Spritz.it - ecce_'s HOME - BLOG DIRECTORY - IL TUO BLOG - Segnala qs BLOG




NICK: ecce_
SESSO: m
ETA': 33
CITTA': padova
COSA COMBINO:
STATUS: single

[ SONO OFFLINE ]
[PROFILONE COMPLETO]

[ SCRIVIMI ]



STO LEGGENDO


HO VISTO



STO ASCOLTANDO


ABBIGLIAMENTO
del GIORNO


ORA VORREI TANTO...


IN QS PERIODO STO STUDIANDO...


OGGI IL MIO UMORE E'...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...




PARANOIE
Nessuna scelta effettuata

 


MERAVIGLIE

Nessuna scelta effettuata








Chi son? Sono un poeta.
Che cosa faccio? Scrivo.
E come vivo? Vivo.
In povertà mia lieta
scialo da gran signore
rime ed inni d’amore.
Per sogni, per chimere
e per castelli in aria
l’anima ho milionaria.
Talor dal mio forziere
ruban tutti i gioielli
due ladri: gli occhi belli.
V’entrar con voi pur ora
ed i miei sogni usati
e i bei sogni miei
tosto son dileguati.
Ma il furto non m’accora,
poiché vi ha preso stanza
la dolce speranza!

Or che mi conoscete,
parlate voi. Chi siete?
Via piaccia dir?



Scrivo un diario inutile.
senza note, senza parole, senza frasi.
Solo pagine vuote, bianche.
Riempite dalla fluttuazione del nulla quotidiano.
(Alessandro Sebastiano Morandi) ”

(questo BLOG è stato visitato 27389 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite,


ULTIMI 10 messaggi
(per leggere i precedenti naviga attraverso il calendarietto qui a destra:
i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )


giovedì 29 settembre 2005
ore 12:29
(categoria: "Vita Quotidiana")



Università, passa la riforma
Opposizioni fuori, no di Andreotti

Il Senato ha votato la fiducia al governo sul maxiemendamento al ddl di riforma dello status della docenza universitaria. I sì sono stati 160, i no 7, nessun astenuto. L'opposizione per protesta non ha partecipato alla votazione definendo "un colpo di mano" la mossa del ministro Moratti. E sul decreto è arrivato il "no" del senatore a vita Giulio Andreotti. Gli altri senatori a vita, Emilio Colombo, Francesco Cossiga, Giorgio Napolitano, Sergio Pininfarina, Oscar Luigi Scalfaro e Rita Levi Montalcini, sono risultati assenti. Assente anche il vicepresidente Domenico Fisichella di An.
Con l'approvazione del contestato disegno di legge, il governo va incontro a un ciclone: sindacati e associazioni hanno proclamato il blocco totale di ogni attività nelle università dal 10 al 15 ottobre, la Conferenza dei rettori ha chiesto un incontro con il presidente della Camera, Casini, in vista del ritorno del ddl a Montecitorio e l'opposizione ha annunciato di aver presentato circa 600 emendamenti per la discussione alla Camera, con tre pregiudiziali: una di costituzionalità, una di merito e una per la richiesta di sospensiva.
Nel mondo universitario è montata la protesta ieri in seguito alla scelta di Letizia Moratti che, dopo la decisione di sottrarre il disegno di legge alla discussione in commissione, ha deciso anche di blindare un maxiemendamento ponendo la questione della fiducia. La reazione è stata immediata. Tafferugli si sono verificati fuori dal Senato dove docenti e ricercatori avevano organizzato un sit in di protesta.
I senatori dell'Unione hanno definito l'iter scelto da Moratti un "insulto alla democrazia" e hanno accusato la maggioranza di "disprezzare il Parlamento". Per l'Unione il provvedimento "penalizza i giovani ricercatori, non riconoscendo il fondamentale ruolo da loro svolto attualmente negli atenei, anche sul fronte della didattica", "non soddisfa l'esigenza di introdurre seri criteri di valutazione all'interno dell'università", blocca di fatto i concorsi perché "è probabile che i decreti attuativi non potranno essere adottati da questo governo", è un provvedimento senza copertura finanziaria "che pretende di mettere mano all'accesso alla carriera universitaria senza che ciò comporti ulteriori oneri a carico dello Stato".
Non sono meno duri i rettori: "Questo è un insieme sgangherato di norme, che tutto prospetta tranne una riforma" stigmatizza Guido Fabiani, rettore di Roma Tre, ma anche membro della Crui con delega alla valutazione e alle risorse, che spiega anche il perché del coro unanime di proteste: "Tutti si ribellano perché questo decreto legge colpisce la dignità dell'università. È di una pochezza straordinaria - dice Fabiani - è naturale che chiunque abbia a cuore il suo lavoro si rifiuti di abbassarsi a questi livelli".
Letizia Moratti si difende: "Non è vero che c'è stato uno strozzamento della discussione, sono anni che si parla di questa riforma. Abbiamo sbloccato una serie di veti che non giovava al sistema universitario". Il ministro sostiene anche che il suo disegno di legge "si fonda su una visione già attuata nei principali paesi europei", ma proprio guardando all'estero, alla Francia, dove la riforma è stata bloccata dalle proteste, i ricercatori hanno chiesto ai docenti universitari di rassegnare in blocco le dimissioni, per ostacolare il disegno Moratti. Per ora i rettori hanno assicurato la loro solidarietà, senza aderire alle iniziative, ma ciò non significa che ci sia scollamento nel dissenso tra la base e i vertici degli atenei. "È una protesta che sta raggiungendo livelli di consenso che hanno pochi precedenti nella storia della nostra università - osserva Enrico Panini, segretario della Flc-Cgil - Sindacati e associazioni proseguiranno la lotta fino a che non sarà bloccato il disegno di legge e aperto un confronto".


COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG

mercoledì 28 settembre 2005
ore 10:01
(categoria: "Vita Quotidiana")



Perchè siamo al sicuro



Bin Laden ha dichiarato : "E' molto difficile fare un attentato in Italia". In realtà alcuni documenti del SISDE rivelati recentemente affermano che Bin Laden ci ha provato, tempo fa diede ordine di organizzare un attentato aereo in Italia. Due terroristi, provenienti da un Paese del Medio Oriente, arrivarono a Napoli con la ferma determinazione di eseguire "il castigo di Allah per gli infedeli italiani". Ecco com'è andata.


Domenica ore 23:47

Arrivano all'aeroporto internazionale di Napoli, via aerea dalla Turchia: escono dall'aeroporto dopo otto ore perchè gli hanno perso le valigie. La società di gestione dell'aeroporto non si assume la responsabilità della perdita e un impiegato consiglia ai terroristi di provare a ripassare il giorno dopo: chissà, con un po' di fortuna... Prendono un taxi: il taxista (abusivo) li guarda dallo specchietto retrovisore e, vedendo che sono stranieri, li passeggia per tutta la città per un'ora e mezza. Dal momento
che non proferiscono lamentela, neanche dopo che il tassametro raggiunge i 200 euro, decide di fare il colpo gobbo: arrivato alla rotonda di Villaricca, si ferma e fa salire un complice. Dopo averli derubati e coperti di mazzate li abbandonano esanimi nel Rione 167.


Lunedì ore 04:30

Al risveglio, dopo la mazziata, ambedue i terroristi riescono a raggiungere un albergo sito in zona piazza Borsa. Decidono quindi di affittare un auto presso la Hertz di piazza Municipio. Quindi si avviano con direzione aeroporto, ma giusto prima di arrivare a piazza Mazzini, rimangono bloccati da una manifestazione di studenti, uniti alle tute bianche anti-global ed ai disoccupati napoletani, che non li fanno passare.


Lunedì ore 12:30

Arrivano finalmente in piazza Garibaldi
Decidono di cambiare dei soldi per muoversi più liberamente: i loro dollari vengono cambiati in biglietti da 100 euro falsi.


Lunedì ore 15:45

Arrivano all'aeroporto di Capodichino con la ferma intenzione di dirottare un aereo per farlo cadere sulle torri dell'Enel del centro direzionale. I piloti ALITALIA sono in sciopero perchè chiedono la quadruplicazione del salario e vogliono lavorare meno ore. Stessa cosa per i controllori di volo, che pretendono anche la pinza obliteratrice per tutti ("altrimenti che controllori saremmo?", hanno dichiarato). L'unico aereo disponibile che c'è in pista è uno della MARADONA AIR con destinazione Alghero e ha 18 ore di ritardo... gli impiegati ed i passeggeri sono accampati nelle sale d'attesa... intonano canti popolari... gridano slogan contro il governo ed i piloti! Arrivano i celerini... cominciano a dare manganellate a destra e a manca, contro tutti... si accaniscono in particolar modo sui due arabi.


