
ely6_it, 34 anni
spritzina di Padova
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STO LEGGENDO
- Fabio Volo
Un posto nel mondo
Mondadori
Bello ma non eccezionale come altri da lui scritti
- Tutto in una notte
Mondadori
PESSIMO,da adolscenti. Decisamente meglio Tre metri sopra il cielo and Co.
- Muriel Barbery
L’eleganza del riccio
E/O (collana Dal mondo)
Stupendo excursus di pensieri. Da leggere tutto d’un fiato ricordando le ore di filosofia al liceo
- Fabio Volo
Il giorno in più
Mondadori
Incredibile, sembra di essere realmente a NY (e chi ci è stato concorderà di sucuro con me), fantasticamente romanico, reale, coinvolgente, ironico.
- Curtis Sittenfeld
Prep
Bur
Vita di un’adoloscente in collegio tra ambiguità sessuali e primi amori.
Libro non adatto ad adolescenti ma troppo banale per adulti.
- Marilù Manzini
Il quaderno nero dell’amore
BUR
Credevo molto più sensuale e maturo. Bocciato
- Palmese Massimiliano
L’amante proibita
Editore Newton & Compton
Finalista al premio strega 2007...mi aspettavo decisamente qualcosa di più
- Fabio Volo
E’ una vita che ti aspetto
Oscar Mondadori
Si conferma un grande! Ironico, moderno e soprattutto reale, mai banale anche nel raccontare senza timidezze cio’ che ogni ragazzo pensa e vive. Le belle frasi ci sono e nella loro semplicità sbucano inattese dalle pagine del libro.
Unica nota dolente...la punteggiatura...molto dannunziana
- Moccia Federico
Scusa ma ti chiamo amore
Rizzoli
Che dire sempre e solo unico nella narrazione, anzi aggiungerei che le frasi in questo ultimo lavoro son molto più belle e meno banali come le immagini dei diversi rapporti e le loro sfaccettature. Insomma, PROMOSSO APPIENO
- Umberto Contarello
Una questione di cuore
Feltrinelli
Deludente
- Erri De Luca
Non ora, non qui
Feltrinelli
Molto bello ma alquanto impegnativo
- a cura di John Beer
La classe fa la ola mentre spiego
Rizzoli
Che figuraccie che ho fatto mentre leggevo questo libro aspettando dal dottore o l’autobus. Esilarante è dir troppo poco: ridevo a crepapelle da sola...e la gente vicino a me mi guardava allibita.
Insomma, volete ridere?Volete scoprire pers con una fervida fantasia irriverente? LEGGETELO!
- Banana Yoshimoto
Ricordi di un vicolo cieco
I Canguri - Feltrinelli
- Manuel Vàzquez Montalbàn
Tre storie d’amore
Feltrinelli
...non un gran che
- Federico Moccia
Ho voglia di te
Feltrinelli
FINITO!!!!molto bello come del resto"3 metri sopra il cielo"
- Banana Yoshimoto
L’abito di piume, Feltrinelli - I Canguri
HO VISTO
le stelle
STO ASCOLTANDO
di tutto un po’ alla radio, jazz, lirica...
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
sportivo...SEMPRE
ORA VORREI TANTO...
ora...sempre...un viaggio
STO STUDIANDO...
bilancio sociale....ma ora ho FINITO!!!!!!!!,,,,,,,,,,,,,,,,
OGGI IL MIO UMORE E'...
?????????
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
Nessuna scelta effettuata
MERAVIGLIE
1) Sognare durante la notte una persona e scoprire al risveglio che ti ha mandato un sms
2) quando senti qualcuno che ti arriva da dietro e ti abbraccia..e d'un tratto provi la sensazione che non può succederti nulla di male e che non c'è altro posto al mondo dove vorresti essere se non nello spazio di quell'abbraccio....
3) Le castagne appena cotte.. un caminetto, una bella boccia di vino rosso e una persona speciale accanto..
Ciao!
