BLOG MENU:


dile, 27 anni
spritzina di Firenze/Livorno
CHE FACCIO? Under Construction
Sono sistemato

[ SONO OFFLINE ]
[ PROFILONE ]
[ SCRIVIMI ]



Solo in questo BLOG
in tutti i BLOG


STO LEGGENDO

L’ordine della fenice

Dylan Dog

Il meglio che possa capitare a una brioche
-Pablo Tusset-

The Goblet of fire
-JK "the one" Rowling-

La casa de los espiritus
-Isabel Allende-

Michelangelo: biografia di un genio

Ninna nanna
-Chuck Palahniuk-

Morte malinconica del bambino ostrica
-Tim Burton-

Il Signor Malaussene
-Daniel Pennac-

E NON DIMENTICHIAMO I PREFERITI IN ASSOLUTO:














HO VISTO

Ennio Morricone al Piazzale Michelangelo


La divina Tori Amos al Verdi di Firenze...:

Cambio d’indirizzo
The snatch
Dopo il matrimonio
Romances and cigarettes
Ascensore per il patibolo
L’ordine della fenice (eh..harry harry harry.... -come uccidere un libro- parte V)
L’amore giovane
City of God
Deja vu
Monster’s ball
Profumo
Grindhouse
AmoresPerros
The Darwin Awards
Miss Potter
La vida de nadie
Artemisia
Lock and Stock
Pirati dei Caraibi - ai confini del mondo che bei sogni stanotte...
Zodiac
Bandits
Spiderman 3 (ma cosa gli avete fatto? maledetti inventori di sequel!!)
Ricomincio da tre
Sin City
Mio fratello è figlio unico
Numero 23
Gilmore Girls (I missed you!)
The departed
Desperate Housewives
Lost (mi ci intrippo)
Dr.House (il mio mito)

OVVIAMENTE NON SI POTREBBE STARE SENZA QUEST’UOMO:



E SENZA QUESTO PARGOLO:


"userò il vasino quando mi sentirò pronto! fino ad allora continuerete ad igienizzare il mio crepaccio sentendovi onorati dell’opportunità!!"

E NATURALMENTE, L’UNICA FAMIGLIA CHE SI PUO’ DEFINIRE UN’ISTITUZIONE:



E NON DIMENTICHIAMO MAI QUELLI CHE PREFERISCO:

































































E non posso non....
IL MIO FREAK PREFERITO:












STO ASCOLTANDO

Finalmente in tutti i negozi di dischi, e su emule:



Cantanti del mese:

Ani Di Franco


Mr. Johnny Cash


Regina Spektor


e naturalmente...Tori Amos


Canzoni del mese:

Us
-Regina Spektor-

Turn on me
-The Shins-

Whistles the wind
-Flogging molly-

Stuck in the middle with you
-Reservoir dogs Sndtck-

Bohemian Rhapsody
-Queen-

Girl you’ll be a woman soon
-Pulp fiction Sndtck-

Where the streets have no name
-U2-

NEW SLANG
-the Shins-


La colonna sonora della vita:

LEI


LUI


E LORO

-i Cake-


-gli Shins-

Inoltre...

Modena City Ramblers
Floggin Molly
Green Day
Lorenzo
Janis Joplin
Dido
Hole
Placebo
Cisco
Radiohead
Oasis
Carmen Consoli
Verve
Coldplay
Soundtracks (Amelie, Frida, Garden State, Elizabethtown ecc...)
PJ Harvey
Fiona Apple
Sinead O’Connor
Cranberries
Bob Dylan
Daniele Silvestri
Nick Drake
Tom Petty
Elvis
Ligabue
Patti Smith
Jeff Buckley
Verve
Weezer
U2
Mando Diao
Doors
Bobo Rondelli
Queen
System of a down
Velvet undrground
Shocking blue



ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Mi vesto come mia wallace per andare al lavoro....

ORA VORREI TANTO...

fare due passi...
daQUI a QUI...
insomma...in pratica, essere qui:



STO STUDIANDO...

si...hem...scusate? da dove si passa per...? dov’è che devo andare? per di qua dove vado a finire? scusate?...qualcuno!


OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata


BLOG che SEGUO:


Thrilly Solespento SweetWine Rohypnol Grezzo agorafobic albecas Mirò *hide* GreatFang dharma thelma

BOOKMARKS


Borat for President
(da Cinema / Attori e Attrici )
Zach Braff's Blog
(da Cinema / Attori e Attrici )
Ani DiFranco
(da Musica / Cantanti e Musicisti )
Edinburgh Festival
(da Viaggi e Turismo / Agenzie )
Nirvana
(da Musica / Cantanti e Musicisti )
Nick Hornby
(da Arte e Cultura / Narrativa )
Dublin
(da Viaggi e Turismo / Riviste e Guide )
Edinburgh
(da Viaggi e Turismo / Riviste e Guide )
The shins
(da Musica / Cantanti e Musicisti )
Frida Kahlo
(da Arte e Cultura / Cartoni & Fumetti )
Cake
(da Musica / Cantanti e Musicisti )
Tori Amos
(da Musica / Cantanti e Musicisti )
Alanis
(da Musica / Cantanti e Musicisti )
Harry Potter
(da Arte e Cultura / Narrativa )
BOOK CROSSING
(da Arte e Cultura / Narrativa )
Modena City Ramblers
(da Musica / Cantanti e Musicisti )
GreeN DAY
(da Musica / Cantanti e Musicisti )
SOLELUNA
(da Musica / Cantanti e Musicisti )



UTENTI ONLINE:




(questo BLOG è stato visitato 6572 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]

APRILE 2026
<--Prec.     Succ.-->
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30


-The Elephant House (Edinburgh) 25/03/06, photo by Laura-



"Life has a funny way of sneaking up on you
When you think everything’s okay and everything’s going right
And life has a funny way of helping you out
When you think everything’s gone wrong and everything blows up
In your face"



PAST POST:

Gli addii -prima parte-

Gli addii -terza e ultima parte-

Tale-tell things

Cri,Cri lama sabactani?

From Lawnmarket to West Port in my mind

Nella tana del coniglio

Si vedrà

Edimburgo: diario di un trip -parte prima-

Edimburgo: diario di un trip -parte seconda-








giovedì 1 febbraio 2007 - ore 19:39


S T A Y A W A Y
(categoria: " Amore & Eros ")


Sai che ti dico? Mi hai rotto. Rotto. Rotto. Questa volta mi hai stufato. Rimani nella tua roccaforte. Non m’importa. Mi dispiace per te. La verità è che tu non capisci me e io non capisco te. Fine. Differenza di genere. Di cultura. Di mentalità. Di lingua. Troppe. Senza considerare il fatto che sei uno psicopatico alienato. Io non sono come te. Rendere la vita impossibile a chiunque cerchi di avvicinarsi, suppongo sia una precisa strategia di vita, è così? Oppure è riservato a me? L’hai detto tu no? Sei apatico, la gente è stupida, vuoi stare solo, non t’importa di niente….sono parole tue no? E allora stai da solo. Quello che fai non è abbastanza. Non lo vedi che solo qualche povera ragazza tenta di starti vicino? Ti sei reso conto no? Solo donne. Se tu fossi brutto, peloso e con i capelli unti nessuno ti sopporterebbe. Invece le donne ti stanno intorno perché è come…non lo so…stare vicino al David…tipo “se un giorno questa meraviglia di pietra diventasse umana io voglio essere lì”, una cosa del genere. Ai miei amici non sei mai piaciuto. E di tutti i commenti su di te, a parte “subnormale” e “svalvolato” il migliore è stato “c’ho parlato una volta e…Dio mio quant’è noioso!!”. Vero. Sei noioso. Sei stancante. Mi hai rotto. La tua ex, che tu hai definito una psicolabile, io…non l’ho mai incontrata, e…non la sopporto ok?…la detesto solo per il fatto che esiste chiaro? Ma non ti azzardare a difinirla psicolabile, perché divento solidale con lei. Il problema non sono gli altri, il problema sei tu. TU fai diventare psicolabile chi ha a che fare con te. Lo so che sei il prodotto esasperato della tua adolescenza di merda. Mi dispiace che tuo padre ti ha picchiato perché gli avevi fatto “BUH!” da dietro la porta, ma andiamo piccolo Antonio…non si fa buh da dietro le porte ai veterani del Vietnam…lo sanno tutti….non li vedi i film? E poi su…sono passati anni ormai. Mi dispiace degli anni di dittatura matriarcale psyco-cattolica che ti sei subito. Per gli anni in cui ti hanno soppresso l’identità. Sul serio, mi dispiace. E in quella casa stile Settimo Cielo chiunque con una personalità come la tua sarebbe impazzito, lo so. Ti comprendo. Dico sul serio. Forse invece di comprare motociclette avresti dovuto andare da uno strizzacervelli. Ma Gringo, ostentare la tua libertà e il tuo modo di essere in questo modo ha qualcosa di patologico. Esibire continuamente il tuo IO e la tua solitudine come fai tu NON è normale. Tu non stai bene. Datti una calmata. Nessuno ti giudica. Ma a volte la butti così di fuori che non si può accettare. Finiscila con il tuo atteggiamento. Sei irritante. Andiamo Tony…perfino un cameriere Thailandese ti ha preso per la gola…su…thailandese Dio mio! Sarà anche stato Buddhista povero diavolo! Neppure tuo fratello galeotto ti parla più…Vedi? Non sono io. Sei tu. E’ stato sempre così con te Tony...sempre! Ti avvicini, lasci intravedere qualcosa di meraviglioso, io mi avvicino e tu ti chiudi. Allora io me ne vado, reagisco male, e tu ti lamenti che sono distante. E rieccoti che torni dolce e disponibile. E poi ricomincia tutto. E’ un copione già visto! Pensavo che in tre giorni non ci sarebbe stato il tempo per questo tuo gioco del cazzo. E invece rieccomi a piangere per strada da sola per colpa tua! Non sei una vittima!! La gente non ce l’ha con te perché sei americano, la gente ce l’ha con te perché sei stronzo. Sei riuscito a rigirare la frittata…come solo un americano può essere capace di fare: comportarsi come una merda e far sembrare che la colpa sia degli altri. Alla fine era colpa MIA…TU eri la vittima vero? IO non ho fatto abbastanza per farti sentire considerato? IO non ti parlo? IO non ti faccio leggere quello che scrivo?? IO non ho voluto vederti?? È colpa MIA se me ne sono andata senza neanche salutarti vero???? Fuck you! This time I got over you!! Piss off! You bloody son of a bitch!

LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK



domenica 28 gennaio 2007 - ore 23:20


il mio volo
(categoria: " Viaggi ")


Sono sempre nervosa quando devo prendere un aereo. Sono un tipo da treno io. Anche la macchina mi mette l’ansia. Ma tutti hanno paura di salire su un aereo no? Voglio dire...stare in cielo non e’ una condizione naturale per un essere umano no? Sugli aerei della Ryanair non c’e’ il posto numero 13. Anche questo mi mette l’ansia. Non e’ perche’ il 13 porta male, altrimenti non ci sarebbe il numero 13 neanche nei teatri. E’ tutto perche’ siamo su un aereo. Ma poi...non era il 17 che portava male? Non era il 17 che se scritto in numeri romani e anagrammato formava la parola VIXI, che porta sfiga? Allora e’ quello che non dovevano metterci, non il 13. Oltretutto il 17 l’hanno messo proprio all’uscita d’emergenza. Bravi. Di buon auspicio. Io sono al...23. Oddio...il 23 non e’ uno di quei numeri di Lost?? Oddio, che angoscia. Appena sono salita, la signora estremamente inglese seduta vicino a me mi ha offerto una caramella. E io...l’ho guardata e ho pensato "Vuoi essere la mia mamma per le prossime tre ore?". E’ solo che, non solo l’aereo mi mette l’ansia, questa e’ la prima volta che lo prendo da sola. Beh immagino che in caso di schianto questo sia positivo. Si, insomma...non devi perdere tempo a consolare nessuno e puoi pensare ai cazzi tuoi. Vietato fumare. Si, col cavolo. Qui se si mette male io mi accendo un cicchino. Il mare. Chissa’ se anch’io mi metterei a parlare con un pallone da pallavolo. Le Alpi. Quanta neve...ci sarebbe da camminare un bel po’ la in mezzo. Menomale ho gli stivali con il pelo, ho pensato. Chissa’ se prenderebbe il cellulare per chiamare i soccorsi? Oddio...l’avro’ spento il cellulare??? Si. Avevo lo stomaco chiuso e non ho comprato da mangiare. E ora ho fame. Compro Pringles Aceto e Sale. Le adoro. In Italia, chissa’ poi perche’ non ci sono. Le Pringles Aceto e Sale e la Guinness di Dublino: una delle migliori combinazioni del mondo. Come...il caffe’ e la sigaretta, il Moleskine e la penna, un bel ragazzo nudo e un letto, Tony e Edimburgo...Oddio. Nausea. Sara’ la turbolenza (ma e’ normale che questo aereo balli cosi’ tanto??), sara’ l’influenza, o sara’ LUI? Sono cosi’ nervosa che solo il segnale di cinture allacciate mi tiene a sedere (ma e’ normale che sia sempre acceso???). Speriamo che nessuno prenda la famosa zuppetta della Ryanair perche’ vomito. Dove sono i sacchetti per il vomito? Risparmiano sui sacchetti per il vomito accidenti a loro! Ma come fanno a stare cosi’ perfettamente su quelle crocchie? Chissa’ che capelli lunghi avra’...o se li sara’ tagliati? Ho paura che la pressione stia facendo al mio cervello quello che sta facendo al pacchetto di Pringles. Se non arriviamo presto esplodera’.

LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK



domenica 28 gennaio 2007 - ore 23:20


il mio arrivo
(categoria: " Viaggi ")


In treno. Impalata al sedile, sudore freddo e mani sullo stomaco, guardavo fuori la campagna scozzese e le pecore e solo tre cose rimbalzavano nel mio cervello:
Perche’ mi sto infliggendo questo?
Cosa mi e’ venuto a mente di fare?
E...
Ti prego Tony, almeno per questi pochi giorni...ti scongiuro....
CERCA DI ESSERE UN PO’ MENO TE STESSO E UN PO’ PIU’ NORMALE.

Quando il treno e’ arrivato in citta’...ho guardato a destra, ho visto i Princes Gardens, che segnalano l’arrivo alla stazione e un minuto dopo...Sono scesa dal treno e lui non c’era. Me l’aspettavo. Sono uscita, la testa bassa, ho guardato in terra per tutta la salita. Il vento contro e la valigia che mi portava in giu’. Quando sono arrivata su ho alzato la testa e mi sono guardata intorno e ho capito. Ho capito che tutta l’ansia, e la nausea, e l’angoscia, non era solo per Tony. Anzi, che lo riguardava in minima parte. Era per lei, la mia città. E infatti...appena mi ha riabbracciato la nausea e’ sparita. E ho smesso di piangere. Anche perche’ le lacrime mi stavano formando due stalattiti assai poco gradevoli sulla faccia. Cazzo che freddo!


LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK



domenica 28 gennaio 2007 - ore 23:18


la mia balena bianca
(categoria: " Amore & Eros ")


“I am here” gli ho scritto.
Nessuna risposta.
Mi addormento irritata.
Dopo un’ora squilla il cellulare...
“Honey! I was sleeping...Let’s meet up!”
Quell’ “honey” e sentire di nuovo la sua voce mi ha ripagato delle sei ore in aereo e in treno. E ho pensato “Si, bravo! Cosi’ poco te stesso va benissimo!”

Ma dopo il primo abbraccio stritolaossa e il suo leggendariamente breve entusiasmo iniziale, era sempre lo stesso Tony. Lo stesso atteggiamento freddo e distaccato che ho il privilegio di avere. L’ho osservato bene ieri sera. Bellissimo come sempre, nei suoi jeans strappati, nel suo maglioncino marrone che sembra uscito dall’armadio di Kurt Cobain, i suoi capelli a meta’ fra un Beatle e un Hippy...il suo fascino innegabile....il solito Tony. Ho osservato come si comportava con gli altri e gli altri con lui. Soprattutto le “altre”. E ho pensato che ci sono svariati tipi di relazioni che ci possono essere tra un uomo e una donna. Si puo’ essere amici. Si puo’ stare insieme. Si puo’ essere innamorati. Si puo’ andare a letto insieme. In alcuni casi queste combinazioni si possono mescolare. E allora o e’ meraviglioso, o diventa un caos. Ma io e lui? Ieri sera ho realizzato cosa siamo noi due. Io e lui siamo un uomo e una donna con un enorme muro nel mezzo. E, ironia paradossale, gli unici momenti in cui questo muro e’ crollato e’ stato quando siamo stati “molto molto vicini” o “molto molto lontani”. Ma adesso eccolo di nuovo li’ quel muro. Imbattibile. Realizzato questo, ieri sera avrei voluto andarmene all’istante. E la mente vagava alla notte prima di partire e...mi sono sentita come al solito...persona sbagliata, momento sbagliato. E’ patologico. E prima di andare a dormire il suo bacio e la sua “goodnight stinkie” mi sono pesati sulle spalle come un macigno. E ho pensato....sei come la balena bianca. Sei unico. Sei bianchissimo. Ti inseguo e non ti prendo. Sei una fantasia. Sei uscito da un libro. Ma infondo, sei solo una balena.
Domani non ti chiamo. Ho pensato dispettosa.



COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



domenica 28 gennaio 2007 - ore 23:16


la mia montagna da scalare
(categoria: " Poesia ")


Stamattina sono andata a fare una passeggiata in Royal Mile. Sono arrivata in fondo e…quasi senza accorgermene mi sono ritrovata ai piedi di Arthur Seat. Arthur Seat e’ una collina verde-Irlanda che cade a picco sul lato ovest della citta’. In sei mesi che ho vissuto qui l’ho sempre guardata, pensando che fosse meravigliosa, ma ho sempre archiviato questo pensiero con un “Si, quando metteranno una seggiovia che arriva fin lassu’ ci andro’”...E stamattina ho alzato gli occhi e l’ho vista. Cavolo, da sotto sembrava ancora piu’ alta e piu’ bella. Allora, senza preoccuparmi ho cominciato a salire. E porca vacca...non sono proprio un esempio di prestanza fisica lo so, e sarebbe stata gia’ abbastanza dura anche senza il vento che soffiava a mille nodi in direzione opposta. E certo il dolce al cioccolato di 3 etti con cui ho fatto colazione all’Elephant non ha giovato. Cosi’ come la pausa cicchino ogni dieci metri. Comunque salivo. Salivo arrancando controvento. Poi ho girato intorno alla collina e il vento e’ diventato a favore. La salita verso il picco e’ diventata una passeggiata. Sono arrivata su in cima e il vento era cosi’ forte che non potevi stare in piedi. A destra la baia, il mare...a sinistra le colline verdi di Scozia, Hogwarts da qualche parte laggiu’...E davanti a me Edimburgo, una meraviglia anche da li.



E’ squillato il telefono. Era Tony.
“Dove sei?” mi fa.
“Su Arthur Seat”
“Stai scherzando???”
“No”
“Anch’io sono qui, sto salendo…aspettami su”
Sono scesa sul lato della collina e mi sono sdraiata a terra. Era piu’ comodo del letto di casa mia. L’erba come solo chi ha camminato in una brughiera irlandese puo’ immaginare. Il vento che la scuoteva. Il silenzio. La valle. Qualche temerario corvo che gracchiava il disappunto al vento. Ho guardato la vallata. E ad un certo punto l’ho visto. Scendeva lungo il lato della collina opposta. Una splendida macchiolina bianca e nera. Mi cercava. Mi sono alzata in piedi e gli sono andata incontro. Sinceramente felice che fosse l’unica persona li’ in mezzo al niente come me.
E sinceramente sorpresa che la mia montagna da scalare e la mia balena bianca mi abbiano dato appuntamento nello stesso posto questa ventosa domenica mattina.




LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK



venerdì 26 gennaio 2007 - ore 21:53



(categoria: " Accadde Domani ")


I AM



COMING BACK




H O M E


LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK



sabato 20 gennaio 2007 - ore 15:40


terremoti
(categoria: " Pensieri ")




