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Sono quattordici anni che cerco il rosso perfetto. Così oggi ci ho provato ancora una volta. Non è semplice. Innanzitutto io odio le profumerie: odio i profumi (quindi mi da fastidio respirarci), e odio le luci al neon (quindi mi da fastidio guardarci dentro). Quindi devo fare in fretta. Il secondo problema sono le marche: si devono assolutamente evitare quelle con le pubblicità dove compaiono attrici o modelle, tutte glamour e glitterate. Costano troppo. Tranne quella con Kate Moss, quella è accessibile, chissà poi perché. Ci sarà stata la svalutazione dopo che ha sposato quel tizio pazzo, boh. Il terzo, insormontabile, problema che mi ossessiona è, come dicevo, il rosso perfetto. E’ un casino. Troppo chiaro, troppo scuro, troppo water shine, troppo antiacqua (si, è vero, puoi baciare chiunque fino all’alba, ma è come un tatuaggio….pensaci, perché è per la vita), troppo liquido (te lo ritrovi sui denti appena sorridi, per non parlare della sigaretta, e di conseguenza delle dita, e di conseguenza dei jeans dove ti pulisci le dita…insomma…un calvario). E poi…il colore che vedi sulla confezione è ingannevole, quasi mai corrisponde a verità. Allora non ti resta che splamarti il tester sulla mano. E anche se dopo un’ora di prove sembri una controfigura di un film di Tarantino, è comunque inutile…perché sulle labbra di ogni donna lo stesso rossetto rosso sarà di un rosso diverso. Quindi…non ti resta che scazzare, per l’ennesima volta. Ho scelto quello che mi sembrava meglio. Sono arrivata a casa e me lo sono provato. Ecco. Infatti. Troppo chiaro. Dovrò continuare a mescolare tutti i miei rossetti rossi per ottenere il mio rosso perfetto. E allora mi chiedo: ma esiste davvero il rossetto rosso perfetto? O esiste solo al cinema? LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK domenica 18 febbraio 2007 - ore 18:54 Tutti gli uomini della mia mente Una volta il mio capo mi disse: “Cavolo Dile c’hai tre Herpes su quella bocca!” E io lo guardai male. Se il suo approccio con le donne è questo, ci credo che è zittello. Comunque mi fece: “Spero di non essere io che ti stresso al lavoro” E io colsi la palla al volo per fargli capire che le sue occhiatine trombine le sparava a salve e gli dissi: “Nooo…è solo che sai…già è difficile gestirsi un ragazzo alla volta….figuriamoci tre” Lui mi guardò storto. Avrà interpretato la mia frase in modo sessualmente ambiguo. Perché effettivamente era più facile intendere questo che la verità. La verità non era io che me la spassavo con tre bei ragazzi nel mio letto, ma che questi tre bei ragazzi se la spassavano con me nella mia mente. Una verità molto più difficile da spiegare. Non voglio stare qui a sproloquiare su tutti i vari tipi di amore che esistono, perché tutti lo sanno già da soli. Svariati. Passionali e teneroni. Sessuali e intellettuali. E poi…vediamo…Quelli che ti buttano fuori di testa. Quelli che non mangio/non dormo/non capisco nulla/non ci sono per nessuno/sono innamorato lasciatemi stare/ciao. Quelli impossibili. Quelli non corrisposti. Poi c’è l’amore filiale. C’è l’amore per un animale (No Kevin Smith non parlo di quello!). L’amore per la natura. La passione per qualcosa, che so…arte&Co. E chipiùnehapiùnemetta. E poi c’è lei…l’Amicizia (quella con la “A”, non con la “a”). Insomma si sa tutti no? L’amore, come concetto, abbraccia tutta una serie di sottocategorie nelle più svariate forme e intensità che è anche inutile provare a catalogarle. No? Quindi….detto questo….mi pare si possa affermare con sicurezza che…ogni rapporto interpersonale è diverso dall’altro. Così come sono diverse le persone e le forme di amore. Insomma a dirla tutta…si finisce dentro ad un groviglio labirintico di diversità e peculiarità che non se ne esce più. E non è tutto! Bisogna anche considerare le variazioni di intensità! Si…insomma…l’amore è una cosa capricciosamente variabile. Un attimo c’è e quello dopo no. Come quelle luci psichedeliche che fanno venire il mal di testa. A volte se ne va poi ritorna. Si affievolisce piano piano, a volte tutto d’un botto. Poi ci ripensa, ritorna, si rianima. A volte abbiamo meno bisogno di una persona, a volte non ne possiamo fare a meno. Fa così, a caso. E’ schizofrenico. E noi lì. A subirci i suoi sbalzi d’umore. E a volte i ragazzi sono come i cd. Ce n’è già uno nello stereo, ma te lo sei scordato, ce ne metti sopra un altro e quando spingi Play parte quello sotto, che t’eri scordata che c’era, e lì per lì non ci capisci nulla. E ti viene il dubbio…quello nuovo lo vuoi ascoltare ma ti viene a mente che quello che era già lì in effetti non era male. Quindi…digressione