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Alzare la spada per spezzare una volta per tutte le catene che ci stanno chiudendo e poi, quando ci troveremo in battaglia dovremmo gridare forte “Europa!”, perché solo Lei ci da la forza di continuare a sognare un nuovo domani.
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mercoledì 2 aprile 2008 - ore 21:16
CEMENTO ARMATO!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Giuliano Sangiorgi (Negramaro) e Dolores Oriordan
Sono riva di un fiume in piena Senza fine mi copri e scopri Come fossi unaltalena Dondolando sui miei fianchi Bianchi e stanchi, come te - che insegui me. Scivolando tra i miei passi Sono sassi dentro te – dentro me Se non sei tu a muoverli Come fossi niente Come fossi acqua dentro acqua
Senza peso, senza fiato, senza affanno Mi travolge e mi sconvolgi Poi mi asciughi e scappi via Tu ritorni poi mi bagni E ti riasciughi e torni mia Senza peso e senza fiato Non son riva senza te
Tell me now Tell me how am I supposed to live without you Want you please tell me now Tell me how am I supposed to live without you
Se brillando in silenzio resti accesa dentro me Se bruciando e non morendo tu rimandi e accendi me Stop burnign me! Dentro e fuori e fuori bruci E ti consumi e scappi via Stop bournign me!
Mi annerisci e ti rilassi e mi consumi e torni via (Get out Am I? Get out Am I? Stop bournig me!) Get out Am I? Get out Am I? No! Want you please tell me now Tell me how am I supposed to live without you No, please, dont tell me now (touch me) Tell me how am I supposed to live without you No Please Dont
Grandissima canzone che chiude un film sottovalutato credo...
La morte è uguale per tutti! Però...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
A riguardo di Matteo, il tifoso del Parma deceduto domenica!
Dobbiamo avere la forza di separare i discorsi senza farci tirare in una polemica che tende a sgretolare quel che rimane del nostro movimento. Matteo è morto e questa è una tragedia per la famiglia e per gli amici. Inutile dire che ognuno di noi ha avuto lutti simili e comprende la portata del dolore e della disperazione, ma nonostante questo abbiamo il dovere, pratico e morale, di schierarci e dire esattamente qual’è il pensiero di chi, ultras per davvero, non se la sente di finire nel tritacarne dei perbenisti. Matteo è morto dopo aver aggredito, insieme ad altre cento persone facenti parte del gruppo dei Boys Parma, un pullmann di un club, azione tra le più vigliacche e deprecabili nel nostro mondo. Qui non esistono più bandiere o squadre, esiste solo un modo di vedere il calcio che per gli Ultras è rappresentato da un codice d’onore. Matteo non può e non deve essere equiparato a Gabriele, vero Ultras, ucciso dalla follia di un poliziotto. Matteo è morto dopo essersi macchiato di un reato gravissimo nella nostra comunità, quello di aver assalito persone che non volevano lo scontro e cercavano di sottrarsi al contatto. Io non considero Matteo uno di noi e, lo dico sinceramente, anche il suo gruppo dovrebbe subire forti critiche da chi vive la curva in un certo modo. La nostra credibilità, e quando dico nostra intendo quella di chiunque creda nella logica Ultras al di là dei colori che si amano e difendono, passa anche attraverso prese di posizione come questa. Nessuno all’epoca si è permesso di criticare i parmensi quando ci si scontrò in campo, ma nessuno oggi deve permettersi di far passare questa morte come un qualcosa che ci appartiene. Cosa c’è di Ultras nello sfasciare la carrozzeria di un pullmann pieno di persone normali? Cosa c’è di Ultras nello strappare una sciarpa a chi non tirerebbe un cazzotto neanche sotto tortura? Non è reato andare con una prostituta consenziente, lo diventa se questa ha 10 anni ed è obbligata dal suo padrone come accade nell’est asiatico. No, non ci sto, non me la sento di essere complice di una vigliaccata. Ed anche il silenzio, le dichiarazioni reticenti a mezza bocca, il voler cercare di nascondere la verità e salvare il salvabile contribuiscono solo ad inasprire ulteriormente la repressione. Quando si sbaglia, e soprattutto quando si sbaglia così, bisogna ammettere l’errore e chiedere scusa a tutti. Domenica i Boys Parma hanno infangato il movimento Ultras macchiandosi di un comportamento ignobile. Ed hanno continuato a farlo trincerandosi dietro un silenzio smascherato dai fatti e dalla logica. Matteo non era uno di noi. Torno a ripetere che rispetto il dolore della famiglia e degli amici, ma morire con onore è un’altra cosa. E Matteo è morto senza onore.
Dobbiamo cantarvi una canzone?
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Youll never walk alone
When you walk through a storm Hold your head up high And dont be afraid of the dark At the end of the storm Is a golden sky And the sweet silver song of a lark
Walk on through the wind Walk on through the rain Tho your dreams be tossed and blown Walk on, walk on With hope in your heart And youll never walk alone Youll never walk alone
Non Camminerai Mai Da Solo
Quando cammini nella tempesta mantieni la testa alta e non essere intimorito dal buio, alla fine della tempesta cè un cielo dorato e il dolce canto di unallodola.
Avanza nel vento, avanza nella pioggia, sebbene i tuoi sogni siano infranti avanza, avanza con la speranza nel cuore e non camminerai mai da solo, non camminerai mai da solo.
Anche per questo week end il gallery chiude alle 21 per unordinanza del comune a causa di lamentele da parte di vari locali e... vicinato... ma chi abita la che cè il comune???
SE VUOI EVITARE LINVIDIA DEVI ESSERE SENZA MERITI!!
UN DESIDERIO! Gianna Nannini
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Te l’ho letto dentro agli occhi, Tra le ciglia dei pensieri Assapori con disgusto, Quanto costo e quanto vali Tutto nero tra la gente, Senza soldi sei straniero Quella vita è un tiro a segno E poi non si ferma il treno Tu che accendi tra le labbra tracce della tua saliva Se mi prendi per la gola Mi dai il succo della vita Cara voglia assassina Dentro al cuore hai fatto un buco E non c’è una via d’uscita Come un ragno aspetto il fuoco
Ma stanotte scoppia il cielo Svegliati amore che è vero Dentro al mare piove il cielo Salva una stella ti prego Un desiderio, un desiderio, Un desiderio, è un desiderio
Come baci questa luna Travestita da soldato Quanti colpi hai dedicato Alla tua identità La tua donna sono io Tutti i figli sono i tuoi E lo so che non lo vuoi È la guerra e siamo noi
Ma stanotte scoppia il cielo Svegliati amore che è vero Dentro al mare mio leggero Ferma io bacio quel treno E’ un desiderio, è un desiderio Un desiderio, un desiderio
Si narra che ai tempi di Romolo la giovane e bella vestale figlia del custode del colle capitolino Spurio Tarpeo tradì la città ed aprì le porte di Roma ai Sabini ed al loro re Tito Tazio, chiedendo in cambio tutto ciò che i guerrieri avessero portato al loro braccio sinistro: i preziosi bracciali e gli anelli d’oro. Una volta arrivati sul Campidoglio, però, i Sabini interpretarono l’accordo a modo loro e, per ricompensa, le scagliarono contro un altro oggetto indossato a sinistra: i pesanti scudi utilizzati per la difesa, e la gettarono poi dalla rupe sulla parte meridionale del colle. Da allora la rupe prese il nome di rupe Tarpea e fu utilizzata nei secoli per recipitarvi i traditori della patria.
Sia la strada al tuo fianco, il vento sempre alle tue spalle, che il sole splenda caldo sul tuo viso, e la pioggia cada dolce nei campi attorno e, finché non ci incontreremo di nuovo, Iddio ti protegga nella palma della mano .
Perchè Berlusconi e Veltroni mentono agli italiani
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Durante la campagna elettorale, si sa, i partiti ed i loro leader si sperticano nel parlare dei loro programmi e delle soluzioni dei problemi. Tutti diventano dei geni e degli statisti, dei maghetti dell’economia pronti a tirare fuori dal cilindro la soluzione ai patimenti dei cittadini. In questa tornata elettorale, poi, abbiamo un dato che ha, almeno per l’Italia, dell’incredibile i due partiti maggiori, quelli del possibile inciucio delle larghe intese che presentano agli italiani lo stesso programma e le stesse soluzioni. In più ognuno dei due dice di non disperdere il voto ed invita gli eventuali “elettori avversari” a votare per il “nemico” e non per i partiti minori per non disperdere il voto democratico in un voto inutile. Un quadro decisamente desolante dove si vuole cancellare anche la libertà di scelta, a destra o a sinistra che sia. Ma quel che più fa rabbia è che sia Veltroni che Berlusconi, cioè il binomio che il 15 aprile prossimo potrebbe trasformarsi in un bel Veltrusconi, non raccontano agli elettori come stanno realmente le cose. Cari italiani qui non c’è una lira e s andrà sempre peggio. Lo spauracchio della crisi del 1929 che mandò a zampe all’aria l’economia americana e mondiale è dietro l’angolo. L’aumento sconsiderato del petrolio, l’euro alle stelle ed il dollaro in grave sofferenza, il costo del grano raddoppiato nel giro di un anno, la crisi dei mutui casa e l’assurda politica della Banca centrale europea che non ha nessuna intenzione di abbassare il costo del denaro unitamente alla crisi nei consumi, al calo della produzione industriale danno un quadro nefasto e tragico della situazione che potrebbe rovesciarsi sull’Italia già fin troppo massacrata. Berlusconi, da imprenditore affermato qual è sa perfettamente che guidare il Bel Paese in queste condizioni è proibitivo. Ed è per questo che afferma ad ogni uscita pubblica di non avere la bacchetta magica. Ed è per questo che spera in un pareggio con il Pd. L’unico modo per andare ad un governo di larghe intese e dividere la tragedia con l’avversario in modo da non essere l’unico a salire sull’altare sacrificale. Non dire però le cose come stanno realmente, non dire che agli italiani toccheranno anni di lacrime e sangue equivale a prendere in giro una nazione. Una nazione che ha bisogno di tutto tranne che delle solite ignominiose falsità. Gli elettori consono stupidi, leggono i giornali, vedono la tv, comprendono e capiscono ed è per questo che puniranno sia il Pd che il Pdl. Sono lontani i tempi di quando nel mondo eravamo i “maccaroni” o i soliti “mafiosi, spaghetti e mandolino”. Dice bene Berlusconi, “Italia rialzati in piedi”. Dice bene perché l’Italia saprà rialzarsi in piedi per punire chi mente sapendo di mentire. Dice il vero anche chi afferma che “si può fare”. Si può fare, li si può mandare a casa insieme.