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MERAVIGLIE

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Chi son? Sono un poeta.
Che cosa faccio? Scrivo.
E come vivo? Vivo.
In povertà mia lieta
scialo da gran signore
rime ed inni d’amore.
Per sogni, per chimere
e per castelli in aria
l’anima ho milionaria.
Talor dal mio forziere
ruban tutti i gioielli
due ladri: gli occhi belli.
V’entrar con voi pur ora
ed i miei sogni usati
e i bei sogni miei
tosto son dileguati.
Ma il furto non m’accora,
poiché vi ha preso stanza
la dolce speranza!

Or che mi conoscete,
parlate voi. Chi siete?
Via piaccia dir?



Scrivo un diario inutile.
senza note, senza parole, senza frasi.
Solo pagine vuote, bianche.
Riempite dalla fluttuazione del nulla quotidiano.
(Alessandro Sebastiano Morandi) ”

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venerdì 24 giugno 2005
ore 19:11
(categoria: "Vita Quotidiana")


che carini...

E' italiana la lovestory più lunga al mondo.
Emilia e John, 82 anni insieme

NEW YORK - Quando per la prima volta vide le gambe di Emilia e se ne innamorò, l'italoamericano John non poteva certo immaginare che la loro storia d'amore, 82 anni dopo, sarebbe diventata la più lunga al mondo. E che ora, grazie alla figlia, sta per entrare nel Guinnes dei primati.

"Aveva una camicetta bianca, una gonna blu e quelle gambe...wow!", racconta John Rocchio, che alla bellezza di 101 anni ricorda ancora nitidamente quel lontano 1922, anno in cui conobbe e in pochi mesi sposò Emilia Antonelli.

Figli di immigrati italiani, i due centenari vivono da sempre a Providence, nel Rhode Island, una città dove la comunità italiana è sempre stata numerosa. La loro storia è finita sui giornali americani, dopo che una delle due figlie ha visto in tv un servizio su un marito e moglie britannici ritenuti da record, perché sposati da 80 anni.

Immediata la telefonata a una radio locale di Ella Sarra, 81 anni, figlia dei Rocchio: "I miei genitori sono sposati da più tempo, potete far loro gli auguri radiofonici? - raccontò - E da allora i giornalisti non fanno altro che cercarci". Nel frattempo, sono partiti gli accertamenti per verificare e attribuire alla coppia il Guinnes dei primati per la storia d'amore più lunga del mondo.

John ed Emilia "sono ancora innamorati come 82 anni fa", ha aggiunto la figlia, spiegando che i nonni italiani provenivano da piccoli paesi tra Roma e Napoli, di cui però non ricorda i nomi. E dove ormai non restano più parenti. "In famiglia siamo tutti orgogliosi della nostre origini italiane e cerchiamo per quanto possibile di tramandare ai nipoti le nostre tradizioni e qualche parola che ancora conosciamo".

John ed Emilia sostengono di non avere una ricetta valida per tutti. Ma se lui oltre alla "pazienza", segnala anche "la pasta e fagioli cucinata da Emilia", tra i fattori che hanno determinato così longevo amore. Lei, a 100 anni, non ha dubbi: "Fare all'amore" ha raccontato sorridendo.




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venerdì 24 giugno 2005
ore 19:08
(categoria: "Vita Quotidiana")



COPPIE GAY: OLANDA, SI' A ADOZIONI ANCHE BIMBI STRANIERI

Il governo olandese ha approvato la proposta di legge che permettera' alle coppie omosessuali di adottare bimbi anche provenienti da Paesi stranieri. Adesso la legge passa al Parlamento, ma l'approvazione e' scontata visto che era stata sollecitata da numerosi deputati. La legge elimina anche la condizione di tre anni di convivenza, finora necessari perche' il bimbo frutto di un'altra relazione potesse essere adottato dalla nuova compagna del padre o della madre; il risultato sara' che il figlio naturale di una donna lesbica potra' essere adottato dalla sua compagna subito dopo la nascita. In Olanda alcune coppie gay hanno gia' adottato dei bambini all'estero, attraverso una scappatoia che consente l'adozione anche ai single.


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venerdì 24 giugno 2005
ore 14:19
(categoria: "Vita Quotidiana")



D'Alema e l'importanza delle primarie
"Vorrei che votassero a milioni"


io voto elio



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venerdì 24 giugno 2005
ore 12:16
(categoria: "Vita Quotidiana")



Tecnologia, questa sconosciuta
c'è un 20% di italiani 'alieni'

ROMA - Il venti per cento degli italiani è "alieno" alla tecnologia. E la maggioranza di questa fetta di popolazione a cui le innovazioni proprio non interessano è composta da donne. Il dato emerge dallo studio del Censis e dell'Unione cattolici stampa italiana (Ucsi), sul rapporto degli italiani con internet e telefoni cellulari.

"Alieni", "attardati", "tiepidi", "sperimentatori" o semplici "consumatori". Sono le cinque categorie individuate dal Censis, degli italiani alle prese con la tecnologia. Alle donne spetta una poco lusinghiera caratterizzazione: incapaci o poco inclini all'uso di cellulari e internet, soprattutto le anziane, finiscono nella categoria che porta il nome degli extraterrestri.

Ecco di seguito la fotografia del Paese in relazione alla tecnologia.

Alieni. Quelli che le nuove tecnologie proprio non riescono a utilizzarle. Niente internet, niente telefonino. Rappresentano il 20% del campione utilizzato per la ricerca e sono per lo più donne anziane con un basso titolo di studio.

Attardati o meglio attardate. Un po' più di dimestichezza con il cellulare la mostrano. Anche in questo caso, si tratta soprattutto di donne: il 24% degli intervistati, dotata di licenza elementare o di scuola media. L'età è però inferiore a quella degli "alieni", intorno ai 50 anni. Identica l'indifferenza, se non la vera e propria diffidenza, verso internet e computers in genere.

Tiepidi. Divisi tra maschi e femmine, rappresentano il 25% del campione. Nonostante non usino mai internet e poco il computer, queste persone fanno un uso del cellulare abbastanza intenso. Si tratta infatti di madri e padri che non rinunciano a mantenere un contatto diretto con i propri figli, per controllarli.

Sperimentatori. Sono il 17% della popolazione italiana. Sperimentano, nel senso che fanno un uso molto intenso sia di internet sia dei cellulari e hanno una spiccata tendenza a personalizzare le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie. Sono giovani, maschi, con un buon titolo di studio.

Semplicemente consumatori. Il 14% degli italiani. Coloro che usano internet e i telefoni cellulari con regolarità, per attività di lavoro e professionali e anche in privato. Pur non avendo modo di "sperimentare", utilizzano le nuove tecnologie come abituali consumatori, correndo a comprare gli ultimi modelli di telefonini o "scaricando" gli ultimi aggiornamenti dei programmi per navigare in internet.


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venerdì 24 giugno 2005
ore 10:41
(categoria: "Vita Quotidiana")



CENSIS: GLI ITALIANI OVER 65 SCOPRONO IL CELLULARE

In un paese in cui il tasso di natalita' tende inesorabilmente verso lo zero, il rapporto Censis/Ucsi, in uscita oggi, dedica un intero capitolo al rapporto media, tecnologia e anziani. Abbandoniamo immediatamente l'immagine del nonno incollato al telefono di casa o alla disperata ricerca di un telefono pubblico, rigorosamente a monete. Come e piu' dei ragazzi italiani, i loro nonni, rispetto ai media e alle tecnologie applicate alla comunicazione, non sono tutti uguali. Dai dati emerge che, per ciascun media ci sono percentuali di persone anziane in situazioni diverse da quelle prevalenti. Per esempio fra le persone dai 65 anni in su in Italia il 48% ascolta la radio, il 48% legge settimanali, il 45% usa un telefono cellulare, il 44% legge i quotidiani, il 32% legge libri, il 22% ha la televisione satellitare, eccetera. Una piccola percentuale, poi, utilizza addirittura internet, alla faccia dei circoli bocciofili.


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venerdì 24 giugno 2005
ore 10:25
(categoria: "Vita Quotidiana")



Elezioni presidenziali in Iran
E' il giorno del ballottaggio

TEHERAN - Nonostante non siano stati del tutto fugati i dubbi di brogli elettorali, oggi a Teheran si sono aperti i seggi per il ballottaggio tra Rafsanjani e l'ultraconservatore sindaco della capitale, Mahmoud Ahmadinejad. In Italia erano le 6.30 (le 9 del mattino in Iran), quando la macchina elettorale si è rimessa in moto, a distanza di una settimana, per decidere chi sarà il presidente. Nei 41.071 seggi si potrà votare fino alle 19 locali, le 16.30 italiane, ma in caso di necessità la loro apertura potrebbe essere prolungata fino alla mezzanotte, se il ministero dell'Interno lo riterrà opportuno ed emanerà il decreto necessario. I risultati ufficiali non si conosceranno prima di domani.

Nel primo turno la sorpresa è stata l'esclusione dei candidati riformisti: sono stati il pragmatico ayatollah Akbar Hashemi Rafsanjani, già capo dello Stato fra l'89 e il '97, e a sorpresa l'ultra-conservatore sindaco di Teheran, Ahmadinejad a ottenere le preferenze necessarie per andare al ballottaggio.

In mattinata Rafsanjani, che negli ultimi giorni aveva abbandonato il basso profilo per intraprendere una campagna a tutto campo in stile quasi 'occidentale', ha dichiarato che la consultazione si presenta "molto combattuta", con i due pretendenti vicinissimi; e tuttavia si è detto piuttosto ottimista circa l'esito in quanto, ha sottolineato, è fiducioso di essere "in lieve vantaggio" sull'avversario.

Venerdì scorso l'affluenza era stata fra il 62 e il 63%, anche a causa degli appelli al boicottaggio di esponenti riformisti. Questa volta potrebbe essere più alta: si ritiene che molti riformisti e moderati voteranno per Rafsanjani, pur di bloccare Ahmadinejad.

L'esito della votazione appare tuttavia molto incerto. Rafsanjani, 70 anni, conservatore pragmatico, ha promesso aperture economiche e migliori rapporti con l'Occidente, ai quali dovrebbero seguire anche riforme democratiche. L'ultraconservatore sindaco di Teheran Mahmoud Ahmadinejad, 49 anni, vuole un'applicazione più severa delle regole islamiche nella società e una politica più dura verso l'Occidente.

Con Rafsanjani sono le classi medio-alte urbanizzate, imprenditori e affaristi e larghi settori del regime, conservatori o riformisti, contrari ad un nuovo corso rivoluzionario che metterebbe in pericolo troppi interessi. Con Ahmadinejad dovrebbero schierarsi vaste classi di poveri, disoccupati ed emarginati, che non hanno beneficiato delle ancor timide riforme economiche degli ultimi anni.

Alla vigilia delle elezioni sono state annunciate decine di arresti per irregolarità nel primo turno, venerdì scorso, dopo che un candidato non ammesso al ballottaggio, Mehdi Karrubi, aveva denunciato brogli a favore di Ahmadinejad.


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giovedì 23 giugno 2005
ore 16:29
(categoria: "Vita Quotidiana")



"Francamente me ne infischio"
è la frase più celebre del cinema
di CLAUDIA MORGOGLIONE

"Francamente, mia cara, me ne infischio": così dice un Clark Gable-Rhett Butler ormai disilluso a un'implorante Vivien Leigh-Rossella 'O Hara, quando, dopo ben tre ore di film, lei finalmente capisce che è lui, solo lui, l'uomo della sua vita. Accade nelle sequenze finali di Via col vento: ma la frase ha avuto tanto successo, presso il pubblico di mezzo mondo (e di diverse generazioni), da diventare un vero e proprio slogan. Anche qui in Italia.

