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Chi son? Sono un poeta. Che cosa faccio? Scrivo. E come vivo? Vivo. In povertà mia lieta scialo da gran signore rime ed inni d’amore. Per sogni, per chimere e per castelli in aria l’anima ho milionaria. Talor dal mio forziere ruban tutti i gioielli due ladri: gli occhi belli. V’entrar con voi pur ora ed i miei sogni usati e i bei sogni miei tosto son dileguati. Ma il furto non m’accora, poiché vi ha preso stanza la dolce speranza!
Or che mi conoscete, parlate voi. Chi siete? Via piaccia dir?

Scrivo un diario inutile. senza note, senza parole, senza frasi. Solo pagine vuote, bianche. Riempite dalla fluttuazione del nulla quotidiano. (Alessandro Sebastiano Morandi)
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martedì 8 gennaio 2008
ore 16:31 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Casini: «Mia figlia ama un comunista»
ROMA - «Mia figlia ama un comunista, che cosa devo fare?». Questa la rivelazione del leader dellUdc Pierferdinando Casini a «Chi», il settimanale diretto da Alfonso Signorini, in edicola mercoledì. Lex presidente della Camera era di rientro da una vacanza trascorsa a Cortina con la famiglia dove cera anche David, giovane studente romano simpatizzante di sinistra e fidanzato della figlia Benedetta.
SIMPATIZZANTE DI SINISTRA - «Diciamo che non vedrò mai David con in mano il quotidiano "Libero" di Vittorio Feltri, al massimo legge "Il Manifesto", dovrò riportarlo sulla retta via» e continua con un sorriso: «Scherzo, ma il ragazzo è giovane e avrà tempo per capire con chi schierarsi». Dal canto suo David conferma a "Chi": «È vero. Sono simpatizzante di sinistra, ma per ora niente schieramenti. Il padre di Benedetta ama scherzare su questa vicenda e lo fa in modo carino. Almeno per ora...».
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lunedì 7 gennaio 2008
ore 10:56 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Aspiranti giudici ma un po somari Oltre il 90% bocciati agli scritti
ROMA - Verbi sbagliati, errori di grammatica e di ortografia. Un disastro per gli esaminatori che sono inorriditi di fronte a lacune da scuola dellobbligo e incapacità di coniugare i verbi secondo regole elementari, e hanno respinto oltre il 90 per cento dei candidati aspiranti giudici. Al punto che, nonostante il numero da record dei partecipanti al concorso per laccesso in magistratura (43mila domande), alla fine sono rimasti scoperti una sessantina dei 380 posti da assegnare.
Una situazione che ha preoccupato la categoria e ha gettato ombre sulla formazione scolastica, universitaria e non solo, visto che la maggior parte dei candidati non era costituita da semplici neo-laureati, ma da avvocati, giudici onorari, funzionari della pubblica amministrazione, titolari di dottorati di ricerca e di specializzazioni giuridiche.
Questi i drammatici risultati registrati allultimo concorso che si è concluso con limmissione in servizio di 322 nuove toghe, 58 in meno dei posti da coprire. Un risultato a dir poco inaspettato tenuto conto del vero e proprio boom di domande di partecipazione che cera stato, senza precedenti nella storia della magistratura. Dellesercito dei 43mila, ne sono stati ammessi alle prove scritte 18mila. Oltre 6mila candidati si sono effettivamente presentati e poco più di 4mila hanno consegnato tutte e due le prove scritte, il doppio dei precedenti concorsi.
Ma nonostante il dato così elevato, gli ammessi agli orali sono stati appena 342, pari all8,53%. E una ventina di loro alla fine non è riuscita a tagliare il traguardo finale: i vincitori, proclamati dalla Commissione di esami, sono infatti stati 319 e altri 3 - che pur non avendo riportato alcuna insufficienza, non avevano raggiunto la votazione minima prevista - sono stati dichiarati tali con un provvedimento del ministro della Giustizia Mastella.
Dati preoccupanti che hanno indotto uno dei componenti della commissione desame, il giudice della Corte dappello di Palermo Matteo Frasca, a esprimere "non poche perplessità sul livello medio di preparazione dei partecipanti", in un intervento pubblicato sul sito del Movimento per la Giustizia. E le lacune riscontrate non sono solo giuridiche : "La conoscenza della lingua italiana è una pre-condizione per partecipare al concorso, ma alcuni candidati non ce lavevano" racconta il magistrato. "Ci siamo trovati a fare la disarmante constatazione che in alcune prove cerano errori di grammatica e di ortografia, oltre che di forma espositiva, testimonianze evidenti di una mancanza formativa, che non è emendabile".