Non ho sinceramente idea di che cosa scriverò nel mio blog. Per ora cosa certa è che non scriverò in maniera sistematica tutti i giorni.
Ho sempre ritenuto che chi avesse un blog in internet in fondo nasconde una punta di egocentrismo e vanità, soprattutto se lo utilizza come un diario vero e proprio. Beh non aspettatevi nulla di simile da me

!
Adoro la montagna (sciare in particolare... sto cercando persone per andare a sciare insieme quest’inverno), il cinema, l’arte, leggere, ballare e la musica (ascolto moltissima radio).
Sport: sci, pallavolo, roller, corsa - perchè si deve

, nuoto... insomma lo sport in generale
Odio: il mare, l’ipocrisia, la falsità, le pers che non si ricordano le cose che dico ma che pretendono che tu ti ricordi dei fatti loro, le cose non dette e pulire la casa.
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giovedì 24 maggio 2007 - ore 16:14
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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martedì 22 maggio 2007 - ore 18:54
(categoria: " Vita Quotidiana ")
NA’ PALLA DI FILM Fabio Ferzetti (Il Messaggero)
Da oggi anche sugli schermi italiani Zodiac di David Fincher, il regista di Seven, che qui svela la fonte primaria di ispirazione di quell’horror-thriller quasi insostenibile per la sua minuziosa efferatezza, ma ne rovescia anche l’estetica e i presupposti. Rievocando il serial killer che terrorizzò la zona di San Francisco fra gli anni 60 e 70, il californiano Fincher torna infatti alle angosce della sua infanzia, ma non potendo trovare un senso, una logica, un colpevole sicuro, moltiplica le piste e non ne chiude nessuna.
Più che al killer e ai suoi delitti infatti Zodiac si interessa agli uomini che gli diedero la caccia per anni, un poliziotto, un giornalista del San Francisco Chronicle e il vignettista dello stesso giornale, quello con più fiuto paradossalmente, arrivando a sfiorarlo senza mai riuscire a beccarlo. [...] »
Maurizio Cabona (Il Giornale)
Primo film hollywoodiano in concorso al Festival di Cannes, Zodiac di David Fincher è da oggi anche nelle sale italiane. Lungo (oltre due ore e mezza) e insolito, evita i luoghi comuni fincheriani e il lieto fine. L’assassino seriale naturalmente c’è ed è realmente esistito; manipola polizia e stampa, ma i luoghi comuni - in parte accolti, in parte ideati da Se7en, il film più noto di Fincher - mancano. Affiora piuttosto l’eco dell’unico altro suo film da festival: Fight Club (Mostra di Venezia, 1999). Zodiac presenta San Francisco e dintorni fra 1969 e decennio Settanta con una certa freddezza di colori e anche di affetti. Nessuna nostalgia per l’epoca degli hippies, anche se il personaggio di Robert Downey jr. [...] »
Valerio Caprara (Il Mattino)
«Zodiac» uscito oggi nelle sale italiane ha monopolizzato il cartellone di ieri: stranamente in concorso, il film di David Fincher ha purtroppo rispettato solo in minima parte le attese. Per entrare subito nel merito si può dire che si tratta di un thriller quantomeno spiazzante, diretto e recitato al meglio eppure penalizzato da difetti gravi di per sé e gravissimi per uno dei generi cinematografici più popolari e competitivi. Nonostante lo sfarzo, l’imponenza e la raffinatezza da kolossal d’autore, Zodiac ha il coraggio o la temerarietà di debordare nella durata (oltre due ore e mezza), estenuarsi in un inestricabile labirinto di contrappunti ed episodi accessori ed esaurirsi in un finale che ricompone per lo spettatore un puzzle complicatissimo a cui mancano uno scatto emotivo e una ragione narrativa all’altezza delle spropositate ambizioni. [...] »
Mariarosa Mancuso (Il Foglio)