Mi ricordo il mio primo terremoto. Avevo più o meno sei anni. La prima scossa non la sentii, stavo dormendo. Mia mamma, assolutamente terrorizzata, mi prese di peso e mi buttò senza tanti complimenti in macchina. Io, che non capivo cos’era successo, riuscivo a pensare solo all’inconsapevole tartaruga che era rimasta sul lavello in cucina, proprio sotto la finestra, poverina. Poi, dopo un’ora arrivò la seconda scossa, e quella la ricordo bene. Ero in un bar a far colazione. E tutto cominciò a tremare. Mia mamma, rispedito a Madre Natura il suo istinto materno, uscì di corsa dal bar. Poi, accortasi evidentemente del suo gesto sconsiderato, si mise a urlarmi di uscire dal bar, restando però accuratamente dall’altra parte della strada...Io, me ne rimasi lì con il mio cappuccino in mano. Fu questione di secondi naturalmente, ma io non mossi un passo, fino a che la terra non la smise di smaniare. Questo è uno dei pochi ricordi che ho di quando ero piccola, anzi, direi che dal quel momento alla mia prima volta, è solo una nebbia confusa...Comunque mi è tornato a mente perchè a ripensarci ora, la trovo buffa, quella mia reazione.
I terremoti.
Che ti fanno provare “quella cosa” nello stomaco. Che si prova solo se si pensa che ci sia uno scalino che invece non c’è. Che si prova solo quando siamo innamorati. Che li per li non ci capisci nulla. Che in quel momento non sai che cosa fare. Scappare. Mettersi a urlare. Rimanere fermi. Cercare un riparo. Chiedere aiuto. Boh. Che quando capisci cosa devi fare, non serve più, sono già finiti. I terremoti che radono tutto completamente al suolo. Quelli che mandano in pezzi solo qualche oggetto. O che fanno finalmente vibrare quelle tazze che nessuno ha mai usato per il tea, quelle chiuse nella vetrinetta ormai da troppi anni. I terremoti che non sai quando arriveranno, né di che intensità saranno. Dove, o che cosa, faranno tremare, o distruggeranno. Che a seconda di dove abiti li senti di più, perché alcuni piani, di solito quelli più alti, sono più sensibili ai movimenti della terra. Sperare che le fondamenta reggano, in caso sia parecchio forte. I terremoti che ti prendono alla sprovvista una domenica pomeriggio di sole, mentre sei in casa.
E mi è venuto a mente che la nostra vita, in ogni suo aspetto, è continuamente scossa da piccoli terremoti e scosse di assestamento. Che le cose non sono mai così ferme come le percepiamo noi. Che si muovono, sotto la superficie, e che ogni tanto si scuotono. E io….non sono mai stata brava con le cose che si muovono. Non mi mettete i pattini ai piedi, o peggio gli sci, non mi mettete su un tapirulan, perché finisco faccia a terra in un attimo. Quando, da ragazzina salivo sul Tagada, sapete la giostra del Luna Park? Beh…cadevo continuamente. Non mi riusciva di stare in piedi. Poi però ho capito il perché. Ho capito che non ci si può ostinare a rimanere nella stessa posizione, se quello che abbiamo sotto i piedi si muove. Perché si finisce col culo per terra. Forse, come una bambina di sei anni, che ancora non conosce le potenziali conseguenze di un terremoto, si dovrebbe non aver paura di quei movimenti. Semplicemente assecondarli e…quando si fermano un momento, cominciare a camminare. Consapevoli che…beh…è solo un momento. Ricominceranno presto.
Tutto questo in teoria è meraviglioso. Ma in caso di terremoto, a vent’anni di distanza, forse non reagirei più così. Probabilmente lancerei in aria la povera tazza di cappuccino e mi catapulterei fuori in un lampo.
Poi tornerei indietro a pagare, ovvio.




LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK



venerdì 19 gennaio 2007 - ore 16:38


PSICOPATOLOGIA DA CELLULARE
(categoria: " Scienza e Tecnica ")


Io davvero, lo giuro, a volte fatico a comprendere la mente femminile. Almeno...credo sia solo una cosa da femmine, non lo so. Comunque, l’ansia. Sapete di quelle ansie che solo un ragazzo può farti venire? Insomma...mi chiedo...come si può cambiare la visione di se stessi a seconda di come ci sembra che qualcun’altro ci veda? Una frase detta con il tono e lo sguardo giusto dal ragazzo giusto e noi, improvvisamente...si diventa le donne più belle del mondo. Una cosa non detta, quando noi la volevamo sentir dire, quando noi ci si aspettava, e subito...ci trasformiamo nella Banshee della brughiera, con artigli, urla e tutto il resto. Prendete me per esempio...io sono una di quelle psicopatologiche da cellulare senza speranza. Una di quelle che se aspetta una telefonata (da un ragazzo eh, il resto del mondo chisenefrega) e il cellulare disgraziatamente si scarica e spegne, è anche capace di mettersi a piangere e tornare a casa per attaccarlo alla corrente. Io sono una di quelle che se uno non risponde al messaggio, da fondo alla scorta di sigarette, caffè e cioccolata. Io sono quella povera isterica che fissa il cellulare mangiandosi le unghie e quando lui chiama usa il tono di voce di quella che "non me ne frega niente che hai chiamato". E’ estenuante...cercare di fare a tutti i costi la fiamma, se in realtà, in quella realtà che tanto si rinnega, ci si sente una povera falena. Ma i ragazzi sono così? Loro giocano secondo le nostre stesse ridicole regole o no? Giochiamo da sole un gioco che loro non capiscono? ...o che fanno solo finta di non capire? Comunque sia, il gioco, lo stanno conducendo loro. Che siano in realtà molto più furbi di quello che danno ad intendere?

LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK



martedì 16 gennaio 2007 - ore 17:49


Tutto il mondo è paese? O alcuni posti sono più paesi di altri?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ho conosciuto un ragazzo canadese giorni fa. Non so che cavolo abbia combinato al lavoro e non sapevo che in Canada i capi punissero i dipendenti in questo modo...fatto sta che deve vivere qui a Livorno per un anno. Questo povero ragazzo, Paul o Stephen, non ho capito quale sia il nome e il cognome, comunque, lui, mi ha chiesto se ci fossero caffetterie o pub in questa città dove poter andare per incontrare qualcuno. Con "incontrare qualcuno" ovviamente intendeva "farsi degli amici", non "farsi delle ragazze", non siate maliziosi. E io gli ho risposto che no, che qui la filosofia del caffè è "prendi, bevi e vai vai", non "siediti al tavolo, bevi un caffè lungo che dura un’ora e mezzo e nel frattempo leggi un libro e fai due chiacchiere con il vicino di tavolo". E non è perchè vogliamo stare all’aria aperta, che fa caldo, o che qui beviamo l’espresso che si chiama così perchè si butta giù veloce come un bicchiere di Tequila e via in fretta. No, la verità è che siamo...siamo...barricati. E se uno non è barricato, comunque, non esistono ovviamente posti per mettere in atto la propria non barricatezza. Allora mi è tornata a mente una scena successa tempo fa...io e tre amiche (ovviamente dopo aver chiesto il permesso) ci si siede con le nostre quattro tazze di caffè annacquato al tavolo di un tizio parlando a raffica multilingua dei fatti nostri mentre lui continua a leggere il suo libro. Ad un certo punto, senza sapere il perchè e il percome il tizio comincia a parlare con noi, o noi con lui, non ricordo...Si scopre che il tizio si chiama Micheal, che si è appena trasferito, che studia psicologia all’Università, che sta facendo una ricerca non mi ricordo su cosa, che è Texano, che in Texas in realtà nessuno porta i cappelli alla John Wayne, che nessuno dice cose tipo "sei un uomo morto", solo Bush (entrambe le cose, preferibilmente contemporaneamente), e tutta una serie di altre cose. Insomma, per farla breve, si fa una cosa chiamata "due chiacchiere", che non è altro che la prima fase del "fare amicizia", che non è altro che la prima fase del "fare sesso"...SCHERZO. Insomma dicevo...ci scambiamo tutti il numero di telefono e diciamo a Micheal che ci vediamo presto. Ora riflettiamo su questo punto: Micheal è una persona piacevole, e di solito le persone piacevoli si circondano di altre persone piacevoli...che succede se una sera chiamiamo Micheal per andare insieme al pub e Micheal porta i suoi amici/che piacevoli con se? A occhio e croce direi che si passa un serata piacevole, che in quanto tale si ripeterà altre volte. Si conoscono persone interessanti, si diventa amici, si scoprono cose nuove e...con l’aiuto del fato...sia mai che si conosce uno che ci fa perdere la testa!!! Ora, teletrasportiamo la scena oltremanica, da quel di Lothian a quel della Toscana: in questa ridente cittadina. Ci accorgiamo subito che eliminato l’Elephant House, che senza contare che ha visto i natali di Harry Potter, in realtà è una caffetteria anglossassone come un’altra, beh…eliminato lui…qui rimane il bar all’angolo, dall’arredamento glaciale, dai caffè espressi e senza l’ombra di tavoli di legno. Non ci sono Micheal seduti vicino alla finestra che leggono, né potenziali piacevoli amici/che di Michael, né nuovi potenziali amori, né cose nuove da scoprire. E se ti sedessi al tavolo di qualcuno, forse, nella più rosea delle previsioni ti beccheresti un "non lo vedi che ci sono io qui?". E non c’è neanche il bel ragazzo-dell-Elephant-House che rolla sigarette mentre studia, che noi guardiamo come se fosse un dipinto di un santo di Caravaggio, mentre le cameriere, sospirando e scuotendo la testa, commentano un desolato “Si, lo pensiamo tutte, ma...E’ gay”…beh questa è un’altra storia…



Mi è dispiaciuto per Paul/Stephen, il povero ragazzo canadese. Avrei voluto dirgli che il suo problema era la lingua, che se avesse parlato italiano sarebbe stata tutta un’altra cosa. Avrei voluto rassicurarlo. Avrei voluto dirgli che il caffè dura poco, è vero, ma la cosa veramente importante è che è buono. Dirgli che non dovrà stare un anno da solo. Che se fosse capitato in un’altra città, una grande, che so Roma, Milano e fac-simile magari sarebbe stato diverso. Forse. Non lo so.
Comunque Stephen/Paul l’ha presa bene…è tornato indietro e ha affittato altri tre flm.
E se vi state chiedendo che ne è stato poi di Michael il Texano…beh…non lo so. Non l’ho mai invitato al pub con noi. Avevo deciso che di mori dalla pelle lattea e lo sguardo languido e vagamente disperato a stelle e strisce ne avevo avuto abbastanza.


LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK



venerdì 12 gennaio 2007 - ore 14:50


Il mio tasto giusto
(categoria: " Informatica ")


Stanotte proprio non riuscivo a dormire. Mi giravo e rigiravo nel letto, chiedendomi per quanto sarei potuta andare avanti prima di perdere i sensi. Giacchè mi trovavo in quell’ingrato limbo che sta fra l’incoscienza e la semicoscienza...la mia mente infame ha pensato bene di approfittarsi di questa mia momentanea vulnerabilità intellettiva per sparare domande e giudizi a tradimento.
Mi sono chiesta...che succede se smettiamo di contare per una persona che invece noi giudichiamo importante? I rapporti sono come degli elastici? Che uno può anche allontanarsi per un po’...ma poi torna comunque indietro?
Ho pensato che è veramente uno schifo vivere in questa città. Che è una città culturalmente morta. Ho pensato che presto quelli della mia età che vivono qui si ritroveranno trentenni e scopriranno che gli unici due posti che ci sono qui non sono più adatti a loro. Che non lo erano infondo mai stati, ma che almeno, nei bei tempi andati potevano andarci senza sentirsi come un telegrafo in un negozio di cellulari ultrapiatti.
Quand’è che il tuo periodo di transizione è diventato la tua vita?
Mi sono chiesta che cosa stessero facendo le persone che conosco in quel momento. Me li sono immaginati tutti, addormentati come neonati. Qualcuno mentre diceva parole senza senso nel sonno. Qualcuno che respirava pesantemente. Qualcuno che mollava ginocchiate a vuoto. Forse qualcuno sveglio. Qualcuna, lontana, che fumava sigarette in cucina, anche lei in preda a pensieri confusi come i miei, solo formulati in un’altra lingua. Mi sono domandata se qualcuno magari stava pensando a me. O magari sognandomi. E mi sono sentita stupida per questo.
E mentre mi giravo su me stessa, con gli occhi assonnati ma il cervello sveglissimo e insistente, ho sentito un vuoto dentro me. E mi sono ricordata perché mi sentivo così. E lo stato di calma apparente che durava da giorni ad un tratto è scomparso. All’improvviso mi è piombata addosso l’importanza di quello che abbiamo fatto. E ho provato a non vedere i tuoi occhi che mi fissavano insistentemente da quella prospettiva inedita. Mi sono voltata di la, proprio come quella sera, ma tu mi hai seguito. E allora ho pianto. E non sapendo come fare ti ho spinto in un angolo inutilizzato del mio cervello. Quello del pensiero logico-razionale.
Poi mi sono accoccolata in posizione fetale e avrei voluto qualcuno vicino a me che mi avesse detto "andrà tutto bene". Un riparo dalla pioggia. Un camino nel salotto. Un abbraccio. Un sipario rosso e polveroso in una multisala sterilizzata. Calore umano.
Mi sono domandata se in realtà non usiamo l’amore per avere qualcosa a cui aggrapparci. Per sapere che infondo c’è una rete di sicurezza sotto questo filo scivloso e traballante. L’amore come mezzo per non sentirsi totalmente persi. E il sesso come mezzo per non sentirsi incompleti. O per perdere il contatto con se stessi. Il sesso come l’alcool e la droga. Divertente ma potenzialmente mortale.
Poi mi è venuto caldo. Allora mi sono tolta il pigiama. E ho sentito queste mie lenzuola viola sulla pelle. E ovviamente…ho sentito odore d’incenso e fiori. L’odore di Tony. Ti ho visto tirarci queste lenzuola sulla testa ridendo mentre cerchi di guadagnarti la parte del muro. Ma quella parte del letto è mia. Il muro da una parte e tu dall’altra, per proteggermi dal mondo. Mi sono sorpresa di quanto abbia fatto delle tue abitudini le mie. E ho pensato che fra due settimane ti vedrò di nuovo. E la morbida donna forte si trasformerà di colpo nella piccola bambina tremante persa nella sua calda umida venerazione per te non appena le sfiorerai la pelle. E di colpo ho realizzato quanto in fretta passino due settimane.
E ho pianto di nuovo.
Mi sono sentita sola e stanca.
Mi sono detta che sarebbe stato bello se nella mia testa ci fosse stato lo Start. Spegni computer. Spegni. Un click, salva i dati e buonanotte.
Forse a volte il tasto giusto da premere, per riposarsi un po’, è quello che ti fa perdere il contatto con te. E ognuno ha il suo.



LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK




> > > MESSAGGI PRECEDENTI