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Chi son? Sono un poeta.
Che cosa faccio? Scrivo.
E come vivo? Vivo.
In povertà mia lieta
scialo da gran signore
rime ed inni d’amore.
Per sogni, per chimere
e per castelli in aria
l’anima ho milionaria.
Talor dal mio forziere
ruban tutti i gioielli
due ladri: gli occhi belli.
V’entrar con voi pur ora
ed i miei sogni usati
e i bei sogni miei
tosto son dileguati.
Ma il furto non m’accora,
poiché vi ha preso stanza
la dolce speranza!

Or che mi conoscete,
parlate voi. Chi siete?
Via piaccia dir?



Scrivo un diario inutile.
senza note, senza parole, senza frasi.
Solo pagine vuote, bianche.
Riempite dalla fluttuazione del nulla quotidiano.
(Alessandro Sebastiano Morandi) ”

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i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )


venerdì 25 novembre 2005
ore 18:49
(categoria: "Vita Quotidiana")



Bimbo intossicato a Siracusa
E’ giunta la prima notizia di un bambino intossicato dopo aver bevuto il latte. Si tratta di un neonato di 7 mesi che si sarebbe sentito male dopo aver bevuto latte del tipo Aptamil 2, acquistato in una sanitaria di Rosolini, in provincia di Siracusa. La madre del piccolo ha presentato una denuncia ai carabinieri che stanno procedendo al sequestro di tutte le confezione di latte della marca Milupa in vendita nella cittadina come nel resto d’Italia. I sequestri riguardano prodotti con scadenza a dicembre 2005 e primi mesi del 2006.


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venerdì 25 novembre 2005
ore 18:19
(categoria: "Vita Quotidiana")



Bologna, caccia al violentatore
In un video l’indifferenza della gente

Carabinieri e magistratura hanno lanciato un appello per cercare testimoni che possano aiutare ad individuare l’uomo che mercoledì sera, nella periferia di Bologna, ha aggredito e violentato una donna di 30 anni in un giardino condominiale. Il responsabile sarebbe uno straniero, dai tratti somatici forse di origine pakistana o bengalese, anch’egli sui 30 anni. La telecamera di un vicino distributore di benzina ha ripreso l’indifferenza degli automiblisti che hanno visto l’uomo costringere la sua vittima attraversare la strada. Sul video si distinguono le due sagome: l’uomo trascina la ragazza cingendole la vita con un braccio mentre transitano due auto e due camper, ma nessuno si ferma.

L’uomo si trovava con la vittima sull’autobus numero 27, ed è sceso insieme a lei alla fermata di via Bentini. Quando le si è avvicinato in modo aggressivo, la donna ha pensato ad uno scippatore, ma l’uomo, approfittando dell’oscurità e dell’assenza di gente, l’ha trascinata a forza nel giardino di un grande condominio, e le ha usato violenza.

La donna, che è di origine friulana e si trovava a Bologna ospite di un parente per motivi di studio, è stata soccorsa da un passante che ha chiamato il 118. Un giovane straniero, fermato perché sembrava corrispondere alle descrizioni dello stupratore, non è stato riconosciuto dalla vittima ed è stato già rilasciato.

Gli investigatori hanno prelevato campioni di materiale biologico riconducibile all’aggressore, per un eventuale test del Dna, e starebbero già lavorando alla realizzazione di un identikit dell’uomo, alto circa un metro e 70, con capelli neri tirati all’indietro e la carnagione scura. I carabinieri, insieme al Pm Enrico Cieri che coordina le indagini, hanno lanciato un appello per trovare eventuali testimoni: "Chi mercoledì sera si trovava nella zona dell’aggressione e pensa di avere visto o sentito qualcosa, è invitato a rivolgersi alle forze dell’ordine".

Il coordinamento donne Ds di Bologna ha organizzato una fiaccolata, questa sera alle 19, "di solidarietà e di condanna per l’episodio di barbara violenza". L’iniziativa è promossa insieme alle donne della Cgil e alle associazioni femminili "che da sempre si battono in città contro la violenza sulle donne". Il punto di ritrovo per la fiaccolata è in via Corticella all’angolo con via Bentini, proprio nella strada dove si è consumata la violenza.


