BLOG MENU:


galvan, 36 anni
spritzino di buona volontà
CHE FACCIO? do i numeri a spizzichi e Bocconi
Sono sistemato

[ SONO OFFLINE ]
[ PROFILONE ]
[ SCRIVIMI ]


STO LEGGENDO



HO VISTO

e non voglio dimenticare.

STO ASCOLTANDO

L’integrale delle opere per organo di Bach suonate da Simon Preston.

ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...

eh, cazzo, sì.

STO STUDIANDO...

Appunti per lezioni, libri adottati e collaterali, e-mail di allievi e di colleghi, regolamenti di condominio e estratti conto.

OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Dimenticare
2) veder morire la goliardia
3) Essere beccati dall'autovelox due volte nella stessa sera!!!
4) i siti ottimizzati per explorer

MERAVIGLIE


1) insegnare
2) ...Trovare il semaforo verde alla Stanga
3) Svegliarsi con la convinzione che sia ora di alzarsi, guardare la sveglia ed accorgersi che invece mancano due ore...
4) la sicurezza che c'è qualcuno sempre disposto a ascoltarti e crederti.
5) vedere attorno a te le persone a cui vuoi bene che ti guardano con ammirazione... e sapere di aver fatto tutto quello che potevi per meritartela



(Thanks Sanja, anche se lo preferirei senza "d" eufonica)

Mi piace che il mio blog sia un porto franco,
riposo per il navigante stanco,
finestra da cliccare rilassati
e a volte, forse, un po’ disimpegnati;

se pure qualche giorno resta in bianco,
non sono io che della voglia manco:
viviamo infatti in tempi concitati,
non sempre si può stare collegati.

Ma in quello che ci scrivo, sono vero:
scrivo di getto, scrivo senza ingegno
sia ai nomi noti, sia agli sconosciuti;

se mi si lascerà, passando, un segno,
che il commento lasciato sia sincero,
amici e ospiti: siete i benvenuti.




Le mie rubriche:


Sono benvenuti suggerimenti, segnalazioni, insulti gratuiti.
E, se non fosse che le musichine di sottofondo dei blog mi danno l’orticaria, qui ci sarebbe questa.





(questo BLOG è stato visitato 24628 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]





lunedì 1 marzo 2004 - ore 13:22


Un paese in declino, tra Parmalat e Berlusconi
(categoria: " Riflessioni ")


di Beppe Grillo

(Dopo Jacopo Fo, cuccatevi pure questa!)

5 Febbraio 2004 4:48 ROMA

Da anni, molti segni indicavano che non conveniva investire in Parmalat. Se a me che faccio il comico questi segni sembravano così evidenti, come mai non erano evidenti alle banche internazionali, alle società di revisione, agli investitori e ai risparmiatori?

Standard & Poor dava un buon rating di Parmalat fino a due settimane prima del crollo. Negli ultimi sei mesi il valore delle azioni di Parmalat era raddoppiato. Deutsche Bank aveva comprato il 5 per cento di Parmalat e l'ha venduto appena prima del crollo. Davvero nessuno sapeva? Dal 2002 ho raccontato nei miei spettacoli i debiti e i falsi di Parmalat a più di centomila persone. Sono figlio di un imprenditore.

La mia prima perplessità su Parmalat è sulla strategia industriale più che su quella finanziaria: mi colpisce la sproporzione tra la povertà del prodotto di base - il latte - e la megalomania del progetto e delle spese pubblicitarie di Calisto Tanzi.

Una media azienda regionale che si propone, come diceva Tanzi, di diventare «la Coca-Cola del latte» mostra di non conoscere né il prodotto né i mercati. È come se un fabbricante di meridiane dicesse: «Voglio diventare la Rolex delle meridiane». Come si fa a dargli i propri soldi? Le caratteristiche del latte fanno a pugni con quelle della Coca-Cola, che è una miscela chimica e vegetale inventata da un farmacista, standardizzata mondialmente, prodotta in pochi enormi impianti centralizzati; la Coca-Cola ha bassi costi di produzione e alti costi di vendita perché gran parte della sua attrattiva è fondata sulla pubblicità e sulle emozioni.

Il latte è il contrario della Coca-Cola: è un prodotto naturale, deperibile, locale, proviene da migliaia di produttori, ha alti costi di produzione, bassi costi di vendita, molti concorrenti.

I ricavi della Coca-Cola si basano su ciò che è stato creato intorno alla sua bottiglia, quelli del latte su ciò che c'è dentro la bottiglia. E questo è già perfetto, è stato ottimizzato in milioni di anni di evoluzione. Modificare una cosa perfetta vuol dire peggiorarla, oppure farla diventare una cosa molto diversa, come il formaggio o lo yogurt.

Con il latte ci sono due strade: cercare di modificarlo il meno possibile e di conservarne il massimo di proprietà per qualche giorno, oppure trasformarlo in qualcosa di diverso, che si venda per altri motivi nutrizionali - come il formaggio o lo yogurt - o emozionali, come i «novel food» inventati dal marketing. Nel primo caso riescono meglio le piccole latterie locali, spesso cooperative o comunali, di cui ci sono buoni esempi in Italia e in Svizzera. Nel secondo caso, il maggior successo lo hanno poche grandi aziende che investono molto in ricerca e marketing. In entrambi i casi i margini di guadagno sono modesti e non giustificano spese enormi di propaganda.

Marlboro o Benetton possono sponsorizzare la Formula uno perché vendono prodotti con alto valore aggiunto e alto contenuto emozionale, hanno una distribuzione capillare e prodotti identici in più di duecento nazioni. Ma un consorzio di latte no, non può sponsorizzare la Formula uno come ha fatto Parmalat per anni: sono soldi sprecati. Lo stesso vale per le sponsorizzazioni di decine di squadre sportive nel mondo, tra cui quella molto costosa del Parma calcio in Italia.

Questo vale anche per il jet privato intercontinentale di Parmalat, che secondo diversi giornali veniva prestato da Tanzi a vescovi, cardinali e a un ambasciatore degli Stati Uniti. Insomma c'era una grande discrepanza tra il tipo di impresa industriale e la stravagante grandezza delle sue spese.

La cosa che più mi colpisce nei reportage di questi giorni è che si parla solo di soldi, mai di prodotti. Scrivono di Parmalat come di un'impresa finanziaria e non di un'industria che fabbrica prodotti tangibili, anzi mangiabili. Questo sottintende una convinzione molto diffusa, almeno in Italia: qualunque azienda, con qualunque prodotto, potrebbe generare per sempre grandi profitti purché sia in mano a finanzieri creativi e spregiudicati.

Nei miei spettacoli ho cominciato prima a parlare dei prodotti, e solo poi dei miliardi di Parmalat. Nel 2001, girando tra il pubblico in sala, tenevo in mano un merluzzo e lo immergevo in una tazza di latte chiedendo alla gente che effetto gli facesse. Mi ci aveva fatto pensare un «novel food» Parmalat. Un'imponente campagna pubblicitaria annunciava la «scoperta» del latte con gli omega-3, una miscela di grassi che prometteva effetti benefici sul sistema cardiocircolatorio.

Quello che la pubblicità non diceva è che gli omega-3 sono grassi normalmente estratti da pesci e che quel latte non era stato «scoperto», ma inventato in laboratorio, fabbricando una miscela artificiale di latte di mucca e di additivi estranei.

