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mercoledì 18 giugno 2008
ore 17:56 (categoria:
"Vita Quotidiana")

io non gliela restituisco piu a mio
fratello, ha solo da farsene unaltra

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I COMMENTI (4)
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mercoledì 18 giugno 2008
ore 15:46 (categoria:
"Vita Quotidiana")

TROPPO CORTI?
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I COMMENTI (10)
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mercoledì 18 giugno 2008
ore 14:55 (categoria:
"Vita Quotidiana")
BETULLA
Alta, elegantissima, diritta, sempre perfetta nel suo abito bianco, la betulla è la regina del bosco. Riservata, ma conscia della sua bellezza, si fa desiderare e non concede facilmente le sue grazie. Non appartiene a quella categoria di donne che visibilmente ti fanno capire la loro disponibilità. Il suo desiderio, la sua scelta, i suoi gusti, li devi intuire dallimpercettibile movenza delle fronde. E nemmeno allora sei sicuro che ti abbia detto sì. Sa di essere la protagonista del bosco e questo la rende un po superba e vanitosa. Come tutte le donne, dietro unapparente fragilità nasconde una tenacia, una forza di volontà e una resistenza insospettabili. E capace di sopportare pesi immani. Le grandi fatiche della vita che spezzano alberi alla vista ben più robusti non la piegano neppure. Anzi gli sforzi la fortificano e, una volta assorbiti, ne esce ancora più resistente. Le donne betulla, alte, eleganti, con un certo che di malizioso negli occhi, non si muovono mai a scatti. La natura della betulla e leducazione ricevuta le conferiscono sempre un pacato autocontrollo. -m.corona-
ADORO I BOSCHI DI BETULLE...
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mercoledì 18 giugno 2008
ore 13:19 (categoria:
"Vita Quotidiana")
ancora un desiderio...
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I COMMENTI (3)
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martedì 17 giugno 2008
ore 20:35 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Con spiraliforme danza, la sua storia si dispiega. Come un velo tenue di candore che scivola dalla veste tutto discopre, ella si illumina e viene alla luce. Ella è del labirinto signora. Vieni, e ascoltane la vicenda.
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martedì 17 giugno 2008
ore 17:03 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Quore eh col peso di un amore pieno di di odio e di dolore Quore eh pieno di sangue quore eh che batte nel terrore Quore è lalallà Quore che dirige il nostro fare quore eh trafitto da un bagliore Quore eh al centro di ogni male quore che si spegne su di te Quore a te quore a me...
Ah! Il mio cuore per te Ah! Il mio quore non va... Ah! Il mio cuore per te Ah! Il mio quore non va... Ah! Il mio cuore per te Ah! Il mio quore non va... Ah! Il mio cuore per te Ah! Il mio
Quore eh col peso di un amore pieno di di odio e di dolore Quore eh pieno di sangue quore eh che batte nel terrore Quore è lalallà Quore che dirige il nostro fare quore eh trafitto da un bagliore Quore eh al centro di ogni male quore che si spegne su di te Quore a te quore a me...
Ah! Il mio cuore per te Ah! Il mio quore non va... Ah! Il mio cuore per te Ah! Il mio quore non va... Ah! Il mio cuore per te Ah! Il mio quore non va... Ah! Il mio cuore per te Ah! Il mio
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martedì 17 giugno 2008
ore 13:49 (categoria:
"Vita Quotidiana")
21 GIUGNO - SOLSTIZIO DESTATE
Il rito avrà inizio all’incirca verso il tramonto (un po’ prima) e terminerà con l’attraversamento del fuoco. Il rito del Solstizio d’Estate è il rito dell’esplosione della Conoscenza, l’esplosione dell’individuo in tutte le sue manifestazioni. L’esplosione dell’Essere qualsiasi sia il mondo e la qualità della sua esistenza. Il rito del fuoco indica il culmine della vitalità: il momento in cui l’Essere Umano può trattare alla pari gli DEI esso stesso un dio che dà l’assalto al cielo della Conoscenza e della Consapevolezza. Il fuoco della vita si fonde col fuoco che arde dentro di lui. Se l’Equinozio di Primavera è la nascita; l’Equinozio d’Autunno rappresenta il "trapasso" dalla luce alla notte o dalla notte alla luce (ognuno scelga il proprio punto di vista). Se il Solstizio d’Inverno rappresenta la gioia del mondo in cui si esiste, il Solstizio d’Estate rappresenta il fuoco della trasformazione di ciò che si è. Trasformarci per dilatarci nella nostra esistenza. E’ nel rito del Solstizio d’Estate che chiamiamo gli DEI ad affiancare i nostri progetti e noi siamo pronti a soggettivare quanto ci arriva dagli DEI in armonia con l’Intento che esprimiamo. E’ nel Solstizio d’Estate che manifestiamo gli intendimenti per affrontare il futuro con forza e con coraggio. Un solo Inno viene recitato nel Solstizio d’Estate. Un solo Inno che comprenda tutti gli DEI dell’esistenza che ha fondato il nostro divenuto. SCHEMA GENERALE DEL RITO 1) Vengono preparate le torce per i portatori di luce 2) Il Pontefice accende la torcia e la consegna al Portatore di Luce. Questi, accompagnato dall’Evocatore, la mette nei quattro punti cardinali. Saranno chiamate le potenze del mondo. 3) Quattro torce sono consegnate dal Pontefice, la quinta la tiene per sé. 4)Rappresentazione ed Evocazione dell’arrivo della luce; accensione del fuoco, inizio del cerchio con suoni. 5) Il cerchio dura circa quindici minuti, finché il fuoco non divampa molto e costringe i partecipanti ad allontanarsi. 6) Si distribuiscono pezzi di candela che simboleggia la materia da gettare nel fuoco. Si distribuiscono fogli su cui si scrive e si disegna quanto appartiene a sé stessi, li si piegano e li si gettano nel fuoco. 7) Quando il fuoco si abbassa un po’ viene declamato solennemente l’Inno al Fuoco. L’inno al fuoco, quest’anno, nel rito del Solstizio d’Estate 2006, viene preceduto dalla lettura di quattro Inni che rappresentano “il fuoco degli elementi” e rappresentano un passaggio di sviluppo ulteriore della Ieratica Pagana. 8) Dopo la declamazione il fuoco viene diviso in due colonne e alimentato ulteriormente. 9) Iniziano i passaggi in mezzo al fuoco. 10) xxxx prepara l’Incenso per il cerchio finale che durerà qualche minuto finché il Pontefice non chiamerà la fine del rito. 11) A questo punto c’è spazio per tutti i riti personali. 12) alla fine tutti a mangiare!
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lunedì 16 giugno 2008
ore 15:43 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Risoluta nella mia follia varco lo spazio e il tempo con pensieri dai colori cangianti.
Assisa, difronte ai miei altari in rovina ne ricompongo i fregi con dita straziate, pronte e incuranti.
Cerco di essere ciò che sono, ma è come correre bendata. Non vedo, eppure sento tutto. Sento tutto, eppure non vedo.
Il mio essere non ha misura, e cosi smisuratamente viaggia in perpetuo accellerare, per fermarsi solo quando è stremato.
Sano insano, bello e brutto. Come si può conoscere la differenza ? se non conoscendo il tutto. Come si puo conoscere i lati dell’essere senza essere, tutti i lati ? Io non so.
Io viaggio accellerando, per fermarmi solo quando sono stremata. E se il prezzo del mio viaggio è la follia.. Invero ho già pagato.
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lunedì 16 giugno 2008
ore 13:31 (categoria:
"Vita Quotidiana")
PICCOLE, GRANDI SODDISFAZIONI!!



