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Chi son? Sono un poeta. Che cosa faccio? Scrivo. E come vivo? Vivo. In povertà mia lieta scialo da gran signore rime ed inni d’amore. Per sogni, per chimere e per castelli in aria l’anima ho milionaria. Talor dal mio forziere ruban tutti i gioielli due ladri: gli occhi belli. V’entrar con voi pur ora ed i miei sogni usati e i bei sogni miei tosto son dileguati. Ma il furto non m’accora, poiché vi ha preso stanza la dolce speranza!
Or che mi conoscete, parlate voi. Chi siete? Via piaccia dir?

Scrivo un diario inutile. senza note, senza parole, senza frasi. Solo pagine vuote, bianche. Riempite dalla fluttuazione del nulla quotidiano. (Alessandro Sebastiano Morandi)
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martedì 28 novembre 2006
ore 10:52 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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I COMMENTI (1)
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martedì 28 novembre 2006
ore 10:15 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Egitto, allarme degli archeologi: "Troppi turisti, chiudiamo Luxor" di ELENA DUSI
ROMA - LEgitto vuole salvare i suoi tesori dal turismo di massa, anche a costo di vietare laccesso ai siti più visitati. "Dobbiamo dimezzare il numero dei visitatori. Dagli attuali 8-10 milioni allanno bisogna arrivare a 4-5 milioni", annuncia dal Cairo Zahi Hawass, larcheologo a capo del Consiglio supremo per le antichità egiziane. Tremila anni di storia vacillano infatti sotto al peso di 10 milioni di turisti. Se necessario, dice Hawass, non si deve esitare a sbarrare i siti più fragili e imporre biglietti-capestro allintera area di Luxor, come già avviene per linterno delle piramidi di Giza, le tombe del faraone Tutankhamon e della regina Nefertari.
Drastiche le misure annunciate da Hawass per il futuro. Presto la maggioranza delle tombe di Luxor e dintorni potranno essere chiuse per salvarle dagli effetti del turismo mordi e fuggi: "Centinaia di visitatori ogni giorno, il fiato, il sudore, per non parlare di chi tocca tutto o usa il flash sfuggendo alla sorveglianza. Tutto questo sta facendo sparire le pitture, la cui brillantezza e definizione si perdono a vista docchio".
La soluzione secondo Hawass - ma non si conosce ancora il parere del ministro del turismo - è puntare ad avere in Egitto la metà dei visitatori, ma disposti a pagare di più. Tutti gli altri, ha annunciato larcheologo egiziano, potranno godere delle meraviglie del regno dei faraoni tramite una ricostruzione virtuale. Pitture a grandezza naturale e un sistema di videoriproduzione laser restituiranno fra breve latmosfera della tomba di Tutankhamon. Successivamente il progetto sarà esteso alle sepolture di Nefertari e Seti I.
Il patrimonio archeologico della Valle del Nilo pone al Cairo seri problemi di conservazione. Tanto che Hawass un paio di settimane fa aveva lanciato il primo allarme. "Fino a oggi il 18 per cento del nostro patrimonio archeologico è andato perso a causa della mancanza di restauri", ha dichiarato al quotidiano al Masry al Yom. "Ci siamo sempre concentrati sullavvio di nuove campagne di scavo e sugli annunci sensazionali delle scoperte. Lasciando al proprio destino i monumenti già famosi".
Resta da vedere se le misure auspicate da Hawass verranno accettate da tutto il governo: il turismo in Egitto è la prima industria del paese, una fonte di reddito di 5 miliardi di euro, alimentata proprio dai pacchetti a basso costo e dai numerosi voli charter. Qualche perplessità in realtà viene sollevata anche dagli esperti. Le idee di Hawass non convincono ad esempio Maria Casini, responsabile della sezione archeologica del Centro culturale italiano al Cairo. "Non credo che aumentare i prezzi dei biglietti sia la soluzione giusta. Tra laltro il paese già si avvale del contributo di moltissimi restauratori stranieri, fra i migliori al mondo. Anche gli italiani sono presenti con decine di progetti".
Intanto, per rimediare alla sovrappopolazione delle aree di Luxor, Karnak, della Valle dei Re e di quella delle Regine, dal 2 dicembre verranno trasferite 3200 famiglie acquartierate fra i monumenti, in quella che i giornali egiziani hanno definito "la più grande migrazione organizzata dalla costruzione della Grande Diga". Gli abitanti che ora vivono tra centinaia di sepolture delletà faraonica, saranno trasferiti a una decina di chilometri di distanza, nel villaggio di Qurna al Gadida, la "nuova Qurna".
