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Chi son? Sono un poeta.
Che cosa faccio? Scrivo.
E come vivo? Vivo.
In povertà mia lieta
scialo da gran signore
rime ed inni d’amore.
Per sogni, per chimere
e per castelli in aria
l’anima ho milionaria.
Talor dal mio forziere
ruban tutti i gioielli
due ladri: gli occhi belli.
V’entrar con voi pur ora
ed i miei sogni usati
e i bei sogni miei
tosto son dileguati.
Ma il furto non m’accora,
poiché vi ha preso stanza
la dolce speranza!

Or che mi conoscete,
parlate voi. Chi siete?
Via piaccia dir?



Scrivo un diario inutile.
senza note, senza parole, senza frasi.
Solo pagine vuote, bianche.
Riempite dalla fluttuazione del nulla quotidiano.
(Alessandro Sebastiano Morandi) ”

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venerdì 14 ottobre 2005
ore 18:42
(categoria: "Vita Quotidiana")





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venerdì 14 ottobre 2005
ore 17:07
(categoria: "Vita Quotidiana")



Artisti in piazza
"No alla Finanziaria che taglia la cultura"
Oggi niente cinema e sipari abbassati



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venerdì 14 ottobre 2005
ore 15:27
(categoria: "Vita Quotidiana")



Rivoluzionario, solidale o classico, purché sia sempre cioccolato
di ELENA DE STABILE

Dolce o piccante, godereccio o solidale. Purché sia cioccolato. In questi giorni su e giù per la penisola si celebrano i riti dedicati al prelibato cibo degli dei. Iniziate il 12 ottobre con il Chocoday, la festa nazionale del buon cioccolato, le manifestazioni culminano con gli eventi di Eurochocolate a Perugia (dal 15 al 23 ottobre), Altrocioccolato a Gubbio (dal 20 al 23 ottobre) e Cioccolato, Spezie e Spezialità a La Spezia.

PERUGIA. Degustazioni, mostre, visite guidate e laboratori didattici costituiscono il menu di Eurochocolate. La dodicesima edizione della grande festa del cioccolato di Perugia quest’anno è all’insegna della "chokolate revolution", un motto provocatorio per sottolineare come anche il cioccolato possa essere un mezzo per cambiare le abitudini e il modo di pensare e di agire, stimolando un modo positivo e solidale per rapportarsi al mondo.

Molto numerosi gli eventi organizzati a Perugia, dalle sculture di cioccolato in programma domenica 16, ai master e laboratori didattici per adulti e bambini, alle mostre come "Cioccolata squisita gentilezza" (al museo del Vino di Forgiano), dedicata alla dolce rivoluzione portata nelle corti europee del Seicento dall’introduzione della cioccolata. Un altro slogan della manifestazione perugina è "tutte le strade portano a Eurochocolate", visto che alcune delle iniziative collaterali coinvolgono praticamente tutti i mezzi di trasporto. Fino al 23 ottobre nelle sale Vip Alitalia degli aeroporti di Fiumicino e Malpensa sono allestiti angoli di degustazione. Altrettanto dicasi per le autostrade: negli oltre 300 autogrill fino al 14 novembre si promuoverà il buon cioccolato, con degustazioni e punti vendita dedicati. Per chi preferisce il treno, il 16 e il 23 ottobre in collaborazione con Trenitalia, saranno istituiti i Chocotrain, i treni speciali che collegano Perugina con Roma Termini e Ancona Falconara.
Info sul sito eurochocolate.com

GUBBIO. Qui il cioccolato è ancora più buono, grazie ad "Altrocioccolato". La quinta edizione della manifestazione organizzata da Umbriasolidale, dal 20 al 23 ottobre, vuole porsi in alternativa alla kermesse perugina e ha scelto come titolo "Rivoluzione gentile", "perché non si senta solo la ragione dei soldi", come hanno spiegato gli organizzatori. Altrocioccolato propone 12 seminari, due spettacoli teatrali al giorno con artisti volontari, musica e presentazioni letterarie, ma anche cinema sociale, esibizioni di gruppi di arte da strada e degustazioni.

