una telefonata e dopo 9 minuti e 37 secondi sentir suonare il campanello, aprire, e trovarmi davanti Harvey Keitel vestito da Iena che mi dice “Sono il signor Wolfe, risolvo problemi”.
Io vorrei andare da uno strizzacervelli con specializzazione-corso di formazione-master di secondo livello in Personal Decisioning Avanzata, stare un’ora o due a piangere e lamentarmi, allungargli un centone o due e dire “Bene, adesso lei, mi dice che cos’ho che non va e poi, per cortesia, gentilmente, mi dice che cazzo devo fare”.
Non mi sono mai pentita di una decisione sbagliata, dico davvero, mai. Figuriamoci. Però m’incazzo se non è quella giusta. Mi viene l’ansia se non so decidere.
Che faccio quando non so decidere?
Mi crogiolo nella disperazione. Faccio liste. Un sacco di liste. Quella dei pro e dei contro è troppo facile…no, la mia è molto più articolata: ogni pro e ogni contro ha un suo punteggio specifico, in modo che alla fine si può fare un conto equo. Ultimamente ho elaborato questa cosa che farebbe impallidire Leonardo Da Vinci tipo percorso/labirinto in cui attraverso grafici, schemi, nomi, motivazioni vedi che fine potresti fare a seconda della strada che scegli. E poi cerco segni….dovunque. Canzoni, libri, film, scritte sui muri, frammenti di discorsi di estranei. Il mondo è pieno di segni. Sfortunatamente, come dice Pennac “Quello che manca è il codice”.
Mi sento costantemente all’ingresso di un labirinto. Come una che ci prova, ad entrare. Trova un vicolo cieco e torna indietro, sull’ingresso. Poi ci riprova e trova un altro vicolo cieco e torna indietro. Poi riprova e bingo! Trova una strada, ma poi…altro vicolo cieco e via indietro! E alla fine rimane a fissare ‘sto benedetto ingresso, stanca di fissarlo.
Insomma ci renderebbe la vita facile innamorasi solo una volta nella vita, un videonoleggio dove noleggiano solo un film, una gelateria con solo due gusti, una sola facoltà universitaria. Però sarebbe una palla tremenda.
Se i labirinti avessero la strada giusta già segnata che cazzo di gusto ci sarebbe? Mi chiedo.
Però poi mi rispondo facendomi beffe di me stessa: Dile via su…se tu fossi Alice ti saresti rotta di seguire il coniglio alla seconda curva, se tu fossi Sarah finiresti per innamorarti di Jareth di sicuro, se fossi Jack Torrance faresti sicuramente la fine di Jack Torrance, se fossi Harry cominceresti a brontolare che capitano tutte a te, se fossi Teseo ti ci impiccheresti con quel cazzo di filo!!!



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lunedì 23 aprile 2007 - ore 21:34



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ero melma. Lo sentivo: ero infondo ad un abisso. Mi sono sentito schiacciato e pressato da tutto. Sentivo un enorme peso sopra di me. E sono rimasto sul fondo per un sacco di tempo. Milioni di anni mi sono sembrati.
Ma io ho tenuto duro. E lentamente, molto, molto lentamente, ho cominciato a salire. Salivo salivo salivo. E’ stata una salita molto molto lunga. Ma poi ce l’ho fatta. Sono arrivato molto in alto. Ero quasi in cima. Stavo per toccare il cielo, lo vedevo giusto sopra di me, ma a quel punto…mi hanno spezzato. Mi hanno letteralmente fatto a pezzi. E lì ho pensato che fosse finita. Mi hanno riportato giù. Mi hanno legato, rinchiuso e portato via. Dove non lo sapevo neanch’io. Quando ho rivisto la luce c’erano degli uomini intorno a me.
Mi hanno osservato, toccato, indicato e giudicato.
Hanno detto che non ero abbastanza.
Ed è stato di nuovo buio.
Poco tempo dopo è venuto un altro uomo da me. E io ho sperato, con tutte le mie forze. Quell’uomo ci ha provato con me, per un po’. Ma poi, anche lui, ha detto che non ero buono. Che ero inutile.
Allora mi hanno chiuso in un deposito, al buio. E mi hanno lasciato lì.
Per trent’anni sono stato chiuso in quel deposito, senza luce, senza aria. Ero solo. Per un po’ ho aspettato, ma poi…ero solo stanco.
Non speravo più in niente.
Un giorno la porta si è aperta…Un ragazzo è entrato, era bello, sui 27 anni. Si è avvicinato a me, lentamente. Mi ha scrutato a lungo, pensieroso. Poi mi ha sfiorato, mi ha toccato. E io ho sentito la forza, il coraggio e la libertà. C’era qualcosa che brillava nei suoi occhi. Ricordo bene come mi guardava….era come se vedesse qualcosa dentro di me, come se…volesse tirarla fuori, da me.
A quel tempo ancora non sapevo cosa sarei diventato.
Ma ora lo so.