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lunedì 27 novembre 2006
ore 22:02 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Narciso parole di burro nascondono proverbiale egoismo nelle intenzioni Narciso sublime apparenza ricoprimi di eleganti premure e sontuosità ispirami.
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lunedì 27 novembre 2006
ore 19:06 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Donne in lotta contro l’Aids in mostra gli scatti di Testino
ROMA - Donne con l’Aids, unite nella battaglia quotidiana per sconfiggere il virus. Il fotografo Mario Testino dedica a loro la mostra Women to Women, aperta fino al 3 dicembre al centro culturale Cappella Orsini, a Roma.
E’ quella femminile oggi la categoria più a rischio di contrarre l’infezione. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, il gruppo più vulnerabile è proprio quello delle donne fra i 20 e i 45 anni, eterosessuali, presso cui si è registrato un aumento esponenziale del contagio.
Il fotografo peruviano ha ritratto giovani donne, soprattutto africane, ma anche europee e americane, che hanno contratto il virus dell’hiv e che ora stanno combattendo per sconfiggerlo.
"Venti anni fa un mio amico è morto di Aids. Mi ricordo che fui sconvolto da come la malattia aveva attaccato il suo corpo. In alcune parti del corpo le medicine riuscivano ad agire, in altre era un fallimento ed era necessario ricominciare con un nuovo trattamento. Ho continuato a informarmi sulla devastazione di questa epidemia", racconta Testino. "Le ultime statistiche dicono che 600 persone si infettano di hiv ogni ora. Come potrei non sentirmi coinvolto da un problema simile?"
La mostra fa parte di una più ampia rassegna dal titolo "Hiv e arte contemporanea", composta da 60 opere di artisti di tutto il mondo, che hanno dato una loro rappresentazione della malattia. E si inserisce nel progetto "Hiv info pass", che ha lo scopo di creare una maggiore sensibilizzazione e informazione sul virus, di cui oggi soffrono, secondo gli ultimi dati appena diffusi dalle Nazioni Unite, almeno 40 milioni di persone nel mondo.
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lunedì 27 novembre 2006
ore 16:01 (categoria:
"Vita Quotidiana")
La scuola dei dispersi e dei bocciati: l’istruzione perde 130mila studenti di SALVO INTRAVAIA
Oltre 100 mila alunni abbandonano i banchi ad anno scolastico iniziato e 300 mila ragazzi rimediano una sonora bocciatura a giugno. Sono questi, in sintesi, i numeri della cosiddetta dispersione scolastica in Italia. Il ministero della Pubblica istruzione per la prima volta ha reso noto un quadro abbastanza completo sull’insuccesso scolastico. Lo ha fatto attraverso un’indagine campionaria sugli esiti dell’anno appena concluso (il 2005/2006) che ha il merito di fornire, oltre ai già noti tassi di bocciatura, anche le percentuali dei ritirati, il nocciolo duro della cosiddetta ’dispersione scolastica’.
"Per approfondire il tema della dispersione scolastica e descriverne le dinamiche evolutive il ministero della Pubblica istruzione ha condotto un’indagine campionaria sugli esiti degli scrutini nelle scuole secondarie di primo e secondo grado statali e non statali paritarie su tutto il territorio nazionale". Lo studio illustra la dispersione attraverso semplici percentuali che tradotte in numeri danno un’idea abbastanza precisa del fenomeno su cui il ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, si è soffermato più volte in questi primi sei mesi di legislatura.
La dispersione. Oggi, gli esperti preferiscono parlare di insuccesso scolastico. Si tratta di un fenomeno dagli elevati costi economici e sociali come ha avuto modo di dire recentemente il Commissario europeo per l’istruzione, la formazione, la cultura e il multilinguismo, Jan Figel: "Se dimentichiamo la dimensione sociale dell’istruzione e della formazione, rischiamo di incorrere in seguito in notevoli spese riparative". Rientrano nella contabilità dei ’dispersi’ i bocciati, coloro che abbandonano le aule scolastiche a metà anno e i cosiddetti evasori, coloro che pur essendo in età scolare (in alcuni casi addirittura in obbligo scolastico) non si sono mai iscritti a scuola o non hanno frequentato neppure un giorno di lezione.
Nella statistica ministeriale è l’unica voce che manca all’appello. Nel computo dell’insuccesso scolastico, al superiore, rientrano anche gli ex rimandati, ora promossi con debito.
I dati. Secondo l’indagine effettuata su un campione di 2.305 scuole italiane (1.279 scuole medie e 1.026 superiori), nell’anno scolastico 2005/2006, 7 ragazzini della media su mille hanno preferito abbandonare gli studi a metà anno e il 3 per cento non è riuscito ad ottenere la promozione. Ma la lettura del successo scolastico, alla media, passa anche attraverso l’esito dell’esame finale. Il 63 per cento è stato promosso con votazioni medio-basse e addirittura uno su tre (il 37 per cento) col minimo: ’sufficiente’. La situazione peggiora al superiore dove i ’non ammessi’ (i bocciati) schizzano all’11,6 per cento e i ritirati al 4,2.
Enorme anche il numero di studenti che se ci fossero ancora gli esami di riparazione a settembre dovrebbe ancora conquistarsi la promozione all’anno successivo. Il 42,1 per cento dei ragazzi dei primo quattro anni è promossa con debito. Si tratta di percentuali che tradotte in numeri portano a oltre 100 mila ritirati (12 mila alla media e 90 mila al superiore) e 300 mila bocciati: 51 mila alla media e 250 mila al superiore. Quasi un milione i ragazzi del superiore ’promossi con debito’. Ma quali sono gli scogli più difficili da superare? Alla scuola media è il secondo anno il più ostico da affrontare e al superiore il primo. In Italia, sono le regioni del Sud, con in testa le Isole, a fare registrare i livelli più alti di dispersione.
I dati confermano anche la maggiore bravura delle ragazze nei confronti dei compagni di sesso maschile. Ma anche la dimensione della scuola ha la sua importanza: alla media, il numero di bocciati e ritirati aumentano al crescere del numero di alunni che frequentano la scuola. Al superiore sono i ragazzi dei licei i più bravi, con meno bocciati e ’pochì promossi con debito. Dall’indagine condotta da viale Trastevere fanno un figurone gli istituti privati. Mediamente per le medie e superiori paritarie si registrano tassi di bocciatura e di abbandono pari alla metà dei corrispondenti valori delle scuole statali. Prof più bravi e più accondiscendenti?
I costi. Se un ragazzo si ritira al terzo anno del superiore brucia oltre 15 mila euro. Costo che per ogni bocciatura cala a circa 5.100 euro. A conti fatti la dispersione scolastica costa al sistema Paese qualcosa come 3,5 miliardi di euro l’anno. Una cifra che, da sola, sfiora il 10 per cento dell’intero bilancio del ministero della Pubblica istruzione.
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lunedì 27 novembre 2006
ore 12:22 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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lunedì 27 novembre 2006
ore 11:24 (categoria:
"Vita Quotidiana")
A Mosca apre ristorante "al buio" Anche i camerieri sono non vedenti
Bandite rigorosamente le distrazioni visive, solo il gusto deve essere lunico metro di giudizio. Sono queste le regole base del "Dans le noir", Al buio appunto, il nuovo ristorante a luci rigorosamente spente per palati coraggiosi che ha aperto i battenti a Mosca. Unaltra curiosità del locale è che i camerieri sono tutti non vedenti. E per far star tranquilli i clienti il direttore assicura: "Le stoviglie sono infrangibili".
"Mangiare nel buio totale è unesperienza del tutto diversa: il senso del gusto può giocare strani scherzi, alcuni non riescono a distinguere la carne dal pesce", spiega il direttore Iuri Radkoviets nel web-site del locale. I clienti hanno solo un momento di luce, allingresso, per consultare il menù, scegliere il pasto e venire istruiti sulle regole del nutrirsi nelloscurità. Devono abbandonare qualunque effetto personale, in primo luogo telefonini e sigarette, per non subire distrazioni. Poi vengono accompagnati ai tavoli per mano da camerieri non vedenti, passando attraverso un corridoio in penombra per abituarsi gradualmente al buio totale.
Per il personale non è difficile orientarsi: e per gli ospiti, piatti e bicchieri sono infrangibili, a scanso di problemi. La sala da pranzo è in grado di ospitare fino a cinquanta persone, e il pasto dura circa unora e mezzo. Poi i clienti vengono accompagnati in un bar illuminato, dove si scambiano le impressioni. Fra le opzioni disponibili cè anche un menu a sorpresa: che lascia, a chi lo richiede, parecchi dubbi su cosa abbia mangiato.
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lunedì 27 novembre 2006
ore 10:27 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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domenica 26 novembre 2006
ore 22:20 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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domenica 26 novembre 2006
ore 21:09 (categoria:
"Vita Quotidiana")
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