Lunedì 19:05

Finalmente si calmano un poco gli animi. I due figli di Allah, coperti di sangue, si avvicinano al banco della MARADONA AIR per acquistare i biglietti per l'aereo con destinazione Sassari, dirottarlo e farlo schiantare contro le torri Enel. Il responsabile MARADONA AIR che gli vende dei biglietti, tace il fatto che il volo, in realtà, è già stato cancellato.


Lunedì 22:07

A questo punto, i terroristi discutono se continuare oppure no... non sanno più se distruggere Napoli è un atto terroristico o un'opera di carità.


Lunedì 23:30

Morti di fame, decidono di mangiare qualcosa al ristorante dell'aereoporto: ordinano panino con la frittata e impepata di cozze.


Martedì 04:35

In preda a una salmonellosi fulminante causata dalla frittata, finiscono all'ospedale San Gennaro, dopo aver aspettato tutta la notte nel corridoio del pronto soccorso. La cosa non sarebbe durata più di un paio di giorni, se non fosse subentrato un sospetto di colera dovuto alle cozze.


Domenica 17:20

Dopo dodici giorni escono dall'ospedale e si trovano nelle vicinanze dello stadio San Paolo. Il Napoli ha perso in casa con il neopromosso Palermo per 3-0, con due rigori assegnati alla squadra siciliana dall'arbitro Concettino Riina da Corleone. Una banda di ultrà della "MASSERIA CARDONE", vedendo i due scuri di carnagione, li scambiano per tifosi del Palermo e gli rifilano un'altra caterva di legnate. Per di più il capo degli ultrà, un tale detto "Peppo o Ricchione", abusa sessualmente di loro.


Domenica 19:45

Finalmente gli ultrà se ne vanno. I due terroristi decidono di ubriacarsi per la prima volta nella loro vita (anche se è peccato!). In una bettola della zona portuale gli rifilano del vino adulterato con metanolo e i due rientrano al San Gennaro per l'intossicazione. Gli viene anche riscontrata la sieropositività all'HIV (Peppo non perdona).


Martedì 23:42

I due terroristi fuggono dall'Italia in zattera con direzione Libia, semiorbi per il metanolo ingerito e con una dozzina di infezioni a causa del virus HIV. Giurano ad Allah che non tenteranno mai più nulla contro il nostro amato Paese



COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG

martedì 27 settembre 2005
ore 12:44
(categoria: "Vita Quotidiana")



Cyndy Sheehan, la mamma che ha risvegliato l'America contro
di Beatrice Montini

Cindy Sheehan ha 48 anni, è californiana, bianca, cattolica e suo figlio Casey, arruolatosi nell'esercito statunitense per pagarsi le tasse universitarie, è morto in Iraq il 4 aprile del 2004 durante l’offensiva di Sadr City. La signora Sheehan insomma è una donna comune e la sua storia, semplice quanto tragica, non è molto diversa da quella di oltre 1800 madri statunitensi che hanno perso il loro figli per «una nobile causa», come si ostina a dire il loro presidente. Eppure da quando il 6 agosto è arrivata a Crawford, in Texas, e si è piazzata davanti al Prairie Chapel Ranch dove Bush solitamente passa le sue vacanze estive, Cindy è diventata una dei personaggi più noti degli Stati Uniti e praticamente ogni giorno i maggiori quotidiani e network televisivi a stelle e strisce (dal New York Time al Washington Post, dalla Cnn alla Cbs) parlano di lei.

Perché? Forse, come suggerisce il New York Time, il motivo di tanta fama sta proprio nella sua nella sua “normalità” e soprattutto nel fatto che la signora Sheehan, di Vacaville, “Mamma pace” (come è stata ribattezzata dai media), “la Rosa Parks del movimento contro la guerra” (come la definiscono i pacifisti) in fondo sta chiedendo a Bush quello che ormai sempre più americani vorrebbero sapere dal loro presidente: «Per quale nobile causa mio figlio è morto in Iraq?».