"Intendiamo promuovere un modo diverso di fare economia e commercio equo come attività economica principale - spiega Michele Stella, presidente di Umbria Equosolidale - per legarla a tutta una serie di processi economici per mettere al centro i diritti della persona e dell’ambiente invece che massimizzare il profitto". "L’altro obiettivo, che è quello che ci ha fatto nascere cinque anni fa, è di chiedere al Comune di Perugia e agli organizzatori di Eurochocolate - prosegue - di avere un’attenzione particolare alle manifestazioni che organizzano e stare attenti alla presenza di multinazionali che violano il codice dell’Organizzazione mondiale della Sanità sui sostituti del latte materno". A Gubbio sono previsti anche gli interventi di Vittorio Agnoletto e di Giuliano Giuliani, che presenterà immagini inedite sulla morte del figlio Carlo nell’occasione del G8 di Genova.
Info sul sito altrocioccolato.org

LA SPEZIA. Fino al 21 ottobre la città ligure ospita "Cioccolato, Spezie e spezialità", la seconda edizione della manifestazione che propone conversazioni, cene a tema e percorsi golosi con abbinamenti di sapori insoliti. Tra gazebo e degustazioni nei ristoranti cittadini, tra incontri e solidarietà, si celebrerà la filosofia secondo la quale "un pezzetto di cioccolato al giorno aiuta a vivere meglio e ad essere più sereni".


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venerdì 14 ottobre 2005
ore 11:18
(categoria: "Vita Quotidiana")



"I ventenni chiusi nel guscio"
Dagli Usa parte il nuovo allarme
di CRISTINA NADOTTI

Qualunque cosa per cercare di strappare i giovani post-adolescenti all’inazione, anche ridisegnare i dorms, le foresterie dei college, senza timore che gli studenti si lascino distrarre troppo dalla socializzazione. Anzi, il punto è proprio questo, i giovani americani tra i 20 e i 23 anni socializzano poco, stanno troppo attaccati al computer, mostrano poca vivacità, si chiudono in sé stessi, rimandano le decisioni e, con queste, le responsabilità. Tanto che negli Stati Uniti hanno creato una definizione per questo periodo di mezzo che non è più adolescenza e non è ancora età adulta: emerging adulthood, un’espressione intraducibile che indica un adulto che non vuole uscire dal guscio. E, secondo gli osservatori, non sceglie il suo lavoro, non mette su famiglia.

I giornali americani parlano addirittura di "terra desolata della post adolescenza" e raccontano di college preoccupati di commissionare agli architetti strutture che invitino gli studenti a uscire dalle loro camerette, dove sono sempre più isolati con i loro aggeggi elettronici e internet. Il dubbio è che in rete i giovani non cerchino informazioni, non studino o si orientino nel mondo del lavoro, ma siano alla ricerca di continue distrazioni.

In un sondaggio riportato dal Times, a un campione di giovani tra i 18 e i 29 anni è stato chiesto perché non si considerano ancora adulti. La risposta, nel 35 per cento dei casi, è stata "perché mi sto ancora godendo la vita così com’è", cioè senza programmare. Il 33 per cento ha risposto che non è ancora indipendente dal punto di vista finanziario e nel 13 per cento perché ancora non ha finito gli studi. Time Magazine ha pubblicato un’inchiesta nella quale si osserva che il fenomeno non è solo americano, tanto da indicare tutti i termini con cui, paese per paese, di indicano i giovani che prolungano gli studi, passano da una relazione affettiva a un’altra, scelgono lavori precari e spesso finiscono per tornare (o non lasciare mai) la casa dei genitori.

In italiano sono i mammoni, in francese sono quelli affetti dalla Tanguy sindrome, da un film del 2001 su un ragazzo che non vuole andarsene da casa dei genitori, nonostante i loro sforzi per mandarlo fuori dal nido. In tedesco si chiamano nesthocker (occupanti abusivi del nido), in inglese, con un acronimo, kippers, cioè "ragazzi nelle tasche dei genitori che dilapidano i risparmi della pensione". Tanti termini per indicare qualcuno che non sceglie la sua strada e non si sposa prima dei 30 anni. E che sta attirando l’interesse degli studiosi di sociologia.

Il termine "emerging adulthood" si deve al sociologo Jeffrey Jensen Arnett che sostiene che si tratta di un fenomeno "che non ha precedenti storici". C’è un lato ottimistico della cosa, secondo alcuni, perché ritardando le scelte i giovani sono più liberi di arricchire la loro identità. I pessimisti sottolineano invece che così facendo l’ingerenza dei genitori è sempre più forte.

