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![]() galvan, 36 anni spritzino di buona volontà CHE FACCIO? do i numeri a spizzichi e Bocconi Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO e non voglio dimenticare. STO ASCOLTANDO L’integrale delle opere per organo di Bach suonate da Simon Preston. ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... eh, cazzo, sì. STO STUDIANDO... Appunti per lezioni, libri adottati e collaterali, e-mail di allievi e di colleghi, regolamenti di condominio e estratti conto. OGGI IL MIO UMORE E'... ![]() ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) Dimenticare 2) veder morire la goliardia 3) Essere beccati dall'autovelox due volte nella stessa sera!!! 4) i siti ottimizzati per explorer MERAVIGLIE 1) insegnare 2) ...Trovare il semaforo verde alla Stanga 3) Svegliarsi con la convinzione che sia ora di alzarsi, guardare la sveglia ed accorgersi che invece mancano due ore... 4) la sicurezza che c'è qualcuno sempre disposto a ascoltarti e crederti. 5) vedere attorno a te le persone a cui vuoi bene che ti guardano con ammirazione... e sapere di aver fatto tutto quello che potevi per meritartela |
![]() (Thanks Sanja, anche se lo preferirei senza "d" eufonica) Mi piace che il mio blog sia un porto franco, riposo per il navigante stanco, finestra da cliccare rilassati e a volte, forse, un po’ disimpegnati; se pure qualche giorno resta in bianco, non sono io che della voglia manco: viviamo infatti in tempi concitati, non sempre si può stare collegati. Ma in quello che ci scrivo, sono vero: scrivo di getto, scrivo senza ingegno sia ai nomi noti, sia agli sconosciuti; se mi si lascerà, passando, un segno, che il commento lasciato sia sincero, amici e ospiti: siete i benvenuti. ![]() Le mie rubriche:
E, se non fosse che le musichine di sottofondo dei blog mi danno l’orticaria, qui ci sarebbe questa.
venerdì 16 giugno 2006 - ore 12:06 La bevanda degli dèi Si dichiari ufficialmente aperta lestate. LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK mercoledì 14 giugno 2006 - ore 11:02 Cose che, con difficoltà, ho imparato a accettare [9] Se qualcuno ti tratta da mona, fingi di esserlo sul serio. Non hai modo di uscirne, quindi tanto vale scegliere la strada più economica. LEGGI I COMMENTI (7) - PERMALINK lunedì 12 giugno 2006 - ore 11:21 Gli improbabili dialoghi con Galvan Unamica: In effetti mi sto chiedendo quante cose mie tu abbia perdonato e non dimenticato... Galvan: Tutte. LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK domenica 11 giugno 2006 - ore 12:05 Cazzo! Continuo a ricevere il "Cacao della domenica" di quella sagomaccia di Jacopo Fo, il quale, nonostante qualche cantonata clamorosa qua e là, continuna perlomeno a essere una delle poche persone che non ha paura di pensare autonomamente e di esprimere le proprie idee, per balzane e assurde che possano sembrare (o essere). Di recente ci ho letto una cosa che mi ha colpito parecchio. Penso che molti di voi abbiano sentito parlare di quello strano esperimento new age per determinare intolleranze o affinità verso alcune sostanze. Lidea è semplice. Si mette in mano al "paziente" una boccetta di vetro sigillata che contiene la sostanza incriminata; poi gli si chiede di premere pollice e indice dellaltra mano (o di fare qualcosa di analogo, tipo spingere contro un muro o simili) e si misura la pressione che viene esercitata. Il risultato sembra essere che, in presenza di sostanze "nocive" o comunque mal tollerate, il paziente riesce a esercitare una forza clamorosamente minore che in presenza di sostanze "buone". Jacopo Fo, con il quale ho scoperto di condividere un grosso scetticismo per questo fenomeno, ha voluto tentare di riprodurlo. Con un certo stupore, ha constatato che funzionava esattamente come descritto. Non pago, e ancora un po scettico, ha provato a realizzarlo "in cieco": le boccette venivano incartate in modo identico e poi numerate in modo che solo lo sperimentatore (non