Bush non si è ancora deciso a ricevere Cindy, né pare abbia intenzione di farlo, ma la domanda senza risposta che gli pone Cindy sta creando notevoli imbarazzi a lui e al suo partito. Così in agosto (proprio quando la protesta di “peace mom” è inziata) mentre la popolarità del presidente George W raggiungeva i suoi minimi storici (il 43% secondo Scott Rasmussen, il sondaggista del giornale neocon Washington Times) la voce contro di Cindy segnava una sorta di rinascita del movimento pacifista a stelle e strisce. Tanto che iBush si è visto praticamente costretto a trovare, tra le tante mamme che hanno perso i loro figli in Iraq, una disposta a dichiararsi orgogliosa di aver mandato a morire il proprio figlio. Insomma una “mamma guerra” da contrapporre alla “Mamma pace”.

Ma la forza simbolica e persuasiva di Cindy probabilmente sarà difficile da eguagliare. La signora Sheehan infatti, in poco più di tre settimane, è riuscita non solo a convogliare su di se l’attenzione dei media statunitensi (sempre molto restii a parlare di pace e mostrare le vittime della guerra ma pronti a cogliere la forza comunicativa di questa mamma in lutto che non si vuole dare per vinta) ma anche a divenire una sorta di simbolo degli “americani contro”, di quelli che considerano la guerra in Iraq illegittima, illegale e basata su un mucchio di bugie e quindi chiedono le dimissioni di Bush .

Questi i motivi che hanno spinto Cindy a partire alla volta del ranch di Crawford a bordo di un autobus che porta la scritta «Impeachment tour» e che, giorno dopo giorno, hanno fatto diventare il piccolo presidio davanti alla “casa Bianca estiva” un vero e proprio accampamento: “Camp Casey”, appunto, dal nome del figlio di Cindy morto a 24 anni in Iraq. Accampamento che sarà smobilitatoto solo il 31 agosto quando inizierà un tour per portare la protesta contro la guerra in varie località degli Stati Uniti. Tour che si concluderà a Washington con una grande manifestazione pacifista (il 24 settembre).

Se il messaggio pacifista di Cindy è riuscito ad arrivare a milioni di americani (e non solo) è stato anche grazie a due fondamentali fattori: l’immediato tam tam della Rete («Senza Internet gli Usa sarebbero uno stato fascista» ha dichiarato la Sheenhan ringraziando i numerosissimi blogger che hanno fatto rimbalzare on line il suo messaggio) unito alle indiscutibili capacità mediatiche della signora Cindy.

Una delle prime cose di cui la Sheehan e i suoi sostenitori si sono resi conto era infatti la necessità di arrivare, nelle case degli americani, di sfondare la barriera del piccolo schermo. Ed è per questo che fin da subito è partita una campagna di raccolta fondi attraverso decine e decine di siti Internet (a partire da Meet with Cindy e Gold Star Families for peace , l’associazione fondata dalla Sheehan) con lo scopo di raccogliere i soldi necessari per “far passare” in tv un piccolo spot televisivo in cui Cindy racconta la sua storia e chiede a Bush di spiegare agli statunitensi i veri motivi che li hanno portati in guerra. Insomma, quella di Cindy (e dei rinati pacifisti a stelle e strisce) è una battaglia fatta soprattutto di comunicazione a tutti i livelli dalla tv , alla radio , fino ad arrivare al puro e semplice merchandising (sempre rigorosamente venduto on line )

Risultato? Anche se mamma pace convince solo un terzo degli americani (secondo l’immancabile e immediato sondaggio ) Cindy è divenuta immeditamente un simbolo, un personaggio, un'eroina. Al suo accampamento sono iniziate ad arrivare centinaia di sostenitori: attivisti, pacifisti, associazioni di veterani , familiari di altri soldati uccisi in Iraq, cittadini qualunque e personaggi famosi (come la cantante Joan Baez). E in soli cinque giorni, attraverso Internet, gruppi come MoveOn.org e TrueMajority hanno organizzato migliaia di veglie in sostegno di Cindy che si sono svolte a metà agosto un po’ in tutta America. Ma non solo. Nello Utah, lo Stato più bushista degli States (71,5% di voti) ben 2mila persone si sono ritrovate a gridare in piazza il loro no alla guerra.