Certo è che l’indugiare dei giovani di tutte le nazioni sulla soglia dell’età adulta non dipende solo da loro, o dalle "distrazioni" di Internet, soprattutto quando si osserva il fenomeno in Italia, dove avere una situazione economica stabile prima dei 30 anni è una rarità e i contratti a termine sono la normalità. E se non hanno un’idea precisa di ciò che vogliono fare "da grandi" come dare loro torto: anche se scegliessero con certezza una professione, non è detto che troverebbero un contratto.


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venerdì 14 ottobre 2005
ore 11:05
(categoria: "Vita Quotidiana")





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venerdì 14 ottobre 2005
ore 10:56
(categoria: "Vita Quotidiana")



Uno sguardo dal ponte. «Hanno abbandonato Messina a se stessa. Al degrado, alla mafia. Due anni e mezzo di abbandono. Pieno abbandono. E i risultati sono lì, sotto gli occhi di tutti: la mafia è forte e potente, come la ‘ndrangheta. E si sommano agli altri problemi: il sottosviluppo, la disoccupazione, la piccola criminalità, il clientelismo»
Monsignor Marra, arcivescovo di Messina, Corriere della Sera, 5 ottobre


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venerdì 14 ottobre 2005
ore 10:17
(categoria: "Vita Quotidiana")



Regressione istituzionale e civile tra le macerie del berlusconismo
di CURZIO MALTESE

IL sistema maggioritario è arrivato in Italia perché il mondo era cambiato. Era caduto il muro di Berlino e con quello il "fattore K" che aveva bloccato per mezzo secolo la nostra democrazia. Poi perché gli scandali avevano spazzato una classe politica e antichi partiti, infine perché con un referendum il novanta per cento dei cittadini aveva voluto il maggioritario.

Ieri pomeriggio l’Italia è tornata al proporzionale, dopo dodici anni, perché a sei mesi dal voto i sondaggi dicono che senza il maggioritario il centrodestra guadagnerebbe una trentina di seggi, forse trentadue o magari ventotto. Nel passaggio fra la miseria del "trucchetto" di oggi (parola di Bossi) e la grandezza delle ragioni storiche di allora si è consumata per intero la furba miseria del berlusconismo.

Si potrebbero riempire libri con i giuramenti di fedeltà al maggioritario di Berlusconi, Fini, Bossi, relativi valvassori e valvassini, all’insegna del "non si tornerà mai indietro". Bene, si è tornati indietro e c’è voluto pochissimo. Non un dibattito interno, nessuna discussione.

Sono bastati due calcoli da pallottoliere per imporre in poche settimane il "contrordine". A maggioranza semplice, una destra priva di qualsiasi cultura istituzionale e politica, ha cambiato le regole del gioco democratico come si cambia marketing o si ritira un prodotto dal mercato.

Senza neppure avvisare il pubblico, soltanto i venditori.
Tanto sono dipendenti e devono adeguarsi al volo. Abbiamo ammirato nella diretta televisiva la faccia di bronzo con la quale l’onorevole Adornato, già cantore della magia del maggioritario, ha esaltato le virtù miracolose del proporzionale, scelto "per il bene del Paese", si capisce.

Oltre ad apprezzare la scelta di un ex comunista poi anti comunista, anti berlusconiano ora fedelissimo del Cavaliere, come paladino della maggioranza su questa legge. In Italia i trasformisti hanno più vite dei gatti.
E’ stata in fondo coerente anche la scansione temporale.

L’altro giorno una trasversale e maschia maggioranza aveva bocciato l’unico tratto innovativo e civile della legge, l’istituzione delle cosiddette "quote rosa", in un Paese dove la rappresentanza parlamentare femminile viaggia intorno al dieci per cento, ultima in Europa e in leggero ritardo anche sulle nazioni islamiche. Ieri invece i franchi tiratori sono rientrati nei ranghi, per approvare la legge dell’"indietro tutta".

Parlare di spirito reazionario, rispetto al decennio che ci lasciamo alle spalle e ai cambiamenti del mondo, sarebbe regalare alla vicenda una dignità che non possiede. Più che la categoria politica della reazione, vale il concetto clinico di regressione. Regressione culturale, civile.