sui cd a parte, io lo so che è una cosa difficile da spiegare e da concepire, ma consapevoli di tutto questo…perché la gente mi guarda come se fossi pazza quando dico “sono innamorata di tre ragazzi”? E quando dico “innamorata” è ovvio….sto parlando di amori di diversa tipologia, intensità e modalità. Ma pur sempre di amore si parla. Con tutti i suoi strascichi, nel bene e, la maggior parte delle volte, nel male. IL MIO EX RAGAZZO: Ci sono ex ragazzi e ex ragazzi. Di alcuni, anche se siamo stati noi a mollarli, non se ne accetta la mancanza. Ora lo so che si leva il coro di dissenso di tutti quelli che sono stati mollati almeno una volta nella loro vita, ma…si cade vittime della “Sindrome da abbandono” anche se si era i carnefici. Non essere più innamorati di qualcuno, purtroppo, non ti fa smettere di amare una persona. Solo che da Amoreville, la strada verso Amiciziaville non è sempre facile. E’ tortuosa, rancorosa, accidentata, vendicativa, ventosa, sicuramente in salita. Le statistiche ci dicono che la maggior parte delle coppie si perde a mezzavia, e non arriva mai. E la vendittiana melodia Amici-mai-per-chi-si-ama-come-noi riecheggia minacciosa dietro ogni curva. Però l’amore c’è, la speranza e la fiducia si guarda di non perderle e ci si prova comunque. E, anche se molte volte ci si sente soli, su quella strada, si va avanti pensando: “Siamo sempre stati l’eccezione, e sia mai che anche in questo…” IL MIO MIGLIORE AMICO: Si. Lo so. Lo so. Sally Albright e Joey Potter insegnano. Ma che si deve fare? A sedici anni non pensi che di li a dieci anni si potrebbero scatenare incontrollabili passioni sessuali e amorose. Su…nessuno ci pensa. Conosci una persona e questa persona diventa il tuo &Garfunkel, &Pera, &Cigarettes, &Yoko, &Romina, &Sancho Panza, &Benji, &Shiro, &JD ecc. Insomma…ti accorgi che questa persona è…la metà complementare e…beh…poco importa che sia di sesso opposto. Anzi, più complementare di così? Poi però…gli anni passano, voi crescete, le cose intorno a voi cambiano. E ad un certo punto delle vostre vite, un’inaspettata sera… “Cavolo! Hey! Guarda!! Io sono un uomo e tu sei una donna!” E a quel punto, beh…tanti auguri. IL MIO AMORE IMPOSSIBILE: Conosci uno e dopo un battito d’occhi sei innamorato. Non c’è una ragione. Anzi, tutto urla l’esatto contrario. Incomunicabilità, litigate, incomprensioni. Ma…la chimica? Troppi film visti? Boh. Fatto sta che sareste pronti a seguirlo in capo al mondo. Partireste solo con i jeans, la maglietta e le convers che avete addosso. Se lui telefonasse nel cuore della notte e vi dicesse “Come here”, il vostro unico problema sarebbe trovare un posto su un aereo che parte di lì a un’ora. Però…lui parte, e voi piangete. Oppure partite voi, e lui non piange. E…titoli di coda. Luce. Uscite dalla sala disperati. L’AMORE CHE VERRA’: Bisogna crederci. Credo. Cioè…non è che ci credo…però credo che bisogna crederci. Ecco. Io ci voglio credere. Devo. LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK sabato 17 febbraio 2007 - ore 15:16 CRISI INTERNAZIONALE Allora, dopo la nostra ultima, tutt’altro che piacevole, chiaccherata….io e lo Yankee abbiamo entrambi optato per un silenzio stampa che perdura ormai da due settimane. Ora…per due che, diciamo così, non hanno nessuna intenzione di rivolgersi parola, è un gran vantaggio vivere in due Stati diversi, separati per giunta dal mare. E’ perfetto, perché non è come quando io mi incavolavo e non lo volevo vedere, ma si abitava tutti e due a Edimburgo. Era un vero casino. I buoni propositi lì duravano giusto un giorno, perché bastava mettere il naso fuori da casa e finivi sempre per incontrarti. E, per quanto una può essere incazzata...le persone come lui, anche se non hanno più scuse, riescono ad intortarti giusto con uno sguardo. A rigirarti come un Popples con un semplice sorriso. Per non parlare di cosa riescono a fare con tutto il resto. E’ così. Inutile negare. E’ una legge. C’entrerà la riproduzione della specie, non lo so, ma è così. Quindi… essere lontani è bello. Perché stavolta non verrò ne intortata né rigirata. Stavolta, ho pensato: “Vai Dile! E’ la volta buona che finalmente la smettiamo di pensarci. Non lo vediamo più. Pietra sopra”. Dile però non aveva considerato una cosa: il progresso tecnologico. L’essere umano, si sa, le pensa tutte per avere la sensazione che il mondo e tutto ciò che desidera sia a portata di mano… si parte dall’invenzione di Dio e si finisce fino a Internet. Il Web, WWW, Google, Wikipedia, Google earth, e-Mule, e-Bay, e-Mail, e-cc e-cc…pensate che sensazione. Bellissimo. Il mondo a portata di tastiera. Magnifico. Qualunque cosa tu