|



NICK:
Feccio
SESSO:
m
ETA': 24
CITTA': Padova
COSA COMBINO: Economia
STATUS: sistemato
[ SONO OFFLINE ]
[PROFILONE
COMPLETO]
[
SCRIVIMI
]

STO LEGGENDO
HO VISTO

STO ASCOLTANDO
HIM, System of a down ecc.ecc.
ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
ORA VORREI TANTO...
IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
OGGI IL MIO UMORE E'...
[IMG]http://www.bastardidentro.com/filestore/download/5611[/IMF]
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

PARANOIE
Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE
Nessuna scelta effettuata
|
 Faccio lo studente, per quel che può voler dire. Se posso, non faccio un cazzo. Vivo nel mio mondo casa e amici e ho serie difficoltà a rapportarmi con il prossimo. La massa mi fa un po' paura, ma non certo per snobismo: solo perché sono troppe persone tutte insieme. Odio il traffico, certi tipi di persone, imbottigliarmi per due ore in un ipermercato... odio un sacco di cose, insomma, ma alla fine sono un buono. Sono lunatico, a volte antipatico, altre volte poco educato, non faccio buon viso a cattivo gioco, sono volgare, distratto, immodesto, spesse volte bastardo, quando parlo con qualcuno in linea di massima lo prendo per il culo, mi ubriaco almeno due volte a settimana, se posso una canna me la faccio, quando i testimoni di geova suonano alla porta alla mattina li mando affanculo (vabbé, questo lo fanno tutti, tranne i testimoni di geova stessi), sono disordinato, immaturo, infantile, puerile, disincantato, disadattato, ho sempre l'espressione disgustata,faccio il grosso perchè sono voluminosamente superiore alla media, piscio fuori dal water (vabbé, questo lo fanno tutti i maschi, credo...) e non abbasso la tavoletta del cesso (e anche questo lo fanno tutti i maschi...) e se finisce il rotolo della cartigienica non lo cambio e aspetto che lo faccia qualcun altro. Se nessuno ne ha preso uno nuovo e me ne accorgo prima di sedermi sul cesso ne prendo uno nuovo io, ma lo lascio dove capita e certo non lo metto nel portarotolo. Se invece non me ne accorgo in tempo e mi devo pulire con Novella 2000 bestemmio peggio di un camallo. Odio le cose serie e non faccio nulla che non abbia anche un aspetto divertente. Il mio senso dell'umorismo volteggia tra il disgustoso e il macabro, e in linea di massima lo uso quando non dovrei usarlo. Non amo litigare e cerco di non farlo mai, ma se mi intrippo a bisticciare da una cazzatina riesco a farne venire fuori una discussione di ore. Ho anche degli hobby.Sono appassionato giocatore di football americano (tanto sono grosso che mi frega?) Leggo, ogni tanto scrivo, colleziono fumetti e armi giocattolo (ahah, armi giocattolo alla tua età?, ahah... Sì, armi giocattolo. E vaffanculo.). Sono innamorato e a volte ricambiato.
|
(questo BLOG è stato visitato 2765 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ULTIMI
10 messaggi
(per leggere i precedenti naviga attraverso
il calendarietto qui a destra:
i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )
|
venerdì 11 giugno 2004
ore 14:54 (categoria:
"Pensieri")
Come verremo ricordati, quelli che stiamo vivendo adesso? Davvero, siamo gente "normale"? Davvero, viviamo in un mondo "normale"? Anche il signor Muller lo credeva...
Generazione. Come verremo ricordati, quelli della nostra generazione? Non è una domanda tanto per aria: se fossimo stati invitati a casa del signor Muller a Berlino avremmo avuto il piacere di conoscere una persona educata e perbene, buon padre di famiglia, ottimo lavoratore, con la sua brava Volkswagen sottocasa, i suoi marmocchi simpatici e la sua famigliola complessivamente felice. Faremmo un giro in centro (traffico ben regolato, molto verde, nessun mendicante) e in genere incontreremmo facce tranquille e soddisfatte di sè. Può darsi che parleremmo di politica: ma fra gente educata, su questo punto, non ci si accalora mai troppa. E poi, la politica, lasciamola a chi la fa di mestiere: noi abbiamo fin troppe cose a cui pensare. Il mutuo, il dentista, il meccanico, l'ultima pagella del bambino... Così, sorridendo svagatamente, si farebbe ora di pranzo: in un locale caratteristico, accogliente e pulito come tutto il resto.
