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HO VISTO

e non voglio dimenticare.

STO ASCOLTANDO

L’integrale delle opere per organo di Bach suonate da Simon Preston.

ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...

eh, cazzo, sì.

STO STUDIANDO...

Appunti per lezioni, libri adottati e collaterali, e-mail di allievi e di colleghi, regolamenti di condominio e estratti conto.

OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Dimenticare
2) veder morire la goliardia
3) Essere beccati dall'autovelox due volte nella stessa sera!!!
4) i siti ottimizzati per explorer

MERAVIGLIE


1) insegnare
2) ...Trovare il semaforo verde alla Stanga
3) Svegliarsi con la convinzione che sia ora di alzarsi, guardare la sveglia ed accorgersi che invece mancano due ore...
4) la sicurezza che c'è qualcuno sempre disposto a ascoltarti e crederti.
5) vedere attorno a te le persone a cui vuoi bene che ti guardano con ammirazione... e sapere di aver fatto tutto quello che potevi per meritartela



(Thanks Sanja, anche se lo preferirei senza "d" eufonica)

Mi piace che il mio blog sia un porto franco,
riposo per il navigante stanco,
finestra da cliccare rilassati
e a volte, forse, un po’ disimpegnati;

se pure qualche giorno resta in bianco,
non sono io che della voglia manco:
viviamo infatti in tempi concitati,
non sempre si può stare collegati.

Ma in quello che ci scrivo, sono vero:
scrivo di getto, scrivo senza ingegno
sia ai nomi noti, sia agli sconosciuti;

se mi si lascerà, passando, un segno,
che il commento lasciato sia sincero,
amici e ospiti: siete i benvenuti.




Le mie rubriche:


Sono benvenuti suggerimenti, segnalazioni, insulti gratuiti.
E, se non fosse che le musichine di sottofondo dei blog mi danno l’orticaria, qui ci sarebbe questa.





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[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]





giovedì 16 febbraio 2006 - ore 11:43


Ringraziamenti
(categoria: " Vita Quotidiana ")


La giornata di ieri impone tre doverosi ringraziamenti.

Grazie a Ninfea, la quale, sia pure inconsapevolmente, mi ha portato a concepire un significato affatto nuovo e pittoresco per la locuzione "il marchese del grillo".

Grazie a Dark Night, che, a dispetto del nome, riesce talvolta a illuminare le serate e le nottate. Del resto "bright night" suonava proprio male. Fight the white knight in the bright night. Brrr.

Infine, grazie a Cherry-lyn: spuntata magicamente siccome coniLLietta dal quasi biennale reciproco oblio che ci avvolgeva, mi ha magnanimamente salvato da un’alluvione forse non consistentissima, ma pur sempre potenzialmente fastidiosa.

Ciò detto, buona giornata a tutti quanti, apocalittici e integrati.

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mercoledì 15 febbraio 2006 - ore 14:57


Citazione
(categoria: " Cinema ")


Bene, è la fine del film. Ed ecco il senso della vita.

[...]

Beh, non c’è niente di speciale. "Siate sempre gentili con il prossimo. Non mangiate i grassi. Leggete un buon libro. Fate passeggiate e cercate di vivere in pace e armonia con gente di ogni fede e nazione."

(Well, that’s the end of the film. Now here’s the meaning of life. It’s nothing very special. "Try to be nice to people. Avoid eating fat. Read a good book every now and then. Get some walking in, and try to live together in peace and harmony with people of all creeds and nations.")

P.S. (a beneficio della frangia eversiva): con questo che cosa voglio dire? Non lo so, però ci ho ragione e i fatti...

... mi cosano.

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lunedì 13 febbraio 2006 - ore 16:05


Madonna, quant’è vero! (terdecies)
(categoria: " Pensieri ")


Quanto più ci innalziamo, tanto più piccoli sembriamo a quelli che non possono volare.

(Friederich Nietsche)

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giovedì 9 febbraio 2006 - ore 16:05


Ristàilin
(categoria: " Vita Quotidiana ")


... sempre grazie Serepampe e Furrystudio!