A questo punto anche i "politici di professione" iniziano ad accorgersi di Cindy e della rinascita pacifista americana. La moglie dell'ex senatore John Edwards, ex candidato alla vice-presidenza degli Stati Uniti che aveva votato a favore dell'intervento americano in Iraq nel 2003, ha mandato un messaggio di appoggio alla "madre coraggio". Un cambiamento della linea pro-guerra per l'ex vice di Kerry che sta valutando le possibilità di una corsa presidenziale nel 2008?. Quello che è certo è che la signora Cindy nel corso delle settimane è riuscita non solo a conquistare le personalità più combattive della politica americana (come Michael Moore ) ma è anche riuscita a far cambiare idea alla giornalista Arianna Huffington, la voce della destra americana drante la presidenza Clinton, che ha deciso di pubblicare il diario di Cindy sul suo sito e che adesso si definisce «una ex conservatrice che la guerra in Iraq ha trasformato in populista».

Intanto, fuori dal ranch, Cindy incalza: «Se George Bush venisse fuori in questo momento e mi parlasse, questa mobilitazione non finirebbe così come non finirebbe il movimento contro la guerra perchè abbiamo ancora truppe in Iraq». E la battaglia continua.


LEGGI I COMMENTI (1) - SEGNALA questo BLOG

martedì 27 settembre 2005
ore 12:29
(categoria: "Vita Quotidiana")



Bush arresta "mamma pace" e altri 370 manifestanti

Tra non volerla ricevere e arrestarla, c’è passato solo un mese. Cindy Sheehan , la mamma del giovane soldato Casey morto in Iraq che da quest'estate estate protesta contro George W.Bush e contro la guerra, è stata arrestata lunedì davanti alla Casa Bianca a Washington. La Shehaan, insieme ad alcune centinaia di pacifisti, stava manifestando davanti alla residenza presidenziale.

La manifestazione era stata organizzata sulla scia del successo dell'evento organizzato sabato scorso nella capitale, almeno 150mila persone (300mila per gli organizzatori) hanno dato vita alla più vasta protesta contro la guerra negli ultimi due anni. Lunedì si voleva continuare la mobilitazione, tra l’altro anche tentando di consegnare una lettera a Bush.

La mamma californiana, che ad agosto aveva iniziato un presidio fuori dal ranch di Bush in Texas, è stata arrestata per un gesto di "disobbedienza". la Sheehan era in testa a un corteo di circa 200 dimostranti che hanno "invaso" la zona pedonale davanti alla Casa Bianca in un sit-in, mentre un altro migliaio di manifestanti prendeva posizione oltre la zona di sicurezza. Intanto due genitori di soldati morti in Iraq si sono presentati alla portineria della residenza presidenziale e hanno chiesto di consegnare una lettera a Bush. L'intento dei manifestanti, fin dai giorni scorsi, era proprio quello di sfidare il governo con azioni di disobbedienza per farsi arrestare. Così quando il presidente Bush ha fatto sapere che non aveva alcuna intenzione di ricevere nessuno, i dimostranti hanno rifiutato di andarsene.

A questo punto è intervenuta la polizia. Ma nessuno si aspettava che ad essere arrestata fosse proprio "peace mom". Mentre era al sit-in davanti alla Casa Bianca, avvertita tre volte che stava violando le regole stabilite per la manifestazione, che non prevedevano soste, la Sheehan è stata alla fine ammanettata. Mentre veniva condotta su un furgone della polizia insieme ad altri manifestanti, i pacifisti hanno intonato cori: «L'intero mondo vi sta guardando».

Ma la Sheehan non è la sola ad essere stata arrestata durante le manifestazioni di lunedì. Secondo fonti di polizia con lei sono finiti in manette ben 370 persone. Per tutti è prevista la fotosegnalazione negli uffici della polizia e una multa da 50 dollari per manifestazione non autorizzata, seguita dalla scarcerazione.

Così, con un gesto di resistenza civile così semplice e personale, come sedersi in un luogo non consentito e non muoversi sono iniziate tutte le grandi contestazioni degli ultimi trent’anni in America, da quella per i diritti delle persone di colore, a quelle contro la guerra del Vietnam, alla contestazione studentesca di Berkeley.


COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG

lunedì 26 settembre 2005
ore 16:42
(categoria: "Vita Quotidiana")


fenomeno
All Iberian, Berlusconi assolto
"Falso in bilancio non è più reato"

Per la vicenda All Iberian, Silvio Berlusconi è stato assolto perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato. Il premier era accusato di falso in bilancio. Con lui sono stati assolti anche gli ex manager Fininvest Ubaldo Livolsi, Giancarlo Foscale e Alfredo Zuccotti. La decisione è stata presa dai giudici della seconda sezione penale del tribunale di Milano che hanno chiuso così una storia processuale durata sette anni.

"E' una sentenza attesa - dice Gaetano Pecorella, difensore di Berlusconi - E' stata applicata una legge che afferma che se il falso in bilancio non crea effetti nocivi di qualche rilievo non merita di essere punito. Il tribunale ne ha preso atto".

Il processo era incominciato nel 1998. Secondo i pubblici ministeri dal conto All Iberian della Fininvest erano stati creati - attraverso società offshore - fondi neri. L'accusa sosteneva che tra il 1989 e il '96 un miliardo di euro transitò in quel conto per operazioni illecite come la corruzione di magistrati, operazioni finanziarie al di fuori delle regole dei mercati e finanziamento ai partiti tra i quali il Psi di Bettino Craxi.

La nuova legge sul falso in bilancio approvata dalla maggioranza di centrodestra ha tra le altre cose ridotto da sette a quattro anni il termine di prescrizione del reato. Già nel febbraio del 2003 un troncone dell'inchiesta All Iberian - che è una delle inchieste più vaste della procura milanese, sono quasi 200 faldoni pieni di carte e documenti - finì con il proscioglimento di Berlusconi insieme ad altri manager dell'azienda di famiglia per prescrizione del reato in quanto i fatti contestatigli risalivano al periodo tra l'89 e il '96.

Nel caso odierno invece il premier è stato assolto perché, altro aspetto della nuova legge, il falso in bilancio non è più punibile se non ci sono azioni legali intraprese dalle eventuali parti lese.


COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG

venerdì 23 settembre 2005
ore 17:38
(categoria: "Vita Quotidiana")



Siena, contestato il cardinal Ruini

SIENA - Fischi, contestazioni e il grido "vergogna" hanno accompagnato la premiazione del cardinal Camillo Ruini da parte della Fondazione Liberal a Siena, in Palazzo Chigi Saracini.

La contestazione ha impedito al cardinale di intervenire e l'iniziativa della Fondazione Liberal è stata momentaneamente sospesa.Tutto è cominciato proprio nel momento in cui Ferdinando Adornato stava consegnando il premio "Liberal Siena 2005". E' stato in quel momento che un gruppo di studenti, che aveva preso posto sullo scalone interno del palazzo ha cominciato a fischiare e a gridare.

Adornato a questo punto ha provato ad ironizzare ricordando che "in America i fischi equivalgono agli applausi", ma alcuni striscioni comparsi all'improvviso tra i giovani hanno smentito questa interpretazione. "Vogliamo fare un pacs avanti nei diritti", "siamo tutti omosessuali", "Libero amore in libero stato".


COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG

giovedì 22 settembre 2005
ore 11:39
(categoria: "Vita Quotidiana")



E la vita, la vita
e la vita l'è bela, l'è bela,
basta avere l'ombrela, l'ombrela
che ti para la testa,
sembra un giorno di festa.
E la vita, la vita
e la vita l'è strana, l'è strana,
basta una persona, persona
che si è rotta la testa
è finita la festa.


COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG

giovedì 22 settembre 2005
ore 10:32
(categoria: "Vita Quotidiana")



Il governo è finito
di EZIO MAURO

È l'ultimo atto di un'avventura politica che sta correndo verso la sua fine. Una fine che rischia di travolgere la credibilità del Paese, insieme con un governo che ormai la sua credibilità l'ha consumata da tempo.

Nello sfacelo della maggioranza, c'erano almeno quattro focolai di crisi, accesi tutti insieme: una finanziaria allo sbando, una legge elettorale ambigua, una devolution pericolosa e il caso Fazio a giganteggiare nella sua evidente anomalia, trasformata giorno dopo giorno in una prova concreta di impotenza della leadership berlusconiana, davanti al potere extra-repubblicano che teneva in piedi il Governatore oltre ogni decenza.

