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Chi son? Sono un poeta. Che cosa faccio? Scrivo. E come vivo? Vivo. In povertà mia lieta scialo da gran signore rime ed inni d’amore. Per sogni, per chimere e per castelli in aria l’anima ho milionaria. Talor dal mio forziere ruban tutti i gioielli due ladri: gli occhi belli. V’entrar con voi pur ora ed i miei sogni usati e i bei sogni miei tosto son dileguati. Ma il furto non m’accora, poiché vi ha preso stanza la dolce speranza!
Or che mi conoscete, parlate voi. Chi siete? Via piaccia dir?

Scrivo un diario inutile. senza note, senza parole, senza frasi. Solo pagine vuote, bianche. Riempite dalla fluttuazione del nulla quotidiano. (Alessandro Sebastiano Morandi)
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martedì 11 ottobre 2005
ore 16:04 (categoria:
"Vita Quotidiana")
12:54 Storta in Aula per Berlusconi Esce dallaula, dopo la sospensione dei lavori, zoppicando. Piccolo infortunio per Silvio Berlusconi. Scendendo dai banchi del governo al termine della seduta, il premier ha infatti preso una piccola storta a un piede: "Niente di grave, qualcuno mi ha spinto e sono andato a finire con il mio piede sul piede di un altro. Ho sentito una fitta al momento ma poi è passata, quindi tutto bene. Sono indistruttibile io...".
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martedì 11 ottobre 2005
ore 13:14 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Lapo E. e Lino B.
Nella casa della tragedia "L’ho scosso, non si svegliava" di NICCOLÒ ZANCAN
L’auto su cui era arrivato, una Fiat Panda ultimo modello, l’hanno fatta portare via alle undici di mattina, quando tutto era già perfettamente chiaro. "Lapo Elkann ha suonato al citofono di casa mia alle tre di notte, avevamo un appuntamento, ci conosciamo da alcuni mesi. Con me c’erano due amici. Posso dire che ci siamo addormentati all’alba e che alle nove di mattina mi sono tirato su per primo. L’ho visto sul letto, ho cercato di scuoterlo ma aveva agli occhi strabuzzati, sconvolti, non dava segni di vita. Ho capito che stava molto male, aveva esagerato. Ho chiamato subito i soccorsi dal telefono di casa, la voce registrata sul nastro della centrale operativa del 118 è la mia".
È la voce di Lino B., 50 anni, origini baresi, conosciuto da tutti gli inquilini con il nome d’arte di Patrizia e soprannominato da molti "il carabiniere". "Perché nel quartiere è una specie di istituzione. Da anni si trova all’angolo fra corso Massimo d’Azeglio e via Canova. Sempre lì a partire dalle dieci di sera come una sentinella, persino rassicurante".
L’indirizzo è via Marocchetti 21. Si sono ritrovati in quattro in un alloggio di quaranta metri quadrati con le finestre affacciate sul cortile. Al piano terra di un palazzo moderno: scale di marmo, moquette verde, i nomi sul citofono illuminati di luce azzurra. È una zona residenziale. Ci sono pochi negozi. I primi uffici della Fiat, la redazione della Stampa e il Po, tutto nel giro di pochi passi.
L’autoambulanza per il soccorso avanzato ha imboccato la via contromano alle 9,05. Il medico sapeva che era un intervento di massima urgenza. "Mi ha detto che dieci minuti dopo sarebbe stato troppo tardi - racconta Lino B. - mi dispiace tantissimo ma ho fatto quello che potevo, sono sconvolto, Lapo è un ragazzo molto sensibile, una brava persona".
Gli impiegati della ditta Savatec Strumenti hanno visto la scena dalla finestre degli uffici: "I barellieri sono stati dentro alcuni minuti. C’era grande agitazione. Ora, tutti noi conosciamo e salutiamo Patrizia, la sua è una presenza che non passa inosservata. Ma nessuno di noi poteva immaginare che su quella barella ci fosse Lapo Elkann".
Questione di prospettive. Perché se è una sorpresa per chi vive la zona di giorno, forse lo è meno per chi lavora di notte. Molti raccontano di auto ferme nel controviale, sguardi e frasi dette dal finestrino: "Anche da persone molto importanti".
Nel palazzo Patrizia non riscuote indifferenza. "Porta clienti, amici, c’è un viavai continuo, macchinoni eleganti in doppia fila. Sinceramente non è il massimo come vicino di casa", dice una signora bionda che vive al quarto piano. Altri invece hanno parole d’affetto: "Saluta con quella sua voce particolare, sempre gentile, l’altro giorno gli ho chiesto aiuto per riparare l’antenna della televisione".
Lino B. ieri pomeriggio è stato sentito in questura. Ha ripetuto ogni cosa con tristezza e pazienza: "Non era la prima volta che ci vedevamo". Era preoccupato per il suo cane: "Chi gli dà da mangiare?". Era preoccupato per se stesso: "Non ho fatto niente di male, vero che mi lasciate andare?".