Più tardi, quando sei ritornato nel tempo tuo, ti accorgi che hai fatto visita alla famiglia degli orchi, nella città degli orchi, nel paese degli orchi. I Muller infatti sono una qualunque famiglia berlinese del 1936 e in quanto tale hanno dirette e personali responsabilità - come oggi sappiamo - nello sterminio di milioni e milioni di esseri umani. Personali? Beh, il figlio dei Muller è militare, ma presta servizio nella Wehrmacht, mica nelle Ss. Hans e Annaliste sono regolarmente iscritti, è vero, alla Hitlerjugend e alla Lega delle Ragazze: ma che fanno di male? Campeggio, raccolta di abiti vecchi e qualche chiacchiera ogni tanto. E tutto è così normale: lo sguardo dei bambini, la risata di Muller, le strade. Non ci sono mendicanti, non c'è gente strana. Noi tuttavia sappiamo - venendo da un'altra epoca ed essendo dunque osservatori disinteressati - che il mondo del '36 sarebbe stato impossibile senza il consenso dei Muller. E dunque non ci sentiamo autorizzati a stringere le mani che ci vengono porte (borghesemente: perché i Muller, l'abbiamo detto, non sono dei fanatici del Partito) per l'addio. Le mani restano là, protese senza risposta a cercare una comprensione, e i visi sfumano mentre noi torniamo nel nostro tempo.
* * *
Nel *nostro* mondo, muoiono trentamila bambini al giorno per cause prevedibili e facilmente evitabili. Seicento milioni di bambini sopravvivono con meno di duemila lire al giorno. Ma questi sono numeri non vogliono dire niente. Il fatto reale è che, se esci di casa e invece di svoltare da una parte svolti dall'altra, ogni due o tre bambini che incontri uno non ha mangiato. Ogni tanto - diciamo ogni tre o quattro minuti - uno di questi bambini che stai guardando attentamente per capirci qualcosa scivola improvvisamente per terra e non si muove più, perché è morto. E siamo in un sogno didascalico, ancora, dunque del tutto asettico e pulito. Il bambino per terra, nella realtà, evacuerebbe liquidi disgustosi prima e durante il morire. Da una parte, e tuttavia impossibilitata a intervenire, ci sarebbe un altro essere umano per il quale il bambino morente era il centro del mondo, e che in questi istanti sta vivendo l'orrore puro. Ci sarebbero puzza e grida, e rumori casuali. E tutto questo sta avvenendo davvero, in questo preciso istante, e riusciamo a tollerarlo soltanto facendo finta che non sia così. Ma inganniamo noi stessi. Il mondo vero è quello. Questo - quello di questo monitor - è meno vero di esso.
Mi fermo qui, perché questo è un ragionamento impossibile da portare avanti oltre un certo grado. Ho bisogno - come te, e come tutti - di un certo livello di rimozione, perché altrimenti mi sarebbe difficilissimo vivere normalmente senza diventare asociale. Ma quelli che verranno dopo di noi - compagni posteri, diceva Majakowskij - non avranno di questi problemi. Loro vorranno semplicemente studiare scientificamente il nostro mondo, freddamente: perché ormai tanto tempo sarà passato. Studieranno di noi come noi studiamo gli assiro-babilonesi, valutando tanto gli inni cosmici ad Enkhidu quanto i prigionieri impalati. E, forse, decideranno che siamo stati più o meno la stessa roba che i tedeschi del trentasei. Parleranno di Olocausto, come noi ne parliamo. Si meraviglieranno grandemente, con aria di sufficienza, per la nostra acquiescenza. "Come hanno fatto a non ribellarsi?" diranno, senza voler sapere di noi altro che questo.
* * *
Siamo diventati così importanti - da acquirenti di Fiat Seicento a rate a cittadini-consumatori di uno dei paesi più ricchi del mondo - che ormai sarà impossibile, per quelli che scriveranno la Storia, non occuparsi anche di noi. Facciamo in modo che non pensino a noi come noi pensiamo al signor Muller. Teniamo gli occhi aperti.
COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
venerdì 11 giugno 2004
ore 09:28 (categoria:
"Vita Quotidiana")
ottima cosa oggi, ci si trova per organizzare una squadra di football americano....è da quando ero piccolo che desidero giocare ma qui in terronia-polentonia con 'sti italions tutti spaghetti pizza e mandolino che minchia vuoi fare? Comunque stasera ci si trova e vediamo cosa può nascere, oddio, fin'ora siamo in tre, mi sà che vorranno una trentina di persone per tirarne su una...wabbeh, intanto si inizia, poi chissà....