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mercoledì 8 febbraio 2006 - ore 13:13


Argh...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


... sta succedendo di nuovo... oggi tocca a Jannacci.

Rido, rido di tutto,
rido, non faccio apposta,
rido, questo è il mio mestiere...
(ahahahahahahahah!)
rido, cado nel sugo e
rido, perdo un cognato e
rido, è quasi un mio dovere.
(ahahahahahahahah!)

Rido, la gente non capisce,
il gatto sulle strisce
non si può tradire!
(ahahahahahahahah!)
Rido, quando mi pare
rido, ciò neanche voglia e
rido e poi non rido più.
(ahahahahahahahah!)

Rido, nullatenente
rido, per il tuo bene
rido, l’amor non sa tacere!
(ahahahahahahahah!)
Rido, son sempre in rosso e
rido, faccio la fuga e
rido, qualcuno deve avere!
(ahahahahahahahah!)

Rido, la gente non capisce,
il gatto sulle strisce
non si può tradire!
(ahahahahahahahah!)
Rido, quando mi pare
rido, ciò neanche voglia e
rido e poi non rido più.

(ahahahahahahahah!)
Rido, mi rigo i dischi e
rido, sbircio un giornale e
rido, son marce anche le pere!
(ahahahahahahahah!)
Rido, non c’è più posto e
rido, guardo una pizza e
rido, non si può mai sapere!
(ahahahahahahahah!)

Rido, la gente non capisce,
il gatto sulle strisce
non si può tradire!
(ahahahahahahahah!)
Rido, chiude la ditta e
rido, tolgo il disturbo e
rido e poi non rido più:
(ahahahahahahahah!)
rido, quando mi pare
rido, quando mi gira
rido e poi non rido più;
(ahahahahahahahah!)
rido, se gira l’ombra
rido, se cambia il tempo, rido...

si salvi chi può!


Non riesco a togliermela dalla testa...

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lunedì 6 febbraio 2006 - ore 12:20


Novanta su centodieci
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Dopo una fine di settimana come quest’ultima ci sono millanta cose che vorrei dire, ma le parole si affollano così tanto che mi viene difficile decidere la parte da cui cominciare.

Forse è doveroso, prima di tutto, scusarmi per sabato sera. Si sono sommate un po’ di delusione per il tacchino, risultato non eccelso (anche se non disprezzabile; del resto forse abbiamo esagerato sperando di riuscire a cuocere sette chili di carne in un botto unico), un po’ di stanchezza dovuta a due giorni passati quasi ininterrottamente in piedi e quasi sempre ai fornelli, un po’ di rintronamento per la caotica situazione della cucina. Insomma, la parte orsesca del mio essere ha preso il sopravvento e ho sentito il bisogno di rintanarmi nel silenzio e nella calma per un po’. Mi dispiace. D’altra parte, va anche detto che siamo riusciti a sfamare complessivamente novanta persone con centodieci euro, il che potrebbe già bastare per sentirsi soddisfatti. In effetti, nonostante la mia cronica avversione a farmi fotografare, penso che arriverei perfino a mettere in questo post la foto in cui sto mescolando il tacchino con i capelli leccati, ammesso ma non concesso che Federica me la faccia avere.

C’è poi un sacco di persone a cui spettano altrettanti doverosi ringraziamenti.

Grazie a Mattia e Sandy, che hanno reso possibile anche questo ritrovo con la loro coraggiosissima organizzazione.

Grazie a Christian, senza il quale non avrei mai avuto il coraggio di propormi come cuoco da solo e che, oltretutto, si è assunto il ruolo di capochef supremo, permettendomi così di stare nel posto che preferisco in assoluto al mondo, quello di onesto lavoratore nell’ombra (forse a volte anche troppa: 1, 2, 3... ). Ma grazie anche a Laura, senza la quale non ce l’avremmo mai fatta.

