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MERAVIGLIE

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Chi son? Sono un poeta.
Che cosa faccio? Scrivo.
E come vivo? Vivo.
In povertà mia lieta
scialo da gran signore
rime ed inni d’amore.
Per sogni, per chimere
e per castelli in aria
l’anima ho milionaria.
Talor dal mio forziere
ruban tutti i gioielli
due ladri: gli occhi belli.
V’entrar con voi pur ora
ed i miei sogni usati
e i bei sogni miei
tosto son dileguati.
Ma il furto non m’accora,
poiché vi ha preso stanza
la dolce speranza!

Or che mi conoscete,
parlate voi. Chi siete?
Via piaccia dir?



Scrivo un diario inutile.
senza note, senza parole, senza frasi.
Solo pagine vuote, bianche.
Riempite dalla fluttuazione del nulla quotidiano.
(Alessandro Sebastiano Morandi) ”

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ULTIMI 10 messaggi
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i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )


venerdì 21 ottobre 2005
ore 19:36
(categoria: "Vita Quotidiana")



Trionfal, di nova speme
l’anima freme in celestial
crescente ardor.
Ed in armonico vol
già l’anima va
all’estasi d’amor.


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venerdì 21 ottobre 2005
ore 19:03
(categoria: "Vita Quotidiana")



Amor che seppe a te vita serbare,
ci sarà guida in terra, e in mar nocchier...
e vago farà il mondo riguardare.
Finché congiunti alle celesti sfere
dileguerem, siccome alte sul mare
a sol cadente, nuvole leggere!...


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venerdì 21 ottobre 2005
ore 18:37
(categoria: "Vita Quotidiana")



Celentano show: «Hanno paura delle parole»
di Maria Novella Oppo

Dopo tutto, Celentano è andato in onda come ha voluto. Segno che, se uno ci prova, ci può riuscire, perfino a riportare Santoro in Rai. Appena arrivato in scena, ha cantato («se a volte mi estraneo è perché non approvo») e ha spiegato così tutto quello che c’era da spiegare. La gioia di esserci e la noia di aver dovuto attraversare un mare di mediocrità, che, per inciso, è un mare berlusconiano. Poi Adriano ha cominciato a distinguere quello che è lento e quello che è rock. Zeman è rock, Moggi è lento. L’odio è lento, il bacio è come un rock. Lo zoo è lento, la foresta è rock. Il sesso è rock, il sasso è lento.

E il primo passo politico lo fa Gerard Depardieu, con l’annuncio clamoroso: «Oggi arrivano i barbari. Che fa il Senato?». Che alluda alla devolution? Ma no, è una poesia di Kavafis letta effettivamente con una pronuncia barbara. Più corretta la lettura dei messaggi di Biagi, Grillo e Luttazzi, che non hanno potuto partecipare. E infatti ci sono i loro posti vuoti e c’è Santoro che, per esserci, ha dovuto dimettersi da deputato europeo. Ma c’è anche Berlusconi, ripreso nel momento del suo editto bulgaro, che ha fatto collocare l’Italia da «Freedom of the press» al 78° posto, tra Bulgaria e Mongolia nella classifica della libertà di espressione.

«Hanno tutti paura della parole - commenta Celentano - oggi si possono dire soltanto cose che non danno fastidio a nessuno. Ormai si possono dire solo cose che fanno vincere le elezioni». Ed entra Santoro, tra applausi trionfali del pubblico in sala, che deve essere tutto composto da comunisti brianzoli scalmanati. Celentano riconsegna il microfono a Santoro. Per dire finalmente la sua, inneggiando alla fratellanza, alla uguaglianza, alla cultura e alla libertà. «Grazie Adriano, ma io voglio il mio microfono, il mio lavoro: finché non lo avrò non sarò tornato a essere quello che ero». Poi si è rivolto alle figlie («Ho sempre agito con onestà») e ai collaboratori: «Preparatevi a tornare a lavorare».

Ecco le parole scandalose che non si potevano far circolare in anticipo. L’unica cosa che sapevamo, infatti, di «Rockpolitik», era che Adriano avrebbe cantato in apertura la canzone «C’è sempre un motivo». Per il resto, tutto quello che era stato anticipato poteva essere completamente privo di fondamento. A parte la presenza di Maurizio Crozza (con una formidabile versione dei Gipsy King «Zapatero, Zapatera», in cui ha preso in giro tutto il centrosinistra, per poi entrare in scena in gommone stelle e strisce nei panni di Bush), della bellissima Luisa Ranieri e di Antonio Cornacchione in gramaglie per i dolori del povero Silvio (che oggi ne avrà uno in più). Il comico ha consegnato al Molleggiato una tessera onoraria di Forza Italia: «Così puoi avere sconti di pena in tutta Italia...». Adriano, però, ha chiarito che «io non tifo nè per Prodi nè per Berlusconi». Per poi lanciare una stoccata agli immobiliaristi: «Dove passano loro non cresce più l’erba».

Poi, ovviamente Ligabue e Negrita, ma soprattutto Celentano col suo rock e il suo temuto e misterioso monologo. Pause comprese. E battute di ciglia. E gambe che poi tanto molleggiate forse non sono più. Senza per questo rinunciare a dire la sua al solito modo clamoroso e insieme lapalissiano. Adriano odia la guerra, la povertà e la sofferenza, più o meno come tutti. Solo che lui lo dice come se lo scoprisse in quel momento e ne provasse un enorme dolore. Poi sorride e improvvisamente canta. A qualcuno sembra furbo il suo cattolicesimo rurale, a qualcun altro il suo trescare con il potere (e magari con il prepotere), per poi cambiare le carte in tavola e procurarsi nuovi e potenti nemici. Non è furbo: è il solito incredibile Celentano e basta. Che, sulle note di «Ancora vivo» («Non si gioca coi sentimenti, non ho giocato mai») fa scorrere le immagini trash dei reality e di alcuni talk show, da «L’Isola dei famosi» a «La Talpa». Una vera sorpresa, in attesa della messa in onda, è il direttore generale Alfredo Meocci. Sorridente e a suo agio nello studio avveniristico, dice: «È tutto tranquillo. Del resto si può, divertendosi e rilassandoci, dire anche qualcosa di importante…».

L’immensa scenografia i cui costi si favoleggiano, ma non si vogliono certificare, è di Gaetano Castelli che firma anche gli scenari kitsch e floreali di Sanremo. Ma qui ha dimostrato quello che sa fare quando segue le indicazioni di un artista e di autori (Freccero, Cerami, Cugia, Caverzan e Scrosati) che sanno quello che vogliono. E lo ottengono.


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venerdì 21 ottobre 2005
ore 18:10
(categoria: "Vita Quotidiana")



segnalato da darkerciu (che ringrazio):
www.strasbourgcurieux.com/fourrure/


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venerdì 21 ottobre 2005
ore 14:35
(categoria: "Vita Quotidiana")





LEGGI I COMMENTI (2) - SEGNALA questo BLOG

venerdì 21 ottobre 2005
ore 12:59
(categoria: "Vita Quotidiana")



O Mi(sia)mì tu più non torni.
O giorni belli,
piccole mani, odorosi capelli,
collo di neve!
Ah! Mimì, mia breve gioventù!


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venerdì 21 ottobre 2005
ore 12:06
(categoria: "Vita Quotidiana")


dal blog di cielonero (a cui va il mio personale applauso)
ricevuto da davidoff (the webmaster)

Ciao. Ho ricevuto parecchie proteste per il tuo blog, che non visitavo da tempo.
E sono d’accordo... è volgare, per quanti pintini tu metta, e blasfemo.
A suo tempo mi dicevi che per te è un’arte.. ok, ma non puoi esprimerla qui,, mi dispiace! Ti chiedo di rimuovere i contenuti "pesanti" ...d’altra parte c’era scritto nel regolamento che hai accettato all’iscrizione. Se vuoi mantenerla.


risposta di cielonero (you know who he’s)

caro davidoff,

rispetto la tua opinione. ma, come immaginerai, non posso condividerla. sembrano assurde due cose, tra le altre.
prima cosa: è assurdo che sia tu in persona a decidere cosa sia volgare, cosa blasfemo, e così via. se ci dev’essere community, ci sia un insieme sistemico di regole chiare ed evidenti, che ne informi l’esistenza. e non un semplice: non saranno tollerati contenuti volgari, senza specificare cosa lo sia e cosa no, o peggio lasciando diritto di veto e censura ad un’unica persona.
seconda cosa: assurdo che ci siano utenti capaci di segnalare blogs come volgari, blasfemi, e così via, senza poter sapere chi siano davvero. ho degli amici in questa community, ho dei nemici. tutto normale, così per tutti. ma non mi vanterei d’essere garante di correttezza o meno delle cose scritte da questo o da quello. io sono per la libertà di parola. scritta e orale, e non solo. ad ogni modo, se un blog mi offende, ferisce, e così via, evito di leggerlo. o meglio provo a confrontarmi con l’autore, piuttosto che andare a piangere altrove.
perdona la franchezza, ma sono questioni importanti, per mille motivi, non solo per me, e che avrei piacere di spiegarti di persona, ce ne fosse la necessità. non sono anarcoide o altro: semplicemente pretendo ci siano regole chiare ed evidenti, e non retoriche argomentazioni generiche. tanto meno scelte censorie arbitrarie. perchè allora non si tratta più di una community libera, ma dell’orto di uno. e non è la stessa cosa.
un blog potrebbe servire per offrire una vostra poesia ogni giorno. e chi decide cos’è poesia? chi cos’è blasfemia? chi cos’è pornografia? se al posto di scrivere in prima persona citassi grandi autori della letteratura, sarei poetico? blasfemo? pornografico? sodomita?
sono una persona seria e rigorosa, come uomo e come scrittore, e non solo. ed essere censurato come volgare e blasfemo è veramente ridicolo, prima che offensivo.
mi fermo così, non sono nelle brigate rosso aperol, non ce l’ho con chi non è diretto quanto me, nemmeno con chi scrive superficialità manifeste. evidentemente, però, non siamo tutti così lucidi e consapevoli.
non chiuderò il blog, continuerò a scriverlo finchè non ci saranno regole chiare ed evidenti, che deciderò di accogliere o meno. se questa pagina deve morire, che sia assassinata.
finale mèlo.

diego bressan


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venerdì 21 ottobre 2005
ore 10:40
(categoria: "Vita Quotidiana")





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giovedì 20 ottobre 2005
ore 18:51
(categoria: "Vita Quotidiana")



Scuola, veglia funebre a Montecitorio


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giovedì 20 ottobre 2005
ore 12:37
(categoria: "Vita Quotidiana")



C’è l’ok del governo: tutti assunti gli insegnanti di religione
di SALVO INTRAVAIA


Procede spedito e senza intoppi il piano triennale di assunzioni degli insegnanti di Religione. Dopo i 9.229 immessi in ruolo lo scorso mese di agosto, è quasi pronto il provvedimento - addirittura retroattivo: a decorrere dal primo settembre 2005 - per l’assunzione di altri 3.077 docenti di religione cattolica.
La richiesta è stata inoltrata da viale Trastevere ai ministeri dell’Economia e della Funzione pubblica lo scorso mese di marzo e in questi giorni il Ministero dell’Economia ha dato il parere che è stato trasmesso al Dipartimento della Funzione Pubblica per il decreto di autorizzazione formale.

I "precari" di Religione. Sarà dunque completato il piano di assunzioni degli insegnanti di Religione (tra i quali il precariato praticamente non esiste) con l’ultima trance - anch’essa di 3.077 posti a decorrere dal primo settembre 2006 - per arrivare ai 15.383 stabiliti dal ministro Moratti. Assunzioni da sempre osteggiate dalla Cgil scuola che si è sempre espressa con toni forti. "Il governo - ha dichiarato all’indomani della prima infornata di docenti di religione cattolica Panini - ha voluto forzare la mano con una legge che ha sconvolto le regole del mercato del lavoro e dell’occupazione: non è mai esistito che l’assunzione in un settore pubblico avvenisse sulla base di un requisito discrezionale, perché la condizione unica per insegnare religione cattolica nelle scuole è l’idoneità rilasciata dal responsabile diocesano. E nel caso in cui - sottolinea, il segretario della Flc Cgil - il responsabile diocesano revochi l’idoneità all’insegnante, questo deve comunque essere mantenuto in servizio".

Già, per partecipare al concorso riservato agli insegnanti di religione, oltre ad avere insegnato per almeno quattro anni consecutivi nell’ultimo decennio, in una scuola statale o paritaria, occorreva la certificazione di idoneità rilasciata dall’ordinario diocesano. E in moltissime regioni italiane i concorsi hanno avuto un numero di partecipanti di poco superiore ai posti nel triennio in questione. A giochi fatti, in Emilia Romagna, Liguria, Marche, Molise, Umbria, Veneto e Lombardia - per l’elementare e la materna - i posti a disposizione hanno superato gli idonei. Il concorso che tutti sognano: più posti che candidati.

Gli "altri" precari. Strada ben diversa per le centinaia di migliaia di precari (storici o meno), alcuni iscritti da decenni nelle graduatorie permanenti, nei prossimi due anni scolastici saranno disponibili ’solo’ 30 mila assunzioni. E’ stato, infatti, firmato dai ministri Moratti (Istruzione e ricerca), Baccini (Funzione pubblica) e Siniscalco (Economia) il provvedimento che prevede 20 mila immissioni in ruolo nell’’anno scolastico 2006/2007 e 10 mila nel 2007/2008. Un provvedimento che lascia scontenti i sindacati della scuola perché ’le assunzioni programmate non coprono nemmeno la quota del turn-over annuale’, commenta Francesco Scrima, segretario generale della la Cisl scuola, che ’denuncia l’assenza di analogo provvedimento per il personale Ata (amministrativo, tecnico e ausiliario, ndr), area professionale i cui posti vacanti e lo specifico precariato sono a livelli percentuali così alti da mettere a rischio la stessa funzionalità dei servizi". Insomma, nella scuola ci saranno più pensionamenti che assunzioni. "Basta fare alcuni conti", rilancia la Flc Cgil. "Dal 2001, il ministro Moratti ha assunto a tempo indeterminato 47.500 docenti e 7500 ATA, nello stesso periodo sono andati in pensione circa 100 mila docenti e 35 mila Ata. Il saldo negativo porta alla ulteriore precarizzazione di 53.000 docenti e di 27.500 ATA e al conseguente risparmio per le casse dello stato", dichiara Enrico Panini.
E cosa accadrà nei prossimi due anni? "Il risparmio continua! 30 mila assunzioni contro un turn over di 40 mila docenti circa. L’attuale decreto dunque non solo non comporta maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato - sostiene Panini - ma comporta un vero e proprio risparmio di spesa. L’area della precarietà nella scuola dunque si allarga, da ciò si deduce che i disagi per la scuola sono destinati ad aumentare non a diminuire". Immediatamente prima delle scorse elezioni regionali il ministro Moratti parlò di un piano che prevedeva 200 mila assunzioni in tre anni, ma poi si rimangiò tutto.


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