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Chi son? Sono un poeta.
Che cosa faccio? Scrivo.
E come vivo? Vivo.
In povertà mia lieta
scialo da gran signore
rime ed inni d’amore.
Per sogni, per chimere
e per castelli in aria
l’anima ho milionaria.
Talor dal mio forziere
ruban tutti i gioielli
due ladri: gli occhi belli.
V’entrar con voi pur ora
ed i miei sogni usati
e i bei sogni miei
tosto son dileguati.
Ma il furto non m’accora,
poiché vi ha preso stanza
la dolce speranza!

Or che mi conoscete,
parlate voi. Chi siete?
Via piaccia dir?



Scrivo un diario inutile.
senza note, senza parole, senza frasi.
Solo pagine vuote, bianche.
Riempite dalla fluttuazione del nulla quotidiano.
(Alessandro Sebastiano Morandi) ”

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martedì 4 ottobre 2005
ore 11:11
(categoria: "Vita Quotidiana")



Tagli allo spettacolo: cinema e opera a rischio
di FRANCO MONTINI

La Mostra di Venezia? Probabilmente non si farà. Il Centro Sperimentale di Cinematografia? Dovrà sospendere l’attività didattica. La Cineteca Nazionale? Sarà costretta ad interrompere i progetti di restauro. Le Fondazioni liriche si limiteranno a pagare gli stupendi ai dipendenti. I teatri stabili e le compagnie di prosa rischiano l’inattività. Fantasie pessimistiche? Niente affatto, semplicemente sono le inevitabili conseguenze del taglio di 164 milioni di euro operato sul Fus (Fondo unico dello spettacolo) dalla Finanziaria approvata dal governo.

Il Fondo unico dello spettacolo è stato tagliato di oltre il 35 per cento, passando da 464 a 300 milioni di euro. All’interno di questo taglio la quota a disposizione del cinema passerebbe da 84 milioni a 54 milioni, cui si aggiungerebbero altri 7,5 milioni di tagli ai fondi Lotto, che nel 2005 hanno messo a disposizione del cinema 8 milioni di euro e che nelle previsioni della Finanziaria il prossimo anno saranno ridotti a 500 mila euro. La lirica, ipotizzando che la sua quota sul Fus restasse invariata, scenderebbe da 222 a 143 milioni di euro. Le perdita della prosa, complessiva delle risorse provenienti dal Lotto, sarebbe di circa 20 milioni di euro: da 89 a 69 milioni.

Indicativamente, da una prima proiezione, per il cinema i tagli sulle singole voci verrebbero così effettuati: Festival di Venezia da 5,6 a 2 milioni di euro; CSC da 11 a 5 milioni; Fondo alla produzione da 33 a 12; Fondo per i cinema d’essai da 2,7 a 1 milione; Fondo per la promozione da 11,5 a 4,5 milioni. Se le cifre venissero confermate, il cinema italiano, già in crisi, passerebbe dall’agonia alla morte.

Sorprende che il taglio sia arrivato dopo che, per bocca del Capo dello Stato, era giunto un forte appello a sostenere l’identità culturale del paese e le attività artistiche. Ed è quasi comico e sicuramente paradossale il fatto che, per ciò che riguarda il cinema, i tagli arrivino all’indomani di un provvedimento di riforma del settore. E’ come se si fosse costruita una nuova automobile, ma poi si scoprisse che manca la benzina per farla camminare.

Quanto si potrà recuperare quando la Finanziaria
arriverà in Parlamento? Rocco Buttiglione, ministro dei Beni e delle Attività Culturali non si sbilancia: "C’è da discutere" dice "un maxiemandamento alla Finanziaria e in quella sede credo che tutte le forze politiche che sostengono il governo si renderanno conto dell’inaccettabilità del taglio previsto. Tanto più che le risorse a favore dello spettacolo, essenziali per la sopravvivenza del settore, rappresentano un percentuale minima nel bilancio dello Stato. Non si salva la finanza pubblica affondando la cultura".

Ma intanto la Finanziaria una storica novità l’ha già prodotta: in risposta al taglio al Fus, il mondo dello spettacolo si è mobilitato e, per la prima volta in assoluto, con la partecipazione di imprenditori, artisti e lavoratori, si prepara per la prossima settimana la sospensione per una giornata di tutte le attività di spettacolo, per una iniziativa che sarà insieme una serrata e uno sciopero. I cinema e i teatri resteranno chiusi, i set si fermeranno.

"Se questo governo ritiene gli investimenti nella cultura uno spreco" dice il presidente dell’Agis Alberto Francesconi "ce lo dica chiaramente e ci prepareremo ad investire le nostre risorse nell’ignoranza".