Grazie a Antonio, Edoardo, Irene, Laura (ancora), Ludo (ostia!), Luca Viper, Mattia (ancora), Nicky, Raffaele e Riccardo, senza il cui aiuto in cucina non ci avrebbe retto la pompa.

Grazie a Laura (e tre), che ancora una volta si è presa cura della mia schiena, massacrata da due giorni passati in piedi (io, l’uomo più sedentario dell’universo criato!) e, non pago di ciò, da un paio di sapidissime insaccate prese sulla pista da bob.

Grazie a Laura (quella riccia, stavolta) e Luca Viper (ancora), come anche a Riccardo (altro bis), per avermi fatto sentire un po’ meno fuori dal mondo di quanto sembrava in un primo momento. Grazie a Marco, a proposito: sono sicuro che sa perché. Grazie anche a Leila (quella col culo secco, non quella col pendaglio rimosso) e Matteo: credo che sappiano perché.

Grazie poi a tutti i Beehive per un concerto la cui scaletta rasentava la perfezione e al quale mi sono scatenato come un quindicenne, forse anche per scaricare quel po’ di tensione. Grazie perciò anche ai compagni di follia danzerina sulla panca, che però già sono stati profusamente ringraziati sopra per altre ottime ragioni. E grazie anche a tutti i compagni di bob, sia quelli competitivi sia quelli non competitivi. E grazie a tutti quelli con cui abbiamo giocato a carte e/o sparato minchiate fino alle cinque di mattina (dobbiamo decisamente giocare a "denti stretti", prima o poi, io e Laura abbiamo già iniziato a allenarci), nonostante l’ormai desolante mancanza di alcool: non basterà mica così poco a fermarci, no?

Eppoi ci sarebbero altre persone da ringraziare, o altri motivi per ringraziarne di nuovo alcune, ma sarebbe troppo lungo, complicato e noioso spiegare il perché. Per cui facciamo che basta così, con un abbraccio metaforico a tutti i compagni di questi tre bellissimi giorni.

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martedì 31 gennaio 2006 - ore 14:32


Tema
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sabato, io e Asfalto siamo stati invitati al cinquantesimo compleanno della mamma di Mattia. Non ci siamo nemmeno posti il problema di andare oppure no.

Ci hanno detto: "Sarà una festa a tema."

Abbiamo risposto: "EH?"

Hanno specificato: "Il tema sarà: il bianco e il nero."

Abbiamo chiosato: "Ah, ok."



Così il bianco e il nero hanno passato un cazzuto sabato sera. Cabernet berico del 1998 a sfare, grappa Nonino 50 gradi e un sestetto jazz che levati.

Poi, problemi di rete a tanfonella nei giorni scorsi. Ora a casa tutto ok, spero di riuscire a risolvere quelli milanesi quanto prima. E stamattina è stato approntato il ragù per Asiago: l’assaggiatrice ufficiale di casa, l’esigentissima Sissi, ha già dato la sua entusiasta approvazione.

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sabato 28 gennaio 2006 - ore 11:30


VII Workshop on Quantitative Finance -- un po’ di autocelebrazione
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mercoledì avrei cercato qualsiasi scusa per non partire per Perugia. In qualche modo, mi metteva a disagio l’idea che questo workshop, nato come occasione annuale per far parlare i giovani ricercatori italiani che si occupano di finanza matematica, avesse preso improvvisamente una piega così internazionale e di alto livello. Ma il mio senso del dovere l’ha avuta vinta ancora una volta. Eppoi, ero troppo contento all’idea di passare un altro po’ di tempo con Silvia, Mario e i loro tre splendidi figli.