voglia….CLICK…BUM…eccola. Un’informazione, un film, un cd, un paio di mutande usate di una qualche attricetta, un biglietto aereo, un fidanzato, qualunque cosa. Ti senti onnipotente. Quindi mi sembra ovvio che ad un certo punto qualcuno avrà pensato: “E le persone? Facciamo qualcosa anche per quelli che poverini si vogliono tanto bene e stanno lontani…” Le lettere? Si, figurati… Il telefono? Non basta, non basta…di più di più! Gli sms? Ci mettiamo anche il T9? Ancora di più! Ci sono! Facciamo come delle lettere che però si mandano attraverso Internet! Già fatto…questo funziona….ma a noi ancora non ci basta! Esigiamo l’impossibile!!! Siamo in pieno delirio d’onnipotenza!! Qualcuno sazi la nostra fame telematica di dominio!!!! E a questo punto….a questo punto….è arrivato il genio. Il genio che ha inventato MESSENGER. Messenger è una cosa meravigliosa. Invisibile, in linea, a pranzo, torno subito, al telefono, occupato, geniale. E’ un tuo posto privato pieno solo di gente a cui vuoi bene. E quando molti dei tuoi più cari amici vivono lontani da te…beh…a Messenger e al tizio che l’ha inventato gli sei davvero grato. Ma anche per gli amici vicini infondo…perché ho sempre pensato che parlare non è come scrivere. Quando uno scrive è più aperto e sincero di quando parla. Con questo non voglio certo dire che non parlo più con i miei amici, ci parlo un sacco, solo che, quello è un ulteriore, diverso, profondo, modo di comunicare. Insomma…alla fine dei conti: Messenger è una cosa buona. Fino a che…ti sbatte in faccia il rovescio malefico della medaglia. Fino a che…nel tuo meraviglioso posto privato pieno di persone a cui vuoi bene ti ci ritrovi costantemente UNA persona che non vorresti vedere. In queste due settimane si è scatenata una vera e propria Guerra Fredda Italia-USA. Fare l’accesso a Msn era diventato come quando mesi fa andavo in un locale dove sapevo che presto o tardi lui avrebbe fatto il suo ingresso teatrale. Un incubo. Riuscite ad immaginare quali e quante seghe mentali si scatenavano nella mia testa appena accendevo il computer? Se mi parla non gli rispondo. Però se non gli rispondessi farei la figura della stupida. Uffa, perché non mi parla? “Tony ha appena effettuato l’accesso”. Oddio non sono invisibile. Ecco, si è disconnesso senza dire una parola. Bastardo. E’ occupato. Con chi parla quello stronzo? Più o meno l’andazzo mentale era questo. Insomma, in pratica, come quando si viveva nella stessa città. Mi stava rovinando Messenger, lo Yankee. Quindi...oggi ho finalmente preso una decisione. Ho cliccato con il destro sul suo nome e…ELIMINA CONTATTO. Andato. Yankee via. Vedo più. E sono felice. Sono libera. Non voglio che questo tizio continui ad influenzarmi. Eliminato. Può darsi che ci sia, ma non mi pongo il problema. La Guerra Fredda per quel che mi riguarda è finita. Lui non è più sulla mia cartina. E…magari…fra un po’…staccherò anche le sue fotografie dal muro. LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK giovedì 15 febbraio 2007 - ore 12:28 Bridget Jones mi fa una pippa Qualche giorno fa… I miei sono partiti per una settimana. Io, finalmente, di nuovo sola in casa. Non mi sembra vero. E sempre qualche giorno fa... Ore 14.30: mi sveglio. Ore 14.32: bevo caffè. Ore 15.00: mi sveglio e mi accorgo che ho esaurito la scorta cibo-da-dvd/libro/computer. E visto che in questo periodo guardare film, leggere e stare al computer mangiando e bevendo ogni sorta di schifezza e fumando cicchini è diventata la mia principale occupazione, decido di vestirmi e uscire di casa per andare all’Ipercoop. Berretto calato sulla faccia, occhiale da sole, calzini spaiati (tanto nessuno li vede), scarpe da tennis bucate (tanto non piove), cispa nell’occhio destro, canottiera della salute ancora sotto la maglietta, mi avvio verso il centro commerciale. E’ una di quelle cose, sapete…che anche le ragazze più fissate con trucco e parrucco, tutte rossetto e pizzi, di solito fanno, se sanno di fare una spesuccia che richiede giusto 5 minuti. Inutile fare il restauro completo di un’ora, soprattutto se non si è ancora completamente svegli. Verrebbe fuori una cosa tipo quadro di Picasso, che io oltretutto non sopporto. E…si, lo so…di solito il non-restauro corrisponde matematicamente all’incontro-con-ragazzo-bellissimo. Ma, fortunatamente, non era quello il giorno. Ho davvero scritto “fortunatamente”? Vabbè……comunque… Mentre mi aggiravo fra gli scaffali per il mio junkie-food-shopping…li ho visti. Il mio ex/ex ragazzo e la sua nuova/nuova ragazza che facevano la spesa. Embè? Penserà qualcuno. Eh lo so…Embè? Il fatto è che…queste cose fanno pensare. Questi due ragazzi sono andati a vivere insieme da