Che fine hanno fatto quel prodotto e quegli investimenti? Gli scandali alimentari degli ultimi anni hanno fatto perdere a molti europei la fiducia nei prodotti dell'agrobusiness. Ora gli europei dovrebbero riacquistare fiducia grazie ai «rigorosi controlli» italiani della nuova Agenzia alimentare europea, che avrà sede proprio a Parma, la città di cui Parmalat è il simbolo? E chi è stato il garante di Parma in Europa? Chi ha imposto Parma come sede dell'Agenzia alimentare europea? È stato Silvio Berlusconi, che ha detto all'Europa: «Per Parma garantisco io!». Voleva come al solito giurare sulla testa dei suoi figli, ma glielo hanno sconsigliato.

Tanzi e Berlusconi sono oggi i due imprenditori italiani più conosciuti nel mondo. Mi sembra che non siano famosi come testimonial dell'Italia di cui ci si può fidare.

Sento ripetere da industriali e finanzieri che Parmalat è un'eccezione criminale e non rappresenta l'Italia; sento dire che ogni settore ha le sue pecore nere.

Invece è vero il contrario. Tanzi, come Berlusconi, è un buon esempio della classe dirigente italiana di oggi. Entrambi sono casi patologici di megalomania. Entrambi posseggono una grande squadra di calcio, yacht miliardari, un jet privato.

Prima di fondare Forza Italia la dimensione dei debiti di Berlusconi, la sua dimestichezza nel falsificare i bilanci, la sua ragnatela di società finanziarie off-shore ricordavano la situazione di Tanzi.

Berlusconi confidò a giornalisti come Biagi e Montanelli che l'unico modo per salvarsi era conquistare il potere politico. È qui la differenza insormontabile tra Tanzi e Berlusconi: Tanzi non avrebbe potuto fondare «Forza Lat» e salvarsi con la politica come ha fatto Berlusconi con Forza Italia. Il latte non può essere trasformato in una proposta politica, la televisione commerciale sì. La mentalità, l'ideologia, l'apparato, gli uomini e i metodi del business di Berlusconi consistono da decenni nell'imbrogliare e conquistare milioni di persone con l'immagine affascinante di una società ideale in cui tutti sono giovani e belli, annegano in un'alluvione di consumi e sono sempre allegri, oltre la soglia della stupidità.

La ricetta magica? Più pubblicità, quindi più consumi, più produzione, più occupazione, più profitti, quindi di nuovo più pubblicità e così via in una spirale infinita di benessere. Questo - che era già un programma intrinsecamente politico - è stato trasformato facilmente in un programma esplicitamente politico. È bastato estendere leggermente lo spettro degli obiettivi, trovare un nome adatto a uno pseudopartito (Forza Italia) e incaricare decine dei migliori funzionari di Publitalia - la potente agenzia di pubblicità di Fininvest - di trasformarsi in commissari politici e di perseguire a tutti i costi la conquista del mercato.

Tanzi non ha la mentalità spettacolare e le strutture di comunicazione di Berlusconi. Per questo non poteva diventare lui stesso un prodotto politico. Si limitava a finanziare il partito più forte, prima la Democrazia cristiana e poi Forza Italia.

Tanzi è austero, schivo, uomo di chiesa e di pochissime parole. Lo stile era quello di un cardinale. Lo stile di Berlusconi, invece, è quello di showman di basso livello, da giovane cantava e raccontava barzellette sulle navi da crociera. Non ha mai smesso, nemmeno al parlamento europeo, di esibirsi e di cercare di far ridere. Il «core business» di Berlusconi è Berlusconi stesso. Ciò che ha permesso a Berlusconi di salvarsi con la politica è il cabaret, sono le sue esperienze giovanili di showman e un istinto comico di basso livello che ha grande successo tra la gente meno colta, proprio come le sue televisioni.

Se non fosse un personaggio tragico per l'Italia, Berlusconi sarebbe il maggior fenomeno del secolo di avanspettacolo comico italiano.

Sia Tanzi che Berlusconi hanno il titolo di Cavaliere del lavoro. In Italia la stampa usa il termine «il Cavaliere» come sinonimo di Berlusconi. Oggi per fare chiarezza qualcuno dovrebbe rinunciare a quel titolo: o Tanzi o Berlusconi oppure i molti Cavalieri onesti che ci sono in Italia. Finché Berlusconi e Tanzi sono Cavalieri è inevitabile pensare ai cavalieri dell'Apocalisse. È gente come loro che sta portando l'Italia all'Apocalisse economia e civile.

Quasi tutta l'Italia è una grande Parmalat, fondata più sull'apparenza e sulla falsificazione che non sulla sostanza. Come per Parmalat, pochi si rendono conto - o confessano di rendersi conto - dell'abisso che c'è tra l'immagine e la realtà dell'Italia. Per trent'anni l'instabilità politica e la corruzione hanno rallentato la modernizzazione del paese, ponendo le basi del suo attuale declino. Ma da dieci anni, da quando la Fininvest di Berlusconi è diventata il principale attore politico italiano, questo rallentamento si è trasformato in paralisi.

Quasi tutte le energie delle due parti del sistema politico sono prosciugate da una parte dal tentativo di estendere il potere e l'ideologia Fininvest a tutto lo stato e a tutta la società; dall'altra dal tentativo di contrastare questo assalto egemonico. In Italia molti settori richiedono da decenni riforme profonde e urgenti: istruzione, informazione, ricerca, innovazione, tecnologia, pensioni, occupazione, distribuzione dei redditi, amministrazione della giustizia, energia, trasporti, gestione del territorio, protezione e risanamento dell'ambiente, sviluppo sostenibile. Ma da dieci anni tutto ciò passa in secondo piano, i ritardi italiani si accumulano, diventano drammatici.

Il sistema Fininvest e il sistema Italia per certi versi sono analoghi al sistema Parmalat: molta apparenza, conti falsi, corruzione, poca qualità, futuro in declino.

Parmalat aveva conti falsi, ma produce milioni di tonnellate di alimenti che generano benessere reale per decine di milioni di persone in trenta paesi. Fininvest non è una multinazionale, come Parmalat, ma una «ipernazionale». I suoi profitti provengono quasi esclusivamente dall'Italia e si basano su uno stretto legame con il sistema della politica italiana e della corruzione. La gran parte dei suoi guadagni viene dalla pubblicità obbligatoria, un'attività controversa che crea alla popolazione più danni che benefici.

Più che profitti in un mercato competitivo, si tratta di una rendita senza rischi, basata sul monopolio, sullo statalismo, sulla produzione di niente di concreto.

Sono miliardi di euro che, con il sistema della pubblicità obbligatoria, Fininvest «preleva dalle tasche degli italiani» quando questi - anche quelli che non guardano le sue televisioni - comprano i molti prodotti resi più cari dalla pubblicità. Meriti e rischi ne ha pochi, perché il bombardamento pubblicitario è forzato e non è evitabile dai cittadini (altro che Casa delle libertà!), perché la televisione commerciale - privata o statale - è l'unico tipo di televisione in Italia e perché questa rendita pubblicitaria di fonda su concessioni statali di frequenze televisive ottenute corrompendo il potere politico ai tempi di Craxi. Senza queste concessioni statali, in quasi monopolio e in parte illegali, le rendite e il potere di Fininvest crollerebbero.