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martedì 4 ottobre 2005
ore 10:49
(categoria: "Vita Quotidiana")



Allarme Eurostat: 11 milioni di italiani a rischio povertà

11 milioni di italiani sono a rischio povertà. L’allarme arriva dall’Eurostat proprio nel giorno in cui il governo annuncia che negli ultimi tre mesi luce, gas e trasporti hanno pesato sulle tasche dei cttadini del Belpaese dal 5 al 12% in più. Secondo l’istituto di statistica europeo fra i 72 milioni di cittadini Ue che rischiano la povertà, circa 11 milioni sono italiani: cioè il 15%. E anche se i dati dell’ufficio di statistica europeo si riferiscono al 2003 l’allarme è pesante: il 19% degli italiani vive in famiglie che guadagnano meno del 60% di quanto in media entra nelle casse dei nuclei familiari del paese, mentre a livello europeo la media scende al 16%.

L’Italia dunque è insieme al Portogallo e alla Spagna tra i paesi dell’Unione con il più elevato tasso di rischio povertà, preceduta solo da Slovacchia, Irlanda e Grecia, tutte al 21%. E il rischio potrebbe essere anche più alto senza interventi sociali da parte dello Stato: per dimostrare l’importanza del Welfare, Eurostat ha calcolato infatti i tassi di rischio povertà per ciascun paese al netto di qualsiasi contributo statale, pensioni incluse. In questo caso gli italiani che non arriverebbero a fine mese sarebbero addirittura il 42%.


Per il momento sugli italiani si addensa sempre più la nube della stangata sui consumi, con aumenti sulle tariffe di luce, gas e trasporti compresi tra il 5 e il 12 per cento. Secondo il governo infatti l’aumento delle bollette elettriche sarà intorno al 5% nell’ultimo trimestre dell’anno mentre il gas metano subirà un ulteriore rialzo ad ottobre. Stagione nera anche per i trasporti per i quali le tariffe saliranno fino al 12%, e in particolare per il settore aereo in cui l’ aumento della sovrattassa carburante dovrebbe condurre ad un rialzo dei prezzi dei voli del 20%. Dito puntato naturalmente contro il caro petrolio anche se sotto sotto anche la Finanziaria rincara la dose.

La nuova tassa sul tubo sulle grandi reti di trasmissione di energia, potrebbe infatti tradursi in un potenziale aumento dell’1% delle tariffe dell’elettricità e del metano che peserà sulle tasche dei consumatori con aumenti oltre 10 euro in più l’anno per una famiglia tipo, secondo gli esperti. Ma niente paura, avverte il governo, nel testo di legge si prevede che la tassa sia a carico dei «proprietari» e ne sia «vietata la rivalsa e la traslazione sugli utenti», una garanzia che non sembra rassicurare sul rischio dati i tempi.


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martedì 4 ottobre 2005
ore 10:47
(categoria: "Vita Quotidiana")



Le cifre della Finanziaria, qualche pillola:

Ridotto il fondo famiglie. Il fondo per le famiglie viene ridotto a 1,14 miliardi dagli 1,40 inizialmente ipotizzati.

Scure su regioni ed enti locali. Tagli per 3,1 miliardi per gli enti locali, 1,1 per le Regioni e 2 per province e comuni, rispetto alle spese registrate nel conto economico degli enti predisposto dall’Istat per il 2004.

Ordine pubblico, aumentano gli organici. Sono stanziati 87,5 milioni di euro per l’assunzione di 2.500 unità di personale da impiegare direttamente in compiti di ordine e sicurezza.

Fondi per la sicurezza. Istituiti 2 nuovi fondi per la pubblica sicurezza: avranno una dotazione di 100 milioni l’uno per il 2006.

Più soldi alle Fiamme gialle. Il Governo garantirà alla Guardia di Finanza 30 milioni l’anno di finanziamenti (per i prossimi 15 anni) per adeguare le strutture e le dotazioni del corpo.

Un miliardo per le missioni all’estero. Un miliardo è previsto "in previsione di eventuali proroghe della partecipazione dell’Italia a missioni internazionali di pace".

Il lotto tutti i giorni. Si introduce un’estrazione giornaliera sulla ruota nazionale. E lo stesso è previsto per l’Enalotto.


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lunedì 3 ottobre 2005
ore 18:19
(categoria: "Vita Quotidiana")



Straniero, ascolta:
"Nella cupa notte vola un fantasma iridescente.
Sale e spiega l’ale sulla nera infinita umanità.
Tutto il mondo l’invoca e tutto il mondo l’implora.
Ma il fantasma sparisce coll’aurora
per rinascere nel cuore.
Ed ogni notte nasce
ed ogni giorno muore!"


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lunedì 3 ottobre 2005
ore 18:02
(categoria: "Vita Quotidiana")



Mio fiore! Oh, mio fiore mattutino!
Mio fiore, ti respiro!
I seni tuoi di giglio,
ah, treman sul mio petto!
Già ti sento mancare di dolcezza,
tutta bianca nel tuo manto d’argento...


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lunedì 3 ottobre 2005
ore 17:38
(categoria: "Vita Quotidiana")



Scuoti quella fronda di ciliegio
e m’innonda di fior.
Io vo’ tuffar nella pioggia odorosa
l’arsa fronte.


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lunedì 3 ottobre 2005
ore 17:31
(categoria: "Vita Quotidiana")



Documenti scaduti, 3 prostitute a bordo
multa dai vigili e lite con la moglie

MODENA - Viene sorpreso dalla polizia con tre prostitute nell’auto, ha la patente scaduta ed è senza assicurazione; i vigili gli sequestrano il mezzo, lui chiama la moglie e quella lo copre di improperi. E’ successo a Modena, protagonista un incauto signore di mezza età, che alla fine, multato e vituperato dalla consorte, ha dovuto far ricorso a un taxi per tornare a casa.

Durante un giro di perlustrazione nella zona della Bruciata, gli agenti della polizia stradale, insospettiti da uno strano movimento a bordo di una vettura in via Virgilio, hanno fermato il proprietario, un uomo residente in un comune del reggiano, che aveva fatto salire a bordo tre prostitute africane.

Ed è arrivata subito una prima sanzione, per il mancato rispetto dell’ordinanza del sindaco di Modena, che vieta di contrattare prestazioni sessuali sulla pubblica via. Poi, gli agenti si sono accorti che l’automobile era priva di assicurazione, hanno chiesto la patente all’uomo, ma il documento era scaduto.

A quel punto è scattato così il sequestro immediato del mezzo, e gli agenti si sono offerti di chiamare un taxi per consentire all’uomo di fare rientro a casa. Ma lui, molto contrariato per l’accaduto, ha rifiutato l’offerta degli agenti: "Mi arrangio da solo", ha risposto, perfino un po’ piccato.

Gli agenti lo hanno lasciato sul posto e hanno proseguito il loro lavoro. Ma mezz’ora dopo, ai centralini della sala operativa della polizia municipale è arrivata una telefonata, che segnalava, proprio in via Virgilio, un furioso litigio. Gli agenti del comando di viale Amendola sono quindi tornati alla Bruciata, dove hanno trovato l’uomo che stava litigando con la moglie, furibonda, arrivata sul posto dopo una chiamata del marito.

La donna, che evidentemente non ha gradito la situazione o forse non ha creduto alle spiegazioni del marito, dopo il litigio se ne è andata con la propria auto, lasciandolo di nuovo a piedi. A quel punto, non ha potuto far altro che tornare sui propri passi, e chiedere agli agenti: "Per cortesia, potete chiamarmi un taxi?".


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lunedì 3 ottobre 2005
ore 10:59
(categoria: "Vita Quotidiana")



«Il Fondo monetario internazionale ha piazzato l’Italia subito prima del Botswana nella speciale classifica annuale sulla competitività. L’Italia risulta al 47esimo posto e, tolta la Polonia, è stato giudicato il Paese europeo con la peggior economia».

Financial Times, 29 settembre


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lunedì 3 ottobre 2005
ore 10:29
(categoria: "Vita Quotidiana")



Il libro nero del Cavaliere
di CURZIO MALTESE

NEL regolamento di conti in corso all’interno della maggioranza si aggiunge ogni giorno una nota più folle. Ora Berlusconi ha lanciato un’Opa per liquidare Follini e impadronirsi dell’Udc. Il metodo è al solito volgare e aggressivo. Nei giorni dello sciopero dei giornalisti, la stampa di famiglia ha organizzato un autentico pestaggio contro il segretario dei centristi, dipinto come un traditore e un venduto, isolato e anzi odiato dal suo stesso partito, prossimo alle dimissioni e non si capisce perché non anche al suicidio.

Con la calma dei morotei, Follini ha fatto smentire e ha aggiunto che non si farà intimidire dai bravi del Cavaliere. Dopotutto non è un Don Abbondio qualsiasi e bisogna credergli. Ma non è mai stato neppure un cuor di leone. In fondo ha votato le leggi ad personam e chinato sempre la schiena al passaggio del carro padronale. E allora perché tanto livore nei suoi confronti?