Il più imprendibile dei serial killer era vanitosissimo: "Quando gireranno un film su di me, chi farà la mia parte?". Lo chiese in una delle lettere – a firma Zodiac – spedite alla polizia di San Francisco. Alcune erano crittografate, altre no. In tutte, l’omicida misterioso si accusava di crimini commessi da poco oppure mai risolti, delirava annunciando che sarebbe andato in paradiso (con le sue vittime a fargli da schiavi), minacciava di far saltare uno scuolabus. In tempi meno mediaticamente avvertiti dei nostri – lo squartatore californiano cominciò a terrorizzare le coppiette nel 1969 – mandò una lettera, con brandello di camicia insanguinata, anche a Melvin Belli, celebre avvocato attaccabrighe (e famoso per una parte in "Star Trek"). [...] »
Lietta Tornabuoni (La Stampa)
L’epica della frustrazione, un caso irrisolto, una sedia vuota, una sconfitta lunga decenni, un mistero mai svelato: insomma, un anti-Seven. David Fincher aveva giurato a se stesso (e imposto al proprio agente) di non dirigere mai più film con serial killer. Zodiac, in concorso a Cannes e in contemporanea uscita nei cinema italiani, racconta appunto di un serial killer anche enigmista e cinefilo. Ma se Seven, il film più famoso e terribile del regista (ah, quella scatola contenente una testa tagliata...) era furioso, appassionato, caldo, Zodiac (il nome pare una marca di motoscafi d’alto mare o di lampadine) è ordinato, pacato, burocratico. Si capisce: è una storia vera.
La storia di un uomo che cominciò a uccidere nel 1968 a San Francisco attribuendosi poi 24 vittime (la polizia ne accertò 5). [...] »
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domenica 20 maggio 2007 - ore 14:24
Campioni dItalia
(categoria: " Sport ")






LA GIOIA DELLA SQUADRA: FARINA, TENCATI, CISOLLA
(18 Mag., h 12.00) Anche la squadra si abbandona alla gioia sfrenata. "Non mi capita di vincere il titolo di Mvp mai nemmeno in una semplice partita di campionato - le parole del libero trevigiano Farina - pensa se speravo di vincerlo in una finale scudetto. Sono molto soddisfatto, il nostro è un ruolo difficile, che ti lascia spesso in ombra. Stasera però siamo stati perfetti tutti, forse la più bella partita che abbiamo mai fatto, non abbiamo sbagliato quasi nulla quello che ci voleva per chiudere questo grande ciclo fatto da una squadra e da uno staff unici."
Strappa lacrime le parole di Luca Tencati: "E’ stata una grandissima vittoria, fantastica. Per me poi è speciale. Mi sento di dover ringraziare questo gruppo, la società dei compagni stupendi che mi hanno dato tanto. Questi 6 anni per me resteranno indimenticabili."
Cisolla decanta le lodi della sua Treviso. "Abbiamo superato tutto, infortuni, chiacchiere. Abbiamo vinto una coppa Italia senza perdere un set, adesso uno scudetto senza perdere una partita, che volete di più?"
GILBERTO BENETTON: “QUESTI SONO RAGAZZI MERAVIGLIOSI. IL CICLO NON E’ FINITO”
(18 Mag., h 10.17) Incredibile la festa orogranata, scorrono birra e champagne a fiumi assul cammpo e negli spogliatoi. Tutti sono ebbri di gioia.
"Quattro tricolori negli ultimi cinque anni - esclama Gilberto Benetton - io credo che il nostro ciclo non sia finito, anche se cambierà qualcosa l’ossatura resterà, sono atleti ancora giovani. E’ stata una partita che definire entusiasmante è poco, direi perfetta: ognuno ha dato il meglio di se stesso, sono dei ragazzi meravigliosi. Ora voglio pensare solo a questo scudetto, programmato, voluto, meritato: questa Sisley, che continuo a definire perfetta, ha impedito a Piacenza di esprimersi, li abbiamo sopraffatti. E credo che un giocatore migliore dell’altro non ci sia. Bagnoli mi ha detto che gli pareva di volare, di assistere a qualcosa di meraviglioso. Quest’anno abbiamo vinto anche la Coppa Italia e la Supercoppa, abbiamo vinto quasi tutto".
Il presidente Giorgio Buzzavo: "Bravi questi ragazzi, brava la Sisley, grande vittoria di una squadra costruita cinque anni fa. Devo sottlineare la grandezza di questo gruppo e del suo spirito inimitabile in questi anni".
Nessuno si aspettava una superiorità così schiacciante. "E’ vero. Avevamo tanta paura della loro reazione, con Da Re e Bagnoli avevamo parlato molto di questa garatre. Però eravamo anche sicuri che questi giocatori avrebbero voluto dare un segno finale, lo sapevano ed erano superconcentrati: forse è finito un ciclo e vorremmo riaprirne un altro".
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lunedì 14 maggio 2007 - ore 22:36
Domenica
(categoria: " Viaggi ")






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lunedì 14 maggio 2007 - ore 13:29
REALIZZATO UN SOGNO...DESIDERATO PER 14 ANNI
(categoria: " Sport ")
IO con...SAMUELE PAPI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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lunedì 14 maggio 2007 - ore 13:16
Io c’ero!!!!
(categoria: " Sport ")
SISLEY, COLPACCIO A PIACENZA (2-3) ED IPOTECA TRICOLORE



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(Dom.20 Mag., h 22.40) Dopo il 3-1 del Palaverde la Sisley volley conquista anche gara-2 di finale battendo per 3-2 la Copra Berni Piacenza. Giovedì gli orogranata davanti al pubblico amico potrebbero chiudere il conto e aggiudicarsi lo scudetto. Gli orogranata devono inseguire nel primo set (18-15) ma con Cisolla (suo l’ace del 20-20) e i decisivi muri di Tencati (23-25) si porta in vantaggio. La riscossa piacentina si concretizza in un secondo parziale che la Sisley infarcisce di errori consentendo l’allungo della Copra (13-8) con Simeonov a spadroneggiare (21-15) e ad impattare la situazione (25-16). Grande equilibrio nel terzo set con gli orogranata ad aggiudicarsi il set ai vantaggi (25-27) con protagonista assoluto Alessandro Fei che firma l’ace che vale il 2-1. Piacenza però reagisce e nel successivo parziale scava subito un importante strappo sul 14-9, la Sisley prova a rientrare con i colpi di un tonico Kral (19-18) ma deve cedere nel finale (25-20). Al tie break la Sisley va 8-4, la Copra prova la rimonta ma gli orogranata con Cisolla sigillano il 15-10 che vale il 2-0 nella serie di finale. Questa la cronaca dell’incontro.
PRIMO SET- Partita che tarda ad accendersi: il primo acuto si concretizza dopo il secondo time out tecnico con la Copra Berni capace di allungare sul 18-15. Un gap che la Sisley ricucisce grazie a Gustavo (19-18) e a Papi (20-19), prima dell’ace di Cisolla (20-20). Lo sprint finale sul 22-22 comicia con la stafilata di Simeonov (23-22) a cui replica Papi (23-23). Tencati mura Simeonov (23-24) poi Marschall (23-25) chiudendo la pratica del primo set.
SECONDO SET- La Copra va 13-8 approfittando di un paio di errori dei trevigiani: la Sisley volley cerca di scavare il controbreak ma la battuta poco incisiva degli orogranata consente a Piacenza di gestire il vantaggio (19-14). Zlatanov pone la definitiva ipoteca sul set mettendo a terra il pallone del 21-15; Piacenza si aggiudica così il set per 25-16.
TERZO SET- La Copra parte con il piede giusto anche in questo terzo parziale (5-1) ma gli orogranata riacciuffano Piacenza sul 10-9 con ace di Tencati. Sorretta da Zlatanov la formazione di Pupo Dall’Olio va al time out sul 16-14; con il muro di Tencati la Sisley torna in parità (16-16). Cisolla completa la rimonta orogranata con l’ace del 19-20: la parte finale del set è in volata. Sul 22-23 la staffilata di Marshall e il muro su Fei del cubano ribalta la situazione (24-23) a favore della Copra prima del pareggio di Cisolla (24-24). Fei mura Marshall (24-25) ma è lo stesso giocatore piacentino ad impattare la situazione (25-25). Fei segna l’ace del 25-27 che decide il parziale.
QUARTO SET- Dal 6-6 firmato a muro da Tencati, Piacenza trova un break di 3-0 (9-6) che le da coraggio per l’allungo sul +5 (14-9) grazie al solito Simeonov. La Sisley però resta in scia: con Cisolla si riporta sul -2 (18-16) e con Kral sul -1 (19-18). La Copra nel finale trova un break importante (22-18) capitalizzando qualche errore di troppo dei trevigiani. Piacenza porta la Sisley al tie-break aggiudicandosi il parziale per 25-20.
TIE BREAK- Papi porta i suoi sul 2-0, Fei conserva il vantaggio (4-2) e un errore di Zlatanov da alla Sisley volley il 5-2. Gustavo ipoteca la vittoria con l’attacco dell’8-4. Piacenza prova a rientrare ma gli orogranata non si scompongono: Cisolla come un falco mette il punto del definitivo 15-10.
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sabato 12 maggio 2007 - ore 22:35
Le mie parole
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Stavo guardando lultima puntata di ItaloFrancese con il mitico Fabio Volo - ok, okforse esagero lo so...ma, il ragazzo...per me cha fascino

- e come ospite cera Pacifico. Volo lo ha pregato di cantare questa sua canzone per me bellissima.
Le Mie Parole - testo di Pacifico
Le mie parole sono sassi
precisi aguzzi pronti da scagliare
su facce vulnerabili e indifese
sono nuvole sospese
gonfie di sottointesi
che accendono negli occhi infinite attese
sono gocce preziose indimenticate
Sono lampi dentro a un pozzo, cupo e abbandonato
un viso sordo e muto che lamore ha illuminato
sono foglie cadute
promesse dovute
che il tempo ti perdoni per averle pronunciate
sono note stonate
sul foglio capitate per sbaglio
tracciate e poi dimenticate
le parole che ho detto, oppure ho creduto di dire
lo ammetto
strette tra i denti
passate, ricorrenti
inaspettate, sentite o sognate...
Le mie parole son capriole
palle di neve al sole
razzi incandescenti prima di scoppiare
sono giocattoli e zanzare, sabbia da ammucchiare
piccoli divieti a cui disobbedire
sono andate a dormire sorprese da un dolore profondo
che non mi riesce di spiegare
fanno come gli pare
si perdono al buio per poi ritornare
Sono notti interminate, scoppi di risate
facce sopraesposte per il troppo sole
sono questo le parole
dolci o rancorose
piene di rispetto oppure indecorose
Sono mio padre e mia madre
un bacio a testa prima del sonno
un altro prima di partire
le parole che ho detto e chissà quante ancora devono venire...
strette tra i denti
risparmiano i presenti
immaginate, sentite o sognate
spade, fendenti
al buio sospirate, perdonate
da un palmo soffiate.