Da due anni inoltre la Fininvest è ulteriormente garantita dalle centinaia di suoi uomini che hanno preso il controllo del governo, del parlamento e della televisione pubblica e che cercano ora di conquistare il controllo anche della magistratura e della banca centrale.

La rendita senza rischi di Fininvest è inoltre facilitata dal fatto che molti dei settanta avvocati che Berlusconi ha fatto eleggere in parlamento usano nei processi contro Berlusconi e i suoi uomini le leggi a favore di Berlusconi che loro stessi propongono o approvano come parlamentari. Questi stessi avvocati - per esempio Pecorella, Taormina o Ghedini - sono ospiti frequenti nei talk show televisivi, dove continuano la loro difesa di Berlusconi nel «tribunale» italiano più importante, quello di milioni di telespettatori ed elettori, e spesso parlano in tv per ore senza un avversario al loro livello.

Questo tipo di avvocati miliardari, star del foro, della televisione e del parlamento, rappresentano bene la concentrazione che è avvenuta in Italia del potere economico, esecutivo, legislativo e informativo nelle mani di un'unica azienda, la Fininvest.

Grazie a una legge di Berlusconi - valida retroattivamente anche per i suoi falsi - il falso in bilancio è stato quasi completamente depenalizzato. Così è restato o è diventato una pratica diffusa non solo per aziende italiane come Parmalat, Fininvest e altre, ma anche per il governo. In Italia il vero rapporto tra deficit e pil nel 2003 non è inferiore al 3 per cento, come dichiarato dal governo, ma sarebbe superiore al 4 per cento se la contabilità creativa del ministro Tremonti - un ex commercialista di Berlusconi - non avesse contabilizzato per il 2003 gli introiti derivanti da enormi condoni fiscali ed edilizi e da vendite e alienazioni di beni dello stato che andrebbero distribuiti su molti anni. Quasi tutti sanno che questa contabilità è una truffa, ma fanno finta di non vedere. Come fingevano di non vedere la realtà Parmalat.

Se la situazione reale di Parmalat, di Fininvest e dello stato italiano non è all'altezza delle apparenze e della propaganda, la situazione dell'economia e delle società italiane - lo dico con tristezza e rabbia - non è migliore. Purtroppo la realtà dell'Italia non è all'altezza dell'immagine che la Ferrari e Armani diffondono nel mondo.

L'Italia è in declino rapido, è un paese al crepuscolo. È per questo che il mio spettacolo si chiama Blackout e io entro in scena in una sala al buio, con in mano un candelabro. Faccio l'attore comico, il declino dell'Italia lo percepisco principalmente con gli occhi e le orecchie: vedo la pubblicità e la volgarità dilagare ovunque nel paesaggio, nei mezzi d'informazione, nella vita quotidiana. Dove prima c'erano capannoni industriali, oggi ci sono lunghe file di cartelloni pubblicitari; ritraggono spesso merci che una volta erano prodotte in quei luoghi ma oggi sono importate.

Vedo il degrado dell'ambiente e della grandi città, sento il traffico e il rumore aumentare ovunque. Sento la gente: avvilimento, mancanza di prospettive, ignoranza e disinteresse per ciò che succede nel resto del mondo, egoismo, cattiveria e volgarità crescenti, chiusura nei propri affari e nella famiglia, declino del senso civico e della solidarietà.

Anche se come artista avrei il diritto di farlo, non mi baso solo sulle mie impressioni. Io - attore vero - non voglio fare come Berlusconi - statista falso - che parla in televisione nascondendo i fatti e le statistiche, evocando sogni, promesse, miracoli e rivoluzioni. Mi piace documentarmi con dati e cifre nudi e crudi, senza lifting. Ai pochi stranieri che volessero ancora investire in Italia e ai molti italiani che volesse votare di nuovo per il sistema Fininvest-Forza Italia consiglio due piccoli libri: «Il mondo in cifre 2004», una sintetica raccolta di statistiche internazionali curata dall'Economist (e pubblicata da Internazionale) e «Il declino dell'Italia», un inquietante libro del giornalista economico Roberto Petrini (Laterza). Spendendo meno di trenta euro in questi due libretti, chi si volesse documentare sul crepuscolo italiano può forse schivare ulteriori guai e investimenti sbagliati.

Se parlo di crepuscolo dell'Italia, non mi baso solo sulle mie impressioni del presente, ma anche sugli indicatori che ci segnalano il futuro del paese. E questi indicatori mettono tristezza. L'Italia sta diventando un ex paese industriale che ha smantellato o sta smantellando buona parte della sua industria, una volta ben piazzata nel mondo: chimica, farmaceutica, informatica, elettronica, aeronautica, forse presto anche automobilistica.

L'Italia è il paese con più persone anziane al mondo e con la minore fertilità tra i paesi industrializzati: da anni le nascite sono meno delle morti. I nostri livelli di istruzione, di cultura, di ricerca scientifica e tecnologica sono tra i più bassi al Europa. Tra i paesi industriali abbiamo una delle più basse percentuali di laureati e il più alto numero di maghi, pubblicitari e guaritori. Invece di investire e lavorare per il futuro stiamo consumando allegramente le ultime risorse che ci rimangono. Nella quota delle esportazioni mondiali in dieci anni siamo scesi dal 5 al 3,6 per cento. Nelle esportazioni mondiali di prodotti tecnologici stiamo scomparendo con un piccolo 2,5 per cento, mentre Francia e Germania sono al 6 e all'8 per cento.

Esaminando la posizione dell'Italia nel contesto internazionale non c'è da stupirsi se siamo il paese industriale che attira meno capitali stranieri. Gli investimenti delle multinazionali in Italia sono diminuiti dell'11 per cento nel 2001, del 44 per cento nel 2002.

Per bocca di due dei suoi ministri più influenti il governo italiano afferma che l'Unione europea è dominata dai «nazisti rossi». Uno di loro dice che l'Europa è «forcolandia», che con il fallimento della costituzione europea a Bruxelles «siamo riusciti a fermare l'impero comunista che stava tornando», che «l'euro è la rapina del millennio. L'hanno inventata i massoni». Se foste un investitore straniero mettereste i vostri soldi in un paese governato da gente così?

Se osserviamo la posizione dell'Italia in alcune classifiche internazionali può sembrare quella di un paese fortunato: settimo pil al mondo, quarto posto tra i grandi paesi per numero di automobili e di telefonini per abitante. Ma se analizziamo gli indicatori che danno un'immagine più completa dell'Italia e soprattutto delle sue opportunità per il futuro, allora siamo al crepuscolo.

In una ventina dei principali indicatori internazionali che delineano il futuro e la dinamica di un paese, l'Italia di trova tra il ventesimo e il quarantesimo posto. Gli stati che più spesso ci accompagnano in queste classifiche sono paesi in via di sviluppo (Colombia, Namibia, Sri Lanka, Cina, Brasile), paesi dell'Europa dell'est in transizione (Slovenia, Estonia, Slovacchia) o nel migliore dei casi i meno sviluppati tra i paesi europei (Spagna, Portogallo, Grecia).

La differenza preoccupante tra l'Italia e questi paesi è che loro da anni stanno salendo nelle classifiche internazionali, noi invece stiamo scendendo. Ogni anno ci incontriamo con loro sui pianerottoli della scala internazionale: li vediamo salire e noi scendiamo di un'altra rampa.