poco. Nella loro casa. “Loro”. Loro due sono un “Loro”. Io quando ero un “Loro” ho fatto consapevolmente di tutto per tornare ad essere un “Me”. E ora come sono? Un “Me” incasinato. Un qualcosa tipo…“Un po’ Me un po’ Lui”? In pratica un Me disperato. E loro invece…loro erano lì che facevano la spesa insieme. Con del cibo che avrebbero cucinato insieme. Cibo vero. Cotto. No pizza scongelata nel microonde mangiata davanti alla tv maledicendo sky che fanno tutti film già visti. Cibo mangiato a tavola insieme. Non da soli a sedere sul tappeto del salotto. E io? E io eccomi lì. Marshmallows e birra in una mano, M&M’s e Pringles nell’altra, Coca Cole sotto le ascelle, che mi nascondevo fra gli scaffali mentre inciampando mi cadevano dalle orecchie gli auricolari dell’Mp3. Maledetta Me. LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK mercoledì 14 febbraio 2007 - ore 18:25 COCCIA E INCOLLA “L’altro giorno, non mi ricordo dove, ho sentito che è tipico degli amori quelli veramente unici di finire in maniera tragica. E’ proprio un meccanismo del cervello di far finire tutto in una enorme botta piuttosto che vederlo svanire ed appassire. Bello, io ci credo. Probabilmente se avessimo continuato a stare insieme ti avrei ucciso. Così, a caso. Secondo me è così e questo mi conforta un po’” “Beh allora dovresti ringraziarmi, ti ho salvato dall’ergastolo” Ci sono cose di cui vorrei parlarti. Ci sono cose che vorrei chiederti. Tue opinioni che potrebbero essere fondamentali per le mie scelte. Strade che avrei potuto prendere se solo tu mi avessi detto che era giusto. Canzoni che ascolterei se tu mi dicessi che sono belle. Libri che leggerei e annuserei se tu mi dicessi che ne vale la pena. Film che vedrei solo con te. Cibi dalla strana provenienza e dall’aspetto incerto che assaggerei. File ai check in in cui ti guarderei incuriosita ed emozionata. Luoghi nuovi che esplorerei con la gioia di farlo. Sigarette che ti darei volentieri. Lunghe chiaccherate per tirare fuori la verità sperando che duri. Ci sono litri di lacrime che ti farei asciugare. Abbracci che ti regalerei con gioia. Quadri che ti avrei fatto fissare per ore. Odori per strade che ti avrei fatto annusare la domenica mattina presto. Facce, anime e storie che vorrei tu avessi conosciuto. Un grande mi dispiace che forse avrei dovuto dirti meglio. Uno strano periodo di cui tu ovviamente hai visto solo una faccia. Tanto dolore di cui tu naturalmente non sospetti l’esistenza. Una decisione difficile che ho dovuto mantenere con una forza e un’insicurezza che non ti ho mai mostrato. Dubbi di cui non sospetti l’esistenza. Il perdono verso me stessa a cui mi sono dovuta costringere che tu non sai. Un periodo così lungo e difficile per me che non ti ho mai svelato perché non ne avevo il diritto. Rispetto per se stessi così forte da portarti avanti. Meccanismi di difesa che ti portano ad escludere tutto e tutti. Questioni in sospeso. Cadute. Fosse scavate con le mie mani per poi risalire. Tu che ogni volta cerchi di relegarmi in quella fossa. Diverse reazioni ai problemi. Silenzi troppo troppo lunghi. Parole e frasi dette con cattiveria. Incomprensioni che cominciano a puzzare. Rancori al monossido di carbonio. Rinnegazione del passato per non impazzire nel presente. Delusioni. Rancore pesante. Ironia affilata. Solitudine. Rassegnazione. Mancanza. Riavvicinamenti e distacchi. Manipolazione della realtà. Reinventare il passato per renderlo accettabile da odiare. Censurare i sentimenti. Fiducia. Odio odio. Respingere. Trattenere. Soprannomi divenuti fuori luogo. Ricordi dimenticati. Finte lontananze. Superficialità. Estirparti dalle mie abitudini. Tenerti fuori. Relegarti in un posto indefinito. Eliminarti dalle mie emozioni. Sentirsi buttare fuori. Sentirsi un bersaglio. Sentirsi accusare. Sentirsi eliminare. Aver condiviso qualcosa con qualcuno e sentirsi dire che era troppo. Che era pesante. Carezze finte. Finte coltellate. Rabbia. Vuoto. Mancanza. Dolore. Ricordi. Speranze. Comprensione e pazienza. Le persone non cambiano. Reagiscono ai cambiamenti, e basta. Ho riempito di parole e disegni un muro, non lo ridipingere di bianco ti prego. Perché io…li ho sempre odiati, i muri bianchi. ![]() LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK lunedì 12 febbraio 2007 - ore 01:43 Marte e Venere Qual’è il rapporto giusto? Quello in cui uno dei due è il servo dell’altro? Quello in cui c’è una dipendenza? Quello in cui uno fa la parte della croce rossa? Quello di una notte? Quello che dura da una vita? Qual’è il giusto limite nei rapporti? Quando si deve troncare? Perchè quando c’è l’amore e la stabilità ci si sente soffocare e si vuole la passione? Per sentirsi vivi. Perchè quando c’è la passione ci si sente instabili e in balia dell’altro e si cerca l’amore? Per sentirsi al sicuro. Qual’è il prezzo che si paga per mescolare la propria vita a quella di un altro? Ne vale la pena, mi chiedo, se poi, alla fine ci si trova senza niente? Quando tutto è finito. Lo so che il rischio va corso. Ma, davvero, qual’è, il rapporto sano? Esiste davvero? Qual’è il limite che non si deve superare? Cosa, esattamente è sbagliato? Tutti i rapporti sentimentali che viviamo infondo...si cerca di farli rientrare in una categoria, in una di quelle che ci hanno insegnato, e questo è un casino. Tutti tendono ad avere un opinione sull’amore, ma tu che ci sei nel mezzo non sai neanche di che stanno parlando. Come si fa? voglio passare la vita con te. Io non so neanche chi sarò fra dieci minuti.. sei troppo dipendente. Io ti voglio vicino a me. sei troppo indipendente. Io voglio essere libero. voglio stare con te. Io no. non voglio stare con te. Ma io ti amo. voglio dormire con te. Devo alzarmi presto domani. abbracciami. Mi soffochi. ti vengo a prendere dopo. La solita routine. non stiamo più insieme, non ti vengo più a prendere. Mi manca quando mi venivi a prendere. ti ho tradito. Non esisto più per te. voglio prendermi una pausa. Io no. andiamo a vivere insieme. Non lo so, non ci ho mai pensato. restiamo amici. Non se ne parla. voglio fare l’amore. Io voglio fare sesso. voglio fare sesso. Ma io voglio fare l’amore, vieni qui che ti coccolo. che ti succede? Mi sento strana, ma non dipende da te. a che pensi? Cerco di capire a cosa pensi tu. come stai? bene. Come si fa a stipulare un accordo fra due persone che stanno bene insieme, ma che assolutamente, non vogliono la stessa cosa? C’è ancora speranza o è tempo di scendere a patti con il compromesso? Lo so che non esistono regole. Ma io sono sveglia, ti guardo dormire e non posso fare a meno di chiedermi, di nuovo...qual’è il rapporto giusto? LEGGI I COMMENTI (8) - PERMALINK giovedì 8 febbraio 2007 - ore 19:39 Tu, tu che sei diverso. Almeno tu, nell’universo. Grazie. che sei come sei che tutto cambia, tranne noi che non mi giudichi mai che qualunque cosa fai, a me non m’importa per le decine di milioni di parole per tutta la filosofia condivisa che sei una persona pura per le tue vene per i tuoi muscoli perfetti che sei sempre li per la tua voce Ti sono grata. che in dieci anni siamo rimasti gli stessi per aver mescolato il tuo sangue con il mio per l’amore che ci siamo dati e per quello che abbiamo fatto per i tuoi sguardi per il tuo modo di essere perchè il mio amore è disinteressato perchè abbiamo un’opinione su tutto per le contraddizioni per il nostro mondo privato perché nessuno mai ci potrà entrare Ti sono riconoscente. per tutti i tuoi baci che conosci la mia verità prima di me per i sussurri per le carezze perché mi fai sentire bellissima per la prima volta che ti ho visto per quando a 16 anni volevi ucciderti perchè sei il metro di giudizio per ogni ragazzo che incontro perché eravamo provvisori nella nostra pelle per tutte le nostre elaborate teorie perchè ti vado bene come sono Ti sono debitrice. perchè sei intelligente perchè sei familiare per il legame viscerale per la tua maglietta verde perchè passiamo ore ad analizzare tutto perché ci siamo creati insieme perché io con te ci farei un figlio perché al posto del cervello c’hai un labirinto perchè non ti devo mai spiegare niente per quando mi prendi le mani perchè sei il mio migliore amico Ti amo perchè almeno tu, qualunque cosa succeda con me non cambi mai Ti amo perchè almeno tu, non mi presenterai mai il conto per quello che mi dai LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK martedì 6 febbraio 2007 - ore 21:12 il vaso di pandora Quando passi troppo tempo da solo, se sei l’ultima persona con cui dovresti stare. Quando ti accorgi che hai smesso di parlare, e gli altri di ascoltare. Quando non sai più che domande fare. Quando sei l’unica che scoppia a piangere nel cinema. Quando passi ore seduto sul fondo della doccia. Quando fumi troppo. Quando sei così stufo dei soliti discorsi che nemmeno tu ti ascolti più. Quando non ti alzi dal letto. Quando ti rendi conto che niente ti mette di buon umore. Quando per stare con la gente hai bisogno di bere il tuo corrispondente in litri. Quando certe canzoni non le puoi più ascoltare. Quando nemmeno la cioccolata basta più. Quando non guardare al passato perchè ti fa male. Non guardare al futuro perchè ti viene l’ansia. Non guardare al presente perchè non c’è niente da guardare. Quando sei assolutamente immobile. Quando sei diventata una maestra nell’ammazzare il tempo. O