|



NICK:
gaiaccia
SESSO:
w
ETA': 30
CITTA': pd
COSA COMBINO: lavoro
STATUS: middle
[ SONO OFFLINE ]
[PROFILONE
COMPLETO]
[
SCRIVIMI
]

STO LEGGENDO
"il grande tiratore" Vonnegut Kurt
HO VISTO
le mie amiche ieri! 
STO ASCOLTANDO
lemonheads franz ferdinand the fratellis the velvet goldmine the strokes pearl jam stereo total the dresden dools Vinicio Capossela keith jarrett Lucio Dalla Paolo Conte Carmen Consoli Daniele Silvestri Placebo Ska-p Elio e le storie... SEMPRE CMQ
ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
jeans e malllliettta
ORA VORREI TANTO...
portarmi altrove
IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
nulla di preciso un’insalata mista
OGGI IL MIO UMORE E'...
ok
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

PARANOIE
Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE
1)
2)
|
Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre ma nell’avere nuovi occhi.
Marcel Proust

|
(questo BLOG è stato visitato 4650 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ospite,
ULTIMI
10 messaggi
(per leggere i precedenti naviga attraverso
il calendarietto qui a destra:
i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )
|
martedì 11 ottobre 2005
ore 15:42 (categoria:
"Vita Quotidiana")
aggiungo
ora ho tutto più chiaro
ieri sera ho visto lo speciale su La7 sul D-Day e poi la prima mezzora di "Salvate il soldato Ryan"
..... ecco il xke di tutto il mio accanimento sui puffi! nn capivo da quale angolo del mio cervello arrivasse... dal sinistro no?
COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
martedì 11 ottobre 2005
ore 10:21 (categoria:
"Vita Quotidiana")
VOTO ZERO
alla "pubblicità progresso" o "processo" belga
...................
ho cancellato il mio momento di acidità mattutino il diario virtuale è bello anche x questo no? 
è che preferisco lasciare leggero almeno questo pezzo di coscienza! i dibattiti infracervellari meglio lasciarli a discussioni infrapersone vere! 
COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
venerdì 7 ottobre 2005
ore 15:20 (categoria:
"Vita Quotidiana")
bè dai, nn così poche via!
Una Storia D’amore
io ti guarderò illuminata con il neon delle vetrine poi ti nutrirò di coca-cola e di popcorn dentro ad un cine ti racconterò le mie bugie sul mondo e quelle sulla gente poi ti bacerò con tutto quanto in fiamme con le luci spente e faremo l’amore sulle foglie e sui prati sul denaro e nel fuoco dentro ai posti proibiti fino al cuore del mondo come due innamorati come due innamorati senza niente da fare che non hanno nient’altro che "una storia d’amore"
io ti curerò perchè tu c’hai bisogno di ridere di gusto e ti ringrazierò quando usciremo presto da un locale "giusto" guarderò da giù il grattacielo dei tuoi tacchi mozzafiato e ti domanderai se anche stavolta sono io quello sbagliato e faremo l’amore dentro ad un temporale tra le luci del centro tra le statue di sale con il cuore impazzito come due innamorati come due innamorati senza niente da fare che non hanno nient’altro che "una storia d’amore" una storia d’amore una storia d’amore una storia d’amore una storia d’amore una storia d’amore una storia d’amore
Lorenzo
COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
venerdì 7 ottobre 2005
ore 15:13 (categoria:
"Vita Quotidiana")
Un Buco Nella Tasca
(Jovanotti, M.Canova, Jorfida)
Ho visto scimmie arrampicare su ogni tipo di ramo Ho visto pesci abboccare ad ogni tipo di amo Ho visto donne dalla pelle d’oro e donne more vestite in cellophane Oppure solo con un fiore Ho visto un piede farsi avanti è l’altro che esitava In una mano un cellulare nell’altra la clava Ed o pensato ai miei pensieri con comodità Giustificando per pigrizia anche le atrocità E ho visto toccato ascoltato annusato In ogni torta che vedevo Ci ho affondato il dito E vedrò toccherò ascolterò annuserò E in ogni torta come sempre il dito affonderò Ho un buco nella tasca Ogni cosa che ci metto scompare Ho un buco nella tasca ricominciare Ho visto un essere umano preoccuparsi per me Senza chiedere in cambio niente di niente per sé E ho fatto scelte senza scegliere che scelta fare Convinto di trovare una montagna sotto al mare E ho visto le api fare il miele E gli uomini fare il male E ho visto l’arcobaleno prima di un temporale Ho visto il lampo di una lacrima alla fine del riso Ho visto un uomo camminare dopo che è stato ucciso Ho visto i fiori più meravigliosi e colorati quelli più rari Inaccessibili e più profumati Mi son trovato alle soglie di una notte scura Utilizzavo quel ricordo contro la paura E ho messo trappole in giro e ci son cascato io E ho visto auto in doppiafila nel parcheggio di dio E ho visto toccato ascoltato annusato In ogni torta che vedevo Ci ho affondato il dito E vedrò toccherò ascolterò annuserò E in ogni torta come sempre il dito affonderò Ho un buco nella tasca Ogni cosa che ci metto scompare Ho un buco nella tasca ricominciare
E ho visto causa ad effetto che si scambiavano il ruolo E ho visto bravi orchestrali crollare dentro un assolo E ho visto facce diverse dentro lo stesso riflesso Ed ogni giorno è diverso anche se il sole è lo stesso E ho visto grandi orologi su gente di poco polso E sarei anch’io un assassino se non deviassi l’impulso Guarda quel fiore finto sembra vero. Ho detto Guarda quel fiore vero sembra finto, Ho detto
E vedrò toccherò ascolterò annuserò E in ogni torta come sempre il dito affonderò Ho un buco nella tasca Ogni cosa che ci metto scompare Ho un buco nella tasca ricominciare
COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
venerdì 7 ottobre 2005
ore 15:06 (categoria:
"Vita Quotidiana")
il nuovo lorenzo
poche di buone, ma buone!
Per Me
Non è facile per me Dire una cosa proprio a te Che mi conosci bene come la tua pelle Questa mattina quando te sei uscita prima di me Sono rimasto a letto a guardar le stelle Disteso dalla parte tua Con il tuo calore ancora di terra di sogni che non so comprendere Io trattenevo il respiro Per sentire il silenzio Di una stanza quando non ci sei Abbracciavo il cuscino Per cercare il profumo Di una notte dai capelli tuoi… e non ci riuscirò mai…. Mai A dirti quanto bella sei.. sei Quanta vita mi dai… dai E quello che tu sei per me… per me.. per me…per me….per me… Sei l’altra parte della luna Il fuoco che non si consuma Il tuono che precede il lampo La cassaforte del mio tempo E’ difficile poi Ritrovarsi tra noi Con addosso dieci anni insieme L’abitudine sai è il peggiore dei guai Si diventa come due vecchi comici Che non ridono più Che non inventano più Che sono li a rassicurare il pubblico Io ti amo.. e mi vergogno anche un po’ Come un bambino io continuo a dirtelo E non ci riuscirò mai.. mai A dirti quanto bella sei.. sei Quanta vita mi dai… dai E quello che tu sei per me… per me.. per me…per me….per me… Fedele non sarò mai Ma non ti tradirò mai Sai che fedele io non sono a niente Io non lo sono con me Io non lo sono con te Neanche con dio nemmeno con la gente Non ti amerò come vuoi Perché non so dire noi Però lo sai che posso darti il sole È solo insieme a te Che io ho capito perché È così bella la parola amore E non ci riuscirò mai.. mai A dirti quanto bella sei.. sei Quanta vita mi dai… dai E quello che tu sei per me… per me.. per me…per me….per me… Tu sei la signora dell’olimpo La pioggia che ravviva il campo La madre che non mi somiglia Il battito delle mie ciglia La notte dove addormentarmi E l’ala dove ripararmi Tu sei il pericolo costante La mia miniera di diamante per me.. per me…per me….per me…
COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
venerdì 7 ottobre 2005
ore 14:54 (categoria:
"Vita Quotidiana")
bè... interessante Bertè
Io Ballo Sola
Il male è un gatto a nove code il male è la mano che ti prude il male è la dote che si gode Una porta che era aperta e Si chiude, si chiude
Il male fa "le donne, il vino, i soldi" il male ha pelle da gattopardo il male che non cambia mai le sorti fra Scilla e Cariddi Ed Io ed Io.....
e sto benissimo, è un rituale niente da dire, da comunicare è guerra fredda, silenzio stampa ognuno perso nella sua danza
il male testa a testa contro il male non desiderare un altro il male noi, noi due ancora amanti e che la festa del male vada avanti
Il male è la scimmia sulla schiena il male io cuore di Maddalena e maledici io e te cari nemici...
... ma va benissimo anche se è dura e a ogni finestra doppia serratura e ho buttato via la chiave nella spazzatura
E sto Benissimo amore mio anche se oggi è caduto Dio ho tolto il tuo nome sulla porta e ciò messo il mio
e sono qui che ballo sola scomunicata dalla vita Come un sacco tagliato, una cosa vuota
e sto benissimo, è un rituale niente da dire, da comunicare è guerra fredda, silenzio stampa ci devo stare
e come vedi sono ancora qui è tutti gli altri a bordo ring
ma come pesa questo soffitto che oggi Dio sè preso tutto tutto....