È incredibile la profondità del declino italiano. Nel Rinascimento siamo stati un faro della cultura, della scienza, dell'innovazione e della finanza in Europa. Nella musica e nella tecnica bancaria ancora oggi molti termini tecnici in tedesco e in inglese sono parole italiane (sonata, adagio, fortissimo oppure aggio, incasso, sconto, lombard) a testimonianza dei secoli in cui eravamo il paese di riferimento in quei campi.

Più tardi abbiamo inventato l'elicottero, l'aliscafo, il batiscafo, il telefono, la radio. Oggi però non inventiamo quasi niente, l'Italia ha meno premi Nobel del solo Politecnico di Zurigo, il nostro export si basa su prodotti di bassa tecnologia che presto vedranno la concorrenza dei paesi emergenti, mentre nei prodotti ad alta tecnologia non possiamo competere con le nazioni più avanzate.

I nostri manager in compenso vogliono orientarsi per i loro stipendi agli Stati Uniti e per quelli dei loro dipendenti alla Bulgaria o alla Cina. Il numero dei laureati italiani che lavorano all'estero è sette volte maggiore del numero dei laureati stranieri che lavorano in Italia.

Per decenni buona parte della grande industria e dell'export italiano hanno prosperato grazie alla benevolenza dello stato e dei partiti e alle periodiche svalutazioni della lira. Oggi che questo non è più possibile, il declino italiano si accelera. Paghiamo il prezzo delle modernizzazioni che non abbiamo fatto negli ultimi anni.

Al crepuscolo industriale, tecnologico e culturale dell'Italia si aggiunge il declino sociale con un rapido aumento della ricchezza dei ricchi e l'estensione e l'approfondimento della povertà. Nella disuguaglianza dei redditi abbiamo superato perfino gli Stati Uniti: in un decennio (1991-2001) il 20 per cento degli italiani è diventato più ricco, l'80 per cento più povero.

Il reddito del decimo di italiani più ricchi è cresciuto del 12 per cento, mentre il reddito del decimo di italiani più poveri è sceso del 22 per cento. Otto milioni di italiani vivono sotto la soglia di povertà e altri quattro milioni vivono appena sopra. Molti di questi poveri e quasi poveri hanno un lavoro o due o tre, ma non gli bastano per vivere decentemente.

Lo stipendio medio di un tranviere a Zurigo (5500 franchi) è quasi il triplo di quello di un tranviere di Milano, ma il costo della vita e dei biglietti del tram a Zurigo è solo il 50 per cento più alto che a Milano. Stipendi reali sempre più bassi e lavori sempre più precari fanno crescere la conflittualità selvaggia - come quella dei guidatori di tram e autobus - che frena ulteriormente la qualità della vita e lo sviluppo del paese.

Il declino della Fiat è forse uno dei migliori indici del declino italiano: dieci anni da Fiat vendeva in Italia un'auto su due, oggi una su tre. L'immagine più forte del crepuscolo italiano è stata per me quella della carovana di limousine scure che in una sera del 2002 - al culmine di una crisi della Fiat che sembrava mortale - ha portato l'intero stato maggiore della Fiat a un consulto drammatico, non al ministero dell'industria o delle finanze ma nella grande villa di Arcore di Silvio Berlusconi, padrone della Fininvest e capo del governo.

Le immagini del telegiornale sembravano quelle di un film sulla mafia, quando avviene un regolamento di conti e un cambio della famiglia al vertice del potere. Era la resa di ciò che resta dell'Italia industriale alla nuova egemonia, all'Italia della pubblicità e della televisione commerciale. La resa della sostanza all'apparenza.

Non è un caso che l'industria che ha conquistato il potere politico in Italia non fabbrichi cose ma sogni, non venda merci ma promesse.

LEGGI I COMMENTI (7) - PERMALINK



mercoledì 25 febbraio 2004 - ore 15:57


La riguerra di George
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Popolo americano e popoli sudditi, ho una grande notizia per voi. Abbiamo vinto la guerra in Afghanistan e in Iraq con poche perdite. Abbiamo portato la pace in quei paesi e da allora ci muoiono decine di marines e civili ogni giorno. Questa è la prova che la guerra è meglio che la pace. Perciò ho una buona notizia: una nuova grande guerra sta per iniziare. Contro un nemico ancora più subdolo e pericoloso di Osama e di Saddam.

Questo nemico è il CLIMA.

Questa sigla significa in realtà Complotto Leninista Internazionale per Massacrare l'America. Ma il Pentagono li ha scoperti, e niente li salverà dalla nostra ira. Essi vogliono attaccare le nostre coste con iceberg e tornadi, invaderci con bufere di pioggia e neve, inaridire i nostri fiumi e destabilizzare il quadro internazionale: ma non cederemo alla loro basse pressioni e alle loro funebri isobare.

Non ci lasceremo intimidire!

In Africa il CLIMA ha un piano per desertificare il continente, di modo che i Bongo Bongo chiedano acqua al posto delle nostre armi, e magari si ribellino attaccando i nostri bananeti e pretendano di abbeverarsi al nostro glorioso Mississipi...

Ma ciò non accadrà: abbiamo già spedito sul posto un milione di distributori di Coca-Cola, ognuno guardato a vista da un marines anti-scasso. Così il problema della sete è risolto.

Inoltre abbiamo mandato latte in polvere tossico e medicinali da esperimento. I morti, generalmente, non bevono.

In quanto all'inquinamento e al buco dell'ozono, qualcuno ha osato incolpare le nostre aziende petrolifere, le nostre auto, i nostri utili disboscamenti. Accuse da comunisti obsoleti, pagati dalle lobby dei camini e delle biciclette.

Non ho firmato il protocollo di Kyoto perché dopo Pearl Harbour non mi fido dei giapponesi, e poi non so cosa vuol dire protocollo. Ma so benissimo cosa vogliono dire Effetto Serra e Buco dell'Ozono: sono subdole armi di sterminio di massa in possesso del CLIMA, specialmente del suo braccio armato chiamato Anidride Carbonica, nome in codice Co2, un gruppo terrorista che negli ultimi anni ha visto moltiplicare i suoi adepti nell'atmosfera.

Abbiamo già un piano per chiudere gli aeroporti americani a ogni volo che possa trasportare anidride carbonica. Ogni molecola in transito verso gli Usa dovrà fornire le impronte digitali. Sappiamo che tra gli iscritti alla Co2, ogni atomo di carbonio usa accoppiarsi in modo orgiastico e amorale con due atomi di ossigeno. Da ora in poi ogni reazione chimica di questo tipo verrà considerata associazione a delinquere. Non ci lasceremo certo intimidire da un biossido bisessuale.

Inoltre da oggi ogni iceberg che si staccherà dalla banchisa polare verrà bombardato. Anzi, bombarderemo la banchisa preventivamente.

Per evitare gli incendi nell'Amazzonia, la disboscheremo tutta. Questo l'ho già detto anni fa e lo ripeto.

Il governatore della California Schwarzenegger ha ordine di arrestare ogni onda anomala superiore ai quindici metri.

Ogni temperatura sopra i quaranta gradi verrà considerata propaganda antiamericana. Ogni campo da golf sarà dotato di irrigatori supplementari.