Mentale. La diagnosi spiegherebbe anche il tono fanciullesco dei festeggiamenti nella maggioranza a legge approvata. Dove al ragionamento politico si sostituisce, già nelle parole del premier, un "ben vi sta" da asilo nido vibrato all’opposizione.

E’ la regressione tipica di chi ha paura. Piero Fassino ha colto nel suo discorso la "paura del Paese" che scandisce le ultime disperate mosse del berlusconismo. Non esiste spettacolo più patetico e puntuale del demagogo che finisce con l’aver paura del popolo. Ma anche questo fa paura.

Quale sarà il prossimo passo? Probabilmente l’abolizione della par condicio. La televisione già di proprietà di uno solo sarà in questo modo sommersa di spot e propaganda a senso unico. Con la benedizione dell’onorevole Casini, che al tavolo delle trattative con Berlusconi s’è già venduto la reputazione di "super partes", la richiesta di primarie e l’amico Follini, in cambio di un piatto di lenticchie proporzionali. A proposito, le primarie del centrodestra naturalmente non ci saranno: ordine di Berlusconi.

Il Cavaliere ha vinto la battaglia nel suo campo, com’era scontato. è il leader unico, circondato da una corte servile, pronta a cambiare livrea al minimo accenno padronale. Il berlusconismo è finito ma sbarazzarsi delle ingombranti macerie non sarà tanto facile. Nell’impresa forse aiuterebbe una maggiore vitalità dell’opposizione che ha trascorso gli ultimi sei mesi a covare i sondaggi favorevoli e a spartirsi poltrone future e da oggi ancor più ipotetiche.

Certo la voglia di andare a votare domenica alle primarie, che non era irresistibile, da oggi è destinata a crescere, dopo la riforma elettorale ad uso di Berlusconi. Soprattutto la voglia di chiudere questa stagione vergognosa e voltare pagina, in un modo o nell’altro, al più presto.



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giovedì 13 ottobre 2005
ore 17:32
(categoria: "Vita Quotidiana")



USA: TROVATO DOPO 115 ANNI MANOSCRITTO DI BEETHOVEN

Scoperto per caso, dopo 115 anni di inutili ricerche, uno degli ultimi manoscritti di Beethoven. Si tratta dell’unica versione esistente della trascrizione per pianoforte della "Grosse Fuge", quartetto per archi risalente al 1826 (il grande compositore tedesco mori’ l’anno dopo). L’ultima volta che era stata vista era stato nel 1890, a Berlino, durante un’asta. E’ stata Heather Carbo, bibliotecaria del Seminario evangelico di Wynnewood, nella zona di Filadelfia, a notare lo scorso luglio il prezioso manoscritto mentre puliva un armadio dell’archivio. La notizia, passata sotto silenzio, e’ stata riportata oggi dal New York Times. La casa d’aste Sotheby’s ha verificato l’autenticita’ del manoscritto che sara’ venduto all’asta il 1 dicembre, dopo una breve esposizione che si terra’ a New York dal 16 al 19 novembre. Secondo gli esperti di Sotheby’s, il prezzo del manoscritto potrebbe raggiungere due milioni e seicentomila dollari (pari a oltre due milioni di euro).


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giovedì 13 ottobre 2005
ore 15:46
(categoria: "Vita Quotidiana")





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giovedì 13 ottobre 2005
ore 15:02
(categoria: "Vita Quotidiana")



FA PIPI’ IN GALLERIA METRO’ A NAPOLI, SCATTA ALLARME

Colto da un impellente bisogno fisiologico, un giovane ha cercato di appartarsi sotto la galleria della linea 1 metropolitana, facendo scattare i controlli di sicurezza. Le guardie giurate che controllano le stazioni, infatti, notato dai monitor che un individuo dalla banchina della stazione Vanvitelli si dirigeva verso la galleria che collega con Piazza Medaglie d’oro, si sono precipitate nella zona e lo hanno bloccato. Il giovane, secondo quanto si e’ appreso, appariva in stato confusionale, forse preoccupato dall’intervento dei vigilantes, ed avrebbe dichiarato che si stava appartando, appunto, per fare la pipi’. E’ stato condotto presso la stazione dei carabinieri del quartiere Vomero per l’identificazione. Nei suoi confronti si potrebbe configurare, al momento, l’accusa di interruzione di pubblico servizio in quanto la linea 1 ha subito dei ritardi tra le 10,50 e le 11,15.


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