Per funzione, prima ancora che per convinzione, il ministro del Tesoro era stato l'unico (dopo Tremonti davanti allo scandalo Cirio e Parmalat) a insistere nel dire che il Governatore doveva andarsene, perché col discredito accumulato danneggiava gravemente l'Italia.

Il Capo del governo per più di un mese è stato incapace di assumersi la responsabilità che gli compete, pronunciando le parole necessarie e sufficienti per riportare alla normalità una crisi istituzionale gravissima: il Governatore non gode più della fiducia del governo.

Davanti all'ambiguità colpevole del Presidente del Consiglio, che rafforzava il potere immateriale di Fazio mentre indeboliva l'Italia, il ministro del Tesoro non poteva ormai fare altro che dimettersi. Lo ha fatto davanti ad un assalto elettorale alla Finanziaria da parte della maggioranza e, soprattutto, davanti alla conferma che Fazio sarà domani a Washington, a rappresentare la Banca d'Italia di fronte a un'istituzione che la mette sotto accusa clamorosamente. Fazio sarà al FMI perché il governo non ha avuto il coraggio di fare il suo dovere sfiduciandolo, e dunque ha implicitamente sfiduciato Siniscalco. Come Tremonti, anche il suo successore si dimette. Fazio, nel momento della sua maggiore debolezza, è dunque più forte di due ministri della Repubblica.

Ma proprio questo rivela la fragilità politica del governo, che in pochi mesi perde il secondo ministro dell'Economia, dopo aver avvicendato tre ministri degli Esteri e due ministri degli Interni. Deve essere chiaro a tutti gli italiani che la responsabilità di questa crisi è di Silvio Berlusconi, e della sua incapacità di reggere la responsabilità del governo. Anche se mancano pochi mesi alla fine della legislatura e solo otto giorni alla presentazione della Finanziaria, Berlusconi deve andarsene. Un passaggio tecnico garantisca l'approvazione della manovra. Poi si vada al voto, per salvare il salvabile e chiudere finalmente questa sciagurata avventura.


COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG

giovedì 22 settembre 2005
ore 10:30
(categoria: "Vita Quotidiana")





COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG

giovedì 22 settembre 2005
ore 10:22
(categoria: "Vita Quotidiana")


il permesso di luigi grillo...
Siniscalco: "Basta immobilismo
Tornerò a fare il professore"

"Mi dimetto per l'assoluto immobilismo del governo. Il problema non è Fazio, ma chi è incapace di risolvere il problema. Per questo non sono amareggiato: sono scandalizzato". È sera quando Domenico Siniscalco non è più il ministro dell'Economia. Anche lui come il suo predecessore Giulio Tremonti, ha gettato la spugna dopo uno scontro istituzionale clamoroso con il governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio. Ha consegnato la lettera di dimissioni a Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli, poi, a Palazzo Chigi, ha spiegato le sue ragioni a Fini e a Letta.

Hanno provato a convincerlo a ripensarci. "No, torno a Torino a fare il professore", ha replicato in un'atmosfera gelida.

Il ministro ritorna solo "tecnico", diverso dai politici con cui ha convissuto poco più di un anno. Fino a Fazio. Può finalmente sfogarsi, salutando i suoi più stretti collaboratori. "Fazio - attacca - è quel mostro istituzionale, extra-repubblicano, perché qualcuno gli permette di esserlo". È per questo che le dimissioni non sono contro Berlusconi. Ma contro l'anomalia di un sistema nel quale "nessun è in condizione di dire che il governatore non ha più la fiducia del governo".

Era quello che Siniscalco aveva chiesto al Consiglio dei ministri del 3 agosto, in piena bagarre per le intercettazioni della magistratura. Ma lì Berlusconi non c'era. Colpito da una improvvisa tonsillite... Il governo rimase zitto. E allora Siniscalco, qualche giorno dopo, scrisse la sua prima lettera (ufficiale e protocollata) al premier. Ma ancora nulla. "La verità è che sono due visioni del mondo. E questo Paese, in questo momento, ha bisogno del massimo di credibilità. Questa vicenda - davvero - ha colpito direttamente al cuore la credibilità del nostro sistema finanziario".