LEGGI
I COMMENTI (1)
- SEGNALA questo BLOG
martedì 8 giugno 2004
ore 11:21 (categoria:
"Riflessioni")
a volte perdiamo di vista la realtà del mondo, immersi come siamo nelle piccole beghe quotidiane, troppo impegnati a dicutere su cretinate,troppo impegnati ad osservare e desiderare quello che non abbiamo per goderci quello che abbiamo, invidiamo calciatori e veline che fanno una vita "facile" senza pensare che 2 miliardi di persone invidiano noi per il semplice fatto che mangiamo 3 volte al giorno. Nel Sudan dieci anni fa si moriva di sete. Non è cambiato nulla. Foto premio Pulitzer 1994-Kevin Carter, morto suicida tre mesi dopo lo scatto, per depressione. Nella foto un avvoltoio aspetta la morte di un bambino sudanese.
LEGGI
I COMMENTI (1)
- SEGNALA questo BLOG
lunedì 7 giugno 2004
ore 23:53 (categoria:
"Sport")
Ghillie suit
Oggi ho finito la ghillie suit, niente da dire , sono un figo, forse tra poco ci metterò degli isolanti sul petto e sulle ginocchia per strisciare senza consumarmi. Da quando ho preso la specialità sniper mi sento molto gasato...
LEGGI
I COMMENTI (1)
- SEGNALA questo BLOG
lunedì 7 giugno 2004
ore 17:15 (categoria:
"Vita Quotidiana")
viva viva la polizia
Posto che: la manifestazione dell'altro giorno NON era autorizzata, posto che i partecipanti possono protestare secondo la norma vigente verso il cavolo che vogliono ma DEVONO chiedere il permesso, posto che il permesso NON è stato chiesto, la polizia DOVEVA disperdere la folla, solo per il fatto che io , libero cittadino, ero da loro privato del mio diritto a stare in piazza pacificamente. Confermato il lancio di oggetti la polizia ha caricato e TROPPO POCHI ne ha presi. Personalmente sarei andato giù di lacrimogeni. E poi le mamme che vanno a protestare perchè i loro bambini sono stati picchiati dalla polizia..... ma brutta puttana la polizia è lì per difendere e proteggere, e tu insegni a tuo figlio che invece è lì per mena re e reprimere? Ma dagli una legnata in testa a quella testa di cazzo di figlio che hai. Ovviamente se sei una testa di cazzo anche tu tutto si spiega. Risultato, io ero intenzionato a votare Zanonato, perchè le sue proposte mi piacevano, ma la sua posizione in questo frangente è a dir poco ridicola, la Destro è affiliata al berluska quindi invotabile, Il giorno delle elezioni me ne starò a casa.
LEGGI
I COMMENTI (7)
- SEGNALA questo BLOG
venerdì 4 giugno 2004
ore 21:45 (categoria:
"Pensieri")
un pò del tuo....
A volte, le donne fanno e/o dicono cose che mi incattiviscono. Le amo, le adoro, e tutte queste belle cose, ma questo non cancella la terribile verita': fanno cose per le quali le impalerei.
La peggiore, in assoluto: quando ordini qualcosa in un locale (ristorante, pub, bar, ovunque), magari il dolce più buono del mondo, le chiedi se anche lei prende qualcosa... e la risposta è sempre, o quasi, la solita:"No, semmai ne assaggio un po? del tuo".
Ma cristo santo! Cazzo! Ma perchè? Voglio dire, è il dolce più buono del mondo, ho mangiato per un'ora pensando a questo momento, immaginando il sapore del dolce sulla mia lingua? quei dolci buonissimi e piccoli, minuscoli, che si perdono in grandi piatti da nouvelle couisine. Ne hai cinque forchettate ben messe, o una decina, se le fai piccole per far durare più a lungo quel piacere. Già non ti basta la tua porzione? E devi dargliene un pò a lei. Cazzo! Io non glielo voglio negare. Ma dico: porca troia, prendine una porzione e avanzala. Avanzala, non fa niente, butto via dei soldi ma almeno mi godo questo sottile piacere della vita. Macchè?
Lo mangi vivendotelo male. Malissimo. Perchè non sai quando attaccherà. E, come in tutti i dolci che si rispettano, c'è una parte buona e una meno buona. La logica, se tu fossi tranquillo a casa tua senza rompicoglioni appostati come avvoltoi, ti direbbe di mangiare prima la parte meno buona (per esempio la crosta se è una crostata) e poi goderti la migliore in poche ma favolose forchettate, in un piacere così totale che cancella per un minuto tutti gli orgasmi che hai avuto.
Ma qui non puoi. Qui c'è l'incognita: lei. Bastardissima creatura senza cuore che fa finta di niente, ma ricorda tutto. Se la conosci da tempo, se siete già alle scorregge mentre siete soli, allora mangi tutto in velocità (ma comunque il piacere inquinato da questa fretta) e alla fine la guardi desolato e triste dicendole: "Cazzo, scusami, l'ho mangiato tutto e me ne sono scordato! ne ordino un altro?". Ti odierà. Cazzo, se ti odierà. Ma non dirà nulla e balbetterà un "Fa niente" ingoiando un pò di bile.
Ma se la confidenza è ancora a un livello basso non puoi. Cazzo, loro controllano tutte queste piccolezze. Noi uomini giudichiamo le donne per certi aspetti più profondi e complessi (le tette, il culo, fa i pompini, è troppo figa, è aperta dietro?), ma loro no; loro osservano i dettagli e mica puoi cazzare su questo qui. E allora mangi questo dolce preso dal panico. Devi mangiarlo alla cazzo di cane. Non puoi mica partire dalla crosta?
Di solito, per uscire da questa situazione le ricordi il fattaccio. "Prendine pure un po???, porgendole il piatto. Se ti va bene, ti prende i due pezzi migliori, ma almeno l'agonia è finita. Mangerai quello che ti rimane in tranquillità".
Se ti va male, ti risponderà la seconda frase peggiore dopo "ne assaggio un po' del tuo": "No, avanzamene un po".
Un po??! Che cos'è ?un po??? Quantificami ?un po??. Quanto le avanzo, e che cazzo le avanzo? Mica le posso dare la crosta. No, porca merda schifosa, la crosta me la mangerò io, e a lei dovrò dare la parte buona, per giunta un bel pezzetto, mica posso fare la figura del pidocchioso del cazzo.
La terza versione vede lei che all'improvviso, come un felino, fa volare la sua forchetta (o il cucchiaio, dipende dal dolce) nel tuo piatto, portandosi via un bel pezzo, magari quello che avevi evitato di mangiare per gustarlo alla fine. E continua tranquilla e beata in questa sua tortura, afferando ogni pochi istanti un altro dei pezzi migliori, fino a mangiarteli tutti. Tutti i tuoi pezzi migliori.
Mi fa incazzare. Ho sognato quel dolce. Sono venuto in questo locale proprio per quel dolce. Io me lo sono ordinato e lo pagherò io. Tu non l'hai voluto. Cazzo, potevi prenderlo e non l'hai voluto. E ti sei mangiata il mio, brutta puttana.
COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
mercoledì 2 giugno 2004
ore 23:40 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Dedicata ad Andrea
Un poliziotto ferma un giovane in macchina che andava a 130 all'ora nella zona residenziale con limite 60 km/h. Questa la conversazione che ne segue. Pol.: Posso vedere la vostra patente? Gio.: Non ce l' ho piu'. Me l' hanno presa due settimane fa quando mi hanno fermato per la terza volta ubriaco alla guida. Pol.: Ho capito. Posso vedere la carta di circolazione? Gio.: La macchina non e mia, l'ho appena rubata. Pol.: La macchina e' rubata??? Gio.: Si'! Ma penso che i documenti siano qui nel cassetto. Mi sembra di averli visti quando ho nascosto la pistola. Pol.: Avete una pistola nel cassetto portaoggetti? Gio.: Certo. L' ho buttata li dentro dopo aver sparato alla signora che guidava. Ho messo il cadavere nel bagagliaio. Pol.: Come??? Avete un cadavere nel bagagliaio??? Gio.: Eh.... Si'!
Dopo aver sentito tutte queste cose, il poliziotto chiama la centrale per chiedere supporto. Spiega la situazione e arriva subito il comandante della polizia.
Com.: Posso vedere la vostra patente? Gio.: Certo! Eccola. (e gli mostra la sua patente assolutamente valida) Com.: Di chi e quest' automobile? Gio.: E' mia! Ecco i documenti (mostra i documenti in ordine e regolari) Com.: Potreste per favore aprire il cassetto? Vorrei verificare se avete nascosto una pistola. Gio.: Ma certo. Comunque non c' e' nessuna pistola (apre il portaoggetti e non c'è la pistola) Com.: Vi dispiace se ispeziono il bagagliaio? Il mio collega mi ha detto che avete un cadavere. Gio.: Sicuro. (apre il bagagliaio ma ovviamente il morto non c'è) Com.: Non ci capisco niente! Il poliziotto che vi ha fermato mi ha detto che non avevate la patente perche' ritirata per guida in stato di ubriachezza, che la macchina e' stata rubata alla donna che avete ucciso e nascosto nel bagagliaio e che la pistola era nel portaoggetti. Gio.: Fantastico! Scommetto che vi ha detto anche che correvo troppo forte...
LEGGI
I COMMENTI (2)
- SEGNALA questo BLOG
lunedì 31 maggio 2004
ore 23:41 (categoria:
"Vita Quotidiana")
la mia auto
questo pezzo è capibile dai possessori di fiat punto che dispongono del servizio clienti (tutti, credo, perché è un servizio che fiat dà di default, a quanto pare) C'è una crepa nel vetro. Nel lunotto della mia merdosissima punto sporting gialla si è formata una linea breve e preoccupante, nottetempo, che dopo dieci chilometri di strada è arrivata quasi a metà del parabrezza. Guido terrorizzato, con la paura - non motivata, ma umana - che mi esploda il vetro in faccia. Mentre aspetto che qualcuno del service FIAT mi risponda penso che è la seconda volta in un anno che li chiamo, che è la seconda volta che devo far trainare questa cazzo di macchina dall'ACI, che è la centomillesima volta che ho un problema, come quando mi hanno scassinato le serrature e ho speso 90 euro per ognuna.Me lo merito. Me lo merito perché ho voluto spendere 18 mila euro per quattro ruote e un po' di lamiera e plastica e fili elettrici e non è una cosa che fa parte del mio mondo, del mio guidare male e parcheggiare dove capita (che è l'unica cosa che si può fare a padova) e trovarmi sempre pieno di speli e bolli sulla carrozzeria e paraurti staccati da qualche coglione privo di coglioni, che tocca e fugge. Ma sembrava dovesse essere la cosa più utile del mondo. Resistente e solida e e può capitare di fare viaggi lunghi e vai e vieni da padova e questo e quello e la terrò per tutta la vita. Stocazzo. La vendo domani se ci riesco. Mi compro una macchina da 500 euro, di 500esima mano, così guido tranquillo e me ne batto le balle e quando sono nel traffico vado spigliato senza temere per la carrozzeria.E magari con la differenza mi faccio la moto.
Adesso il tizio dell'officina mi sta dicendo, al telefono, che ci vogliono 400 euro più iva per uscire dall'impiccio, che se ho un'assicurazione (ovvio che no. ho l'assicurazione classica, che paga se vai nel culo a qualcuno e nient'altro...) mi fa le foto. No, grazie, niente foto. Già mi è andata bene che si è rotto il lunotto, così il servizio clienti mi ha garantito i benefit del caso (e si meritano una pubblicità. Eccola: comprate FIat, che hanno un service che in un'ora ti porta via la macchina e te ne mette un'altra sotto al culo). La fortuna circa il vetro rotto riguarda invece i motivi per i quali NON posso usufruire dei servizi. Per un pelo. E' la prima volta, infatti, che mi capita una cosa del genere. Un lunotto che si crepa è molto infrequente. Sono solito trovarmi, invece, nelle due situazioni che vado ad elencare di seguito e che il servizio mobilità non copre (c'è scritto sul libretto del service, è tutto vero e se volete vi metto online la scansione). Le classiche rapine in banca del sabato, per esempio. Ne faccio molte, e per fortuna durante gli inseguimenti la pula non mi ha mai centrato le gomme, sparando, se no non avrei potuto chiamare il soccorso ACI e continuare poi a farmi rincorrere dalla pula con la vettura sostitutiva. Infatti leggo sul libretto: "... sono inoltre esclusi i guasti in conseguenza di partecipazione ad attività illecite...". Ma questo è un caso limite, che magari riguarda solo me. Che dire, però, delle situazioni che capitereranno anche a tutti voi con una cadenza piuttosto regolare, ovvero "... i fenomeni di trasmutazione dell'atomo o radiazioni provocate dall'accelerazione artificiale di particelle atomiche..."? E' un bel problema, e infatti ho già deciso, per esempio, che leverò dalla lista delle mie strade percorribili tutte quelle dove esplodono bombe atomiche e dove transita l'Incredibile Hulk. Mi chiedo se sono deficenti o se bisogna fare un esame per essere assunti al servizio assistenza della fiat.
COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
sabato 29 maggio 2004
ore 10:51 (categoria:
"Vita Quotidiana")
la mia vita sociale
Lo ammetto: sono un tipo piuttosto chiuso e solitario. Parlo a ruota libera (e sono persino logorroico) solo con i pochissimi amici che ho, mentre in mezzo a gente nuova tendo a stare in disparte e a muovere le labbra il meno possibile. Non è un pregio, purtroppo. Ma è un difetto che, invero, mi dà il tempo per osservare tutte le persone che mi stanno attorno, e che si parlano e si conoscono e si raccontano di loro. E' un hobby che non ho nemmeno mai saputo di avere, anche se in realtà abbiamo sempre vissuto insieme, io e lui. Mi intrippo a guardare le persone e a classificarle, per poi accorgermi che alla fine c'è un numero di categorie, per quanto grande, piuttosto ridotto. Sono raggruppabili in una serie di insiemi dei quali prendo nota. Il mio catalogo mnemonico, come una sorta di album di figurine, mese dopo mese si arricchisce. Ci sono i frequentatori di strade e mezzi su ruote, i possessori di cellulari, gli spaccapalle che si incontrano nella vita... ho catalogato di tutto un po' e qualcuno mi ha scritto per sapere se sono davvero così poco tollerant, se davvero odio il mondo come si evince da quanto scrivo. Ma no, certo che no. Dirò di più: per milioni di volte io stesso mi sono trovato in una delle categorie che descrivo. C'est la vie. E' la via. In realtà, le persone che mi stanno un po' qui (per non scrivere sempre sul culo, sul cazzo, ché a volte un po' di contegno non fa male) sono davvero poche.
Una sera, invitato ad una festa di amici di un amico, in una sorta di disco pub affittato, mentre stavo seduto in disparte come mia consuetudine, mi sono accorto che i tipi che mi stanno antipatici erano tutti lì.
C'era IL SIMPA, per esempio. Il simpa non è simpatico, ma fa il simpatico. Quelli che fanno i simpatici sono la razza peggiore presente sulla faccia della terra. Hanno questa pessima abitudine di voler far ridere a tutti i costi e non ci riescono praticamente mai, imbarazzando te e loro. Li riconosci anche senza essergli vicino, perché fanno una battuta e poi si ammazzano dal ridere. Se gli sei vicino te la spiegano, se mantieni - come è logico - un'espressione impassibile. Cercano in tutti i modi di tirarti nella risata, e tu ne accenni una sforzata ma si capisce che sforzi. Se sono fidanzati, sono causa di imbarazzo anche per le compagne (o viceversa, se si ribalta il simpa al femminile), a meno che non facciano parte della stessa razza. In questo caso, vivrai in un terrificante teatrino dell'assurdo fino a quando la scusa buona da sfoggiare salterà fuori e lascerai entrambi alla loro simpatia.
E che dire dei CONSIGLIERI? Li conosci da trenta secondi eppure hanno già un consiglio da darti. Se sei in procinto di fare qualcosa (un viaggio, una spesa, una manciata di cazzi tuoi) loro l'hanno già fatto e ti spiegano subito la strada migliore, la scelta migliore, la decisione migliore. Che sarebbe quella di mandarli affanculo, ma l'educazione ti frena.
L'INTENDITORE era appoggiato al bancone, dove ovviamente stava chiedendo il miglior whisky del mondo, prodotto in tiratura limitata da un artigiano irlandese. E' simile a un consigliere, ma più che darti consigli ha interesse nel farti sapere che lui se ne intende. Di tutto, ovviamente. Dalla più grande minchiata al segreto della vita, lui ha una discreta conoscenza, e solitamente smantella la poca che hai tu. A volte te la demolisce anche con faccia schifata, guardandoti dall'alto in basso, oppure con un sorriso che ti concede pietà. Se cambi argomento, di solito ne sa anche di quello, e così all'infinito.
IL FIN TROPPO ONESTO non manca mai. E' uno che non sa ancora chi sei e ti snocciola un punto di vista che prevede l'ovvia coglioneria della fazione opposta. Nella quale potresti esserci tu. Forse perché sicuro di riconoscere sempre i suoi simili, il tizio di questa specie fa affermazioni categoriche senza conoscere la categoria di appartenenza del suo interlocutore. Dice cose tipo "Quelli del G8 sono tutti dei drogati" a uno che ha manifestato a Genova, "Quella ragazza è un cesso" al fidanzato della regazza e ai suoi amici, "Gli arbitri sono tutti dei cornuti" a un arbitro e via di questo passo. Le versione professional è questo tizio che oltre a sentenziare senza sapere dove sta gettando l'immondizia ti fa anche sorrisini complici o addirittura ti dà una pacca sulla spalla, convinto che non puoi che essere della sua idea.
LA MITRAGLIA era in versione light, per fortuna. E' quel tipo che dopo averti agganciato inizia a parlare e lo fa per un periodo così lungo che alla fine non solo tu non ti ricordi tutto quella che ha detto, ma non se lo ricorda più nemmeno lui. Dopo venti minuti - senza interruzioni e senza prender fiato - di ascolto continuo, perdi proprio il senso delle parole, che si amalgamano e diventano suoni intermittenti come quelli di un telegrafo. C'è un momento nel quale arrivi ad odiarlo, ad augurargli la morte. Qui. Ora. La versione professional è politicizzata impegnata. Argomenti ai quali tengo molto, ma non è mia consuetudine presentarmi a una persona esordendo con il mio pensiero sulla caccia alle balene in Giappone.
L'UBRIACO COLLOSO è in ogni caso quello che amo di meno. Mi spiace, anche perché io sono ubriaco il 90% delle volte in cui mi trovo a una festa, ma così come adoro quelli pacati e in pace col mondo, odio quelli che ti si appiccicano addosso e con un braccio rigorosamente sulle tue spalle per tenersi in piedi ti soffiano nelle orecchie frasi sconnesse di alito caldo e puzzolente, e ti coinvolgono nei discorsi più astrusi e spossanti... e se cerchi di defilarti si offendono pure. Anche qui non manca la versione professional, che nell'offesa vede un affronto da lavare con il sangue, andando a creare immantinente l'immancabile siparietto del "momento di tensione", che è un classico di ogni festa che si rispetti, come il gioco della bottiglia.
Quanto a momenti di tensione non è stato male nemmeno SCHERZETTO, che è un altro di quei tipi ai quali inietterei soda caustica nei bulbi oculari, mentre li ho di fronte. Scherzetto è quel tipo che se ti arriva da dietro ti piega le ginocchia con le sue per farti cadere, oppure ti afferra le balle (che è un grande classico). Le balle te le afferra anche da davanti (un classico non ha limiti di direzioni). Davanti, può farti anche la mossa, che dovrai ovviamente pagare in caso di spavento, oppure un altro classico dei classici: il pizzicotto sul capezzolo. Quest'ultimo può lasciarti lividi anche per settimane, quindi è un buon modo per farsi ricordare, se vi servisse un'idea originale per amici e/o parenti.
E per finire è arrivato FICHETTO, che è uno che ti guarda i vestiti e sembra stia pensando di pisciarci sopra, ai tuoi jeans non pulitissimi. In vacanza ci va sullo yacht, le sue scarpe costano 300 euro, è amico di due letterine di passaparola e di un calciatore, pippa la coca, ha la macchina da gran figazzo dei figazzi, il bronzo impeccabile e tu sei una merda. E questo vorrebbe fartelo capire fin dall'inizio. Ma anche se ti schifa non si leva dai coglioni, e sta invece lì a farti una lista di quello che ha e che fa e che può avere e che può fare e di chi conosce e di chi si scopa e se il mondo avesse un buco del culo io me lo starei inculando.
Quando stavo per farcela a imboccare il cammino del rientro, mi ha blindato alla porta PAGINE GIALLE, che è un tipo inquietante che probabilmente tiene un gigantesco albero genealogico mondiale appeso alle pareti della sua stanza. Mi dice "Ciao, mi hanno detto che sei di Pisciaca volo, è vero?. "Sì, perché?". "Oh, ma allora conosci la Deborah!". "Bo? Deborah chi?". "Deborah quella che ha fatto il linguistico a Pirzonate, che era in classe con la Mariella, quella di Busonello. I suoi genitori hanno una macelleria. O forse una lavanderia. La macelleria forse è dei genitori della Simonetta." "Guarda, io non è che conosco proprio tutti...". "Ma il Mario? Lo conosci il Mario? Troppo forte... Abbiamo fatto ragioneria insieme, a Brinzio. C'erano lui e anche l'Alberto, di Pisciacavolo, quell'anno lì, poi l'Alberto ha smesso per andare a lavorare. Adesso che lavoro fa?" "Ma Alberto chi?"
Regalandogli un paio di pettegolezzi freschi da aggiungere al suo who's who del mondo intero sono riuscito a defilarmi e a raggiungere la macchina, evitando accuratamente L'AMICO MIGLIORE CHE SI POSSA AVERE. Questo la pensa sempre come te, ma solo quando parla con te. Se parla con un altro, la pensa come lui. Se parla di un Altro a te, ti dice che l'Altro che un coglione. Se parla di te all'Altro, gli dice che sei un coglione. Tiene il piede in tutte le scarpe possibili. E' amico di tutti e in realtà non è amico di nessuno.