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domenica 22 aprile 2007 - ore 12:55



(categoria: " Accadde Domani ")


Qui, io, ora:
Non vedo prospettive. Non vedo un futuro. Non c’è niente di bello dietro l’angolo. Non esiste la gente, io non so dov’è. Non c’è alcun posto dove andare. Non c’è possibilità di conoscere persone nuove. Né tanto meno la possibilità di innamorarsi di qualcuno. Non c’è conforto, né gioia di alcun tipo. Non c’è divertimento. I pomeriggi sono spenti e le notti ancora di più. Non c’è arte. Né bellezza. Non c’è curiosità. Né vitalità. Non c’è nessun tipo di stimolo. L’inverno è lungo e triste. L’estate qui non fa per me. La primavera dura troppo poco. L’autunno ti annuncia disperato che tutto sta per ricominciare.

Può darsi che tutto questo sia nei miei occhi. Che sia nella mia testa. Forse è così. Ma se questo fosse vero, credetemi, io mi ucciderei. Invece sento che c’è ancora qualcosa dentro. Una scintilla. Qualcosa. Ed è proprio quella scintilla di vita che mi porterà lontano da tutto questo.

Come diceva il buon vecchio Bob Dylan When you’ve got nothing, you’ve got nothing to loose.


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martedì 10 aprile 2007 - ore 18:12


10 modi in cui le cose potrebbero andare peggio
(categoria: " Vita Quotidiana ")


1. potrebbe scoppiare una guerra nucleare
2. potrei ammalarmi e/o rimanere menomata e/o diventare sorda e/o cieca e/o muta e/o pelata
3. la Ryanair potrebbe aumentare le tariffe
4. potrebbe tornare il proibizionismo
5. potremmo essere invasi dagli alieni e ridotti in schiavitù
6. potrebbe davvero esistere Dio e l’inferno, o peggio, il paradiso
7. l’uomo che amo potrebbe innamorarsi di un’altra
8. Beautiful potrebbe finire
9. Costantino potrebbe fare un altro film
10. potrei restare incinta

Ok, queste ultime tre sono, per ovvie ragioni direi, alquanto improbabili. Sono lì solo per non farci entrare altri avvenimenti troppo catastrofici o dolorosi.

Qui, signori miei, c’è bisogno di una presa di coscienza e di un cambiamento decisivo, ma soprattutto...definitivo.




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domenica 8 aprile 2007 - ore 11:43


08/04/1994
(categoria: " Poesia ")





Cos’altro dovrei essere?
Cos’altro dovrei dire?
Cos’altro dovrei scrivere?
Mi piacerebbe essere come voi
Che vi divertite con poco
E’ tutta colpa mia
Accetterò tutte le accuse
Infondo è tutto quello che noi tutti siamo…
Tutte scuse



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giovedì 5 aprile 2007 - ore 21:53


Karma, stai calma...karmiamoci!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Avete presente uno di quei periodi della vostra vita in cui tutto gira assolutamente nel verso sbagliato? Sapete quei momenti in cui vi mettete a pensare che se capitano tutte a voi ci deve essere un motivo, per forza, che non può essere un caso, che forse l’universo sta cercando il modo per riequilibrare il vostro piccolo mondo. Allora vi mettete a pensare se avete da scontare qualcosa di grosso che giustifichi il fatto che tutto sta andando esattamente come voi non vorreste, con una sua chirurgica e allarmante precisione. Vediamo…fatemici riflettere...

ho rubato un ombrello ad una bambina – ma avevo sei anni, non conta dai

ho tentato di entrare gratis al cinema saltando giù da un muro sul retro – mi hanno beccato e ho pagato il biglietto, non conta

ho sfregiato la faccia di mia cugina su una sua fotografia – mi aveva fatto incazzare, ero giustificata

ho mentito tante tante tante volte ai miei genitori – ma lo fanno tutti no?

ho inventato un mucchio di balle per pararmi il culo un sacco di volte – embè?