Lo vedremo da oggi a Washington: Raghuram Rajan, capo economista dell'Fmi, davanti a 160 Paesi, parlerà solo della perdita di reputazione dell'Italia. Non di altro, purtroppo. E a Washington, invece, ci sarà - diceva uno stretto collaboratore del ministro - "l'uomo più screditato della comunità finanziaria internazionale".

La Finanziaria c'entra poco, nella scelta di Siniscalco. Anche se c'entra. Perché l'attacco di ieri dei fazisti (dal collaudato Ivo Tarolli al new comer Roberto Calderoli) non a caso è partito proprio dalla Finanziaria, con quella strana distribuzione di Tarolli delle ipotesi tecniche della Ragioneria ai giornalisti in Parlamento.

Tutte soluzioni tecniche, tutte senza alcun vaglio politico del ministro del Tesoro. Tutte usate per attaccare il ministro. Tanto che solo poco arriverà il fuoco leghista: "La Finanziaria non va riscritta, va scritta", gridava Roberto Calderoli, ministro del Carroccio, mentre il collega Roberto Maroni andava a fare visita a Via Nazionale, uscendone soddisfatto. "Abbiamo parlato delle cose nostre, istituzionali".
"E io - ragionava Siniscalco - me ne vado per Fazio ma anche per una Finanziaria elettorale". Che lui, l'ex ministro tecnico, non avrebbe mai sottoscritto. "E poi, la Finanziaria è pronta, è scritta. Ce l'hanno tutti e chi afferma il contrario sa di dire il falso".

Ce l'ha con i fedelissimi del governatore, Siniscalco. E i silenzi dei Palazzi. "Ma come - insiste - Fazio (dice proprio così l'ex ministro pensando a Tarolli, ndr) Fazio attacca la Finanziaria e nessuno dice niente. In giro vedo solo pigmei da gran premio. E tanta ambiguità".

Siniscalco ha capito che doveva accelerare al sua scelta (aveva già detto "o io o lui") quando si stava stringendo la morsa sul suo dicastero. A Letta e Fini ha spiegato che "ogni materiale ha una prova di torsione". "Può reggere - ha insistito - ma fino ad un certo punto. E quando si rompe, si rompe. Io ho superato il punto di rottura".

Gli ha ridetto che già nella prima lettera era chiaro ciò che bisognava fare. Da una parte le pressioni dei mercati internazionali, dall'altra i silenzi dei Palazzi romani. "La seconda lettera (quella di ieri, ndr) non è negoziabile". Non c'è alternativa alle dimissioni se non farsi stritolare da qui alle elezioni. "E poi: cosa potevo negoziare? Un posto da deputato nel collegio del Piemonte Sud? No, non mi interessa. Questa è stata la mia forza da ministro del Tesoro. No - ripete anche con i suoi - torno a fare il professore a Torino. Davvero non ne potevo più: un giorno mi dicevano che erano d'accordo con me, il successivo che però non si poteva fare nulla, poi nulla, infine mi chiedevano scusa".

Siniscalco ha provato a salvare la credibilità dell'Italia, ci ha messo la sua faccia all'ultima riunione dell'Ecofin di Manchester. "Perché - dice - nei Paesi normali i governatori della banche centrali hanno 45 anni e quando arriva la telefonata del governo, scattano". Questo Paese non piace al tecnico Siniscalco. "Ho chiesto in tutti i modi di impedire i danni. Ma l'ambiguità continua. Vedo incontri, messaggi. Cose che non capisco, ma che ci sono. E allora meglio tagliare corto. No, non mi piace un Paese nel quale una grande banca straniera per venire ad investire i suoi soldi deve chiedere il permesso di Luigi Grillo. No, non ci voglio stare".


COMMENTA (0 commenti presenti) - SEGNALA questo BLOG


> > > MESSAGGI PRECEDENTI
MAGGIO 2026
<--Prec.     Succ.-->
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
          1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29 30
31

RICERCA:
Solo in questo BLOG
in tutti i BLOG


BLOG che SEGUO:

misia chiara@ ebe dpa glendida daisychain gigio9 favola blink sharmel autarkeia kispriss pippiri tiredbrain opo elenya AFInside81 scriccy crystal83 epthavale trilly86 Jane_D


BOOKMARKS

fumetti della gleba

(da Arte e Cultura / Cartoni & Fumetti )

UTENTI ONLINE: