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I libretti di Giulio Coniglio

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American History X, da cui è tratto il seguente dialogo.

Sweeney: Davo la colpa a tutti davo la colpa ai bianchi, colpa alla società, colpa a Dio. Non avevo risposte perché mi facevo le domande sbagliate. Tu devi farti la domanda giusta.
Derek: E qual è?
Sweeney: Tutto quello che hai fatto, ti ha reso la vita migliore?

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R101 : for me the best!

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ORA VORREI TANTO...

Avere i numeri vincenti del superagnolotto

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Un modo per avere i numeri vincenti del superagnolotto

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ORA VORREI TANTO...



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Non ho mai scritto un blog e quindi non so di cosa parlerò..di tutto e di niente..della gioia e della fatica di essere mamma..di me ma non solo


mercoledì 26 marzo 2008 - ore 21:26


Domani 27/03/2008
(categoria: " Vita Quotidiana ")


si entrerà al warner village cinemas di torri di quartesolo al costo di 1E per la festa della cultura! Chi può ne approfitti

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venerdì 21 marzo 2008 - ore 14:35



(categoria: " Vita Quotidiana ")




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giovedì 20 marzo 2008 - ore 14:11


Un piccolo impegno a favore
(categoria: " Vita Quotidiana ")


delle famiglie italiane : http://www.forumfamiglie.org/PETIZIONE/form-senior.html

Ricordo che una famiglia di 4 persone (genitori + due figli) e un reddito medio di 25.000€ annui paga di tasse :
In Italia : oltre 1.700€
In Francia : 52 euro!!! (non ho scritto male..proprio 52 euro!!!)


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mercoledì 19 marzo 2008 - ore 13:56


Oggi, aprendo la posta,
(categoria: " Vita Quotidiana ")


ho trovato un messaggio di una collega che mi ha dedicato questa poesia


Sii felice

Quando pensi che tutto sia perso,
è proprio quello il momento di ricominciare,
raccogli cio’ che di buono sei riuscito a creare
e portalo con te,
il resto lascialo.

Vestiti di un sorriso e di tanta speranza
allena il tuo cuore per le future battaglie
e impara da quelle che tu chiami sconfitte.
Ricorda, c’è un tempo per piangere
e un tempo per sorridere, SEMPRE
se questo è il giorno della tua lacrima
ricordati che domani
si potrà trasformare in sorriso
se tu lo vorrai.

Gli ANGELI ti sono accanto
qualunque cosa tu vivi,
quando ti senti più sola è perchè
non tendi loro l’orecchio del cuore.
Liberati dai pensieri negativi
allenta il legaccio
che da sola ti stringi nel tuo grande cuore
e continua a respirare,
vedrai che il ritmo del tuo cuore
aumenterà con i battiti della tua vita.

Ascolta gli altri, ama e sorridi,
riappropriati di cio’ che sei e VOLA,
vola più in alto del sole
e sii felice... perchè è questo che
desidera Dio da te, oggi e sempre...
SII FELICE.





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martedì 18 marzo 2008 - ore 18:16


Per la prima volta
(categoria: " Vita Quotidiana ")


il mio piccolo attila ha chiamato "cacca" : peccato che io non ci abbia badato un granchè e così gli ho dovuto cambiare il pannolino invece di sederlo sul vasino
La prox volta starò molto più attenta

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martedì 18 marzo 2008 - ore 13:36


dal film "Le fate ignoranti"
(categoria: " Pensieri ")



Che stupidi che siamo,
quanti inviti respinti, quanti...
quante frasi non dette,
quanti sguardi non ricambiati...
tante volte la vita ci passa accanto
e noi non ce ne accorgiamo nemmeno.




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lunedì 17 marzo 2008 - ore 15:16


Madres de Plaza de Mayo: 30 anni di vita vincendo la morte.
(categoria: " Riflessioni ")



Intervista a Hebe de Bonafini, presidentessa dell’associazione Madres de Plaza de Mayo

Entrando nella Casa delle Madri si può avere la sensazione di trovarsi in una sorta di “Presidio del futuro”, dove al posto del tendone ci sono pareti. Ciò che queste donne hanno realizzato in 30 anni di lotta non si misura soltanto nei termini della instancabile richiesta di giustizia per la scomparsa di 30000 giovani, ma anche della progettualità rivolta alla realizzazione di quel mondo migliore sognato dai loro figli. Generatrici di vita, le Madri hanno creato prima di tutto una rottura culturale, una concezione del far politica che è partecipazione, conquista e creazione di spazi. Le chiamano “le pazze”, ma loro si sentono più semplicemente delle rivoluzionarie.

Che relazione hanno la Madri con la politica?

Le Madri hanno sempre avuto una relazione con la politica abbastanza distante. Innanzi tutto ai tempi della dittatura la politica era più vicina ai militari che alle Madri, salvo piccoli gruppi di sinistra che però restavano in clandestinità per evitare di “scomparire”. Successivamente iniziammo ad avere qualche contatto, però i politici di sinistra ci misero 7 anni per capire le Madri, cosa volevano e cosa dicevano. Questo soprattutto perché le Madri fanno una politica che è totalmente differente da quella proposta dal potere: per esempio le Madri non accettano riparazioni economiche, non accettano soldi per la morte dei loro figli, non accettano cadaveri, commemorazioni o monumenti, le Madri non hanno niente a che fare con la morte. I politici e il potere credono che siamo pazze. Poi ultimamente con il governo Kirchner abbiamo visto che la situazione stava cambiando e quindi abbiamo detto “bene, appoggiamo il miglioramento e l’inversione di rotta”. Però noi non siamo dentro alla “Casa de Gobierno”, noi continuiamo a stare nella piazza, e mai ci siamo candidate. Se appoggiamo le novità introdotte dal governo Kirchner è perché pensiamo che il paese bisogna costruirlo, noi diciamo “protesta con proposta”: se non c’è proposta non c’è protesta.

Perché avete scelto la piazza?

Fin dall’inizio abbiamo scelto la piazza, un luogo pubblico e aperto. Per tre anni ci siamo trovate lì, senza che nessuno ci appoggiasse. Al contrario, ci menavano, ci arrestavano ogni giovedì, a me bruciarono parecchie volte la casa. Durante i primi incontri in Plaza de Mayo la polizia si avvicinava e chiedeva a una di noi il documento. Spesso ti portavano in commissariato e ti chiudevano in una cella insieme ad un ragazzo morto. Tu stavi lì, cercando di non guardare quello che sarebbe potuto essere tuo figlio o il figlio di qualcun’altra. Così un giovedì consegnammo spontaneamente il documento di tutte noi. Questo servì per rimanere in piazza più a lungo, fintanto che la polizia ci avesse identificate tutte, ma soprattutto per evitare di essere arrestate perché il commissariato non aveva celle a sufficienza. Inoltre quattro anni fa torturarono mia figlia, a casa mia, tentando di ucciderla. Io sono stata in prigione per molto tempo, mi hanno picchiato duramente, ho perso tutta la famiglia in 5 anni. Allora decidemmo che il cielo aperto era quello che più ci conteneva, non c’era nessuna scrivania in mezzo che ci separava, nella piazza non c’era la burocrazia che trovavamo nelle istituzioni. Nella piazza eravamo tutte uguali: a tutte ci avevano portato via i figli, tutte avevamo bussato alle stesse porte per ottenere notizie. La piazza ci unì e ci consolidò perché era un luogo dove potevamo parlare e raccontarci di noi. E quando hanno voluto farci accettare la morte dei nostri figli noi non abbiamo voluto darli per morti. Chi si è fatto carico di quelle morti? Nessuno. Qualcuno ha mai detto “io ho ucciso” “io ho torturato”? No, fino ad oggi nessuno ha ammesso niente. Quindi se noi accettiamo la morte dei nostri figli, li uccidiamo anche noi a nostra volta, che è quello che il sistema capitalista vuole: che tu ammazzi tuo figlio, ti prendi un risarcimento economico, una commemorazione e ti porti via un cadavere. E noi non accettiamo né soldi, né cadaveri, né monumenti, né nient’altro. Per chiedere un risarcimento economico devi scrivere la data in cui credi che tuo figlio sia morto. Ma se è morto è perché c’è stato un assassino. Como posso io scrivere la data in cui morì mio figlio se nessuno ha ammesso di averlo ammazzato? Per questo diciamo che i nostri figli sono “desaparecidos” per sempre, e mai li daremo per morti. E in questa maniera ci siamo differenziate da tutti. Siamo lontani dai partiti di sinistra e non crediamo nella democrazia così come si presenta, crediamo nella democrazia partecipativa.

Quali sono i progetti che state portando avanti in questo momento?