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venerdì 25 novembre 2005
ore 17:02
(categoria: "Vita Quotidiana")



Famiglia Cristiana critica la devolution, Polo all’attacco
«I lombardi saranno curati meglio dei calabresi». La reazione della Cdl: disinformazione

ROMA - Famiglia Cristiana , il settimanale delle Edizioni Paoline, uno tra i più diffusi in Italia, boccia la riforma costituzionale approvata in via definitiva dal Parlamento la scorsa settimana. «La devolution produce cittadini di serie B», si legge in un commento sul numero oggi nelle edicole. «Critiche ingenerose», replica il sottosegretario alle Riforme Nuccio Carrara (An). «È triste che Famiglia Cristiana disinformi», reagisce con durezza il ministro ai Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi (Udc). Il giudizio del periodico interpreta gli umori di una parte del mondo cattolico non riconducibile alle alte gerarchie dato che il cardinale Camillo Ruini, qualche giorno addietro, si era limitato a ricordare che «la Chiesa italiana tiene all’unità alla solidarietà e alle perequazioni» e aveva preannunciato l’intenzione di lasciare liberi i cittadini di comportarsi come meglio avrebbero creduto al momento del referendum.

SPESE - L’opinione di Famiglia Cristiana è dunque diversa. La bocciatura prende di mira soprattutto la devolution, ovvero quella parte della riforma attraverso la quale lo Stato centrale cede alle Regioni il potere di legiferare in via esclusiva sulle materie che riguardano l’organizzazione sanitaria, quella scolastica e la polizia amministrativa locale. «Aumenteranno - si sottolinea nell’editoriale - le spese per la burocrazia visto che risulterà impossibile trasferire dallo Stato alle Regioni tutto il personale pubblico operante nella sanità, nelle scuole, nella polizia amministrativa».
Non solo c’è il rischio che si moltiplichino gli apparati pubblici, la previsione del periodico paolino è che «questa riforma non potrà essere attuata senza il cosiddetto federalismo fiscale». Ciò significa, fa notare Famiglia Cristiana , che «se hai la fortuna di nascere in Lombardia, dove si producono molte entrate fiscali che verrebbero utilizzate in loco, saresti curato meglio che se tu fossi nato in Calabria dove se ne producono di meno».
L’autore dell’intervento critica inoltre An che rivendica a sé «il merito di avere introdotto la nozione di interesse nazionale che verrebbe tutelato dal governo centrale nel caso di leggi regionali che lo contrastino». Ebbene Famiglia Cristiana dubita che questa tutela sia resa davvero possibile perché, obietta, «quattro dei quindici membri della rinnovata Corte costituzionale chiamata a dirimere quei conflitti saranno eletti dal Senato regionale». Insomma, è la conclusione, «ci saranno italiani di sere A e di serie B».

REAZIONI - A queste critiche replicano con asprezza il sottosegretario alle Riforme Nuccio Carrara (An) e il ministro per i Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi (Udc). Entrambi difendono la riforma. Carrara sottolinea che quella approvata la scorsa settimana «ripara i guasti provocati dai due tentativi di devolution precedenti al nostro, nel 1997 e nel 2001». Secondo lui, le nuove norme definiscono chiaramente le competenze esclusive dello Stato e quelle delle Regioni. Ma soprattutto, rimarca Carrara, il provvedimento rimedia «alle possibili spinte secessioniste previste nella legge del 2001», abolendo le disposizioni che autorizzavano «un federalismo differenziato e le macroregioni».
Giovanardi denuncia, infine, le «faziose deformazioni» contenute nell’editoriale e ricorre a una citazione biblica. «Non mi risulta - nota con sarcasmo - che sia stata ancora abrogato l’ottavo comandamento, "non dire falsa testimonianza", al quale dovrebbe attenersi un settimanale con un nome così impegnativo».