Non tollereremo parimenti che CLIMA attacchi le nostre città con piovaschi e grandinate. Tutte le nuvole di forma sospetta verranno bombardate.

In quanto alla desertificazione, abbiamo pronti dieci milioni di oasi gonfiabili.

Il progresso americano basato sul petrolio, sul golf e sul surf non teme nessuno.

Ma sappiamo che questo CLIMA ha un capo subdolo. Un signore che dopo avere creato il mondo non sa più gestirlo, un pessimo manager andato in crisi per qualche gas di scarico e qualche molecola sballata. Ebbene se questo signore, sostenuto da meteorologi terroristi e cirrocumuli bolscevichi , vuole dichiaraci guerra, troverà pane per i suoi denti.

Le chiese integraliste americane hanno un giro di introiti e proprietà che le ha fatte inserire tra le prime multinazionali del mondo. Se uniamo i soldi delle chiese e dei petrolieri possiamo non solo andare su Marte, ma molto più su, e bombardare molto molto in alto.

Non dite che sono un pazzo megalomane, so quello che dico.

Il CLIMA non ci spezzerà. Ed è inutile che Kerry mi attacchi. Lui è un veterano di guerra, io un imboscato, ma l'esercito è con me.

Marines, ognuno di voi da domani stia all'erta: ogni nuvola, ogni iceberg, ogni soffio di vento, può nascondere il complotto. Non respirate ossigeno, potrebbe essere una trappola del nemico! Saddam è nelle nostri mani, Osama sta per caderci e il CLIMA sta per conoscere la nostra vendetta.

God blast America.

Dio spazzi via l'America.

E noi spazzeremo via lui.

(di Stefano Benni, da "il Manifesto" di oggi)

COMMENTA (0 commenti presenti) - PERMALINK



martedì 24 febbraio 2004 - ore 16:58


I medici schiantati a Cagliari come i caduti di Nassiryah
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Questa frase si è sentita oggi al telegiornale. Sono d'accordo: infatti si tratta di gente che è morta senza averne colpa, che stava facendo il suo lavoro sapendo che correva dei rischi e che aveva scelto di correre quei rischi a causa del denaro che ne avrebbe ricavato in cambio. Oltretutto, si tratta di gente che rispetto enormemente per la professione che hanno scelto, ma che considero poco sensato ritenere "eroi" quanto lo sarebbe considerare tale un muratore che cade da un'impalcatura.

LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK



lunedì 23 febbraio 2004 - ore 09:43


Un po' di c@c@o
(categoria: " Vita Quotidiana ")



(Il C@c@o della domenica, 22 febbraio 2004)
di Jacopo Fo LINK

Nessuno ha detto: "Son contento che Pantani sia morto. Era un pezzo di merda."

Sì, mi girano i coglioni. Questa puttanata dei funerali di Pantani è proprio vergognosa. Tutti a piangere, sport nazionale, e a dire che è proprio una vergogna che lo sport sia in mano agli spacciatori di droga e che si sia lasciato che il Pirata pagasse per tutti. Eppure questa vigliaccata si è consumata sotto gli occhi del mondo. E non mi sembra che qualcuno abbia mosso un dito. E così è per tutto. Questa umanità che ci circonda è priva di dignità, di etica, di senso dell'onore, di amore. E di intelligenza. Se qualcuno avesse avuto il coraggio di dire che Pantani era uno stronzo almeno si salvava la dignità. Ma nessuno di quelli che l'hanno rovinato ha avuto il fegato di difendere la carognata che ha fatto.

Per rovinare Pantani è stata necessaria l'azione di molti e il disinteresse di tutti gli altri, compresi gran parte quelli che erano al suo funerale. Sono proprio pochine le persone che avevano il diritto di seguire la sua bara e di parlare e scrivere su questa storia. Gli altri mi fanno schifo. Tutte queste sanguisughe della tv che dopo quello che gli hanno fatto hanno avuto il coraggio di entrare persino in chiesa a fare le riprese, invadendo tutto come al solito, fino a quando la madre del Pirata li ha cacciati dal sagrato urlando come una belva: "Andate via! Vergognatevi! L'avete ucciso voi!"

E aveva ragione! Cazzo se aveva ragione.

La storia di Pantani è quella di un'Italia, di un'umanità che è ancora ferma all'uso facoltativo e discontinuo della mente e della morale. Farebbe solo schifo se alla fine non ci fossero i morti. Ed è sempre così.

La differenza rispetto a vent'anni fa è che oggi esiste internet e quei pochi che hanno il coraggio di parlare riescono a far sentire (poco) la loro voce. Ma questo poco è abbastanza perché non si possa dire: "Non se ne sapeva niente".

Si sapeva. Si sa.

Da qualche mese sto guardando quel che succede sbigottito. Vedo un treno carico di gente che festeggia, che sta correndo veloce verso un ponte che non c'è. Un Titanic che punta sull'iceberg mentre in prima classe si danza. E sento un profondo dolore per quanto sta per succedere e per l'idiozia che porta la stragrande maggioranza di quelli che sanno a tacere. La fame sta per far esplodere i conflitti a livello mondiale. L'inquinamento sta uccidendo milioni di persone (si dice 80 mila all'anno solo in Italia). La miseria culturale sta distruggendo milioni di esistenze: alienazione, depressione, incapacità di amare, incapacità di sognare, di darsi da fare per migliorare la vita propria e degli altri. Eccetera eccetera eccetera. E mentre farsi le canne è un reato grave questi figli di iena spendono miliardi in pubblicità di alcolici (20mila morti all'anno in Italia) e auto veloci (8mila morti all'anno). Ieri sera guardando la tv ho contato le pubblicità di auto e alcolici: una su due. E ci sono storie che vanno avanti ormai da anni nell'indifferenza generale.

Il sistema economico è una rapina organizzata (Enron, Parmalat). La giustizia una macchina costruita ad arte per non funzionare. E siamo ridotti che Striscia la Notizia è l'unico organismo al quale venga in mente di controllare la qualità dei caschi per i motociclisti, e cosa scopre? Che nei supermercati sono venduti a caro prezzo dei caschi finti che in un impatto a 26 chilometri orari si polverizzano. E succede qualche cosa? Vengono licenziati i giornalisti delle riviste per appassionati di moto? Vengono sostituiti i responsabili della polizia o di chi debba fare i controlli? C'è qualcuno in Italia che debba fare controlli?

Ripercorro mentalmente la lista delle denunce fatte in questi anni. Dio mio, quanta carta, quante parole scritte senza che nessuno muovesse un dito. Da cosa cominciamo? Dalle torture e la diossina in Vietnam? Dalle torture in Cile? Dai desaparecidos in Argentina? Mi ricordo denunce sul Manicomio Criminale di Aversa, il carcere lager dell'Asinara (poi, molti anni dopo, il direttore finì in galera per corruzione), i letti di contenzione (ci vollero decenni perché sparissero), le torture sui detenuti (li picchiano ancora?), sulle sofisticazioni alimentari (ma non esageriamo, gli anticriptogamici non fanno poi così schifo). Il pericolo del nucleare (ma come pensate che ci possano essere pericoli? Poi venne Cernobyl e si scoprirono migliaia di incidenti tenuti nascosti). Le industrie chimiche erano una bomba a orologeria (i soliti pessimisti catastrofisti ce lo dicevano prima di Bophal e Seveso). Denunciammo la truffa dell'Aids (che ancora prosegue), le torture in Birmania (sono ancora ben in salute), le violenze in Afghanistan contro le donne (smettetela con questo antiamericanismo). Nel 1987 su Tango, supplemento dell'Unità, scrissi una serie di articoli denunciando la situazione di ladrocinio che si nascondeva nelle borse di Milano come di New York. Un'altra serie di articoli riguardava la corruzione in Italia e come questa fosse ormai arrivata a infettare le file del Partito Comunista Italiano (Greganti chi?).

Denunciammo l'uso di uranio impoverito per rivestire i proiettili utilizzati in Iraq. Spiegammo le vere ragioni della Sindrome del Golfo che sta uccidendo migliaia di reduci dalla prima Guerra del Golfo. E quando il governo D'Alema decise di partecipare alla guerra nel Kossovo chiedemmo che fosse garantito almeno il non utilizzo di questi proiettili. Mandammo un comunicato stampa a tutti i giornali italiani. Solo il Corriere della Sera lo pubblicò (gli conveniva dare addosso al governo dell'Ulivo). Ora stiamo iniziando a contare i morti tra i nostri soldati. Erano talmente ciechi e stronzi che non si preoccuparono di impedire agli Usa di utilizzare proiettili radioattivi nella ex Jugoslavia e neanche di fornire ai nostri soldati tute e maschere anti contaminazione. Carne da macello. E ancora i nostri soldati, oggi, stanno in Iraq, terra ormai in gran parte contaminata, senza nessuna precauzione. In aggiunta all'uranio impoverito registriamo l'uso di nuove armi atomiche "tattiche", in Iraq e anche in Afghanistan. Chi ha fatto le analisi ha scoperto plutonio nelle orine di centinaia di persone. Ma siamo noi i soliti stronzi. Si è vero, abbiamo cannato miseramente sul fatto che l'Italia abbia adottato anch'essa queste armi. Ma è un errore nella forma, nella sostanza la verità è che l'Italia certe armi le lascia usare ai suoi alleati e non si occupa neppure di proteggere i suoi militari. Abbiamo sbagliato (siamo un pò fessi) e l'errore, di un pelo, ha dato il diritto a molti di coprirci di insulti. Sono incidenti che a chi sta sempre zitto non capitano.

E poi c'è il Congo, la guerra che ha fatto 3 o 4 milioni di morti, non si sa neanche quanti (ma sono negri chissenefrega). Quando denunciammo la truffa della Tucker e di un'altra decina di società dovemmo aspettare sei mesi prima che la Finanza decidesse di intervenire, ma prima dovette muoversi Striscia la Notizia (che però sono tutti stronzi, perché ci hanno le ballerine e sono su Canale 5. Dal mio punto di vista sono tra i pochissimi che hanno la dignità di essere umani e quando possono arrivano addirittura a parlare). Abbiamo denunciato la truffa delle incubatrici (dannose nel 90% dei casi), del parto cesareo, del parto violento, della separazione dei bambini dalle madri alla nascita, del boicottaggio culturale contro l'allattamento. Abbiamo denunciato la vergogna della non assistenza ai disabili. Poi c'è la storia, ancora coperta, della Mucca Pazza, aspettiamo tristemente che le previsioni pubblicate dal governo inglese si avverino, si parla di più di centomila morti nella sola Gran Bretagna. Qualcuno sospetta che i controlli funzionino? Avete visto che il boss Giuseppe Morabito ha ricevuto la pensione di invalidità dal 1982 a oggi e il fatto che fosse latitante non ha fatto fare una piega all'Inps? Tu credi ancora ai controlli?

Abbiamo denunciato anche la grande truffa medica che divide le malattie: allergie, intolleranze alimentari, insonnia, depressione, sindrome della stanchezza. Tutti malanni che hanno una concausa comune nell'inquinamento. Lo sapevate che il sintomo clinico dell'aumento dell'anidride carbonica nell'aria è il sentirsi depressi? Pazzesco no? Se non respiri abbastanza ossigeno la vita ti fa schifo. Ma che assurdità!!!

Certo, a volte, alla lunga, abbiamo ottenuto dei risultati. Quasi per miracolo, qua e là si è riusciti a fermare una mannaia, ridurre un danno, evitare una follia. Ma schiumo dalla rabbia a pensare di quante vite umane si sarebbero potute salvare, se solo ci fosse stata una piccola ventata di buon senso. E resto annichilito ogni volta che mi rendo conto di quanto sia difficile trovare un vero ascolto per proposte che non siano delle trombonate demagogiche ma azioni concrete capaci di dare risultati microscopici ma reali.

In Italia sono poche decine di migliaia le persone che si impegnano per costruire un'economia alternativa e solidale, far avanzare, diffondere le tecnologie ecologiche, essere attivi in prima persona nel volontariato. è più facile portare le persone in corteo... A Genova c'erano centomila persone a farsi massacrare dalla polizia. Due mesi prima, all'inizio di giugno, sul sito delle Tute Bianche pubblicai una serie di articoli contro l'idea di andare a fare a botte a Genova. Un articolo era intitolato:"Chi vuole un morto a Genova?". Descrivevo dettagliatamente le botte in questura e tutto il resto. Poi restai li a guardare in televisione che tutto andasse come era prevedibile e a piangere. E vi ricordate le nostre battaglie in positivo? Il biodiesel oggi è praticamente fuorilegge. I pannelli solari non interessano a nessuno, in 4 anni ne abbiamo venduti 2 (DUE!). 50 famiglie hanno aderito all'assicurazione etica, 700 a quella telefonica, il conto bancario etico ha chiuso perché solo in cento hanno aderito e non bastavano. Unico vero successo la vendita di alcune migliaia di riduttori del flusso dell'acqua. Ma il mio sogno (sono pazzo e illuso) era di venderne mezzo milione.

Possiamo ben dire che veramente poche persone ragionano come noi. Pochissime nel gran mondo delle Organizzazioni del Movimento Riformista. Cacao e i nostri 15 siti internet sopravvivono perché ci sono 1.500 persone che hanno deciso di associarsi a Alcatraz pagando 27 euro (ma qualcuno ci ha inviato molto di più) e 6mila persone che hanno aderito a qualcuna delle nostre offerte commerciali, ecologiche, etiche e di autofinanziamento. Sinceramente pensavamo che la soluzione di finanziare la controinformazione risparmiando denaro avrebbe raccolto qualche adesione in più.

Il mio bilancio oggi è duro.

Per quanto ci si batta dedicando tutto il tempo al tentativo di cavare un ragno dal buco (otto ore al giorno 5 giorni alla settimana, poi due giorni alla settimana tocca lavorare per far quadrare il bilancio personale) non mi sembra si riesca a ricavare tanto. Molte accuse di volersi arricchire alle spalle degli ideali (molti geni della finanza etica non si rendono conto che scappare con la cassa della consociazione telefonica sarebbe patetico). L'ostracismo da tutti i giornali: sono stato cacciato da Cuore (che sostituì Tango), Linus, Sette del Corriere della Sera, Il Manifesto (al primo articolo mai uscito), King, non metto più piede da anni al Costanzo Show e il mio ultimo romanzo è stato accettato da una libreria su 10 (e comunque ha bruciato 4 mila copie in 3 mesi).