"Non faccio esempi per ragioni di riservatezza" prosegue Frasca, "posso dire solo che se il mio maestro delle elementari avesse visto in un mio compito verbi coniugati come in certe prove che ci sono state consegnate, mi avrebbe dato una bacchettata sulle dita". Tuttavia il giudice Frasca non vede tutto nero: "Abbiamo trovato anche candidati con livelli di preparazione eccellenti" assicura, "punte esaltanti che inducono allottimismo".
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sabato 5 gennaio 2008
ore 19:11 (categoria:
"Vita Quotidiana")
La casa della Befana
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venerdì 28 dicembre 2007
ore 10:55 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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domenica 23 dicembre 2007
ore 22:02 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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giovedì 20 dicembre 2007
ore 11:38 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Usa, la rivolta degli indiani Lakota "Stracciamo i trattati con il governo"
WASHINGTON - Vennero firmati più di 150 anni fa. Adesso non sono altro "che parole senza senso su carta priva di valore". Così gli indiani Lakota hanno deciso di stracciare i trattati firmati dai loro antenati con il governo Usa. E netta la presa di posizione di una delle tribù Sioux più leggendarie, che ha dato alla storia figure come Toro Seduto e Cavallo Pazzo. Destinatario il dipartimento Usa. Troppe violazioni, denunciano gli indiani. Continui abusi "per rubare la nostra cultura, le nostre terre e la nostra capacità di mantenere il nostro stile di vita". Per questo, dicono, quei trattati sono ormai carta straccia. Una lotta che cerca di salvare quel che resta di unidentità seriamente in pericolo. Con alcune tribù diventate "facsmili dei bianchi".
"Non siamo più cittadini statunitensi e tutti coloro che vivono nellarea dei cinque Stati del nostro territorio sono liberi di unirsi a noi" attacca Russell Means, uno degli attivisti più famosi, annunciando tra laltro che, a coloro che rinunceranno alla nazionalità statunitense, saranno consegnati nuovi passaporti e patenti di guida e, nella nuova entità statale, non si dovranno più pagare le tasse. "Abbiamo 33 trattati con gli Stati Uniti che non sono stati rispettati" rincara la dose Phyllis Young, colui che aiutò a organizzare la prima conferenza sugli indigeni, a Ginevra nel 1977.
E lunga e gloriosa la storia dei Lakota Sioux. Formidabili combattenti, guidati da Toro Seduto sconfissero il generale Custer nella battaglia di Little Big Horn, del 1876. Ma da allora molto tempo è passato. Oggi la loro storia parla di una media dei suicidi tra gli adolescenti di 150 volte superiore a quella statunitense, una mortalità infantile è cinque volte più alta e una la disoccupazione che tocca cifre altissime.
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giovedì 20 dicembre 2007
ore 09:37 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Boom dellamore. it: la sposa perfetta è online di CONCITA DE GREGORIO Laura si chiama proprio Laura. Dice che non le interessa nascondersi dietro un nome di fantasia primo perché "è un nome così comune, ce ne sono milioni", secondo perché "nascondersi da cosa? Di che ci sarebbe da vergognarsi? Di aver conosciuto mio marito in Internet? Non lho mica conosciuto nella dark room di un club sadomaso".
Ride. "Comunque guardi che se poi uno si trova ed è felice per me anche la dark room va bene, per carità, è solo questione di gusti. Io sono una persona tranquilla, rispetto e voglio essere rispettata. Venivo da una serie di storie finite male e non volevo avventure, niente bar niente locali strani: volevo essere sicura di trovare un uomo serio e per questo Internet è il posto più sicuro che cè".
Il posto più sicuro che cè. Lo dice così: punto, fine della frase. "Sì lo so cosa sta per rispondere: che sulle chat si fanno incontri torbidi, che è pieno il mondo di ragazze che spariscono e poi le trovano accoltellate dallultimo tizio dellultimo appuntamento, un maniaco seriale. Sarà anche vero, non dubito, ma il problema non è il luogo o il mezzo attraverso cui le persone si incontrano: sono le persone, come si comportano, cosa vogliono, che rischi prendono. Intendo dire che conoscersi in una chat o su un sito dedicato non è diverso da trovarsi in discoteca, a casa di amici, in assemblea alluniversità".