I genitori chiedevano di lui, spaventati dal silenzio. Sono abituati a sentirlo ogni pomeriggio al telefono di casa: "Cosa è successo?". È stato scortato alle sette di sera, assieme ai suoi due amici, in un albergo alla periferia di Torino. Lontano da via Marocchetti, via dallo scandalo. Ma tutti nel quartiere si sono accorti che per la prima sera, da chissà quanto tempo, "il carabiniere" non era in servizio.
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martedì 11 ottobre 2005
ore 11:31 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Cinema, addio a Sergio Citti Regista di "Casotto" e "Mortacci"
E morto questa mattina allalba il regista Sergio Citti. Si è spento verso le 6 in un ospedale di Ostia dove era stato ricoverato venerdì scorso per un episodio di insufficienza respiratoria.
Citti era nato nel 1933 a Fiumicino (Roma), e aveva esordito a metà degli anni 50 come consulente dialettale del Pasolini scrittore, per i suoi romanzi Ragazzi di vita e Una vita violenta. Era iniziato così un sodalizio artistico che era continuato nel cinema e si era concluso solo con la morte di Pier Paolo Pasolini, del quale Citti aveva inevitabilmente raccolto leredità artistica. Il suo primo film da regista è Ostia, del 1970. Tra gli altri, Citti ha diretto Storie scellerate, Casotto, Il minestrone, Mortacci.
Ma Citti è stato anche aiuto regia nei principali lavori di Pasolini: La ricotta (1962), interpretato da Orson Welles, Uccellacci e uccellini (1965) e gli episodi La Terra vista dalla Luna (1966) e Che cosa sono le nuvole? (1967), tutti con Totò e Ninetto Davoli.
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martedì 11 ottobre 2005
ore 11:00 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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lunedì 10 ottobre 2005
ore 19:10 (categoria:
"Vita Quotidiana")
LUnicef «bombarda» il villaggio dei puffi
I missili arrivano a sorpresa e li colpiscono nella loro quotidianità. Mentre cantano, escono dalle proprie case, si preparano a vivere una giornata come tante nel villaggio blu, nascosto nei boschi della fantasia dei più grandi e dei piccini. Siamo a Puffolandia. Che in pochi minuti si trasforma in una Bagdad dei nostri giorni. Il villaggio dei puffi viene distrutto dai bombardamenti, Baby Puffo con la tutina sporca che singhiozza tra i cadaveri e le macerie, il corpo senza vita di Puffetta riverso in terra, con una sola scarpa, dietro, le casette a forma di fungo che prendono fuoco. E in sottofondo, la celebre musichetta degli ometti blu, nuovo bersaglio dei missili di una nuova, insensata guerra. E lo spot che Unicef Belgio usa per la sua campagna contro gli effetti devastanti della guerra sui più piccoli. Il titolo dello spot è «Lasciamo i bambini in pace». Obiettivo: sensibilizzare lopinione pubblica sulla condizione dei bambini nelle zone di guerra e raccogliere fondi per la riabilitazione dei bambini ex soldato in Burundi. In Belgio una sequenza dello spot è andato in onda in anteprima nei telegiornali e ha suscitato diverse reazioni. Gli adulti ne hanno apprezzato la drammatica efficacia, qualcuno è rimasto colpito negativamente, ma per i bambini vedere i famosi pupazzetti blu massacrati dai bombardieri, un nemico molto peggiore del perfido Gargamella e della sua fedele Birba, è stato traumatico. Tanto che Unicef e Imps, la società che controlla i diritti dei Puffi, hanno deciso di non mandare in onda lo spot prima delle 21.
LO SPOT -Il filmato - che sarà trasmesso questa settimana in Belgio - si apre con i puffi che fanno il girotondo cantando allegramente la loro canzone tra le casette a forma di fungo, nella familiare atmosfera idilliaca. Allimprovviso dal cielo cominciano a piovere le bombe, e Puffolandia diventa Bagdad. I puffi fuggono in tutte le direzioni, cercando di trovare un riparo, ma sono decimati dalle esplosioni. Lultima scena mostra Baby Puffo che singhiozza disperatamente: intorno a lui solo cadaveri. «Non lasciate che la guerra colpisca la vita dei bambini» è la frase su cui si chiude lo spot, che ha lobiettivo di raccogliere fondi per la riabilitazione degli ex bambini soldato del Burundi. Philippe Henon, portavoce di Unicef Belgio, ha detto che lorganizzazione ha deliberatamente scelto la strategia del pugno nello stomaco, dopo aver constatato che i telespettatori sono ormai assuefatti alle immagini di bambini che soffrono nelle zone di guerra del terzo mondo. «E uniniziativa controversa - ha detto - È la prima volta che facciamo una cosa del genere, ma col passare degli anni ci siamo resi conto che la reazione alle campagne di tipo più consueto è limitata». Julie Lamoureux, responsabile della campagna Unicef per lagenzia pubblicitaria Publicis, che lha prodotta, ha detto che il risultato finale è molto più contenuto, rispetto ai progetti iniziali: «Volevamo qualcosa che desse il senso della guerra vera, Puffi mutilati, Puffi decapitati, ma ci hanno detto di no».