Ho avuto una fugace possibilità di entrare alla Rai, ai tempi dell'Ulivo, ma il mio spettacolo fu prima soppresso e poi mandato in onda dopo mezzanotte senza preavviso. Si parlava di punto G, punto L, frigidità maschile, eiaculazione femminile, piacere anale maschile eterosessuale, muscoletti vaginali e sesso tantrico. Il progetto di una serie di spettacoli fu accantonato. E cazzo non ho avuto neanche la soddisfazione di sentire qualcuno protestare contro la censura.

Infine anche l'Unità attuale ha deciso di fare a meno della collaborazione di Cacao. Credo di essere l'unico caso in Europa di un giornalista che ha venduto più di 400 mila copie dei suoi libri e che non ha la possibilità di scrivere se non tirando fuori i soldi di tasca propria. E così ho dovuto indebitarmi con la banca al di là delle mie possibilità per sostenere questo folle tentativo di urlare.

E anche la campagna "denunciamo il Re nudo" deve segnare il passo perché non c'è stato nessuno che sia stato disposto a fare le analisi del pvc nelle pellicole degli alimenti. Ed era la mossa più facile. Figuriamoci il resto.

Quindi, care lettrici, cari lettori, a questo punto non so cosa valga la pena di fare. Forse saremo costretti a ritirarci. Non che si voglia ammainare la bandiera ma tocca farsene una ragione. L'umanità adora il grande fratello, gli interventi chirurgici di liposuzione in diretta, con i litri di grasso giallastro che spurgano da culi che si sono divorati le scorte alimentari sufficienti per salvare 100 bambini. La gente guarda la tv, una sequela di telequiz, cosce vergini, sparatorie, torture e stupri finti. Gli piace così e non gli interessa se vivranno di meno, in un mondo di morti ammazzati e stupri veri. Non gli importa se si avvelenano, se i loro figli sono disperati, se il loro amore ha perso la poesia e la loro mente è chiusa dagli psicofarmaci.

Ok, ne prendo atto. Continueremo a gridare come dei fessi nella metropolitana.

Ma da oggi buona parte della mia energia la metterò altrove. Ad esempio ho iniziato a scrivere un romanzo che racconta come è facile prendere una persona che non ha mezzi culturali e distruggerla. Questo magari interesserà. Ci metterò dentro sangue, sesso e charme. E gente molto ricca. E farà morir dal ridere. Cioè penso che i tempi della politica e delle comprensione siano troppo lenti e non procedano se non c'è una cultura diversa dietro. E forse solo le emozioni della narrativa e del comico possono arrivare al cuore di persone che non hanno mai iniziato a usare il cervello. è una battaglia lunga questa, evidentemente, e bisogna attrezzarsi per attraversare un deserto di coscienze senza fantasia. L'arte è forse l'ultima lama affilata che ancora possiamo brandire.

Il nostro lavoro di controinformazione può anche finire qui. L'essenziale lo abbiamo scritto. Il resto in fondo è solo la precisazione dei dettagli. Se potessi parlare oggi in una grande tv direi: "Cari Italiani vi stanno ammazzando come topi, svegliatevi". Ma non servirebbe.

Berlusconi ha detto in tv che i politici che hanno la seconda casa e la barca hanno rubato e non è successo niente. In effetti se voleva essere incisivo avrebbe potuto fornire anche la lista di questi politici ladri. Ma la cosa più incredibile è che qualche milione di italiani ascoltandolo non s'è resa conto dell'assurdo e anzi ha pensato: "Che coraggio questo Berlusconi!"

Fantascientifico!!!

In una situazione così ti senti proprio cadere le braccia e mancare le forze.

Comunque Cacao non chiude oggi. Fino a che ce la faremo a continuare a pagare i costi di connessione e lavorare gratis, andremo avanti. Perché siamo fatti così.

Quando moriamo però nessuno si azzardi a dire "Peccato che siano morti". Almeno questo. Dite piuttosto "Sono morti perché a troppo poca gente gli fregava un cazzo che esistesse un manipolo di pirla un pò eccentrici che non teneva la bocca chiusa".

Mi sono chiesto tante volte perché sono così pazzo da essermi giocato la carriera e i soldi in questo progetto di consociazione degli acquisti e controinformazione. E ho capito che dentro c'era la mia mania di grandezza, il mio egocentrismo, la mia presunzione, la mia voglia di essere importante (un grande rivoluzionario). Ma molti sono stronzi come me, eppure non si imbarcano in imprese simili. Il motivo l'ho anche capito. Banale.

A 12 anni sapevo che si rischiava il colpo di stato, sapevo che i miei sarebbero in quel caso finiti in un campo di concentramento in Sardegna e sapevo perfettamente come in questi casi gli oppositori venivano torturati. Poi ci furono un paio di bombe in casa, un paio a teatro, mia madre fu rapita, violentata e massacrata. Beh, cari signori del mondo, cari spettatori di "Bisturi" ognuno ha i cazzi suoi. Io c'ho questi. Sono stato tirato su con un solo pensiero: "Non accetto di vivere in un mondo come questo". Sì, sono diverso, perché non posso farmi una ragione, non posso cacciare gli incubi che mi prendono ancora oggi che sono quasi vecchio.

Ieri ho sentito al telefono Dalla Chiesa. Era stupito per come stanno sabotando il controfestival di Sanremo. Non ci si crede, nessuna "Grande Forza" riformista lo appoggia. A lui hanno ammazzato il padre. E ora deve vedere Tony Renis, amico dichiarato dei mafiosi, presentare Sanremo. Non ci si riesce. Non so se uno che non ha visto certe cose può capire. Non ci si riesce proprio. Stai lì seduto alla scrivania a fare cento telefonate per trovare quei pochi disposti a muovere un dito e non ci puoi credere che quasi nessuno senta quello che senti tu.

Comunque non ho alternative. La mia mente non me le consente. Continuerò a fare quel che posso. Perché sono stronzo anch'io ma sono uno stronzo modificato. Ho un marchio a fuoco con il quale devo fare i conti. Non sono migliore degli altri sono solo diverso. E vaffanculo al mondo.

Forse esisterà un giorno nel quale l'umanità si arrenderà agli orchi senza combattere. Ma quel giorno non è questo.

Non per me.

Jacopo Fo


LEGGI I COMMENTI (14) - PERMALINK



venerdì 20 febbraio 2004 - ore 16:33


Forse può funzionare
(categoria: " Riflessioni ")



Mi è venuto in mente ieri, mentre guidavo, un esempio che forse può funzionare per spiegare la mia lontananza dalla posizione estremo-liberista secondo la quale gli imprenditori producono ricchezza.

Supponiamo che esista un mondo molto piccolo, diciamo della grandezza di una valle montana per capirci, i cui 1000 abitanti sono abituati a tagliare gli alberi locali per ricavarne il legno che serve loro sia per scopi energetici, sia come materiale da costruzioni. Per il resto, queste 1000 persone hanno adottato un'economia di mercato simile alla nostra, con l'uso di denaro.