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giovedì 10 maggio 2007 - ore 20:59
I centochiodi - E. Olmi
(categoria: " Cinema ")
Giacomo Vallati (Avvenire)
Piantare un chiodo. Ovvero: «Rifiutare i modelli imposti, fare una scelta di campo e lasciarci alle spalle tutto ciò che ci soffoca e ci opprime». In una parola: dire basta. Con il suo scorrere solenne e indifferente, l’aria sospesa fra gli argini immensi, il Grande Fiume sembra il luogo meno adatto alle scelte drastiche. E invece è proprio qui, sugli argini del Po, nella piatta e luminosa campagna mantovana, che Ermanno Olmi è venuto a «piantare il chiodo». O, meglio, a farlo piantare al protagonista del suo nuovo film (intitolato appunto Cento chiodi), agli ultimi giorni di riprese. «Un professore universitario, bello, ricco e di successo - racconta Olmi - un bel giorno sente di non essere appagato». [...] »
Lietta Tornabuoni (La Stampa)
«Tutti i libri del mondo non valgono un caffè, una carezza». «Le religioni non hanno mai salvato il mondo». «Nel giorno del Giudizio, sarà Dio a dover rendere conto della sofferenza degli uomini». Magari sono queste idee ad aver bloccato a lungo Centochiodi di Ermanno Olmi, ad aver fatto sì che RAICinema rifiutasse il film a Festival, e neppure lo facesse vedere a chi chiedeva di vederlo. E’ un film bellissimo. Olmi ha annunciato che a 76 anni, dopo aver diretto tanti lungometraggi, dopo quasi cinquant’anni di lavoro, non dirigerà più cinema narrativo. Questa è l’ultima volta. Farà documentari, regìe teatrali, ritratti, altro. Oppure farà nulla. O cambierà idea, speriamo.
Centochiodi è comunque un film d’addio, condensa il pensiero del regista, le cose da lui sempre amate. [...] »
Roberto Nepoti (La Repubblica)
Dopo aver trafitto con grossi chiodi i preziosi manoscritti di una biblioteca universitaria, un giovane professore di filosofia dell’università di Bologna fa perdere le proprie tracce; poi si nasconde in un rudere lungo l’argine del Po. Dato alle fiamme il trattato che gli ambienti accademici attendevano da lui, l’uomo (che per tutto il film resterà innominato) intreccia nuovi rapporti con gli abitanti del posto: una piccola fornaia che se se innamora, un postino, i componenti di un insediamento abusivo, gente semplice e benevola per la quale il tempo s’è fermato. Quando la "civiltà" si fa viva è per turbare la quiete, portando le ruspe e chiedendo conto dell’operato del professore.
Ermanno Olmi ha annunciato che Centochiodi sarà la sua ultima opera narrativa; poi, tornerà ai documentari con cui iniziò l’attività registica. [...] »
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giovedì 10 maggio 2007 - ore 20:55
The Good Shepherd
(categoria: " Cinema ")
All’entrata della CIA c’è scolpito un verso biblico: “E tu saprai la verità, e la verità ti renderà libero”. In realtà chi entra di lì non solo non saprà mai la verità, ma passerà la sua vita ad inventare false verità da far credere ai nemici. Nella vita della contro-spia tutto è così pieno di segreti, intrighi, indizi e cospirazioni. Ogni cosa è calata all’interno di una stanza di specchi e analizzata al microscopio. Realtà e menzogna si riflettono nello stesso specchio fino a confondersi. E così la storia di Edward Wilson, e di pari passo quella della CIA, diventa soprattutto la personificazione narrativa della paranoia.
Giuseppina Manin (Il Corriere della Sera)
[12/02/2007] In inglese Cia non ha articolo. Esattamente come Dio. E’ una delle incrollabili certezze inculcate a chi ha accettato di fare il lavoro sporco della spia in nome della patria. E’ la fede impressa da The Good Shepherd (Il buon pastore) alle sue feroci pecorelle, allevate nella religione della segretezza e del sospetto. Robert De Niro racconta la Cia. A 64 anni, il più mitico degli attori di Hollywood passa per la seconda volta dietro la cinepresa (la prima fu per Bronx) per girare un film lungo quasi tre ore, ieri in gara alla Berlinale, accolto con applausi, sulle imprese della Central Intelligence Agency dagli anni in cui l’ Office of Strategic Service operava nella Seconda guerra mondiale, fino alla mancata invasione di Cuba voluta da Kennedy e la sconfitta della Baia dei Porci. [...] »
Paolo Mereghetti (Il Corriere della Sera)
Forse i grandi film nascono per prima cosa dalla scelta di un punto di vista preciso, dall’ adesione, sentimentale più che razionale, con un personaggio, con una storia, con una scelta di campo. E forse i film non riusciti vengono proprio da lì, dalla mancanza di coraggio nell’ assumere un punto di vista, dalla voglia di dire troppo o troppo poco. Dalla paura di prendere una posizione precisa. Con The Good Shepherd (letteralmente, e ironicamente: il buon pastore), a cui la distribuzione ha aggiunto come sottotitolo italiano L’ ombra del potere, Robert De Niro finisce per confondere l’ ambiguità del tema con l’ ambiguità del punto di vista e la scelta del sottotono e dell’ anonimato che le spie devono spesso adottare diventa una scivolosa scelta estetica e narrativa. [...] »
Lorenzo Buccella (L’Unità)
[12/02/2007] La faccia è l’unica cosa che non cambia mai. Bloccata nell’espressione rigida da camicia inamidata, con tanto di riga a schiacciargli i capelli su un lato e occhiali dalla montatura solida e secchioncella. Eppure, dietro quella maschera pulita, tenuta in fronte per tutto l’arco del film da un Matt Damon impassibile, passano via i vent’anni più carsici della storia americana. Passo a passo, nel suo organigramma occulto di poteri che si dispiega dalle confraternite segrete «Skull and bones» (ne hanno fatto parte anche i due presidenti Bush) partorite nell’utero ricco dell’università di Yale, scivolando poi, quasi per filiazione diretta, nei servizi strategici della seconda guerra mondiale giù giù fino all’apertura di quell’ombrello planetario di intrighi che si ha con la nascita e il consolidamento della CIA. [...] »
Mariarosa Mancuso (Il Foglio)
Mettiamo il caso che il sole si stia spegnendo. Mettiamo il caso che i terrestri mandino lassù un’astronave per riaccenderlo (dentro ha una riserva di idrogeno, basta un fiammiferone o un accendino). Mettiamo il caso che il fiammiferone sia una bomba termonucleare grande come Manhattan, con otto uomini appollaiati sopra. Mettiamo il caso che per il viaggio siano necessari sedici mesi, sufficienti a scatenare la follia nel più equilibrato degli umani. Chiamereste la navicella Icarus? Anzi, da recidivi, Icarus II? (La prima Icarus fallì un’analoga missione). Nessuno sano di mente lo farebbe, neppure in un lontano futuro senza liceo classico (è infatti verosimile che i miti greci siano stati tenuti in vita dalle serie televisive: abbiamo avuto "Star Trek", abbiamo "Xena", nata dalla costola di un altro telefilm intitolato "Hercules", qualcosa capiterà, da qui al 2057). [...] »
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lunedì 7 maggio 2007 - ore 11:14
domenica 29 - Le nozze di Figaro
(categoria: " Fotografia e arte.. ")
Da La folle journée ou le mariage de Figaro, commedia in cinque atti di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais fu tratto il capolavoro Le nozze di Figaro di Mozart, con libretto di Lorenzo Da Ponte. Scritta nel 1778 e rappresentata per la prima volta nel 1784, è lapice massimo del teatro francese dopo Molière ed è il primo grande vaudeville della storia del teatro mondiale. Ma è anche lultimo grande capolavoro scritto prima della rivoluzione del 1789; rivoluzione che nei meandri della storia di Figaro è già segretamente annunciata. Si dice addirittura che Napoleone avesse definito questa deliziosa e irriverente commedia "la rivoluzione francese già in azione". Accolta al debutto da un successo senza eguali, fu rappresentata per cento sere consecutive, non senza accese polemiche. Nella trama si intrecciano nuovi e vecchi amori e una serie intricata di equivoci, ma la continua schermaglia tra Figaro e il conte di Almaviva pone laccento su un non celato antagonismo sociale. Certamente una delle più complesse e vivaci commedie del teatro francese, Le nozze di Figaro è un testo ideale per le qualità istrioniche di Tullio Solenghi.
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