"Allinizio sei sempre davanti a uno sconosciuto: vederlo in faccia o leggerlo e vederlo in video non è che sia tanto diverso. Da lì in poi sei tu che decidi, stabilisci le regole prendi le precauzioni: Internet è un posto neutro, sei tu che lo riempi di te". Laura ha 33 anni, una laurea in filosofia "del tutto inutile a campare", nessun lavoro nemmeno precario: quando ci incontriamo sta facendo la baby sitter alla figlia di unamica, la bimba dorme. "Mi alleno. Il nostro nasce in primavera".
Con Giovanni - conosciuto attraverso lagenzia di incontri Internet "Parship", una delle tre che Laura aveva esplorato - si sono sposati lanno scorso. "Sono felicissima. Non mi ero mai trovata bene con un uomo come con lui, e sì che quando lho conosciuto non ero proprio una ragazzina. Dubito che la nostra storia sia interessante, però. E la storia normale di due persone normali. Insignificante...", ride ancora. Vediamo.
Perché su Internet, innanzitutto. "Perché lo conosco, lo uso molto, mi piace. Ci passo tanto tempo libero, la sera invece della tv per esempio. Era un periodo che stavo molto da sola, ho detto: proviamo a vedere come funzionano queste agenzie per incontrarsi. Così, tanto per parlare con qualcuno. Avevo avuto due storie lunghe molto deludenti: avevo poca fiducia negli uomini, si può dire o è banale? Comunque sì, non mi andava tanto di uscire, vestirmi, incontrare. Meglio stare a casa e scrivere.
Della prima storia non cè tanto da dire. Era un ragazzo del mio paese, ci siamo messi insieme a 16 anni, siamo stati fidanzati per 7. Mi veniva a prendere a scuola, cose così. Poi io mi sono trasferita per lUniversità, sono andata a stare in città. E finita subito. Le storie a distanza non funzionano.
AllUniversità ho conosciuto un compagno di studi: 4 anni insieme, un inferno. Diciamo che la fedeltà non era una sua caratteristica. Ero gelosa in un modo ossessivo, tirava fuori il peggio di me. Per fortuna è finita. Mi sono trasferita ancora per cercare lavoro, cè stata qualche storiella così, niente di che. Ero stanca, non avevo più voglia e neanche più tempo da dedicare a nessuno.
Ero fuori sede, conoscevo poca gente, stavo spesso sola, la sera, a casa. Così mi sono iscritta a due o tre di queste agenzie Internet: è gratis, è divertente. In quella dove ho trovato Giovanni cè un filtro iniziale: devi fare un questionario molto lungo e dettagliato. Lungo, ci vuole almeno mezzora. Poi loro ti trovano una rosa di persone da proporti: a me una decina.
Danno un punteggio di compatibilità. Con Giovanni non avevamo un punteggio alto, eppure ho provato: mi è piaciuta la sua prima frase, una cosa tipo "siamo qui forse a cercare la stessa cosa". Ci siamo scritti per mesi. Scriversi è bellissimo. Per posta si riescono a dire cose che altrimenti non ti diresti mai. Si aggiunge unintimità incredibile. Per me era proprio il momento più bello del giorno: arrivare a casa la sera, alla fine della giornata, aprire il computer e mettersi a parlare. Raccontare, dire. Ascoltare. Bellissimo. Avevo anche un po di paura a incontrarlo: pensavo magari poi finisce tutto. Sa, quando ti vedi poi è diverso. Invece no, era proprio come mi aspettavo che fosse. Come lo volevo".
E lui perché cercava una donna in Internet? "Perché non aveva tempo. Trentacinque anni, moltissimo lavoro fino a sera. Tanti lavori diversi. Arrivava a casa stanco, non aveva voglia di uscire. Quando ci siamo incontrati con tutto quello che ci eravamo scritti era come se ci conoscessimo da ragazzi: io lo sapevo che lui era così, ero sicura. Le volgarità, la gente che vuole solo storie da una sera, il pericolo: tutto questo si evita. Lo capisci subito se cè un rischio, ci sono molti modi per evitarlo. Io chiudevo, per esempio. Stop, sparita. E poi la mia scheda parlava chiaro: sono risultata, dal test dingresso, una ragazza "sensibile e razionale in cerca di un rapporto stabile".