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lunedì 16 giugno 2008
ore 11:27 (categoria:
"Vita Quotidiana")
L’acqua del Solstizio è direttamente collegata alla luna e al segno del Cancro: significativamente il glifo di questo segno zodiacale è composto da due segni spiraliformi che si oppongono in un simbolo simile allo Yin-Yang orientale, forse indicanti le due metà dell’anno che ora si incontrano. Nelle celebrazioni solstiziali l’acqua è rappresentata dalla rugiada o "guazza di San Giovanni", cui sono attribuiti poteri miracolosi: fare ricrescere i capelli, ringiovanire la pelle o addirittura propiziare la fertilità. Non era raro che molte giovani donne si bagnassero nude nei prati con la magica rugiada la notte di San Giovanni.
Il fuoco viene simboleggiato dai falò accesi un po’ ovunque in Europa nella notte solstiziale. Sono simboli solari e accenderli significa rafforzare l’energia dell’astro che d’ora in avanti va declinando. Un’altra interpretazione esalta il loro valore purificatorio, con cui vengono scacciati gli spiriti maligni e le malattie. Non bisogna dimenticare infatti che in questo periodo caotico, di "passaggio", così come gli esseri umani hanno libero accesso a regni e poteri soprannaturali, così anche le entità malefiche possono vagare indisturbate per il nostro mondo. Nel folklore nord-europeo la vigilia di San Giovanni è una delle tre "notti degli spiriti" insieme alle vigilie di Calendimaggio e di Hallowee’en/Samhain. Ad ogni modo tutte le tradizioni popolari europee vedono l’accensione di fuochi sulle colline, processioni notturne con fiaccole e ruote infuocate gettate lungo i pendii. Si danza intorno ai falò e si salta sulle fiamme quando queste si abbassano.