Abbiamo un progetto culturale: l’Università Popolare, la casa editrice, il giornale e la radio. Poi abbiamo un progetto sociale per permettere alle persone di costruirsi la casa, formarsi e sviluppare le proprie capacità intellettuali e tecniche, vogliamo insegnare agli adulti che è importante portare i figli a scuola. Il progetto consiste anche nel far sì che ci siano delle mense funzionanti in tutto il paese. Il progetto sociale è iniziato due anni fa con l’appoggio del governo che ci ha dato i soldi, perché senza soldi non potevamo fare niente. Ma noi non siamo dentro al governo, non ne facciamo parte, noi continuiamo a stare nella piazza. Continuiamo a fare la marcia ogni giovedì e a protestare, denunciando ciò che riteniamo ingiusto.
Poi, recentemente, abbiamo chiesto al liceo navale militare uno spazio per realizzare all’ESMA* un centro culturale che si chiamerà “Nuestros Hijos” (Nostri Figli). All’ESMA si sono realizzate diverse cose, da parte di varie istituzioni, c’è già un museo e un monumento ma noi non
condividiamo queste scelte, perché hanno a che fare con la morte. Noi portiamo avanti il progetto del centro culturale perché crediamo che abbia a che fare con la vita.

Come è nata l’Università Popolare?

A un certo punto abbiamo cominciato a pensare che oltre a condannare i militari, fosse importante anche costruire il mondo sognato dai nostri figli. Così decidemmo di creare l’Università, perché pensiamo che occuparsi di educazione sia il modo migliore per evitare che i bambini muoiano di fame. Quando creammo l’Università Popolare c’era un governo di destra, e lo facemmo clandestinamente e senza autorizzazioni. La gente la frequentava lo stesso, cosciente che la laurea non gli sarebbe servita a niente. Adesso la stiamo legalizzando, ci sono tre corsi di laurea: giurisprudenza, storia e servizi sociali, che già sono stati riconosciuti ufficialmente. Un po’ alla volta stiamo regolarizzando tutti i corsi, perché c’è un governo che lo permette. Così tutti quelli che frequentano l’Università potranno ottenere un certificato che riconosca i loro studi.

Che rapporto hanno le Madri con i mass-media?

La stampa è funzionale al sistema, sia quella argentina che quella internazionale. Se piangi, se ti picchiano, se ti bruciano la casa allora hai uno spazio sui giornali. Se sei forte, se non piangi, se costruisci qualcosa non fai notizia. E’ per questo che noi abbiamo la nostra radio e da poco anche uno spazio nella televisione nazionale.

*ESMA: Escuela de Mecanica de la Armada, centro di detenzione illegale e tortura durante la dittatura militare.

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lunedì 17 marzo 2008 - ore 13:55


Un’idea per Pasqua
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Per decorare le uova sode. Uova sode, salviette con motivi a piacere, un albume montato leggermente a neve. Strappare i motivi desiderati dalle salviette, togliere i veli in più e incollare quello con il disegno alle uova sode utilizzando come collante l’albume. Una volta asciutto non si staccherà più
ecco qui il risultato del 2005 e del 2007








ed ecco il risultato del 2008





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lunedì 17 marzo 2008 - ore 13:32


Poesia Anonima
(categoria: " Poesia ")


Dopo un pò impari la sottile
differenza tra tenere una mano
e incatenare un’anima.
E impari che l’amore non è
appoggiarsi a qualcuno
e la compagnia non è sicurezza.
E inizi a imparare che i baci
non sono contratti
e i doni non sono promesse.
E cominci ad accettare le tue sconfitte
a testa alta e con gli occhi aperti,
con la grazia di un adulto,
non con il dolore di un bambino.
E impari a costruire
le tue strade di oggi
perchè il terreno di domani
è troppo incerto per fare piani.
Dopo un pò impari
che il sole scotta
se ne prendi troppo.
Perciò pianti il tuo giardino
e decori la tua anima,
invece di aspettare
che qualcuno ti porti i fiori.
E impari che puoi davvero sopportare,
che sei davvero forte
e che vali davvero.


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martedì 11 marzo 2008 - ore 12:16


Sono di nuovo in mutua
(categoria: " Vita Quotidiana ")


fra poco parto e torno dai miei genitori e dal mio piccolo attila : fonte della mia gioia e delle mie malattie ci si ritrova domenica

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