ho copiato all’esame di maturità – vabbè…questa poi non si considera

quando lavoravo al videonoleggio ho detto un sacco di volte “Mi dispiace non c’è” se mi chiedevano un film che giudicavo idiota, così, solo per dispetto e…alla gente che mi stava sulle palle davo sempre i dvd rigati e…mettevo i film che non mi piacevano alla lettera sbagliata così nessuno li poteva comprare – vabbè chi se ne fotte…quelli con i cinegusti orribili devono a loro volta scontare qualcosa no? E la mia giustizia calava sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno…

una volta sono uscita con addosso i boxer del mio babbo solo per vedere quanto s’incazzava la mia mamma

una volta non ho avuto voglia di chiudere una finestra, sono entrati i ladri e ci hanno rubato in casa

a volte non ho voglia di vedere nessuno e fingo di dimenticarmi di richiamare…a volte non ho voglia di parlare, lascio squillare il telefono, e poi dico che non l’avevo sentito

se non ho voglia di guidare dico che non ho la macchina e mi faccio venire a prendere – vabbè non è grave

se qualcuno che non è carino mi chiede una sigaretta dico che le ho finite, e questo è impossibile – però…che la gente se le compri le sigarette!

una marea di volte faccio o dico cose stupide e poi do la colpa all’alcool, quando invece sono sufficientemente lucida da capire che cosa sto facendo

non vado mai a trovare la mia nonna

non vado ai funerali – eh non mi piacciono, che dovrei fare?

non ho mai restituito un paio di libri che mi avevano prestato

un sacco di volte ho trattato male gente che non se lo meritava – però non ho mai trattato male gente che se lo meritava….questo bilancia la cosa?

una volta da H&M mi ero fissata che volevo la XS di una maglietta…mentre me la provavo lo sapevo che non mi entrava, ma me la volevo infilare per forza. Quando me la sono infilata ho cominciato a non respirare più, allora ho tentato di togliermela, ma non usciva più. Allora l’ho strappata e l’ho lasciata lì. Sono andata alla cassa con una S e un sorriso finto – che dovevo fare? Morire soffocata da sola in un camerino?

un sacco di volte ometto di dire cose che mi riguardano

ho masterizzato, copiato, fotocopiato, fotografato cose che non avrei dovuto – hey questo lo fanno tutti!

ho deliberatamente sfoggiato sorrisi e vestitini estivi per non farmi fare multe – hey questo lo fanno tutte!

una volta ho rovesciato un’intera caraffa di Coca Cola in testa ad una bambina perché mi stava sulle palle – poi sono scappata alla grande perché era molto più grossa di me

quando sono in mezzo alla folla se la gente che ho intorno mi irrita sfodero i miei gomiti appuntiti un po’ più del dovuto

una volta non ho pagato un panino in un autogrill – beh ditemi che non sono dei ladri?

una volta la mia vicina mi ha lasciato la bambina e io…l’ho messa a sedere in terra e non le ho detto una parola fino a che non se l’è rivenuta a prendere – mi fanno paura i bambini, che devo fare? Perché? A voi no?

una volta mentre Tony faceva la doccia gli ho letto tutti i messaggi nel cellulare e…un’altra volta, sempre mentre faceva la doccia (si, è un ragazzo pulito), io ho…letto una lettera che teneva in un cassetto – non si fanno ‘ste cose, lo so lo so

e…tutta un’altra lunga serie di cose che sono troppo trivialmente personali per essere raccontate…

e…infine la peggiore in assoluto… ho tradito il mio ragazzo – sono stronza, si lo so. Però è stato per amore, non per uno sfizio

Ok…ok…si…forse non sono poi così karmicamente a posto, ma hey…non ho mai ucciso nessuno, mai rivelato un segreto, mai parlato male di anima viva o morta, mai tradito un amico, ho sempre detto ti amo con il cuore, mi sono sempre presa le responsabilità delle mie azioni, ho sempre aiutato tutti, sempre ascoltato, dico sempre quello che penso, non ho mai sfregiato un’opera d’arte, rubato (cose serie), qualche volta non ho fatto il biglietto dell’autobus certo, ma non sono mai, mai, mai, passata avanti a qualcuno in una fila!
Quindi mi chiedo…quando ci sembra che vada tutto da schifo…è perché effettivamente è così?
E se è così…infondo ce lo meritiamo? O siamo solo sfigati? O è così perchè è quello che ormai ci aspettiamo?
Oppure…sarà che ci sembra soltanto…che tutto sia nero?
Dobbiamo davvero solo aspettare che si diradi il fumo?
L’autopompa dei pompieri è davvero dietro l’angolo?
Sta arrivando sul serio?
O andrà tutto a fuoco…?