Alla fine casa, dove ogni cosa mi è amica, dove posso sprofondare nel divano o in una tazza di te, o mettermi davanti al computer scrivere il blog. E mentre finisco e invio, mi accorgo che in realtà non mi sta più nel culo nessuno.
LEGGI
I COMMENTI (1)
- SEGNALA questo BLOG
lunedì 24 maggio 2004
ore 21:40 (categoria:
"Pensieri")
a volte nella vita...
capita a volte nella vita di trovare una persona speciale, magari per caso, magari nemmeno la vedi e magari la incontri perchè tu, in quel preciso momento, stai facendo un gesto, un movimento, un'espressione particolare di cui nemmeno ti accorgi, totalmente sovrappensiero. Capita a volte che nasca così una storia d'amore meravigliosa e intensa, in cui due individui, apparentemente diversi e senza nulla in comune si incontrano, si parlano, si conoscono e si innamorano, cambiando radicalmente le proprie vite, stravolgendole e ribaltandole. Capita che questo crei molte difficoltà, molti problemi con chi li circonda, problemi che sembrano insormontabili all'inizio, ma a poco a poco, capita di accorgersi che ora non si è più soli e che i problemi, in due , sono più facili da risolvere. Capita così di trascorrere anni assieme, crescendo, sbagliando, litigando e facendo pace, trovando sempre qualcosa di nuovo l'uno nell'altra, facendo tesoro delle esperienze e delle cose fatte, viste e sentite, capita di pensare al futuro, di come sarà meraviglioso assieme, di come tutto non può che andare bene, perchè qualsiasi problema la vita ci potrà porre dinnanzi, saremo sempre in due ad affrontarlo, e noi lo sappiamo bene, che in due tutto è più facile. Poi capita che qualcosa accada, che il futuro, per uno dei due , non sia più tanto sicuro, o che la sicurezza stessa di un futuro già scritto spaventi a tal punto da fuggire da tutto. Tutto? No, fuggire dall'altro, dall'altro e da tutto ciò che rappresenta, capita di dover avere bisogno di tempo, per pensare, per riflettere, per conoscere meglio se stessi e risolvere vecchi rancori con il proprio io prima di imbarcarsi verso un viaggio lungo una vita. Capita che l'altro, tanto sicuro e tanto convinto della durevolezza e solidità del suo amore, cada dalle nuvole, e assista attonito al crollo del suo meraviglioso castello dorato, un castello in cui si sentiva protetto dagli insulti del mondo, un guscio contro tutti quei problemi che forse non aveva mai avuto coraggio di affrontare. Capita poi che tutte le paure e le insicurezze, che tanto aveva deriso negli anni passati, diventino all'improvviso enormi macigni, macigni che pesano e che anche se li ignori, proiettano la loro lugubre e orrida ombra su tutti i tuoi pensieri e tutte le tue azioni. Capita di vedere la persona che più ami al mondo lontana, che ti chiede espressamente di darle tempo,mentre osservi come altri si accorgono di che angelo possono godere la presenza, mentre osservi impotente te stesso, patetico e corrotto, meditare sconvolto dalla gelosia e da passioni che nella loro sordidità solo un essere umano può provare. Capita di ritrovarsi a pensare fino a che punto si può arrivare, nel vortice dell'incertezza, fino a che punto ti puoi spingere prima di toccare il fondo, di chiedersi dove è il tuo fondo, e di chiedesi se una volta toccato, comincerai a risalire o comincerai a scavare. Capita a volte nella vita di farsi pena, e di essere incazzati con se stessi per l'inettitudine e la poca capacità a reagire alle prove della vita, capita di odiare di piangersi addosso, e di accorgersi che null'altro rimane da fare, perchè l'incertezza e l'impotenza sono adesso le mura della tua nuova casa.
COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
> > > MESSAGGI PRECEDENTI
|
|
APRILE 2026
<--Prec.
Succ.--> |
| Do |
Lu |
Ma |
Me |
Gi |
Ve |
Sa |
| |
|
|
1
|
2
|
3
|
4
|
|
5
|
6
|
7
|
8
|
9
|
10
|
11
|
|
12
|
13
|
14
|
15
|
16
|
17
|
18
|
|
19
|
20
|
21
|
22
|
23
|
24
|
25
|
|
26
|
27
|
28
|
29
|
30
|

|