il paziente, quindi) potesse riconoscerle. Con stupore ancora crescente, ha constatato che anche in questo modo si misurava quasi sempre unapprezzabile diminuzione della forza muscolare. Piutosto scioccato da questo risultato, ha voluto comunque fare un ultimo tentativo: incartare ancora le boccette in modo da renderle irriconoscibili, ma renderle indistinguibili anche allo sperimentatore (il cosiddetto "doppio cieco"). Ebbene, improvvisamente non sono più state misurate variazioni della forza muscolare. In qualche modo, insomma, pur senza apparenti comunicazioni consce, lo sperimentatore era in grado di "dire" al paziente che cosa (secondo lui) gli faceva male. Non è il primo esperimento psicologico di questo tipo del quale sento parlare. Credo che possa essere una buona strada per prendere in considerazione tutta una serie di questioni, dallomeopatia a tecniche apparentemente soprannaturali di comunicazione extra-sensoriale, alle quali la ragione e la scienza sembrano ribellarsi. In fondo, sappiamo da tempo che leffetto placebo esiste: si tratta di sondare le capacità della mente e dellemotività umane, che sono indubbiamente maggiori di quel che ne sappiamo. Se riuscissimo a controllare e a indirizzare questo immenso potenziale, penso che riusciremmo a migliorare in modo impressionante la nostra vita e quella di tutte le persone che ci circondano. Buona giornata a tutti. LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK sabato 10 giugno 2006 - ore 02:47 American Dreamz Cospettone! Convintissimo di andare a vedere una minchiata qualsiasi, tipo la classica americanata yeah yeah dove un po’ si sghignazza e un po’ ci si ovalizzano i maroni, mi sono invece scoperto di fronte a un film decisamente apprezzabile. In più di un’occasione mi ha pure fatto girare le palle, detto però come un complimento. Il finale è decisamente da stretta allo stomaco. Merita ampiamente i soldi del biglietto. P.S.: ma se no me ne sborasse gnente de averghe el me segno xodiacal sul blog, se podaria magari farghe calcossa, sì? LEGGI I COMMENTI (6) - PERMALINK venerdì 9 giugno 2006 - ore 18:25 Madonna, quant’è vero! (sexies decies) Dio disprezza la ricchezza: si capisce dal tipo di persone a cui sceglie di darla. (Anonimo) LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK giovedì 8 giugno 2006 - ore 11:34 Basta sondaggio! Dichiario che il sondaggio al quadrato, ossia sondaggio sui sondaggi, è ufficialmente concluso. Ciò accade per due importantissime ragioni: la prima è che ha raggiunto il numero perfetto di votanti, come dimostra l’apposita sottografia (che si chiama così perché è qui sotto). ![]() La seconda ragione è che, dopo settimane di avvincente testa a testa, finalmente l’opzione per la quale spudoratamente parteggiavo ("ma salacadula!") si è staccata, sia pure di una sola incollatura. Faccio notare che, peraltro, la schiacciante maggioranza dei frequentatori votanti di questo blog sembra essere meno che tiepida nei confronti dei sondaggi. Ai tredici indifferenti ( 30.95% ) si accostano infatti ben diciannove contrari pari al 45.24% del totale: ciò rende i dieci favorevoli ( 23.81% ) uno sparuto gruppo di radi nuotatori nel vasto gorgo. Si può quindi ragionevolmente prevedere che questo blog non ospiterà altri sondaggi, a meno di questioni eccezionali che richiederanno un provvedimento altrettanto eccezionale. Ovviamente, la valutazione sull’eccezionalità avverra rigorosamente ad meum culum traentem. Buona giornata a tutti. LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK mercoledì 7 giugno 2006 - ore 16:33 GiudiZZi e pignoni Giusto per dimostrare ancora una volta che lasciare perdere è una cosa della quale sono incapace, aggiungo un paio di righe alla diatriba tra giudizi e opinioni. Non so da quale vocabolario sia stata tratta la definizione riportata da Zilvio e dalla Donky (ma sospetto che sia lo Zingarelli, nei confronti del quale -- nel caso -- non potrei che ribadire la mia perplessità). In