Celebrare Casmaran - Litha Possiamo raccogliere le erbe del solstizio e conservarle come portafortuna. La pianta sacra del solstizio d’estate è l’iperico. L’iperico raccolto a mezzogiorno del solstizio era capace di guarire molte malattie, mentre le radici raccolte a mezzanotte cacciavano via gli spiriti maligni. L’iperico era appeso sulle porte per proteggere le abitazioni dagli spiriti malvagi, e il suo nome greco hyperikon significa appunto "proteggere" o "sconfiggere un’apparizione". Com’è nella tradizione bruciare nove ceppi nei fuochi di Beltane, è anche costume tirare 9 tipi di erbe nel fuoco di Litha. E sono: Iperico, Ruta, Verbena, Vischio, Lavanda, Timo, Finocchio, Piantaggine e Artemisia.
In tutta Europa si traevano (e forse ancora si traggono) presagi ad opera delle ragazze nubili per sapere se si sarebbero sposate ed eventualmente acquisire indizi sull’identità del futuro sposo. Ad esempio col piombo liquefatto nelle padelle s’individuava, tramite le forme assunte dal metallo, il mestiere del futuro sposo. Altri metodi utilizzavano la chiara d’uovo versata nell’acqua o le fave sbucciate. In Galles per trovare la propria anima gemella si camminava intorno ad una chiesa nove volte e si metteva alla fine di ogni giro un coltello nella serratura del portone, dicendo: "Qui c’è il coltello, dove è il fodero?" Il simbolismo è evidente... Usanze logiche se si pensa che la Natura, al massimo del suo rigoglio, favorisce tutto ciò che riguarda l’amore e la fertilità.
E’ il giorno delle divinazioni e delle magie domestiche, dei piccoli e grandi riti protettivi legati all’elemento fuoco. Per celebrare Casmaran possiamo fare cose molto semplici. Ad esempio alzarci all’alba e osservare il sole che spunta, meditando sulle sue qualità e sul suo destino: la massima forza coincide con l’inizio del suo declino. Possiamo bagnarci con la rugiada solstiziale oppure accendere un piccolo falò nel nostro giardino la vigilia del solstizio e organizzare un piccolo festino con i nostri amici. Ma possiamo anche celebrare ritualmente questo momento con una veglia che cominci a mezzanotte, in fondo è la notte più breve dell’anno! All’aperto si può tenere acceso un piccolo fuoco oppure si possono accendere candele rosse o dorate, meditare sui significati di questa festa, ascoltare o suonare musica, leggere poesie, magari in compagnia dei nostri amici. Al momento dell’alba possiamo salutare il sole dicendo:
"Salute a te Sole nel giorno del tuo trionfo!"
Sentiamo l’energia solare che pervade il mondo. Possiamo fare offerte di vino e di dolci.
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