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e non voglio dimenticare.

STO ASCOLTANDO

L’integrale delle opere per organo di Bach suonate da Simon Preston.

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ORA VORREI TANTO...

eh, cazzo, sì.

STO STUDIANDO...

Appunti per lezioni, libri adottati e collaterali, e-mail di allievi e di colleghi, regolamenti di condominio e estratti conto.

OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Dimenticare
2) veder morire la goliardia
3) Essere beccati dall'autovelox due volte nella stessa sera!!!
4) i siti ottimizzati per explorer

MERAVIGLIE


1) insegnare
2) ...Trovare il semaforo verde alla Stanga
3) Svegliarsi con la convinzione che sia ora di alzarsi, guardare la sveglia ed accorgersi che invece mancano due ore...
4) la sicurezza che c'è qualcuno sempre disposto a ascoltarti e crederti.
5) vedere attorno a te le persone a cui vuoi bene che ti guardano con ammirazione... e sapere di aver fatto tutto quello che potevi per meritartela



(Thanks Sanja, anche se lo preferirei senza "d" eufonica)

Mi piace che il mio blog sia un porto franco,
riposo per il navigante stanco,
finestra da cliccare rilassati
e a volte, forse, un po’ disimpegnati;

se pure qualche giorno resta in bianco,
non sono io che della voglia manco:
viviamo infatti in tempi concitati,
non sempre si può stare collegati.

Ma in quello che ci scrivo, sono vero:
scrivo di getto, scrivo senza ingegno
sia ai nomi noti, sia agli sconosciuti;

se mi si lascerà, passando, un segno,
che il commento lasciato sia sincero,
amici e ospiti: siete i benvenuti.




Le mie rubriche:


Sono benvenuti suggerimenti, segnalazioni, insulti gratuiti.
E, se non fosse che le musichine di sottofondo dei blog mi danno l’orticaria, qui ci sarebbe questa.





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domenica 3 giugno 2007 - ore 11:31


Ode alla vita
(categoria: " Poesia ")


(Pablo Neruda)

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi fa della televisione il suo guru.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle ’i’
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.



Buona vita a tutti.

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giovedì 31 maggio 2007 - ore 12:06


Conigliando una conigliatrice
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ci sono giornate in cui le cose vanno in modo strano. Torni a casa esausto dopo la solita trasferta Padova-Milano-Padova e pensi che non sei riuscito a andare al funerale della sorella di tuo nonno perché dovevi fare lezione, che a volte le situazioni rischiano di ingarbugliarsi o di esplodere per una sfumatura o un’eccesso di irruenza, che se il tuo batterista non avesse subito un incidente d’auto sarebbe stato meglio, che hai una montagna di roba da stirare e non c’è tempo di farlo (neanche stasera, perché ti aspettano le prove con il gruppo, sia pur senza batterista), che la probabilità che i tuoi sms ricevano risposta continua a sembrare inversamente proporzionale all’importanza che ciò avvenga.

Poi però pensi anche che la lezione, tutto sommato, non è stata affatto male e che, anzi, hai avuto la netta impressione di riuscire a entrare bene nelle teste degli studenti. E pensi che era davvero una giornata splendida, una di quelle in cui da Desenzano si arriva a vedere il Trentino.


E a quel punto pensi: ma chi se ne frega, ho il guanciale, ho la cipolla, ho il vino da cottura, questa sera una pasta alla Gricia non me la toglie nessuno. Riscopri il piacere di cucinare per te stesso e, mangiando il frutto del tuo operato, ti viene addirittura di pensare che, a volte, la perfezione è di questo mondo.

Poi, a tarda serata, arriva anche una telefonata inattesa e bellissima. Così te ne vai a dormire pensando che, inaspettatamente, hai passato un’altra splendida giornata.

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lunedì 28 maggio 2007 - ore 10:54


Idea e azione
(categoria: " Riflessioni ")


Visitando il blog di un mio visitatore (ormai è tutto quello che riesco a permettermi di fare, il tempo è talmente poco...) trovo con piacevole sorpresa una storica frase di Ernesto "il Che":
O siamo capaci di sconfiggere le idee contrarie con la discussione, o dobbiamo lasciarle esprimere. Non è possibile sconfiggere le idee con la forza, perché questo blocca il libero sviluppo dell’intelligenza.