ogni caso, la mia personale bibbia dell’ortografia e del lessico, ovvero il Devoto-Oli, riporta: giudizio s. m. 1. L’attribuzione di un oggetto a una categoria espressa mediante il rapporto di due concetti; com., parere motivato [...] opinione s. f. L’interpretazione di un fatto o la formulazione di un parere in corrispondenza di un criterio soggettivo e personale [...] In qualche modo, ciò fortifica la mia opinione (e daje!) che il giudizio sia qualcosa di un po’ più forte. A mo’ di caRRico a coppe, ci aggiungo che si parla di "giudizio affrettato" ma non di "opinione affrettata", così come si dice "opinione personale" ma non "giudizio personale". Questo mi suggerisce una nuova riflessione: in qualche modo, ci si aspetta che un giudizio abbia in qualche modo una validità assoluta e universale, tanto da dover essere condiviso da chiunque, mentre ciò non si applica necessariamente alle opinioni (per lo meno parlando delle mie). Perciò, se non siete d’accordo, i commenti son lì apposta. ![]() Nel frattempo ci fu un bel giretto in moto domenica, comprensivo di spettacolo mozzafiato in cima al Giau e spolverata di neve mentre stavamo prendendo il sole sul Falzarego, ma Zilvio ha già enucleato il concetto. Anche ieri è stata una giornata niente male, sia per l’open day della B&S Joint a Milano, sia per la notizia che il comitato di recultamento bocconiano ha deliberato la mia assunzione da settembre come assistant professor. Ci sono ancora un paio di dettagli da chiarire (lo stipendio, per dirne uno secondario), ma presto ci sarà qualcosa da festeggiare, magari nella nuova casa. Enfin, la vie est belle, e a culo tutto il resto. LEGGI I COMMENTI (10) - PERMALINK lunedì 5 giugno 2006 - ore 12:08 Anche i nobel perdono Ho affrontato con notevole curiosità la lettura di questo libro, graditissimo regalo di Zilvio per il mio compleanno. Come il titolo suggerisce (questa volta il fatto di non aver letto i risvolti di copertina non mi ha tolto né aggiunto nulla) si tratta della storia di LTCM (Long Term Capital Management), che era sostanzialmente una società di gestione del risparmi (ho detto "sostanzialmente"; non è esattamente così, ma insomma) tra i cui fondatori figuravano i premi nobel Scholes e Merton. LTCM è spaventosamente famosa nel mondo finanziario per diverse buone ragioni; in particolare, in Italia, dovremmo ricordarla con affetto perché senza le loro speculazioni sui nostri titoli di stato non saremmo mai rientrati nei criteri di Maastricht (cioè non avremmo leuro, cioè, dopo il crack Parmalat, saremmo tutti quanti con le pezze al culo eccetto forse duecento persone). Intendiamoci, non lhanno mica fatto per spirito umanitario: si calcola che le speculazioni sui CCT abbiano avuto per LTCM un profitto del 140% circa. Però, per una volta, ci abbiamo guadagnato anche noi. La cosa che ha reso più famosa LTCM, comunque, è il modo in cui è rapidissimamente collassata sullonda delle crisi del sud-est asiatico e dellArgentina nel 1998: in poco più di un mese, si innescò una spirale vorticosa che portò la società a perdere circa quattro miliardi di dollari al ritmo di più di mezzo miliardo la settimana. Non so fino a che punto il fatto di conoscere già le grandi linee di questa storia e la teoria economica che ci sta dietro mi abbia facilitato nella lettura. Di certo, ho avuto limpressione che sia un libro scritto molto bene, con la giusta dose di aspetti tecnici ma anche con spiegazioni a un livello abbastanza basso da permettere anche a chi conosce poco o nulla di Finanza di farsi unidea dei meccanismi di funzionamento di queste gigantesche "macchine da soldi". Grazie, quindi, a Zilvio. (Occhei, forse è un post un po moscio dopo quasi una settimana di assenza. Ma ho anche risposto a un po di commenti arretrati. ) LEGGI I COMMENTI (7) - PERMALINK martedì 30 maggio 2006 - ore 12:12 Essere e tempo Quand’è che impari a prendere le persone per quello che sono, con i loro difetti, fin da quando cominci a