A che scopo diffamare un alleato a sei mesi dal voto? Le dimissioni di Follini alla guida dell’Udc appartengono a quei sogni che neppure i soldi di Berlusconi possono comprare. Certo molte cose strane possono accadere nella corte della destra italiana. Ma l’ipotesi che Casini venda l’amico Follini per un piatto di lenticchie proporzionali è troppo cinica, meschina e soprattutto tardiva perché si possa realizzare davvero.

L’Opa di Berlusconi sull’Udc ha le stesse (scarse) possibilità di riuscire dell’Opa di Ricucci sul Corriere della Sera. In compenso, l’operazione rischia di rendere più complicati gli ultimi mesi di governo ai passaggi parlamentari di devolution, legge salva-Previti e riforma proporzionale. Si torna all’interrogativo di partenza, perché sparare su Follini?

La risposta forse andrebbe affidata alla psicanalisi più che alla politica. Berlusconi sta distruggendo quanto aveva creato. Nell’impossibilità di annientare la sinistra, che anzi non ha mai avuto tanti consensi, il Cavaliere è passato con identica furia alla demolizione della destra.

Più o meno consapevolmente, come accade al demiurgo che al principio indovina per istinto ogni azzardo e alla fine per contrappasso sbaglia tutte le mosse. Il bilancio di quattro anni di potere berlusconiano è devastante per le componenti della Cdl. Forza Italia è tornato a essere un partito di plastica, come ammettono perfino i professorini della destra. Alleanza Nazionale ha dovuto ingoiare mille giravolte, l’ultima e clamorosa sulla legge elettorale, ed è ormai un partito senza identità, affondato nelle paludi delle correnti.

La Lega si è trasformata in una succursale di Arcore, sbandiera la bufala di una devolution che è servita soltanto a togliere soldi e potere agli enti locali in cambio di chiacchiere e distintivi verdognoli. In poche stagioni l’invincibile alleanza battezzata nel 2001 per "durare almeno vent’anni" si è ridotta a un’armata Brancaleone che attende il salvacondotto del proporzionale per lanciare il rompete le righe.

Al processo di dissolvimento del centrodestra resiste il solo Follini. Non in virtù di chissà quali disegni neocentristi ma per un democristiano istinto di sopravvivenza, cioè per la speranza di poter sopravvivere alla fine del berlusconismo senza finire con gli altri leader nel cenotafio di Arcore. Tanto basta a scatenare l’ossessivo, sproporzionato rancore di Berlusconi, finora nel silenzio stupefacente di Casini.

Negli ultimi mesi il premier ha attaccato l’alleato centrista quasi ogni giorno, nelle occasioni più strampalate, che si trovasse a Palazzo Chigi come nella dacia di Putin, ad Arcore come a New York, nel mezzo di un vertice internazionale o nella tribuna di San Siro, davanti all’assemblea degli industriali, in conferenza stampa oppure a cena con Bossi. Senza tregua e senza una strategia.

Nell’immaginario berlusconiano Follini ha sostituito il comunismo, incarna l’essenza del male più di Stalin e infatti il Giornale sta pubblicando una specie di "libro nero dell’Udc" a puntate. La faccenda sarebbe divertente se non vi fossero questioni ben più serie e urgenti all’attenzione del presidente del Consiglio. Ma Berlusconi è fatto così, non distingue i propri interessi da quelli del Paese e i suoi avversari, o chi più modestamente gli sta sull’anima, dai nemici dell’umanità.

Lo spettacolo è destinato a durare. Da spettatori poco interessati, abbiamo acquisito comunque un paio di certezze. Intanto non è Follini a voler lasciare il centrodestra. Sono gli altri a volerlo far fuori prima della campagna elettorale. Senza rendersi conto che espellono dal Polo l’unica presenza di un moderatismo istituzionale di cui non c’è altra traccia nell’estremismo della destra italiana.


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giovedì 29 settembre 2005
ore 15:39
(categoria: "Vita Quotidiana")


ah ben!
Placanica:"Posso candidarmi con An"

"Il mio caso è stato archiviato per cui ritengo di avere tutti i requisiti per pensare a una candidatura". Mario Placanica, l'ex carabiniere coinvolto nei fatti del G8 di Genova, parla della sua candidatura con Alleanza Nazionale in occasione delle elezioni per il rinnovo del consiglio comunale di Catanzaro. "Ho preso parte alla manifestazione di An - ha aggiunto - perché apprezzo l'impegno politico di questo partito".


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