Sorvoliamo, direi, sul fatto che "nei luoghi di cui si parla" (come direbbe quel simpatico bigotto del Manzoni) le cose non siano andate esattamente così. Il punto è che, se è assolutamente vero che non è possibile sconfiggere le idee con la forza, tutto il resto della frase può essere stato concepito soltanto da una persona che ha avuto una fortuna incredibile nella vita: quella di avere a che fare con persone intelligenti.

Io mi trovo quotidianamente di fronte a persone la cui idea si può riassumere nel fatto che due più due fa cinque. Se provo a "sconfiggere con la discussione" tali idee, mi trovo tacciato (a) di essere un rompimaroni o (b) di non rispettare le idee degli altri. Al punto che ormai dubito di me stesso a ogni passo. Diamine, non posso mica continuare a arrogarmi di pensare che cento miliardi di mosche sbaglino tutte e che solo io sia nel giusto: forse dovrei davvero mettermi anche io a mangiare merda.

Provate voi.

Cazzo, che invidia, comandante! Vivevi in un tempo in cui le idee si confrontavano le une con le altre, invece di contrapporsi a scontro. O, perlomeno, cercavi di convincerci che fosse così.

Però sei durato meno di quarant’anni, e finito tradito dai tuoi stessi amici. Per questo t’invidio meno e, anzi, mi dispiace per te. Hasta la inteligencia, comandante: i tuoi migliori pensieri e le tue migliori idee vivono ancora in noi, il che è probabilmente la miglior fortuna che un uomo possa avere.


-- Comandante Ernesto Guevara detto "il Che", ma che cazzo farai tu da grande?

-- El poster, Xxx can!


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domenica 20 maggio 2007 - ore 18:06


Scusate...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


... ma ho capito bene o quello strano tipo di Santoro, che è tornato in televisione solo di recente, ha detto che dell’Utri è stato condannato a un biennio di fresco per delle storie che hanno a che fare con delle strane persone che abitano in un’isola del Mediterraneo?

Ho capito bene? Eppoi: ho capito bene oppure si è anche incazzato (sempre quello strano tipo del Santoro, non il povero dell’Utri ingiustamente vessato da giudici mangiatori di bambini) perché nessun giornale ha dato la notizia? Eh?

Ma voglio dire: perché questi comunisti non si fanno mai i cazzi loro, dico io! Ce li hanno i miliardi i comunisti? Eh? E le reti televisive? Eh? E i giornali? Eh? E se le trombano le veline, e la Yespica, e la Folliero? Eh? E allora, che cazzo rompono le palle! Un sorso di vodka di importazione e poi a letto presto, per cortesia.

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giovedì 17 maggio 2007 - ore 12:50


Promesse elettorali
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ragazzi, questa sì che è una campagna elettorale di tutto rispetto! Speriamo soltanto che mantengano le loro promesse.

NEE - Antwerpen

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domenica 13 maggio 2007 - ore 12:08


The internet is for...
(categoria: " Pensieri ")


(per chi ancora avesse dubbi)

Video (e testo)

(grazie Fly)

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venerdì 11 maggio 2007 - ore 19:41


No stame fermar desso
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Stanote go proprio voja de pasarmela ben; me sento vivo, ’desso rabalto el mondo come un calsetto. So’ drio ’ndar a torxio contento come ’na Pasqua, e ’lora no stame fermar desso, no stame fermar parché so drio pasarmela ben, so drio pasarmela ben!

So’ ’na stela cadente che strissia el cielo, come na tigre che ghe core in buelo ale legi de gravità, na machina da corsa che passa da chele parti come Ledi Godiva, so’ drio ’ndar, ’ndar, ’ndar, no ghe xe chi che xe bon fermarme: bruxo nel cielo, doxento gradi (par questo i me ciama Mister Farenait), me movo ala velocità dela luce, desso te trasformo in un omo supersonico.