scorgerli? Questa frase, scritta da Zilvio a mo’ di commento a un mio post di quasi tre anni fa, mi ronza in testa da allora. Mi si applica davvero? Davvero non accetto le persone per quello che sono? Davvero pretendo di cambiarle, nonostante la mia non più verde età, nonostante il cinismo del quale so ricoprirmi all’occorrenza, nonostante una solida disillusione che sono riuscito efficacemente a distillare dai kilometri di minchie assortite che hanno mirato alle mie parti basse nei miei trenta e più anni di esistenza? Nel complesso, da allora continuo a essere convinto che non è così. So capire, apprezzare e amare gli altri per quello che sono. Soprattutto, sono capace di non giudicarli, di accettarli e di coesistere con loro senza cercare forzature né cose che non esistono. Per lo meno, così credo, corroborato dal fatto che molti che mi conoscono bene lo confermano. Il fatto è che le persone non sono semplicemente quello che appaiono. Le persone non si riducono all’insieme delle loro azioni, anche se (e spesso qui bisognerebbe aggiungere "purtroppo") è con le loro azioni che ci dobbiamo confrontare. Le persone sono anche un insieme di desideri, di idee, di aspirazioni, di speranze: è impossibile, credo, "prendere" le persone veramente senza tener conto anche di tutte queste cose, impalpabili ma estremamente importanti. Allora, per esempio, non costituisce un problema il fatto che qualcuno mi ritenga un idiota e mi tratti da tale; lo diventa, però, se questa stessa persona si mette a manifestarmi entusiasticamente la sua stima e il suo affetto in modo apparentemente sincero, per poi non modificare di una virgola il suo comportamento. Non è un problema accettare di non essere gradito a qualcuno; lo diventa, però, se questo qualcuno sembra perfettamente sicuro che non è così e anzi professa di trovarmi una delle persone più favolose che abbia mai conosciuto. E, anche in casi come questi, il problema non sta assolutamente nel fatto di venir trattato male o di essere considerato meno di quanto ritengo che potrei meritare: il punto è capire se ho a che fare con persone che mi ritengono inappellabilmente un coglione (e con le quali avere a che fare, quindi, potrebbe anche legittimamente interessarmi poco o nulla) oppure con persone che ricambiano la mia stima e il mio affetto ma che si scontrano, come me, come voi e come tutti, con la difficoltà di mettere in pratica le proprie idee. Un’idea, un concetto, un’idea, finché resta un’idea è soltanto un’astrazione, diceva un grande. Non tutti riescono a concretizzare le proprie idee e, in quei casi, ritengo naturale e legittimo il desiderio di aiutare, per quanto possibile, una persona a cui si vuole bene a focalizzare e mettere in pratica ciò che crede e desidera. Non si tratta di "prendere le persone per quello che sono", quindi, quanto piuttosto (ove possibile) di aiutarli a realizzarsi completamente per quello che vorrebbero essere. A volte qualcuno riesce davvero a mangiare le sue idee, a digerirle e a diventare una persona un po’ più "stretta", nella quale le aspirazioni e le azioni vanno un po’ più d’accordo: quando questo succede, nessun prezzo è troppo caro da pagare. Altre volte questo non succede. Allora si passano un paio di giorni di smonamento, oppure si cambia aria per un po’, oppure si scrive un post criptico; poi si chiude tutto in una busta, che si mette sul solito scaffale, pronta per essere riaperta. Si lascia che il tempo passi e che i commenti di Zilvio suscitino scomode ma doverose e irrinunciabili riflessioni su se stessi e su quanto stretti o larghi si sia. Poi, per caso, a volte si riapre una di quelle buste: può capitare di scoprire che tutto è cambiato o si è risolto, o può capitare di ritrovarci la stessa schifezza. La vita, in fondo, è fatta anche di cose così e così, incosciente e frale, ognun passa il suo tempo mortale. LEGGI I COMMENTI (16) - PERMALINK > > > MESSAGGI PRECEDENTI |
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