Lui era compatibile con me. Per ogni dubbio si poteva consultare una psicologa, la consulente del sito: risponde a un telefono cellulare, te lo danno quando ti abboni, quando trovi il contatto con laltro. Io mi sono abbonata per 6 mesi, 150 euro mi pare, e ho chiamato subito la signora. Le ho chiesto molti consigli su come comportarmi, se accettare o no di vederlo, quando, dove incontrarlo. Per esempio: non a casa. Ci siamo visti per strada, la prima volta, abbiamo preso un caffè. E passato del tempo prima che si aprisse una porta di casa...".
Quasi un anno dopo si sono sposati. Rito civile, abito bianco, parenti e pochi amici. I vostri genitori sanno come vi siete conosciuti? "No. I miei no perché non ci parliamo molto, sto fuori da casa da quando ero ragazzina mi sono sempre mantenuta da sola anche alluniversità. Non abbiamo un grande rapporto, sono figlia unica, sarebbe stato difficile e non valeva la pena. Lui non lha detto perché i suoi sono anziani e, come dice sempre, "Internet non sanno nemmeno cosa sia". Però i nostri amici lo sanno, tutti. E normale. Anche suo cugino ha incontrato la sua fidanzata così.
E più facile così che per strada, del resto". Adesso il bambino. "Siamo proprio emozionati. Magari avremmo preferito fare qualche viaggio prenderci un po di tempo per noi ma è arrivato e va bene. Stiamo molto a casa, stiamo bene. Giovanni è senza nessun dubbio la persona migliore che abbia incontrato in vita mia. Retorico, banale? Io però lavevo avvertita che la nostra è una storia qualunque: non cè niente di strano, non interessa a nessuno".
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mercoledì 19 dicembre 2007
ore 10:30 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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martedì 18 dicembre 2007
ore 11:09 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Blog, 10 anni per cambiare il web a caccia di notizie e tendenze di RICCARDO BAGNATO
NEGLI ULTIMI dieci anni hanno cambiato il volto della rete. E oggi festeggiano il loro compleanno. Chiamateli diari online, personal homepage, o più comunemente come sono conosciuti oggi: blog. Sta di fatto che che ogni giorno ne nascono circa 175mila di nuovi, per un totale di circa 113 milioni a dicembre 2007, che pubblicano quotidianamente 1.6 milioni di articoli": Sempre secondo il sito Technorati.com, i blog parlano principalmente giapponese (37 per cento), inglese (36 per cento), cinese (8 per cento), e, sorpresa l’italiano (3 per cento), a pari merito con lo spagnolo.
A dieci anni di distanza, da quel 17 dicembre 1997 quando Jorn Barger coniò la parola "weblog" (da cui è derivato il termine "blog"), il fenomeno è cresciuto a tal punto da non necessitare più lunghe e incomprensibili spiegazioni. I blog informano, denunciano, scoprono. Sono parte ormai integrante dell’informazione online. Ma sono anche un prezioso strumento per capire gusti, mode, interessi di una fetta sempre più importante di nuovi consumatori ed elettori. Nessuna delle principali dotcom mondiali si è fatta sfuggire l’occasione. E nessun candidato alla Casa Bianca ha omesso di promuovere online un proprio blog in occasione delle future elezioni per la presidenza degli Stati Uniti. Alcuni hanno comprato una piattaforma di blog già esistente - come fece Google comprando Blogger.com nel lontano 2003 - altri se la sono costruita in proprio.
E oggi, proprio nel giorno del compleanno del weblog, Jorn Barger ne approfitta per pubblicare sulla nota rivista "Wired" dieci consigli destinati a tutti i blogger. "Un vero weblog" scrive Barger "è l’insieme di tutti link che si intende salvare e condividere". Per questo bisogna evitare che il numero di articoli pubblicati sia superiore a quello dei link, tipico indicatore - avverte il guru - di scarsa umiltà: molto spesso ciò che si vuole pubblicare in realtà è stato già pubblicato altrove. E ancora: è importante citare la fonte, aggiornare di tanto in tanto i propri link preferiti, scegliere alcuni blogger con cui rimanere collegati attraverso applicazioni e strumenti come possono essere gli Rss. Infine avvertire dell’esistenza di eventuali formattazioni non standard o della presenza di file di dimensioni eccezionali. Insomma, buon senso, e il successo è garantito.
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lunedì 17 dicembre 2007
ore 10:42 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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