te o lui. Solo che disgrazia tua, lui è più veloce di te. Quando cominci a parlare da solo in un’altra lingua. Quando ti accorgi di dire sempre sto bene. Quando ormai nessuno ti chiede più niente. Quando vorresti essere altrove. Quando non hai proprio idea di che cazzo fare. Quando di rendi conto che il male deve uscire tutto fuori dal tuo vaso, Pandora cara. Prima di vedere che almeno la speranza c’è rimasta, sul fondo. LEGGI I COMMENTI (5) - PERMALINK domenica 4 febbraio 2007 - ore 13:34 PERSONE Semplificando in modo eccessivo, si può dire che ci sono 4 tipologie di persone: LE PERSONE CATTIVE: le persone cattive sono quelle che si divertono a far del male agli altri, o che traggono infinito piacere dal vedere soffrire la gente. Io sono stata fortunata. In vita mia non ho mai incontrato una persona cattiva. Prima pensavo di si, la mia professoressa di filosofia del liceo...ma ora, a distanza di anni, capisco che era solo frustrata, non era cattiva. Insomma si parla di roba pesa qui…godere nel far male…cose brutte. Siamo ai livelli estremi…Hitler, Titti o che ne so….Mr. Blonde. LE PERSONE BUONE: loro sono buone. Se fanno del male a qualcuno non lo fanno certo perchè ci godono, è che sbagliano soltanto. Infondo sono umane anche loro. E quando una persona buona fa del male a qualcun’altro, soffre. Il mondo, secondo la mia visione ottimistica di questa mattina, è popolato soprattutto da questo tipo di gente. Grazie al cielo. LE PERSONE COMPLICATE: loro sono le più difficili da gestire, anzi, è quasi impossibile. E’ un lavoro che richiede impegno e dedizione e anche in quel caso non è detto che le cose vadano bene. Non ci sono garanzie con questo tipo di persone, ma ahimè questa tipologia è quella che attrae maggiormente. Insomma voglio dire...a tutti sarà capitato di avere a che fare con un rappresentante di questa categoria. Sono quelle persone che ti fanno urlare "Perchè???" sotto la loro finestra in una notte di pioggia. E’ successo a tutti no? In ogni caso...quando le persone complicate fanno del male a qualcun altro non è come per le persone cattive, è che loro sono fatte così. Non lo fanno mica apposta. Con loro può succedere e basta. E’ un po’ come con le sigarette…c’è scritto sopra che sono potenzialmente pericolose, ti avvertono. A tuo rischio e pericolo. E se ti piace fumare, fuma. Però se poi ti becchi qualcosa, sono affari tuoi. Eri stato avvisato. Io non ho nemmeno mai pensato di smettere, guarda un po’ come son fatta male. Quindi insomma, nonostante questa gente ci faccia soffrire, ci spiazzi, ci distrugga, ci faccia impazzire eccetera, alla fine gli si rimane accanto. Non perché si è scemi o masochisti, ma perché le amiamo. Un’esempio di persona complicata? E’ facile…per rimanere in tema tarantiniano: Bill. L’esempio perfetto. Avete presente cosa dice alla Sposa verso la fine del Vol.2 ? Se c’è qualcuno che ancora non ha visto Kill Bill (che ci fate ancora qui? Andate al videonoleggio subito!! Forza!!), vi faccio un riassunto veloce: Bill e la Sposa sono due killer innamorati, lei scopre di essere incinta e fa credere a Bill di essere morta per cambiare vita, Bill lo scopre e il giorno delle nozze di lei va in chiesa e fa una strage. Lei è lì vestita da sposa con il suo pancione e lui la fa picchiare a sangue, poi le spara in testa e la lascia lì a morire. Che bastardo malefico, penserà qualcuno. Alla fine le spiega il suo gesto. Avete presente che cosa le dice? "Ho reagito male" e aggiunge: "Io sono un killer, un assassino bastardo, tu lo sai, e ci sono delle conseguenze quando spezzi il cuore a un assassino bastardo" Non fa una piega. Ecco. Bill è una persona complicata. Poi c’è un’altra categoria di persone, la peggiore in assoluto… LE PERSONE BUONE CON RISERVA: questo tipo di essere umano è fondamentalmente buono. Però rimane tale fino a che non succede qualcosa. Se per caso voi sbagliate qualcosa queste persone non perdonano. I rappresentanti di questa categoria ispirano una fiducia infinita, ispirano un amore potente, e voi vi fidate, vi mettete nelle loro mani, li adorate. Difese abbassate. Vulnerabilità totale. Ma attenzione a quello che fate. Perché ogni passo falso, ogni errore che commettete, vi si rivolterà contro. Questa gente conosce i vostri punti deboli perché voi glieli avete fatti vedere tutti. E poi…un vostro errore e loro subito...affileranno la spada, mireranno, e appena sarete a portata di lama...ZAC! Affondata laddove sanno che vi fa più male. E voi rimanete lì, soli e indifesi, a morire dissanguati, come dei perfetti coglioni. LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK sabato 3 febbraio 2007 - ore 18:56 EDIMBURGO, SECONDO ME