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sabato 31 marzo 2007 - ore 23:38


Esperienza gradita, ma non indispensabile.
(categoria: " Viaggi ")


Non andavo a letto a quest’ora dalla quinta elementare giuro. Sabato sera, 10.30 p.m. Incredibile. Il fatto è che le mie condizioni di salute in questa settimana non sono state buone. Tutta colpa del Rinovirus. Si, insomma...m’è venuto il raffreddore. Tutta colpa di un mio amico, il quale quando siamo a casa sua minaccia "O si smette di fumare o apro la finestra" e io ovviamente "Cosa faccio io? Vai...vai...spalanca spalanca!" Così mi becco il Rino e festa finita. Comunque la situazione già di per sè sanitariamente precaria oggi s’è aggravata ulteriormente. Colpa di trenitalia stavolta. Sono dovuta andare a Roma oggi. A Livorno stamattina c’erano -11 gradi, a Roma ce n’erano +45. Nello scompartimento della mia cacchio di carrozza dell’infame intecity plus da 25 euro delle 7 dell’alba c’erano -112 gradi. Riscaldamento rotto. Maledetti.
Poi mi sono successe due cose degne di nota in quel della capitale...
La prima: Roma è un casino. Su questo siamo tutti d’accordo. Io più che invecchio più mi accorgo che sopporto sempre meno il casino delle città grandi. No no no. Città da girare a piedi per me grazie. Comunque oggi m’è successa una cosa che mi è capitata sempre a Roma 12 anni fa. Camminavo in mezzo al casino totale di gente, al traffico, ai romani che si urlavano ecc...poi ho girato un angolo, mi sono ficcata in un vicolo e....silenzio. Un uomo suonava il violino e si sentiva solo la musica. La prima volta mi ricordo bene, stesso fatto, però P.zza Navona sulle note della Donna Cannone. "Strano" pensai allora. E "Strano" ho pensato di nuovo oggi.
La seconda: premessa: Qualche settimana fa ero al concerto dei MCR a Firenze. Tutti noncuranti della legge fumavano i cicchini e anche parecchie canne. Al che penso "A questo punto fumo anch’io, ecchecavolo!" Mi accendo un cicchino. Ad un certo punto dal fumo vedo emergere un uomo vestito di nero con l’auricolare che mi fa "E’ vietato fumare qui. La spenga subito!" Io butto un occhio in giro...non c’era cosa o persona intorno a me che non stesse fumando. Dico ok e la spengo. "Che palle" penso. Oggi pomeriggio: stremata mi piazzo sulla scalinata di P.zza di Spagna con il mio panino e azzanno felice. Sto ancora masticando quando ad un certo punto cala l’ombra su di me. Un uomo con la divisa mi fa "You cannot eat on the steps!" Mi guardo intorno...mangiavano tutti. Era un invasione di McDonald oggi...SupersizeTrinitàDeiMonti! Forse era uno di McDonald che puniva chi non aveva mangiato da McDonald? Dico "No problem" e me ne vado. "What the fuck?" penso. Visto che m’aveva scambiato per un...boh...ma cosa gli sembravo? inglese, irlandese, scozzese, australiana, sudafricana, canadese? Americana no. Per via del mancato Big Mac. Mi ha proprio irritato.
In ogni caso...ero andata a Roma per un colloquio per un lavoretto in quel dell’UK quest’estate...ma mi sa che non ne farò di niente. Mentre con grande disappunto dei miei vicini di posto riempivo di bacilli lo scompartimento a suon di starnuti e colpi di tosse, mi sono messa a pensare: Ma perchè io ho così tanti problemi con i lavori? Ma solo a me non mi piace niente? Ma voi i segoni mentali sul lavoro ve li fate? No...perchè io...vorrei tornare alla mia beata infanzia. Lì si che avevo le idee chiare. Si....forse ero un po’ influenzabile certo...ma almeno di settimana in settimana sapevo cosa volevo fare! Quando guardavo Indiana Jones volevo fare l’archeologa. Quando vedevo Debra Winger che flirtava con Robert Redford volevo fare l’avvocato. Quando guardavo Dirty Dancing volevo fare l’attrice così mi sarei fatta Patrick Swayze. Quando guardavo Martin Riggs, ovvio, poliziotta, il mio. Se guardavo Ritorno al futuro...niente....volevo solo essere Marty McFly, e basta. Holli Hunter, Dentro la Notizia, la giornalista. E quando ho visto Pretty Woman....


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