... e ti saluto anima mia dentro la muffa di queste mura e non ci sono più per nessuno da oggi in poi ora... io... io ballo sola....
COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
venerdì 7 ottobre 2005
ore 09:23 (categoria:
"Vita Quotidiana")
affsss ora si spiega
xke stanotte nn ho dormito una mazza era tutto quel casino fra la solita polemica luna e quei cazzoni di Urano e Saturno... 
gemelli Una giornata un po’ troppo inquieta, instabile, anche se a tratti potrebbe fornirvi le occasioni giuste per movimentare un po’ di piu’ la vostra esistenza! Sara’ l’effetto incrociato della Luna in opposizione che risveglia Urano e Saturno.
in ogni caso BUON GIORNO!!!
COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
giovedì 6 ottobre 2005
ore 17:50 (categoria:
"Vita Quotidiana")
e ancora... QUESTO è PROPRIO SPETTACOLARE
A Padova in occasione della mostra fotografica alle Scuderie di Palazzo Moroni > "WIM WENDERS. Il mondo delle immagini" > LA RASSEGNA CINEMATOGRAFICA DEL REGISTA TEDESCO > > > Mercoledì 5 ottobre - "Falso Movimento" > Mercoledì 12 ottobre - "L’amico Americano" > Mercoledì 19 ottobre - "Tokyo Ga" Mercoledì 26 ottobre - "Il Cielo sopra Berlino" > > Ore 21.00 > ingresso ? 2,00 > > Padova, Multisala Pio X - MPX, Via Bonporti 22 (Zona Duomo) > > > Falso movimento (Falsche Bewegung), di Wim Wenders, 1974 > > - Il rapporto tra storie e immagini è fondamentale nel suo cinema. Lei deve aver affermato una volta che il suo lavoro consiste nell’osservare, e che le storie sono solo pretesti per creare immagini. > - Che altro si può raccontare? Con quali strumenti si può raccontare oggi se non con le immagini? Ovvero, come fare per mettere in movimento le cose? Io non ragiono affatto in termini deduttivi, non posso porre un postulato e derivare da quello una serie di deduzioni. Posso solo pensare al movimento mentre lo realizzo, e verificare così anche la direzione del movimento. > Wim Wenders, L’atto del vedere
> Wilhelm Meister è un aspirante scrittore, affetto da una paralizzante afasia e dall’incapacità di comunicare («Mi sento come se avessi perso la lingua. Vorrei diventare scrittore, ma come sarà possibile se non ho voglia di comunicare?» dice all’inizio del film). > Infrange a mani nude il vetro della finestra della sua stanza; sanguina, come sanguineranno (per diversi motivi) altri personaggi del film. Quel sangue e quel vetro rotto rappresentano, simbolicamente, il preludio al tentativo da parte di Wilhelm di entrare in contatto con il mondo, di rompere quell’interfaccia vitrea, trasparente ma non per questo meno infida, che lo separa dalla realtà. > Wilhelm inizia allora il suo viaggio; si muove in bicicletta, in treno, in automobile, alternando lente passeggiate meditative a corse affrettate. I paesaggi urbani si alternano a vedute naturalistiche: inizialmente Bonn, poi la campagna renana, gli angusti appartamenti di una Francoforte virata in grigio, infine la vetta cristallina dello Zugspitze. In questo viaggio Wilhelm è accompagnato da una galleria di personaggi che esplicitano i conflitti interiori che lo tormentano, come ad esempio l’ex ufficiale nazista che lo costringe a ripensare il traumatico passato storico della Germania, oppure l’industriale suicida, che gli rivela la tragica e contraddittoria "teatralità" della solitudine. > Ma il movimento, alla fine, è soltanto apparente: il viaggio ha tradito le attese e non ha aiutato Wilhelm a superare la soglia del proprio soggettivismo. Wilhelm nel finale, sullo Zugspitze, viene significativamente inchiodato nella statica pittoricità del quadro romantico di Friedrich Il viaggiatore al di sopra del mare di nuvole, che lascia irrisolte tutte le domande e le tensioni interiori del protagonista. > La rilettura proposta da Wenders e Handke de Gli anni di apprendistato di Wilhelm Meister di Goethe è, rispetto al suo antecedente letterario, di segno nettamente opposto: come è stato rilevato in sede critica, "se nel Wilhelm Meister Goethe lascia intendere che il fallimento fa crescere il suo eroe, Handke e Wenders non lasciano trapelare, per lui, al termine del viaggio, nessuna speranza di vittoria". > Tuttavia, a margine dell’impossibilità di mettere in scena un "Bildungsroman" contemporaneo (per precise ragioni storiche e culturali, come la situazione della Germania nel secondo dopoguerra), Falso movimento rappresenta lo snodo cruciale di un movimento estetico più profondo di quello che viene esplicitamente negato nel racconto: questo movimento riguarda il senso della scrittura, intesa come atto creativo e come forma di rappresentazione del mondo. In altre parole, attraverso la figura di Wilhelm, Wenders si chiede, in maniera molto radicale, quale scrittura sia a questo punto possibile, una volta accertata l’impossibilità da parte dell’uomo contemporaneo di uscire dal proprio inevitabile soggettivismo. > Delle possibili risposte possono essere rintracciate in alcune riflessioni del protagonista di Falso movimento, che trovano un puntuale sviluppo in alcuni episodi significativi della filmografia wendersiana, anche coevi a Falso movimento (si pensi soltanto agli altri due episodi della cosiddetta "Trilogia della strada", ovvero Alice nella città (Alice in den Städten, 1974) e Nel corso del tempo (Im Lauf der Zeit, 1976) oppure di molti anni successivi, come nel caso di Lisbon story (1994). Il primo elemento della "nuova" scrittura è innanzitutto la ricerca dell’essenzialità rappresentativa, della massima concentrazione sull’oggetto o l’evento che si vuole far vedere («Vorrei che il mio scrivere fosse essenziale come una casa o un bicchiere di vino, o ancora più essenziale»); in seconda istanza, il tentativo di aderire il più possibile alla realtà delle cose scardina l’impianto narrativo come esito principale dell’attività di scrittura, che si configura piuttosto come un processo di osservazione ed esplorazione del mondo nelle sue dimensioni visibili e uditive. > La simbologia del viaggio muta così significato, passando da metafora dell’itinerario di formazione interiore dell’individuo a percorso di esplorazione esteriore del mondo, nel quale sono le immagini osservate a generare, strutturare o modificare lo stesso sviluppo narrativo del film rispetto al progetto iniziale. Conseguentemente, la specificità della scrittura cinematografica, per la sua possibilità di offrire direttamente allo sguardo la realtà visibile e sonora degli eventi, supera in efficacia l’obliquità descrittiva della scrittura letteraria. > Francesco Netto
COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
giovedì 6 ottobre 2005
ore 17:43 (categoria:
"Vita Quotidiana")
x chi può
> CINEMA Torresino Padova > circolo the Last Tycoon [tessera sociale 2005 4,00 ? --> 2,5 ?] > via del Torresino, 2 (zona Prato della Valle) > [interi ? 4,50 - ridotti ? 3,50] > per informazioni: tel. 049 8758270 - www.movieconnection.it/tycoon > > venerdì 7 21.00 > sabato 8 20.00 > domenica 9 17.00-20.30 > > Les amants réguliers > Philippe Garrel - Francia 2004 - 2h 58 > Leone dargento al 62° festival di VENEZIA > > Lamore ai tempi del maggio francese. Parigi 1969: in un gruppo di giovani "rivoluzionari", persi tra illusioni e hashish, nasce un amour fou tra due ragazzo di ventanni, Françoise e Lilie, ma il sogno sentimentale è più precario degli ideali e la malinconia e il senso incombente della fine coprono la memoria della ribellione. La finzione per Garrel è esterrefatta, è una romantica superstizione. È il dolore che si fa poesia ed è la poesia che contrasta lomologazione: "tutto deve essere - non sembrare - bello, perché oltre alla ricchezza, bisognerebbe ridistribuire la bellezza". Dialoghi ridotti al minimo e la cinepresa che scava nelle emozioni: "non importa quante volte si dice «ti amo» ma quante volte si avrebbe voglia di dirlo"
COMMENTA
(0 commenti presenti)
- SEGNALA questo BLOG
mercoledì 5 ottobre 2005
ore 13:11 (categoria:
"Vita Quotidiana")
e qusto è un signor james dean

il 30 nn sono riuscita a dedicargli un pensiero
resta sempre nel mio cuore mi ricorda tanto una cara persona a cui ora soffio un bacio :*
LEGGI
I COMMENTI (2)
- SEGNALA questo BLOG
> > > MESSAGGI PRECEDENTI
|
|
APRILE 2026
<--Prec.
Succ.--> |
| Do |
Lu |
Ma |
Me |
Gi |
Ve |
Sa |
| |
|
|
1
|
2
|
3
|
4
|
|
5
|
6
|
7
|
8
|
9
|
10
|
11
|
|
12
|
13
|
14
|
15
|
16
|
17
|
18
|
|
19
|
20
|
21
|
22
|
23
|
24
|
25
|
|
26
|
27
|
28
|
29
|
30
|

|