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venerdì 25 novembre 2005
ore 16:18
(categoria: "Vita Quotidiana")



Aosta «bandisce» il teorico islamico
La Regione di centrosinistra mette il veto a Tariq Ramadan

Bandito dagli Stati Uniti, mal tollerato in Francia, molto accreditato in Gran Bretagna, Tariq Ramadan ha probabilmente le idee meno chiare sulla sua attuale posizione in Italia: se la Valle d’ Aosta lo respinge oggi, come «una presenza troppo ingombrante», Padova lo accoglierà tra un mese e mezzo, come autorevole esperto di questioni islamiche. Il nipote del fondatore dei Fratelli Musulmani, docente universitario, consulente del primo ministro inglese Tony Blair, discusso teorico del neo-fondamentalismo, era stato invitato dall’Associazione dei Sociologi Italiani al convegno nazionale su «Una sociologia della spiritualità» che si apre stamattina all’Università di Aosta. Ma il veto del presidente della Regione autonoma, nonché del consiglio dell’Università, Luciano Caveri, ha costretto gli organizzatori a ritirare l’offerta: «Inizialmente avevamo pensato di boicottare il seminario - riferisce il segretario dell’associazione, Stefano Allievi, professore di sociologia a Padova -, ma poi abbiamo proposto a Ramadan di partecipare all’incontro che terremo all’università di Padova, il 12 gennaio, in appendice al convegno. E lui ha accettato».
Più che un risarcimento all’escluso, l’associazione dei sociologi vorrebbe dare così una lezione di tolleranza al governo della Valle d’Aosta. Spiega il professor Allievi: «Non comprendiamo l’atteggiamento del presidente nei confronti di Ramadan, un docente universitario di vasta esperienza, un leader musulmano molto ascoltato, al punto di essere scelto dal primo ministro britannico come consigliere per le questioni islamiche, dopo gli attentati a Londra del luglio scorso. Ci pareva che anche la sua voce, all’interno di una discussione sulle religioni e sulla spiritualità, potesse avere spazio e interesse. Per noi il convegno non finirà ad Aosta, ma continuerà e si concluderà a Padova».
Ma il presidente della Regione, eletto nelle liste dell’Union Valdotaine e alla guida di una giunta che include i Ds, smentisce intenti censori: «Abbiamo saputo dai giornali nazionali, ad agosto, chi era esattamente Tariq Ramadan, e la delicatezza della sua presenza a un convegno patrocinato dall’università. A sua volta finanziata al 90 per cento dalla Regione. Abbiamo fatto i nostri accertamenti, come previsto anche dalle mie funzioni prefettizie. E il consiglio dell’università ha concluso, unanimemente, che sarebbe stata sconveniente la presenza di persone come Ramadan».
In tutta la Val d’Aosta o soltanto al convegno? «Se il signor Ramadan vuole venire a titolo personale ad Aosta per tenere una conferenza, può farlo. Ci mancherebbe. Io non andrei a sentirlo, ma qualunque cittadino svizzero, qual è lui, può entrare in Val d’Aosta. Mi occuperei di valutarne l’opportunità, tutt’al più, in termini di ordine pubblico. Ma - insiste Caveri - l’università non può sponsorizzare l’intervento di oratori che sostengono tesi come quelle di Ramadan: contro gli ebrei, contro Israele o a sostegno della supremazia dell’Islam. Gli organizzatori avrebbero dovuto segnalarci che si tratta di un personaggio ingombrante e non lasciare che lo scoprissimo dalla stampa».
L’allarme alla presidenza della Regione e del consiglio universitario suona infatti dopo un articolo apparso sul Foglio , a fine luglio, intitolato «Giochi pericolosi», riferito agli accordi tra atenei italiani, egiziani e palestinesi. Tra gli apologeti del terrorismo viene inserito anche Ramadan che, aggiungeva il Foglio , «sarà la star del congresso dell’Associazione Italiana di Sociologia ad Aosta», dopo essere stato respinto dagli Stati Uniti.
«Il mio non è stato proprio un veto - sfuma Caveri -, ma ho dovuto spiegare agli organizzatori l’inopportunità di quell’invito». Sembra che Tariq Ramadan non se la sia presa: per domani, a Minusio, vicino a Locarno, ha in agenda una tavola rotonda


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venerdì 25 novembre 2005
ore 16:08
(categoria: "Vita Quotidiana")



Cristiani e musulmani insieme per la Colletta
di Magdi Allam

L’integrazione degli immigrati musulmani passa anche tramite la compartecipazione all’attività di solidarietà sociale promossa dall’associazionismo cattolico. E’ quanto si verificherà domani a Milano in occasione della Giornata nazionale della Colletta alimentare. Con un gruppo di donne egiziane, al fianco dei volontari della Fondazione Banco Alimentare, impegnate nell’opera di raccolta di beni di prima necessità donati dai cittadini all’esterno dei supermercati. Realizzando una comunione di valori comuni all’umanità attraverso la testimonianza e l’impegno personale.

Secondo l’Istat sono 2.360.000 le famiglie italiane che vivono in condizioni di povertà relativa, per un totale di 6.786.000 persone, pari all’11,8% della popolazione nazionale. Ebbene nel 2004 il Banco Alimentare ha sfamato ogni giorno 1.211.414 persone, raccogliendo 53.411 tonnellate di generi alimentari e distribuendoli a 7.234 enti caritatevoli convenzionati. Una straordinaria opera di solidarietà resa possibile dall’impegno quotidiano di 717 volontari e di una cinquantina di addetti retribuiti.

Quest’anno, nella Giornata nazionale della Colletta alimentare, saranno circa 100 mila i volontari in tutt’Italia che, in prossimità di 5200 supermercati, inviteranno le persone a donare alimenti. Si darà loro il sacchetto della colletta insieme a un volantino indicante i prodotti alimentari da scegliere. Due i testimonial d’eccezione: Paolo Brosio e Giancarlo Fisichella. L’anno scorso circa 4 milioni e mezzo di italiani condivisero l’iniziativa, donando 6.945 tonnellate di cibo per un valore di 22.308.000 euro. In Italia la rete «Banco Alimentare» nacque nel 1989 dall’incontro tra Danilo Fossati, fondatore dell’industria alimentare Star, e don Luigi Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione. Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, spiega che Fossati e Giussani «si sono entusiasmati l’uno per l’altro e hanno immaginato che quello potesse rappresentare un gesto di educazione popolare alla condivisione, alla carità, al desiderio di bene per i cristiani e i non cristiani, divenendo esempio di sussidiarietà, cioè di valorizzazione dell’impeto positivo di chiunque, secondo la tradizione della Dottrina sociale della Chiesa». Dal 1999 la Fondazione Banco Alimentare è una Onlus associata alla Compagnia delle Opere.

Ebbene dalla solidarietà sociale intesa come educazione popolare, si è arrivati alla sua percezione come veicolo d’integrazione degli immigrati. Grazie alla meritoria opera di un gruppo di volontarie della Società San Vincenzo De Paoli, che hanno avviato dei corsi di formazione alla cultura italiana a beneficio di un gruppo di donne egiziane residenti a Ponte Lambro a Milano. Un percorso attraverso la conoscenza e la visita dei luoghi emblematici delle radici greche, romane e cristiane della storia d’Italia. Soprattutto attraverso l’intreccio di rapporti di amicizia che hanno consentito di veicolare i valori del rispetto dell’altro, della vita, della libertà e della democrazia. Ed è così che domani si ritroveranno unite, donne cattoliche e musulmane, a condividere la straordinaria esperienza della Giornata nazionale della Colletta alimentare.


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venerdì 25 novembre 2005
ore 14:34
(categoria: "Vita Quotidiana")



Sblocco videofonini 3: Blitz della polizia in tutta Italia

La polizia postale di Bari ha eseguito 94 perquisizioni domiciliari in varie regioni per accesso abusivo a sistemi informatici, detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi telematici e violazione delle norme in materia di tutela del diritto d’autore. Oggetto del blitz lo sblocco abusivo dei videofonini H3G. Scoperto un sito web che forniva indicazioni su come compiere la transazione economica.

L’operazione ha per oggetto lo sblocco abusivo della funzione "Operator Lock" attuata sui videofonini H3G. Gli investigatori della Polizia Postale, hanno scoperto il sito web che forniva ai navigatori le indicazioni per compiere la transazione economica attraverso le ricariche del circuito "postepay".