No stame fermar ’desso, so’ drio pasarmela cussì ben, so in bola; no stame fermar ’desso: se ti ga voja de pasartela ben basta che ti me daghi un ciamo e ’lora no stame fermar ’desso, parché so drio pasarmela ben e no ghe penso gnianca a fermarme.

So’ ’na nave a reassion in rota par Marte, rota de colision, so un satelite fora dal controlo, so’ ’na machina da sesso pronta a scominsiar de novo, come na bomba ’tomica là là par s-ciopar! Bruxo nel cielo, doxento gradi (par questo i me ciama Mister Farenait), me movo ala velocità dela luce, desso te trasformo in una femena supersonica.

E insoma, no stame fermar, va ben? E cetera.

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giovedì 10 maggio 2007 - ore 01:06


Dans les bois éternels
(categoria: " Vita Quotidiana ")


"Bois", in francese, ha almeno tre significati: "legna" (anche nel senso di materiale: "une pipe en bois" = una pipa di legno), "bosco" (eh, il Bois de Boulogne, no?) e "corna" (quelle di un cervo o di un camoscio, non mi risulta che la cosa si applichi anche alle persone particolarmente sfortunate nella scelta del compagno di vita). In questo romanzo, Fred Vargas gioca ampiamente su questo multiplo senso, anche se ovviamente ciò rischia di perdersi un po’ nella traduzione italiana (nonostante gli sforzi apprezzabili, e talora quasi geniali, della traduttrice Margherita Botto).

Tornando ai livelli di "Parti in fretta e non tornare", e quindi risalendo di quel poco rispetto al meno felice "Sotto i venti di Nettuno", il commissario Adamsberg è ancora un efficacissimo e adorabile "spalatore di nuvole" dagli improbabili nessi logici. I personaggi -- inclusi i due o tre "nuovi" -- sono tratteggiati in modo delizioso e lo sviluppo della vicenda è tutt’altro che sciocco, nonostante qualche licenza forse un po’ troppo sopra le righe, ma tutto sommato perdonabile. Certo, forse il colpo di scena principale è un po’ prevedibile, ma del resto sono stati scritti così tanti gialli che, probabilmente, creare qualcosa di completamente originale è ormai davvero difficile.

Insomma: questo romanzo mi ha efficacemente riconciliato con la sua autrice. Buona giornata a tutti.

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martedì 8 maggio 2007 - ore 01:31


Son sempre loro...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Monty Python -- The Philosophers’ song

Immanuel Kant was a real pissant
who was very rarely stable.
Heidegger, Heidegger was a boozy beggar
who could think you under the table.
David Hume could out consume
Schopenhauer and Hegel,
And Wittgenstein was a beery swine
who was just as sloshed as Schlegel.

There’s nothing Nietzsche couldn’t teach ya
’bout the raisin’ of the wrist.
Socrates himself was permanently pissed.

John Stuart Mill, of his own free will,
after half a pint of shandy was particularly ill.
Plato, they say, could stick it away,
half a crate of whiskey every day!
Aristotle, Aristotle was a bugger for the bottle,
and Hobbes was fond of his Dram.
And Rene Descartes was a drunken fart:
"I drink, therefore I am."

Yes, Socrates himself is particularly missed;
A lovely little thinker,
but a bugger when he’s pissed.

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venerdì 4 maggio 2007 - ore 17:49


Il vangelo secondo Gesù Cristo
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Tra i non pochi amici che ho la fortuna di avere, ce n’è uno con il quale negli ultimi tre mesi praticamente non avevamo avuto contatti. A volte capita, senza una ragione particolare: la cosa bella è che poi ci si ritrova e si ricomincia a parlare esattamente dal punto in cui ci si era interrotti iniziando con heri dicebamus, dicevamo ieri.

Dopo tre mesi di quasi totale assenza di contatti, insomma, mi arriva da lui un’e-mail:
José Saramago, "Il vangelo secondo Gesù Cristo", non cercare informazioni, non leggere nemmeno il risvolto di copertina, sparatelo direttamente in vena.
Non so che altro dire se non: aveva ragione.

Buona giornata a tutti.

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