Invece questi tre giorni mi hanno riservato una serie di splendide sorprese. La mia relazione è stata apprezzatissima; la stessa discussant (peraltro una giovine e notevole tedescuccia bionda e occhiazzurrata, alta 1.85 tacchi esclusi) ne ha fatto un resoconto entusiasta e ha posto due domande molto intelligenti, dandomi così l’occasione di approfondire un paio di argomenti in un modo che ha stupido molti degli astanti. Soprattutto è stata apprezzata la mia discussione dell’articolo di Miklos Rasonyi, un ungherese mio coetaneo che considero uno dei migliori e più competenti giovani matematici in circolazione e che ha tanto gradito i miei commenti e le mie osservazioni da spingere la mia autostima in su di un buon paio di tacche. In occasione di un paio di miei ragionamenti, ho visto illuminarsi di ammirazione perfino gli occhi di Schachermayer, indubbiamente uno dei migliori matematici finanziari al mondo. Insomma, cazzo, sono proprio contento.

Perdonatemi l’autocelebrazione, ma oggi mi sento così. Eppoi è anche arrivato il portatile nuovo. E mi hanno ridato la macchina di nuovo intera. E gli esami di Risk Management sono andati da dio (ma l’avevo già detto). E forse la mia laureanda si è finalmente decisa a mettersi a lavorare sul serio (un po’ tarduccio, però, cacchio, la proclamazione è fra meno di un mese). E pare che a due o tre amici si stiano finalmente sistemando altrettante questioni che stavano molto a cuore a loro e, quindi, a me. Oggi ho proprio voglia di abbracciare tutte le persone che incontro, ecco.

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lunedì 23 gennaio 2006 - ore 14:29


Madonna, quant’è vero! (duodecies)
(categoria: " Pensieri ")


Può darsi che quello che hai trovato non sia quello che speravi... ma è la verità. E che cosa ci può essere, più bello della verità?

(Adalberto Orsatti. Addio, Maestro...)

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venerdì 20 gennaio 2006 - ore 21:39


Risbare e Mosconi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Se avessi avuto tempo oggi in studio, avrei scritto un post in omaggio al buon Centipede, perché questa mattina, grazie al casuale ascolto di radio Marilù, mi sono reso conto che avevo anche io le mie brave risbare. Ma tipo che lui bacia lei attraverso le sbarre di una rima, non le barriere di Orione (sammorti a me e alla mia mania di guardare i filmS in lingua originale) e che non è lei a essere le stelle dentro di lui, ma lui che, con lei, potrebbe toccare le stelle in qualsiasi momento. Eppoi sospetto anche che non gli si rimproveri di cantare davanti a gente così, ma di cantare in quel modo davanti alla gente. Epperò, comunque, oggi in studio non ho avuto tempo.

In ogni caso, oggi pomeriggio è successa una cosa che polverizza l’importanza di qualsiasi altro avvenimento della giornata. Ero lì, nel mio pacifico trenino, a correggere gli scritti dei miei baldi studentelli (per la cronaca: 14 presenti, 3 ritirati, 11 promossi, yeah!) quando sento un passeggero dello stesso vagone che parla, dicendo una frase senza importanza tipo: "ma sì, ma sì, son già d’acordo con Paolo, ci vediamo domani ala televisiòne".

E mi par di riconoscere l’accento.

E mi par di riconoscere la voce.

E improvvisamente ho la folgorazione: "Se io trovo quelo che mi ha fato inervosire...".

E alzo gli occhi.

Ed era LUI.


E mentre ero lì che cercavo di vincere il boresso e trovare la faccia tosta necessaria per andare a chiedergli due o tre autografi da regalare a un po’ di amici (scriva, per favore: per gino pongo, lo troverò quel deficiente prima o dopo, eh, senza le maiuscole, senza i punti, mi raccomando), commetto l’errore di mandare un sms al Pongo per comunicargli l’evento. E di lì a meno di due minuti ricevo una telefonata del Bello che esordisce con un: "Chissà che no me incazza, eh!".

Per fortuna il treno era quasi arrivato a Verona e lui è sceso lì. Per fortuna. Altrimenti sono sicuro che mi avrebbe sgamato. Stavo avendo le convulsioni dal ridere, cercando disperatamente di guardare da qualsiasi altra parte.

La vita del pendolare non è male, insomma. Certo, ci si rompono un po’ le palle, ma si fanno un sacco di incontri fenomenali.

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