Insomma un motto di culto, che ha perfino trasceso i confini della celeberrima pellicola in cui è stato pronunciato. Perciò non sorprende che sia proprio questa frase a risultare prima assoluta in una classifica delle espressioni verbali più famose e più riuscite della storia del cinema, realizzata dall'American Film Institute.

Una graduatoria intrigante e anche divertente, per chiunque ami il cinema e i giochi col linguaggio. E in cui troviamo anche altri modi di dire entrati di forza nella storia del costume contemporaneo. Ecco qualche esempio. A cominciare dallo slogan secondo classificato, tratto dal Padrino di Francis Ford Coppola: a pronunciarla è Marlon Brando, che rivolgendosi all'interlocutore dice: "Sto per farti un'offerta che non potrai rifiutare". Visto che a parlare è un boss della mafia come Vito Corleone, la proposta non suona propriamente rassicurante.

E sempre lui, il divo Brando, conquista la terza posizione. Con un discorso pronunciato da giovane, nel drammatico Fronte del porto di Elia Kazan: "Tu
non capisci! Avrei potuto essere rispettato, avrei potuto essere un lottatore. Avrei potuto essere qualcuno invece di essere un buono a nulla che è quello che sono!". Battute che qui in Italia forse non dicono molto, ma anche all'epoca, negli Stati Uniti, contribuirono a lanciare la stella di Marlon.

Leggermente più nota, almeno nel nostro paese, la quarta classificata, tratta da un classico senza tempo come Il mago di Oz. Viene pronunciata da Judy Garland poco dopo essere approdata nel magico regno al centro del film, e suona così: "Toto (il suo cagnolino ndr), credo che non siamo più in Kansas". Subito dopo, ecco arrivare una pellicola letteralmente infarcita di frasi celebri: Casablanca. Quella che si è piazzata al quinto posto la dice Humphrey Bogart, che, dopo aver rinunciato per sempre a Ingrid Bergman, le augura "buona fortuna, bambina". Ma forse sono più belle altre due battute che non hanno raggiunto la top ten: come quella finale, e cioè "Louis, penso che questo sia l'inizio di una meravigliosa amicizia" (ventesima), e la celeberrima "Suonala ancora, Sam" (ventottesima).

Tornando alle prime dieci, al sesto posto c'è una frase così riuscita, e così lapidaria, da essere stata scelta come titolo italiano del film in questione: "Coraggio, fatti ammazzare", pronunciata da un Clint Eastwood versione giustiziere. Subito dopo si piazza l'esortazione di Gloria Swanson, diva sul Viale del tramonto nell'omonimo film di Billy Wilder, che dice al regista: "Eccomi, De Mille, sono pronta per il primo piano".

In ottava posizione, una frase così famosa da non aver bisogno di spiegazioni: "Che la forza sia con te", lo slogan della saga Star Wars. Completano la top ten la straordinaria Bette Davis di Eva contro Eva ("Allacciate le cinture, stasera si balla!") e la più popolare quanto paranoica "Stai parlando con me?" di Robert De Niro in Taxi Driver.

Quanto alle grandi escluse, tra le magnifiche dieci, meritano una segnalazione il cult "Il mio nome è Bond. James Bond", presente in tutti i film 007 (ventiduesima). E (dodicesima) la mitica e terribile "Mi piace l'odore del napalm la mattina" di Robert Duvall, in Apocalypse Now.


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giovedì 23 giugno 2005
ore 16:23
(categoria: "Vita Quotidiana")



”Sono meno sola grazie a Ratzinger”
La Fallaci al Wall Street Journal

"Non abbiamo più veri leader dalla fine del 20esimo secolo. Ma mi sento meno sola quando leggo i libri di Ratzinger” . Oriana Fallaci incorona papa Benedetto XVI come l’uomo politico contemporaneo più degno di ammirazione e rispetto. Così la scrittrice e giornalista italiana si confessa la Wall Street Journal. E aggiunge: "Io sono un'atea. E se un ateo e un papa pensano le stesse cose, vuol dire che c'è qualcosa di vero".

La Fallaci poi parla di Europa e Islam: “L'Europa non è più l'Europa, è l'Eurabia, una colonia dell'islam, in cui l'invasione islamica non procede solo in senso fisico, ma anche in senso culturale e mentale", sostiene Oriana Fallaci nel suo bestseller La forza della ragione. E aggiunge: "L'accresciuta presenza di musulmani in Italia, e in Europa, è direttamente proporzionale alla nostra perdita di libertà". Quale potrebbe essere la soluzione?. "Come osa chiedere a me una soluzione?. E' come chiedere a Seneca una soluzione. Sa cosa fece Seneca? Si suicidò". Seneca "sapeva che sarebbe finita in quel modo, con la caduta dell'Impero romano. E non poteva fare niente".
E sempre sul declino della società civile occidentale dice: “Gli studenti non conoscono la storia. Non sanno chi era Churchill. In Italia non sanno neppure chi era Cavour".

Accusata di vilipendio alla religione islamica, Oriana Fallaci rischia il carcere. Motivo per il quale, scrive l'importante quotidiano finanziario statunitense, si è rifugiata a New York. E per questo, inoltre, dobbiamo ringraziare il Primo Emendamento, quello sulla libertà espressione.





(Ratzinger in divisa nazista col cappello da Gioventuù Hitleriana e la divisa aeronautica tedesca)


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giovedì 23 giugno 2005
ore 15:28
(categoria: "Vita Quotidiana")



troppo carino!
(rubato dal bolg di gaiaccia, che ringrazio e spero non se la prenda...)



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mercoledì 22 giugno 2005
ore 19:05
(categoria: "Vita Quotidiana")



Helsinki convoca ambasciatore italiano
dopo le dichiarazioni di Berlusconi

La Finlandia non ha gradito le battute del premier Berlusconi sui retroscena per l'assegnazione dell'Agenzia alimentare europea. E passa subito alle vie diplomatiche. Il ministero degli Esteri Finlandese ha convocato l'ambasciatore italiano ad Helsinki Ugo de Mohr, per "esprimere lo stupore del governo finlandese per le affermazioni del premier italiano Silvio Berlusconi a Parma sulla presidente della Finlandia, Tarja Halonen". E' stata la stessa ambasciata di Helsinki a rendere nota la convocazione alle agenzie di stampa.

La frase che ha scatenato l'incidente diplomatico Silvio Berlusconi l'ha pronunciata ieri durante durante l'insediamento a Parma dell'Agenzia europea per la sicurezza alimentare. "Per ottenere la presidenza italiana - aveva affermato il presidente del Consiglio - ho rispolverato tutte le mie arti da playboy, per utilizzare tutta una serie di sollecitazioni amorevoli nei confronti della signora presidente". La rievocazione della battaglia fatta per promuovere Parma non si era fermata a questo, perché Berlusconi aveva affermato tra l'altro che essendo stato in Finlandia aveva dovuto "sottostare alla dieta finlandese", scoprendo che "non c'era alcuna possibilità di confronto tra il culatello di Parma e la renna affumicata".

Il presidente del consiglio aveva rievocato il percorso che ha portato alla scelta di Parma come sede dell'Agenzia alimentare al posto della Finlandia, come stabilito in un primo momento da Bruxelles. Un esempio di successo, aveva sostenuto Berlusconi, ottenuto con l'ottimismo e un'Europa vicina a cittadini, anziché burocratica ed elitaria. "Quando abbiamo assunto la responsabilità del governo - aveva fatto notare il premier - non c'era nessuno che si sarebbe giocato un soldo sulla possibilità che un'agenzia ormai assegnata alla Finlandia, potesse cambiare indirizzo e venire in Italia". Ma, aveva sottolineato Berlusconi ieri, tutto è andato bene anche grazie alle "amorevoli cure rivolte alla presidentessa"

Ora toccherà inanzitutto al rappresentante a Helsinki ricomporre il dissidio. Ugo Gabriele de Mohr è ambasciatore d'Italia in Finlandia dal febbraio del 2004. Ricopre l'incarico dopo essere stato, tra le altre nomine, nel 1995 Ambasciatore a Maputo.


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