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Chi son? Sono un poeta.
Che cosa faccio? Scrivo.
E come vivo? Vivo.
In povertà mia lieta
scialo da gran signore
rime ed inni d’amore.
Per sogni, per chimere
e per castelli in aria
l’anima ho milionaria.
Talor dal mio forziere
ruban tutti i gioielli
due ladri: gli occhi belli.
V’entrar con voi pur ora
ed i miei sogni usati
e i bei sogni miei
tosto son dileguati.
Ma il furto non m’accora,
poiché vi ha preso stanza
la dolce speranza!

Or che mi conoscete,
parlate voi. Chi siete?
Via piaccia dir?



Scrivo un diario inutile.
senza note, senza parole, senza frasi.
Solo pagine vuote, bianche.
Riempite dalla fluttuazione del nulla quotidiano.
(Alessandro Sebastiano Morandi) ”

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i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )


venerdì 18 novembre 2005
ore 12:12
(categoria: "Vita Quotidiana")



"Come gay mi sento discriminato"
E si fa "sbattezzare" per protesta

ROMA - In pochi lo sanno ma, tramite una procedura burocratica e non spirituale, è possibile uscire dalla Chiesa Cattolica. Lo ha fatto un giovane omosessuale altoatesino di 35 anni in segno di protesta contro le affermazioni del cardinale Ruini in materia di Pacs, fecondazione assistita e unioni gay.

"Come omosessuale mi sento discriminato dalla chiesa cattolica" è stata la spiegazione fornita dall’uomo, il cui iter burocratico di "sbattesimo" è durato un mese ed ha fatto forza su una sentenza del garante della privacy del 1999. L’uomo ha così chiesto e ottenuto dal parroco di Rio Pusteria (il paesino in cui vive di cui è anche originaria la famiglia del Papa) una particolare annotazione accanto al suo nome sul registro dei battesimi.

Quest’annotazione sancisce inequivocabilmente la ferma volontà del battezzato di non essere considerato un appartenente alla Chiesa Cattolica. A nulla sono serviti gli sforzi del sacerdote per fargli cambiare idea.
Se fosse stato necessario infatti l’uomo, ha fatto presente, si sarebbe rivolto direttamente all’autorità giudiziaria.


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venerdì 18 novembre 2005
ore 11:17
(categoria: "Vita Quotidiana")



CASTRO SCHERZA SUL PARKINSON, "MAI STATO COSI’ BENE"

"Mai stato cosi’ bene". Il presidente cubano, Fidel Castro, ha voluto dire la sua sulle notizie fatte filtrare dalla Cia secondo cui avrebbe il morbo di Parkinson e le sue condizioni di salute si starebbero rapidamente deteriorando. "Dicono che Castro ha questa o quella malattia, e l’ultima che si sono inventati e’ che ho il morbo di Parkinson", ha detto all’inaugurazione dell’anno accademico dell’universita’ dell’Avana. "Ma guarda caso sto meglio che mai". E preso dalla foga ha inondato la platea con un discorso di oltre 4 ore. Le voci sulla cattiva salute di Castro si rincorrono da tempo, spesso originate nella popolosa comunita’ anti-comunista dei cubani in esilio a Miami. Di recente gli osservatori hanno notato che Castro, un tempo brillante oratore, talvolta perde il filo del discorso oppure inciampa sulle parole. A completare il quadro, i recenti incidenti: nel 2001 svenne durante un discorso all’Avana e l’anno scorso si e’ fratturato un ginocchio e un braccio scivolando lungo una scala. E Castro oggi ha voluto rassicurare che si sente in piena forma. "Quelli che mi hanno fatto fuori cosi’ tante volte", ha scherzato di fronte alla platea di studenti, "passano di delusione in delusione". "Adesso la Cia ha scoperto che ho il Parkinson, che e’ come quella volta che si disse che ero l’uomo piu’ ricco del mondo", ha aggiunto, ricordando un articolo apparso sulla rivista americana Forbes, secondo cui avrebbe una colossale fortuna personale. Quanto al Parkinson, "nessun problema se arriva". "Anche il Papa (Giovanni Paolo II) lo aveva, eppure continuo’ per tantissimi anni a viaggiare per il mondo".



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venerdì 18 novembre 2005
ore 10:35
(categoria: "Vita Quotidiana")



Veronesi difende l’eutanasia
"Morire è un diritto fondamentale"
di DARIO CRESTO-DINA

"Ho l’impressione che il dialogo con i vescovi sia diventato un monologo. Bisogna fermarlo", dice Umberto Veronesi: "Mi sembra che la Chiesa voglia condizionare le scelte di un paese che, se devo giudicarlo alla luce dei comportamenti dei suoi abitanti, è a maggioranza non credente, o poco credente". Nel tentativo di contribuire a frenare questa "invasione di campo" il professore ha scritto un libro su un tema spinoso che da sempre gli sta a cuore. È un libro che difende l’eutanasia volontaria.

Il titolo è un manifesto, nel senso che dentro c’è già tutto: Il diritto di morire, la libertà del laico di fronte alla sofferenza. Dove la parola laico è un simbolo, un marchio.

Professor Veronesi, mentre lei parla di eutanasia il Vaticano attacca su concordato, pillola abortiva, pacs, e fermiamoci pure qui. Un autentico contro potere italiano?
"No, perché di solito i contro poteri sono occulti. I vescovi, invece, fanno tutto alla luce del sole. Ma adesso rischiano di oltrepassare il limite. Come scriveva Montanelli, stanno cercando di obbligarci a adeguarci a un credo nel quale non crediamo. Le ultime dichiarazioni del cardinale Ruini, per esempio, devono far pensare. E sono difficili da accettare".

Si riferisce alla condanna della pillola Ru-486?
"Sì. Quando Ruini dice che l’uso della pillola equivale a un omicidio, manifesta un pensiero che va in realtà ben oltre il significato delle sue parole. L’obiettivo della Chiesa è rimettere in discussione la legge sull’aborto. La verità è che ci vogliono togliere la 194, diciamolo con chiarezza. Uno stato laico deve reagire, ricordare alla Chiesa che ci sono confini da rispettare".

Ma il partito dei cattolici è forte, è trasversale e le sue file si ingrossano. Il presidente della Camera Casini ieri ha detto che le parole della Chiesa sono proposte, non imposizioni.
"Guardi, io rispetto le opinioni di tutti. Ma un conto sono le idee, un altro le leggi. La legge sull’aborto è stata votata dal 70 per cento del popolo italiano. La posizione della Chiesa è, quindi, in opposizione non solo allo Stato italiano, ma al popolo italiano. La Ru-486 è in linea con la 194, il suo utilizzo, naturalmente all’interno di regole precise, non deve costituire un problema. Si tratta, in sostanza, di praticare l’aborto per via farmacologica invece che chirurgica. Se è diventata un problema, è perché se ne è voluto fare un caso politico. Non dobbiamo sottovalutare poi che proibire questa pillola, accettata dalla maggioranza dei paesi europei, porterebbe inevitabilmente alla nascita di un mercato nero. Il proibizionismo non è mai una risposta efficace".

Perché la Chiesa è così aggressiva?
"Forse perché è in crisi, forse perché sta vivendo un momento di transizione, ma non dimentichi che c’è smarrimento anche nella società ed è in periodi come questi che si riafferma il proselitismo della fede, delle religioni. Benedetto XVI lo ha capito benissimo, questo Papa non è certo un vescovo che sta in mezzo al fiume: è intransigente, è tradizionalista, è coerente. Non si può essere un uomo di chiesa soltanto per metà o per un terzo. I cardinali fanno il loro mestiere, altri invece no".

È una critica al governo?
"Non solo. Mi riferisco alle carenze e alle assenze della politica. Sia a destra, sia a sinistra. Mi riferisco allo Stato. Ho come l’impressione che improvvisamente siamo diventati tutti ferventi credenti. Tutti rinoceronti, come nella commedia di Ionesco".

Ed è in questo clima che lei propone di autorizzare l’eutanasia?
"Voglio semplicemente porre il problema, tentare di aprire un confronto su un argomento tabù, un tema di cui nessuno vuole parlare".

Significa sostenere la bontà del suicidio?
"Assolutamente no. Il suicidio è un fenomeno psicologicamente complesso che ha radici profonde e antichissime. È una pulsione tipica dell’uomo, che non esiste in altri esseri viventi. Io sostengo il valore dell’eutanasia come richiesta volontaria e cosciente di porre fine alla propria esistenza. Cosa che può maturare quando la vita diventa insopportabile per il dolore, la sofferenza e la perdita della propria dignità. Dai dati dell’Olanda, dove l’eutanasia è legale, appare che la richiesta riguarda per l’85 per cento i malati terminali".

Ha scritto Norberto Bobbio, verso la fine della sua vita: "L’unico rimedio alla stanchezza mortale è il riposo della morte". È a questo che pensa, professor Veronesi?
"Credo che il diritto di morire faccia parte del corpus fondamentale dei diritti individuali: il diritto di formarsi o non formarsi una famiglia, il diritto alle cure mediche, il diritto a una giustizia uguale per tutti, il diritto all’istruzione, il diritto al lavoro, il diritto alla procreazione responsabile, il diritto all’esercizio di voto, il diritto di scegliere il proprio domicilio".

Ma la richiesta di eutanasia non contrasta con la natura?
"La natura non ha previsto l’immortalità dell’uomo, anzi, la morte è uno dei suoi principi. Non si può rimanere in vita quando la vita non è più vita".

Eppure proprio la scienza e la medicina sembrano volerci cancellare la prospettiva della morte e la chirurgia estetica ci illude persino sul prolungamento della giovinezza.
"È vero, la medicina spesso espropria il diritto alla morte. Macchine complesse tengono in vita persone senza coscienza per settimane, mesi, anni. Questa è una vera violenza alla natura. Ma il compito della medicina non è quello di legiferare. La scienza aspetta una legge che faccia chiarezza sui limiti del suo intervento".

Lei pensa alla legge olandese?
"Potrebbe costituire un buon punto di partenza. Stabilisce una procedura seria e accurata, ma permangono dubbi sulla genuina volontà del paziente che manifesta il desiderio di eutanasia. È difficile capire fino a che punto conti l’influenza dei famigliari, oppure il livello di depressione nel quale il malato precipita. Il cammino sarà lungo, ma ritengo sia importante cominciarlo. Sarebbe un segno di civiltà".

Imparare a vivere significherebbe imparare a morire, come sosteneva Jacques Deridda?
"Sì, anche se è molto difficile. Ma chi sta in trincea, come i medici, sa quante volte un paziente chiede di venire aiutato a morire".

E i medici lo fanno?
"Sì, sarebbe ipocrita negarlo: negli ospedali italiani l’eutanasia clandestina viene praticata. Nessuno lo confesserà mai, eppure esiste. Si allontana l’infermiera con una scusa, si aumenta un po’ la dose di morfina... Ci sono molti modi".

È un omicidio?
"No, è raccogliere un appello alla pietà".


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giovedì 17 novembre 2005
ore 19:26
(categoria: "Vita Quotidiana")



"Scuola, leggete bene la riforma la religione non è più facoltativa"
di SALVO INTRAVAIA

Con la riforma Moratti, l’unica materia facoltativa dell’ordinamento scolastico italiano diventa obbligatoria. Lo afferma Enrico Panini, segretario generale della Flc Cgil. "L’attenta lettura del decreto legislativo sulla scuola secondaria riserva diverse sorprese e nessuna di queste è positiva. Avere messo la religione cattolica tra le materie obbligatorie per tutti - secondo Panini - provoca due effetti: prima di tutto si rende obbligatoria una scelta che è facoltativa, non essendo neanche obbligatorio scegliere l’attività alternativa; in secondo luogo diventa assenza non frequentare religione o l’attività alternativa".
In questo modo non avvalersi dell’insegnamento della religione , conclude Panini, "produce una penalità di 33 ore". Un peso grave visto che "nel nuovo ordinamento superare il tetto del 25 per cento del monte ore obbligatorio comporta la bocciatura automatica".

In effetti - rispetto alla scelta facoltativa che si presentava fino ad ora per lo studente al momento dell’iscrizione - la contraddizione del nuovo assetto orario della scuola secondaria di secondo grado disegnato dalla coppia Bertagna-Moratti salta subito all’occhio. In sette (escluso il liceo artistico) degli otto licei in cui si articolerà la futura scuola superiore l’orario settimanale è articolato in ’Attività e insegnamenti (materie) obbligatorie per tutti gli studenti’, ’Attività obbligatorie a scelta dello studente’, e ’Attività e insegnamenti facoltativi’. A titolo di esempio: nella prima classe del liceo scientifico sono previste 28 ore settimanali di attività obbligatorie per tutti, 3 ore obbligatorie (ma a scelta dello studente fra le diverse opzioni proposte della scuola) e un’ora facoltativa. Lo studio della Religione, contrariamente a ogni logica, è collocato fra le discipline assolutamente obbligatorie.

Secondo il leader della Cgil il nuovo assetto penalizzerebbe coloro che sceglieranno di non avvalersi della religione cattolica che, in quanto obbligatoria, risulterebbero assenti "in automatico" per 33 ore all’anno. Insomma, gli studenti che seguiranno l’ora di Religione potranno assentarsi più dei compagni che non se ne avvarranno.

"Quanto all’università - prosegue Panini - è abrogato il libero accesso". Il testo definitivo del decreto infatti, avverte il sindacalista, "ci riconsegna la formulazione del libero accesso a tutte le facoltà solo per i diplomati del liceo classico". Una interpretazione avanzata da tempo dalla Cgil, che il ministero ha sempre considerato errata.


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giovedì 17 novembre 2005
ore 19:09
(categoria: "Vita Quotidiana")



Arrestato lo storico David Irving
"Apologia del regime di Hitler"

Lo storico britannico David Irving, noto per aver più volte negato l’Olocausto, è stato arrestato in Austria nei giorni scorsi. L’arresto, ha affermato oggi il ministero dell’Interno di Vienna attraverso il suo portavoce, Rufolf Gollia, è stato eseguito il pomeriggio dell’11 novembre a Hartberg in Stiria. Un’azione che rende esecutivo un mandato spiccato nei suoi confronti dal tribunale di Vienna nel novembre 1989 per il reato di apologia del nazismo.

L’arresto è stato compiuto sulla base di un mandato spiccato nel mese di novembre 1989 per la sospetta violazione del paragrafo 3 della legge austriaca contro il "revivalismo" nazista. Al momento dell’arresto Irving si stava recando ad un raduno dell’associazione studentesca nazionalista di destra "Olympia".

Irving è nato ad Essex nel 1938 e dagli anni ’60 è attivo nella pubblicistica storica con lavori come "La Strada di Hitler verso la guerra" e "La Guerra di Hitler". Tra le sue tesi quella sul fondatore del nazismo che non avrebbe saputo nulla della sorte degli ebrei. E, soprattutto, la negazione delle camere a gas nei campi di sterminio. In altre pubblicazioni, lo storico ha messo in dubbio la realtà dei campi di concentramento e delle camere a gas di Auschwitz. Irving è stato dichiarato "persona non grata" in Germania, paese da cui fu espulso nel 1993, per aver insultato la memoria degli ebrei vittime dell’Olocausto.


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giovedì 17 novembre 2005
ore 18:54
(categoria: "Vita Quotidiana")



Legge del 9 dicembre 1905
relativa alla separazione delle Chiese dallo Stato

Giornale ufficiale della Repubblica francese
37° anno, N° 336 di lunedì 11/12/1905 p. 7205


Il Senato e la Camera dei Deputati hanno adottato,
Il Presidente della Repubblica promulga la legge che segue:


TITOLO I
Principi

Articolo 1
La Repubblica assicura la libertà di coscienza. Essa garantisce il libero esercizio dei culti con le sole restrizioni di seguito enunciate nell’interesse dell’ordine pubblico.

Articolo 2
La Repubblica non riconosce né finanzia né sovvenziona alcun culto. Di conseguenza, a partire dal 1° gennaio successivo alla promulgazione della presente legge, saranno soppresse dai bilanci dello Stato, dei dipartimenti e dei comuni, tutte le spese relative all’esercizio dei culti. Potranno tuttavia essere inserite nei suddetti bilanci le spese relative a servizi di assistenza religiosa e destinate ad assicurare il libero esercizio dei culti negli istituti pubblici come i licei, le scuole medie, le scuole elementari, gli ospizi, i ricoveri e le prigioni.
Gli istituti pubblici di culto sono soppressi, fatte salve le disposizioni enunciate all’articolo 3.


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giovedì 17 novembre 2005
ore 16:59
(categoria: "Vita Quotidiana")



Tunisi, espulso il segretario generale di Reporter sans Frontière
di Toni De Marchi

Nei giorni scorsi un comunicato piuttosto inusuale dell’ufficio stampa del World Summit on the Information Society di Tunisi spiegava perché Robert Ménard non poteva entrare in Tunisia nonostante fosse accreditato al vertice delle Nazioni Unite. «C’è un procedimento penale contro di lui in Tunisia» diceva la comunicazione. E che a Mènard non fosse consentito di metter piede sul suolo tunisino se ne è avuta la conferma giovedì mattina, alle 11 e un quarto, quando sull’aereo dell’Air France appena atterrato da Parigi sono salite cinque o sei persone che gli hanno intimato di non scendere. «Persona non grata» gli è stato detto.

Ménard non un giornalista qualsiasi: è il segretario generale di Reporters sans frontiéres , un’organizzazione che si batta per i diritti di libertà e di movimento dei giornalisti. Repoters sans Frontières ha da tempo la Tunisia nel mirino,per la libertà di stampa assente e per la repressione di molti internauti“colpevoli” di aver navigato in siti proibiti. L’annuncio dell’espulsione dalla Tunisia Ménard l’ha data lui stesso attraverso il cellulare a un suo collega di Rsf che l’aspettava all’aeroporto. «Sono esterrefatto. Ho tutti i documenti in regola per entrare in questo Paese e un numero di accredito al Wsis, ma mi dicono che non posso entrare» ha spiegato il segretario dell’associazione che in realtà una conclusione del genere l’aveva ben prevista.

«Robert Ménard è diventato la bestia nera del presidente tunisino Ben Ali. È diventata quasi un questione personale» ha spiegato Jean-François Julliard, il rappresentante di Rsf che attendeva il segretario all’aeroporto di Tunisi.


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giovedì 17 novembre 2005
ore 16:47
(categoria: "Vita Quotidiana")





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giovedì 17 novembre 2005
ore 16:36
(categoria: "Vita Quotidiana")





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giovedì 17 novembre 2005
ore 16:33
(categoria: "Vita Quotidiana")



«La riforma del Tfr è stata bloccata perché così com’è dava fastidio alla Mediolanum berlusconiana. “Lo sapete quanto ha fatto, nei primi nove mesi di quest’anno, offrendo le sue nuove polizze vita? Il 41% di aumento degli utili sul 2004. Dico il 41%. Con dei meccanismi per cui, se tu versi mille euro e sei costretto a ritirarli, l’anno dopo te ne ritrovi duecento”»
Roberto Maroni, ministro del Welfare, a Gian Antonio Stella,
Corriere della Sera, 16 novembre


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