Una donna lasciata da sola con il suo Moleskine rosa fucsia nella Inspiring Capital e questo è il risultato...in quattro giorni ho scritto una quantità di cose pari a quelle che ho scritto in quattro anni. E qualcosa lasciamola passare dalla carta allo schermo... ![]() 29 gennaio: IO, E LA PACE Eccomi lì. Io con il mio caffè-to-go da 2 pound. Mi guardo in una vetrina e mi sento a posto. Attraverso il cimitero. Gli alberi di Rowan, come quello tatuato sulla mia caviglia, sono nudi in questa stagione e un po’ vergognosi mi danno il benvenuto nel viale dei Princes Gardens. Mi siedo su una delle tante calde panchine di legno in-memoria-di. La fontana di Ross, asciutta e silenziosa, mi nasconde il sole. Guardo il castello sul suo vulcano spento. E’ lunedì mattina, non c’è nessuno. Le paure, i dubbi, le paranoie, la tristezza, in questi cinque minuti, non fanno parte di me. 29 gennaio: IO, L’IDIOTA (come cambiano le cose) Sono le 21.30, sono in una camera d’ostello da sola, con una giapponese che parla in un brodo di giuggiole con un tipo inglese che sono sicura le sta dicendo di amarla. E io? Io sono un’idiota. Il mio yankee, che volenti o nolenti, è stata la forza motore di questo mio insano trip si è barricato in casa senza la minima intenzione di vedere nessuno che non sia se stesso. Mi sento un’idiota. Avete presente quei film? Che iniziano con la protagonista, una sfigata cronica, che va a fare l’improvvisata all’ignaro amato e lo trova che sguazza allegramente dentro un’altra? Ecco, siamo a questi livelli di patetismo. Oramai lo sanno tutti. Il mio zimbellaggio stasera è arrivato in tre stati: Scozia, Spagna e Italia. Se conoscete qualcuno che non sa che sono un’idiota, per favore, fateglielo presente. Che tutti ne prendano atto: sono un’idiota. E il quadretto tocca le vette del grottesco se vi figurate per bene la scena: nel mio pigiamino a righe, chinata gobba sul mio taccuino, circondata da una montagna di kleenex usati, che fra uno starnuto e l’altro cerco di buttare giù aspirine in modo da non farmi venire la febbre a 40 e poter finalmente fuggire lontano da lui e tornare alla mia noiosa città. Ho avuto voglia di picchiarlo svariate volte, e un paio l’ho anche fatto, ma stasera ha raggiunto un picco di TONISMO difficile da raggiungere anche per lui! Maledetto Colombo, i blue jeans, la Coca Cola, le patatine fritte, il Jack Daniel’s, Memphis, Elvis e tutto lo stradannato Tennessee!!! 30 gennaio: LA MIA STRAMALEDETTA CARTA DI CREDITO Questa mattina, per sfuggire alla paranoia della sera scorsa e alla botta da aspirina, seguendo il precetto “Shopping is cheaper than psycanalist” ho imbracciato Carta di credito e sono partita all’assalto della città. Ora, io lo so che non si può diffamare pubblicamente le carte di credito, quindi non lo farò…ma dovete sapere che qualche giorno all’anno, ESSA non funziona. Non va, non c’è versi. Manco a dirlo, oggi era uno di quei giorni. E mi è stato comunicato nel peggiore dei modi: mentre cercavo di pagare uno straordinario vestitino anni ’50 in saldo. Niente. L’ho dovuto lasciare lì. Sconsolata mi sono avviata ugualmente verso Princes Street, dove ci sono 4 tappe d’obbligo da rispettare: H&M: se si entra nell’H&M tunnel è impossibile uscirne. Se non esistessero i jeans DIVIDED io andrei in giro nuda. Quando sono uscita senza buste avrei voluto uccidere qualcuno. OFFICE: è un negozio di scarpe, una piccola Camden Town nel cuore di Edimburgo. Fatevi venire a mente un paio di scarpe...da Office le trovate. Di vernice, a pois, a righe, scozzesi, con le paiettes, col tacco, senza tacco, una col tacco e una no, scarpe con la faccia di Spongebob, scarpe con le orecchie (lo giuro!) e poi loro…le CONVERSE. Tante di quelle converse che non ci crederebbe Chuck Taylor in persona, buon anima. Quando sono uscita ero depressa. ANN SUMMERS: questo negozio soddisfa in pieno la mia mania del momento: la biancheria intima spinta. Non del tipo sadomaso eh…non pensate male…più del tipo Kirsten Dunst in Marie Antoniette. Riuscite ad immaginare il corredo di una prostituta di un bordello parigino degli anni ’20? Ecco, moltiplicatelo per cento e avrete una vaga idea di quello che si può trovare da Ann Summers. Quando sono arrivata ai polsini di pizzo e raso sono uscita piangendo a dirotto. Preso mentalmente nota di far mangiare all’impiagata delle ***** il mio inutile pezzo di plastica appena tornata a casa, a quel punto che fare? Ovvio. Caffè. Procurarmi la dose non è stato difficile visto che, secondo un rapido calcolo, c’è uno Starbucks ogni 7 abitanti del pianeta. Dopo di che…ultimissima tappa: THE NATIONAL GALLERY OF SCOTLAND: ci sono solo due cose che sono