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lunedì 10 ottobre 2005
ore 18:49 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Finanziaria, sciopero generale il 18 o il 25 novembre
ROMA - Secondo indiscrezioni Cgil, Cisl e Uil sarebbero intenzionate a proclamare lo sciopero generale contro la Finanziaria per il 18 o il 25 novembre. La notizia è filtrata dal palazzo della Cgil a Roma dove sono riunite da diverse ore le segreterie di Cgil, Cisl e Uil. Lastensione dal lavoro dovrebbe essere di 4 ore gestite a livello provinciale. La mobilitazione - secondo quanto si è appreso da alcuni partecipanti alla riunione delle segreterie unitarie di Cgil, Cisl e Uil, al momento sospesa per un impegno esterno di Luigi Angeletti - dovrebbe essere di quattro ore a sostegno di una serie di richieste sindacali tra le quali il recupero del potere dacquisto dei salari, la restituzione del fiscal drag, politiche di sviluppo e il rilancio delleconomia del Mezzogiorno.
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lunedì 10 ottobre 2005
ore 18:34 (categoria:
"Vita Quotidiana")
CINA: DEBUTTA SUL WEB LO PSICHIATRA IN VIDEO-CHAT
In Cina ha debuttato lo psichiatra "virtuale", nel senso che assiste i pazienti a distanza, attraverso il web. Il programma, promosso dal centro di salute mentale del distretto di Choyang, vicino alla capitale, permette alle persone che soffrono di problemi psichici di collegarsi sulla rete mediante computer e di chiedere lassistenza di uno specialista. La novita sta soprattutto nelluso della web cam, che rendera possibile - aspetto fondamentale nelle cure psichiatriche - anche uninterazione visiva tra medico e paziente. Liniziativa, finanziatz dal governo, e rivolta ai pazienti ospiti di comunita terapeutiche. In Cina, i pazienti psichiatrici sono in tutti 16 milioni, dei quali 6 milioni sono colpiti da epilessia. Il nuovo programma prevede anche la sommistrazione gratuita dei farmaci ai pazienti piu poveri.
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lunedì 10 ottobre 2005
ore 18:03 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Alain Elkann attacca Vespa: indelicato Lo scrittore: «Mi hanno telefonato per chiedermi di andare a parlare di questa vicenda. Mi vergogno di essere italiano»
E scontro tra Alain Elkann e Bruno Vespa sul caso del figlio di Elkann, Lapo. «Le notizie sulle condizioni di mio figlio sono state esagerate. Lo scrittore e giornalista ha infatti polemizzato con "Porta a porta": «Mi hanno telefonato per chiedermi di andare a parlare di questa vicenda nella trasmissione. Mi vergogno di essere italiano».
LA REPLICA - «Un atto di cortesia mal interpretato»: così Bruno Vespa spiega la telefonata ad Alain Elkann, padre di Lapo, da parte della redazione di «Porta a Porta» che sta preparando per questa sera una puntata sul ricovero del nipote dellavvocato Agnelli. «A nome della redazione di "Porta a Porta" - spiega Vespa - Antonella Martinelli ha chiamato Alain Elkann facendo gli auguri per un pronto ristabilimento di Lapo. Visto che avevamo in preparazione una trasmissione, ha chiesto se lui voleva fare una dichiarazione e se aveva persone amiche del figlio che volessero partecipare alla trasmissione. Se uno volesse speculare su una situazione, non chiamerebbe il padre della persona interessata. È stato quindi un atto di cortesia male interpretato», conclude il giornalista.
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lunedì 10 ottobre 2005
ore 17:09 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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lunedì 10 ottobre 2005
ore 14:22 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Lapo Elkann in ospedale per overdose di cocaina
Lapo Elkann, 28 anni, nipote dellAvvocato Agnelli, è ricoverato in terapia intensiva nel reparto rianimazione dellospedale Mauriziano di Torino per unoverdose dovuta ad un cocktail di stupefacenti, a base di cocaina. Le sue condizioni sono gravi, Elkann sarebbe in coma farmacologico. E stato trasportato in ospedale a bordo di unambulanza del 118.
Lallarme è stato dato da una ragazza che era con lui, in un appartamento di Torino. Il fratello John Elkann è stato visto intorno a mezzogiorno allinterno dellospedale.
Elkann, secondogenito di Margherita Agnelli, figlia dellAvvocato, e dello scrittore Alain Elkann, è responsabile Brand promotion del gruppo Fiat. Il suo caso si aggiunge a quelli molto recenti della modella Kate Moss e dellattore Paolo Calissano.
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