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venerdì 25 novembre 2005
ore 14:25
(categoria: "Vita Quotidiana")



Bologna, bimbo di 4 anni muore nel centro d’accoglienza

BOLOGNA - Un bambino di circa 4 anni è morto precipitando da una finestra di Villa Salus, la struttura alla periferia di Bologna dove nei mesi scorsi sono stati trasferiti alcune centinaia di immigrati, in gran parte romeni, che erano alloggiati nell’ex Ferrhotel. L’ipotesi più probabile sarebbe quella di una disgrazia: in casa con il piccolo c’era il padre che, al momento del fatto, si trovava in bagno, mentre la madre era fuori casa e i fratelli del bimbo a scuola. Vicino a una finestra è stata trovata una sedia, mentre la tenda della finestra è strappata: forse il bambino, scivolando fuori dalla finestra, ha cercato invano di aggrapparsi. All’arrivo del 118, il piccolo era già morto.


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venerdì 25 novembre 2005
ore 13:08
(categoria: "Vita Quotidiana")





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venerdì 25 novembre 2005
ore 12:51
(categoria: "Vita Quotidiana")



Nato il bimbo per curare sorellina

E’ nato a Lecce il primo bimbo concepito in provetta per guarire la sorella talassemica con le cellule staminali del suo cordone ombelicale. La selezione degli embrioni di Antonio è avvenuta a Istanbul, mentre il trapianto delle cellule è in programma al San Matteo di Pavia. Il concepimento è avvenuto in modo che il piccolo nascesse senza ereditare l’alterazione genetica dei genitori, ma anche per fare da donatore.

Ora le sue cellule staminali verranno moltiplicate in coltura, prima di essere trapiantate alla sorellina. La selezione è stata fatta in Turchia sotto la direzione scientifica del biologo molecolare Francesco Fiorentino in quel Memorial Hospital dove si recano molte coppie portatrici di malattie genetiche con figli che hanno ereditato lo stesso difetto. Questa tecnica in Italia è vietata dalla legge e per tale motivo l’unica salvezza è eseguirla all’estero.

Subito dopo il parto, il cordone ombelicale di Antonio è stato prelevato, infilato in un contenitore pieno di ghiaccio e portato a Pavia. Qui aspettava Marta, 12 anni, che per vivere poteva sperare solo in questo trapianto. Perché gli altri due fratelli, non talassemici, non erano compatibili per una donazione. "E’ solo il primo caso - ha detto Fiorentino - sono in arrivo altri sei bambini concepiti con diagnosi preimpianto ed esame della compatibilità".


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venerdì 25 novembre 2005
ore 12:42
(categoria: "Vita Quotidiana")



Irving il "negazionista" resta in carcere
E’ indiziato di apologia del nazismo

Lo storico britannico ’negazionista’ dell’Olocausto David Irving, agli arresti in Austria da due settimane, resterà in carcere, secondo quanto stabilito oggi dal giudice delle indagini preliminari. La notizia proviene dal tribunale regionale di Vienna.

Lo studioso, noto per aver più volte negato l’Olocausto, era stato arrestato per apologia del nazismo, condatta punita in Austria dalla legge penale.

Un paio di giorni fa il suo legale Elmar Kresbach aveva annunciato che nel frattempo Irving ha preso le distanze dalle sue tesi "negazioniste" sostenendo di essere giunto a questa conclusione dopo ricerche negli archivi a Mosca e la scoperta di documenti che effettivamente dimostravano l’esistenza dell’Olocausto.
Il legale aveva aggiunto che alla riunione di oggi con il giudice avrebbe proposto una cauzione in cambio del rilascio del suo cliente. L’incontro al Landesgericht für Strafsachen (tribunale penale regionale) si è svolto a tre fra l’avvocato, Irving e il giudice il quale ha fine ha respinto la richiesta del legale confermando l’arresto.

Irving è nato ad Essex nel 1938 e dagli anni ’60 è attivo nella pubblicistica storica con lavori come "La Strada di Hitler verso la guerra" e "La Guerra di Hitler". Tra le sue tesi quella sul fondatore del nazismo che non avrebbe saputo nulla della sorte degli ebrei. E, soprattutto, la negazione delle camere a gas nel campo di sterminio di Auschwitz. Irving è stato già dichiarato "persona non grata" in Germania, paese da cui fu espulso nel 1993, per aver insultato la memoria degli ebrei vittime dell’Olocausto.


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