tornata a vedere in realtà, anche perché per il resto il museo è una specie di magazzino di quello che non c’è stato modo di far entrare in quello di Trafalgar Square. Sto parlando di: LE TRE ETA’ DELL’UOMO…capolavoro ingiustamente non considerato di Tiziano. Se vi capita di vederlo, evitando di far caso ai tre bambini che si…sembrano degli sharpei…concentrate l’attenzione sul modo in cui il seminudo bel ragazzo guarda la sua pienotta e vestita donzella. Dio…che meraviglia. LE TRE GRAZIE…una delle due copie del Canova che, come puntualmente precisato, è stata ceduta alla povera Scozia da Londra. Grazie tante, troppo buoni. Comunque questa nivea scultura, lo giuro, insieme a Tori Amos quando suona il piano, Penelope Cruz e Kate Winslet, è l’unica cosa che tira fuori la lesbica che è in me. 31 gennaio: EDIMBURGO: QUELLO CHE LE GUIDE NON DICONO OLD OLD OLD: la città in realtà non è tutta così vecchia come potrebbe sembrare. Gli edifici più recenti sembrano vecchi come i loro antichi vicini perché c’è qualcosa nell’aria che li rende dello stesso colore grigio e un po’ ammuffito. E se a qualcuno viene voglia di dire “che tristezza”…No. La tristezza non abita qui. E se vi capita di sentirvi tristi, entrate in una caffetteria a caso e mangiate una fetta di un dolce a caso. La tristezza uscirà dal vostro corpo in un baleno. E tornerà altrettanto in fretta quando riguarderete il vostro corpo dopo un mese. Ma voi dite come me: “Questa cavolo di lavatrice non funziona! Mi ha di nuovo ristretto i jeans!!” E la tristezza sparirà di nuovo. ROYAL MILE: dal castello giù giù per un miglio fino alla residenza reale. C’è chi se la fa in bici, come il principe Carlo, c’è chi, come me, se la fa a piedi. Royal Mile è come la vita, cammini sulla via principale ma le vere meraviglie sono ai lati. Sto parlando dei Closes. Quei magici vicoli, un numero impecisato, giuro me li sono fatti tutti. Il mio preferito comunque rimane lui, Advocate’s Close…uscito direttamente dalla penna di JK Rowling, dietro una misteriosa insegna degna di Diagon Alley nasconde la casa più antica della città. E se vi venisse voglia di farvi leggere le carte o la mano o quello che volete c’è una chiesa sconsacrata dove per venti sterline vi diranno esattamente quello che volete sentire. Ma se volete la verità, se osate sfidare i lumini fuori dalle porte antiche dei cartomanti veri, addentratevi in Brodie’s Close. Niente paura e buona fortuna. E se mai vi capiterà di passare di la verso le cinque di mattina, quando tutti ancora dormono e i corvi ancora non sono di malumore, godetevi il suono dei vostri passi sulle pietre e fatevi confortare dalle campane di Saint Giles quando vi risuoneranno intorno….e dentro. LE SALITE: forza non vi fate abbattere, diventeranno discese molto presto! E poi, andiamo…una settimana di queste strade e il vostro didietro sembrerà l’abbraccio di due Pringles!! [Scrubs stagione 1, ep.1. n.d.r.] LO SCOZZESE: non è colpa vostra, davvero. Non sono stati anni di studi e soldi buttati al vento. Anche la Regina Madre non capirebbe un’acca. Se siete in difficoltà ci sono due parole a cui potete ricorrere: CHEERS, quando aprono una porta, quando vi danno qualcosa, quando brindate, sempre. E poi, ovviamente, il mio verbo preferito in inglese: GET. Get va sempre bene. Io quando non ricordo una parola ci schiaffo un GET , me la cavo alla grande e sono pure cool. GET è il PUFFARE dell’inglese. You get it? GLI SCOZZESI: è vero che quando parlano sembra che ti voglino uccidere…tanto per rendere l’idea nella versione originale dei Simpson, Willy il giardiniere sempre incazzato, è scozzese. Ma tranquilli, abbaiano ma non mordono. Uno, in fila al check in davanti a me m’ha chiesto scusa perché dovevo aspettare. Sono creature buone. L’unica cosa, non vi fate venire in mente di chiamarli britannici o inglesi perché sarebbe come sventolare bandiera inglese a Dublino il giorno di San Patrizio. Comunque le bandiere scozzesi tatuate sulle braccia degli uomini dovrebbero ricordarvi di evitare l’errore... LA POESIA: per chi ama i cambiamenti, per chi non ha paura delle salite, per chi ama l’antico, per chi ama la magia, per chi ha voglia di una birra, per chi gli piacciono i quadretti, per chi è strano, per chi si vuole guardare dentro, per chi ama il verde, per i drogati di caffè, per quelli golosi, per i malinconici, per gli esploratori, per chi non gliene frega niente di scivolare ogni tanto, per chi ama il gotico, per chi…all’anima della festa preferisce quella in un angolo persa dentro se stessa. Per me di sicuro... LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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