Un giorno, un piccolo imprenditore decide che il sistema è completamente inefficiente. A tale fine ottiene dal governo l'esclusiva di sfruttamento delle risorse forestali (possiamo assumere, viste le minime dimensioni del posto, che si tratti di una repubblica consolare con console plenipotenziario eletto ogni anno; volendo, possiamo anche assumere che il nostro piccolo imprenditore abbia dovuto corrompere il console per questo, ma non mi sembra necessario). Assume due persone, che paga per tagliare alberi dalla mattina alla sera, affrancando così le altre 997 persone dalla necessità di tagliare loro stessi il legno (cosa che, tra l'altro, a norma di legge non potrebbero più fare). Poi, vende a tutto il resto della popolazione il legno che produce, riservandosi in futuro di assumere altre due persone per aprire anche una linea di lavorazione e offrire sul mercato anche gli oggetti (mobili etc.) che ognuno dei 1000 abitanti si realizzava autonomamente.

L'imprenditore paga due dipendenti e trasforma un prodotto grezzo in un prodotto semi-lavorato. In cambio, vende quel prodotto a un prezzo che, ovviamente, gli permette di guadagnarci (notate, in particolare, che lui ha risolto il suo problema in modo magistrale, visto che non deve più tagliare il legno né, ovviamente, pagare per comprarlo). Il risultato è che la gente della valle deve spendere più soldi di prima per comperare qualcosa che fino al giorno prima aveva gratis, a fronte di un misero risparmio di tempo. I due dipendenti del Nostro ci guadagnano solo apparentemente, perché (oltre a doversi comperare anche loro il legno) dovranno ragionevolmente pagare qualcun altro perché faccia quello che loro avevano il tempo di fare prima di diventare dipendenti a tempo pieno del signore (p. es. mungere le mucche, macellare i maiali e così via). L'unico che esce vincente da questa situazione è proprio il nostro imprenditore: il suo bilancio finisce in attivo e, in aggiunta, non deve neanche più tagliarsi il legno da solo.

Questo imprenditore ha creato ricchezza? Beh, di certo ha sistematizzato un metodo di lavoro che prima era con grande probabilità molto inefficiente. Per farlo, però, ha costretto 999 persone a spendere più di quanto spendevano prima e a versare soldi, in ultima analisi, nelle sue tasche. Di fatto, quindi ha prodotto della povertà.

Potete sbizzarrirvi a lavorare su questo piccolo mondo, pensando in particolare a quello che succederebbe se arrivasse un secondo imprenditore che si mettesse in concorrenza con il primo (nessun cambiamento sensibile: solo due persone che ci guadagnano invece che una, anche se magari meno di prima, mentre la gente comunque avrebbe delle spese maggiori di quando questi due imprenditori non esistevano). Il vero problema però, e me ne rendo conto, è che serve un po' di conoscenza matematica per capire che quello che vale per 1000 persone vale per un qualsiasi altro numero finito di persone, incluso sei miliardi.

L'unico modo per fare molti soldi è fare pagare alle persone del denaro che non è necessario che paghino. Non importa se si sottrae molto denaro a poche persone o pochissimo denaro a moltissime persone: non cambia la validità del principio che chi si arricchisce lo fa comunque a spese dell'impoverimento di qualcun altro.

Spero che qualcuno mi possa contraddire, perché questa mia conclusione mi lascia molto sfiduciato nel genere umano.

LEGGI I COMMENTI (14) - PERMALINK



giovedì 19 febbraio 2004 - ore 11:47


Nuovo giochino in Flash
(categoria: " Informatica ")



Dopo lo sfortunato pinguino, apparentemente bandito da tutti i server del mondo conosciuto, proviamo a vedere se avrà migliore sorte il gioco delle mosche: LINK.

LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK



venerdì 13 febbraio 2004 - ore 12:41


Uffa
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Venerdì scorso e ieri (giorni pari, io son targato dispari) e domenica scorsa (blocco totale) ho cercato di gironzolare il più possibile per la città sperando di venire fermato da qualche vigile urbano. Pregustavo già la scena in cui il tronfio tutore dell'ordine, tutto enfiato & compreso nella sua Alta Missyone, mi avrebbe arrogantemente fermato e io ne avrei stroncato ogni velleità sorridendogli: "Metano". (La M majuscola è d'obbligo per rendere l'idea della soavità con cui codesta parola si presenta alla mia mente da quando sono fruitore, per la mia mobilità, della sostanza che essa significa).

Invece, ho incontrato soltanto una pattuglia che non mi ha nemmeno fermato. Ma dico, se non si può più fare affidamento nemmeno sul sadismo dei vigili, a che cosa bisogna credere oggidì?

LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK



lunedì 9 febbraio 2004 - ore 12:52


Il pinguino è tornato!
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Ok, visto che l'altro link è morto, ecco analoga versione dello stesso simpatico giuoco: LINK. Ce ne sono anche altre due, modificate in modo da farlo andare sempre più lontano. Io mi diverto più col primo, ma lascerò che il mio (scarso) agonismo abbia il sopravvento su di me se qualcuno mi lancerà apposita sfida.

LINK 322.9
LINK 593
LINK 1215.8

LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK



venerdì 6 febbraio 2004 - ore 15:28


321.1!
(categoria: " Vita Quotidiana ")



È il mio attuale record allo splendido, nuovo gioco del pinguino! Giocate anche voi: LINK.

LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK



mercoledì 21 gennaio 2004 - ore 12:11


Pizza
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Domani sera, per festeggiare un conto tondo di anni compiuti, gradirei pizzare con un sacco di amici. Ci troveremo al Campanile (via Pizzolo - Arcella), indicativamente attorno alle 20.30.

Se vi sentite miei amici e volete unirvi a noi, lasciate quindi tra i commenti le adesioni.

L'invito è caldeggiato con maggiore veemenza per tutti i BeeHive (cantanti compresi, ovviamente), per Bibbo e per Calimero (al quale colgo l'occasione per fare gli auguri, visto ch'egli mi anticipa di un giorno nel medesimo evento!), per Albxxx e per tutti coloro che abbiano gà ricevuto l'apposito e-mail. Potete ovviamente portare chi vi pare, basta che sia simpatico e abbia voglia di divertirsi.

I rompicoglioni saranno messi tra la pizza e la rucola al posto della pancetta.

LEGGI I COMMENTI (8) - PERMALINK




> > > MESSAGGI PRECEDENTI
APRILE 2026
<--Prec.     Succ.-->
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30


Solo in questo BLOG
in tutti i BLOG


BLOG che SEGUO:


[ Amici e affini: ]

calimero fret quaela vetia

[ Conoscenti e bella gente in genere: ]

[kbl]sandy centipede ceres cherry-lyn cia2003 dott.ssa_i entropia fabio gatsu81 giuseppino gwen jadepeg jashugan la donky laurina lazzaro leonida lordzoster lucadido marrabbia momo nickyts ninfea pippiri quaela vane82e61 viper void
25 akirafudo beatrix_k girella vampina

[ e con blog in sonno: ]

albxxx ayeye barotropico bibbo chobin chrisrubio dade666 dark night emmabovary genjosanzo gino pongo goku ilbello kabiria77 miss lsdn sailei temporale zilvio

[ Visitatori sporadici ma sempre graditi - conoscenze virtuali: ]

dr remengo erpo jslf maryz phelt shannara thewolf trap
(e senza blog o quasi:
banshee cedric emily fly misash)


[ Un dovere morale: ]

casbah


BOOKMARKS


La Pagina di Gino
(da Pagine Personali / HomePage )
Dilbert
(da Tempo Libero / Umorismo e Satira )



UTENTI ONLINE: